Ghost in the Shell - Stand Alone Complex 2nd GIG

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| Titolo Originale: |
Koukaku Kidoutai S.A.C. 2nd GIG |
| Titolo Inglese: |
Ghost in the Shell - Stand Alone Complex - 2nd GIG |
| Formato: |
Serie TV |
| Anno: |
2004 |
| Episodi: |
26 |
| Disponibilità: |
Panini Video |
| Valutazione: |
8,412 (media 8,846, basata su 13 recensioni) |
| Opinioni episodi: |
0
0
0  |
| Genere: |
Azione, Fantascienza, Mistero, Poliziesco |
| Siti Consigliati: |
Anidb |
| Nazionalità: |
Giappone |
| Lista Anime: |
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| Nelle liste come: |
7 in visione, 94 completato, 5 in pausa, 1 sospeso, 1 da rivedere, 48 da vedere. |
| Tags: |
Ghost in the Shell |
| Immagini: |
25 (by Tacchan) |
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Pan Daemonium
Per l'anime Ghost in the Shell - Stand Alone Complex 2nd GIG
Serie TV di genere Azione/Fantascienza/Mistero/Poliziesco
Episodi Visti: 26 su 26 --- Voto: 8 La seconda serie di GITS, sempre diretta da Kamiyama, ma con il supporto di Oshii in persona, mostra alcune migliorie e alcune "arretratezze" rispetto alla precedente.
Migliorie tecniche e grafiche indubbiamente, con animazioni ottime, particolareggiate e prive di quel 3D forzato che ogni tanto si osservava nella prima serie. Una trama complessa e intrigante da un punto di vista sociologico è un altro punto a favore di quest'opera, trama che incentra lo sguardo sugli Individual Eleven, individui che in modo terroristico tentano di lottare per la liberazione politica dei rifugiati, ossia i non-nipponici residenti in Giappone dopo le emigrazioni dovute alle guerre.
Questo tema porta a sua volta la questione del come gli allogeni si sentono trattati dagli autoctoni e di come rispondono alla cosa, tema di stretta attualità.
Indispensabili soprattutto gli episodii che trattano il passato di alcuni protagonisti, indubbiamente episodi riempitivi, ma bellissimi.
Una pecca è nella forse eccessiva complessità della trama. Qui ritroviamo gli stessi punti-chiave presenti nella serie precedente: una volontà terroristica, hacking, complotti politici e sotto-complotti finanziari. La differenza rispetto alla storia del Laughing Man è una maggiore complessità, troppi intrecci complessi che dopo un po' mi hanno semplicemente irritato. Come detto non mancano episodi anche ipnotici come l'undicesimo, molto alla stregua di 'Innocence', ma il resto della serie è concentrata soprattutto sull'azione e sul tessere fili 'complottistici' l'uno sull'altro.
Conclusione: indubbiamente superiore alla prima serie in qualità tecnica, il '2nd GIG' è forse leggermente più pesante rispetto alla prima serie per quanto riguarda la trama. L'8 però viene confermato.

M3talD3v!lG3ar
Per l'anime Ghost in the Shell - Stand Alone Complex 2nd GIG
Serie TV di genere Azione/Fantascienza/Mistero/Poliziesco
Episodi Visti: 26 su 26 --- Voto: 8 La Sezione 9 si ricostruisce e torna al lavoro in questa seconda stagione di 'Ghost in the Shell: Stand Alone Complex', messa su dal medesimo staff della prima serie, che stavolta s'avvale però anche del contributo di Mamoru Oshii, autore della storia qui raccontata. '2nd GIG' ripropone molto esaurientemente, forse anche troppo, tematiche incontrate in precedenza riguardanti questioni diplomatiche e riflessioni politico-sociali-filosofiche, innestandole in uno scenario cyberpunk di grande atmosfera. Spettacolare come sempre è la riproduzione del mondo ultratecnologico del manga di Shirow, logoro di ben quattro guerre mondiali e teatro di un fitto intreccio di eventi che vedrà il maggiore Motoko e i suoi alleati occuparsi di un caso ostico quanto quello dell' 'Uomo che ride'.
I nuovi 'nemici' si fanno chiamare 'Undici individuali', sono a capo di un'intera popolazione di profughi generatasi in seguito ai due precedenti conflitti mondiali, e sono in procinto di dichiarare l'indipendenza di Dejima, cioè l'isola artificiale in cui si sono ghettizzati, dal Giappone. Il 'dietro le quinte' di tali vicende sarà tuttavia svelato a poco a poco: tra un'operazione e l'altra, sarà dato spazio sia al proseguimento del plot primario, sia all'approfondimento di qualche personaggio, tra i quali anche Kusanagi. Scopriremo finalmente qualcosa in più sul suo passato e apprezzeremo qualche altro particolare della sua affascinante personalità. Restando in tema 'caratterizzazione', fa piacere notare che il look donato in quest'occasione alla nostra eroina sia molto più elegante, sensuale e soddisfacente di quello da 'cubista' esibito nella prima serie.
La cura per il design in '2nd GIG' è sempre altissima: volti, computer, veicoli, armi, corpi meccanici si presentano con estremo realismo e la direzione dei fondali tende spesso a lasciare senza parole. Il comparto tecnico spicca letteralmente in volo nelle sezioni più movimentate, dove il rivestimento computerizzato delle animazioni rende l'azione estremamente fluida e 'cinematografica'. La direzione della colonna sonora è ancora in mano a una Yoko Kanno sempre ispirata, anche se devo ammettere di aver trovato discordante la collocazione di alcuni brani in certi frangenti.
In tutto questo, le impressioni che questa seconda serie mi ha lasciato non sono state tutte positive, anzi: a dir la verità, ho trovato non poche difficoltà, specialmente nel corso dei primi dieci episodi, a mandar giù una sceneggiatura piuttosto prolissa e una trama che stentava a ingranare. Per fortuna poi il ritmo è leggermente salito, mantenendosi costante fino alla fine, ma è evidente che, rispetto alla serie del 2002, sia stato tutto appesantito un pochino. Tutto sommato siamo comunque al medesimo livello, per cui anche la mia valutazione resta ferma sull'otto.

__Nergal__
Per l'anime Ghost in the Shell - Stand Alone Complex 2nd GIG
Serie TV di genere Azione/Fantascienza/Mistero/Poliziesco
Episodi Visti: 26 su 26 --- Voto: 9 Ed eccola, la Sezione 9 ritorna con la seconda serie di Ghost in the Shell. Questa nuova serie riprende tutti i punti a favore della precedente migliorandoli: realizzazione tecnica superba e trama migliore.
La struttura su cui si basa sviluppa la trama che in questo caso vedrà la Sezione 9 alle prese contro un gruppo di criminali, gli "Undici Individuali", ispirati a un saggio di Patrick Silvestre. Il tutto inizia con l'assalto all'ambasciata cinese e continuerà in una serie di attentati da parte del gruppo, il quale ha come scopo rendere indipendenti i profughi rifugiatisi in Giappone dopo la quarta guerra mondiale (eh sì, non sempre il futuro è meglio del presente).
Ben presto si capirà che il caso degli "Individual Eleven" è qualcosa di ben più grosso e che si nasconde qualcuno dietro a tutto ciò che sta accadendo, ma per scoprirlo non c'è altro modo che guardare e scoprire.
I personaggi sono i soliti, tornano anche i tachikoma, che ci avevano malamente lasciato al termine della prima serie - dal canto mio è stato il momento più triste di SAC.
In alcune puntate vengono descritti i passati di alcuni membri della sezione, potremo, ad esempio, conoscere qualcosa di più su Saito e Paz, che vengono solitamente relegati a parti minori della storia.
Come nella prima serie, anche in questa al termine di ogni episodio potremo gustarci le gag dei tachikoma con una simpatica sigla stile Metro Goldwyn Mayer. Proprio loro saranno, ancora una volta, uno dei punti forti della serie con le loro continue domande su cosa sia la vita e, finalmente, riusciranno a comprendere cosa sia il "Ghost" e forse ad averne uno anche loro.
Musiche, computer grafica e altri effetti speciali sono i migliori che io abbia mai visto in un anime, gran bel lavoro sotto questo punto di vista. Se avete amato la prima serie dovreste buttarvi letteralmente su questa mentre se, con la mia recensione vi ho incuriosito (spero proprio di sì), correte a vedervi subito la prima. Senza dimenticare il meraviglioso film del 1995.

bob71
Per l'anime Ghost in the Shell - Stand Alone Complex 2nd GIG
Serie TV di genere Azione/Fantascienza/Mistero/Poliziesco
Episodi Visti: 26 su 26 --- Voto: 8 Questo nuovo capitolo di Ghost in the shell S.A.C. risale al 2004, ancora per la regia di Kenji Kamiyama, e riprende le avventure della Sezione 9 di pubblica sicurezza dove le avevamo lasciate al termine della prima serie. In questo caso gli autori mettono una “pezza” alle molte “falle” presenti nel primo S.A.C., aggiustano il tiro e sfornano un prodotto nettamente migliore sotto diversi aspetti. La formula seriale resta però inalterata con la storia principale (individual episodes) spezzettata e alternata alle puntate autoconclusive (dividual episodes) e a quelle relative alle macchinazioni del Servizio Informazioni (dual episodes). Il mio personale consiglio allo spettatore è di giocare d'anticipo riprogrammando manualmente la sequenza degli episodi, saltando a piè pari i capitoli a sé stanti - riservandosi di visionarli in un secondo momento - per potere fruire in modo continuativo e lineare della corposa e articolata storia principale.
Questa vede i nostri eroi alle prese con l'intricato caso degli Undici Individuali sullo sfondo dei soliti intrighi geopolitici e della crisi umanitaria legata al fenomeno dell'immigrazione di massa e dei profughi di guerra. L'intreccio è folto e complesso e per molti aspetti più maturo e adulto rispetto al caso de "l'Uomo che ride". Mentre in quel caso si rifletteva molto sul rapporto tra media e società in scenari da spionaggio industriale, ora ci si sofferma sui fermenti sociali e sull'insurrezione popolare prendendo spunto direttamente dai moti rivoluzionari di stampo ideologico del secolo scorso con risvolti di terrorismo politico e complottismo governativo.
Le puntate “dividual” questa volta sono trattate con lo stesso riguardo e dignità delle controparti “individual”, presentano trame originali e ricercate con spiccate caratteristiche artistiche e spunti letterari. Si è puntato di più sul racconto monografico che dà un tono da cortometraggio anche a costo di mettere da parte per un attimo i protagonisti principali. Inoltre si ha la possibilità di approfondire la conoscenza di nuovi personaggi (le new entry della sezione 9) che nella prima serie figuravano come poco più che comparse e qui escono finalmente dall'anonimato per acquistare un po' più di rilievo. Da segnalare il bell'episodio incentrato su Saito (a metà fra "Full metal jacket" e "Il nemico alle porte") e quello ambientato a Berlino che fa il paio con quello di Londra del primo S.A.C. e cita arditamente il dittico di Wim Wenders.
Il design dei personaggi varia parecchio a seconda degli artisti che via via si avvicendano, ma la cosa non guasta, anzi dà un senso di freschezza e originalità visto che ognuno ci mette la propria impronta stilistica e la propria firma. Personalmente preferisco il disegnatore dell'episodio “Cena vegetariana”, l'unico che ci regala una Motoko all'altezza del lungometraggio. Il maggiore infatti è quello che soffre di più a livello di design. Sebbene molto migliorato “fisicamente” dal primo S.A.C., sembra non riuscire ancora a trovare una sua dimensione peculiare soprattutto nell'anatomia del volto, che il più delle volte appare irrealistico e fuori contesto rispetto alla fisionomia realistica e verosimile degli altri personaggi. Anche il suo carattere è più autoironico e credibile, mentre il suo costumista rivede molte delle vecchie scelte per un “look” più sobrio e stilisticamente efficace. Gli altri protagonisti sono tutti ben tratteggiati sia nel design sia nella personalità. Da sottolineare il netto miglioramento di Batou, che acquista più spessore e dignità. Fra i personaggi nuovi spicca l'elegante ed impeccabile primo ministro del governo giapponese, alle cui dirette dipendenze lavora la sezione 9.
Inutile dire che anche questa volta tornano a spadroneggiare i Tachikoma, con i loro siparietti dalla grafica minimale. Questa volta citano in chiusura di puntata nientemeno che Dig Dug per la gioia dei retrogamers più accaniti.
Il livello del comparto tecnico-artistico, già elevatissimo nella prima serie, qui è tarato ulteriormente verso l'alto, toccando vette inusitate per una serie TV - anche a livello di budget! Si assiste a una cura maniacale delle scene a tutto vantaggio di un'esperienza visiva spettacolare. Mi spiace non aggiungere nient'altro al fantastico lavoro di “confezionamento”, ma bisogna vedere per credere.
Dispiace constatare la presenza di molte idee prese in prestito da Matrix, che da “ispirato” diviene fatalmente “ispiratore” di Ghost in the shell!
Le musiche di Yoko Kanno si attestano su livelli sublimi, i temi non si discostano molto dall'eccellente lavoro sulla prima serie e virano leggermente verso arrangiamenti rock. Da citare le belle sigle di apertura e chiusura, quest'ultima particolarmente riuscita.
Per concludere direi che la messa in scena di questa seconda tornata di 26 capitoli S.A.C. è stata una piacevole esperienza, di gran lunga migliore rispetto alla precedente serie. Anche se di questa ne ricalca la vena prosaica, l'impostazione generale e la vocazione commerciale, si apprezzano i passi in avanti fatti dai realizzatori e il risultato complessivo è di tutto rispetto e merita senz'altro l'attenzione degli appassionati (e non) di questo titolo.

Shiro-san
Per l'anime Ghost in the Shell - Stand Alone Complex 2nd GIG
Serie TV di genere Azione/Fantascienza/Mistero/Poliziesco
Episodi Visti: 26 su 26 --- Voto: 8 Ci troviamo nuovamente di fronte ad un prodotto nato nell’universo di Ghost in the Shell creato da Masmune Shirow. Realizzato nel 2004 da Kenji Kamiyama, esso segue gli avvenimenti della prima serie "Ghost in the Shell: Stand Alone Complex": ci troviamo di fronte agli ormai famosissimi personaggi del Sezione 9, le stesse ambientazioni dei film e alla classica atmosfera tipica dei cyberpunk.
Avverto subito che in quest'anime ci sono diversi legami con la serie precedente, soprattutto nei riferimenti al fantomatico “Stand Alone complex” del titolo. Esso, fondamentalmente, per come l'ho inteso io, consiste nell’imitazione e nella reinterpretazione personale (o sfruttamento) dell’idea del vero creatore. Il messaggio inviato da Kamiyama è che la società è basata, anche se inconsciamente, su questo complesso: moda, amicizie, amore, sentimenti, interessi e la stessa vita seguono il principio della solitudine umana ancorata alla ripetizione e alla falsa reinvenzione di idee precedentemente perseguite. L’unica via d’uscita alla comunione e all’assorbimento umano dello Stand Alone Complex è la curiosità.
Questa è la prima trasposizione animata che delucida l’ignaro spettatore riguardo alla ormai conclusa III guerra mondiale e al passato della protagonista, il maggiore della sezione 9, Motoko Kusanagi. Le vicende sono incentrate su una ribellione da parte dei profughi situati in Giappone (originatisi a causa dei precedenti conflitti mondiali), ridotti a essere dei “paria” della nazione, intoccabili abbandonati in un’isola ghetto, Dejima. In questa situazione drammatica per il paese vi è l’intromissione del Servizio Informazioni, il quale cerca in tutti i modi di fare scoppiare una guerra civile.
La storia è molto complessa e richiede un’attenzione elevata e costante per non perdere dettagli determinanti.
Dal punto di vista grafico la serie segue la falsa riga del primo Stand Alone Complex - il quale è stato l’anime con il budget per la realizzazione più elevato di sempre -; esso risulta indubbiamente di altissimo livello, anche se in alcuni punti secondo me l’ombra e l’oscurità permeano eccessivamente la scena.
Degne di nota le musiche dell’intramontabile Yoko Kanno, la quale, anche questa volta, non nasconde la sua bravura e il suo “mestiere”. Bellissima l’opening cantata da Origa (cantata in russo e inglese) e intitolata Rise.
Il comparto tecnico risulta di livello altissimo e la trama è buona e intrigante. Il mix è ottimo, però nonostante questo considero i precedenti lavori legati a Ghost in the Shell un gradino più in alto - questi erano dei veri capolavori.

giorgio13
Per l'anime Ghost in the Shell - Stand Alone Complex 2nd GIG
Serie TV di genere Azione/Fantascienza/Mistero/Poliziesco
Episodi Visti: 26 su 26 --- Voto: 9 Sono passati due anni da quando la Sezione 9 fu forzatamente sciolta; in quel periodo i membri si sono ritrovati, hanno ricostruito il loro quartier generale e hanno ripreso il loro ruolo di forze speciali esperte di tecnologie informatiche, ma lo fanno senza il consenso ufficiale del governo giapponese.
La sede dell’Ambasciata Cinese viene assaltata da un gruppo di terroristi che si fanno chiamare “Individual Eleven”: prendono molti ostaggi e minacciano di ucciderli se non sarà cambiata la politica di accoglienza verso i profughi di guerra. Sul posto vengono subito inviate le squadre anti-terrorismo, ma non riescono a fare nulla.
Il Primo Ministro Kayabuki (eletta dopo il caso del Laughing Man della scorsa stagione) affida quindi ad Aramaki il compito di risolvere la situazione, promettendogli che ripristinerà la Sezione 9, a patto che nessun ostaggio muoia nell’operazione; tutto fila liscio, così i protagonisti possono ritornare a essere un’unità riconosciuta ufficialmente.
Nel 2nd GIG viene fatta più chiarezza sul mondo futuristico dove avvengono le vicende: ben due guerre mondiali (la terza nucleare e la quarta non nucleare) hanno sconvolto l’assetto internazionale. Il Giappone ha quindi invitato tutti i profughi asiatici a entrare nel paese, offrendo loro lavori che richiedono molta manodopera a basso costo; ma i numerosissimi “ospiti” non hanno diritti, sono delusi dalla vita misera che conducono; l’equilibrio che si è creato tra la loro e lo Stato sta per crollare. Le vicende di tutta la serie ruoteranno intorno a questa delicata situazione, affrontando quindi difficili e profonde tematiche politiche e sociali.
A complicare ulteriormente le cose ci sarà Kazundo Gouda, misterioso capo del servizio di Intelligence, che ficcherà sempre più spesso il naso negli affari della Sezione 9.
Non mancheranno anche questa volta gli episodi con trama a sé stante: quello intitolato Trial mi è particolarmente piaciuto, perché affronta, attraverso un processo in tribunale, lo spinoso e complicato rapporto uomo-macchina, perno centrale dell’universo GITS.
Si saprà qualcosa in più su alcuni membri della Sezione 9 dei quali nulla era stato detto nella prima stagione, e verrà anche fatta luce sul passato del Maggiore.
I simpaticissimi Tachikoma ricopriranno un ruolo fondamentale nello svolgersi delle vicende, e ovviamente non mancheranno di porsi le solite domande esistenziali.
Chi ha apprezzato GITS SAC non può non vedere questa seconda serie, a mio avviso superiore alla prima.

SuperFra
Per l'anime Ghost in the Shell - Stand Alone Complex 2nd GIG
Serie TV di genere Azione/Fantascienza/Mistero/Poliziesco
Episodi Visti: 26 su 26 --- Voto: 8 Ghost in the Shell: Stand Alone Complex - 2nd GIG è la seconda serie animata, composta da ventisei episodi, dell'omonimo anime che ha sbalordito ed affascinato milioni di utenti.
In questa seconda serie viene privilegiata la parte comprendente azione e politica, essi si trovano ad intrecciarsi in decine e decine di maglie sempre più fitte e complesse.
Tali maglie tal volta risultano però essere soffocanti, in quanto le problematiche economico-politiche-sociali iniziano a diventare talmente importanti e sottili da estraniare un'utente con una cultura media.
Praticamente l'anime, penso, tenti di elevarsi ulteriormente implementando in se citazioni e moventi sempre più impliciti e particolarmente nascosti fra le righe di dialoghi, scene e situazioni.
La trama infatti narra di un gruppo di ribelli chiamati "Undici individuali" , che in segno di protesta e sabotaggio compiono spesso azioni terroristiche apparentemente senza senso.
Essi risulteranno non essere altro che uno specchio per le allodole in cui si è insediato Hideo Kuze un influente rivoluzionario.
La finalità di Kuze è quella di rendere indipendente o meglio inglobare l'isola di Dejima dove si sono stabiliti da tempo tutti i profughi scaturiti dalle due guerre mondiali.
Essi rivendicano il diritto di essere riconosciuti ufficialmente dal Giappone come cittadini normali.
Sotto la minaccia di un'insurrezione si viene delineando un curioso retroscena legato a vicende internazionali.
A tirare le file di tutta la vicenda è in realtà il capo del servizio informazioni giapponese, che in accordo con gli Stati Uniti mira ad una militarizzazione del proprio paese al fine di prenderne il potere.
Oltre a tutto ciò verranno delineati, col passare delle puntate, interessanti rapporti fra il maggiore Motoko Kusanagi e il ribelle Kuze, che affondano le proprie radici nel lontano passato dei due.
Come già detto in precedenza, la seconda serie di Ghost in the Shell si differenzia dalla prima in fatto di tematiche, non in senso di argomentazioni, ma in fatto di quantità e qualità espressive.
Infatti nella seconda serie viene data maggior importanza e rilevanza alla struttura narrativa piuttosto che alle riflessioni e alle denunce socio-psicologiche derivanti dalla meccanizzazione del mondo e dalla nascita di androidi sempre pi alienanti.
Dal punto di vista tecnico l'anime è comunque realizzato in modo ineccepibile, sia la colonna sonora, che il doppiaggio sono di buonissimo livello (anche se sempre inferiori al suo predecessore).
Graficamente invece è denotabile un lieve miglioramento, che riesce nel compito di spettacolarizzare molte scene clou.
In definitiva Ghost in the Shell: Stand Alone Complex - 2nd GIG risulta essere un ottimo titolo, che però non riesce ad eguagliare lo splendore del suo antenato.
Si ci trova dinanzi ad un figlio che, anche se con buoni risultati, cerca di imitare il padre senza però riuscire ad eguagliarlo.
Questa è l'eccezione che conferma la regola che dice "l'allevo supera il maestro".

Achille
Per l'anime Ghost in the Shell - Stand Alone Complex 2nd GIG
Serie TV di genere Azione/Fantascienza/Mistero/Poliziesco
Episodi Visti: 26 su 26 --- Voto: 9 Potrei scrivere pagine infinite sui meravigliosi disegni, sulle animazioni eccezionali, sui colori e le luci superbi, sui fondali e le ambientazioni da togliere il fiato. Potrei sommare righe su righe sull'azzeccatissima regia , sulla sceneggiatura sbalorditiva, sulla profondità agghiacciante dei personaggi, sulla colonna sonora/portante da incanto di Yoko Kanno (sempre sia lodata!). Potrei scrivere su tanto altro ancora, potrei tirarne fuori un'enciclopedia per gli Stand Alone Complex (d'altronde visto che c'è già quella per gli Eva-ngelisti, ce la meriteremmo pure noi), potrei e ne sarei tentato e mi piacerebbe davvero farlo, ma non lo farò. Chiunque può accorgersi da solo quanto sia accecante lo scintillare della conchiglia. Ma dentro questa, brilla una luce più profonda, una luce più segreta, una luce che è emanazione di un Ghost, un Ghost che è una storia d'amore infranta. Una storia d'amore infranta tra due bambini, una storia d'amore infranta tra un uomo e una donna, una storia d'amore infranta tra un Maggiore e il suo ufficiale, tra l'anima delle IA e la vita, tra lo stato e la nazione, tra la rivoluzione e il sogno, una storia d'amore infranta tra l'utopia e la realtà. Storia d'amore infranta potente, toccante, struggente, che fa riflettere, che mozza il respiro, ma che soprattutto emoziona in un modo senza eguali, che pochi altri hanno avvicinato nell'animazione e non soltanto.
Un 2nd GIG che è solo infinito.
Sezione 9 - curiosità
Per la serie "Quale personaggio avreste voluto interpretare?":
Il 96% del pubblico maschile ha votato lo spacciatore ragazzino scemo dell'episodio 17 che dorme con Motoko (altro che "passo"!!!).
eris
Per l'anime Ghost in the Shell - Stand Alone Complex 2nd GIG
Serie TV di genere Azione/Fantascienza/Mistero/Poliziesco
Episodi Visti: 26 su 26 --- Voto: 10 Se avete visto la prima dovete guardare la seconda, qui tanti dubbi che si sono creati con la prima serie troveranno una risposta.
Ora la storia si fà man mano più chiara, diciamo che l'autore con la prima serie ha buttato le fondamenta e ora con la seconda da libero sfogo. Intrigante, appassionante e da brivido quando vi accorgerete che anche le macchine hanno un'anima e che, chi sembrava così freddo e cinico alla fine si rivela tutto il contrario...
fabriziobadux
Per l'anime Ghost in the Shell - Stand Alone Complex 2nd GIG
Serie TV di genere Azione/Fantascienza/Mistero/Poliziesco
Episodi Visti: 26 su 26 --- Voto: 10 Una serie che merita sicuramente il voto pieno. Un lavoro di qualità sia per quanto riguarda l'aspetto tecnico (colonna sonora, Cg, animazione, disegni) sia per la trama. E' la storia di giochi di potere e di lotte interne al governo. La storia della Sezione 9 obbligata a superare diversi ostacoli per aiutare il proprio paese. E' la storia di 9 Tachikoma e del loro cammino verso la conquista di un ghost. Ottima storia, con un finale drammatico e intenso.
Alex
Per l'anime Ghost in the Shell - Stand Alone Complex 2nd GIG
Serie TV di genere Azione/Fantascienza/Mistero/Poliziesco
Episodi Visti: 26 su 26 --- Voto: 8 Non è semplice esprimere pareri su un anime come Ghost in the shell in quanto l'elemento soggettivo ha un ruolo notevole sulla percezione che il mondo di Kidoutai dà allo spettatore.
Il motivo di questa partecipazione a mio parere risiede nel fatto che la visione dell'autore può considerarsi come una proiezione verso il futuro del nostro tempo.
E' chiaro quindi che se da una parte alcuni possono rimanere indifferenti e vederlo solo come l'avventura di un gruppo scelto che combatte terribili minacce cybernetiche altri possono scorgere un significato molto più profondo.
In un futuro dove non è più possibile scindere la componente umana da quella robotica,dove la biogenetica ha preso il posto della meccanica e dove l'etica dell'unicità di ogni individuo appartiene al passato l' ''anima'' nella sua accezione più Platonica pare trasparire anche da corpi robotici e pure dalla stessa rete.
L'idea che traspare è che il binomio anima/corpo si identifichi con il binomio software/hardware.
Allora appare questo ciò che GiTS vuole trasmettere?
In realtà l'autore va oltre.
L'idea dello Stand Alone (per intenderci l'idea di copie dell'originale che del loro modello conservano solo una forma e uno fine simile) porta con se una forte carica di individualismo e di autonomia.
Durante la storia a ben vedersi questo fenomeno metterà più volte in difficoltà la sezione nove e in particolare il Maggiore ovvero il personaggio più convinto della sottile linea di demarcazione che distingue l’anima e il software.
Una serie senza dubbio interessante.
Porco rosso
Per l'anime Ghost in the Shell - Stand Alone Complex 2nd GIG
Serie TV di genere Azione/Fantascienza/Mistero/Poliziesco
Episodi Visti: 26 su 26 --- Voto: 10 L influenza di Oshii si sente. Anche solo come coideatore le sue trovate sono semplicemente geniali. Credo sia il caso di parlare di unico progetto che comprende (cronologicamente): I due film, la prima e la seconda serie, e lo speciale Solid State. Si e' fatta un po' confusione nelle date, ma si sa'... la perfezione non e' di questo mondo. Invidio i Nippo che i ritrovano in Tv simili capolavori.
Yusuke Urameshi
Per l'anime Ghost in the Shell - Stand Alone Complex 2nd GIG
Serie TV di genere Azione/Fantascienza/Mistero/Poliziesco
Episodi Visti: 17 su 26 --- Voto: 10 La Sezione 9 di Pubblica Sicurezza torna in scena con una nuova serie di 26 episodi. Come per la prima serie, alcuni episodi porteranno avanti la trama principale (Complex Episodes) mentre altri saranno completamente indipendenti (Stand Alone Episodes).
Lo standard grafico è lo stesso se non migliore, di quella della prima serie con ambienti e mecha reallizzati alla perfezione grazie al contributo della già sperimentata tecnica del cel-shading che permette di ottenere sui modelli 3D delle sfumature e delle ombre che simulano la classica resa cromatica dei cartoni animati.
Per quanto riguarda le musiche, sono ancora una volta a cura di Yoko Kanno (Cowboy Bebop, Wolf's Rain). La colonna sonora presenta oltre alla sigla iniziale in russo e inglese cantata da Origa e alla sigla finale in inglese cantata da Steve Conte, anche due canzoni in italiano cantate da Ilaria Graziano.
Da gennaio 2004 la serie è stata trasmessa in Giappone su Sky Perfect Tv (pay per view giapponese) al ritmo di due episodi al mese.
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