God87
Per l'anime
Mobile Suit Gundam 00: A Wakening of the Trailblazer
Film di genere Azione/Mecha
Episodi Visti: 1 su 1 ---
Voto: 5 Si sa, l'hype è un'arma a doppio taglio. 'Gundam 00', dopo un pessimo inizio che non faceva presagire nulla di buono, si evolveva, nelle due stagioni, in una bella serie, discretamente sviluppata (pur con le sue svariate pecche, tra cui un cast enorme e mal sfruttato) e con buoni momenti, permettendosi addirittura un finale intenso come da tradizione. A questo punto, con una conclusione soddisfacente e senza particolari punti in sospeso, c'era davvero bisogno di scrivere, nell'ultimo episodio, che la storia non era ancora finita e che sarebbe continuata in un film? Che altro c'era da raccontare? Mizushima e Sunrise provano a spiegarcelo con il terzo film animato inedito di Gundam, 'A Wakening of the Trailblazer', e gli incredibili rumor, fatti trapelare dallo staff nel tempo e fonte di acquolina (nuovi Gundam! Tantissima azione! Un villain coi controcazzi! La conclusione definitiva della timeline!), si risolveranno non solo in un coito interrotto, ma sopratutto nell'infamia di avere spacciato come imprescindibile un'assurdità che non aggiunge nulla alla storyline, ma anzi la rovina pure.
A Mizushima bisogna riconoscere una parvenza di genio nell'avere preso in giro i fan con le anticipazioni di Descartes Shaman - sembrava un super-cattivo, si risolverà in un personaggiucolo di quint'ordine - e nell'avere imbastito, insieme allo sceneggiatore Kuroda, una storia incredibile e fuori da ogni canone gundamico; ma se però questa trama sconvolgente è talmente fuori posto nella saga di 00 da risultare ridicola, allora c'è qualcosa che non va.
A 'Wakening of the Trailblazer' non è Gundam, è 'Macross': la guerra dei terrestri contro uno sterminato esercito alieno, solo con mobile suit al posto di valkyrie. Un conflitto lungo due ore, di cui una effettiva a l'altra di lungaggini assortite per fan. Più che sequel, è un film celebrativo insomma, con tutti i componenti dell'intero cast delle due serie (più diverse new entries) utilizzati peggio che mai, otto di loro bambolotti in ruoli attivi e il resto adibito a tappezzeria, a riempire il girato con dialoghi e azioni ininfluenti ai sensi della storia. La conferma, come se ce ne fosse bisogno, che Saji Crossroad, Louise Halevy, Marina Ismail e la sua cricca, Feldt Grace, Billy Katagiri e Graham "Mr.Bushido" Aker non hanno mai avuto alcun senso nell'intera trama di 'Gundam 00'. In compenso c'è tanta retorica, tantissima, sbandierata da gente che ripete come galline "dobbiamo comprenderci per essere felici" (addirittura una citazione di Einestein nell'ultimo fotogramma di film), roba che Tomino ne parlava con molta più eleganza e poesia senza neanche dovere dire esplicitamente la parola.
Esclusi i dialoghi inutili - il 50% del film -, il resto, ossia la battaglia contro i viscidi ELS, è tutta azione. Combattimenti frenetici, migliaia di esplosioni e distruzioni, un numero incalcolabile di astronavi, mobile suit e alieni che sfrecciano sullo schermo... Mizushima ha promesso "la più grande quantità di azione mai vista in un Gundam" e l'impegno è quantomeno mantenuto. Non importa se tutto è fine a se stesso e se la regia è troppo concitata e caotica, l'importante è la potentissima colonna sonora di Kawai, il vedere i Gundam annientare milioni di ELS con fasci di luce giganteschi e armi distruttive di massa, la morte ogni tanto di qualche inutile componente dell'altrettanto inutile cast per dovere di continuity. Sotto questa luce 'A Wakening of the Trailblazer' ha un senso (anche se il monster design degli ELS è veramente inguardabile), presentandoci un'orgia massiccia di fanservice tecnologico che fa passare senza troppa noia la lunghissima battaglia portante del film.
Il problema sta a monte, nell'assurdità del passare dalla guerra civile delle due serie televisive all'invasione extraterrestre del film, oltretutto giustificando la cosa con una tremenda idea, leggasi: il vero obiettivo di Aeolia Schenberg, che ridicolizza l'intera saga. Ancora no comment, infine, per l'incredibilmente puerile conclusione, dove uno spento Kuroda ricicla, per l'ennesima volta, l'abusato finale di 'Macross'/'Brain Powerd'/'Eureka Seven' unendolo ai viaggi temporali di 'Gunbuster'.
A dispetto della sua lunghezza eccessiva non si può dire che il film non sia ben confezionato: tecnicamente e visivamente ai livelli delle serie tv, quindi spettacolo. Il suo problema è che non è una serie di Gundam. Magari in un imprecisato futuro la saga abbandonerà le guerre civili a favore di una fantascienza horror con alieni et similia, ma questo primo esperimento si risolve, per colpa non solo delle lungaggini ma anche delle due serie che lo precedono, come una costosissima trashata. L'epitaffio di una storyline che era iniziata male, si era riabilitata egregiamente e ora scade nel farsesco.
