Ghost in the Shell

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| Titolo Originale: |
Koukaku Kidoutai |
| Titolo Inglese: |
Ghost in the Shell |
| Formato: |
Film |
| Anno: |
1995 |
| Episodi: |
1 |
| Disponibilità: |
Panini Comics |
| Valutazione: |
9,184 (media 9,441, basata su 34 recensioni) |
| Opinioni episodi: |
7
1
0  |
| Genere: |
Azione, Fantascienza, Psicologico, Poliziesco |
| Siti Consigliati: |
Anidb |
| Nazionalità: |
Giappone |
| Lista Anime: |
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| Nelle liste come: |
1 in visione, 258 completato, 1 in pausa, 1 sospeso, 9 da rivedere, 64 da vedere. |
| Tags: |
Ghost in the Shell |
| Immagini: |
21 (Gallery) (by Antonio.) |
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2029. New Port City, Giappone. In un mondo in cui la nanotecnologia ha compiuto passi da gigante, portando alla quasi totale ibridazione tra essere umano e macchina, si muove la Sezione 9 Pubblica Sicurezza, reparto speciale della polizia preposto alla risoluzione di crimini e terrorismo informatici. Tra le sue fila spicca la figura del Maggiore Motoko Kusanagi, donna cyborg con corpo e cervello completamente cibernetici (tranne che per alcuni tessuti neurali), che si ritroverà invischiata nel caso del “Signore dei Pupazzi”, geniale quanto misterioso hacker in grado di introdursi nella zona più remota dei cervelli cibernetici e di prenderne il controllo.
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Le recensioni sono moderate, leggete il vademecum del recensore.
hallymay
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 Non si scappa da questo film se si amano gli anime. Ghost in the Shell è così importante infatti che non si può dire di avere visto i cartoni animati giapponesi prima di avere visionato questo film.
Se Mamoru Oshii aveva mostrato i muscoli con Patlabor 2, è con questo film che diventa regista di culto in tutto il mondo, secondo solo a Hayao Miyazaki. La storia, tratta da un manga di Masamune Shirow, narra delle vicende della Sezione 9, una squadra investigativa che si occupa di crimini cibernetici. La trama s'incentra sulle vicende del Maggiore Motoko Kusanagi, che dovrà indagare sul caso de "Il Signore dei Pupazzi", un hacker che s'intrufola nelle menti dei cervelli cibernetici prendendone il controllo.
Partiamo dal significato della trama: che vuol dire essere umano? Che vuol dire avere un'anima? Questo è quello che si chiede il maggiore Kusanagi, un cyborg in tutto e per tutto, ma con un cervello cibernetico così avanzato da arrivare a chiedersi e a tormentarsi per tutto il film su quale sia il vero confine tra lei e un essere umano. L'anima forse? Ma se lei ha coscienza e memoria di se stessa, chi può dire che anche dentro di lei non ci sia un'anima? O che dentro un essere umano essa esista per davvero? Questa è la filosofia che permea tutto il film, l'angoscia che assilla la protagonista.
Le animazioni: per quanto tutto sia fatto quasi a mano, ancora oggi, a distanza di sedici anni, tutto appare perfetto. Le animazioni non sembrano fluide, sembrano quasi quasi in motion capture e il livello del dettaglio degli sfondi è maniacale. Ottima cosa d'altronde, visto che i film di Oshii sono comunque di ostica fruizione e lunghe scene prive di dialoghi non mancano. Con immenso guadagno tuttavia dell'atmosfera generale.
Il character design: qua si prende una strada totalmente diversa rispetto al manga di Shirow. Se la Motoko Kusanagi del manga è morbida e sensuale, quella dell'anime ha due occhi gelidi, un viso androgino e, anche quando appare nuda, non traspare la minima sensualità. E' la scelta migliore per un personaggio in preda ad una forte crisi d'identità, dilaniata tra l'essere macchina o donna.
Metto 10, ma è sempre troppo poco per questo film. Da vedere assolutamente, non solo se siete otaku, ma se siete cinefili.

Achille
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 “Ghost in the Shell” è il cult. È uno di quegli eventi che cambiano i paradigmi. Il canto del cigno dell’ultimo cyberpunk anni ’90, glaciale, dalla filosofia sfuggente ed estrema spinta fino ai recessi più profondi dell’esistenza – fino alle idee fondanti dell’esistenza – e ancora oltre, esplorando gli abissi creati da un pensiero che va oltre, che sa spingersi oltre, e che lo fa dentro una struttura che è una visione rigorosissima in cui non c’è nulla di casuale, in cui tutto è assolutamente voluto e significante – in cui tutto è essenziale. Mamoru Oshii realizza non soltanto la sua opera più alta, ma qualcosa che ha segnato per sempre il corso dell’animazione e della fantascienza. Un’architettura narrativa assoluta, incantatoria, magistrale, costruita in modo onirico e contemplativo dalla sua simmetria speculare, che si riflette circolarmente in ogni attimo della visione nei suoi molteplici livelli di lettura, e in cui le superfici della realtà si mischiano in un sovrapporsi di piani narrativi tangibili e allo stesso tempo metaforici – in cui l’immagine è allo stesso tempo reale, illusoria e simbolo.
Sullo sfondo della megalopoli del terzo millennio (New Port City) – derivazione techno-industriale e informatizzata delle metropoli asiatiche di Hong Kong e Tokyo e abbaglio di fondali e ambientazioni cyberpunk pure, dalla fascinazione agghiacciante che lascia esterrefatti –, e tra le maglie del cyberspazio della rete, si snoda una trama che è un traslato sottile freddo e celebrale, fatto di corrispondenze sfaccettate in un gioco di riflessi, e di meditazioni sussurrate e intessute nella matrice narrativa di cui sono cardine e germe. Una visione in cui il confine fra la coscienza e il corpo è qualcosa di netto e in cui le due parti non sono più mutuamente dipendenti. In cui lo spirito, l’insieme dei processi mentali individuali – il Ghost –, può viaggiare liberamente nella rete e nascere autonomamente fuori da qualsiasi prigione fisica. In cui la sicurezza della percezione di sé e del mondo è labile, e le certezze basilari legate al proprio Io e al senso stesso della propria esistenza sono precipitate in un caos gelido e straniante.
La realizzazione tecnica (Production I.G) è incommensurabile, e a 15 anni di distanza la sua qualità rimane inalterata anche a confronto con le grandi produzioni odierne, con i disegni, la CG, il mecha design e il taglio delle sequenze e delle animazioni che sono diventati il punto di riferimento della nuova generazione della fantascienza. La fotografia, le tonalità cromatiche e le luci polari infondono negli ambienti un’atmosfera sconcertante e inesprimibile, che sembra immersa in un’allucinazione consapevole e dalla quale traspirano dialoghi liminali, enigmatici e filosofici. E si resta ammutoliti di fronte a personaggi (il Maggiore Kusanagi e il “Signore dei pupazzi”) dalla psicologia così problematica, dalla riflessività e dalla profondità abissali, e che sono diventati eterni e indelebili come pietre miliari per la loro caratterizzazione emblematica. Così Motoko assurge a sintesi perfetta della riflessione portata avanti dall’intero film, e le sue bellezza androgina e algidità artificiale creano il mito di un personaggio inavvicinabile, ammantato da un magnetismo subliminale.
La regia di Oshii è sconcertante: dal suo angolo distaccato di osservatore immobile, egli contempla i fili – che egli stesso ha disposto – evolversi nell’azione che fluisce come un’evoluzione indipendente, e si limita a raccogliere lo scorrere degli atti e dei pensieri con delle inquadrature ricercatamente enigmatiche e stilisticamente uniche.
La colonna sonora di Kenji Kawai lascia smarriti, facendo rimbombare dall’interno sussulti amniotici e suoni fluttuanti che si insinuano in echi surreali, accompagnati da sonagli e percussioni diaframmatiche come sottofondo insondabile che si mescola in modo imprescindibile al video, ricreando un Ghost che vive di vita propria. Un capolavoro compositivo languido e straniante, scandito dai tre canti, immortali, che segnano le tappe, che guidano il Maggiore nella scoperta dell’essenza, e che ipnotizzano come voci che giungono dal subconscio stesso dell’opera.
Così, forte di tutto questo e proprio in virtù di ciò, Oshii sublima il pensiero mutuato da Shirow, e lo amplifica con la sua sensibilità peculiarmente complessa e intellettuale, evocando in poco meno di 80 minuti il ragionamento labirintico dell’esistenzialismo cybernetico evanescente che è la stigma e il senso ultimo dell’opera, e che trapela con una lucidità tanto fredda da essere raggelante e sconcertante.
“Ghost in the Shell” è un’opera di culto al pari dell’unica altra opera (di un anno posteriore. E chi legge sa di cosa sto parlando) che nella sua “interezza” (e chi capisce – capisca) rappresenta il punto di arrivo, lo zenith e la svolta di una concezione del mondo – e forse di un mondo stesso.

bob71
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 E ora dove andrà questo “essere” appena nato?
Queste parole chiudono il sipario e consegnano alla leggenda Ghost in the Shell, film “cult” del 1995 che pone una pietra miliare nella storia della cinematografia di fantascienza e ridefinisce nuovi canoni nel genere cyberpunk.
Tratto dall'omonimo manga di Shirow Masamune, questo film rappresenta la summa e il prototipo della poetica del cineasta Mamoru Oshii e presenta già tutte le caratteristiche che contraddistinguono il personale linguaggio registico della sua filmografia.
Per l’ambientazione della futuribile e decadente Newport City il modello è un mix di metropoli asiatiche fra cui Hong Kong, con riferimento più o meno esplicito a Blade Runner da cui il film eredita l’atmosfera crepuscolare e notturna.
E’ lo scenario in cui si muovono gli agenti della Sezione 9 fra cui emerge per carisma il personaggio del Maggiore, un sexy cyborg corazzato all’apparenza glaciale e imperturbabile ma interiormente inquieto e consumato da una profonda crisi esistenziale. Questa complessa e malinconica figura ci traghetterà fra le pieghe di un'intricata trama poliziesca sulle tracce di un implacabile cyber-terrorista fino alla struggente scena madre e alla catarsi finale.
Con ritmo lento e riflessivo cadenzato da incalzanti scene d’azione frenetica a base di alta tecnologia e armi pesanti, il regista ci spinge negli angusti meandri della riflessione filosofica, tra citazioni della Bibbia e Schopenauer, fino ad arrivare a una inquietante interpretazione della teoria evoluzionistica applicata alla cibernetica. Partendo dal concetto teosofico di “anima” – il “ghost” del titolo, l’intima essenza che distinguerebbe in ultima analisi l’uomo dalla macchina – si giunge alla deriva etica legata al progresso tecnologico della rete informatica.
Il montaggio ha una struttura rigorosa e simmetrica scandita, nella parte centrale, da una lunga sequenza in cui ricercati scorci urbani fanno da sfondo al tema principale della colonna sonora “The making of cyborg”, che qui trova il suo nirvana e ci viene presentato in tutta la sua magnificenza. In preda a estasi mistica il compositore Kenji Kawai unisce coraggiosamente un suggestivo coro polifonico in lingua antica, tradizionali strumenti a percussione, e sintetizzatori elettronici: un tessuto sonoro etereo e avvolgente che si libra oltre le immagini e trascende in una dimensione ascetica.
L’impianto tecnico/artistico è avveniristico e innovativo per l’epoca e rappresenta uno dei primi riusciti esempi di integrazione fra animazione classica e computer grafica, il tutto arricchito da raffinati fondali scenografici e da un accattivante character design il cui realismo è accentuato da un attento studio di motion-capturing.
A distanza di sedici anni dalla sua prima uscita in Giappone (in Italia è arrivato solo in homevideo dopo la presentazione a Venezia nel ’96) questa pellicola conserva intatta la potenza visionaria delle immagini, la suggestione evocativa dei contenuti narrativi e l’impatto emozionale dei personaggi. Inizialmente considerato troppo intellettuale in patria per un successo commerciale, ben presto diventerà un cult in occidente e verrà letteralmente saccheggiato dalla trilogia di Matrix.
E’ uno dei primi film di animazione ad avere travalicato i confini di genere per entrare di diritto nella scena del cinema “tout court”.
Se con Akira il lungometraggio “anime” ha conseguito la maturità, con Ghost in the shell ha raggiunto la definitiva emancipazione dell’età adulta.

TheRolandDeschain
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Non potete prescindere da questo capolavoro. Musiche, animazioni e dialoghi ipnotici fanno di quest'anime la summa del genere cyberpunk.
A New Port City la Sezione 9 indaga sul "Signore dei Pupazzi", un criminale dall'oscura origine che s'intrufola agilmente in qualsiasi cervello cibernetico per prenderne possesso. La vicenda s'intreccia con quella del maggiore Motoko Kusanagi che, come membro della Sezione 9, si trova a indagare con particolare interesse al caso del "Signore dei Pupazzi" animata dal desiderio di dare risposta alle sue domande circa il senso della vita.
Partiamo da qui. Che ne è della vita all'interno di una società che obbedisce ormai ciecamente alle leggi della tecnologia informatica? Qual è - sempre ammesso che esista ancora - il labile confine tra vita organica e vita tecno-rganica?
Qualora si prendesse come discriminante la presenza o meno di spirito, si è davvero sicuri di potere contare su questo fattore come discriminante di distinzione?
La domanda etico-morale deve procedere strettamente al passo del progresso tecnologico. Nuove realtà vengono originate dal boom del progresso scientifico e si candidano alla definizione di individualità riconosciute.
Queste le tematiche cruciali che Masamune Shirow infonde nel manga da cui è tratta questa superba opera.
Le musiche vagheggianti e oniriche riecheggiano magnificamente durante i bellissimi spleen di New Port City, che gode peraltro di una grafica notevole se pensiamo che questo film risale al 1995. I dialoghi poi mi sono parsi ipnotici; tematiche così interessanti e di confine non possono non colpire a sangue freddo l'immaginazione e condurre lo spettatore nel cuore della problematica. "Ghost in the Shell" è un'opera con cui bisogna fare i conti.

onizuka90
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 Ghost in the Shell è uno dei maggiori capolavori che l'animazione giapponese ha saputo donare al mondo della cinematografia. Quest'opera è stata realizzata nel lontano 1995 dal regista Mamoru Oshii, traendo ispirazione dal manga omonimo di Masamune Shirow.
Importante è il valore di Ghost in the Shell come film per l'innovazione stilistica, di regia e di realizzazione tecnica che ha portato. Gli sfondi, la fotografia, le animazioni per essere del '95 tengono ancora testa a quelle di film molto più recenti. Dal lato tecnico è dunque fantasmagorico.
La storia narra le vicende di un gruppo investigativo anti-terrorismo chiamato Sezione 9 il cui compito è quello d'investigare sui crimini della rete perpetrati da abili hacker impiegati nei frequenti scontri tra i grandi poli di potere. Questi sono costituiti da potenti gruppi di aziende che dominano la società, in una ambientazione dai tratti fortemente cyberpunk, dove il degrado civile e morale si trova a fare i conti con uno sviluppo tecnologico all'avanguardia. Tale progresso ha portato sia a una meccanizzazione dei corpi degli uomini, con conseguente potenziamento delle prestazioni sia cerebrali sia fisiche, sia alla creazione di veri e propri androidi, dalle fattezze umane e oggetto di un commercio a dir poco lucroso.
A mio avviso il maggior pregio di quest'opera sta però nelle tematiche che affronta e sopratutto nel modo in cui esse sono esposte: mediante l'utilizzo di un interessante simbolismo, che rende il tutto criptico e difficile da decifrare, ma è indispensabile per lo stile della narrazione e per la profondità che riesce a raggiungere.
Ghost in the Shell va addirittura oltre la riflessione: "Cosa distingue realmente una macchina dall'uomo quando la macchina stessa ne assume l'aspetto e il pensiero?". Il marionettista è un caso emblematico a mio avviso, ma c'è una riflessione più ampia anche sul concetto stesso di vita, quale sistema di trasmissione di informazioni, che richiama concetti quali l'evoluzione. Il film è poliedrico da questo punto di vista.
Interessante è anche il fatto che si possa fare un paragone con la genetica e il pensiero post darwiniano. Il mare di informazioni che ha dato vita al marionettista si può intendere in parallelo, a livello genetico, con appunto i geni, i quali non sono altro che informazioni che viaggiano da individuo a individuo e che "programmano" le nostre funzioni vitali; in questo senso anche il nostro corpo è una macchina dei geni, la differenza sta nel fatto che che noi possediamo un'anima, una forma di autocoscienza.
Una macchina nata dalle informazioni della rete è equiparabile all'uomo stesso? Nonostante sia dotata di coscienza di sé? A questo punto non possiamo che chiederci cosa sia allora la vita, un dubbio ancestrale che rimarrà irrisolto poiché la scienza stessa non è ancora stata in grado di dare una soddisfacente definizione di cosa si debba intendere per Vita o forse perché essa stessa sfugge al tentativo d'intrappolarla in qualsiasi definizione, poiché la sua essenza è in continuo divenire.
Tralasciando quest'interpretazione, e passando al ben più interessante aspetto psicologico che si può definire in una locuzione come "il dubbio esistenzialistico sulla personalità", esso è reso mediante il lirismo delle immagini e l'uso di metafore, non con arzigogolati dialoghi. Il simbolismo è importantissimo, metaforicamente esplicativa, a questo proposito, è la sequenza in cui Motoko riemerge dalla sua immersione notturna: il riflesso del suo volto nell’acqua evoca lo sdoppiamento tra corpo meccanico, costantemente in pericolo di affondare, e spirito, che, al contrario, si muove verso l’alto, verso una sempre maggiore acquisizione di sé. Tale è anche la condizione esistenziale dell’essere umano, confinato entro il suo corpo mortale e alla continua ricerca di una forma di immortalità entro cui riversare la propria coscienza" cit.
Questo solo per fare un esempio di come s'intraveda sempre una riflessione che tende verso l'esplicazione di un modo di concepire la condizione dell'uomo in via metaforica, una condizione di dubbio e d'incertezza.
Le derive esistenzialistiche si colgono grazie al connubio tra tutti gli spunti che offre il film, non solo con la sceneggiatura e questo è uno dei grandi meriti di Oshii e del suo particolare stile narrativo.
Come già accennato il livello tecnico di realizzazione di quest'opera è davvero notevole, un aspetto che ne impreziosisce la fattura poi è costituito dalla magnifica colonna sonora composta da Kenji Kawai. L'interazione tra queste musiche molto evocative e gli scorci urbani esalta la suggestione che si fa strada nello spettatore, il quale rimane come meravigliato da queste sequenze, che hanno un significato loro proprio, in particolare per quanto riguarda le figure dei manichini.
Concludo consigliando caldamente la visione di questo film, penso sia imprescindibile per ogni amante dell'animazione giapponese.

travellerKino
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 Il tentativo di fuga di un programmatore governativo e un attentato ai danni dell'interprete di un ministro spingono la sezione 9, reparto della polizia di Newport City specializzato in crimini informatici, ad investigare sul caso di un fantomatico cyber-terrorista soprannominato il Signore dei Pupazzi. Le indagini si spingono oltre ogni aspettativa portando a galla i loschi rapporti tra il governo ed il Signore dei Pupazzi e coinvolgendo personalmente il maggiore Motoko Kusanagi a capo dell'unità investigativa. Alla fine Kusanagi non potrà fare altro che affrontare il criminale contando sulle proprie forze e sull'aiuto del suo compagno Batou. Film di culto degli anni '90 Ghost in the Shell ha segnato l'evoluzione del genere fantascientifico, non solo d'animazione, portando in primo piano l'immenso potenziale della rete e dello scambio di informazioni. Grazie ad una grafica di altissimo livello e ad una sceneggiatura che ti infilza come una spada inchiodandoti davanti allo schermo, conserva ancora oggi tutto il suo fascino. La disinvoltura con cui Mamoru Oshii riesce a raccapezzarsi all'interno dell'intricatissimo evolversi della storia è disarmante, a volte gli bastano poche scene accompagnate dal mistico sottofondo musicale di Kenji Kawai per spiegare tutto, dando l'impressione di non aver spiegato niente. Spesso guarda con rispetto a Blade Runner, ma evita di dare eccessiva importanza a complicazioni socio-politiche, anzi preferisce una riflessione filosofica ed introspettiva e spaziando da Schopenhauer al Vangelo finisce per avvicinarsi, per certi versi, più a 2001 Odissea nello Spazio di Kubrick. A differenza di HAL 9000 però, il Signore dei Pupazzi non si limita a dimostrare la propria esistenza uccidendo per sopravvivere, ma cerca la propria raison d'etre all'interno di una teoria evoluzionistica distorta, dove le informazioni hanno sostituito i geni nel ruolo di replicatori della vita. Il genetista Richard Dawkins nel tentativo di confutare l'evoluzionismo creazionistico scrisse: "Essi (i geni) non si sono estinti in quanto sono gli antichi maestri dell'arte della sopravvivenza, ma non cercateli nel mare, perché hanno rinunciato a quella libertà molto tempo fa. Adesso si trovano in enormi colonie,al sicuro all'interno di robot giganti, fuori dal contatto con il mondo esterno, con il quale comunicano in modo indiretto e tortuoso e che manipolano a distanza. Essi si trovano dentro di voi e dentro di me, ci hanno creato corpo e mente e la loro conservazione è lo scopo ultimo della nostra esistenza". Forse non riuscì nel suo intento ma di sicuro fornì un'immensa fonte d'ispirazione ad un'intera generazione di scrittori, registi e appassionati di fantascienza.
Pan Daemonium
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 In un mondo futuristico, in cui la scienza ha fatto passi in avanti da gigante soprattutto in informatica, nanoingegneria e neurorobotica, la Sezione 9 della Polizia nipponica è sulle tracce di un hacker di fama mondiale, il Signore dei Pupazzi.
Questa è la trama spicciola di GITS, un anime del 1995 prodotto con mezzi grafici strabilianti. Da un punto di vista tecnico non si può che rimanere sbalorditi dalla capacità dello staff di creare un lavoro talmente particolareggiato e dinamico. La storia e i temi affrontati non fanno altro, poi, che aggiungersi al comparto grafico dando vita a una pietra miliare dell'animazione internazionale.
In un futuro in cui la società umana non pensa ad altro che evolversi, ad andare oltre e cercare di superare i propri limiti, la presenza di cyborg e manomissioni in campo neurologico è ovvia. Il cercare di divenire Übermenschen fa sì che molti umani modifichino proprie parti del corpo con analoghi arnesi robotici, più fruttuosi e resistenti, per non parlare di coloro che modificano il proprio cervello rendendolo un cyber-cervello, capace di collegarsi in ogni momento all'immenso net che permea la vita di tutti in ogni momento.
Tutto ciò non può che creare, però, conflittualità immense sul piano ontologico ed epistemologico.
Il Maggiore, protagonista del film, un cyborg quasi completo, dopo avere scoperto la possibilità dei non-viventi (come un corpo totalmente meccanico privo di qualsiasi parte tissutale) di avere un'anima, pone in dubbio la propria essenza. Se, infatti, anche i non-viventi hanno un'anima che fa sì che essi percepiscano, fallacemente o no, la propria essenza e si considerino viventi a tutti gli effetti, allora come può un cyborg, che s'è sempre considerato un uomo semplicemente modificato, non domandarsi se è realmente un vivo o se si crede tale? E cos'è la vita, cosa sono un vivo e un non-vivo?
Una società come quella proposta da GITS è, inoltre, l'emblema dell'oblio del passato. Il pensare solo all'evoluzione verso l'avanti produce la distruzione della memoria del passato. Interessante è una scena della battaglia finale, in cui vengono distrutti, da colpi di arma da fuoco, due scheletri di animali oramai estinti e viene colpita una rappresentazione dell'albero genealogico del Regno degli Animali. I colpi partono dalle radici e giungono a pochi centimetri dalla fine della chioma, che rappresenta l'Uomo. La società ha, difatti, dimenticato tutto ciò che ha preceduto gli umani e questo sta ri-avvenendo con una progressiva dimenticanza di cos'è l'uomo stesso. Il produrre via via uomini sempre meno viventi e sempre più robotici sta portando, infatti, alla rimozione collettiva del concetto di vita.
In conclusione, GITS è un anime che unisce una tecnica grafica mirabile a ragionamenti escatologici interessanti. Da vedere assolutamente.

__Nergal__
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 "Ghost in the Shell" è un film che ha fatto storia tanto da essere stato preso come spunto dai fratelli Wachowski per la creazione della serie di Matrix, famosissima a livello mondiale. Devo fare "Mea culpa" perché questo anime fu realizzato nel 1995 e io l'ho visto solo ora nel 2011 a 16 anni di distanza, ma per un prodotto così ben realizzato sotto il punto di vista tecnico l'età scorre molto lentamente.
L'intro è affidata a un filmato che ci mostra la "nascita" del maggiore con in sottofondo una musica che non saprei come definire, ma che in questo contesto rende il tutto ottimo.
Anno 2029, gran parte delle persone ha cervelli cibernetici che permettono di comunicare in modo "wi-fi", mentre altri hanno addirittura corpi cibernetici come, ad esempio, i membri della Sezione 9. La trama si basa sulle indagini di questo speciale corpo di polizia guidato dal signor Aramaki e comandato dal maggiore Kusanagi. Gli altri membri della squadra sono Batou che, proprio come il maggiore, dispone di un corpo interamente cibernetico che gli permette di compiere azioni che un umano non potrebbe mai fare, Ishikawa (che nel film non ha un ruolo importante ma che ritroveremo nelle serie successive) e Togusa, un normale poliziotto che ha possiede solo un cervello cibernetico.
Un interprete di un ministro viene attaccato da un misterioso hacker, "il Signore dei Pupazzi". Da qui inizia la caccia della Sezione 9 che dovrà risalire all'identità dell'hacker e scoprire dove si trova.
La trama è molto bella , non posso raccontarvi altro altrimenti vi rovinerei tutto, ma ne vale veramente la pena.
"Ghost in the Shell" è un anime che merita sicuramente di essere visto anche più di una volta, merito di un ottimo lavoro tecnico che lo rende ancora bello visivamente e di una trama che tratta temi molto attuali come l'irruzione che ha fatto internet nelle nostre vite, modificandole sotto tutti i punti di vista.
Secondo me il monito è, forse, quello di capire che nuove tecnologie non portano solo più comodità, ma ci espongono a ulteriori rischi e pericoli e che un mondo futuristico estremamente tecnologico non è per forza sinonimo di mondo migliore.
Per chi fosse interessato nel 2008 è stata rilasciata una versione 2.0 in cui il film è stato sottoposto a un completo restyling per renderlo ancora migliore dal punto di vista tecnico, io personalmente correrei a procurarmela.

Rieper
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 Già so che qualcuno mi punterà il dito contro per il voto che gli ho dato, tuttavia molti concorderanno sul fatto che Ghost in the Shell non è un anime fantascientifico: Ghost in the Shell è l'anime fantascientifico per eccellenza.
Siamo in Giappone, in un futuro prossimo dove la tecnologia gioca un ruolo fondamentale nella vita di tutti i giorni. Cyborg, innesti cybernetici, gadget che farebbero impallidire Q di 007 sono tutti elementi persistenti nel mondo cyberpunk di Ghost in the Shell, dove il mondo reale si fonde con quello tecnologico e del network rendendo arduo il compito di capire fin dove ciò che sono i nostri ricordi possano essere reali o solo delle creazioni di qualche "burattinaio" - non dimenticherete facilmente questo termine.
La Sezione 9 della pubblica sicurezza è un reparto speciale della polizia con il compito di occuparsi di crimini atti al terrorismo informatico. Un hacker chiamato "Signore dei Pupazzi" si mostra in grado d'infiltrarsi nei cervelli cibernetici delle persone per poi prenderne il controllo. Membro di rilievo della sezione 9 è il maggiore Motoko Kusanagi che, dotata di un corpo completamente artificiale e dotata quindi di capacità sovrumane, in prima persona si occupa del caso del Signore dei Pupazzi.
Tra realtà e finzione, dubbi esistenziali e problemi di tutti i giorni questo film, che poi lancerà la serie ormai di culto Ghost in the Shell Stand Alone Complex, catapulterà i membri della squadra in una missione ben più difficile di quanto già non si prospettasse all'inizio.
Tecnicamente, nonostante gli anni, Ghost in the Shell risulta ancora attualissimo e curato sotto ogni aspetto. I disegni sono congegnati perfettamente, anche se a volte si ha l'impressione che cambiando l'angolatura ci si trovi davanti un personaggio differente. Le animazioni sono di alto livello, nelle scene d'azione si nota una fluidità dei movimenti credibile, specie per essere del '95. Il comparto audio è una gioia per il nostro udito! La colonna sonora è semplicemente da oscar, senza esagerazioni.
Ghost in the Shell lo considero come il primo anime fantascientifico a sapere catturare elementi action, fantascientifici e psicologici senza eccedere in nessuna delle tre caratteristiche, ma anzi mantenendosi equilibrato al fine di non risultare eccessivamente di parte di un genere in particolare. Nonostante l'infinità di pregi, non lo considero un anime per tutti, molti anzi potrebbero trovarlo troppo cervellotico (benché ci sia di molto peggio in campo psicologico tra gli anime), altri ancora potrebbero non amarlo per lo stile cyberpunk. Ma queste sono piccolezze allo stesso livello di una semplice scelta per gusti personali, piccolezze che non intaccano minimamente questo capolavoro d'animazione.

Sentenced
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 Nell'anno 2029 gli innesti cibernetici e i cyborg sono una realtà. La rete, quella che noi conosciamo come internet, è così vasta ed evoluta che le persone ci entrano collegandosi a essa con la propria mente. Questo "mondo" parallelo a quello reale diventa quindi terreno fertile per il crimine organizzato e per i terroristi informatici. Al fine di contrastare il dilagare di queste attività illecite, i governi adottano delle squadre di polizia specializzate nella caccia di questi criminali.
Ghost in the Shell narra le vicende della Nona Sezione e del suo cyborg completo, il Maggiore Motoko Kusanagi, alle prese con uno degli hacker informatici più pericolosi mai incontrati, chiamato "il Signore dei Pupazzi" (chiamato così nell'edizione italiana per un errore di traduzione; il nome esatto doveva essere "Il marionettista"), capace di entrare nella mente di ignari cittadini collegati alla rete per poi fare compiere a loro atti criminali.
Considerazioni personali
Sono trascorsi quasi 15 anni dalla prima volta che ho visto in VHS Ghost in the Shell. Negli anni ho avuto l'occasione di riguardarlo più volte, ovviamente anche nell'edizione DVD, e l'aspetto che mi ha particolarmente colpito è che rimane sempre attuale, non risente il peso degli anni. Ha ispirato e continua a ispirare il mondo del cinema e degli anime cyberpunk. Ghost in the Shell è una visione del futuro affascinante e inquietante al tempo stesso, dove momenti di pura azione e di paranoia filosofica si fondono per trasportare lo spettatore in uno scenario che ogni volta affascina ancora di più.
E' una pietra miliare di un genere in continua evoluzione, inoltre è supportato da una realizzazione tecnica eccelsa. Animazioni e ambientazioni sono ottime, così pure la colonna sonora.
Mamoru Oshii con Ghost in the Shell ha fatto centro.

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Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 Chissà, forse per la bellezza delle animazioni, per la cura dei disegni, per la bellezza delle musiche, o semplicemente perché presenta dei così forti temi che un mondo come il nostro non è ancora in grado di spiegare, ma Ghost in the Shell è un lungometraggio straordinariamente bello.
E' un film che ormai non si può dire con tanta leggerezza sia recente, ma nonostante questo è in grado di proiettare il suo concetto verso il futuro, un concetto a cui si fa fatica anche a pensarci.
Che altro dire, anche a guardalo più volte è sempre in grado di lasciarti nell'animo quella sensazione di stupore e d'incertezza che provi nel guardare un capolavoro, neanche fosse "Apocalypse Now" o "2001 Odissea nello spazio".

ryujimihira
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Ghost in the Shell è un film epocale, intriso della maestria e della meticolosità del suo creatore, Mamoru Oshii, descrive quanto avevano immaginato in molti, cioè un mondo popolato da cyborg, cyberpunk e filosofia.
In un possibile XXI secolo, l'agente Motoko Kusanagi fa parte della famigerata Sezione 9 di Pubblica Sicurezza, conosciuta più semplicemente come "Sezione 9". Motoko è un cyborg, con corpo e cervello cibernetici (ma in passato è stato umana) e lavora con altri membri della sezione con le sue stesse peculiarità. L'unità è specializzata in raccolta d'informazioni circa l'uso criminale di tecnologie avanzate. In un universo dove la maggioranza degli individui è costantemente connessa alla "rete" o dove ognuno di questi è dotato di impianti cibernetici e di nano macchine, si sviluppano nuovi crimini informatici che stavolta coinvolgono la popolazione che ne rischia gli effetti sulla propria pelle.
In questo lungometraggio il Maggiore Motoko si troverà a seguire un'intrigata rete di complotti su vasta scala che porteranno all'apertura del caso del Signore dei Pupazzi che, come dice la parola, è in grado di prendere il controllo dei malcapitati e fargli fare quello che vuole grazie alla sua grande abilità di hacker dei cervelli cibernetici collegati alla rete.
La principale differenza tra i cyborg e i androidi è la presenza del cosiddetto "Ghost", una specie di anima tipica dell'uomo, ma che in questo periodo trascende anche il corpo e il cervello cybernetico. E' in questo scenario che l'umanità soffre nel trovare una nuova identità, a metà strada tra l'intelligenza artificiale, sempre più aderente al modo di ragionare dell'uomo, e il succitato "Ghost". Un'intuizione geniale, questa, di Masamune Shirow, autore del manga originale, che ha fatto di quest'opera un cult del genere, portando in seguito ad approfondire il genere con due serie animate e altrettanti film di animazione.
Forse, nel proseguire la trama di questo Ghost in the Shell, ci si complica troppo la vita in spiegazioni filosofiche dove lo spettatore potrebbe trovarsi disorientato. Secondo me, si perde spesso il filo degli avvenimenti, ma lo si recupera in poche scene di azione più tardi.
L'animazione è superba; già era ottima in questo film del 1995, ma, non contenti gli autori, è stata "rimaneggiata" con le nuove tecnologie una decina di anni più tardi in una riedizione con una grafica più consona alle due serie animate Stand Alone Complex. Anche la colonna sonora è molto "spirituale", grazia all'opera di Kenji Kawai.
Se ve lo siete persi, bisogna riparare subito vedendolo quanto prima. Capolavoro.

demone dell'oscurità
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Inutile dire che questo film è stato realizzato in un modo assai articolato e sempre pieno di sorprese e colpi di scena, ma con una diffusione di tecniche computerizzate più frequente rispetto agli anni passati penso che sia stato abbastanza facile da parte di Oshii costruire una trama del genere.
L'opera abbina parecchi momenti che ispireranno per certi aspetti la saga cinematografica trilogica di Matrix, riprendendo un aspetto presente nei mecha del passato, ovvero l'idillio che ci può essere tra l'essere umano e la macchina, un macchina il più delle volte molto più intelligente dell'intero sistema neuronale umano.
Il film a mio avviso si pone come caratteristica principale quella di far capire allo spettatore quali scenari si iniziano a propagare nella nostra società con la globalizzazione della multimedialità. Ovvero niente più interscambi, niente più fili, niente contatti diretti, solo un rapporto virtuale, mnemonico, il più delle volte studiato a tavolino nei minimi dettagli.
E' anche vero che il film in questione si muove sullo scenario delle indagini e del poliziesco in un mix tra il Dottor Quincy, Terminator e CSi, dove i sospetti e le indagini su strani eventi e strane complicazioni sono poi quegli elementi che muovono l'intera opera animata. I protagonisti si muovono in continua simbiosi con la macchina, dove l'allegoria del pupazzo è praticamente la maschera su cui noi, a mio parere, possiamo leggere i contorni ben definiti della morale di Oshii.
Difatti i problemi che può causare un computer a lungo andare e a lungo esserci in un sistema operativo fanno diventare troppo dipendenti di quella macchina. Pian piano il mondo reale scompare e noi diventiamo avatar di noi stessi, diventiamo esseri astratti, degli ologrammi delle ombre o spiriti che riflettono il loro interesse su qualcosa che non è concreto, ma ha di concreto l'essere dannoso. E qui si riflette, secondo me, anche la morale all'interno di un'altra allegoria, quella dei cyborg, macchine stupende a livello di genialità di chi le ha prodotte, ma incapaci il più delle volte di farsi prevalere da un reale intento umano, andando così a uniformarsi con le persone che ormai sono avatar-dipendenti.
Il monito lanciato dall'autore secondo me è: mai farsi trascinare in un mondo dannoso per l'intera esistenza e per quella delle persone che ci stanno attorno, i benefici della scienza e della tecnologia vanno usati con coscienza e non con superficialità, altrimenti si rischia di essere inghiottiti in una brutta simbiosi con la macchina, laddove è bello cominciare, ma diventa poi dannoso riuscire a venirne fuori.
Tutte le tecnologie vanno usate per migliorarsi, non certo per farsi sopraffare.

Fagiana
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 Questo sì che è un film fondamentale. "Ghost in the Shell", splendida trasposizione di Mamoru Oshii del manga di Masamune Shirow, è forse l'unico titolo degli anni '90 assieme a Evangelion ad avere rivoluzionato il concetto di fare animazione. Ghost in the Shell è un'opera che mostra quanto un anime, solitamente considerato, almeno nella nostra "bigotta" Italia, un prodotto puerile, possa in realtà esplorare scenari e tematiche sempre nuove, con una profondità, un realismo e un'intelligenza che perfino i live-action non possiedono.
Caposaldo del cyberpunk più evoluto, tormentato e intimista, "Ghost in the Shell" è un film che pone domande ontologiche di grande spessore, un film dove la tecnologia non è giustificazione di combattimenti mozzafiato, e non costituisce un semplice "condimento". E' l' Essere Umano stesso che si è fatto tecnologico, ormai il suo corpo è composto unicamente da innesti e parti meccaniche, tanto che anche il suo animo potrebbe essere solo un programma, rendendolo una conchiglia senza spirito. Ma forse lo spirito di un androide può essere assimilabile a un'anima, perché persiste la paura della morte, il desiderio di evoluzione, la volontà di non perdere l'individualità...
La regia è assolutamente superlativa. Oshii ha messo in questo film tutta la sua vena visionaria e cupa, perfettamente resa dalle tante scene prive di dialoghi e dal ritmo estremamente lento della pellicola, nonché dalle inquadrature oblique, ricercate, e dalle scelte cromatiche, quasi sempre fredde, bluastre, che infondono un senso di inquietudine e desolazione spiazzante. La colonna sonora svolge un ruolo molto importante, infatti i vari brani, ora sintetici e freddi, ora tribali e ancestrali, contribuiscono notevolmente a delineare le atmosfere e a coinvolgere lo spettatore.
Anche graficamente non c'è nulla da eccepire: cosa ci si poteva aspettare dalla Production I.G, se non un lavoro con i fiocchi? L'animazione è fluida quanto basta, il character e il mecha desing estremamente realistici, i fondali curatissimi, gli effetti speciali sempre opportuni. Questo film ha anche il pregio di essere (graficamente, intendo) estremamente particolareggiato e curato, senza però diventare opulento, come era successo ad esempio ad Akira: niente di troppo, solo il necessario per entusiasmare lo spettatore senza annoiarlo.
Che dire, "Ghost in the Shell" è un titolo che consiglio caldamente non solo a ogni vero amante dell'animazione giapponese, ma anche agli appassionati del miglior cyberpunk e delle opere filosofiche, introspettive ma sempre appassionanti e sorprendenti. Capolavoro, né più né meno.

Nae
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 Attenzione! Contiene spoiler!
Ghost in the Shell fu un capolavoro quindici anni fa e il bello di questo titolo è che è un capolavoro tuttora; in un certo senso ha cambiato l'ottica nella quale venivano realizzati gli anime con cyborg narranti di realtà iper-tecnologiche. Tramite la protagonista Motoko Kusanagi, una donna cyborg con corpo artificiale di classe A (un modello d'assalto eccezionale), si vive il conflitto psicologico del sentirsi un essere umano e nell'essere un essere umano.
Kusanagi è a capo di una squadra speciale, la Sezione 9, il cui direttore è uno dei pochi esseri "senza tagliando", ossia un essere umano avente solamente delle implementazioni cibernetiche a livello cerebrale. Tutti i membri della squadra hanno una forte caratterizzazione psicologica, punti di vista e idee diverse, e il fatto che ci siano due esseri quasi totalmente umani nella squadra - il secondo è Togusa- , e i vari membri cyborg arrivino dai più svariati ambienti, aiuta a creare il punto di forza dei raffronti di idee che ne sorgono.
Stupendo da questo punto di vista è il confronto tra Motoko e Batou, la prima alla ricerca di conferme sul suo essere umana, il secondo assolutamente certo dell'umanità del maggiore. I due tra l'altro sono legati da una sorta di
amicizia/amore/rispetto/fiducia, assolutamente taciuti l'un l'altro ma perfettamente palesati nelle loro azioni.
La trama ruota attorno al caso del "Signore dei Pupazzi", un'entità senziente nata dal mare dell'informatica a cui la sezione 9 deve dare la caccia ma con cui Motoko finirà per affrontare lo specchio di se stessa, che metterà in dubbio molte convinzioni della donna cyborg. Il tutto si svolge nell'intrigante ambientazione alienata di New Port City, dove degrado e grandezza si fondono in modo quasi malato.
Le musiche sono stupende; la colonna sonora di Ghost in the Shell è un capolavoro che crea il giusto intorno alla trama, e i disegni sono davvero ottimi: siamo nel '95, quindi onore al merito, dato che fa ancora concorrenza a film d'animazione moderni, perciò niente su tale versante non c'è niente da ridire.
Infine i temi trattati e il modo in cui il film li tratta sono sia sconvolgenti che toccanti, poiché il dilemma dell'essere umano è reso alla perfezione.
Ghost in the Shell è un anime che consiglio a prescindere dall'epoca: questo è senza dubbio un capolavoro che non si può perdere. Il 10 lo do proprio perché ha creato una nuova visione di una tipologia di anime e gli va assolutamente riconosciuto.

__Setsuna__
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Ghost in the Shell è un punto di riferimento per il genere Cyberpunk; la filosofia che sta dietro al concetto di comunicazione tra Uomo - Macchina è gestita in maniera veramente assoluta. Consiglio vivamente di guardarlo più volte per entrare nel mondo di Mamoru Oshii, dove la tecnologia robotica e informatica è arrivata a livelli elevatissimi; un mondo in cui tutto ciò che ti circonda è controllato in qualche maniera da un computer e di conseguenza è collegato a una rete informatica in grado di trasmettere dati e informazioni a qualunque cosa.
Il concetto base della storia ruota attorno al fatto che normalmente una macchina avrà sempre delle limitazioni rispetto all'uomo, mentre in questa opera viene messo in risalto il fatto che una macchina può ragionare a tal punto da capire di esistere e di conseguenza diventare autonoma! Ovviamente il concetto è molto più ampio, ma sta di fatto che si è difronte a un titolo con un messaggio di fondo puramente filosofico.
Il comparto tecnico è spettacolare, con disegni e animazioni veramente al top gamma per un titolo del 1995, contornato da colonne sonore magnifiche e perfette in ogni situazione. I dialoghi sono condotti con maestria facendo immergere lo spettatore nella storia attraverso terminologie e concetti da pura fantascienza. L'audio DTS offre un effetto sensazionale rendendo l'atmosfera ancor più bella con doppiaggi italiani adeguati ai personaggi; anche la qualità video è molto buona, grazie a una rimasterizzazione in digitale. Il neo di questo film è dato purtroppo dalla sua breve durata, con appena 78 minuti scarsi; di conseguenza il "trammone" che inizialmente sembrava dover portare a grandi risvolti viene bruscamente interrotto da un finale, come al solito, aperto.
Resta il fatto però che una mezzora in più avrebbe resto il tutto su un'altro livello. In definitiva è un movie assolutamente da visionare, sopratutto per gli appassionati del genere Cyberpunk!

Franzelion
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 In un comune giorno del 1995 veniva trasmesso per la prima volta in TV un anime che avrebbe imposto nuovi metodi di ragionamento e di indagine sulla coscienza e sui dilemmi umani, mettendo in dubbio persino se stessi riguardo la veridicità della propria identità e della propria esistenza, ponendo quindi il dilemma uomo-macchina: fino a dove arriva il vero e da che punto comincia il falso (oppure vivo-morto, può essere interpretato in molti modi diversi).
Si tratta naturalmente del manga e suddetto anime che porta il nome di Ghost in the Shell, che qualunque appassionato di anime dovrebbe conoscere a prescindere dai gusti personali, anche solo per cultura generica.
Non starò a ripetere in cosa consiste la trama, essa comunque è sviluppata con ritmi lenti e d'atmosfera, con una regia e una sceneggiatura fuori dal comune, che portano spesso i personaggi (in particolare la protagonista) a recitare splendidi discorsi filo/psico/umanitari che coinvolgono e fanno riflettere in profondità lo spettatore, mettendolo difronte agli stessi problemi/dilemmi esistenziali.
I personaggi sono più che buoni, e la sceneggiatura mozzafiato è data infatti anche dalla loro superiorità mentale (o cervello maggiormente sviluppato insomma, in seguito a un cambiamento fisiologico apportato da macchinari e tecnologie avanzate) rispetto ai normali esseri umani, come loro stessi ci spiegano.
Le colorazioni, le animazioni e disegni sono più che superlativi, e non solo tengono il passo anche con produzioni attuali (2009), ma talvolta le anche supera a mio parere.
Inoltre questo film è famoso anche per la prima implementazione ben riuscita (o prima in assoluto, non ricordo) della computer grafica in un prodotto d'animazione, e si vede, visto che la differenza fra animazione e CG non si nota mai, e si integra perciò benissimo.
Purtroppo il ritmo narrativo non è il massimo, perchè talvolta è molto lento, fino a fare deconcentrare il visore, per poi riprendere con un ritmo e dialoghi abbastanza veloci e complessi che, in seguito all'attenzione calata per la lenta sceneggiatura, potrebbero risultare di difficile digestione e comprensione.
Oltre a questo, il fatto della storia che non conclude e una trama un po' semplice, limitano il mio giudizio a un 9, anche se è più che abbondante.
Si tratta comunque di un 10 concettuale.
Da vedere assolutamente, insieme al seguito poi, che sarà ancora meglio!

XPIN
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 "Ghost in the Shell" è un classico della Fantascienza e dell'animazione Giapponese ed un Titolo di punta del genere Cyberpunk.
Il Film è del 1995, è stato diretto dal grande Mamoru Oshii ed è la Trasposizione dell'omonimo Manga di Masamune Shirow.
Bisogna dire che la Storia prende spunto dal Manga ma si sviluppa per vie proprie... inoltre, rispetto al Manga in cui si dà spazio anche a momenti sentimentali e comici, l’Anime ha un’atmosfera molto più cupa.
La Trama è quella di un Thriller Noir di ambientazione futuristica, arricchita però da una forte componente riflessiva.
La Storia si sviluppa in un perfetto equilibrio di azione frenetica e dialoghi taglienti.
L’atmosfera molto particolare, riflessiva, a tratti cupa ed estremamente enigmatica, colpisce lo spettatore nel profondo.
La Colonna Sonora, davvero stupenda, è stata composta da Kenji Kawai, mentre Il Character Design è opera di Hiroyuki Okiura.
Dal punto di vista Tecnico "Ghost in the Shell" è veramente eccezionale... i fondali sono vere e proprie opere d’arte, l’animazione è realistica e fluida.
E' stato uno dei primi Anime in cui l'animazione tradizionale e quella al computer sono state fuse con successo.
Così come è accaduto anche con Neon Genesis Evangelion, Nel 2008 la pellicola originale è stata sottoposta ad un profondo restyling ( con largo uso della Computer Grafica ) e ripubblicata con il titolo "Ghost in the Shell 2.0".
"Ghost in the Shell" è stato importato in Italia negli anni novanta in formato VHS.
Nell'adattamento Italiano i dialoghi si basano sui copioni della versione Inglese anziché quelli originali Giapponesi e questo ha causato alcuni errori nei testi Italiani.
Per l'edizione DVD è stato mantenuto il vecchio doppiaggio aggiungendo però al disco, oltre all'audio Giapponese, sottotitoli Italiani fedeli ai copioni originali.
"Ghost in the Shell" viene considerato ormai uno dei migliori Film d'animazione di tutti i tempi e, tra le altre cose, è stato anche il primo Anime in assoluto ad essere presentato alla Mostra del Cinema di Venezia.
Ha avuto un grande impatto anche nel Mondo del Cinema Hollywoodiano, influenzando molti nomi illustri, come James Cameron e Steven Spielberg, inoltre i fratelli Wachowski hanno riconosciuto che "Ghost in the Shell" è stata una grande fonte di ispirazione per la creazione di "Matrix".
James Cameron, famoso regista, sceneggiatore e produttore, ha detto di
questo Film: "Ghost in the Shell è un fantastico Film di Fantascienza... un’opera visiva a sfondo riflessivo di incredibile qualità... la prima in grado di elevarsi sui livelli di eccellenza propri della letteratura... il primo lungometraggio animato che è riuscito a raggiungere la perfezione visiva!".
In poche parole un Capolavoro. :)

deathmetalsoul
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Nel 1995 sotto la direzione di Mamoru Oshii nasce il capolavoro animato Ghost in the Shell letteralmente spirito nel guscio. Film tratto dall'omonimo manga del 1989 di Masamune Shirow, non riscuote subito il successo che merita nella sua patria, ma spadroneggia quasi incontrastato (nel suo genere) negli altri continenti, infine qualche anno più tardi il valore viene riconosciuto anche in madre patria e in tutto il pianeta diviene ispirazione per la nuova cinematografia, infatti in alcuni prodotti moderni è possibile notare particolarità e movimenti visti per la prima volta in questo capolavoro. Il film mix di fantascienza e psicologia è avvolto in un poliziesco quasi "drammatico" ma non mancano le parti d'azione e i colpi di scena e ciò lo rende adatto ad un vasto pubblico, cosi che anche chi si accinge ad una visione superficiale, ne può trarre soddisfazione. Devo dire che ci troviamo di fronte ad una trama magistrale: anche se può non sembrare ci sono piccolezze e sfumature che se vengono colte danno molti messaggi che possono riguardare la vita di oggi. Ci troviamo più o meno nella nostra epoca, ma il mondo non è del tutto equiparabile al nostro, la tecnologia e l'informatizzazione hanno il sopravvento su tutto, la natura non è mai presa in considerazione, qui vivono creature umane e cyborg, e proprio di questi ultimi fanno parte i protagonisti principali, alcuni personaggi hanno cellule biologiche, mentre altri, in particolare il protagonista principale non ne hanno, ma possiedono uno spirito, che è il "ghost" nel loro guscio esterno "shell". In questo scenario prende vita la storia: un hacker dalle origini sconosciute, Il signore dei pupazzi, attacca i computer (sempre in forma umana) del governo, suscitando la reazione immediata dello stesso. Inizierà qui un intrigato imbroglio semipolitico per il ritrovamento di questo Hacker, e la battaglia personale della protagonista sempre contro di esso. La protagonista si pone spesso domande di carattere esistenziale, e scoprirà che solo con il ritrovamento del famigerato Signore dei pupazzi potrà darsi delle risposte, d'altra parte tra innumerevoli colpi di scena si scoprirà che anche il nemico vuole arrivare alla nostra protagonista per i suoi fini personali. La trama è davvero bella... I protagonisti (almeno i principali) hanno una grande caratterizzazione, devo dire che anche visti la prima volta ci può sembrare di conoscerli da sempre. Infine solo elogi per la parte tecnica: i disegni e le animazioni non peccano mai, la sceneggiatura è molto buona e le musiche a mio avviso sono buone e anche belle. Detto ciò posso solo consigliare la visione a tutti coloro che amano questo genere: se volete qualcosa di semplice guardate altro, mentre se volete qualcosa di serio e che mette in risalto uno scenario crudo e moderno allora non potete perderlo. Comunque io aspetto di vedere il capitolo successivo che non mi perderei per niente al mondo e che credo che non deluderà le mie aspettative. Guardatelo anche voi.

Onnivoro88
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 Eccezionale.
Con molta curiosità ho visto questo lungometraggio di cui avevo sentito parlare. Leggevo di cyber-punk, e non capivo. Bhè, curiosità soddisfatta e significato dato al suo significante. La sigla iniziale armoniosa, la colonna sonora trascinante, le immagini futuristiche, l'ambientazione che ti risucchia, i colori cupi, elettrici sono un miscuglio che frullano i sensi del telespettatore! Se ciò non bastasse penso che ciò che rendono eccezionale questo anime sono i dialoghi profondi, esistenziali. Il fatto che a farli sia un cyborg li carica ancor più di importanza.
Non so voi che vi apprestate a cercare notizie, come e che esperienze precedenti avete riguardo la fantascienza, ma credo che sia immancabile la visione di Ghost in the shell. Sarebbe come non avere una visione completa del panorama fantascientifico narrativo. Ho letto un paio di storielle di Asimov, e devo dire che posso benissimo accostare la profondità dei contenuti ai suoi scritti senza aver paura di eventuali repliche.
I personaggi: tutti caratterizzati, inseriti perfettamente in un contesto che ne risentirebbe nel caso in cui così non fosse. La sezione 9 crea mistero intorno a sé, fascino. Sono come i servizi segreti che portano avanti i lavori sporchi e più difficili.
Se siete indecisi, lasciate i dubbi ai dubbiosi e prendete la decisione giusta!: vedere GHOST IN THE SHELL! Non ve ne pentirete!
Conto presto di vedere il seguito del 2004, me lo gusterò per bene e lo consiglio anche a voi.

Oni
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Ammetto di aver visto Ghost in the Shell soltanto adesso (dicembre 2009) nonostante sia un film del ben più lontano 1995, e posso anche ammettere, tranquillamente e senza riserve, di essere rimasto piacevolmente sorpreso ed estasiato per questo capolavoro di animazione nipponica.
Fin dai primi istanti, lo spettatore viene proiettato in un realtà quasi onirica, da sogno, in un mondo che poco spazio lascia alla natura e a ciò che la madre terra offre, ma dove piuttosto spadroneggiano la tecnologia e l'informatica.
Difficile risulta anche credere che la storia sia ambientata in un futuro a noi molto prossimo: basti pensare semplicemente al fatto che spesso, durante il film, viene più volte ripetuto quanto sia raro trovare un essere umano che sia ancora tale, dato che la maggior parte degli esseri viventi (i protagonisti su tutti) vantano nel loro corpo parti cybernetiche, componenti di nanotecnologia, le quali, se da un lato migliorano le prestazioni dei loro possessori, dall'altro li rendono una sorta di schiavi, di manichini al servizio del loro padrone, nonchè "persone" dalla difficile e complicata esistenza, i quali vivono duramente la loro condizione di "metà uomo metà macchina", intenzionati più che mai a far prevalere in loro la parte umana agli occhi degli altri ma soprattutto di se stessi.
La trama si presenta fin da subito molto interessante, capace di rapire lo spettatore in pochi minuti. Possiamo identificarla come un misto di un poliziesco inserito in un contesto cyber-politico, dove nulla si muove senza che "il pezzo gross" del momento ne dia l'autorizzazione, e dove i protagonisti cercano di compiere la loro missione in nome di ciò in cui credono e si identificano, e non in nome della burocrazia e del sistema che li circonda.
La figura che si erge su tutte è quella del maggiore Kusanagi, donna ormai quasi completamente automatizzata, a capo della sezione 9 della Polizia che si occupa della sicurezza a New Port City. E' colei che più vivamente soffre della sua condizione di semi-umanoide, e si rivela un personaggio di punta anche caratterialmente, essendo poi il fulcro finale del lungometraggio.
Il nemico attuale, invece, è il cosiddetto "signore dei pupazzi", hacker fantasma dalla personalità non troppo definita, intenzionato a lanciare un virus informatico che può causare gravi danni all'intero sistema, e d'altronde, in un'epoca simile non è forse questa la più grave minaccia da combattere?
Un plauso speciale deve indiscutibilmente essere fatto per le animazioni: uniche e superbe, specialmente considerata la data di uscita del film, si dimostrano fluide in una maniera spettacolare, rendendo perfetti i cambi di scena, le diverse inquadrature e quindi la regia.
Esprimendo un parere personale, le analogie col film Matrix si notano fin da subito, e non è difficile associare Ghost in the Shell come un precursore della saga dei fratelli Wachowski, o possiamo vederlo, perchè no, anche come una sorta di ispirazione per la suddetta saga.
In parole povere, una piccola chicca animata del sol levante da non perdere e che non può mancare nel curriculum di ogni appassionato.

M3talD3v!lG3ar
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Siamo nel 1995: il genio di Mamoru Oshii dirige il primo film d'animazione, il suddetto "Ghost In the Shell", basato sull'omonimo manga di Masamune Shirow.
In patria, l'opera non ottiene subito il successo che merita, mentre all'estero viene considerata entro breve un classico dell'animazione.
Complesso spaccato di un futuro cupo e ipertecnologico in cui il mondo è completamente informatizzato, "Ghost In The Shell" va ritenuto come uno dei pochi affreschi veramente cyberpunk della cinematografia non solo animata.
Dal punto di vista realizzativo, l'opera vanta un'animazione di altissimo livello, che dà prova della considerevole innovazione ottenuta dalla fusione (tra le prime eseguite) tra quella tradizionale e quella al computer.
Il resto del perfetto quadro audiovisivo lo completano i disegni affascinanti e maturi, un'atmosfera impressionante, una colonna sonora monumentale, ma soprattutto la regia travolgente ed eccentrica di un Oshii più ispirato che mai.
La trama, vista la breve durata del film, non presenta molte diramazioni, tuttavia è sempre compiuta e intelligente, nonchè abbastanza adulta nei contenuti quanto nei dialoghi, ed anche piuttosto spinosa in alcuni passaggi.
I personaggi di spicco sono ben pochi ma ricoprono un ruolo di tutto rispetto in una storia altrettanto pregiata.
Il maggiore Motoko Kunasagi è un'agente cybernetica, ovvero un cervello in un corpo sintetico (o uno spirito nel guscio, come recita il titolo), un ufficiale della Shell Squad che, insieme ai propri colleghi, dà la caccia all'imprendibile Signore dei pupazzi. Quest'ultimo è un ladro che per commettere i propri crimini si intrufola nella mente delle persone, ne altera i ricordi e le utilizza per i propri scopi come fossero fantocci. A tutto ciò fanno da contorno intrighi politici e una realtà degradata e violenta...
Il lungometraggio è di quelli da non perdere per nessun motivo: Ghost In The Shell è certamente meglio adatto ai palati raffinati, tuttavia qualsiasi tipo di pubblico dovrà notare e ammettere quante lezioni di stile abbia impresso e quanti spunti abbia fornito il prodotto in questione alle produzioni cinematografiche degli anni seguenti.
Da segnalare il seguito del 2004 intitolato "Ghost in the Shell: L'attacco dei Cyborg" e la versione restilizzata e ripubblicata nel 2008 con il titolo "Ghost in the Shell 2.0.".

lawliet forever registrato
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 Ghost In The Shell è un film diretto dal regista Mamoru Oshii. E' passato qualche mese da quando l'ho visto, ma comunque resta solido nella mia mente il ricordo di questo splendido anime. Ghost In the Shell, ambientato nella Tokyo del 2029, parla di Motoko Kusanagi, un cyborg membro della Sezione 9 della polizia. La Sezione 9 è alla caccia del Marionettista, un hacker in grado di entrare nel Ghost, l'anima, e manovrarlo. Infatti, quando un essere umano diventa cyborg, il Ghost viene trasferito da un corpo all'altro.
La regia è molto strana. Le angolazioni sono molto strane, quasi sperimentali, creando un distacco con il mercato solito, ma rendendo comunque comprensibile la storia. Per farla breve, dalla prima angolazione fino all'ultima si è sempre all'interno della vicenda, senza mai togliere gli occhi di dosso allo schermo.
Il soggetto è, invece, opera di Masamune Shirow, l'autrice del manga. La storia è molto complessa, ma serve a muovere il vero significato del film, di cui parlerò in fondo.
La sceneggiatura è molto sintetica: infatti le voci si sentono solo in poche scene, ma quando ci sono sono abbondanti.
Il character design è ambiguo: gli umani o cyborg in parte presentano i caratteri giapponesi, mentre i cyborg hanno un character stereotipato con un componente che ricorda i giapponesi.
Le animazioni sono buone, anche se perdono valore dinanzi alla grandezza della regia.
I fondali sono molto curati, soprattutto macchinari e/o edifici tecnologici.
Ora che ho finito di parlare delle caratteristiche tecniche, vi parlerò del significato.
Ghost In The Shell è una critica verso la modernizzazione dell'uomo. Infatti, per colpa della tecnologia, i cyborg protagonisti di questo film non provano più emozioni. Sono delle marionette al servizio dell'informatica. I cyborg non si possono più definire esseri umani, sono delle macchine, come il computer da cui vi scrivo. Mentre ci sono, invece, delle creature, così possiamo definirle, che sono contrari all'eccessiva modernizzazione dell'uomo. La domanda che si pone il regista è: questo uomo, che non prova più emozioni, non è più un essere senziente, può essere considerato uomo? Domanda che rivolge anche allo spettatore con questo film, che è una vera opera, che supera tutti i limiti dell'impossibile, ancora godibile nonostante datato 1995.
Analogie e differenze con il manga: il manga è molto più lungo. Infatti il film è un riassunto del manga, che racconta solo le fasi importanti alla storia principale. Il manga contiene, infatti, anche avventure indipendenti. Il finale e la morale sono gli stessi, anche se molte scene sono state modificate e allungate nel film. Anche se il finale è lo stesso, nel manga il modo con cui si arriva al finale è molto articolato e complesso, mentre nel film è più breve, e anche diverso.
La colonna sonora è molto bella e ambigua, principalmente basata su musica etnica.
Unica nota dolente il doppiaggio italiano. Infatti il doppiaggio della Panini è molto espressivo, anche se i personaggi sono stabili, mentre quello giapponese è più monotono, infatti io, nonostante ho comprato la deluxe edition italiana, l'ho visto prima in giapponese con i sottotitoli in italiano, poi in italiano.
Il disegno è molto bello, ma è reso sporco dall'enorme presenza di grigio derivante dalla tecnologia.
L'edizione DVD è bella. La pellicola è stata restaurata, rendendo la grafica più moderna, compiendo un ottimo lavoro. L'immagine di copertina è scarna ma bella. E riflette il genere di film. Tra i contenuti speciali ci sono le schede dei personaggi principali, del regista e dell'autore del film, oltre a un bellissimo making of di un'ora in giapponese con i sottotitoli in italiano. Nota dolente dell'edizione, oltre al doppiaggio, è una censura che ho notato. All'inizio del film, Motoko ha la testa piena di pensieri disordinati. Arriva il compagno che, notando questo, fatto, gli chiede il perchè. In italiano Motoko, staccando i fili che la collegavano a una cosa che non posso dire per non spoilerare, dice che forse è un problema del cavo. Nello stesso DVD, invece, mettendo i sottotitoli si scopre che in realtà dice di avere le mestruazioni. Non so perchè, ma la frase è stata quindi modificata.
In conclusione: film molto bello e cervellotico, che grazie alla regia geniale non annoia mai, ma anzi tiene con gli occhi addosso allo schermo per tutta l'ora e mezza della durata del film.
Pro: tutto.
Contro: il doppiaggio italiano e la censura dell'audio anzidetta, che però non rovina l'indubbia qualità dell'anime.
Consigliato a: tutte le persone mature, anche se non sono mature di età corporea.
Voto: 10. Perfetto.

shuuchan
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8 Film ispirato ad uno degli episodi più riusciti del manga omonimo di Shirow Masamune, si tratta di una realizzazione di breve durata (80 minuti) ma estremamente intensa.
La trama si presenta complessa fin dalle primissime battute, tanto che è quasi impossibile cogliere tutti i riferimenti sparsi nell'anime senza prestare la massima attenzione ad ogni dialogo. La storia di impronta cyberpunk mescola filosofia a trame politiche, e alcuni passaggi possono davvero risultare ostici. Ma anche una prima visione con comprensione parziale lascia ugualmente forti impressioni, soprattutto grazie all'atmosfera tesa e soffocante che si respira durante tutto lo svolgimento del film. Caratteristica, questa, che contribuisce ad allontanare il tono dell'opera da quello del manga (più scanzonato), rendendolo invece assimilabile a quello di una delle pietre miliari del cinema di fantascienza, "Blade Runner". Qui troviamo la stessa città sporca e buia, fatta di slum e vicoli dall'aspetto poco rassicurante, abitata da un'umanità priva di speranza e ambizioni che vive alla giornata, e spesso battuta da una pioggia che oscura il cielo.
Fondamentale per quest'atmosfera il comparto tecnico dell'opera, in particolare per gli splendidi e curatissimi fondali e per la fotografia sempre attenta a dosare con maestria luci e ombre. La regia, di Mamoru Oshii, è di altissimo livello, con trovate spettacolari e inquadrature originalissime. Ultime, ma non per importanza, cito le animazioni, vera colonna portante del film: di un realismo straordinario.
Anche la colonna sonora e gli effetti audio sono estremamente efficaci, e danno una grossa mano nella creazione delle atmosfere. In particolare si fanno notare i temi dal mixing fitto di effetti d'ambiente (con riverbero "ampio" e/o echi), e il tema principale, teso e graffiante, che compare per 2 volte durante l'anime.
Per chi ama la fantascienza, o anche per chi abbia voglia di lasciarsi trascinare in riflessioni complesse, questo è proprio il film adatto. Chi cerca solo azione potrebbe invece rimanere deluso: ad alcune splendide scene dinamiche se ne alternano altre più compassate, senza seguire la classica scansione temporale dei film occidentali. C'è un modo semplice per scoprire se quest'anime fa per voi: se vi è piaciuto "Blade Runner", allora non potrete che amare anche "Ghost in the Shell".

Laurelin
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Visionario, onirico, alieno... un'opera dal grande respiro e dalla morale estremamente profonda, che incarna perfettamente sia i tempi moderni che quelli di un futuro a noi prossimo. Definirei l'autore di questo anime come un Kubrick dei tempi attuali. Le immagini non sono casuali, ma seguono un filo perfettamente logico che segua una trama complessa dalle molte sfaccettature.
La colonna sonora è perfetta, e sottolinea il delicato equilibrio tra immagini a campo lungo e primi piani in quest'opera.
Consiglio di rivederlo almeno una seconda volta per apprezzarne al meglio i contenuti.
Quest'opera contrasta nettamente con il genere cyberpunk che spesso viene caratterizzato da un facile assorbimento dei contenuti. Difatti questa opera va degustata lentamente al fine di apprezzarne ogni sfumatura.

BIZIO
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Bé che dire! Poche parole perchè è indescrivibile quello che suscita la visione di questa "opera d'arte" (d'altronde ci troviamo davanti a Masamune Shirow), per capire bisogna vederla. Comunque si può dire che i difetti sono veramente pochi se non quasi inesistenti, la storia è praticamente perfetta, avvincente, intrigante e ti tiene veramente incollato al televisore. L'animazione è molto buona, qualche piccola pecca ma ci si può passare tranquillamente sopra, anche perchè non lede al valore complessivo che quest'opera ha, ovviamente a mio parere personale.
Per concludere ne consiglio la visione e anche del secondo film e delle due serie SAC e SAC 2nd GIG.

RyoSaeba
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 0 su 1 --- Voto: 8 Ho visto tutti gli OAV e gli episodi dello Stand Alone Complex. Forse non tutti sanno che è uno degli anime preferiti dai Wachoski Brother's ed è stato di ispirazione per la saga di Matrix. Un anime originale: nei disegni, volutamente ricchi di computergrafics e un po inespressivi e freddi, nelle colonne sonore e nelle trame, qualche volta difficili da seguire con dialoghi contorti in stile Chris Carter (X Files). Complessivamente bello e avvincente con una trama di base che lega tutti gli episodi. E' possibile che le macchine del futuro, complesse fino all'inimmaginabile, possano sviluppare un "ghost" cioè una propria coscienza? A voi la risposta...
Ansonii390
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 Anno 2029 A.D. la vita e la società mondiale sono intrinsecamente collegate alla rete informatica; la tecnologia all'avanguardia ha permesso di travalicare i limiti da sempre imposti alla condizione umana: cervelli potenziati, sensori ottici, corpi meccanici..Unico filo conduttore in queste realtà è la coscienza, da sempre prerogativa del genere umano e da sempre sua caratteristica fondante. Ma cosa succederebbe se anche questa unica certezza fosse messa in discussione? Qui entra in campo la sezione 9 che si troverà ad affrontare il pericoloso hacker denominato "il signore dei pupazzi" e ad indagare su misteriosi movimenti governativi..
Capolavoro dell'animazione mondiale, sia per l'uso avanguardista della CG, sia per la trama che seppur semplice lascia adito alle libere interpretazioni dello spettatore, capace di immedesimarsi totalmente in un mondo che poi tanto futuristico non è...
Sapiente è la capacità della regia: ogni inquadratura, ogni ripresa non è lasciata al caso ma semplicemente frutto del genio di un'artista.
Il comparto sonoro è soddisfacente, in particolar modo la traccia durante i titoli di testa è a dir poco evocativa..
Per come si presenta, il film è da vedere almeno due volte, la prima per puro diletto narrativo, la seconda per addentrarsi meglio nella psicologia dell'intera opera. Sconsigliato a chi cerca un prodotto leggero e di facile assorbimento, caratteristica da sempre in contrasto col genere cyberpunk.

Ivan180378
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 Non sto a scrivere molto. Altri recensori lo hanno già fatto ottimamente anche per me. L'autore è Momoru Oshii. C'è altro da aggiungere? Ottimo Cyberpunk, spesso, filosofico, ben realizzato, ben animato. Perfetto. Aggiungo solo altre righe giusto perché questo sito richiede d'obbligo 300 caratteri. Questo film non è adatto per i ragazzini, né per le persone superficiali che amano film d'azione a cervello zero. E' un film per gente profonda, colta, riflessiva. Bellissimo. Info: ivan@mercolini. Com
Midori76
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 CONTIENE SPOILER
GHOST IN THE SHELL – Lo spirito nel guscio
Siamo nel 2029 in un futuro altamente computerizzato e informatizzato dove la società vede convivere uomini, cyborg e organismi artificiali. L’essere umano è approdato alla fase conclusiva della sua evoluzione naturale ed ora dispone dei mezzi per potenziare le sue facoltà, nonché ricreare appendici o sostituire ogni componente del proprio corpo, grazie all’avanzata tecnologia. L’unico elemento che la scienza non è riuscita a riprodurre è lo Spirito (o “ghost”). Quest’ultimo è l’insieme delle facoltà mentali riconducibili alla personalità, ai sentimenti e alla memoria individuale e consente di distinguere chi è vivo da chi è un’elaborazione elettronica della rete telematica: un sistema che si è spinto “fino alle stelle e ai flussi di elettroni e di luce che viaggiano nell’universo” (dall’intro dell’anime). Il ghost può essere trasferito da un corpo, o “guscio”, ad uno altro, ammesso che questi sia sprovvisto di uno Spirito. Il Maggiore Motoko Kusanagi svolge il suo dovere di poliziotta con abnegazione. La Sezione 9 della Shell Squad, di cui fa parte, è assegnata alla sicurezza della città di New Port City, una metropoli caotica, dove la differenza fra aree degradate e prestigiose, assieme allo squilibrio e all’alienazione dei cittadini sono lampanti.
L’organismo di Motoko è totalmente artificiale, ad esclusione delle sole cellule celebrali umane ed è fra gli esemplari più elaborati d’intelligenza artificiale in circolazione. Insieme al suo socio Batou, anch’esso cibernetico, Motoko avvia le indagini e la caccia ad un abile pirata informatico, altrimenti detto “hacker”, soprannominato “Il Signore dei Pupazzi” (“Puppet Master”) capace di operare nel buio più totale e senza lasciare traccia alcuna. Il criminale in questione è un entità senziente generata dal mare dell’informatica e agisce sottraendo dati dalla fitta rete, infiltrandosi e condizionando, tramite un virus, i cervelli delle vittime da lui prescelte. In altri termini il Puppet Master manipola i suoi schiavi, mantenendoli sotto il proprio controllo e muovendone i fili come fossero marionette. Li induce, a loro insaputa, ad obbedire ai suoi ordini e a commettere reati di vario tipo. Per ognuno di loro crea un’esistenza non reale, fatta di esperienze simulate e illusioni, frutto della sua volontà, causandone la cancellazione della memoria e dell’identità.
Per portare avanti l’evoluzione umana “Il Signore dei Pupazzi” vuole congiungersi proprio con Motoko. La fusione porterebbe alla genesi di una nuova entità vivente superiore all’uomo, che opererebbe tra le infinite maglie del sistema informatico. Se ciò accadesse l’uomo perderebbe il suo libero arbitrio e il dominio sugli altri esseri viventi del pianeta…
“Ghost in the shell” è il titolo del lungometraggio “cyberpunk” tratto dal manga “Kookaku kidootai” (Squadra Speciale Ghost) di Masamune Shirow, edito in Italia per la Star Comics sulle pagine di Kappa Magazine. Shirow è quasi certamente l’autore che, al momento, è giunto allo stadio più avanzato e originale del genere “cyberpunk”, introducendo l’attuale tema di “Internet” e della “realtà virtuale” e contestualizzandolo credibilmente in un prossimo avvenire.
Prodotto nel 1996 dalla Kodansha/BandaiVisual/Manga Entertainment e concretizzato dallo Studio I.G., il film è stato acclamato dalla critica e dal pubblico di tutto il mondo. Tra i tanti estimatori menzioniamo James Cameron, noto regista di “Aliens” e del kolossal “Titanic”.
Il fumetto, pur non mancando di gag e situazioni più leggere, lasciò parecchio perplessi i lettori italiani, risultando estremamente cervellotico e ricco di dati tecnici con tanto di note esplicative a cura dello stesso autore. La versione animata predilige questo secondo aspetto del manga, sottolineando unicamente le connotazioni realistiche e adulte del soggetto originale e dimostrandosi tutto sommato scorrevole, fruibile al grande pubblico anche grazie ad una linea grafica più internazionale.
L’anime affronta tematiche impegnative e profonde come il futuro dell’uomo, il suo progredire attraverso l’interazione fra organismo umano e macchina e l’importanza di essere completamente umani. Tutto questo, e anche di più, lo fa in maniera assolutamente anti-commerciale e non scontata, a dimostrazione che il linguaggio dell’“animazione”, se impiegato con criterio, è in grado di raccontare con maturità e intelligenza, qualsiasi tipologia di storia. Della caratterizzazione grafica originaria del fumetto, tutti i personaggi appaiono più realistici ma algidi, mantenendo quel poco che permetta allo spettatore di riconoscerli. I fondali curatissimi, alcune panoramiche e prospettive inusuali, i diversi effetti speciali sono eseguiti con l’ausilio della CG. Lo stesso avviene sul fronte delle animazioni, le quali, pur non raggiungendo la pienezza dei movimenti e la fluidità presenti in “Akira”, sono di elevata qualità. Mai come in questo frangente, la CG può manifestarsi con sfrontatezza, essendo il mondo rappresentato a tal punto progredito, che, virtuosi effetti speciali, la presenza di display, mappature, timer, calcolatori e monitor, non potevano che essere riprodotti con questo metodo. Per una volta la CG può rappresentare se stessa liberamente.
Le scene d’azione sono sporadiche, la narrazione è volutamente lenta e un po’ cupa, in modo da catapultare lo spettatore in un clima allucinogeno, opprimente e misterioso, il tutto sottolineato dall’utilizzo prevalente di tinte e fonti luminose fredde e accompagnato dal commento sonoro del grande Kenji Kawai. Cori ascetici, simili a canti religiosi, chitarre acustiche, numerosi tamburi e strumenti a percussione originano melodie ipnotiche e tristi, le quali supportano efficacemente il susseguirsi degli avvenimenti e l’ambientazione futuristica. Una scelta che farà storcere i naso ai puristi riguarda la sostituzione dell’ending giapponese, nelle edizioni occidentali, in favore dal brano “One minute warning” dei “Passengers”. Provvisto di sonorità hightech e di una personale linearità e asciuttezza è, tuttavia, una sigla di chiusura che ben si addice al tipo di film. Alla direzione troviamo l’inarrivabile Mamoru Oshii. Enigmatico, intellettuale, sovversivo alle regole ferree della società giapponese, poeta onirico metropolitano e altro ancora, Oshii dirige magistralmente l’opera. Il suo talento visionario è ineguagliabile e si esprime per mezzo d’immagini e scene evocative, contemplative e angoscianti. Alla fine di qualsiasi sua pellicola, la miriade di strane sensazioni che avrete provato e che vi lascerà saranno difficili a dimenticarsi. Oshii è regista di tanti anime tra cui “Dallos” (il primo OAV in assoluto), “Patlabor”, “Lamù” e “Tenshi no tamago” (l’uovo dell’angelo), un gioiello grezzo del 1985, purtroppo ancora inedito da noi. È proprio con quest’ultimo che G.I.T.S. Possiede in comune più di una sovrapponibilità. La struttura circolare presente in “Tenshi no tamago”, per certi versi, è la medesima, ma speculare. Ad esempio, la bambina protagonista di “Tenshi no tamago”, alla fine rinasce adulta, mentre Motoko subisce il processo inverso, “rinascendo” nel finale in un corpo da bambina, così come la parte terminale della sequenza dell’immersione di Motoko riprende quella del suicidio in mare della bambina di “Tenshi no tamago”. Non ultimi, l’ambientazione all’interno di un museo di scienze naturali, le carcasse di animali e un bassorilievo raffigurante l’Albero della Vita, sono tutti elementi che appaiono nell’anime dell’85.
Attraente ma decisamente inquietante per la sua caratterizzazione grafica, psicologica e per la “natura” di cyborg, è la protagonista, Motoko Kusanagi.
Perduta, parzialmente, la sensualità straripante di cui era dotata nel fumetto, Motoko è stata resa più matura oltre che dal tratto grafico, anche dal timbro vocale della doppiatrice. In Italia la voce è stata affidata a Stefania Patruno. Le sequenze sconcertanti della sua creazione in laboratorio, sulle note dell’opening, sono realizzate visivamente in modo eccelso, riuscendo a descrivere ottimamente la sensazione di artificiale che le appartiene, soprattutto in riferimento al suo involucro esterno. Un “guscio” di titanio fatto in serie tanto da sembrare di percepirne l’”odore” di sintetico.
Avanti nel film, specialmente lo sguardo, spesso fisso ed inespressivo di Motoko, ci rammenteranno la sua costituzione.
G.I.T.S., oltre ad essere una gioia per gli occhi, è un anime ricercato e profondamente glaciale che paradossalmente offre stati d’animo ed emozioni unici e invita a riflettere su una possibilità di realtà futura, probabilmente, più vicina di quanto pensiamo.
Il lungometraggio è disponibile in DVD Panini Video e su VHS Manga Video.
Fabio "Midori76" Cassella
Gackt
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 7 Forse mi aspettavo un pò di più, visti i pareri euforici che circolano. Avrei voluto forse un chara design più "manga" (anche un po più sexy XDXD), e le animazioni (così come i colori) potevano migliorare. Penso in ogni caso che ciò che renda Ghost in the Shell un capolavoro sia la trama, che filosofa sul concetto di anima e sulla possibilità dell'esistenza di un anima (ghost) in una macchina (shell). Trattandosi di un classico e per la trama originale un bel 7 abbondante.

Daniel
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 Che dire, conobbi Mamoru Oshii con quest'opera, e da quel momento in avanti capii che avevo davanti un vero e proprio GENIO del cinema di animazione! Array. L'inizio del film è semplicemente "da urlo": adoro in maniera particolare la sigla di apertura, nella quale si vedono le varie fasi di "montaggio" della protagonista (o forse è più adatto dire "nascita"), nonché le tecnologie e i vari ambienti hi-tech in cui l'evento si svolge: difatti, il team di animazione del maestro Oshii, ha deciso di costruire gli ambienti urbani, prendendo spunto da una serie di fotografie scattate nella città di Hong kong, modernizzandola; risultato: una tra le migliori e più caratteristiche ambientazioni cyberpunk mai create! (seconda solo alle ambientazioni di "Neuromante" si Gibson e di Blade Runner). Le scene d'azione sono poche, ma in compenso sono decisamente ben fatte, quasi al dettaglio!! Ottimi anche i colori.
Purtroppo però, non si può parlare di un'opera perfetta (a parte il fatto che la perfezione secondo me non esiste!): difatti una delle pecche di quest'opera sono le animazioni, che in alcuni momenti risultano SCATTOSE, soprattutto nelle prime parti (ad es. Il blitz della sezione 6 a inizio film) nonché la stessa sceneggiatura, in particolare a metà dell'opera, quando Batou e Motoko parlano di filosofia (anche se probabilmente è solo una questione di punti di vista).
Concludo asserendo che, assieme al suo seguito ("Innocence"), lo considero un acquisto consigliatissimo per tutti quelli che amano il buon cinema di fantascienza. BUONA VISIONE!!
Ps: In verità il voto che volevo dargli era 9.5, ma siccome non si può arrotondare, tocca adattarsi (stessa cosa vale per Innocence, dato che ha ricevuto lo stesso voto, ma la linea di criterio seguita è più o meno la stessa).
ALLA PROSSIMA!!
ASTHAROT
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 Penna di Shirow, direzione di Oshii, che dire... Accoppiata vincente! Veramente spettacolare sia la grafica sia la storia che, anche se siamo in un futuro prossimo, tratta i problemi della società in maniera molto realistica. Nella storia legata ad una squadre speciale della sicurezza nazionale viene affidata la missione di combattere il crimine informatico, non risulta mai essere banale, è un capolavoro!!

HaL9000
Per l'anime Ghost in the Shell
Film di genere Azione/Fantascienza/Psicologico/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 Vero capolavoro dell'animazione, diretto dalla sapiente regia di Oshii, che oramai è diventato un classico della fantascienza.
La trama segue abbastanza fedelmente il manga da cui trae origine, quel "Ghost in The Shell" di Shirow scritto nel 1991 (se non ricordo male) che anch'esso, nel campo dei fumetti, è diventato un classico.
E' stato il primo lungometraggio che abbia mai visto di animazione giapponese (fino a quel momento avevo visionato solo i Disney & Co) e mi ha letteralmente folgorato.
Da questo film sono nati poi altri due lungometraggi e 2 serie televisive.
Non voglio entrare nel merito della trama, che è piuttosto complessa e che richiederebbe troppo spazio (esistono siti internet dove il mondo di GITS è sviscerato all'inverosimile, dando vita persino a delle vere e proprie esegesi); ciò che mi preme di più sottolineare è la grande influenza che ha avuto questo anime su molta produzione successiva (un po' come è successo per evangelion, tra l'altro uscito nello stesso anno).
Le intuizioni di Shirow prima e, in parte, di Oshii poi, hanno segnato un punto di svolta nella fantascienza animata, che dai robottoni degli anni '80 passa ad un livello di profondità (anche filosofica) piuttosto accentuata.Mi rendo anche conto che proprio questo aspetto faccia storcere il naso a molte persone che non amano il genere, però bisogna oggettivamente riconoscere che il livello qualitativo è molto alto; anche dal punto di vista grafico, ricordiamoci che stiamo parlando di un'opera prodotta 14 anni fa: ancora oggi non sfigura al confronto con produzioni più recenti.
Ho fatto vedere questo film ad amici che avevano sempre considerato i cartoni animati solo come divertimenti per bambini: hanno cambiato idea.

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Utenti On-line: 361 Record: 2257 Utenti (18/11/2010)
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