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Ghost in the Shell

(Koukaku Kidoutai; Ghost in the Shell)

Voto: 9,034 - Leggi le recensioni - anime distribuito in Italia da Panini Comics

(Azione, Fantascienza, Psicologico, Poliziesco)

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Ghost in the Shell


Se ti piace questo anime ti consigliamo di vedere:
Neon Genesis Evangelion, Akira, The Sky Crawlers


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Tipo:
Film

Anno:
1995

Episodi:
1

Immagini:
21

Recensioni:
25

Valutazione:
9,034

Media Voti:
9,360



2029. New Port City, Giappone. In un mondo in cui la nanotecnologia ha compiuto passi da gigante, portando alla quasi totale ibridazione tra essere umano e macchina, si muove la Sezione 9 Pubblica Sicurezza, reparto speciale della polizia preposto alla risoluzione di crimini e terrorismo informatici. Tra le sue fila spicca la figura del Maggiore Motoko Kusanagi, donna cyborg con corpo e cervello completamente cibernetici (tranne che per alcuni tessuti neurali), che si ritroverà invischiata nel caso del “Signore dei Pupazzi”, geniale quanto misterioso hacker in grado di introdursi nella zona più remota dei cervelli cibernetici e di prenderne il controllo.

Ecco 5 recensioni delle 25 disponibili.




Screenshot 1 di Ghost in the Shell
Ghost in the Shell
Film ispirato ad uno degli episodi più riusciti del manga omonimo di Shirow Masamune, si tratta di una realizzazione di breve durata (80 minuti) ma estremamente intensa.
La trama si presenta complessa fin dalle primissime battute, tanto che è quasi impossibile cogliere tutti i riferimenti sparsi nell'anime senza prestare la massima attenzione ad ogni dialogo. La storia di impronta cyberpunk mescola filosofia a trame politiche, e alcuni passaggi possono davvero risultare ostici. Ma anche una prima visione con comprensione parziale lascia ugualmente forti impressioni, soprattutto grazie all'atmosfera tesa e soffocante che si respira durante tutto lo svolgimento del film. Caratteristica, questa, che contribuisce ad allontanare il tono dell'opera da quello del manga (più scanzonato), rendendolo invece assimilabile a quello di una delle pietre miliari del cinema di fantascienza, "Blade Runner". Qui troviamo la stessa città sporca e buia, fatta di slum e vicoli dall'aspetto poco rassicurante, abitata da un'umanità priva di speranza e ambizioni che vive alla giornata, e spesso battuta da una pioggia che oscura il cielo.
Fondamentale per quest'atmosfera il comparto tecnico dell'opera, in particolare per gli splendidi e curatissimi fondali e per la fotografia sempre attenta a dosare con maestria luci e ombre. La regia, di Mamoru Oshii, è di altissimo livello, con trovate spettacolari e inquadrature originalissime. Ultime, ma non per importanza, cito le animazioni, vera colonna portante del film: di un realismo straordinario.
Anche la colonna sonora e gli effetti audio sono estremamente efficaci, e danno una grossa mano nella creazione delle atmosfere. In particolare si fanno notare i temi dal mixing fitto di effetti d'ambiente (con riverbero "ampio" e/o echi), e il tema principale, teso e graffiante, che compare per 2 volte durante l'anime.
Per chi ama la fantascienza, o anche per chi abbia voglia di lasciarsi trascinare in riflessioni complesse, questo è proprio il film adatto. Chi cerca solo azione potrebbe invece rimanere deluso: ad alcune splendide scene dinamiche se ne alternano altre più compassate, senza seguire la classica scansione temporale dei film occidentali. C'è un modo semplice per scoprire se quest'anime fa per voi: se vi è piaciuto "Blade Runner", allora non potrete che amare anche "Ghost in the Shell".
Opinione di shuuchan. Voto: 8
  

  



Screenshot 2 di Ghost in the Shell
Ghost in the Shell
Ho visto tutti gli OAV e gli episodi dello Stand Alone Complex. Forse non tutti sanno che è uno degli anime preferiti dai Wachoski Brother's ed è stato di ispirazione per la saga di Matrix. Un anime originale: nei disegni, volutamente ricchi di computergrafics e un po inespressivi e freddi, nelle colonne sonore e nelle trame, qualche volta difficili da seguire con dialoghi contorti in stile Chris Carter (X Files). Complessivamente bello e avvincente con una trama di base che lega tutti gli episodi. E' possibile che le macchine del futuro, complesse fino all'inimmaginabile, possano sviluppare un "ghost" cioè una propria coscienza? A voi la risposta...
Opinione di RyoSaeba. Voto: 8
  

  


Screenshot 3 di Ghost in the Shell
Ghost in the Shell
Questo sì che è un film fondamentale. "Ghost in the Shell", splendida trasposizione di Mamoru Oshii del manga di Masamune Shirow, è forse l'unico titolo degli anni '90 assieme a Evangelion ad avere rivoluzionato il concetto di fare animazione. Ghost in the Shell è un'opera che mostra quanto un anime, solitamente considerato, almeno nella nostra "bigotta" Italia, un prodotto puerile, possa in realtà esplorare scenari e tematiche sempre nuove, con una profondità, un realismo e un'intelligenza che perfino i live-action non possiedono.

Caposaldo del cyberpunk più evoluto, tormentato e intimista, "Ghost in the Shell" è un film che pone domande ontologiche di grande spessore, un film dove la tecnologia non è giustificazione di combattimenti mozzafiato, e non costituisce un semplice "condimento". E' l' Essere Umano stesso che si è fatto tecnologico, ormai il suo corpo è composto unicamente da innesti e parti meccaniche, tanto che anche il suo animo potrebbe essere solo un programma, rendendolo una conchiglia senza spirito. Ma forse lo spirito di un androide può essere assimilabile a un'anima, perché persiste la paura della morte, il desiderio di evoluzione, la volontà di non perdere l'individualità...

La regia è assolutamente superlativa. Oshii ha messo in questo film tutta la sua vena visionaria e cupa, perfettamente resa dalle tante scene prive di dialoghi e dal ritmo estremamente lento della pellicola, nonché dalle inquadrature oblique, ricercate, e dalle scelte cromatiche, quasi sempre fredde, bluastre, che infondono un senso di inquietudine e desolazione spiazzante. La colonna sonora svolge un ruolo molto importante, infatti i vari brani, ora sintetici e freddi, ora tribali e ancestrali, contribuiscono notevolmente a delineare le atmosfere e a coinvolgere lo spettatore.

Anche graficamente non c'è nulla da eccepire: cosa ci si poteva aspettare dalla Production I.G, se non un lavoro con i fiocchi? L'animazione è fluida quanto basta, il character e il mecha desing estremamente realistici, i fondali curatissimi, gli effetti speciali sempre opportuni. Questo film ha anche il pregio di essere (graficamente, intendo) estremamente particolareggiato e curato, senza però diventare opulento, come era successo ad esempio ad Akira: niente di troppo, solo il necessario per entusiasmare lo spettatore senza annoiarlo.

Che dire, "Ghost in the Shell" è un titolo che consiglio caldamente non solo a ogni vero amante dell'animazione giapponese, ma anche agli appassionati del miglior cyberpunk e delle opere filosofiche, introspettive ma sempre appassionanti e sorprendenti. Capolavoro, né più né meno.
Opinione di Fagiana. Voto: 10
  

  


Screenshot 4 di Ghost in the Shell
Ghost in the Shell
Il tentativo di fuga di un programmatore governativo e un attentato ai danni dell'interprete di un ministro spingono la sezione 9, reparto della polizia di Newport City specializzato in crimini informatici, ad investigare sul caso di un fantomatico cyber-terrorista soprannominato il Signore dei Pupazzi. Le indagini si spingono oltre ogni aspettativa portando a galla i loschi rapporti tra il governo ed il Signore dei Pupazzi e coinvolgendo personalmente il maggiore Motoko Kusanagi a capo dell'unità investigativa. Alla fine Kusanagi non potrà fare altro che affrontare il criminale contando sulle proprie forze e sull'aiuto del suo compagno Batou. Film di culto degli anni '90 Ghost in the Shell ha segnato l'evoluzione del genere fantascientifico, non solo d'animazione, portando in primo piano l'immenso potenziale della rete e dello scambio di informazioni. Grazie ad una grafica di altissimo livello e ad una sceneggiatura che ti infilza come una spada inchiodandoti davanti allo schermo, conserva ancora oggi tutto il suo fascino. La disinvoltura con cui Mamoru Oshii riesce a raccapezzarsi all'interno dell'intricatissimo evolversi della storia è disarmante, a volte gli bastano poche scene accompagnate dal mistico sottofondo musicale di Kenji Kawai per spiegare tutto, dando l'impressione di non aver spiegato niente. Spesso guarda con rispetto a Blade Runner, ma evita di dare eccessiva importanza a complicazioni socio-politiche, anzi preferisce una riflessione filosofica ed introspettiva e spaziando da Schopenhauer al Vangelo finisce per avvicinarsi, per certi versi, più a 2001 Odissea nello Spazio di Kubrick. A differenza di HAL 9000 però, il Signore dei Pupazzi non si limita a dimostrare la propria esistenza uccidendo per sopravvivere, ma cerca la propria raison d'etre all'interno di una teoria evoluzionistica distorta, dove le informazioni hanno sostituito i geni nel ruolo di replicatori della vita. Il genetista Richard Dawkins nel tentativo di confutare l'evoluzionismo creazionistico scrisse: "Essi (i geni) non si sono estinti in quanto sono gli antichi maestri dell'arte della sopravvivenza, ma non cercateli nel mare, perché hanno rinunciato a quella libertà molto tempo fa. Adesso si trovano in enormi colonie,al sicuro all'interno di robot giganti, fuori dal contatto con il mondo esterno, con il quale comunicano in modo indiretto e tortuoso e che manipolano a distanza. Essi si trovano dentro di voi e dentro di me, ci hanno creato corpo e mente e la loro conservazione è lo scopo ultimo della nostra esistenza". Forse non riuscì nel suo intento ma di sicuro fornì un'immensa fonte d'ispirazione ad un'intera generazione di scrittori, registi e appassionati di fantascienza.
Opinione di travellerKino. Voto: 10
  

  


Screenshot 5 di Ghost in the Shell
Ghost in the Shell
Inutile dire che questo film è stato realizzato in un modo assai articolato e sempre pieno di sorprese e colpi di scena, ma con una diffusione di tecniche computerizzate più frequente rispetto agli anni passati penso che sia stato abbastanza facile da parte di Oshii costruire una trama del genere.
L'opera abbina parecchi momenti che ispireranno per certi aspetti la saga cinematografica trilogica di Matrix, riprendendo un aspetto presente nei mecha del passato, ovvero l'idillio che ci può essere tra l'essere umano e la macchina, un macchina il più delle volte molto più intelligente dell'intero sistema neuronale umano.
Il film a mio avviso si pone come caratteristica principale quella di far capire allo spettatore quali scenari si iniziano a propagare nella nostra società con la globalizzazione della multimedialità. Ovvero niente più interscambi, niente più fili, niente contatti diretti, solo un rapporto virtuale, mnemonico, il più delle volte studiato a tavolino nei minimi dettagli.

E' anche vero che il film in questione si muove sullo scenario delle indagini e del poliziesco in un mix tra il Dottor Quincy, Terminator e CSi, dove i sospetti e le indagini su strani eventi e strane complicazioni sono poi quegli elementi che muovono l'intera opera animata. I protagonisti si muovono in continua simbiosi con la macchina, dove l'allegoria del pupazzo è praticamente la maschera su cui noi, a mio parere, possiamo leggere i contorni ben definiti della morale di Oshii.
Difatti i problemi che può causare un computer a lungo andare e a lungo esserci in un sistema operativo fanno diventare troppo dipendenti di quella macchina. Pian piano il mondo reale scompare e noi diventiamo avatar di noi stessi, diventiamo esseri astratti, degli ologrammi delle ombre o spiriti che riflettono il loro interesse su qualcosa che non è concreto, ma ha di concreto l'essere dannoso. E qui si riflette, secondo me, anche la morale all'interno di un'altra allegoria, quella dei cyborg, macchine stupende a livello di genialità di chi le ha prodotte, ma incapaci il più delle volte di farsi prevalere da un reale intento umano, andando così a uniformarsi con le persone che ormai sono avatar-dipendenti.

Il monito lanciato dall'autore secondo me è: mai farsi trascinare in un mondo dannoso per l'intera esistenza e per quella delle persone che ci stanno attorno, i benefici della scienza e della tecnologia vanno usati con coscienza e non con superficialità, altrimenti si rischia di essere inghiottiti in una brutta simbiosi con la macchina, laddove è bello cominciare, ma diventa poi dannoso riuscire a venirne fuori.
Tutte le tecnologie vanno usate per migliorarsi, non certo per farsi sopraffare.
Opinione di demone dell'oscurità. Voto: 9
  

  

Screenshot 6 di Ghost in the Shell

Screenshot 7 di Ghost in the Shell

Screenshot 8 di Ghost in the Shell


Screenshot 9 di Ghost in the Shell

Screenshot 10 di Ghost in the Shell

Screenshot 11 di Ghost in the Shell

Screenshot 12 di Ghost in the Shell

Screenshot 13 di Ghost in the Shell

Screenshot 14 di Ghost in the Shell

Screenshot 15 di Ghost in the Shell

Screenshot 16 di Ghost in the Shell

Screenshot 17 di Ghost in the Shell

Screenshot 18 di Ghost in the Shell

Screenshot 19 di Ghost in the Shell

Screenshot 20 di Ghost in the Shell

Screenshot 21 di Ghost in the Shell

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