Catulla
Per l'anime
Gun Frontier
Serie TV di genere Azione/Combattimento
Episodi Visti: 13 su 13 ---
Voto: 7 Con questo spin off del 2002 il mondo di Matsumoto ci viene presentato in maniera inedita e fantasiosa. Abbandonate astronavi e pianeti, adesso ci si stabilisce sulla Terra, precisamente negli Stati Uniti, all’epoca del vecchio Far West. Protagonisti questa volta ce ne sono due: Harlock e Tochiro, in realtà i loro potenziali antenati.
Vagabondi e solitari si incontrano per caso e incrociano il loro destino, intraprendendo un viaggio che li porterà a scoprire le città disseminate nel West con le loro usanze fantasiose e bizzarre.
All’inizio del loro viaggio incontrano una donna molto bella che sembra avere molti misteri sulla sua storia personale, Sinurora, che condividerà con i due amici il viaggio nelle lande sabbiose e desolate arse da un sole bruciante.
Gli intrighi non mancano, e il filo conduttore degli episodi è la vicenda personale di Tochiro: scambiato spesso dagli abitanti di Gun Frontier per un pellerossa a causa della sua piccolezza e diversità di tratti, spesso preso in giro e fatto oggetto di angherie si distingue per la sua bravura con una strana spada da samurai… In realtà Tochiro sta cercando la sua gente, proveniente da molto lontano, sterminata da una misteriosa organizzazione nella lontana Samurai Creek. Il senso di appartenenza al proprio popolo fa di Tochiro un personaggio forte, dominante, il vero protagonista della serie questa volta. Coraggioso e determinato, rompe lo stereotipo tradizionale dell’eroe forte e fisicamente perfetto: spesso viene deriso dai nemici anche per la sua incapacità di utilizzare le pistole a causa della sua miopia. Per questi motivi viene spesso sottovalutato da tutti, finendo per prendere i nemici alla sprovvista. L’ilarità propria del carattere di Tochiro in questa sua rivisitazione non è venuta meno: spesso diventa il protagonista di scene molto comiche, che ne fanno un personaggio carismatico a tutti gli effetti.
Altro elemento determinante, come sempre ricorrente in tutte le opere collegate ai manga di Matsumoto, è la forte complicità e amicizia fraterna con Harlock. Quest’ultimo era precedentemente un pirata che atterriva con i suoi saccheggi l’oceano americano. Un giorno si trovò faccia a faccia con un misterioso samurai. Da lì cominciò un’amicizia che lo legò a Tochiro, motivata da un senso di debito verso di lui.
Purtroppo però qui Harlock perde tutto il carisma che aveva sempre avuto nelle opere precedenti: libero da tutte le costrizioni morali che ne facevano un bandito coraggioso e ribelle alle autorità imposte da altri, qui registra una curva discendente, trasformandosi in un’ombra, un coprotagonista non perfettamente caratterizzato.
Sinurora è la protagonista femminile: per la gioia del pubblico maschile non mancheranno in ogni episodio scene di nudo che la vedranno protagonista, magari esagerando anche troppo, essendo precisamente ricercate per ottenere attenzione con le forme morbide e sinuose caratteristiche delle donne di Matsumoto.
Nell’universo di Gun Frontier infatti la donna non ha molta dignità: spesso trattata come merce di scambio tra uomini o come oggetto di piacere, non le è dato di pensare, e se un uomo mostra sentimenti verso di lei si tratta in realtà di maschere motivate da secondi fini per raggiungere uno scopo. Nello scorrere degli episodi questa è una tematica dominante, cui si affiancano altre tematiche profonde, come il profondo razzismo di alcune città verso uomini con colore di pelle diverso dal bianco. L’odio verso gli Indiani nativi delle terre di Gun Frontier è ulteriore esempio dell’attualità dell’opera, così come la solidarietà che si instaura tra Tochiro e i pellerossa americani che lo incontrano nel suo cammino: due popoli vittime della stessa oppressione, che hanno dovuto combattere per affermarsi o cedere la propria terra a popoli venuti da lontano.
La tematica seria è però fortemente controbilanciata da scene dal sapore comico-sarcastico, in cui si punta più che altro su dialoghi scurrili e su donne fatte oggetto di umiliazione, il che testimonia la vena umoristica, ma allo stesso tempo fortemente corrosiva verso quei sistemi di governo caratterizzati da una classe corrotta. Altro elemento dominante infatti è la presenza in ogni città-tappa nel viaggio dei protagonisti, di governanti meschini e corrotti, autori delle leggi più strane e curiose, ma allo stesso tempo oppressive. E lì dove esiste una città in cui vige come legge la libertà assoluta, questa finisce per trasformarsi in un ordinamento che favorisce soltanto il potere di coloro che sono più forti, paradossalmente nella forma di tirannide più oppressiva mascherata sotto il nome di democrazia.
Gun Frontier è un posto dove vivono i veri uomini, in cui vige la legge del più forte, in cui vive chi riesce a raggiungere il proprio obiettivo a tutti i costi.
Di certo tutte queste tematiche danno luogo a una trama ben congegnata, in cui su tutti i personaggi spicca la forte personalità di Tochiro, stavolta il vero protagonista, di cui Harlock diventa una spalla che lo compensa lì dove non è bravo: le pistole e gli antichi duelli tipici del Far West.
Tecnicamente l’opera è abbastanza discreta, anche se non eccellente. Alla regia troviamo Soichiro Zen, che ci ha regalato un’ottima ambientazione da Far West: città piene di saloon in cui scoppiano le risse più assurde, carrozze telonate e sabbia che si distende attorno alle città prive di strade, un deserto che penetra fin dentro i centri abitati, che si alza nei duelli tra pistoleri, dominando con i suoi colori caldi e ambrati, che diventano la costante essenziale della serie.
Tipica di questa ambientazione anche la musica, con un ritmo calzante e abbastanza intrigante; unica pecca è la ripetitività dei motivi che accompagnano gli episodi, togliendo emozione alle scene più significative. Nota dolente sul character design, che oscilla tra disegni molto belli, soprattutto sulle donne, e disegni di scarsa qualità, soprattutto su Harlock. Anche le animazioni non sono sempre costanti, ma in generale si attestano su un livello discreto.
Si tratta in fondo di uno spin off che colloca i protagonisti delle saghe di Matsumoto nella Terra in cui sono nati. Anche se all’inizio della visione potrebbe sembrare che si tratti di un’opera leggera, le tematiche impegnate sono sempre presenti e non hanno abbandonato neanche questo prodotto. L’insegnamento che ci viene trasmesso riguarda soprattutto la smania dell’uomo, che stavolta ha come conseguenza l’asservimento e l’annientamento di interi popoli pur di imporre il proprio potere e appropriarsi delle ricchezze e del potere.
E’ un filo ricorrente nell’universo di Matsumoto, che anche qui viene affrontato fuori da astronavi super tecnologiche e lontano dall’immenso mare delle stelle, calato piuttosto nelle sabbie calde dei deserti e all’interno di vecchi saloon. Forse per questa ambientazione diversa e per un’atmosfera più leggera e libera dai princìpi etici altisonanti delle opere precedenti potrebbe risultare una completa rottura con la tradizione precedente, ma questo non è un punto a sfavore…
“Gun Frontier…dove gli uomini veri vagano sempre con le pistole in mano…”: è questo lo spirito dell’opera, ed è essenzialmente originale.
