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Mobile Suit Gundam

(Kidou Senshi Gundam; Mobile Suit Gundam)

Voto: 8,952 - Leggi le recensioni - anime distribuito in Italia da Dynit

(Fantascienza, Mecha, Guerra)

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Tipo:
Serie TV

Anno:
1979

Episodi:
43

Immagini:
24

Recensioni:
17

Valutazione:
8,952

Media Voti:
9,412


Recensione by Kaneda

Lo scorso 27 novembre è stata una data da segnare nel calendario degli appassionati di animazione giapponese. In questo giorno, è infatti comparso sugli scaffali delle fumetterie italiane e di qualche grande store il primo BOX di Mobil Suit Gundam (e il primo DVD venduto singolarmente), contenente la prima parte della serie robotica partorita da Yoshiyuki Tomino che ancora oggi, dopo quasi 30 anni conta una marea di fan in tutto il mondo. L’arrivo di Gundam in dvd non si può certo dire sia avvenuto in sordina. La gestazione dell’uscita è stata, come gli appassionati ben sanno, molto travagliata a causa di una disputa sui diritti del doppiaggio storico tra la Dynit e la Wonderzone, associazione culturale che qualche anno fa si era occupata della rimasterizzazione del vecchio doppiaggio. Dopo una telenovela durata qualche mese, fatta di proclami, minacce e sequestri, si è giunti finalmente a parlare del prodotto vero e proprio.

Credo che chiunque stia leggendo questa recensione conosca molto bene le vicende narrate nella prima serie di Gundam, nominata anche 0079 o RX-78 dal nome del mecha principale. Si tratta di una storia molto diversa da quelle fino a quel momento presenti nell’intreccio degli anime fantascientifici nagaiani (popolo invasore vs eroe che difende a tutti i costi la Terra), e che ha nello spunto iniziale un tratto in comune con Guerre Stellari. Siamo in un futuro dove i terrestri, per ovviare a un enorme sovrappopolamento, decidono di fondare colonie nello spazio e di legarle fra di loro in una Federazione. Ad un certo punto, una delle colonie con bellicose brame d’indipendenza, cerca la secessione, autoproclamandosi principato di Zeon (o Jion nella prima versione italiana). La Federazione non accetta questo distacco e nasce un conflitto. Il giovane Amuro Ray (Peter Rei), durante un’ evacuazione di civili causata da un attacco di Zeon, trova un manuale sull’utilizzo di un nuovo Mobile Suit, i mecha utilizzati dalla Federazione, sale a bordo del robot e si troverà, suo malgrado, al centro della guerra a soli 15 anni, a sostenere il peso delle aspettative delle alte gerarchie militari della Federazione. Non è mia intenzione trattare ora gli avvenimenti che si susseguiranno durante i 43 episodi della serie, anche per non fare inutili spoiler a chi si avvicina alla serie per la prima volta. E’ importante ricordare che tutte le infinite serie di Gundam che sono state prodotte dagli anni 80 ad oggi e la marea di merchandising che ha invaso non solo il Sol Levante negli anni successivi, trovano qui il loro principio, le origini del mito, in una serie di animazione robotica, che fu allora non solo rivoluzionaria come più volte si è detto, ma addirittura sperimentale, per l’introduzione di toni e temi altamente drammatici e una continuità degli episodi che prima di allora erano sconosciute nel mondo degli anime. Il Gundam si distanzia molto dallo stereotipo di robot-super eroe e viene delineato come una semplice macchina da guerra, dalla potenza straordinaria, realizzata come risposta all’avanzata di Zeon. Il disegno è, a distanza di un trentennio, ancora godibilissimo e la morbidezza dei lineamenti dei personaggi si trova in un perfetta armonia con il tratto graffiante delle immagini più drammatiche e gli spigoli duri dei mecha della federazione (contrapposti alla rotondità degli Zaku). Il sodalizio fra Yoshiyuki Tomino e Yoshikazu Yasuhiko trova, in Mobil Suit Gundam, il suo apice di creatività e di maturazione artistica. Certe tematiche come l’atrocità della guerra, la cupidigia umana sfrenata, la crescita innaturale dei ragazzini coinvolti nel conflitto, affiorano chiaramente e danno all’opera una forte connotazione morale, che ci ricorda quanto i civili siano sempre le vere vittime della guerra e di come non ve ne possano sottrarsi.

Passiamo ora agli aspetti tecnici. Ho testato personalmente diversi DVD del primo box, tutti su proiettore DLP HD Ready e impianto JBL Dolby Digital 5.1, per avere il maggiore appagamento, ma allo stesso tempo poterne fare la miglior analisi possibile. La qualità video, giunta sul supporto digitale dopo un accurato lavoro di remastering dalle pellicole originali, è impressionante, talmente buona da non far percepire il minimo rumore video, anche nelle scene più dinamiche. Certo i toni scuri predominanti nelle immagini e la semplicità delle linee del disegno aiutano tutto questo, ma non si può in alcun modo sminuire un lavoro che si può definire, senza esagerare, perfetto. La sezione audio presenta ben 4 tracce: le prime due riguardano il nuovo doppiaggio, in versione 5.1 e stereo, la terza il doppiaggio storico, la quarta l’originale giapponese. Il nuovo doppiaggio (e anche adattamento) è davvero buono, con voci azzeccate e un buon uso dei canali di surround, cosa rara nei mixing multicanale da traccia stereofonica. Il doppiaggio storico sarà gradito dagli appassionati della prima ora, per il suo suono retrò, e nonostante la grande fantasia utilizzata nella traduzione dei dialoghi rimane ancor oggi molto affascinante e sognante. La traccia giapponese ha una buon suono ed è fruibile con i sottotitoli in italiano. Sparare a mille la sigla italiana e guardare almeno il primo episodio nella vecchia edizione, è qualcosa che anche i più accaniti puristi dell’adattamento rigoroso, dovrebbero fare almeno una volta nella vita. Menzione particolare merita la confezione. Il box è ben realizzato, robusto e serigrafato. L’enciclopedia allegata, di 100 pagine, è coloratissima e piena di curiosità sull’universo del vostro robottone preferito e interviste agli autori di Gundam (spicca l’intervista a Tomino), un bel regalo per gli appassionati. Anche i menù sono una piacevole sorpresa, realizzati con grafica 3D e con una bella scorciatoia per l’accesso ai vari episodi, rappresentati come corpi celesti. Un prodotto, tirando le somme molto curato, che dimostra come Dynit abbia attestato i suoi standard qualitativi, ad un livello eccellente. Il prezzo è lo stesso di Daitarn 3 e Zambot 3, 19,90 € a DVD (4 episodi ciascuno, a parte il primo che ne contiene 3), non pochi ma sicuramente di qualità.

Un acquisto consigliato a tutti gli appassionati di animazione giapponese, nessuno escluso, per una volta non solo a fini nostalgici. Una visione obbligata per i fan della serie, che in questa edizione troveranno sicuramente quella definitiva.

Enrico “Kaneda” Raspadori

Tracce Audio
- ITALIANO: Dolby Digital 5.1 (Nuovo doppiaggio)
- ITALIANO: Dolby Digital 2.0 (Nuovo doppiaggio)
- ITALIANO: Dolby Digital Dual Mono 2.0 (Doppiaggio storico)
- GIAPPONESE: Dolby Digital Dual Mono 2.0

Titolo originale: Kidō Senshi Gandamu
Autori:
- Yoshiyuki Tomino
- Hajime Yatate
Regia
- Yoshiyuki Tomino
- Ryoji Fujiwara (episodi)
- Shin'ya Sadamitsu (episodi)
- Hiromi Kuno (episodi)
- Osamu Sekita (episodi)
Character design : Yoshikazu Yasuhiko
Mecha design: Kunio Okawara
Animazione
- Yoshikazu Yasuhiko
- Kazuo Tomizawa
- Kazuhiro Taga
- Kazuo Nakamura
Studio: Sunrise
Musiche: Takeo Watanabe

Cast Italiano:
- Amuro: Davide Perino / Saverio Garbarino
- Char: Fabio Boccanera / Massimo Rossi
- Sayla: Laura Lenghi / Francesca Bregni
- Mirai: Emanuela D’Amico / Eva Ricca
- Kai: Stefano Crescentini / Vittorio Guerrieri
- Bright: Giorgio Borghetti / Stefano Carraro
- Hayato: Corrado Conforti / Massimo Corizza
- Fraw: Domitilla D’Amico / Paola Del Bosco
- Ryu: Fabrizio Vidale / Gigi Pirarba

Episodi:
1) Sollevati Gundam
2) Catturate il Gundam
3) Pronti all'attacco
4) Fuga da Luna II
5) Rientro sulla Terra
6) Garma all'attacco
7) Un Core Fighter in fuga
8) Il campo di battaglia è una landa desolata
9) Vola Gundam!
10) Il destino di Garma
11) Icelina - L'amore oltre la morte
12) La minaccia di Zeon
13) Ritorno a casa
14) Fermati tempo
15) Non incluso
16) Il dolore di Sayla
17) Diserzione
18) I giacimenti segreti di Zeon
19) Ramba Ral all'attacco
20) Corpo a corpo
21) Dolore e odio
22) La trappola di M'Quve
23) Salvate Matilda
24) La Triade Nera
25) Operazione Odessa
26) Il ritorno di Char
27) Una spia a bordo
28) L'Atlantico si tinge di rosso
29) Morte a Jaburo
30) I piccoli salvatori
31) Zanzibar all'attacco
32) Attacco a sorpresa
33) L'offensiva di Conscon
34) Un incontro fatale
35) La battaglia di Solomon
36) Il Big Zam all'attacco
37) Scontro nel Texas
38) Char e Sayla
39) Challia Bull, il newtype
40) Il dilemma di Lalah
41) Lo spazio risplende
42) La fortezza spaziale A Baoa Qu
43) Fuga

Ecco 5 recensioni delle 17 disponibili.




Screenshot 1 di Mobile Suit Gundam
Mobile Suit Gundam
Difficile essere obiettivi su quello che considero l'inizio dell'era del cartone animato rivolto al pubblico adulto. L'ho visto a 14, 20, 30 e 40 anni e continuo a considerarlo un capolavoro. La guerra con la G maiuscola in tutta la sua cruda realtà, i soldati che dimostrano le loro virtu' e i loro difetti alla guida di un aereo o di un esoscheletro (Mobile Suit). L'assenza sostanziale di buoni e cattivi, ma una lotta nel rispetto del proprio codice. Quelli che erano robottoni da bambini negli altri cartoni animati qui sono degli esoscheletri da combattimento, armi da guerra. Ciò che conta è il pilota, l'uomo, non solo la macchina. Personaggi preferiti: il maggiore Char Aznable e il maggiore Ramba Ral.
Opinione di OgRe. Voto: 10
  

  



Screenshot 2 di Mobile Suit Gundam
Mobile Suit Gundam
La riproposta mediaset mi ha dato l'occasione finalmente di vedere uno dei fenomeni culto dell'animazione giapponese, che ancora oggi viene continuamente citata come titolo per veri otaku (vedi Keroro). Forse sarà per la mia poca passione ai robottoni di qualunque genere e per l'averlo visto aldifuori dell'infanzia, ma non condivido pienamene la ragione di tanto attaccamento a Gundam. Riconosco una certa bellezza dovuta a una trama ben strutturata e l'apprezzabile caratteristica di non dare sempre per scontato chi abbia torto o ragione nelle fazioni avversarie. Ci sono momenti in anime come questo che ti fanno capire che ognuno ha le sue motivazini per combattere e fondamentalmente è il punto di vista più giusto da mostrare, è troppo facile fare buoni belli e senza macchia e cattivi brutti con la pelle viola e un paio di corna in testa. D'altro canto credo che le varie serie che ne hanno furbescamente cavalcato il successo in questi anni non siano sempre state altrettanto interessanti, tra cui il Gundam Wing che sincerametne trovo molto minore con quei piloti così chiusi e poco espressivi. Insomma si vede che la prima serie è di qualità ma non posso dire di essermici appassionato. Comunque il suo ritorno in tv è stata un'ottima cosa. 7,5
Opinione di Testu. Voto: 7
  

  


Screenshot 3 di Mobile Suit Gundam
Mobile Suit Gundam
Penso che Gundam ci introduca in un'atmosfera alquanto differente dagli altri cartoni animati del suo genere prodotti fino ad allora. Non si assiste più a civiltà aliene all'attacco della Terra, né tanto meno a dei robot con armi fantasiose pronte a respingere i loro attacchi. Ci sono solo uomini soli di fronte al dramma della guerra e, infatti, in questa serie, il vero protagonista è proprio la guerra. Persino le battaglie si svolgono sulla base di complesse tattiche militari e con armi evolute e tecnologicamente perfette.
Il disegno è curato perfettamente, in particolare il mecha design che ritrae i mobile suite come semplici macchine da combattimento. Un mito!
Opinione di simona. Voto: 10
  

  


Screenshot 4 di Mobile Suit Gundam
Mobile Suit Gundam
Questa serie, come già sottolineato da altri recensori, ha segnato un punto di svolta nell'animazione nipponica. La guerra non è mai stata così realistica come quella rappresentata in Gundam. Per la prima volta i contendenti devono fare i conti con la scarsità, intesa in senso esteso: mezzi non idonei, o semplicemente vetusti con cui i protagonisti devono andare in battaglia oltre a problemi di rifornimenti, di munizioni e di pezzi di ricambio. Finisce l'era dei robot indistruttibili, dei mezzi che paiono inesauribili (sia per la “Base Bianca”, che per il Principato di Zion, le armi utilizzate sono contate). Inoltre i mezzi vengono tecnologicamente superati da nuove armi, per cui il materiale bellico che si vede nelle prime puntate spesso tende a scomparire nel prosieguo della serie o, semplicemente, sottoutilizzato perché non ritenuto più idoneo. Si da risalto persino al problema del controllo delle fonti di approvvigionamento (materie prime), indispensabili per la produzione industriale delle armi.
Altra cosa che ho apprezzato è il fatto che le armi (anche le astronavi) hanno un nome-modello (“Magellano”, “Zanzibar”, “Musavi” per intenderci) e una classe di appartenenza. Gli sceneggiatori si sono presi la briga di creare tutta una classificazione dei mezzi, con le loro specifiche caratteristiche (mezzi da ricognizione, mezzi da assalto, mezzi da trasporto, ecc).
Persino la sonnacchiosa vita nelle retrovie è ben rappresentata: soldati annoiati, stanchi, privi oramai di motivazioni e di disciplina, o semplicemente “dimenticati” dagli alti comandi, che rifiutano le loro munizioni o mezzi migliori, e che aspettano solo di potersene andare altrove.
Tutto ciò concorre a creare il giusto e realistico clima che si può respirare dentro e fuori i campi di battaglia. La retorica è ridotta al minimo, quando non assente, ed i nemici non sono i cattivi di turno: sono solo nemici da combattere, mossi da motivazioni che sono valide almeno quanto quelle, per fare un esempio, di Peter Rei (il protagonista).

Grande attenzione è stata data alle tattiche ed alle strategie di battaglia e le considerazioni e le valutazioni dei comandanti sono interessanti almeno quanto le battaglie vere e proprie. Da questo deriva il fatto che, per esempio, anche la ritirata può essere una scelta conveniente per non pregiudicare la strategia futura, e che i personalismi non hanno importanza alcuna, anzi, sono dannosi. Lo stesso protagonista viene rimproverato dal comandante della Base Bianca, dopo aver inflitto danni al nemico con una azione personale, perché così facendo ha creato problemi per il raggiungimento degli obiettivi futuri. Ciò che conta è solo l'azione collettiva, coordinata, corale.
Dove mai si possono trovare tutti questi elementi in un anime di trent'anni fa? Ma lo stesso discorso vale anche per le serie più recenti.

I personaggi sono tutti caratterizzati con attenzione, in particolare per quanto riguarda la loro capacità di combattere (in Gundam i piloti si esercitano ed addestrano, altra novità), nonché più in generale la loro maturità come persone; Kai, in particolare, secondo me, è quello che cambia maggiormente atteggiamenti rispetto alle prime puntate.
Un personaggio particolarmente interessante è il Maggiore Char. Oltre ad un acume tattico fuori dalla norma, è anche dotato di un notevole carisma, anche se le sue motivazioni sono principalmente di natura personale (vendetta).
Per quanto riguarda i disegni ed il comparto tecnico, non me la sento di fare commenti particolari: la serie, come ho già scritto, ha trent'anni e li dimostra tutti, anche se per gli standard dell'epoca era ben realizzata. Il doppiaggio, invece, non mi piaciuto molto: accanto ad alcuni personaggi ben doppiati ce ne sono alcuni un po' sconcertanti, sopratutto quelli femminili: sembra di sentire parlare una professoressa ad un convegno di filologia romanza.
In conclusione, uno dei primi veri capolavori, a mio parere, dell'animazione giapponese.
Opinione di HaL9000. Voto: 10
  

  


Screenshot 5 di Mobile Suit Gundam
Mobile Suit Gundam
[ATTENZIONE! CONTIENE SPOILER]
Come potevo non recensire questo capolavoro della fantascienza robotica? Tappa doverosa per me, essendo uno dei fortunati o sfortunati (per via del disastroso doppiaggio e dell'adattamento) che seguirono la prima messa in onda. Ricordo come da piccolo ci rimasi malissimo quando Amuro fece saltare in aria l'RX-78-2 alla fine.
Sono stato davvero felice quando Dynit ha riproposto questo pezzo di storia sul mercato italiano. Stavolta nessuna scelta all'italiana. Tutto in regola, con tanto di supervisione di Tomino-sensei. Il riadattamento e la pulizia effettuata sui master hanno davvero dato i loro frutti e anche le voci italiane sono secondo me molto azzeccate.
Questa serie tv, nonostante abbia superato i trent'anni, è sempre stupenda: introspezione psicologica, narrazione di una guerra reale e cruda in cui non ci sono eroi e cattivi, solo vincitori o vinti. Nessuna fazione in fondo ha più ragione dell'altra. Ci sono momenti toccanti come quando i due soldati di Zeon aiutano una rifugiata della Base Bianca a scappare via col suo bimbo. Quei soldati, se non erro, fanno purtroppo una brutta fine. Amuro è poi un protagonista perfetto nel ruolo del "dannato": ha un potere non voluto, ma necessario a sopravvivere. Responsabilità che più volte cercherà di scrollarsi di dosso fino al tragico epilogo con Lalah e allo scontro finale con Char, sublime.

Gundam sta a alla fantascienza robotica come Star Trek sta alla fantascienza classica: due capisaldi, due punti di riferimento per il futuro.
Chi non ha l'ancora vista lo faccia, sarà un po' passata a livello estetico,in fondo ha pur sempre 30 anni) ma sfido chiunque a non apprezzarne la drammatica e sconvolgente storia.
Opinione di Golconda. Voto: 10
  

  

Screenshot 6 di Mobile Suit Gundam

Screenshot 7 di Mobile Suit Gundam

Screenshot 8 di Mobile Suit Gundam


Screenshot 9 di Mobile Suit Gundam

Screenshot 10 di Mobile Suit Gundam

Screenshot 11 di Mobile Suit Gundam

Screenshot 12 di Mobile Suit Gundam

Screenshot 13 di Mobile Suit Gundam

Screenshot 14 di Mobile Suit Gundam

Screenshot 15 di Mobile Suit Gundam

Screenshot 16 di Mobile Suit Gundam

Screenshot 17 di Mobile Suit Gundam

Screenshot 18 di Mobile Suit Gundam

Screenshot 19 di Mobile Suit Gundam

Screenshot 20 di Mobile Suit Gundam

Screenshot 21 di Mobile Suit Gundam

Screenshot 22 di Mobile Suit Gundam

Screenshot 23 di Mobile Suit Gundam

Screenshot 24 di Mobile Suit Gundam

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