Mobile Suit Gundam
(Kidou Senshi Gundam /// Mobile Suit Gundam)
Voto: 8,944
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 (Fantascienza, Mecha, Guerra)
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Gundam
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Mobile Suit Gundam, in Giappone " Kidou Senshi Gundam",
è
una Serie TV
del 1979 composta da 43 episodi.
L'Anime è distribuito in Italia da Dynit.
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Mobile Suit Gundam è stato recensito da 14 utenti ed ha conseguito una valutazione di 8,944, a fronte di una media dei voti pari a 9,500.
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Tipo:
Serie TV
Anno:
1979
Episodi:
43
Immagini:
24
Recensioni:
14
Valutazione:
8,944
Media Voti:
9,500
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Recensione by Kaneda
Lo scorso 27 novembre è stata una data da segnare nel calendario degli appassionati di animazione giapponese. In questo giorno, è infatti comparso sugli scaffali delle fumetterie italiane e di qualche grande store il primo BOX di Mobil Suit Gundam (e il primo DVD venduto singolarmente), contenente la prima parte della serie robotica partorita da Yoshiyuki Tomino che ancora oggi, dopo quasi 30 anni conta una marea di fan in tutto il mondo. L’arrivo di Gundam in dvd non si può certo dire sia avvenuto in sordina. La gestazione dell’uscita è stata, come gli appassionati ben sanno, molto travagliata a causa di una disputa sui diritti del doppiaggio storico tra la Dynit e la Wonderzone, associazione culturale che qualche anno fa si era occupata della rimasterizzazione del vecchio doppiaggio. Dopo una telenovela durata qualche mese, fatta di proclami, minacce e sequestri, si è giunti finalmente a parlare del prodotto vero e proprio.
Credo che chiunque stia leggendo questa recensione conosca molto bene le vicende narrate nella prima serie di Gundam, nominata anche 0079 o RX-78 dal nome del mecha principale. Si tratta di una storia molto diversa da quelle fino a quel momento presenti nell’intreccio degli anime fantascientifici nagaiani (popolo invasore vs eroe che difende a tutti i costi la Terra), e che ha nello spunto iniziale un tratto in comune con Guerre Stellari. Siamo in un futuro dove i terrestri, per ovviare a un enorme sovrappopolamento, decidono di fondare colonie nello spazio e di legarle fra di loro in una Federazione. Ad un certo punto, una delle colonie con bellicose brame d’indipendenza, cerca la secessione, autoproclamandosi principato di Zeon (o Jion nella prima versione italiana). La Federazione non accetta questo distacco e nasce un conflitto. Il giovane Amuro Ray (Peter Rei), durante un’ evacuazione di civili causata da un attacco di Zeon, trova un manuale sull’utilizzo di un nuovo Mobile Suit, i mecha utilizzati dalla Federazione, sale a bordo del robot e si troverà, suo malgrado, al centro della guerra a soli 15 anni, a sostenere il peso delle aspettative delle alte gerarchie militari della Federazione. Non è mia intenzione trattare ora gli avvenimenti che si susseguiranno durante i 43 episodi della serie, anche per non fare inutili spoiler a chi si avvicina alla serie per la prima volta. E’ importante ricordare che tutte le infinite serie di Gundam che sono state prodotte dagli anni 80 ad oggi e la marea di merchandising che ha invaso non solo il Sol Levante negli anni successivi, trovano qui il loro principio, le origini del mito, in una serie di animazione robotica, che fu allora non solo rivoluzionaria come più volte si è detto, ma addirittura sperimentale, per l’introduzione di toni e temi altamente drammatici e una continuità degli episodi che prima di allora erano sconosciute nel mondo degli anime. Il Gundam si distanzia molto dallo stereotipo di robot-super eroe e viene delineato come una semplice macchina da guerra, dalla potenza straordinaria, realizzata come risposta all’avanzata di Zeon. Il disegno è, a distanza di un trentennio, ancora godibilissimo e la morbidezza dei lineamenti dei personaggi si trova in un perfetta armonia con il tratto graffiante delle immagini più drammatiche e gli spigoli duri dei mecha della federazione (contrapposti alla rotondità degli Zaku). Il sodalizio fra Yoshiyuki Tomino e Yoshikazu Yasuhiko trova, in Mobil Suit Gundam, il suo apice di creatività e di maturazione artistica. Certe tematiche come l’atrocità della guerra, la cupidigia umana sfrenata, la crescita innaturale dei ragazzini coinvolti nel conflitto, affiorano chiaramente e danno all’opera una forte connotazione morale, che ci ricorda quanto i civili siano sempre le vere vittime della guerra e di come non ve ne possano sottrarsi.
Passiamo ora agli aspetti tecnici. Ho testato personalmente diversi DVD del primo box, tutti su proiettore DLP HD Ready e impianto JBL Dolby Digital 5.1, per avere il maggiore appagamento, ma allo stesso tempo poterne fare la miglior analisi possibile. La qualità video, giunta sul supporto digitale dopo un accurato lavoro di remastering dalle pellicole originali, è impressionante, talmente buona da non far percepire il minimo rumore video, anche nelle scene più dinamiche. Certo i toni scuri predominanti nelle immagini e la semplicità delle linee del disegno aiutano tutto questo, ma non si può in alcun modo sminuire un lavoro che si può definire, senza esagerare, perfetto. La sezione audio presenta ben 4 tracce: le prime due riguardano il nuovo doppiaggio, in versione 5.1 e stereo, la terza il doppiaggio storico, la quarta l’originale giapponese. Il nuovo doppiaggio (e anche adattamento) è davvero buono, con voci azzeccate e un buon uso dei canali di surround, cosa rara nei mixing multicanale da traccia stereofonica. Il doppiaggio storico sarà gradito dagli appassionati della prima ora, per il suo suono retrò, e nonostante la grande fantasia utilizzata nella traduzione dei dialoghi rimane ancor oggi molto affascinante e sognante. La traccia giapponese ha una buon suono ed è fruibile con i sottotitoli in italiano. Sparare a mille la sigla italiana e guardare almeno il primo episodio nella vecchia edizione, è qualcosa che anche i più accaniti puristi dell’adattamento rigoroso, dovrebbero fare almeno una volta nella vita. Menzione particolare merita la confezione. Il box è ben realizzato, robusto e serigrafato. L’enciclopedia allegata, di 100 pagine, è coloratissima e piena di curiosità sull’universo del vostro robottone preferito e interviste agli autori di Gundam (spicca l’intervista a Tomino), un bel regalo per gli appassionati. Anche i menù sono una piacevole sorpresa, realizzati con grafica 3D e con una bella scorciatoia per l’accesso ai vari episodi, rappresentati come corpi celesti. Un prodotto, tirando le somme molto curato, che dimostra come Dynit abbia attestato i suoi standard qualitativi, ad un livello eccellente. Il prezzo è lo stesso di Daitarn 3 e Zambot 3, 19,90 € a DVD (4 episodi ciascuno, a parte il primo che ne contiene 3), non pochi ma sicuramente di qualità.
Un acquisto consigliato a tutti gli appassionati di animazione giapponese, nessuno escluso, per una volta non solo a fini nostalgici. Una visione obbligata per i fan della serie, che in questa edizione troveranno sicuramente quella definitiva.
Enrico “Kaneda” Raspadori
Tracce Audio
- ITALIANO: Dolby Digital 5.1 (Nuovo doppiaggio)
- ITALIANO: Dolby Digital 2.0 (Nuovo doppiaggio)
- ITALIANO: Dolby Digital Dual Mono 2.0 (Doppiaggio storico)
- GIAPPONESE: Dolby Digital Dual Mono 2.0
Titolo originale: Kidō Senshi Gandamu
Autori:
- Yoshiyuki Tomino
- Hajime Yatate
Regia
- Yoshiyuki Tomino
- Ryoji Fujiwara (episodi)
- Shin'ya Sadamitsu (episodi)
- Hiromi Kuno (episodi)
- Osamu Sekita (episodi)
Character design : Yoshikazu Yasuhiko
Mecha design: Kunio Okawara
Animazione
- Yoshikazu Yasuhiko
- Kazuo Tomizawa
- Kazuhiro Taga
- Kazuo Nakamura
Studio: Sunrise
Musiche: Takeo Watanabe
Cast Italiano:
- Amuro: Davide Perino / Saverio Garbarino
- Char: Fabio Boccanera / Massimo Rossi
- Sayla: Laura Lenghi / Francesca Bregni
- Mirai: Emanuela D’Amico / Eva Ricca
- Kai: Stefano Crescentini / Vittorio Guerrieri
- Bright: Giorgio Borghetti / Stefano Carraro
- Hayato: Corrado Conforti / Massimo Corizza
- Fraw: Domitilla D’Amico / Paola Del Bosco
- Ryu: Fabrizio Vidale / Gigi Pirarba
Episodi:
1) Sollevati Gundam
2) Catturate il Gundam
3) Pronti all'attacco
4) Fuga da Luna II
5) Rientro sulla Terra
6) Garma all'attacco
7) Un Core Fighter in fuga
8) Il campo di battaglia è una landa desolata
9) Vola Gundam!
10) Il destino di Garma
11) Icelina - L'amore oltre la morte
12) La minaccia di Zeon
13) Ritorno a casa
14) Fermati tempo
15) Non incluso
16) Il dolore di Sayla
17) Diserzione
18) I giacimenti segreti di Zeon
19) Ramba Ral all'attacco
20) Corpo a corpo
21) Dolore e odio
22) La trappola di M'Quve
23) Salvate Matilda
24) La Triade Nera
25) Operazione Odessa
26) Il ritorno di Char
27) Una spia a bordo
28) L'Atlantico si tinge di rosso
29) Morte a Jaburo
30) I piccoli salvatori
31) Zanzibar all'attacco
32) Attacco a sorpresa
33) L'offensiva di Conscon
34) Un incontro fatale
35) La battaglia di Solomon
36) Il Big Zam all'attacco
37) Scontro nel Texas
38) Char e Sayla
39) Challia Bull, il newtype
40) Il dilemma di Lalah
41) Lo spazio risplende
42) La fortezza spaziale A Baoa Qu
43) Fuga Immagini scelte da Zooropa |



Mobile Suit Gundam
Avevo avuto la possibilita' di vedere i tre movie riassuntivi della prima serie e ora mi sono deciso a vederla per intero. Indubbiamente e' una serie innovativa per l'epoca e dimostra l'assoluta novita' portata da Tomino nel campo dell'animazione. L'ho trovata molto buona, molto orientata al continuo combattimento e a susseguirsi di moltissimi personaggi comprimari e secondari. Entrambi i doppiaggi non sono il massimo per la fedelta' all'originale ma il senso della storia non ne viene compromesso. Quello che piu' mi e' piaciuto e' il senso di realismo che l'opera porta con se: ti sembra di partecipare alla guerra in prima persona con i suoi morti, le bombe, la distruzione, il continuo massacro che avviene su entrambi i fronti e che a im certo punto ti fa comprendere l'inutilita' e la stupidita' che portano la sete di potere e la voglia di dominio.Ogni appassionato di animazione deve vedere questa serie almeno una volta perche' e' un caposaldo.
Opinione di Maison. Voto: 9.0000



Mobile Suit Gundam
Ho appena finito di visionare il box 2 dell'edizione Dynit. La serie dal lato grafico è perfetto per la sua età,e la storia è molto fitta, oltre alle strategie dei generali che, nella seconda parte della serie, con l'Operazione Odessa e altre, sono molto complesse. Io sono un ragazzino, quindi faccio ancora fatica a capire molte cose che riguardano l'aspetto morale della serie. Come ci viene fatto capire, Amuro non combatte per qualcosa di preciso,ma per sé stesso, per sopravvivere. Nonostante ciò, però,è sempre pronto ad aiutare gli altri, ed è secondo me uno dei personaggi meglio costruiti della storia degli anime. Onesto, altruista, ma allo stesso tempo spietato, crudele. La psicologia di Amuro e i suoi ideali vengono quindi a modificarsi durante tutta la serie. Dal bambino innocente all'eroe buono/malvagio della Guerra di Un Anno, per poi diventare un uomo consapevole delle sue potenzialità e delle sue responsabilità. Inizialmente la storia è monotona, gli scontri si susseguono uno dopo l'altro, con molti episodi inutili. Nella seconda parte, invece, le cose si fanno diverse. Scopriamo infatti molte cose sul passato dei personaggi,e la storia si sposta su un altro piano. In poche parole, la serie ti abitua, nella prima parte, ad una narrazione statica e lineare, per poi rovesciare il piatto, e presentare le azioni dei personaggi, passate, presenti e future, su un altro piano. Tutto viene capovolto, tutta la realtà viene distorta. E così, la storia inizia a diventare molto fitta e complessa, facendo passare a volte il conflitto tra Zeon e la Federazione in secondo piano. Così il conflitto tra Zeon e la Federazione, le disavventure della Base Bianca, i combattimenti tra robot diventano un mezzo per portare avanti la storia, basata sul passato e gli obiettivi dei personaggi. Quindi, credo anche che la guerra serva a dare spessore alla storia,una morale,senza la quale la trama sarebbe piatta e sarebbe diventato un film che andava dietro le quinte di uno stato importante. Inoltre, la guerra crea anche scompiglio tra i personaggi, dividendoli in due fazioni all'apparenza nette, ma unite dalle storie delle persone partecipi alla battaglia. La guerra rende anche il tutto ancor più drammatico,come le storie dei caduti in battaglia, dei civili e dei soldati vittime della guerra, privati della famiglia.
La serie è quindi adatta per i bambini, che ne seguono i combattimenti, e gli adulti,che ne capiscono gli intrighi e la profondità.
Tomino diventa quindi il Mozart dell'animazione nipponica, creando un prodotto commerciale ma, allo stesso tempo, profondo e crudo, indagando anche sul motivo dell'esistenza dell'uomo.
Un 10 pieno, e un saluto a tutti i fan di Gundam, vecchi e nuovi(come me).
Opinione di lawliet forever. Voto: 10.0000



Mobile Suit Gundam
Prima indimenticabile serie di quest'anime robotico che ha sconvolto il classico pensiero di "robottone indistruttibile".
Qui invece i "robottoni" si distruggono, si cambiano, si riparano,ecc... ed ogni pilota ha una sua storia e i suoi problemi legati a quella guerra che li rende avversari.
Una menzione "d'onore" va a Char Aznable, probabilmente il miglior protagonista-non protagonista di sempre.


Mobile Suit Gundam
Questa serie, come già sottolineato da altri recensori, ha segnato un punto di svolta nell'animazione nipponica. La guerra non è mai stata così realistica come quella rappresentata in Gundam. Per la prima volta i contendenti devono fare i conti con la scarsità, intesa in senso esteso: mezzi non idonei, o semplicemente vetusti con cui i protagonisti devono andare in battaglia oltre a problemi di rifornimenti, di munizioni e di pezzi di ricambio. Finisce l'era dei robot indistruttibili, dei mezzi che paiono inesauribili (sia per la “Base Bianca”, che per il Principato di Zion, le armi utilizzate sono contate). Inoltre i mezzi vengono tecnologicamente superati da nuove armi, per cui il materiale bellico che si vede nelle prime puntate spesso tende a scomparire nel prosieguo della serie o, semplicemente, sottoutilizzato perché non ritenuto più idoneo. Si da risalto persino al problema del controllo delle fonti di approvvigionamento (materie prime), indispensabili per la produzione industriale delle armi.
Altra cosa che ho apprezzato è il fatto che le armi (anche le astronavi) hanno un nome-modello (“Magellano”, “Zanzibar”, “Musavi” per intenderci) e una classe di appartenenza. Gli sceneggiatori si sono presi la briga di creare tutta una classificazione dei mezzi, con le loro specifiche caratteristiche (mezzi da ricognizione, mezzi da assalto, mezzi da trasporto, ecc).
Persino la sonnacchiosa vita nelle retrovie è ben rappresentata: soldati annoiati, stanchi, privi oramai di motivazioni e di disciplina, o semplicemente “dimenticati” dagli alti comandi, che rifiutano le loro munizioni o mezzi migliori, e che aspettano solo di potersene andare altrove.
Tutto ciò concorre a creare il giusto e realistico clima che si può respirare dentro e fuori i campi di battaglia. La retorica è ridotta al minimo, quando non assente, ed i nemici non sono i cattivi di turno: sono solo nemici da combattere, mossi da motivazioni che sono valide almeno quanto quelle, per fare un esempio, di Peter Rei (il protagonista).
Grande attenzione è stata data alle tattiche ed alle strategie di battaglia e le considerazioni e le valutazioni dei comandanti sono interessanti almeno quanto le battaglie vere e proprie. Da questo deriva il fatto che, per esempio, anche la ritirata può essere una scelta conveniente per non pregiudicare la strategia futura, e che i personalismi non hanno importanza alcuna, anzi, sono dannosi. Lo stesso protagonista viene rimproverato dal comandante della Base Bianca, dopo aver inflitto danni al nemico con una azione personale, perché così facendo ha creato problemi per il raggiungimento degli obiettivi futuri. Ciò che conta è solo l'azione collettiva, coordinata, corale.
Dove mai si possono trovare tutti questi elementi in un anime di trent'anni fa? Ma lo stesso discorso vale anche per le serie più recenti.
I personaggi sono tutti caratterizzati con attenzione, in particolare per quanto riguarda la loro capacità di combattere (in Gundam i piloti si esercitano ed addestrano, altra novità), nonché più in generale la loro maturità come persone; Kai, in particolare, secondo me, è quello che cambia maggiormente atteggiamenti rispetto alle prime puntate.
Un personaggio particolarmente interessante è il Maggiore Char. Oltre ad un acume tattico fuori dalla norma, è anche dotato di un notevole carisma, anche se le sue motivazioni sono principalmente di natura personale (vendetta).
Per quanto riguarda i disegni ed il comparto tecnico, non me la sento di fare commenti particolari: la serie, come ho già scritto, ha trent'anni e li dimostra tutti, anche se per gli standard dell'epoca era ben realizzata. Il doppiaggio, invece, non mi piaciuto molto: accanto ad alcuni personaggi ben doppiati ce ne sono alcuni un po' sconcertanti, sopratutto quelli femminili: sembra di sentire parlare una professoressa ad un convegno di filologia romanza.
In conclusione, uno dei primi veri capolavori, a mio parere, dell'animazione giapponese.



Mobile Suit Gundam
Da qui ha inizio la saga più longeva dell'anime SF del sol levante! Trasmessa in Italia quasi in contemporanea con il Giappone, fu al centro di una delle più epocali battaglie legali che la storia dell'animazione ricordi. La serie venne infatti importata illegalmente senza pagare i diritti alla Sunrise. Solo recentemente è stato possibile vedere in Italia questo pezzo di storia. A guardarla ora, dal punto di vista tecnico, fa tenerezza (ehm ehm...27 anni) ma dopo pochi minuti ci si rende conto che la trama è di DECENNI avanti alle produzioni dell'epoca. Mobile Suit Gundam ha rivoluzionato definitivamente il concetto di robot gigante nel senso "nagaiano" del termine per degradarlo a semplice armamento. La trama è complessa e articolata così come lo sono i personaggi. Il realismo di MSG era scioccante per chi fino a quel momento aveva visto i "Breast Fire" o "Rocket Punch" di Mazinga. Ad esempio, in Gundam, i mezzi finivano le munizioni oppure venivano arrostiti dall'attrito dell'atmosfera durante il rientro sulla terra dallo spazio, insomma tutte cose di cui gli autori fino a quel momento non si erano mai preoccupati. La guerra è una guerra di secessione tra uomini e non più il classico "I buoni difendono la terra dal mostrone della settimana che tanto per cambiare attacca il giappone". Il suo autore Yoshiuki Tomino, pur avendo al suo attivo altre serie robotiche di grande successo come Daitarn 3, Zanbot 3, Dunbine, l-Gaim, Overman King Gainer, Brain Powered etc. rimase per sempre legato al nome Gundam.
Quando vedrete Gundam per la prima volta capirete come mai sono nati Macross e Patlabor e a chi si sono ispirati TUTTI coloro che da quel momento in poi hanno inserito dei mecha nelle loro opere (Evangelion compreso). Senz'altro è la serie SF più importante, dal punto di vista storico, capostipite della saga di guerra che tutt'ora registra successi a non finire ad ogni nuova reincarnazione.
Opinione di Zooropa. Voto: 10.0000


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Utenti On-line: 490 Record: 735 Utenti (7/7/2008)
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