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Katanagatari
Locandina Katanagatari

Titolo Originale: Katanagatari
Titolo Inglese: Katanagatari
Formato: Serie TV
Anno: 2010
Episodi: 12
Disponibilità: Fansub
Valutazione: 7,700 (media 8,167, basata su 6 recensioni)
Opinioni episodi: 29 Episodi promossi 8 Episodi rimandati 3 Episodi bocciati
Genere: Azione, Storico, Arti Marziali, Sentimentale
Siti Consigliati: Anidb
Nazionalità: Giappone
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Nelle liste come: 29 in visione, 42 completato, 3 in pausa, 3 sospeso, 2 da rivedere, 43 da vedere.
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Immagini: 22 (Gallery) (by Slanzard)

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Screenshot 21 di Katanagatari
Screenshot 22 di Katanagatari

Locke Cole
Per l'anime Katanagatari
Serie TV di genere Azione/Storico/Arti Marziali/Sentimentale
Episodi Visti: 12 su 12 --- Voto: 7

Un bisticcio verbale traducibile come "storie di spade", "Katanagatari" è una serie episodica a cadenza mensile composta da capitoli da cinquanta minuti l'uno, caratterizzata da un deciso sperimentalismo grafico.
Subito attirato dall'aspetto tecnico molto piacevole e innovativo, il pubblico avrà però modo di constatare che i pregi dell'opera non risiedono unicamente in quest'ambito. E' infatti necessario dare merito all'anime dell'aver saputo giostrarsi mirabilmente bene nel proprio campo, ottenendo un ottimo grado d'intrattenimento senza dover elaborare funambolismi narrativi né appesantire l'intreccio di arzigogoli.
Tale lavoro infatti si presenta come un'opera leggera, che non si prende eccessivamente sul serio e proprio per questo suo carattere può permettersi errori e sviste pur notevoli, sui quali non sarebbe altrimenti possibile soprassedere se l'anime puntasse a toni più elevati.
La componente che maggiormente valorizza "Katanagatari" è sicuramente, oltre all'appagante e ben congegnato aspetto tecnico, l'insieme dei personaggi, i quali risultano molto caratteristici e affascinanti, dote enfatizzata dalla narrazione discretamente ripartita tra i vari gruppi secondari che prendono parte alla vicenda.

La storia vede il viaggio di due particolari individui attraverso il Giappone attorno al XVIII secolo: un'autodichiarata stratega, Togame, detentrice di un'elevata carica militare presso lo shogunato e uno spadaccino che non usa spade, Yasuri Shichika, uomo leale e ingenuo, che darà inizio a una peculiare decostruzione del concetto di tale arma.
I due si muoveranno per l'intero territorio nipponico alla ricerca delle dodici lame create nell'era Sengoku da un fabbro prodigioso, Shikizaki Kiki, il quale forgiò questi mirabili oggetti dai temibili poteri.
Detta così, la trama scoraggerebbe anche i più arditi a visionare la serie, ma nonostante la banalità con cui si dà l'avvio agli eventi che seguiranno, l'opera risulterà da subito piacevole sfruttando massimamente la componente caratteristica e accattivante dei diversi attori che saliranno in scena, senza focalizzarsi né sulla trama propria né sui combattimenti che prenderanno luogo, che verranno spesso svolti rapidamente senza gravare sul ritmo della narrazione, andando a "decostruire" il genere a cui la serie s'ispira.
L'intreccio si arricchirà poi con i piccoli giochi di politica e diplomazia che Togame intreccerà con coloro che si pareranno sul suo cammino, come pure questi ultimi li sfrutteranno vicendevolmente fra loro per perseguire i propri obiettivi.

Proprio per la sua scarsa pretenziosità, la serie riesce a eludere qualsiasi accusa di scarsa o nulla analisi di temi cruciali per la stessa, quali l'amore e la morte, in quanto nell'alterità del tutto le psicologie dei personaggi risultano sin dall'inizio posticce, tali da non dar adito agli spettatori di potere tacciare l'opera di scarso realismo, ma al contempo risultando adatte all'atmosfera che loro stesse animano.
La semplicità con cui viene trattato l'amore è la stessa con cui Shichika esterna il proprio sentimento sin dal primo episodio e con un tale inizio si comprende bene come i realizzatori non vogliano alzare troppo il tiro né farsi prendere dall'ambizione.
Nonostante tutto la componente emotiva troverà i propri giusti spazi, senza mai risultare impertinente ma sapendosi enfatizzare in giusta misura nel finale, conciliando l'intreccio senza forzarlo.
Lo stesso sviluppo degli eventi non risulterà forzato a dispetto degli stratagemmi utilizzati per guidarlo e ciò in virtù sia della voluta superficialità dell'opera sia della buona impostazione registica datale, coadiuvata da una meritevole e rapida sceneggiatura.

Una nota è ora necessario porre sul finale, il quale non può che riscontrare la mia approvazione: quest'ultimo risulta più duro del corpo principale della serie, accelerando d'improvviso l'ascesa a una maggiore serietà che si era intuita durante tutta l'opera.
Ora, già dal penultimo episodio, il regista volta pagina e cambia tono, prendendo il coraggio di non acconsentire alle tacite richieste del grande pubblico, scrivendo una conclusione nella quale le tinte fosche non si celeranno e i colpi non verranno più trattenuti, la quale troverà il favore solo degli spettatori controcorrente ed esigenti quali il sottoscritto.
Il finale non si può considerare strettamente tragico, tuttavia è lodevole l'impegno dei realizzatori nel non ritornare sui propri passi e rovesciare uno scenario che si prospettava fortemente negativo, cosa che puntualmente invece avviene a causa dell'assoluta necessità da parte del grande pubblico di ricevere il suo solito e forzato lieto fine.

L'aspetto tecnico è eccellente in quanto a fluidità dei movimenti e quant'altro, mentre l'aspetto grafico che fortemente distingue la serie, per quanto possa non incontrare il gusto di alcuni, è innegabilmente interessante nelle sue lunghe e piatte pennellate e nei suoi luminosi e vivaci cromatismi, perfettamente adattato, per quanto contrastante, con l'atmosfera tipicamente orientale che si va a evocare.

In conclusione, "Katanagatari" si presenta come un'opera leggera ma comunque in grado d'intrattenere piacevolmente senza annoiare, evitando di scadere in soluzioni narrative banali e riservando anzi diversi sviluppi inattesi. Troverà un buon seguito fra chi, come me, apprezza gli sperimentalismi tecnici, assicurando comunque ben più che un semplice intrattenimento grafico.



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Io, Lui, L' Altr
Per l'anime Katanagatari
Serie TV di genere Azione/Storico/Arti Marziali/Sentimentale
Episodi Visti: 12 su 12 --- Voto: 10

"Katanagatari" è l'adattamento ad anime dell'omonima serie di 12 light novel di NisiOisin, autore già noto grazie alla serie di light novel "Bakemonogatari".

Storia
Ambientata nell'epoca Edo, la serie inizia quando Togame "la stratega" (per autodefinizione), membro di alto grado dell'esercito dello shogunato, si reca sull'isola dove è stato esiliato, venti anni prima, Mutsue Yasuri, l'eroe che fermò la ribellione contro lo shogunato, ma che, temuto per la propria forza, venne esiliato insieme alla propria famiglia sulla suddetta isola. Togame, però, scoprirà che Mutsue è morto da un anno, e che sull'isola sono rimasti Shichika e Nanami, i suoi figli. Togame "ingaggerà" allora Shichika, settimo maestro del Kyotouryuu, uno stile di spada che non prevede l'utilizzo di armi (si potrebbe definire un arte marziale, ma proseguendo nella storia questa definizione si rivelerebbe errata), per recuperare le Dodici Spade Malvagie Perfette forgiate durante l'epoca Sengoku dal leggendario fabbro Kiki Shikizaki. Tra le caratteristiche di queste spade vi è una sorta di "veleno", che corrompe la mente di chi le utilizza. Togame si rivolgerà a Shichika perché le persone a cui si era rivolta precedentemente per il recupero di tali spade hanno tradito, e, durante il viaggio, dovranno affrontare anche molte di queste, entrate in possesso di alcune delle spade. Nanami, sorella maggiore di Shichika, rimarrà sull'isola, ma non rimarrà inattiva per tutta la serie.

Nonostante l'impostazione iniziale, che non appare molto originale o brillante, la storia proseguirà in maniera lineare solo per i primi episodi. Compariranno altri personaggi intenti a recuperare le spade, e nel proseguire del loro viaggio Togame e Shichika verranno a conoscenza di fatti insospettabili, relativi non solo alle dodici spade, ma anche a Shikizaki e al Kyotouryuu stesso. Il tutto culminerà in un finale straordinario, carico di emozioni e inaspettato, semplicemente straordinario.
Tuttavia, "Katanagatari" non è una serie d'azione. I combattimenti, infatti, durano tendenzialmente poco, e sono intervallati da lunghe sequenze di parlato. Nonostante questo, grazie anche all'incredibile carica emotiva che li caratterizza (anche se, c'è da dirlo, tre o quattro episodi, incluso il primo, non sono particolarmente coinvolgenti), riescono a tenere con il fiato sospeso.
Si potrebbe anche dire che gli episodi sono composti quasi completamente da dialoghi, quindi facilmente non piacerà agli amanti dell'azione.
Un'ultima considerazione, forse più personale: "Katanagatari" non è solo una storia, è un racconto onirico che viaggia tra persone e avvenimenti straordinari, mostra l'evoluzione di Shichika, da spada a persona, e molto altro ancora, mantenendo atmosfere che, per quanto realistiche, mantengono un sottile velo di surreale, dando all'intero racconto un qualcosa di unico.

Personaggi
Per quanto Shichika e Togame siano i protagonisti e la loro caratterizzazione ed evoluzione siano impeccabili, molti dei personaggi secondari non sono da meno: hanno una storia e una personalità ben studiate e rese ottimamente, in maniera coerente all'ambiente dove sono nati e cresciuti. Proprio grazie ai personaggi, così ben sviluppati, "Katanagatari" riesce a emozionare e a trasmettere molto, dando anche non pochi spunti di riflessione.

Audio e colonna sonora
Le musiche sono molto particolari, prese in sé sono buone, ma non certo ottime, però sottolineano magnificamente l'atmosfera. La prima opening non è niente di che, mentre la seconda e tutte e dodici le ending sono ottime, continuano, anche se per poco, l'atmosfera creatasi nell'episodio.

Disegni e animazioni
"Katanagatari" è, detto semplicemente, una delizia per gli occhi. I personaggi sono disegnati in maniera particolare, mentre gli sfondi sono stupefacenti. I colori sono ottimi, così come le animazioni.
Il settimo episodio è caratterizzato da uno stile grafico differente da quello degli altri.

Longevità
La serie si compone di dodici episodi, che però durano ben cinquanta minuti l'uno. La visione, tuttavia, non è pesante e noiosa, nonostante i personaggi parlino per circa quaranta/quarantacinque minuti per episodio.

Apprezzamento personale
Che dire, se non che questa serie è stupenda?

Voto complessivo: 10.
La visione di "Katanagatari" è sconsigliata solo a chi cerca un prodotto pieno d'azione o superficiale, perché questa storia non rientra in nessuna delle due categorie citate.




Tacchan
Per l'anime Katanagatari
Serie TV di genere Azione/Storico/Arti Marziali/Sentimentale
Episodi Visti: 12 su 12 --- Voto: 5

"Katanagatari" è un titolo decisamente atipico e sul quale riponevo molte aspettative. Riesce a differenziarsi dalle normali produzioni sia per il formato che propone sia per alcune scelte artistiche. Propone un character design unico, particolare soprattutto nella rappresentazione degli occhi dei personaggi, e fondali che sembrano uscire da qualche quadro, disegnati a mano e colorati a pastello con un effetto davvero accattivante. Inoltre il comparto sonoro è davvero ottimo, grazie a splendide musiche di sottofondo e a ben 12 diverse sigle finali, tutte apprezzabili, una per episodio. A completare la sperimentazione un formato insolito: 12 episodi, uno al mese, di circa 50 minuti l'uno.

Dal punto di vista grafico adoro quest'anime, inoltre offre anche una trama che avrebbe diversi motivi d'interesse, grazie sopratutto ai personaggi, molto ben caratterizzati.
Nonostante tutto questo, come avrete intuito dal voto, il titolo non mi è particolarmente piaciuto e, anzi, se non fosse per quanto ho scritto, lo riterrei decisamente insufficiente.
"Katanagatari" è estremamente logorroico, credo che sia il titolo più logorroico che abbia mai visto.
Parla di spade, ninja e samurai, argomenti che in genere danno spazio a bei duelli e a un bel po' di azione. Tuttavia l'anime si dimostra molto parsimonioso sotto quest'aspetto, tanto che gli scontri spesso sfociano semplicemente in un lungo scambio di parole e una sola mossa, a volte nemmeno mostrata nella sua interezza.

Fondamentalmente lo spunto che mette in moto la trama è una banale quest atta alla ricerca di 12 spade maledette, una per ogni episodio. Ad affrontarla è la fredda e calcolatrice Togame che sceglie come sua spada Shichika, unico erede della leggendaria e invincibile scuola di spada Kyotoryuu, che ha come caratteristica primaria quella di non usare alcuna spada. Quest'ultimo, nonostante sia un temibilissimo avversario, non ha mai visto il mondo, ma è rimasto confinato tutta la vita nella sua isola ad allenarsi. Il lungo viaggio sarà un'imperdibile occasione di crescita interiore per entrambi e, chissà, magari riuscirà anche a sciogliere il loro cuore, mai toccato dal tepore dell'amore.

L'anime riesce a dare spessore ai personaggi e a donare loro una precisa e accurata caratterizzazione psicologica, tuttavia il prezzo che mi sono trovato a pagare lo ritengo eccessivo. Mi sono infatti dovuto sorbire un'overdose di lunghi dialoghi che mi hanno spesso annoiato, con episodi di ben 50 minuti quasi solo parlati. Tale formato allungato non si è dimostrato infatti così funzionale come avrei ipotizzato e, anzi, ha reso ancora più pesante e difficile da sostenere la staticità della narrazione.

Credo sia quasi indispensabile, per creare una solida caratterizzazione, che i personaggi abbiano spazi per conversare fra di loro; il problema è che in "Katanagatari" credo si sia decisamente esagerato: in alcuni episodi, che ricordo hanno in questo caso una durata di 50 minuti, non si fa in pratica altro. Ricordo titoli in grado di raggiungere ottimi livelli di caratterizzazione in un modo ben più movimentato.
Inoltre, se è vero, come scritto sopra, che la realizzazione tecnica è eccelsa sotto molti aspetti, la ritengo invece lacunosa per quel che riguarda le animazioni: quando ci sono, sono molto fluide, il problema è: quanto volte ci sono? I duelli sono brevi ed essenziali, per il resto, di cose in movimento ne ho viste molto poche.

La trama è semplice e lineare, eppure propone buoni spunti di riflessione. Il problema è tuttavia lo stesso, viene diluita in lunghi dialoghi, con pochissimi climax, non sufficienti per mantenere il mio interesse a livelli accettabili per l'intera durata della serie. Fortunatamente l'ho guardata correndo su un tapis roulant, se fossi stato su un divano, probabilmente mi sarei addormentato.
La fine è carina e soprattutto definitiva, ma anche in questo caso manca quello scontro finale in grado di creare aspettativa o, meglio, c'è stato, ma non si è dimostrato così entusiasmante come avrei sperato. Di certo "Katanagatari" non è stato visivamente spettacolare, lo definirei semplicemente essenziale.




Kappei
Per l'anime Katanagatari
Serie TV di genere Azione/Storico/Arti Marziali/Sentimentale
Episodi Visti: 12 su 12 --- Voto: 9

"Per fortuna...": queste sono le prime parole che mi vengono in mente dopo avere terminato di vedere i 12 episodi di Katanagatari, un misto di commozione ed entusiasmo. Per fortuna... sì, per fortuna che esistono ancora opere capaci di penetrarti dentro, di trasmettere emozioni tangibili, di lasciarti alla fine della storia quella sensazione di soddisfazione.

Raccontare la storia di Katanagatari è tanto semplice quanto complesso.
La semplicità consiste nel narrare una struttura di base immediata, che vedrà i nostri due protagonisti intraprendere un viaggio alla ricerca di 12 spade forgiate dal leggendario Shikizaki Kiki. La parte più complicata riguarda invece gli elementi che compongono questa struttura, i tantissimi riferimenti alla tradizione e alla cultura nipponica, la simbologia, la religione, il tutto condito da un ventaglio di personaggi assolutamente singolari e unici.
Katanagatari mescola sapientemente tutti questi elementi, dosandoli alla perfezione, senza risultare mai sbilanciato.

Ogni episodio è composto da tante sfumature, che passano dal combattimento più spietato al classico siparietto comico con estrema facilità, senza mai risultare stonati. E quando rallentano per approfondire le storie, i sentimenti e i dolori che compongono il teatrino di personaggi che ci vengono mostrati, viene spontaneo scivolare lentamente attraverso questo fiume di "vite", lasciandoci intrappolare da un meccanismo che non smette mai di stupire.
Katanagatari ha un approccio molto complesso, anche per la grande mole di dialoghi, indispensabili per creare un universo così profondo dove il rischio di perdersi è molto elevato.
Il rapporto tra i due protagonisti si intreccia lentamente, delineandosi con maggiore forza alla fine di ogni episodio, grazie a un uso congeniale della sceneggiatura.

I personaggi sono il vero elemento portante di questa enorme struttura, si muovono attraverso una linea temporale discontinua, che non segue una linea precisa, ma si propone come una visione frammentata.
Katanagatari utilizza uno stile ben preciso, per quanto riguarda la veste grafica, dove la semplicità dei tratti che delineano i diversi personaggi, si va a collocare in un ambiente che ricorda molto i famosi "pennelli" del vecchio Giappone, utilizzando icone note allo spettatore più attento.
Probabilmente chi ha portato a termine il meraviglioso videogioco Okami, del sempre troppo poco compianto studio Clover, ritroverà in quest'opera le stesse atmosfere.

La colonna sonora offre sonorità dal sapore antico, mescolate a suoni più moderni, molto vicine all'elettronica.
Una menzione speciale la riservo per le sigle finali, diverse per ogni episodio, come un mosaico che si compone pezzo dopo pezzo.
Katanagatari è un anime che offre un'esperienza profonda, capace di regalare ogni tipo di sentimento, coinvolgendo lo spettatore fino alla fine. E' un viaggio dalle diverse velocità, capace di rallentare e accelerare senza preavviso combattimenti, amore, passione, vendetta.
Voto: 9,5.

P.S. Gli episodi in totale sono 12, ma va specificato che ogni puntata dura 50 minuti.
Cheerio!!




FedeII
Per l'anime Katanagatari
Serie TV di genere Azione/Storico/Arti Marziali/Sentimentale
Episodi Visti: 12 su 12 --- Voto: 9

Katanagatari è un anime che definire particolare è poco; diversi sono gli elementi che mi spingono a chiamarlo così, eppure non posso che essere contento di averlo guardato.
Andando per ordine, ecco la trama: in un Giappone feudale, siamo nell'era dello shogunato, una “donna in carriera” ante litteram, la stratega (un titolo da lei inventato) Togame sbarca sull'isola dove si dice che risieda in esilio l'eroe che sedò una rivoluzione molti anni prima, un guerriero invincibile maestro della scuola Kyotoryuu, “senza spada”. Tuttavia l'eroe è morto, e maestro della scuola è rimasto il figlio, Shichika, che con la sorella vive alla giornata sull'isola. Togame svela allora il suo scopo: durante l'era Sengoku un fabbro (o no?) straordinario creò 1000 spade, e le distribuì fra molti paesi; ma le prime 988 erano meri tentativi necessari alla creazione delle ultime 12 spade, potenziate con l'alchimia. Esse donano un grande potere al possessore ma, ovviamente c'è un “ma”, hanno anche l'effetto di avvelenarlo, distorcendone la mente.
Le 12 spade fanno gola a molti, e Togame è decisa a recuperarle, presentarle allo Shogunato, e guadagnare grazie e fama. Shichika sarà la sua guardia del corpo, la sua spada, nel difficilissimo viaggio. La ricerca è “arricchita” dalla presenza di altre fazioni, altrettanto interessate alle spade, quali i corpi ninja Maniwa e la principessa Hitei.

Il rapporto tra spada e possessore è sempre ben trattato: ogni possessore ha la sua ragion d'essere, ha un carattere ben delineato e un background interessante; gli episodi sono 12 - usciti a cadenza mensile, una scansione inusuale! -, come le spade, e infatti tutti i personaggi dell'anime sono spada e possessore (compresi Togame/Shichika, nonché i comprimari Hitei/Emonzaemon), con l'eccezione dei Maniwa. Gli episodi trattano tematiche importanti, quali la fedeltà, la famiglia, il peccato, eppure lo stile di disegno “pastoso” e le scene d'intermezzo più leggere fanno sì che la visione scorra veloce e piacevole.
Si può parlare d'introspezione psicologica in una certa misura, e c'è anche un minimo di crescita personale di Shichika, che dal contatto con Togame prenderà astuzia e, chiaramente, conoscerà l'amore. Ma non solo loro, come già detto, tutti o quasi i personaggi sono presentati, se non con larghezza, almeno con giustizia. Inoltre ho apprezzato il tentativo degli autori di diversificare l'azione di un viaggio che potenzialmente poteva risultare piatto (lo scopo di ogni tappa è sempre la raccolta della spada): sia nella raccolta stessa, nel senso che ogni possessore reagisce diversamente al viaggio di Togame, sia in visione più ampia nel gioco di potere alla corte dello Shogun.

Una cosa che apprezzato di quest'anime è la fine: non solo esiste davvero, niente finale aperto, che non scrive nessuna parola “fine”, ma è anche di altissimo livello, patetico - con pathos -, commovente e non scontato. Insomma, uno di quelli che, indipendentemente dal contenuto, lascia soddisfatti.
Passando al lato tecnico, Katanagatari ha uno stile a mio parere meraviglioso: i fondali sono disegnati a mano, colorati a pastello e ricalcati in cell-shading. E così anche i personaggi, anche se personalmente avrei apprezzato una maggior precisione nei volti, ma penso che sia proprio lo stile del disegnatore, e non stona con l'ambiente.
Nota di merito per la splendida colonna sonora: “Gettouka” soprattutto mi è piaciuta molto, evocativa e d'atmosfera.

In conclusione Katanagatari è un'anime come pochi, che ha avuto coraggio in diversi ambiti, dalle soluzioni narrative al rilascio mensile allo stile di disegno così insolito, trionfando in tutti e regalandoci una storia che consiglierei a chiunque di seguire. Anzi, lo consiglio: seguitela!

Nota: gli episodi sono sì solo 12, ma durano 40 min, quindi valgono quasi il doppio.




Cluster
Per l'anime Katanagatari
Serie TV di genere Azione/Storico/Arti Marziali/Sentimentale
Episodi Visti: 2 su 12 --- Voto: 9

Sicuramente un'opera degna d'interesse. Si compone di 12 episodi, la messa in onda è cominciata a gennaio 2010 e la cadenza è mensile, quindi vedremo la fine a dicembre. La durata di ogni episodio è di circa 50 minuti.

Shichika è un ragazzo semplice ed è sempre vissuto insieme alla sorella su un'isola lontana dal mondo, dove suo padre fu esiliato per aver capeggiato una rivolta contro lo shogunato. Shichika è un capofamiglia, depositario di un'antica tecnica di spada che... non usa lame. Un giorno giunge sull'isola una bellissima ragazza dai capelli bianchi e fluenti, in cerca dell'aiuto di Shichika, per recuperare 12 spade maledette, opera di un famosissimo fabbro, le quali si dice consentano di conquistare il potere assoluto. Un plot semplice, ma a suo modo l'ho trovato interessante. Ogni episodio dell'anime tratterà di una delle 12 spade.

I personaggi sono ben caratterizzati, e ci si affeziona subito a loro; non mancano gag e umorismo, così come non manca una vena di sentimento.
Al momento sono riuscito a vedere solo due episodi, gennaio e febbraio, ma tanto mi basta per affermare che non mi lascerò sfuggire questa perla d'animazione.
La cosa che a prima vista colpisce lo spettatore è lo stile grafico, semplice ma ricercato. Le animazioni sono veramente di buon livello, i fondali sono ben curati e, per quel che ho potuto vedere, interamente realizzati a mano. Le musiche sono ottime, caratterizzate da flauti e strumenti a corda caratteristici del periodo in cui è ambientato l'anime, e infine l'opening e l'ending sono di ottima fattura, con temi musicali molto belli e sequenze animate che ricordano la pittura giapponese uki-e.
Per concludere, guardatelo, non ve ne pentirete!



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