La rivoluzione di Utena

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| Titolo Originale: |
Shoujo kakumei Utena |
| Titolo Inglese: |
Revolutionary Girl Utena |
| Formato: |
Serie TV |
| Anno: |
1997 |
| Episodi: |
39 |
| Disponibilità: |
Yamato Video (compralo su Amazon.it ) |
| Valutazione: |
8,059 (media 8,385, basata su 13 recensioni) |
| Opinioni episodi: |
57
13
8  |
| Genere: |
Combattimento, Fantastico, Scolastico, Soprannaturale |
| Siti Consigliati: |
Anidb |
| Nazionalità: |
Giappone |
| Lista Anime: |
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| Nelle liste come: |
5 in visione, 65 completato, 4 in pausa, 5 sospeso, 3 da rivedere, 37 da vedere. |
| Tags: |
Utena |
| Immagini: |
37 (Gallery) (by Slanzard) |
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La rivoluzione di Utena
8,059
out of 10
based on 13 ratings.
13 user reviews.
onizuka90
Per l'anime La rivoluzione di Utena
Serie TV di genere Combattimento/Fantastico/Scolastico/Soprannaturale
Episodi Visti: 39 su 39 --- Voto: 10 Verso il finire degli anni '90, in particolare tra il '95 e il '97, si è assistito a un fiorire di opere dalla grandissima caratura e dal valore artistico che ancora ad oggi non penso siano stati eguagliati in splendore. Immagino che ricordiate anche voi il ben noto "Neon Genesis Evangelion", considerato tra gli anime più innovativi e sperimentali della sua epoca, o anche "Ghost in the Shell" di Mamoru Oshii, che ha portato l'animazione a vette di incredibile lirismo visivo con il suo complesso e metafisico simbolismo. Ebbene, tra le varie opere magne di questo periodo va collocata, a pieno e meritato titolo, anche "La rivoluzione di Utena".
Difficile esprimere un giudizio su un'opera tanto complessa: si tratta di una serie che non ho certo la presunzione di aver compreso nella sua totalità, merita anzi di essere attentamente meditata e rivista con attenzione più di una volta. Fare altrimenti significherebbe ignorare deliberatamente l'incredibile portata allegorico-simbolica che costituisce "l'esprit", la "raison d'etre" della serie stessa, essendo Utena portatrice di temi che si connotano per una complessità e profondità notevoli. Questi devono per forza di cose essere desunti attraverso l'indagine ermeneutica dello spettatore; ovverosia non vi è altro possibile approccio a Utena se non l'interpretazione e la rielaborazione soggettiva. Non saranno certo la trama o l'evolversi delle vicende a reggere il lume chiarificatore nel mezzo dell'oscurità, anzi, più si procede più si farà forte la connotazione meramente simbolica del tutto fino alla completa astrazione da qualsivoglia punto di riferimento.
Qui sta la difficoltà nell'apprezzare tale titolo, il cui target si restringe inevitabilmente solo ai pochi che avranno l'ardire di mettere da parte lo scetticismo che il regime profondamente ermetico e bizzarro della serie potrebbe suscitare, e di avere il coraggio di vedere oltre il loro naso.
Ciò premesso, veniamo al dunque: cos'è Utena? Non penso sia possibile rispondere in modo univoco a questa domanda, ma ritengo che non si commetta peccato nel classificarla come una bellissima fiaba. Una fiaba dotata di una sensibilità decisamente post-moderna, in cui gli archetipi propri del genere vengono rivisitati e stravolti, capovolti e ribaltati, estraniati dal loro significato primigenio e riadattati per essere usati come potenti medium comunicativi. Il principe, la principessa, la strega, la rosa, la spada, il castello: sono tutti simboli, più o meno chiari, più o meno legati fra di loro, ad essi si aggiungono altri simboli archetipici, quali la macchina, la torre, l'ascensore, andando a comporre un intricato insieme di allegorie estremamente raffinato e complesso.
Le tematiche toccate nel corso dei trentanove episodi sono innumerevoli e si incentrano soprattutto attorno alla sfera sessuale e sentimentale, oltre che a quella gnoseologica. Pacifici gli elementi che accennano altresì alla virilità dell'uomo, come ad esempio la torre o la macchina, o anche al cuore e i sentimenti, spesso simboleggiati con la rosa. Si noti infatti che le scene e le frasi con le rose stanno sempre a indicare i momenti di forte tensione emotiva o batticuore dei personaggi, e non a caso i duellisti indossano le rose appuntate al petto in corrispondenza del loro cuore, la cui distruzione porta alla sconfitta. La spada invece assume più il significato di volontà, di spirito, essa è lo strumento con cui si combattono i duelli e si difendono il proprio orgoglio e desideri. Il tutto è condito con diversi siparietti o scene del tutto assurdi o molto simbolici, come ad esempio il teatrino delle ombre, le scene del consiglio studentesco o le puntate riguardo Nanami. Difficile ma non impossibile riconoscerne il valore allegorico e artistico, sebbene spesso risultino del tutto incomprensibili o autoreferenziali. In effetti, alle volte, il simbolismo di Utena sfocia nel nonsense più puro fino a prendersi apparentemente in giro da solo. Non fatico ad ammettere che molto probabilmente l'eccesso di questi elementi sia in molti casi fine a se stesso, anche se, avendo a che fare con il genio di Ikuhara, non si avrà mai la certezza di cosa abbia un senso e cosa invece no, come del resto vi sarà sempre il dubbio se l'intera serie sia un guscio vuoto o uno dei migliori anime mai creati. Io propendo per la seconda ipotesi. D'altronde l'autore stesso non ha mai lasciato dichiarazioni volte allo spiegare la sua opera, e alle domande ha sempre risposto con provocazioni venate di intelligente follia. Il fascino di Utena risiede proprio in questo suo ermetismo, funziona come uno specchio in cui ognuno si riflette in modo differente.
La cosa più interessante da considerare, tuttavia, è l'insieme di personaggi che danno vita alla serie. Essi sono definiti con sconvolgente profondità e ciascuno corrisponde, in ultima analisi, a un archetipo: ognuno si muove mirando a un proprio ideale, che alla fine è il medesimo per tutti, ma che ognuno percepisce in modo diverso, il "potere dei miracoli", il "potere di rivoluzionare il mondo", "L'eternità". Ognuno guarda alla propria esistenza e, trovandola miserabile, necessita di aspirare a qualcosa di elevato, l'ideale degli ideali, il principe, il castello, la felicità eterna. Ma la realtà è che non è mai esistito alcun principe, alcun castello, alcun ideale, essi sono pure illusioni che esistono soltanto all'interno della nostra mente e di cui ci autoconvinciamo. La realtà è un luogo desolato e privo di scopo, il sepolcro di ogni sogno e di ogni ideale, così come il mondo che ci costruiamo attorno è il sepolcro di noi stessi. L'amore, l'amicizia, ogni valore in cui crediamo sono solo valori in cui in realtà abbiamo bisogno di credere, poiché non possiamo accettare impotenti un'esistenza priva di scopo e colma di dolore.
La visione lascia così l'amaro in bocca: rivoluzionare il proprio mondo significa condannarsi a un'esistenza dove la consapevolezza della caducità di ogni ideale e valore ci potrebbe distruggere e alla quale possiamo resistere solo con la nostra volontà, poiché non potremo più rinchiuderci in quel mondo dove siamo al sicuro, in cui noi siamo principi o principesse, "il mondo delle fiabe", che nello scontrarsi con la realtà si è costretti ad abbandonare per sempre.

MastWiFi
Per l'anime La rivoluzione di Utena
Serie TV di genere Combattimento/Fantastico/Scolastico/Soprannaturale
Episodi Visti: 39 su 39 --- Voto: 10 Trama
Utena Tenjo è una ragazza liceale che ha perso i propri genitori quando era piccola e, a seguito dell'incontro con un bellissimo e misterioso principe che le donò un altrettanto misterioso anello, assume il carattere di un maschiaccio e di conseguenza prende a vestirsi con l'uniforme maschile della propria scuola, l'accademia Otori. Un giorno incontra una strana ragazza, Anthy Himemiya, dalla carnagione scura e dai comportamenti ambigui, che si rivela essere la cosiddetta Sposa della Rosa, ovvero un personaggio destinato a rivoluzionare il mondo grazie a dei fantastici e immensi poteri di cui potrebbe fare uso chi la detiene.
Infatti, Anthy è "posseduta" da quello che si ritiene, a prima vista, il suo ragazzo, Kyoichi Saionji, che la maltratta e questo fa sì che Utena, comportandosi come farebbe un rispettabile principe, prenda le difese della ragazza arrivando a sfidare in duello il presuntuoso Saionji. Vincendo, Utena si ritroverà a dividere la propria stanza con Anthy, che, proprio come una Sposa, dovrà stare a fianco del vincitore dei duelli atti ad acquisirla ogni qualvolta ne venga attuato uno.
Utena quindi dovrà affrontare una serie di duelli contro vari personaggi, tra cui il Consiglio Studentesco, che possiede gli stessi anelli della ragazza e che permettono di accedere ai duelli, e diversi personaggi secondari, chi più chi meno volenterosi di acquisire la Sposa della Rosa per i propri motivi personali. Dietro a tutto ciò, vi è la misteriosa entità chiamata Confine del mondo, che ha stabilito il misterioso programma dei duelli e che fornisce istruzioni al Consiglio.
Giudizio personale
Chiunque guardasse i primi episodi di questo anime si ritroverebbe stranito e confuso in un avvicendarsi di situazioni che sembrano non stare né in cielo né in terra. Chi fa l'errore d'interrompere la visione, si perde un capolavoro d'animazione, costruito e basato praticamente sulla relazione delle due protagoniste oltreché sullo sviluppo dell'intera trama. Perché, pur essendo 39 episodi, il tutto viene suddiviso in più archi, atti a mostrare di volta in volta le ragioni per le quali diversi personaggi vorranno sfidare Utena in duello, a seconda dei loro condizionamenti psichici da parte di altre persone a loro collegate.
Il primo arco, ad esempio, serve più che altro per l'introduzione dei personaggi, ognuno dotato di un carattere molto forte, spinti da proprie volontà personali ad accedere al potere di rivoluzionare il mondo, concetto che per l'intera durata dell'anime verrà ripetuto innumerevoli volte. Tale concetto, infatti, non viene mai reso in maniera concreta, niente di tutto questo verrà mai approfondito abbastanza da fare capire allo spettatore la sua importanza all'interno dell'anime. E' un potere che appartiene ad Anthy, ragazza dai modi affabili, gentile, premurosa e sincera, ma anche debole, sinistra e dagli atteggiamenti ambigui e misteriosi molte volte.
Questo personaggio è il catalizzatore principale, per il quale chi visiona l'anime continuerà a chiedersi "Ma effettivamente, che poteri ha?". Non scordiamoci comunque di Utena Tenjo, la principe(ssa) della situazione, colei che ha nell'animo e nel cuore il forte spirito di un audace salvatore e difensore delle debolezze altrui. Due personaggi, queste due ragazze, completamente diversi, opposti l'uno all'altro, ma, avanzando con gli episodi, sempre più unite, in un rapporto che sfocia nel vero e proprio amore, mentre sono numerosi, all'interno dell'anime, i riferimenti all'omosessualità (appunto, l'amore delle due protagoniste), all'incesto, all'amore platonico, ai peccati più pericolosi quali l'ira, l'invidia e anche la superbia.
Dal lato puramente tecnico, comunque, viene esaltata molto la colonna sonora, probabilmente il lato tecnico più importante di tutto l'anime: oltre alla ripetitiva e comunque rispettabile canzone che viene musicata ogniqualvolta Utena entra nell'arena dei duelli, vi sono tracce e temi portanti che rispecchiano gran parte delle personalità e dei pensieri dei personaggi. Un altro esempio è l'inquietante tema coristico che si sente nel secondo arco quando alcuni personaggi secondari accedono all'ascensore per esporre i propri problemi personali che ronzano nelle loro menti e li costringono a stare in uno stato di autodistruzione mentale.
Altro pregi tecnici sono il montaggio delle scene e la fotografia, che particolarizza molte sequenze al fine di renderle il più possibile vicine al mistero complottistico che il cosiddetto Confine del Mondo cerca di attuare.
Giudizio personale
Utena è semplicemente uno dei migliori anime mai stati creati. La particolarità de La rivoluzione di Utena è quella di mostrare sempre il lato psicologico dei personaggi, delle loro vere e naturali intenzioni, oltre che mantenere sempre un alone di mistero negli ambigui e quasi indecifrabili dialoghi parlando dei poteri per rivoluzionare il mondo. Perché nessuno lo sa. Ed è questo il motivo per il quale si prosegue la visione dell'anime, per cercare di dare una risposta alle domande che chiunque si pone ad ogni episodio. Niente è reale, tutto è lecito. Voto: 10.

Alexander
Per l'anime La rivoluzione di Utena
Serie TV di genere Combattimento/Fantastico/Scolastico/Soprannaturale
Episodi Visti: 39 su 39 --- Voto: 5 In Utena ogni scena ha un valore simbolico. Prendiamo ad esempio la lunghissima rampa di scale che Utena è costretta a salire per arrivare all'arena dei duelli: essa rappresenta alla perfezione l'anime stesso, o meglio l'interminabile travaglio che attende i malcapitati che avessero deciso d'intraprenderne fino alla fine la visione, mentre la scampanata finale probabilmente allude al senso di liberazione che si prova una volta giunti al termine.
Seriamente... Non ho certo iniziato Utena con lo stesso spirito con cui ho iniziato "Mars of Destruction", cioè per riderci su e divertirmi poi con una bella stroncatura. Al contrario, visto che da più parti si parlava di capolavoro, e soprattutto considerando che yuri, rivoluzioni e simbolismo sono tre dei miei elementi preferiti in un anime (e questo li aveva tutti), ero andato praticamente sul sicuro. Ho cercato fino all'ultimo di farmelo piacere: "Più a fondo... cerca più a fondo (una ragione per continuare a guardarlo)!", continuavo a ripetermi, man mano che i filler (le bare sul muro?) passavano, e il mio indice di gradimento colava a picco come il famoso ascensore - chi ha visto l'anime capirà a cosa mi riferisco. Alla fine ho dovuto arrendermi e ammettere di aver preso una cantonata.
La prima cosa che salta all'occhio è come Utena tenti in tutti i modi di risultare artisticamente valido, fallendo miseramente a causa dello scarso livello tecnico dei disegni e delle animazioni. Credevate che i personaggi di Code Geass fossero eccessivamente scheletrici? Quelli di Utena lo sono ancora di più, e per giunta disegnati anche male! Non solo i personaggi, ma praticamente tutti gli elementi che non fanno parte dello sfondo presentano infatti i difetti tipici dei vecchi anime a scarso budget anni '80-primissimi anni '90: scarsa attenzione ai dettagli, occhi enormi che si riescono a vedere benissimo anche sotto i capelli, personaggi che cambiano aspetto fisico a seconda di come vengono inquadrati, colori che sembrano dati da un imbianchino, piatti e senza alcun senso di profondità o di chiaroscuro. I fondali invece si salvano, ma mancano gravemente di varietà. Non basta ricordare che Utena è un anime degli anni '90, primo perché gli anni '90 non sono la preistoria, secondo perché anche Evangelion, Lain e Cowboy Bebop lo sono, ma di certo non hanno tutti questi difetti.
Ma non è stata certo la grafica a turbarmi: basti pensare che molti degli anime con un design che non gradivo poi si sono rivelati i miei preferiti; né sono state le famose sequenze ripetute praticamente a ogni puntata, anzi personalmente le ho trovate la cosa meglio riuscita dell'anime; né il cumulo di eventi totalmente privi di senso logico, come elefanti che vanno sul surf, piatti di curry "novecento miliardi (testuali parole) di volte più piccante", automobili che piombano in casa direttamente dalla finestra, e via dicendo; né lo shounen-ai - sì, ce n'è almeno quanto lo yuri, se non di più. Allora cosa?
Il vero motivo l'ho accennato nella mia interpretazione della scena dell'ascensore: quand'è che i produttori di anime capiranno che i filler dovrebbero servire a prendersi una pausa tra una parte di storia e l'altra anziché viceversa?
Perché in Utena succede appunto questo: non vi è una lunga storia con qualche filler qua e là per spezzare un po' il ritmo, bensì un enorme pacco di filler con qualche episodio di storia qua e là giusto per svegliare lo spettatore dal sonno profondo. Credetemi quando dico che su 39 episodi ce ne saranno sì e no 9 di storia, arrotondati per eccesso; per la precisione, togliendo gli ultimi 3 gli altri sono divisi in tre cicli ognuno dei quali è costituito in media da 2 episodi utili e da altri 10 di puri e semplici filler. In totale fanno 30 filler e 9 episodi di storia. Se questo fosse l'unico problema di Utena, da solo basterebbe per escluderlo seduta stante dalla categoria dei capolavori. Come se questo non fosse abbastanza, tali filler seguono pressoché tutti uno stesso schema fisso che tutti i personaggi sono destinati a seguire senza scampo, come se fossero marionette invece che persone, e non c'entrano praticamente nulla con la storia di base. Molti anime che amano portarsi per le lunghe hanno almeno la decenza di inserire nelle varie puntate di calma piatta un minimo sindacale di progressi in modo da non rendere la puntata una totale perdita di tempo: ecco cosa stanno a significare i continui primi piani del cronometro di Miki, ci ricordano il tempo che stiamo perdendo a guardare Utena! Ad esempio Simoun compensava quell'enorme bolla di vuoto cosmico a livello di storia con un ottimo approfondimento dei rapporti tra i personaggi; ciò non avviene in Utena dove, dopo un improvviso repentino cambiamento, il personaggio di turno ritorna tale e quale a prima, e ogni puntata termina come se non fosse mai avvenuto nulla. La cosa divertente è che verso la fine si è addirittura avuta la gagliarda idea di inserire un paio di episodi riassuntivi, come se davvero nel corso dell'anime ci fosse qualcosa che meriti di essere ricordato per capire la storia.
Quando sento il termine "capolavoro" l'ultima cosa che può venirmi in mente è di ritrovarmi a percorrere un'interminabile scalinata di filler tutti uguali, e per giunta mal disegnati, che girano senza toccarla mai attorno a una storia che in confronto dura il 10% circa, e quest'ultima secondo me è rappresentata simbolicamente dall'ascensore che infatti porta direttamente in cima, e a saperlo prima nessuno si rifarebbe tutta la scalinata a piedi... Ah però! Visto come tutto combacia? Mi sa che ho afferrato la vera chiave di lettura di Utena ancora meglio dei suoi fan! Queste sono cose che uno si aspetterebbe piuttosto da Naruto, dai Pokémon, o da anime simili.
Elementi positivi:
- gli ultimi 2 episodi - e ci mancherebbe altro, con tutti i filler che tocca sorbirsi per arrivarci;
- i fondali, anche se riutilizzati fino alla nausea;
- la colonna sonora.
E questo è quanto. Ah, vorrei concludere dicendo che il vero motivo per cui mi sono interessato a quest'anime è che, essendo rimasto molto incuriosito dai trailer di Mawaru Penguindrum, ma non essendo ancora finito, prima di iniziare a guardarlo avevo deciso di provare il precedente lavoro della stessa autrice in modo da farmi un'idea di cosa mi aspettava. Non l'avessi mai fatto! Se anche il suddetto M.P. è così, qualcuno mi avverta in anticipo così mi risparmio la fatica.
Voto finale: 5,5.

God87
Per l'anime La rivoluzione di Utena
Serie TV di genere Combattimento/Fantastico/Scolastico/Soprannaturale
Episodi Visti: 39 su 39 --- Voto: 7 Ideato nel 1991 dal regista Kunihiko Ikuhara, Utena vedrà la luce nel 1996 in anime, manga e addirittura musical, all'indomani della nascita del gruppo Be-Papas formato da Ikuhara stesso, dallo sceneggiatore Yoji Enokido, dalla mangaka Chiho Saito, dal disegnatore Shin'ya Hasegawa e dal produttore Yuichiro Oguro. Filosofia del gruppo è quella di rivoluzionare fumetto e animazione creando storie di originalità sfrenata, senza alcun paletto e capaci di scardinare stilemi e luoghi comuni dei media. E Ikuhara, dietro la realizzazione della versione animata di Utena (notevolmente differente da quella cartacea a opera della Saito), darà sfogo a tutto il suo amore per il nonsense alla David Lynch, il suo regista preferito.
"La rivoluzione di Utena" è, sarò franco, la recensione più ostica io abbia mai scritto, data la difficoltà di analizzare una serie che narrativamente si basa sul nulla come sul tutto, su una trama di stampo fantastico che potrebbe essere anche una semplice, gigantesca metafora. L'anime è la fiera dell'ermetismo, la serie tra le più celebri di sempre nel panorama dell'animazione giapponese: quella che, insieme a Evangelion di Anno, simboleggerà quella nuova corrente artistica, nata negli anni 90, data da produzioni psicanalitiche/metaforiche/visionarie che per qualcuno hanno significato un nuovo modo maturo e impegnato di intendere l'animazione.
Di primo acchito Utena è l'avventurosa storia di tale ragazza che, "ottenuta" l'amebica Anthy battendo in duello il suo ultimo padrone, diventa sua amica, cercando di convincerla a ribellarsi al suo destino e salvandola nel contempo dalle mire degli altri duellanti accettando anche le loro sfide, in attesa di scoprire come potrà portare, nel mondo, una fantomatica rivoluzione. La seconda chiave di lettura potrebbe vedere Utena come una moderna favola o una rappresentazione teatrale (i siparietti a metà episodio con dei manichini sul palco), un'altra ancora come uno stage onirico, una rappresentazione visionaria delle azioni dei personaggi nella vita reale data da duelli di spada che simboleggiano il risolversi delle loro controversie. Non ci sarà mai dato sapere. Restano evidenti le allegorie e i simbolismi che costellano la serie e decifrarle sarà, per molti, il massimo pregio o difetto dell'opera. Le ambientazioni da sogno, il nonsense surreale ricercato dallo sceneggiatore Enokido per friggere i neuroni (tra rose che ruotano sullo schermo, centinaia di automobili che appaiono dal nulla durante i duelli, una gigantesca struttura a forma di scala a chiocciola che nessuno vede, uno humour fuori da questa realtà, una citazione letteraria di Herman Hesse recitata in ogni episodio, ecc.) e le azioni più o meno assurde commesse dai protagonisti mandano felicemente a quel paese chi si attende una storia dai significati precisi, dando adito a quella che è l'unica, vera chiave di lettura di Utena: la libera interpretazione.
Molti sono i sospetti di una ricercata mancanza di senso, un po' alla Anno, voluta dai creatori per prendere in giro lo spettatore, come quando Ikuhara dirà che neppure lui ha idea del senso delle rose che costellano gli episodi. Posso solo dire che a me, così com'è venuta, quella di Utena sembra la storia di una ragazza sulle sue che, stringendo amicizia con una coetanea messa molto peggio di lei, Anthy, si darà una smossa uscendo finalmente dal suo guscio, andando a ballare alle feste di maschera, ampliando le amicizie e pensando di legarsi sentimentalmente all'uomo che ama. Lo sospetto per i fondali minimalisti usati per illustrare le location della storia, a rappresentare l'anonimia della giornate che scorrono tutte uguali per l'eroina, ma sopratutto per il canovaccio ripetuto a ogni episodio: lei e Anthy hanno a che fare con i problemi di un personaggio, li affrontano (praticamente sconfiggendo il tipo in duello), e infine, andata bene o male, Utena chiede all'amica cos'era giusto fare o meno: una perenne scoperta del mondo che le sta attorno per sapere come relazionarsi meglio con il prossimo.
Arrivati a questo punto è intuibile la mia difficoltà nel dare una classificazione all'opera. Fantastica? Dipende se quello che vediamo è realtà o finzione. D'azione? In ogni episodio (o quasi) Utena affronta a duello un avversario, ma se fosse solo una rappresentazione immaginaria? Romantica? Come si può incorporare o vivere una storia che, sì, parla anche di rapporti sentimentali (anche lesbo o incestuosi, ma questo è più che altro un artificio per dare ulteriori connotazioni originali a una storia che non vuole parlare di quelli), ma dal punto di vista di personaggi fuori dalle righe le cui azioni non sembrano governate da logica? Utena è semplicemente un anime sperimentale, che stimola l'uso delle meningi e compiace quando si decifrano alcune delle sue metafore, tra banali (mano a mano che vengono scartate delle ipotesi di un problema, delle rose nelle vicinanze esplodono una a una) e meno (l'episodio dove un personaggio femminile scopre di aver deposto di notte un uovo: le amiche le dicono che è una cosa normale, che accade a tutte le ragazze a una certa età... ovviamente il riferimento è al ciclo mestruale), ma che, giunto all'apice della storia, diventa esageratamente criptico, e il dover dare per forza una personale spiegazione all'indecifrabile finale, alla rivoluzione di Utena, a cui tutti si riferiscono fin dal primo episodio, e alla Spada di Dios non è proprio soddisfacente.
Discorso tecnico: se le animazioni sono purtroppo di fattura appena sufficiente e zeppe, davvero, di ricicli (la famosissima sequenza di Utena che sale le scale per recarsi all'arena del duello: quattro minuti di camminata che saranno ripetuti per la quasi totalità della serie, puntata dopo puntata), il comparto musicale è da favola. Se per le BGM generiche Ikuhara si affida ai delicati arpeggi di violino di Shinkichi Mitsumune, per quelle dei numerosi "combattimenti" l'onore spetta al musicista heavy J.A. Seazer, creatore di non una, non due, non tre, ma addirittura di venticinque memorabili insert song gothic metal, quasi tutte cantate in latino, che donano esaltanti scariche di energia ai combattimenti, svegliando spesso lo spettatore dalla ripetitività sopracitata del canovaccio. Il chara è androgino e non particolarmente piacevole, ma anche lui, in tema con l'opera, particolarmente innovativo.
Altro non mi riesce da dire su una serie pazzoide che, sicuramente, reca in sé un concentrato fortissimo, esasperato, di genio. Di sicuro i suoi autori ci hanno marciato sopra con il nonsense e molte delle sue follie si rivelano solo aria fritta, ma il piacere di smantellare, pezzo per pezzo, la sua struttura visionaria per comprendere stati d'animo dei personaggi e significati è una delle esperienze più stimolanti che mi siano mai capitate. Alla fine il rischio di trovare incomprensibile il finale è alto, ma è un accettabile prezzo da pagare per godersi un anime che, forse schiavo della sua originalità a ogni costo, ha però un carisma inarrivabile.

Locke Cole
Per l'anime La rivoluzione di Utena
Serie TV di genere Combattimento/Fantastico/Scolastico/Soprannaturale
Episodi Visti: 39 su 39 --- Voto: 9 La Rivoluzione di Utena è probabilmente la più bella fiaba del XX secolo, e sicuramente la serie simbolista meglio riuscita nella storia dell'animazione.
Si tratta di un'opera ossimorica già nella sua stessa costituzione, romantica e cinica, che nel suo ermetismo gioca con un simbolismo delicato e preciso e che si esclude così alla vista dei più, di coloro che, a cuor leggero, guardano una serie per svagarsi e non per analizzarla.
La Rivoluzione di Utena è un'opera di notevole spessore, eseguita da uno staff notevole, tra i quali spiccano i nomi del regista Kunihiko Ikuhara (Sailor Moon) e dello sceneggiatore Yoji Enokido (Neon Genesis Evangelion, FLCL, ecc.).
Ai detrattori dell'eccessivo ermetismo della serie - qualità necessaria alle opere simboliste - posso solo dire che senza di esso non sarebbe possibile trasmettere messaggi complessi che vengano rielaborati soggettivamente dal pubblico, ma si otterrebbe una verità bell'e fatta sulla quale non saranno possibili analisi personali, ma solo critiche alla verità voluta dall'autore.
Passiamo ora alla storia: anche quest'ultima deve essere letta in chiave allegorica e non è possibile dare giudizi a caldo su di essa, come dopo avere appena finito di vederla una prima volta.
Sarebbe come volere scrivere una critica dello Zarathustra di Nietzsche dopo una singola lettura dell'intera opera (sia chiaro, lungi da me il voler comparare Utena con il capolavoro di Nietzsche): se ne avrebbe un giudizio parziale e poco accorto.
Sembrerà un commento inattuabile, anche fisicamente parlando, ma per la giusta comprensione di quest'anime io ne consiglierei la visione completa almeno tre volte - e, almeno una di queste, in lingua originale con i sottotitoli. Nella visione suggerirei di appuntare le proprie considerazioni, altrimenti non è possibile venire a capo di un'opera tanto complessa e contemporaneamente longeva.
Questa non è infatti una serie da guardare "tanto per passare il tempo", come nessuna serie veramente meritevole d'altronde. Tuttavia, in questa strenua battaglia gnoseologica, anche lo spettatore verrà incoraggiato alla visione da una trama avvincente e incalzante, che, per tutta la serie, si avvia esponenzialmente verso il climax.
Sfortunatamente non mi è possibile sintetizzare la trama, sia per l'immenso lavoro e dispendio di parole che ciò richiederebbe e che inevitabilmente sminuirebbe grandemente la bellezza della stessa, sia perché la storia viene recepita molto soggettivamente in un'opera simbolista simile. Inoltre la storia stessa non ha importanza in sé e per sé, ma è funzionale allo sviluppo dei personaggi. Anch'essi tuttavia, in ultima analisi, sono ridotti lo stesso a simboli archetipici.
E proprio riguardo a quest'ultimo punto è interessante analizzare i vari personaggi: questi, infatti, hanno uno per uno un preciso background e una forma mentis con la quale - sebbene evolvano molto nel corso della narrazione, taluni sino a risultare stravolti dalla loro figura iniziale - non entrano in contrasto né generano contraddizioni. Essi sono facilmente astraibili dalle loro persone specifiche, data anche la forte teatralità dell'intera opera e, in certe scene, il palese muoversi dei personaggi stessi su di un palcoscenico.
La finzione è inoltre un altro elemento degno d'interesse: l'intera trama è infatti un gioco di maschere, bugie e silenzi di attori che danzano attorno a un ideale lontano e remoto, che ognuno percepisce a modo suo, e per il quale ognuno dà tutto se stesso, ma che inevitabilmente porta alla domanda sull'esistenza dell'ideale stesso.
Per concludere, si tratta di un progetto ambizioso che ha veramente tentato di rivoluzionare il mondo (seppure quello dell'animazione), trasportando temi complessi e di difficile comprensione all'universo delle serie animate, cosa che prima era accaduta solo nei manga e nei lungometraggi di registi come Oshii. Nonostante ciò, comunque, anche questo ennesimo tentativo è fallito, lasciando opere come Utena relegate a generi di nicchia, comprese nella loro magnificenza solo da un pubblico accorto e profondo, in grado di analizzare un'opera nel suo intimo intento, non fermandosi a valutazioni superficiali.
Insomma, potrei continuare per ore a scrivere su di Utena, ma non è questa la sede adatta e quindi prego tutti quanti di guardare, almeno una volta, questa magnifica opera. Che, alla fine, vi piaccia o meno non importa e non ha neppure importanza che ne cogliate il significato.
Fatelo, perlomeno per la rivoluzione del mondo.

Fagiana
Per l'anime La rivoluzione di Utena
Serie TV di genere Combattimento/Fantastico/Scolastico/Soprannaturale
Episodi Visti: 39 su 39 --- Voto: 10 Se il guscio dell'uovo non si spezza, il pulcino morirà senza essere nato. Il mondo è l'uovo di cui noi siamo i pulcini, se non spezziamo il guscio del mondo moriremo senza essere nati. Spezziamo dunque questo guscio per la rivoluzione del mondo!
E' sotto l'oscuro monito di questa emblematica frase tratta dal Demian di Herman Hesse, che lo spettatore si appresta a immergersi in una delle serie probabilmente più controverse dell'animazione giapponese - e questa non è che solo uno dei frammenti, degli spicchi che formano l'affascinante mondo creato dai Be-Papas.
Un momento: chi sono i Be-Papas? Trattasi di un gruppo di artisti operanti nel campo del fumetto e dell'animazione nipponica, formatisi nel '96 con l'intenzione di materializzare le loro idee in libertà, senza essere legati a progetti esterni, da qui il nome Be-Papas, "essere padri". Il quintetto comprendeva il regista Kunihiko Ikuhara, che in precedenza diresse per la Toei Animation due stagioni e mezzo di Sailor Moon; Yoji Enokido, anch'esso reduce da Sailor Moon, uno degli sceneggiatori più atipici e provocatori della japanimation (tra gli altri ha scritto FLCL); la mangaka Chiho Saito, legata al mondo dello shoujo e del josei; Shin'ya Hasegawa, animatore e illustratore; e infine Yuuichiro Oguro, che si occuperà della pianificazione generale.
Fin da subito gli intenti del gruppo si rivelano ambiziosi: i membri stanno progettando infatti una saga multimediale, modalità di produzione che in futuro si rivelerà portatrice di enorme successo, si pensi ai Pokèmon o ad .hack//. L'universo di Utena comprende infatti una serie manga, la qui recensita serie TV, un film cinematografico, un altro manga ispirato al film, un videogioco e un musical teatrale. I differenti format nei quali viene maturato il canovaccio iniziale divergono notevolmente tra di loro negli sviluppi, conferendo così una notevole cifra di eterogeneità al risultato.
Di fatto per poter comprendere in maniera esaustiva la saga di Utena è raccomandabile sperimentare ognuno dei media nella quale è scomposta: oltre a completarsi a vicenda, ognuna offre un punto di vista alternativo al plot, ad esempio la serie manga ha uno spirito più marcatamente shoujo, mentre lo strabiliante lungometraggio Apocalisse Adolescenziale è un opera genuinamente onirica, irreale e metafisica.
Qual'è il contenuto di Utena? Il punto di partenza è uno dei generi estremamente conosciuto e sfruttato come lo scolastico-sentimentale: c'è una nuova studentessa nella prestigiosa accademia Othori, Utena Tenjo, che fin da subito si fa notare per il fatto di indossare abiti maschili, tra il malcontento dei professori e lo stupore dei compagni. La ragazza si giustifica affermando la sua volontà di riconciliarsi con un misterioso Principe, che da bambina l'ha salvata dal dolore per la perdita dei genitori, diventando un principe nobile e coraggioso lei stessa.
Fin da subito le acque si agitano: Utena si ritrova a sfidare in duello il presuntuoso Saionji per il possesso di Anthy Hymemiya, una, apparentemente, fragile e remissiva studentessa, a cui viene attribuito il titolo di "Sposa della Rosa". Dopo avere battuto Saionji, Utena viene a sapere dell'esistenza del Consiglio degli Studenti, un gruppo di facoltosi alunni che si contendono a duello la Sposa della Rosa, depositaria del potere di "rivoluzionare il mondo"... e la stessa Utena è uno dei duellanti, in virtù dell'anello donatogli in passato dal suo Principe.
Già da questo stralcio di trama, cominciano a trasparire affascinanti elementi di mistero, che affondano le loro radici nell'humus esoterico europeo, con numerosissimi riferimenti alla Rosa Croce, presunta setta misterica del quindicesimo secolo che ha segnato in maniera indelebile lo sviluppo della Massoneria. Corollario di questo particolare retroterra culturale è la presenza massiccia di allegorie e simboli che imperversano per tutta la narrazione, tanto che, come anche in Evangelion, vanno a costituire un possibile piano di lettura dell'opera.
C'è un altro elemento parallelo tra Utena ed Evangelion: le interpretazioni non si fermano alla trama e alla costante simbologia. Altri importanti innesti sono costituiti dal movimento artistico del post-modernismo, particolarmente evidente nelle ambientazioni, nelle avveniristiche architetture e nel rovesciamento degli stereotipi della fiaba, nonché dal teatro dell'assurdo, elemento che influenza in maniera decisiva le scelte registiche e la stessa sceneggiatura.
In un terreno così favorevole, la scrittura strabordante e spiazzante di Yoji Enokido esplode con una forza incredibile: elementi scenografici fuori contesto, siparietti in stile "teatrino delle ombre" e cambiamenti di registro senza soluzione di continuità sono solo alcuni dei tanto strambi quanto seducenti artifici rilevabili in tutta l'opera.
Proprio da questa commistione così peculiare di elementi insoliti possono scaturire critiche anche piuttosto aspre: quello che stiamo vedendo è arte o fanservice? Tutto questo è necessario, è pertinente, o sono solo particolari irrilevanti inseriti per far funzionare un contenuto debole?
Effettivamente molti elementi dell'impalcatura estetica e narrativa di Utena destano l'attenzione, si differenziano in modo quasi doloroso dalle produzioni più comuni, ma il succo dell'opera non ne risente: la caratterizzazione dei personaggi vola alta, non sono semplici manichini, bensì portano con loro problematiche molto forti e sviluppate con senno; e la narrazione è schietta, acuta e sempre pertinente, scevra da un'enfasi sentimentalistica che sarebbe potuta risultare fastidiosa.
E' proprio questo l'elemento vincente di Utena: riuscire allo stesso tempo a riempire gli occhi, a occupare la mente e a scaldare il cuore. Le scene dell'assurdo, i dialoghi e l'introspezione dei personaggi non sono mai perfetti, compiuti o tanto meno inquadrabili, ma si fanno fautori di drammi concreti trasportati in una dimensione a volte assoluta, grave e universale, altre invece epidermica e impulsiva, ma altrettanto vera. La trama articolata, gli spiragli di introspezione e l'atmosfera irreale e barocca costituiscono un amalgama perfetto, lento e costante nel suo sviluppo ma sempre coinvolgente e carico di riflessione, come raramente capita di vedere in una serie televisiva.
Il corpus narrativo di La rivoluzione di Utena è probabilmente il più sostanzioso ed approfondito di tutto l'universo della ragazza-principe: la sua visione è in un certo senso raccomandabile per comprendere appieno gli altri media, in più compaiono numerosi personaggi (come Nanami e Mikage) non presenti nel manga e nel film. La serie comprende 39 episodi, suddivisi in quattro precisi archi narrativi: le saghe del Consiglio Studentesco, della Rosa Nera, di Akio Othori e della Fine del Mondo. Una divisione così precisa è possibile grazie anche alla struttura estremamente omogenea degli episodi compresi nei quattro diversi capitoli, ognuno dei quali è dominato da costanti ben definite e ripetute in maniera ferma. Questo non inficia l'interesse complessivo, sempre tenuto alto dalla qualità dei contenuti; unici nei sono le consuete puntate riassuntive (comunque impostate in maniera molto interessante) e alcune nettamente riempitive, del resto inevitabili in una serie piuttosto longeva come questa.
Il comparto tecnico, considerato gli standard dell'epoca ('97), è di prim'ordine: sul versante grafico svetta la coscienziosa produzione da parte della J.C. Staff, casa di animazione che riserva particolare attenzione ai prodotti particolari come questo. Risaltano in particolare il character desing elegante e androgino di Shin'ya Hasegawa, e le ambientazioni complesse, raffinate e progressive - particolare poi implementato in Apocalisse Adolescenziale -, il tutto condito da animazioni fluide e colori nitidi. Assolutamente degna di nota anche la colonna sonora di J. A. Seazer, che spazia dall'hard n' heavy corale dei combattimenti, a riproposizioni di brani classici e medievali e a intense musiche descrittive, senza tralasciare ovviamente le splendide sigle.
Il sunto di tutto ciò? La rivoluzione di Utena non è una serie riservata a un pubblico elitario, ma non è nemmeno da prendere alla leggera. Non è fatta per chi cerca qualcosa di chiaro, oggettivo e tradizionale, ma se avete la volontà di mettere insieme i pezzi di un puzzle inconsueto, eterogeneo e ricco di significati, il risultato sarà appagante. E' probabilmente il terzo, grande anime "di transizione" degli anni '90 assieme a Evangelion e Ghost in the Shell, e allo stesso modo ha aperto e continua ad aprire nuovi, inquietanti e bellissimi squarci su nuove prospettive di intendere l'animazione.

Rimdo
Per l'anime La rivoluzione di Utena
Serie TV di genere Combattimento/Fantastico/Scolastico/Soprannaturale
Episodi Visti: 39 su 39 --- Voto: 3 "La rivoluzione di Utena" è un anime sicuramente originale, ma che, nonostante gli spunti molto interessanti, finisce con l'essere un collage di situazioni insensate e poco logiche, che si spacciano per essere logiche, per poi non essere risolte nemmeno verso il finale. In aggiunta si sono gag comiche fuori luogo, per non parlare della storia d'amore, sgraziata e poco romantica.
Quello che manca in Utena sono i sentimenti, si parla di tutto ma non dell'anima. Come se i protagonisti fossero oggetti legati tra loro senza un vero sentimento di fondo.
Al contrario della trama, sopravvalutata, e scritta a mio avviso molto male, i disegni sono molto belli. Stupendo è lo stile anni'90, il periodo di cui in assoluto preferisco il tratto. Ottimi sono i colori, belli i costumi, ci sono una gran caratterizzazione e un gran bel tratto. Ma ciò non basta a farmi cambiare idea. Non basta un buon look a fare bella una serie.

ALUCARD80
Per l'anime La rivoluzione di Utena
Serie TV di genere Combattimento/Fantastico/Scolastico/Soprannaturale
Episodi Visti: 39 su 39 --- Voto: 9 I lavori cinematografici che a prima vista paiono senza capo ne coda o risultano troppo bizzarri e privi di senso, nella maggior parte dei casi non ricevono un giudizio positivo. Fra le accuse che solitamente vengono mosse vi sono l’esasperato ermetismo, la confusione, la mancanza di concretezza e filo logico. Quando si tratta di anime o manga il discorso non è tanto differente, anche se si spazia in un campo molto grande: si può andare da una sorta di animazione sperimentale, ermetica e addirittura demenziale (i casi più eclatanti sono stati senza dubbio Neon Genesis Evangelion da una parte e Exel Saga dall’altra), a storie classicissime con basi semplici e chiare, avvicinabili e comprensibili a tutti.
Solitamente se si punta su storie difficili e legate a profondi vincoli psicologici si va incontro ad un terreno insicuro e infinitamente vasto. Probabilmente La rivoluzione di Utena ha sorpassato ogni tipo di limite, al di là di qualsiasi logica, oltre ogni concezione di anime iconografico che mostra delle “cose” e parla di molte altre tramite complicati e misteriosi giochi visivi in una moltitudine di scene. Guardandolo esteriormente, è come una bellissima scatola che racchiude un regalo astruso e forse per molti di cattivo gusto, eppure, nonostante le assurdità a cui ho assistito, mi è piaciuto. Graficamente è un prodotto eccellente per quasi tutta la sua durata (39 episodi); solo alcuni di questi sono sotto tono tecnico, mentre invece dal punto di vista della trama una manciata di essi si dimostrano come di “passaggio” fra i vari spezzoni narrativi della vicenda (e a mio parere se ne poteva fare a meno).
Ma cosa si cela all’interno di questo anime bizzarro? Descriverlo con chiarezza sarebbe praticamente impossibile. Inizialmente non ci se ne accorge, ma col passare degli episodi cominciano a saltare all’occhio scene, gesti, parole, eventi volutamente ripetuti, così come il linguaggio dei fiori (in particolare delle rose) spiega molte scene, sensazioni e stati d’animo dei protagonisti. La difficile chiave con cui si deve leggere l’anime è del tutto visiva: molte scene ricordano addirittura, e non esagero, situazioni Pirandelliane o Kafkiane, a metà fra l’assurdo e il tragicomico, o scorci di quadri futuristi al limite fra l’assurdo e l’ironico.
Protagonista della storia è Utena Tenjo, ragazza che, salvata da un improbabile principe quand’era piccola, finisce in un altrettanto improbabile istituto liceale di dimensioni enormi, dallo stile retrò, quasi barocco, una struttura immensa e intricata dove si svolgerà l’intera vicenda e che cela segreti a dir poco spaventosi quanto assurdi. Personaggi come Anthy Imemiya, il fratello Akyo, e tutto il comitato studentesco creano il contorno fra il fiabesco e il surreale.
La rivoluzione di Utena ha sporadici e leggerissimi elementi yaoi e yuri ma che alla fine dei conti risultano semplici provocazioni, camei in una storia tessuta altrove; i dialoghi riescono sempre a sorprendere, ma soprattutto ad irritare, tanto che molte volte, quando ci si aspetta una rivelazione o una spiegazione a dati eventi, il tutto diviene invece più confuso di prima.
Gli autori giocano con ironia e mistero rievocando volentieri scene di altri anime e fiabe conosciutissime sia in oriente che in occidente; si potrebbe dire che Utena è una sorta di principe azzurro al femminile, e allo stesso tempo una cenerentola che non sa di essere tale. I colori, le musiche meravigliose e gli scenari evanescenti completamente disegnati a mano contribuiscono a creare questo senso fiabesco; i duelli nell’arena, i protagonisti maschili esuberanti e fin troppo effemminati danno quel tocco yaoi senza mai eccedere (filosofia nascosta dell’anime stesso: far sembrare qualcosa ma in realtà non svelare nulla). Il bello di Utena è proprio questo: camaleontico, assurdo, divertente, e con un crescendo nel finale davvero intenso, per chi avrà la pazienza di vederlo tutto.
Dopo aver assistito a tutti gli episodi mi sono reso conto che molti particolari mi sono sfuggiti da sotto il naso, e che la prima visione risulta per forza di cose superficiale e disorientante. Probabilmente rivederlo una seconda volta aiuterebbe a sciogliere alcuni dubbi e far riflettere su diversi argomenti, e credo che prima o poi lo riguarderò, focalizzando l’attenzione ai piccoli camei e i ricami icono-visivi che in ogni scena si ritagliano un loro immancabile spazio.
Non è sicuramente un prodotto per chi cerca storie semplici, eppure racchiude tutto il romanticismo di una bellissima storia d’amore e d’amicizia, combattimenti mozzafiato e classiche gag comiche, ma il pregio più grande è forse quello che molti potrebbero considerare il suo difetto: la continua provocazione. Sequenze apparentemente illogiche, situazioni irreali e personaggi che più che all’interno di una storia, paiono essere semplici attori in una folle tragicommedia, fanno di Utena una chicca che ogni appassionato di anime non deve lasciarsi scappare.
Unico, quanto dannatamente complicato.

Turboo Stefo
Per l'anime La rivoluzione di Utena
Serie TV di genere Combattimento/Fantastico/Scolastico/Soprannaturale
Episodi Visti: 39 su 39 --- Voto: 9 Il gruppo dei Be-Papas è nato dalla voglia di collaborazione tra diversi autori d'eccezione. Nonostante non sia famoso quanto il gruppo artistico più famoso, ovvero le CLAMP, esso può vantare un discreto seguito grazie sopratutto alla sua punta di diamante "Shoujo Kakumei Utena" o, come lo si conosce nel Bel Paese, "La rivoluzione di Utena". Il gruppo è formato principalmente dalla mangaka Chiho Saito, nota per diversi shoujo manga di successo, dal regista Kunihiko Ikuhara (la vera mente del gruppo) già conosciuto in Sailor Moon, e dal collega/maestro di quest'ultimo, Jun'ichi Sato, un nome che fa parte dei maggiori lavori d'animazione dagli anni '90 in poi, troppi da ridurre in una mera e sminuente coppia di titoli rappresentativi.
L'opera di "Utena" è diventata famosa anche per l'universo generato, infatti il progetto è stato diviso in manga, anime, film, videogame e musical. In ogni versione il plot iniziale è comune, ma procedendo le versioni prendono strade separate creando una visione dell'opera più completa e comprensibile. Dopo questa fatica il gruppo si è preso una pausa durata diversi anni, dopo la quale ha prodotto un manga breve e ignorato dal pubblico e dalla critica, ritirandosi così in un'altra pausa.
Una piccola bambina rimasta orfana aveva perso ogni stimolo di vita, ma un principe l'ha risvegliata da quel tepore e le ha mostrato una nuova luce. Da allora Utena è cresciuta tenendo fede alla promessa fatta, vivendo nel sogno di diventare un principe lei stessa, sperando di incontrare nuovamente il suo amato salvatore. A sottolineare questo desiderio ci pensa la sua esuberante energia, dandole un carattere e un'indole decisamente da "maschiaccio", confermata anche dalla sua decisione di vestire la divisa maschile. Assistendo a un abuso di forza su una ragazza, Utena interviene cercando di sedare gli animi da brava giustiziera, ma non s'immagina nemmeno che quello scontro nell'arena dei duelli la condizionerà in modo profondo, trascinandola nella corsa alla "rivoluzione del mondo".
L'inizio è incredibilmente rapido e rocambolesco, lanciando sia Utena sia lo spettatore in un mondo misterioso governato da leggi ignote. Proseguendo la narrazione non facilita la comprensione per via dell'atipica struttura tutt'altro che lineare, a dispetto della schematicità ripetitiva degli episodi. Infatti molti dettagli restano fumosi e la storia sembra procedere a un suo ritmo ben cadenzato, alternando dialoghi intimisti con sprazzi di commedia goliardica del peggior tipo... fino al primo episodio riassuntivo. Solitamente tali episodi sono usati in serie particolarmente lunghe per fare il punto della situazione; invece in questa serie da 39 episodi sono addirittura 3, e, oltre a fare un gradevole riassunto della situazione confusa, danno una spinta in più all'opera. Soprattutto il primo, infatti, mostra tutto quello che si è visto con una chiave metaforica inaspettata che tanti potrebbero avere ignorato. Da quel momento gli occhi con la quale si guardava cambiano. Se prima si notava come la divisa maschile di Utena non fosse indossata da nessun ragazzo, o come una scala infinita che sfida le leggi della fisica e un castello sospeso all'incontrario nascosti dentro a un bosco relativamente più piccolo paressero solamente folle e delirante, dopo questo cambia tutto perché la vera chiave di lettura non è quella di semplice avventura da vedere, ma un complesso viaggio formativo ricco di metafore e simbologie, dove i significati più o meno nascosti si trovano in ogni gesto, in ogni oggetto, in ogni dialogo e in ogni confronto.
Si scopre un universo incredibilmente ricco e complesso e questo sarà il momento in cui si deciderà se Utena è un'opera di proprio gusto, perché è vero che si tratta di una storia che con il procedere diventa sempre più intrigante e profonda, nascondendo tantissimi messaggi dalla natura cinica e realista sulla verità sociale umana, ma nasconde tanti piccoli e vari difetti che bisogna essere disposti a ignorare o su cui passare sopra. Si presentano numerose ripetizioni sin dai primi episodi nati dalla struttura narrativa, ovvero gli episodi iniziano mostrando il plot guida dell'episodio per poi passare al classico teatro delle ombre "mi chiedo", un siparietto apparentemente comico e fine a se stesso, ma che nasconde gradevoli metafore talvolta fin troppo criptiche e dalla difficile lettura, per poi passare alla sequenza che conduce all'arena dei duelli dove i combattimenti sono spesso identici sia nelle pose plastiche sia nelle movenze dei duellanti, cambiando di fatto solo i personaggi e le battute, se non in particolari casi. Anche in questi verranno alternate simbologie e metafore, limpide e cristalline oppure profondamente misteriose. Proseguendo, le storie diventano sempre più complicate, puntando molto sulla caratterizzazione dei singoli individui per sviluppare nuovi significati sempre diversi. Questo impone anche spesso un dilungamento a più di un episodio frammentando questi elementi ciclici che caratterizzano la serie.
Sempre parlando di personaggi, si può confermare con tranquillità che loro stessi sono parte integrante delle metafore volute dagli autori, inizialmente al di fuori dei personaggi-chiave come Utena e Anthy, apparentemente priva di personalità e volontà in modo irritante. Ma Anthy saprà evolversi in modo inaspettato, i vari ragazzi che si alternano al loro fianco paiono abbastanza semplici e stereotipati, ma si comprenderà in breve tempo come questo sia dettato dalla volontà di far incarnare a ognuno di loro un diverso sentimento o emozione, come indica il loro colore dominante, ad esempio il verde che rappresenta la gelosia o il rosso della passione, oppure il bianco della purezza di un'ideale o di un sogno. Anche in quest'occasione l'opera si presta a infinite chiavi di lettura limitate solo dalle conoscenze o dalle esperienze dello spettatore oltre che dalla propria mentalità, e sarà spesso quest'ultima a guidare ciò che realmente si vede.
Si arriva comunque al finale che saprà sorprendere in ogni senso. Sia sotto il significato/i nascosto/i che cela, sia sotto il profilo narrativo, saprà emozionare in modo incredibilmente coinvolgente. Esso sembra percepire la sofferenza e il dolore dei personaggi e la drammaticità epica raggiunta ha dell'incredibile. Lo spettatore vorrebbe quasi essere coinvolto fisicamente per poter aiutare le due ragazze, per cercare di sminuire quella malinconica disperazione che pare pervaderlo.
La regia aiuta in modo profondo a costruire l'atmosfera atipica tragicomica che permea il tutto. Gioca molto sulle classiche inquadrature che indugiano su particolari movimenti o gesti, mentre non risulta mai avida di inquadrature permeate di significato, andando a mostrare un verme quando ad esempio Utena non risponde a una domanda particolarmente delicata. Oppure essa mostra l'allontanamento tra due personaggi divisi sempre più, oppure capiterà che durante un dialogo comincino a spuntare oggetti assurdi in ogni dove, come macchine fotografiche o rane gracidanti, oppure mostrano attività strane da intraprendere durante dialoghi profondi, come palleggi a badminton. Anche qui bisogna quindi andare incontro alla voglia degli autori di creare volutamente delle metafore assurde e spesso decontestualizzate e fuori luogo che appaiono dal nulla. Non tutti potrebbero gradire quest'ardita scelta, e in altre situazioni gioca sulla commedia fornendo metafore chiare e comprensibili, ma in modo che si distacchi completamente dall'atmosfera seria degli altri episodi, come quello del campanaccio. Altro gradevole particolare ricorrente sono le rose "roteanti" sovrapposte alle scene, che in varie occasioni sottolineano con i vari colori diversi particolari. Non sempre però sono chiarissimi.
I disegni e le animazioni soffrono di numerose limitazioni. Innanzitutto si nota molto come Chiho Saito sia stata influenzata nel suo passato da Riyoko Ikeda. Anche se i disegni sono stati leggermente manipolati, si nota comunque uno stile barocco nelle immense strutture scolastiche e nelle numerose simbologie sempre presenti, come quella della rosa, mentre si nota come le divise dei duellanti racchiudano quel vago stile militare dell'epoca vittoriana. Anche il carachter design ha sfumature che rircodano tale autrice, peccato per gli occhi che paiono delle grandi biglie colorate da cui trasparirebbe poco, se non fosse per i volti molto più espressivi. Gli sfondi spesso risultano anonimi per via dei particolari giochi di luce e talvolta si nota una definizione minima dei particolari. I disegni sapranno essere curati nel loro stile spigoloso e offrire animazioni morbide, ma non in tutti gli episodi; infatti in vari si hanno cadute di qualità incredibili in entrambi i campi.
Piccola nota va fatta al "fan service" (anche se non è proprio tale… forse), indicato principalmente al pubblico femminile. La storia gioca molto sui rapporti proibiti, quali l'incesto o i tradimenti, oltre che su alcuni particolari quasi saffici, ma il pubblico maschile potrebbe gradire poco le molte scene che nascono dai personaggi più lascivi. Entrambi infatti riscuotono grande successo tra le ragazze ed entrambi non rinunciano al piacere della compagnia femminile (soprattutto uno che si concede rapporti carnali con chiunque) con siparietti degni del miglior conquistatore romantico, ma l'esagerazione si ha con le continue pose con camice aperte e pantaloni sbottonati, fino a quando i due non si faranno addirittura delle foto mentre si accarezzano il petto. Senza dubbio anche questi nascondono metafore dedicate a un morboso e carnoso desiderio umano, ma potrebbero infastidire non poco il pubblico maschile.
La colonna sonora è importante quanto la regia, e qui probabilmente si nasconde lo zampino di Jun'ichi Sato, perché, come si sa, egli ha sempre dato enorme importanza al connubio tra musica e immagini. Infatti tra i lavori da lui seguiti ci sono opere che puntano molto su questo, come "Cowboy Bebop" e la serie di Aria. La sigla di apertura energica offre un ritmo ipnotico, come gli altri brani cantati, che durante la serie subiranno leggere modifiche continue, e lo stile incredibilmente epico, evocativo e drammatico, unito alla musica quasi in stile metal. Essi sembrano volere scherzare e irridere il genere, ma allo stesso tempo risultano di grande impatto e, volente o nolente, lo spettatore si ritroverà la mente invasa da tali canzoni. Queste accompagneranno le sequenze fisse degli episodi, come gli scontri e l'ascesa all'arena, ma non mancano i classici brani strumentali più delicati che accompagnano il resto degli episodi, anche se d'impatto minore, risultano ben associate.
L'edizione italiana si contraddistingue per un doppiaggio eccellente, non solo per gli abbinamenti delle voci, ma per le singole interpretazioni che si adattano sia ai momenti comici sia a quelli profondi e drammatici in modo perfetto.
La rivoluzione del mondo passa attraverso una storia complessa e intricata, e regala un numero praticamente infinito di significati nascosti tra simbologie e metafore- Spesso indugia su messaggi realisti atti a smontare tutte le classiche illusioni dell'uomo, quali un sogno, che rende ciechi alla luce della verità, o desideri irrealizzabili, ma allo stesso tempo non esita a mostrare quanto un'amicizia vera possa essere forte e affrontare mille difficoltà, il tutto attraverso il desiderio di spiattellare cinicamente una realtà che si distacca dalle ideologie fiabesche alle quali sembra strizzare l'occhio come atmosfera e narrazione. Cercare di dare un senso a tutto è praticamente impossibile, perché come sempre in prodotti di tale caratura il tutto è limitato, o illimitato, dalle personalità ed esperienze di ognuno, dando così infinite chiavi di lettura ai numerosi eventi spesso fin troppo criptici e misteriosi. Purtroppo proprio per questo "La rivoluzione di Utena" risulta una serie non per tutti che potrebbe deludere non poco, quindi se non siete disposti ad accettarne i difetti e gli atipici pregi affrontate lo stesso la visione, perché nonostante tutto Utena è un anime dal valore inestimabile, unico nel suo genere, e dev'essere visto.
Chissà che dopo non vi rendiate conto di essere voi stessi come i pulcini dentro all'uovo che non si rompe, come nella frase chiave ripresa da "Demian" di Hermann Hesse, e magari potreste trovare le chiavi per rivoluzionare il vostro mondo.

Anonymous
Per l'anime La rivoluzione di Utena
Serie TV di genere Combattimento/Fantastico/Scolastico/Soprannaturale
Episodi Visti: 39 su 39 --- Voto: 9 "La rivoluzione di Utena" narra la storia della protagonista, Utena, una ragazza che veste l'uniforme maschile, che noterà una giovane ragazza, Anthy, mentre viene picchiata dal suo fidanzato Saionji, senza un motivo apparente. Nel tentativo di proteggere la ragazza, Utena verrà sfidata a duello dallo stesso Saionji, poiché la protagonista possiede il sigillo della rosa, che permette di accedere all'arena dei duelli per determinare il possesso della sposa della rosa, una ragazza che rappresenta la chiave per accedere al potere di rivoluzionare il mondo. Ma chi è veramente la sposa della rosa? Perché una semplice accademia nasconde un circolo di duellanti che si contendono la giovane Anthy?
Guardando la superficie, Utena appare come un anime banale e pieno di pretese, che sembra non avere una meta o uno scopo preciso, ma la superficie è trasparente, infatti lo spettatore dovrà impegnarsi nel guardare attraverso quest'ultima, per scoprire l'incredibile quantità di particolari, che segnano l'unicità di tale titolo.
Quella di Utena è stata una visione molto difficile ma interessante, poiché il titolo presenta molti elementi che nella loro esagerata bizzarria risultano alquanto fuori luogo e privi di senso, eppure Utena riesce a conquistare e interessare lo spettatore, senza il bisogno di effetti speciali o mecha annessi, ma come?
Utena si divide in 3 (anche se sono 4, a dire il vero) saghe, che dal punto di vista personale tengo a suddividere in: verità, rivelazione e rivoluzione.
Nel primo episodio si assiste a un inizio troppo estremo e velocizzato, dove la protagonista viene catapultata in un contesto privo di fondamento e fin troppo assurdo per generare una buona impressione. Infatti è normale che lo spettatore si sentirà spinto nel rinunciare alla visione. Ma quella di Utena è una storia che trova le sue numerose spiegazioni e fondamenta con il proseguire degli episodi, dove si assiste alle numerose e particolari figure che popolano l'accademia Ohtori.
Nella prima saga, la verità, si assiste all'introduzione dei personaggi del consiglio studentesco, che a differenza di Utena reclamano la sposa della rosa per accedere al potere di rivoluzionare il mondo: a quale scopo? Ogni singolo personaggio ha delle motivazioni e delle ossessioni da realizzare, ma sopratutto sarà dotato di una caratterizzazione particolarmente incisiva, che insieme al suo aspetto gli permetteranno di risplendere in una luce diversa dalle altre di fronte agli occhi dello spettatore.
La seconda saga, la rivelazione, propone una delle sceneggiature più interessanti e meno utilizzate, ovvero la caratterizzazione e la conclusione dei personaggi secondari, infatti all'interno dell'accademia non mancheranno delle "ombre" che seguono le azioni dei membri del consiglio studentesco: sorelle, amiche e perfino una sorta di schiavetto consenziente. Infatti il secondo arco narrativo è uno degli aspetti che ci permette di identificare la grande cura che il regista Ikuhara ha impiegato nel caratterizzare tutti i suoi personaggi, senza lasciarne nessuno al caso (le figure comiche a parte).
Infine nella terza e ultima saga, la rivoluzione, i numerosi misteri vengono alla luce, per poi assistere a un incredibile ed emozionante finale che esalta la grandezza di tale titolo.
L'adolescenza è stata una delle tematiche più trattate negli anni '90. In "Digimon" viene vista come un punto di transizione tra la felicità dell'infanzia e la realtà, in Evangelion viene rappresentata come il punto più vulnerabile della crescita dell'essere umano, mentre in Utena l'adolescenza trova la sua massima espressione senza alcuna restrizione morale. Per creare tale effetto si assisterà a una serie di allusioni a tematiche forti come l'omosessualità, l'incesto e i complessi di inferiorità. Da un lato si può intendere un disperato tentativo di inseguire l'originalità, mentre dall'altro si può assistere a un'incredibile quanto magistrale caratterizzazione dei personaggi, dove il tutto non si ridurrà a un semplice "x ama y" con scandalo annesso. Infatti il titolo attraverso la sua forte vena metaforica e le sue numerose sfumature non s'incentra esclusivamente sull'amore platonico come punto critico dell'adolescenza, ma preferisce creare una serie di incredibili interazioni e conflitti tra i personaggi e i loro sentimenti, che risultano strettamente collegati al potere di rivoluzionare il mondo. Un potere, una meta, che vanno raggiunti a ogni costo, ma che non sembrano avere nessuna consistenza, come i sentimenti dei protagonisti, che inseguono e combattono disperatamente per guadagnarsi tale potere, nel tentativo di soddisfare i loro problemi personali.
Utena stessa è un personaggio decisamente particolare e unico nell'ambiente dello shoujo, è una ragazza nobile, forte e ferma nei suoi ideali, che veste l'uniforme scolastica maschile, che crea una sorta di rapporto tra principe e principessa insieme alla giovane Anthy. Questa è una ragazza dotata di un carattere totalmente opposto al suo, poiché appare come una donna timida e silenziosa che ricopre il ruolo della sposa della rosa, un corpo che tutti desiderano per realizzare i propri desideri. Ma la protagonista non sembra interessata al potere di Anthy, poiché vuole garantirne la libertà e la possibilità di vivere come una ragazza normale.
Non mancheranno delle figure carismatiche come l'arrivista e ambizioso Touga, il suo amico d'infanzia, Saionji, l'autoritaria Juri e il sereno Miki. Infine vi sarà Nanami, un gag character che verrà caratterizzato in un modo alternativo quanto particolare, ma che non mancherà di esibire il suo lato forte quanto drammatico, perché, come ho già detto, nessuno viene lasciato al caso, poiché tutti i personaggi hanno delle motivazioni strettamente personali.
Uno degli aspetti più ricorrenti dell'anime sono le metafore. Anche se gli attori domineranno la scena il palcoscenico non mancherà di esibire la sua unica quanto particolare bizzarria decostruttiva. Un esempio è l'accademia Ohtori, dotata di un aspetto decisamente fiabesco e particolare, dato che il simbolo della rosa appare più volte all'interno della serie; oppure la figura della macchina che corre alla massima velocità, per poi compiere un rovinoso incidente, che simboleggia la forza delle convinzioni che si provano nella gioventù e il rischio al quale vanno incontro. Da menzionare la figura dell'ascensore, che scende sempre più in fondo, dove i personaggi al loro interno mettono in rilievo i propri problemi, per poi incarnarli nel pieno della loro disperazione.
L'aspetto rende quanto la caratterizzazione, non mancheranno dei ragazzi dal fisico tipicamente bishounen, che spesso tengono a distruggere la figura del ragazzo "cortese e carino", oppure delle donne che saranno capaci di presentare una bellezza tutta loro, senza il bisogno di apparire particolarmente dotate. Da menzionare le divise da combattimento, che spesso ricalcano la figura del principe, nonostante le numerose differenze che le distinguono.
La soundtrack non si sottrae dalla follia teatrale di tale titolo: un chiaro esempio è la musica che accompagna l'ascesa all'arena dei duelli, ovvero "Zettai Unmei Moshikuroku". Grazie alla presenza di H.J. Seazer, non mancheranno i numerosi cori trionfali, che gridano innumerevoli parole a sfondo metaforico, con il supporto di un intrigante quanto particolare sottofondo rock che esalta le numerose battaglie dove i personaggi esprimono nel pieno dell'anima i propri sogni e la loro voglia di realizzarli. Da menzionare l'opening "Rinbu Revolution" e le due ending "Truth" e "Virtual Star Hasseigaku".
Utena è indubbiamente un titolo di nicchia e bizzarro per farsi apprezzare dalla maggior parte del pubblico, ma ritengo giusto consigliarne la visione, perché è decisamente raro vedere delle perle come questa che splendono ancora oggi, mantenendo la stessa luce di un tempo.

Magister-Mage
Per l'anime La rivoluzione di Utena
Serie TV di genere Combattimento/Fantastico/Scolastico/Soprannaturale
Episodi Visti: 39 su 39 --- Voto: 10 Inutile nascondere che Utena è uno degli anime che ho più amato (le ho dato 10!).
La grafica è gradevolissima: il design dei personaggi è a mio parere impeccabile e azzeccato.
Le aggiunte che sono state fatte alla storia del manga, come il divertentissimo personaggio di Nanami, sono per me stupende e fanno sì che il manga possa essere godibile come un prodotto separato anche dopo aver visto l'anime, o viceversa, non so se mi spiego.
La storia si segue molto piacevolmente - la trama la trovate su internet o nelle altre recensioni, mi sembra inutile ripeterla -, spesso avvengono cose di cui non ci si spiega il perché, specialmente sul finale, e io stesso a volte restavo perplesso, ma anche affascinato. Solo dopo sono riuscito a capire perfettamente il messaggio che vuole lanciare l'anime.
ATTENZIONE! PARTE CONTENENTE SPOILER!
Utena protegge Anthy perchè crede che non sia giusto ciò che le fanno. Anthy non vuole essere protetta, si abbandona al suo destino.
La rivoluzione di Utena è forse riuscire a rivoluzionare il circolo vizioso che si è venuto a creare nella scuola, liberare Anthy dalla "schiavitù" a cui è costretta. Infatti nell'ultima puntata, molto simbolica, Utena cerca di salvarla in ogni modo. Perché forse la rivoluzione che Utena vuole è proprio la rottura del circolo, forse se fossero arrivati personaggi diversi all'ultimo duello, questo si sarebbe presentato in modo diverso, non mirato a salvare Anthy.
Però non ci riesce. Ma è perché la rivoluzione deve partire da ognuno di noi. Non può essere sempre un'altra persona a spronarci, non dobbiamo restare immobili. Infatti Anthy capisce la lezione e fugge, rompe il circolo vizioso.
Utena, pur non essendo riuscita a salvare Anthy, è riuscita a spronarla, a far muovere qualcosa. Utena è riuscita nella sua impresa. Almeno io me lo sono spiegato così.
FINE SPOILER
Insomma, "La Rivoluzione di Utena" è un bell'anime da vedere e interpretare, anche perché credo che ognuno può darvi un diverso significato.

Hisoka
Per l'anime La rivoluzione di Utena
Serie TV di genere Combattimento/Fantastico/Scolastico/Soprannaturale
Episodi Visti: 39 su 39 --- Voto: 9 Niente da dire, un anime eccezionalmente particolare, con ambientazioni che sembrano quelle delle rappresentazioni teatrali e personaggi complessi e dal grande trasporto emotivo.
Lo si potrebbe definire un tripudio di colori soltanto guardandolo, tra i rosa, i viola, i verdi e i bianchi dei palazzi e.. il rosso delle rose e della passione.
Tutta la storia infatti è all’ insegna delle rose o, per meglio dire della rosa, della passione irrefrenabile incarnata in una ragazza piuttosto singolare, Anthy Imemiya, che passa dall’ essere un’ allegra e soave giardiniera a una fonte di problemi e divisioni tra i personaggi.
Questa donna infatti è la sposa della rosa, che un numero imprecisato di duellanti facenti parte del “club” si contendono chi con più trasporto, chi con meno.
Ma a movimentare ulteriormente le cose arriva Utena Tenjo, incorreggibile ragazzaccia che con i suoi modi da maschiaccio e la sua capigliatura rosa fotonico si trasferirà in questo istituto nel quale hanno usanze parecchio strane.
Alla nostra eroina infatti sembra inconcepibile che un’ altra ragazza si sottometta al volere di estranei e che permetta loro di farle tutto ciò che desiderano, così Utena diviene a tutti gli effetti il cavaliere di Anthy e tenterà di proteggerla in tutti i modi.
Partecipando quindi a diversi duelli Utena riuscirà sempre ad uscirne vincitrice, tranne che contro un ragazzo dai lunghi capelli rossi che la batterà con un trucco non troppo pulito..
Il bello però arriverà quando i cavalieri della rosa nera cominceranno a imperversare nell’ istituto..
Sebbene la storia possa risultare semplice e dall’ intreccio lineare, con il proseguire delle puntate ci si rende sempre più conto di quanto questo anime dai leggerissimi tocchi yaoi e yuri sia complesso e profondo. Dove nessun oggetto o frase sono buttati li a caso, ma hanno il compito di suscitare determinate impressioni o sensazioni allo spettatore.
Ogni personaggio ha un doloroso lato nascosto di se che viene svelato con calma e tutti, nessuno escluso, desiderano il potere di rivoluzionare il mondo per far si che la propria vita inadeguata migliori.
Passione, intrighi e tradimenti vengono però orchestrati sapientemente dal vero capo di tutto questo gioco tremendo..
Come ho già detto i disegni sono molto colorati e aggraziati, sensuali pur nella loro semplicità, e anche gli edifici più semplici sono soggetti a cambiamenti significativi a ogni puntata e, se questo non dovesse avvenire, la ripetitività di certe immagini, o il riprodurre sempre la stessa scena di Utena che sala un’ infinita di scale prima di ogni duello, non sono altro che intelligenti espedienti visivi per aiutarci a capire l’ insensatezza della narrazione.
Immergetevi quindi in questo mondo di rose, passione e amicizia senza problemi.

lain_iwakura86
Per l'anime La rivoluzione di Utena
Serie TV di genere Combattimento/Fantastico/Scolastico/Soprannaturale
Episodi Visti: 39 su 39 --- Voto: 9 La prima volte che ho visto questa serie l'ho fatto decisamente nel modo sbagliato, e soprattutto preoccupandomi di vedere qualcosa che andasse contro la mia morale che allora era decismente schifosa...la seconda volta invece sono riuscito ad apprezzare fino in fondo questo anime che rimane uno dei più belle che ho visto, la storia è decisamente controversa con passaggi(il seminario di mikage)e un finale(le ultime 5 puntate)che farà rimanere incollati allo schermo tutti quelli che guardano!!eheheh!!una cosa che non mi è piaciuta ma credo sia dovuto a questioni soggettive è la ripetitività della musica, ma credo sia funzionale a creare una certa atmosfera, cioè rendere il gioco della sposa della rosa ripetitivo e alla fine proprio per questo privo di senso!non voglio dilungarmi ma credo che valga la pena di guardarlo e di rifretterci almeno per 5 minuti!un piccolo avvertimento...non adatto a tutti, ma solo a quelli con una mente aperta!
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