Laputa, il castello nel cielo

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| Titolo Originale: |
Tenkuu no Shiro Laputa |
| Titolo Inglese: |
Laputa - Castle in the Sky |
| Formato: |
Film |
| Anno: |
1986 |
| Episodi: |
1 |
| Disponibilità: |
Lucky Red (compralo su Amazon.it ) |
| Valutazione: |
8,031 (media 8,179, basata su 28 recensioni) |
| Opinioni episodi: |
8
0
1  |
| Genere: |
Fantascienza, Avventura, Mecha, Bambini |
| Siti Consigliati: |
Anidb |
| Nazionalità: |
Giappone |
| Lista Anime: |
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| Nelle liste come: |
1 in visione, 252 completato, 2 in pausa, 3 da rivedere, 51 da vedere. |
| Tags: |
Laputa |
| Immagini: |
28 (by Zelgadis) |
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Il film narra le avventure di Pazu e Sheeta alla ricerca della fortezza volante di Laputa, un'isola incantata contenente un'arma segreta potentissima già nelle mire del malvagio colonnello Muska e del suo esercito. Nella ricerca i due giovani saranno affiancati da una ciurma di strampalati pirati dell'aria guidati da Mama Dola, una terribile nonnetta che punta a impadronirsi dei leggendari tesori nascosti in Laputa.
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Le recensioni sono moderate, leggete il vademecum del recensore.
Laputa, il castello nel cielo
8,031
out of 10
based on 28 ratings.
28 user reviews.
dade88
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 7 Eccomi qui, dinanzi a un altra opera del maestro Miyazaki che però un pochino di amaro in bocca me lo ha lasciato.
Avevo aspettative molto alte a suo riguardo che sono state solo parzialmente colmate; intendiamoci, un fan del maestro non potrà che apprezzare, ma un idea così buona è solo parzialmente riuscita a prendere il largo.
Laputa, il castello nel cielo, racconta la storia di una mitica civiltà perduta (allo stile di Atlantide), dove però risiedono antichi poteri e ricchezze. La chiave di questo potere è nelle mani di una ragazzina, Sheeta, che poi si scoprirà essere una discendente di questo antico popolo.
Ovviamente il potere attira i malvagi, ed ecco infatti spuntare inizialmente i pirati, e poi l'esercito che cercheranno di carpire il segreto di questa ragazza, custode di una pietra misteriosa che può condurre alle antiche rovine.
In tutto ciò, la ragazza verrà aiutata da un giovane ragazzino, Pazu (che mi ha veramente stupito per le sue grandi capacità atletiche/muscolari nonostante il fisico minuto =), il quale istaurerà con lei un rapporto misto tra amicizia e tenero affetto.
La trama non è male, anzi, sembra molto interessante e avvincente; il problema è che l'ho trovata spesso lenta e poco incalzante.
Inoltre a volte i personaggi arrivano a conclusioni di misteri che si sono ideati loro, e che si risolvono con una facilità disarmante. Altre volte compiono atti che poco sono consoni al reale filo logico della storia.
Per il resto non si può proprio dire niente: i disegni sono fantastici, riportano a "Conan ragazzo del futuro", le ambientazioni e i personaggi sono nel vero stile di un mago dell'animazione! Poi quei robot sono la fine del mondo...=)
Diciamo che la mia aspettativa era talmente alta sentendo voci esterne che probabilmente mi sento un po' ipercritico...ma comunque meno di 7 non me la sento proprio di dare!!!Va visto, come tutti i film di Miyazaki, poi sono gusti...(anche perchè io non ho amato nemmeno Nadia - il mistero della pietra azzurra che tanto ricorda questo genere di film...quindi magari non sono molto attendibile^^').

Ghibli92
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 "Laputa non può cadere; continuerà a risorgere, perché il potere di Laputa è il sogno dell'umanità."
Il potere dei sogni. Fin dagli albori dei tempi l'uomo ha sempre sentito il bisogno di trascendere la realtà e andare alla ricerca del "vello d'oro", esplorando mondi ancora sconosciuti o creandone di nuovi.
Il viaggio verso l'ignoto ha influenzato i sognatori di ogni epoca che hanno attinto alla loro immaginazione per tessere le trame di storie incredibili. Epopee di marinai e guerrieri, intenti a prendere il largo, puntando la rotta oltre le colonne dell'umana conoscenza e vagando per isole popolate da dèi, stregoni e giganti, affrontando l'oceano e i mostri marini che esso contiene.
Man mano che le conoscenze fisiche e astronomiche progredivano cambiò anche il modo di intendere l'ignoto. L'uomo rivolse lo sguardo in alto, oltre le nuvole, dove si nascondevano altri mondi ancora più strabilianti. Isole nel cielo e civiltà tecnologicamente avanzate, custodi di un sapere millenario e divino, come Laputa, l'isola descritta da Jonathan Swift ne I viaggi di Gulliver.
E prendendo spunto da quest'opera Miyazaki produsse nel 1986 il primo lungometraggio d'animazione del neonato Studio Ghibli. Laputa è un film d'animazione che ricalca il genere del romanzo scientifico ottocentesco. A dare il nome all'opera è un imponente castello che si erge su di un'isola rocciosa all'interno di un cumulo di nubi. Grazie a un particolare minerale chiamato Gravipietra i suoi scienziati erano riusciti a creare una tecnologia dall'inesauribile potere, in grado addirittura di sostenere in aria un'isola. Ma tale potere utilizzato per fini bellici divenne qualcosa di spaventoso, al punto che i suoi stessi creatori, non essendo in grado di controllarlo, furono costretti ad abbandonare l'isola. E fu così che da civiltà progredita qual era Laputa cadde in rovina.
Ma quando qualcosa di grandioso finisce, qualcos'altro sorge dalle sue ceneri. E ciò che un tempo era continuò a essere nei racconti tramandati di padre in figlio, secondo la più antica tradizione orale. Ultimi anelli di questa catena sono Shita, una giovane fanciulla costretta a fuggire dai suoi rapitori, intenti a impossessarsi del potere racchiuso nella pietra che porta al collo, e Pazu, un orfanello il cui padre, che aveva dedicato la sua vita alla ricerca di Laputa, fu uno dei pochi uomini a vedere con i propri occhi il castello nel cielo, salvo poi morire come un ciarlatano.
Una splendida fiaba intrecciata dalle corde dell'amicizia, come in altre opere del Maestro, cela dentro di sé l'importanza del rispetto per la natura, condizione fondamentale per poter usare nel modo più adeguato e costruttivo le conoscenze acquisite e sviluppare di conseguenza uno stile di vita benefico per gli esseri umani. I toni sono quasi epici, grazie anche alle splendide musiche del maestro Joe Hisaishi. Il film, seppur d'annata, sembra scrollarsi magicamente di dosso l'alone di polvere che il tempo lascia dietro di sé, mantenendo uno stile di disegno fresco e pulito e una colorazione pressoché perfetta. Averlo rivisto al cinema di recente è stato come proiettare quelle emozioni sul grande schermo, amplificandone la risonanza. Era un lunedì sera piovoso, la sala era quasi vuota: sei in tutto, io da solo. Ma poco mi importava. Poi le luci si sono abbassate e il Totoro dello Studio Ghibli ha fatto la sua apparizione. In quel momento il cinema era tutto per me.

bob71
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 Un regista tra le nuvole
Grazie alle fortune 'festivaliere' de "La città incantata" il cinema di Hayao Miyazaki acquista nuova linfa che porta i suoi primi capolavori finalmente nelle sale italiane dopo lunghi anni di insensato e scandaloso silenzio. Uno di questi capolavori è "Laputa, il castello nel cielo", 1986. Ispirato alla letteratura ottocentesca di Swift, Verne e Stevenson è il primo lungometraggio ufficialmente targato Studio Ghibli e manifesta tutto l'amore del cineasta nipponico per il genere avventuroso, fantasy e fantascientifico.
Il volo come espressione di libertà e anelito di purezza è una costante nel cinema di Miyazaki che nell'immensità del cielo trova una dimensione poetica ideale: la maggior parte dei suoi film esordiscono con una sequenza aerea e sulle nuvole i suoi eroi si innalzano leggeri come l'aria e liberi come gli uccelli oltre le imperfezioni e le brutture del mondo. Laputa (e forse ancora di più "Porco rosso") rappresenta l'epitome di questa passione per l'aeronautica che l'autore infonde sistematicamente nelle sue opere.
Il film narra le avventure di Pazu e Sheeta alla ricerca della fortezza volante di Laputa, un'isola incantata contenente un'arma segreta potentissima già nelle mire del malvagio colonnello Muska e del suo esercito. Nella ricerca i due giovani saranno affiancati da una ciurma di strampalati pirati dell'aria guidati da Mama Dola, una terribile nonnetta che punta a impadronirsi dei leggendari tesori nascosti in Laputa.
I temi dominanti sono l'antimilitarismo e l'ecologismo, che nel film si uniscono all'avvincente racconto di avventura dei due giovani protagonisti: l'isola volante ci mostra una natura selvaggia e incontaminata il cui equilibrio è messo a rischio dall'umana sete di potere del cattivo di turno pronto a servirsi dell'immensa energia di Laputa per dominare il mondo. E' significativo il ruolo dell'ultimo robot guardiano che, da letale macchina da guerra di un tempo, si trasforma in angelo custode della sacralità della natura.
Colpisce la cura con cui sono tratteggiati e sfumati i personaggi: una galleria assortita in cui risaltano i profili dei due protagonisti, ricalcati sulla fisionomia di Conan e Lana, e la controversa figura della piratessa Mama Dola, su cui l'autore ridipinge un convincente 'Long John' Silver al femminile, prototipo di personaggio ambiguo e complesso, in bilico tra buoni e cattivi, che rivela il grande potenziale comico del regista di Akebono.
Molti grandi autori hanno un loro 'attore feticcio' (basti pensare a Mastroianni per Fellini o a De Niro per Scorsese): per Miyazaki si potrebbe tranquillamente parlare di Conan, il cui prodromo nasce nel 1968 con Hols ne "La grande avventura del piccolo principe Valiant ", e che qui rientra in azione nelle vesti di Pazu, ma che riapparirà anche più avanti 'interpretando' il principe Ashitaka, in quella che sarà l'evoluzione ideale dell'eroe 'miyazakiano' nell'affrontare i temi maturi dell'amore e della morte.
Pur non raggiungendo il respiro epico e grandioso di Nausicaä, in Laputa il cineasta riesce a far convivere tutte le sue anime cinematografiche con grande equilibrio: il gusto per l'azione e per il ritmo incalzante, i momenti pacati e riflessivi, la frizzante commedia, la delicata poesia, sono tutte componenti che il regista orchestra con estrema perizia. Da ricordare la scena claustrofobica ambientata nelle viscere della terra in compagnia del vecchio minatore che fa da preludio all'eterea libertà degli immensi spazi aperti nelle lunghe sequenze aeree.
La realizzazione tecnico/artistica di altissimo livello ci offre un brillante esempio di animazione 'classica', le cui qualità e modernità restano ancora oggi ineguagliate: il character design morbido ed elegante, le macchine volanti dal sapore 'steampunk', la ricchezza degli scenari, la fluidità dei movimenti, gli spericolati inseguimenti e le spettacolari e adrenaliniche sequenze aeree sono momenti memorabili di grande animazione e hanno fatto scuola ispirando registi del calibro di Hideaki Anno ("Nadia e il mistero della pietra azzurra", 1990) e John Lasseter, che omaggia il maestro recuperando la scena del salvataggio di Sheeta con il flaptor nel suo "A bug's life", 1998.
Ma il cuore del film resta la fluttuante isola di Laputa, costruita attorno al grande albero: quest'ultimo, da sempre simbolo 'miyazakiano' e presenza ricorrente nel suo cinema, qui trascende i limiti del possibile e diventa metafora stessa della maestosità della natura che riconquista i propri spazi vitali ai danni dell'assurdo delirio di onnipotenza da parte dell'uomo.
Come ciliegina sulla torta, la toccante colonna sonora di Joe Hisaishi enfatizza i momenti più alti del film facendogli raggiungere vette inusitate di sublime arte animata.
Laputa è un'opera per tutti che al contempo diverte e commuove, stupisce e incanta, fa rivivere tutta la magia e lo spirito di avventura dei mostri sacri della letteratura fantastica ed eleva Miyazaki al rango delle personalità cinematografiche più illustri del Sol Levante.

Pan Daemonium
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 4 Guardando Laputa sono rimasto basito. Mi aspettavo, come al solito, una sottile lezione moraleggiante e oramai "simpatica" su temi ambientali, ecologici, riguardanti la sfera tecnologica e bellicistica, e invece ho aspettato ben due ore e niente di tutto ciò s'è prospettato all'orizzonte.
Effettivamente secondo me quest'anime è uno dei peggiori dello Studio Ghibli.
Miyazaki fa partire la storia in medias res e ovviamente dopo tre minuti lo spettatore può già percepire nell'aria l'amore fra i due protagonisti, successivamente aggiunge una serie di nemici abbastanza stereotipati e altri personaggi che hanno importanza solo nella prima parte dell'anime, per poi scomparire totalmente senza spiegazioni. Dopo inseguimenti su rotaie di legno fradicio sospese in aria in cui nessuno cade, i nostri eroi hanno un momento di pausa per poi essere rigettati in uno scontro epico fra un robot resuscitato e l'esercito. Infine, finalmente, dopo, possiamo ben dire, un'ora e un quarto, si comincia a prospettare l'idea di comprendere cosa sia e come sia fatta questa agognata Laputa.
Sì, perché la pecca principale di quest'anime è che è estremamente superficiale. Le vicende vanno avanti in modo lento, tirate, sembra quasi che si perda il punto. Si chiama "Laputa, il castello nel cielo", ma di Laputa si parla praticamente negli ultimi mezz'ora-quarto d'ora. Il resto del tempo viene speso in scontri, fughe e voli in mezzo alle nuvole, in cui i nostri protagonisti, ricordo più che minorenni, mostrano di aver preso lezioni da Rambo e da Porco Rosso.
Solo il finale si salva, ma neppure del tutto. Ovviamente non intendo gli ultimi 5 minuti, infarciti di solito buonismo "tutti felici e contenti, amiamoci" di Miyazaki presente in qualsiasi suo film, e che quindi non conto per il voto. Per finale intendo le ultime vicende sul castello, in cui finalmente lo Studio Ghibli va un po' di fantasia e mette su un interessante spettacolo visivo, misto di pace e tecnologia. Robot in sintonia con la Natura e con gli animali, il cui passo è espresso da dolci note, ricordano probabilmente con tristezza i tempi passati. Questo credo rappresenti la tomba, anche se, misteriosamente, Miyazaki dimentica di dirci cosa sia - altro punto negativo. Questa scena mi ha ricordato molto i golem presenti in "Berserk" nel giardino di Flora. Se la scenografia è ottima, la storia rimane di basso livello. Prende piede l'antagonista-modello, antipatico dal primo secondo e che decide di dare il meglio di sé stesso.
Ciò che proprio mi ha lasciato sbigottito, come ho detto all'inizio, è però il fatto che, oltre tutte queste vicende davvero poco interessanti in una scenografia spicciola, se non per gli ultimi minuti, è che manca totalmente un messaggio. Non v'è un accenno moralistico riguardo la Natura, né riguardo il comportamento umano, in cui un po' tutti sono apparsi ai miei occhi o stupidi o ipocriti - come la banda di pirati che io ho percepito come "nemico" fino alla fine del film, ma evidentemente i protagonisti non la pensavano come me -, oppure antipatici.
È evidentemente per questo che il tema amoroso è molto, molto più sottolineato. Gli abbracci, i quasi-baci, le labbra e i corpi a pochissima distanza non si contano e non si possono sopportare. Almeno per me. Ricordo la scena in cui i due protagonisti "sbarcano" su Laputa e rimangono avvinghiati, si abbracciano, stanno per baciarsi... e poi si mettono a ridere.
Non guardatelo, c'è di meglio nel repertorio.

shinichi kudo 98
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 "Laputa, il castello nel cielo" è un capolavoro ideato dal maestro Hayao Miyazaki nel 1986, il primo di produzione dello studio Ghibli.
Miyazaki, nella maggior parte delle sue principali opere, tende a ispirarsi ad altre opere o romanzi, difatti anche con "Laputa, il castello nel cielo" si ispira a "I viaggi di Gulliver".
La storia inizia con una giovane ragazzina, che per fuggire da una banda di pirati intenzionati a catturarla, cade dalla sua "navicella", ma viene salvata da una pietra che ha indosso, che la fa arrivare dolcemente fra le braccia di Pazu, ragazzo orfano suo coetaneo che si occuperà di lei e la accompagnerà in questa fantastica avventura.
La storia è bellissima, ci appassiona con una fantastica avventura vissuta da due giovani ragazzi, un amore nato proprio così, in un modo avventuroso che ci riempirà di continue emozioni che faranno godere di una visione senza dubbio toccante dall'inizio fino al commovente momento del finale. E' presente anche un'immancabile poeticità, che secondo me è una caratteristica che la maggior parte delle opere ideate da Hayao Miyazaki e dallo studio Ghibli possiede. In questo, che io ritengo personalmente un vero e proprio capolavoro, si può trovare tutto: avventura, drammaticità, umorismo, azione, insomma, tutto quello che un'opera di questo calibro dovrebbe possedere per essere considerata un capolavoro. Naturalmente lo stile è quello inconfondibile del maestro Miyazaki, sia per la trama di fondo dell'opera in questione, caratterizzata dalla semplicità, ma con l'emozione che solo un'opera di questo calibro più riuscire a trasmettere, sia per l'inconfondibile tratto del disegno, semplice ma nello stesso tempo pulito e piacevole da seguire.
Per i fan delle opere realizzate dallo studio Ghibli e da Miyazaki, come il sottoscritto, è davvero impossibile perdersi quella che, secondo il mio parere, è una delle migliori opere realizzate dallo studio Ghibli.
Per concludere, come voto finale, credo sia il minimo dare un dieci, del tutto meritato. Come detto anche prima, non potete farvi mancare questa splendida opera, quindi non posso fare altro che consigliarla a tutti coloro che non hanno avuto il piacere di visionarla.

Nimwen
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8 "Laputa, il castello nel cielo"... Già, il titolo basta a far volare la fantasia oltre le nuvole e l'immaginazione. Questo film d'animazione è del 1986 ed è il primo prodotto del neonato Studio Ghibli. Dopo Nausicaa, uscito nel 1984, il maestro Miyazaki non ha deluso le aspettative dirigendo con zelo e passione quest'avventura di fascino libresco.
Sheeta è una bambina che porta con sé un grande segreto: possiede un ciondolo fatto di cristallo di gravipietra, una pietra in grado di annullare la gravità. Questo suo prezioso tesoro fa gola a molti, tra i quali il governo stesso del suo paese e una banda di pirati, la famiglia di Dola. Per scappare da loro, Sheeta cade all'improvviso da un'aereonave galleggiando dal cielo verso un piccolo villaggio e viene aiutata da un bambino che lavora in miniera, Pazu. Il padre di Pazu era un aviatore che aveva visto in cielo un castello sospeso tra le nubi. In quel frangente c'era una tempesta, ma lui era riuscito a fare una foto alla città nel cielo, Laputa. Nonostante questo l'uomo non fu creduto e morì senza gloria considerato da tutti un bugiardo. Per salvare la reputazione del padre, Pazu desidera a tutti i costi trovare Laputa. I due bambini scappano insieme e scoprono che Sheeta è una discendente dell'ormai estinto popolo di Laputa. Il desiderio di trovare la città sospesa sale.
Il titolo del film prende il nome dalla città galleggiante dei Viaggi di Gulliver di Swift, romanzo che viene anche citato da Pazu nella descrizione di Laputa. A differenza del precedente Nausicaa qui non c'è epicità, non ci sono grandi temi preponderanti, come l'inquinamento della natura, ma solo la terribile sete di potere dell'uomo, la sua bramosia nella ricerca del possesso di tesori e armi di distruzione. Non c'è nemmeno una figura carismatica e forte come la San di Princess Mononoke, la ragazza lupo. Cosa c'è allora di magico e salvifico in questo film? La meraviglia della scoperta di un "mondo" nuovo, una civiltà antica i cui segreti, come ci insegnano i due piccoli protagonisti, non vanno sfruttati per scopi infimi, ma tutelati come beni preziosi. La dolcezza dei due bambini invade lo schermo. Non hanno altro che la povertà, eppure sono così ricchi di sentimenti positivi. La semplicità, l'innocenza e il coraggio, il loro giovane amore sono le "armi" che usano contro la sopraffazione.
Miyazaki ha una passione non nascosta per l'aviazione e i dettagli degli strumenti di volo e delle navi volanti sono accurati e lasciano pienamente soddisfatti. La presenza dei robot e della loro intelligenza artificiale meriterebbe una lunga analisi sulle varie fonti e spunti, a partire dalla stessa Nausicaa. Ci sono scene dal forte impatto visivo che ti lasciano davvero senza fiato, come: la tempesta di fulmini all'interno del "nido dei draghi", la visione della verde natura di Laputa, che ha immerso le sue antiche costruzioni in un sonno profondo, la scena finale, con un cielo limpido e blu. La grafica è quella di un film degli anni Ottanta, ma il timbro del regista la rende emozionante e per nulla obsoleta. Il ritmo è sempre incalzante e le scene d'azione si succedono una dopo l'altra. La trama è lineare e facile da seguire. Non ci sono vistose incongruenze e forzature. Forse solo il ruolo della famiglia dei pirati non è molto rilevante ai fini della storia. E' la presenza comica e divertente, spesso presente nei film di Miyazaki.
Consigliato a tutti gli amanti dell'avventura.

Micerino
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Nato nel 1986, questo lavoro del maestro Miyazaki, al quale non si può pensare senza ricordare che è il primo lavoro dello Studio Ghibli, trasporta immediatamente l'anima al ricordo, eccezionale ed emozionante, di "Conan, il Ragazzo del Futuro". Dopo la bella Lana (Rana), ecco apparire in tutto e per tutto simile Sheeta, personaggio chiave del film. Per chi come me è vissuto con Conan da bambino, ritrovare ad anni di distanza una storia che così bene richiama quella, pur essendo profondamente diversa, è un'emozione che non posso descrivere, e che mi colma totalmente.
E' impossibile per me esimermi dal fare un paragone importante tra le due opere, paragone che forse il maestro ha voluto e cercato, proprio con la somiglianza dei personaggi, con il parallelismo dei temi trattati, con un disegno che appare immediatamente eccellente, e con le musiche che sono straordinarie e curate, avvolgenti e raggelanti, e sinuosamente vestono le immagini di anima.
L'animazione è davvero realistica, con una cura del dettaglio che lascia senza fiato. A un certo punto si vedrà Pazu aprire la colombaia: ci sono, in quell'immagine, la poesia e la perfezione ricercata di un vero capolavoro; ovviamente non si ferma lì, più di una volta si resterà con la bocca aperta a guardare quello che sembra un sogno realizzato, oppure si perderà la cognizione di guardare semplicemente un film di animazione, lasciandosi alle spalle la realtà e proiettandosi all'interno del film stesso.
Il tutto favorito, mi spiace ripetermi, dalle musiche, dal sonoro, da un doppiaggio che in fondo soddisfa bene e non lascia delusi.
La storia è quella tipica del maestro Miyazaki. Volendo essere cinici essa si potrebbe descrivere come la classica storia d'amore, in cui loro due s'incontrano, s'innamorano, vivono tante avventure che li separano, e alla fine si ritrovano (non è questa la fine, non preoccupatevi). Invece non si può essere cinici con un lavoro così ben fatto e un anime che davvero coinvolge e appassiona. Non può perché in realtà Laputa è un vero susseguirsi di colpi di scena, di emozioni e di lotte, di coraggio e di passaggi mai scontati, come il finale stesso, che nel mio modo di vedere si prospetta come imprevisto. C'è forse un lieto fine, ma che potrebbe non essere così chiaro, o così tale. Anche questo contribuisce a motivare l'entusiasmo che quest'anime mi ha risvegliato.
La deprecazione dell'arrivismo, del potere assoluto, la lotta a chi si vuole imporre con la forza e vuole solo la propria glorificazione è il pilastro portante di questa storia, in cui ancora una volta s'incontrerà la coesione del "vulgo" semplice, pacifico e felice, e il buon cuore che risiede dentro ognuno di noi e che spesso esce fuori facendo illuminare gli sguardi di chi osserva.
Ancora una volta è la natura a farla da protagonista. Sempre nelle prime scene è bellissimo il gioco di voli che fanno le colombe di Pazu, è meraviglioso lo scorcio di terra che si vede dal cielo, è bellissimo il Castello Volante, il tutto è intriso di una natura viva e silente, personaggio onnipresente nelle opere di Miyazaki e spesso lasciato un po' da parte. Eppure ancora una volta è la natura, che nella sua accettazione dell'uomo non interviene come entità, ma come mano che sorregge le sorti degli eroi.
Dichiarazione contro la guerra, amore per la natura, amore tra le genti, questi i temi affrontati, lasciando sempre alla speranza il ruolo di sollevare i cuori e renderli liberi dalle catene del mondo che ci circonda.
Poesia, per chi ama la poesia, o opera d'arte per chi ama l'arte, oppure semplicemente un lavoro di passione e cuore che Miyazaki e il neonato Studio Ghibli hanno portato sugli schermi di tutto il mondo, e che visto e rivisto non stanca ed emoziona.
Meraviglia da vedere.

Altriem
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Pensare che questo film abbia due anni più di me mi fa seriamente pensare. Laputa è la prima opera dello studio Ghibli partorita dalla mente geniale del Maestro Miyazaki. Ovviamente, come un po' tutte le sue opere prendono spunto da leggende, racconti o romanzi, questa non fa d'eccezione. E' ispirata infatti ai racconti o ai viaggi di Gulliver, difatti nel romanzo viene descritta Laputa come "la città degli scienziati pazzi".
Effettivamente cosi è, o per lo meno lo sarà stato, non c'è dato saperlo.
Il maestro non si smentisce, si tratta di un'opera per me bellissima, poetica come al solito, che fa quasi sperare che il mondo in fondo non farebbe poi così schifo se solo volessimo che migliorasse un po'.
L'umorismo per me è ben riuscito, le scene comiche gustose e non scontate mi hanno piacevolmente sorpreso. In questo Laputa mi ha ricordato molto "Conan il ragazzo del futuro".
Le musiche composta da Joe Hisaishi (immancabile anche lui!) le ho trovate stupende, riescono perfettamente a dare l'idea del tipo di scena anche senza guardare. La musica iniziale e quella finale secondo me sono meravigliose.
Chi era a conoscenza del fatto che "Nadia il mistero della pietra azzurra" dovrebbe essere una specie di sequel di Laputa si sarà accorto dei sottili collegamenti tra i due titoli.
Per concludere, il mio voto non può che essere alto, anche se il finale "ghibloso" - perdonatemi il termine coniato sul momento - lascia sempre un po' di amaro in bocca. Ma se non fosse così forse quelle dello studio in questione non sarebbero opere cosi grandiose. Ritengo Laputa davvero ottimo, consigliato a tutti.

giorgio13
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Secondo una leggenda, gli uomini, affascinati dall’immensità del cielo, costruirono mezzi sempre più sofisticati per volare; ciò portò alla creazione di intere città e fortezze volanti; a causa di una imprecisata catastrofe, la maggior parte di esse fu distrutta o ricadde al suolo, obbligando i sopravvissuti a vivere sulla terra.
Si narra che una città, Laputa, sia rimasta a vagare in cielo, nascosta da spesse nubi e da una violenta tempesta; quasi tutti pensano che non esista, ma alcuni credono che la leggenda sia vera, e hanno cercato di trovare l’antica città, ma senza successo.
A bordo di una nave volante, la giovane Sheeta è scortata da degli uomini dall’aspetto sinistro agli ordini del colonnello Muska; quando la nave viene attaccata da un gruppo di pirati, la ragazza prende un ciondolo dalla valigia di Muska e cerca di scappare; nel tentativo cade dalla nave. Quel ciondolo era l’obiettivo dei pirati; esso è speciale, infatti mentre Sheeta è in caduta libera, emette una forte luce blu che la fa rallentare.
Un giovane minatore, Pazu, nota la luce, e con grande sorpresa scopre che si tratta di una ragazza priva di sensi; decide quindi di portarla a casa. La mattina seguente, dopo le presentazioni, Sheeta nota che appesa a una parete c’è una foto dell’isola fluttuante di Laputa; Pazu le spiega che il suo defunto padre, avventuriero e pilota di nave volante, scattò quella foto. Nessuno però gli credette, e quindi lui morì in miseria; suo figlio però è convinto dell’esistenza dell’isola, e farà di tutto per trovarla.
Gli obiettivi dei due protagonisti verranno a coincidere, perchè si scoprirà in seguito che il ciondolo di Sheeta è misteriosamente legato a Laputa.
Inizierà così la loro grande avventura: saranno costantemente inseguiti dai pirati e dall’esercito, anch’esso alla ricerca della mitica isola.
I personaggi più interessanti sono i robot di Laputa; essi hanno una “doppia faccia”: sono armi molto potenti che non esitano a distruggere tutto (come la base militare dove Sheeta viene tenuta prigioniera), ma sono prima di tutto dei protettori della natura e delle creature che ci vivono - uno di loro infatti protegge delle uova di uccello che rischiavano di essere schiacciate da un deltaplano.
Quindi viene sottolineata l’importanza della natura pura e incontaminata dal germe dell’uomo.
Uomo che viene analizzato come essere molto avido: di denaro nel caso del violentissimo esercito, che cerca l’isola fluttuante per i suoi immensi tesori, e di potere, inteso come imposizione di terrore nel caso di Muska, il quale la cerca per sfruttare i suoi devastanti robot nonché per un arma di distruzione di massa.
Altra tematica importante è quindi la responsabilità che deriva dal possesso di un grande potere; interessante è il discorso del vecchio e saggio minatore Pom sull’appartenenza alla terra della pietra che Sheeta porta al collo: essa come tutte le creature viventi viene dalla terra, e in essa ritornerà, non va quindi usata per scopi malvagi.
La scena che mi è piaciuta di più è quella in cui Pazu libera le colombe e suona la tromba; con questo dolcissimo suono Sheeta si sveglierà. Cosa darei per avere anch’io una sveglia così!
Tutta la colonna sonora è ottima, e accompagna dei paesaggi meravigliosi, soprattutto le molteplici vedute del cielo, solcato da maestose navi volanti che si daranno battaglia.
L’azione è infatti una delle componenti principali di questo film, ma sarà naturalmente alternata a momenti di quiete e di riflessione.
Come non consigliare dunque la visione di questo lungometraggio che racchiude in sé tutti i temi cari a Miyazaki, che con questo titolo ha inaugurato lo Studio Ghibli.

demone dell'oscurità
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Ancora una volta il maestro Miyazaki ci sorprende con un altro capolavoro, in cui l'unico problema nasce dal chara dei personaggi, molto simili ad opere già viste in precedenza e sempre sotto la firma del sopracitato autore.
Il film, bello quanto lungo, spiega molto bene quanto sia difficile la convivenza, in un mondo come il nostro,laddove la politica militare si rende molto spesso protagonista di crimini che non conoscono giustizia, non conoscono risposta, laddove sotto una mimetica si nasconde tanto odio e di conseguenza tanta gente che continua a soffrire per colpa della barbarie e della bramosia di potere di questi militari.
In quest'opera ritroviamo tutto questo anche grazie all'allegoria dei pirati che ci viene presentata dall'autore, dove questi uomini senza scrupoli vogliono mettere fine ad un regno che è nascosto tra le nuvole del cielo, dove è nascosta una realtà che anche i soldati del mondo del ragazzo che salva la protagonista si dimostra avidamente interessato.
Quindi si notano chiaramente i giochi di potere militare che sono presenti anche nella realtà, laddove è una partita che si gioca con le armi mortali che non guardano in faccia nessuno e non conoscono cos'è l'amore e il rispetto per tutto ciò che ci circonda, nel segno di una cieca obbedienza in cui tanto anelano le due fazioni, affinchè diventi più facile la conquista di tale tesoro che possa regalare loro non tanto la ricchezza, quanto il potere assoluto.
E qui entra in gioco una vecchia teoria che l'autore fa sua in questo anime, ovvero che nessun mortale può ambire al potere assoluto, perchè capace di creare caos e distruzione su larga scala da cui sarebbe difficilissimo uscirne, dove coloro che si chiamavano un tempo fratelli si uccidono a vicenda in nome di un potere che a loro non verrà mai conferito e che sarà sempre in mano di coloro che sono già potenti in partenza.
Ma accumulare potere non è mai vero potere, il vero potere lo avrà sempre chi avrà in possesso le armi del buonsenso e del sentimento, le armi del rispetto reciproco e della natura, altrimenti sarà la fine dell'esistenza umana, governata solo dall'odio e doveper l'amore non c'è spazio, però fin quando gente dall'animo puro come nel caso dei protaognisti, sapranno custodire l'amore, il caos non regnerà mai sovrano.

onizuka90
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 4 Nel lontano 1986, quando lo studio Ghibli era ancora un neonato in fasce che muoveva i suoi primi e incerti passi nel mondo dell'animazione, fresco del successo di Nausicaa, il mitico e futuro eroe dell'animazione giapponese, Hayao Miyazaki, l'immacolato e sempiterno regista più acclamato di tutti i tempi, si propose, coadiuvato dal suo inenarrabile team, un nuovo progetto di cui il mondo avrebbe fatto volentieri a meno: Laputa.
E' per me un onore e un incommensurabile "piacere" potere recensire un titolo come Laputa, opera in poco tempo divenuta celeberrima, tanto da essere insignita del titolo di miglior "film d'animazione" del suo anno, prassi ormai consolidata per i lavori di questo "autore", che vengono automaticamente etichettati, dai più, come capolavori senza tempo; come qualsiasi obbrobrio egli abbia il coraggio di propinare al pubblico.
Senza dubbio alcuno Laputa è tra i peggiori film che abbia mai visto, non soltanto se considerati i lavori successivi del "maestro", ma anche se vista nell'insieme dell'animazione giapponese, di "alto livello", globalmente considerata. Mi riserbo a più tardi alcune considerazioni in merito, per iniziare finalmente la disamina di quest'ennesimo capolavoro.
Il film, ricordiamolo, è tra i primi creati da questo studio, ma sfortunatamente non uno degli ultimi. Presenta, come ci si poteva aspettare, la base di quelli che poi saranno i personaggi tradizionali di Miyazaki, gli stereotipi comuni a quasi tutti i suoi film, ovvero la dolce ragazza protagonista, inevitabilmente innamorata dello sbarbatello di turno e, non dimentichiamo, la vecchietta simpatica ma esteticamente raccapricciante.
Non è cosa che io apprezzi il dovermi ripetere, ma d'altronde non saprei definire diversamente l'opera del "Sommo" se non come la consueta fiabetta banale, che è solito propinarci, caratterizzata da un'estrema semplicità e ingenuità, per non parlare dello spessore e della profondità pari a un multiplo di zero. Ormai è pleonastico constatare come i film di Miyazaki presentino sempre i medesimi e patologici difetti, a partire dalla trama, che si rivela essere quanto di più scontato e banale possa essere concepito da mente umana. La narrazione procede incontrovertibilmente in linea retta, piatta ed elementare, se non addirittura sconclusionata. Si assiste a una sorta di patetica fiera dei cliché erranti, e non sarebbe dunque corretto affermare che vi sia uno sviluppo della storia mediante il "modus agendi" dei personaggi, bensì una continuità garantita da una strana forza magica che si potrebbe chiamare "la mano di Dio (o regista)", ma per convenienza diremo esso che procede per coincidenze. Questo film è infatti un incredibile insieme di fortuite coincidenze, a volte che hanno davvero dell'assurdo, escamotage narrativi patetici e di bassa lega per smuovere gli avvenimenti.
Per fare solo qualche esempio, i nostri eroi, in più o meno qualunque posto si recheranno, troveranno "casualmente" un personaggio chiave all'interno della storia che li indirizzerà sulla retta via, o che comunque li aiuterà, fornendo loro per motivi ridicoli delle importanti informazioni riguardo al loro grande viaggio e un immancabile sostegno - con riferimento al vecchio della caverna o al comandante dei pirati. Anche i nemici godono di un potere quale l'infallibilità, poiché scovano sempre al primo colpo il luogo in cui sono fuggiti i nostri eroi quasi avessero il dono dell'ubiquità.
Alcuni di questi escamotage diventano addirittura ridicoli e poco credibili. Per portare un esempio lampante, tra gli innumerevoli che mi sovvengono, ricordiamo la scena in cui il ragazzo, dopo essere stato imprigionato e inseguito da militari, pirati e nemici di ogni sorta, torna tranquillo al suo villaggio, dove immancabilmente incontrerà ad aspettarlo i mascalzoni che il giorno prima gli davano la caccia.
Ora, è vero che esiste un certo margine per cui una storia di fantasia può permettersi certe scelte, ma si deve possedere l'intelligenza di una scimmia per non pensare a un'eventualità del genere e ritornare nel luogo più probabile, dove sicuramente il nemico penserà di cercarti. In ogni caso tutto si risolve per il meglio, poiché si scopre che questi fantomatici pirati sono in realtà un'accozzaglia di simpaticoni, che familiarizzano subito con il protagonista, diventando, con un voltafaccia spaventoso, immediatamente grandi amici.
Se, d'altra parte, nel finale ci si poteva aspettare qualcosa di più, si rimarrà invece incredibilmente delusi: compare il tipico "cattivone" di turno, il quale naturalmente si scopre essere un discendente dei re di Laputa (sullo stesso andazzo della principessina). Egli riesce a prendere il controllo di una tecnologia a lui incomprensibile con estrema facilità, in virtù di "non si sa che cosa". Potere in grado di permettergli di soddisfare la sua sete di dominio se lo volesse - e ovviamente lui lo vuole, che cattivo sarebbe altrimenti?
Infine i protagonisti riusciranno a fermarlo, come ci si poteva aspettare, in nome di un mondo migliore, eco-sostenibile e pacifista, conclusione tutt'altro che imprevedibile. Insomma di cliché in cliché la trama cerca di prendere il suo spazio, andando avanti per volere divino e non per le azioni dei personaggi.
Ma accingiamoci a considerare il difetto più grave, che porta questo film a uno dei punti più bassi nella storia dell'animazione giapponese: la sceneggiatura. I dialoghi sono stati pensati malissimo, il più delle volte si presentano sconclusionati e senza senso, ma l'immancabile ciliegina sulla torta consiste nel fatto che i personaggi parlano simil voci narranti, descrivendo ciò che accade, spiegando la natura di certi avvenimenti anche se in quel momento non sarebbe assolutamente consona o credibile una tale reazione da parte loro, fattore che rende oltremodo irrealistico, se non patetico, il tutto. A mio avviso è un errore grave il cercare di spiegare ciò che avviene mediante i dialoghi, i personaggi riescono a sopraggiungere a conclusioni totalmente immotivate dando un perché agli avvenimenti seppur non potendo basarsi su qualcosa per fare tali affermazioni, esempio lampante il dialogo tra i due ragazzi, quando sono sull'isola.
Un altro esempio che or ora mi sovviene consiste nell'improbabile dialogo tra il capitano dei pirati (la vecchia) e il ragazzo, durante il quale il giovincello si lascia scappare tranquillamente dettagli immensamente controproducenti sia per sé sia per la sua innamorata, facendo sembrare quasi normale, anzi ovvio, il raccontare tutto a un personaggio perfettamente sconosciuto che pochi fotogrammi prima gli aveva dato inesorabilmente la caccia, impersonando la parte del "cattivo".
L'aspetto contenutistico riprende i soliti stereotipi dello studio Ghibli, dimostrando una fantasia davvero sconfinata. Come di dovere non viene presentata nemmeno una riflessione degna di tale nome, d'altronde cosa ci si potava aspettare da un film che sembra sceneggiato da Pinocchio?
Si possono individuare le solite stentoree metafore, quali la città stessa, simbolo del potere della tecnologia e del suo impiego bellico, ma anche luogo dove si celano immense ricchezze che attirano il cuore degli uomini, circuiti dal suo fascino tentatore. Tutto questo per delineare la solita morale scialba, impregnata di concetti che sconfinano nell'antimilitarismo e nell'ecologismo, mettendo in cattiva luce l'ambizione personale dell'uomo ed esaltando valori quali l'amicizia e la fiducia. Da non dimenticare le figure "malinconiche" incarnate dai robot dell'isola, figure dotate di un notevole potere di distruzione, ma al fine di proteggere e preservare l'amata natura, custodi di un tempio dimenticato da dio e dagli uomini.
L'improponibile superficialità con cui tutto ciò viene trattato è tale da fare cascare inevitabilmente le braccia.
Insomma trovandosi di fronte a cotanta incapacità sia narrativa sia registica mi sovvengono serie perplessità circa il tanto decantato "genio" di Miyazaki. Mi sembra che come regista egli sia qui piuttosto immaturo e incapace, un signor nessuno se confrontato a un Ikuhara o a un Oshii, registi meritevoli in grado di creare vere e proprie opere d'arte infinitamente più complesse e profonde di tutti i film Ghibli messi assieme. Negli stessi anni infatti Mamoru Oshii è impegnato nella realizzazione di "Beautiful Dreamer", film dove si notano già uno stile e un talento fuori dall'ordinario.
Tecnicamente parlando Laputa presenta ottime animazioni, il chara design tipico a cui ormai abbiamo fatto l'abitudine, fondali mozzafiato e delle colonne sonore molto ben realizzate, anche se in un certo qual modo non proprio indimenticabili.
Infine consiglio Laputa soltanto ai fan del "maestro", poiché trovo incredibile che altri lo possano considerare un film di grande valore, malgrado gli evidenti difetti, incongruenze e forzature, la trama assolutamente predicibile e lineare, non in grado d'intrattenere a sufficienza. Per rispetto a film successivi di gran lunga migliori, quali Howl e Chihiro, il mio voto è un quattro pieno.

Locke Cole
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 3 Per essere conciso nel descrivere quest'opera dovrei citare le ultime parole pronunciate da Kurtz in "Cuore di Tenebra", poiché l'orrore è ciò che ci si para innanzi, nulla più.
Questo lungometraggio, uno dei primi diretti da Miyazaki, rappresenta una versione ridotta e maldestra di ciò che lo studio Ghibli perpetuerà negli anni a seguire, semplificando in esso le tematiche che continuerà a sviscerare seguendo la propria ossessiva sterilità artistica.
Il grande male che critico risiede nella bassissima qualità di regia e sceneggiatura, che raggiunge limiti grotteschi: la trama è di una semplicità in grado di atterrire anche gli spiriti più rapidi alla meraviglia; l'intreccio è inverosimilmente artificioso, tanto che gli eventi non sono legati da alcuna consequenzialità, potendo essere posti in essere solo grazie a un massiccio utilizzo di espedienti narrativi che sfidano con grande baldanza le leggi probabilistiche.
Ogni accadimento appare chiaramente forzato dall'arrivo estemporaneo di un nuovo personaggio che conosce le informazioni che sono necessarie a proseguire la storia e che di buon grado le metterà a disposizione dei nostri giovani eroi cosicché la prosecuzione sia garantita.
Insomma, la consecutio della vicenda risiede in regni lontani e immaginifici quanto quelli che ci vengono descritti, tanto che lo svolgersi degli eventi appare una vera e propria offesa all'intelligenza degli spettatori, essendo gli espedienti usati dei plateali deus ex machina della più infima specie.
Se "Tenkū no Shiro Laputa" è un ecatombe registico, pure sul versante contenutistico la guerra è aspra e il morale al fronte molto debole.
Questa volta il buon Hayao ci risparmia i suoi soliti buonismi, ma così commette un errore altrettanto grande, ossia non sopperisce a tale mancanza.
Se i tipici temi di bontà universale sono meno marcati, questo permette di osservare come la trama sia banale e come le altre tematiche siano canoniche e puritane nel più tipico stile Ghibli, sfociando nella più assoluta irrealtà.
Magistrale esempio di queste caricature di un copione serio sono i personaggi, in particolare i due protagonisti, i tipici ragazzini dall'animo nobile e dolce, che sono in grado d'innamorarsi in tempi mirabilmente repentini, ma l'intensità di tale loro sentimento risulterà essere inversamente proporzionale all'intervallo di tempo necessario a intrecciare tale relazione - ma oserei dire pure al quadrato o anche più.
Il pressapochismo sta dunque alla base dell'intera concatenazione (vocabolo non corretto nel caso in esame perché induce a credere, erroneamente, che vi siano dei collegamenti logici fra gli accadimenti) di eventi. I protagonisti si conoscono attraverso un'improbabile coincidenza, in un modo o nell'altro viene a galla l'importanza della pietra, attraverso l'intervento di qualche comparsa o grazie a taluni provvidenziali espedienti narrativi di mirabile ingegno - vedi il padre del protagonista che, chi mai l'avrebbe arguito, aveva visto proprio la leggendaria Laputa - alla trama è concesso di continuare a svenarsi.
Si comprende bene come i singoli elementi in sé possano rendersi necessari in un'opera di fantasia, la quale risulterà esente da forzature solo se elaborata da grandi talenti dell'animazione, tuttavia tale abbondanza è sintomatica di una mediocrità narrativa.
La vacuità della sceneggiatura è per altro riflessa dall'incapacità di ricreare la giusta atmosfera conciliante il sentimento che si vuole instillare nello spettatore. Sotto quest'aspetto la prima parte del lungometraggio è senza grossi dubbi la peggiore produzione che abbia mai visionato, costituita da un convulso susseguirsi di scene d'azione frammiste a una comicità di pessimo livello, che tuttavia non è possibile non considerare, e data tale sua impertinenza va a turbare fortemente la visione dell'opera, che non risulta scorrevole, come per altro l'intreccio forzato faceva ben evidentemente notare.
La vicenda questa volta, probabilmente l'unica nella storia dello studio Ghibli, non si può definire banale, ma l'aggettivo che userei non è comunque positivo. E' sconclusionata, per i motivi suddetti. Non avendo una logica consequenziale gli eventi appaiono di difficile comprensione anche nella loro semplicità, stante l'artificiosità sfruttata dalla regia per allacciare fra loro le scene.
Non si capisce alcunché e se già non si sperava in alcun realismo psicologico, cosa che lo studio Ghibli sembra evitare con ogni mezzo, anche a costo di sacrificare la credibilità dei personaggi, nondimeno questi ultimi appaiono come dei veri e propri automi, che reagiscono come gli è stato detto di fare, senza mai stupirsi di nulla, né di ragazze che scendono dal cielo né di conflitti che avvengono alle loro spalle, dimostrando una perfetta memoria fotografica anche nelle situazioni di maggior disperazione, come quando Sheeta ricorda perfettamente la direzione della luce che indica la via per Laputa, nonostante si trovasse in mezzo a un incendio colossale che quasi certamente l'avrebbe uccisa.
Alle solite lauree in zoologia e botanica di cui tutti i protagonisti delle opere di Miyazaki immancabilmente dispongono, questa volta si aggiunge una specializzazione in cartografia da parte di Sheeta, che esattamente al momento giusto avrà modo di usarla e poi un classico, l'innata abilità di pilotare qualsivoglia imbarcazione da parte del protagonista maschile.
A questo proposito, non richiedo che tutte le opere che vengono prodotte abbiano un realismo fisico impeccabile, ma un po' più di buon senso sarebbe stato molto gradito.
Non si pretende uno studio preliminare approfondito di fluidodinamica, ma prendersi la briga di pensare a uno sviluppo che a una persona comune sembrasse credibile durante le molte scene di volo sarebbe stato ben entro i limiti della professionalità.
Persino le morali di cui solitamente trasudano le opere dello studio Ghibli paiono sbiadite, come trascinate dalla corrente di pressapochismo che impera per tutta la durata del film.
Certo, è presente la solita vittoria del bene, tuttavia questa volta, potrebbe quasi essere un merito, è avvenuta solo pagando un certo prezzo, supponendo che i soldati siano morti durante la caduta della città. Nondimeno i protagonisti riescono comunque a salvarsi, così come i pirati dal buon cuore che rapidi s'affezionano loro.
Però il tema della natura, che è sempre il perno degli eventi di tutte le produzioni di Miyazaki, è trascurato. Per meglio dire, è chiaro che viene trattato, però tale gesto è conseguito tanto malamente da non permettere agli ecologisti sostenitori dello studio Ghibli di risultare appagati. Il simbolismo che si cela dietro a Laputa è decisamente spicciolo e pure il parallelo con il celebre romanzo di Swift non riesce a nobilitarlo, tanto labile è tale legame.
Infine si ha il tipico tema del potere, trattato con il preciso rigore necessario al fine di seguire pedissequamente gli schemi canonici propri dell'argomento senza il rischio d'incorrere nell'innovazione: abbiamo così la comparsa dell'elemento ambizioso, colui che cela un passato che lo ricollega direttamente al fulcro degli eventi e che a causa della sua brama verrà punito dalla purezza dei giusti. Lineare, aggiungerei.
A chiusura del tutto, l'opera manca di poeticità e passionalità, risultando fredda e distante, ben lungi dalle narrazioni melense cui lo studio Ghibli ci avrebbe abituato negli anni a seguire. Tale povertà di sentimento potrebbe essere giustificata dal tentativo del lungometraggio di dedicarsi a una narrazione maggiormente avventurosa e leggera, che possa appassionare come semplice storia a livello narrativo, proposito enormemente deluso.
Tale titolo è in conclusione un'opera di scarso valore, che nemmeno gli estimatori di Miyazaki potranno apprezzare, presentando quest'ultimo durante tale produzione uno stile particolarmente acerbo e sgraziato, insicuro nel suo tentennamento fra le diverse scene da gestire, nonché ponendo le basi per la sua futura stasi artistica che a tutt'oggi seguita ad accompagnarlo.

Nemodark
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 Laputa Castello nel Cielo è opera del 1986 realizzata dallo Studio Ghibli e Hayao Miyazaki, ad oggi è difficile reperire l’opera edita in Italia dalla Buena Vista, ma pare che Lucky Red abbia intenzione di rieditarla quanto prima.
La storia e ben articolata e non sono stati lasciati punti oscuri nella trama. La storia verte sulla leggenda di un antica civiltà ormai scomparsa, che grazie alla loro avanzata tecnologia erano in grado di far fluttuare nel cielo intere città. Fra queste città, si narra che Laputa fosse la più bella e ricca di tesori, tra altro si pensa possa essere ancora sospesa nel cielo nascosta tra le nubi.
Il governo viene a conoscenza che la leggenda di Laputa non pare essere una semplice leggenda e vorrebbe impadronirsi delle ricchezze di questa città e per farlo prende in custodia la giovane Sheeta che pare avere un legame con l’antica civiltà della città di Laputa.
Durante un attacco da parte dei pirati questa riesce a sfuggire in qualche modo dalle grinfie del governo e viene miracolosamente salvata da un giovane ragazzo Pazu. Purtroppo sia i pirati sia il governo sono sulle tracce di Sheeta ed allora Pazu decide di proteggere la giovane anche perché in qualche modo pure lui sembra avere un qualche legame con l’isola nel cielo.
Il film considerando il periodo della realizzazione ha animazioni di tutto rispetto e una grafica in classico stile Miyazaki, la musiche in alcuni momenti sono a dir poco spettacolari e comunque sono ben inserite nel contesto.
Per quanto mi riguarda questo film è un susseguirsi di emozioni, promuovo a pieni voti questo film senza nessuna riserva.

Franzelion
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 7 Uno dei primi film di Miyazaki, sviluppato nel 1986; considerando la data di nascita il lavoro tecnico (disegni e animazioni) è indubbiamente eccellente, tenendo il passo di diverse produzioni anche create intorno alla metà degli anni '90; questo per quanto riguarda il lato tecnico, ora passiamo a considerazioni generali.
Per chi non lo sapesse, innanzitutto, questo film sarebbe poi diventato il principale punto di riferimento (anzi, tale che era stato pensato come remake all'inizio) dell'anime Fushigi no umi no Nadia (in Italia "il mistero della pietra azzurra) del genio Hideaki Anno (Gunbuster ed Evangelion), quindi ringrazio di cuore Hayao Miyazaki per aver ideato e realizzato questo film, poichè senza di esso probabilmente non avremmo visto Nadia, uno dei migliori anime di sempre.
La trama di Laputa è molto ben ideata ed avvincente; a tratti però magari è abbastanza lenta, mentre in altre parti scorre più velocemente; il ritmo incostante ormai però mi sembra che faccia proprio parte dello stile di Miyazaki.
Comunque la caratterizzazione dei personaggi non mi pare niente di speciale, dal cattivo ai protagonisti mi sembrano tutti abbastanza piatti e un po' poveri di spessore mentale.
La colonna sonora è letteralmente fantastica, che rappresenta egregiamente il clima e la storia generale e in particolare quella di chiusura colpisce dritta al cuore dello spettatore.
Oltre i personaggi (su cui possiamo però sorvolare) sono presenti però altre note dolenti, come il susseguirsi di scene "fisicamente" molto poco credibili, tanto che il protagonista, un normale ragazzino appassionato di tecnologia, a un certo punto pare Tarzan e in ogni caso commette azioni abbastanza irreali, anche assieme alla protagonista qualche volta; altro punto negativo secondo me è il finale, abbastanza scontato.
Forse però questo film non mi ha colpito particolarmente perché, avendo visionato prima quel capolavoro di Nadia, la caduta di livello con questo film è troppo netta, anche se so che è stato realizzato prima.
Rimane comunque un bel film da guardare, magari con tutta la famiglia.
E poi teniamo conto che un lavoro del genere è stato fatto nell'86, e non è cosa da poco... quindi direi che in totale è un 7 più che abbondante.

roooo83
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 E' difficile poter spiegare quanto mi ha emozionato questo film animazione. L'ho trovato semplicemente meraviglioso. La storia del castello nel cielo è davvero affascinante. E ammetto che mi sono ritrovata a sognare a fine film di trovarmi io stessa in quel posto magico, lontano dalla realtà. La storia entra subito nel vivo, e ti lascia accompagnare Pazu e Sheeta nella loro straordinaria avventura alla disperata ricerca del fantomatico castello. Tutto quello che ruota intorno ai protagonisti e alle loro vicende sembra intriso di magia. E non puoi fare a meno di farti catturare da tutto ciò. E' sicuramente uno dei miei film animazione preferiti e lo consiglio a tutti, sia grandi che piccini, perchè tutti abbiamo bisogno di sognare e lasciarci trasportare un po' dalla fantasia...

deathmetalsoul
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8 Nell'agosto del 1986 fece la sua comparsa nelle sale cinematografiche Tenkuu no Shiro Laputa, il film d'animazione che noi conosciamo con il nome di Laputa, il castello nel cielo, dalla direzione del grande Hayao Miyazaki e dalla produzione del nascente studio Ghibli. Con questi nomi le aspettative non potevano essere assolutamente tradite, ed infatti così è stato, oggi noi sappiamo che molte delle opere (quasi tutte a dir la verità) del maestro Miyazaki hanno avuto fortuna in tutto il mondo, e ciò è dovuto anche a questa opera, che è stata tra le prime che hanno consacrato il maestro nel panorama mondiale dell'animazione. La trama del suddetto prodotto è ben solida, unisce fantascienza e avventura in un mix esplosivo senza perdere di vista quelli che sono i valori più importanti per Miyazaki, un po' di sana fantasia e una visione alquanto fanciullesca della realtà, valori che poi riscontreremo negli anni nelle sue opere. La storia si incentra sulla protagonista che è la diretta discendente dell'antica famiglia della città volante di Laputa, ed è anche la sola che possiede il potere di ritrovare la città nel cielo. In base a diversi scopi ci ritroviamo poi dinanzi a diverse fazioni buone e cattive che si alterneranno e daranno vita a questa grande avventura. I personaggi sono tutti molto ben caratterizzati e ricoprono perfettamente i loro ruoli dando un'ottima idea del contesto. Bisogna notare che il maestro gioca molto bene anche sul ruolo dei protagonisti, dei personaggi che sembra possano avere un ruolo di antagonisti ma che poi si rivelano buoni e coprotagonisti, e questo è rilevabile anche in altre opere. Un messaggio come tanti altri che forse Miyazaki vuole dare soprattutto ai più piccoli e ci fa notare che niente è come sembra, ognuno ha la sua visione della realtà e non bisogna giudicare dalle apparenze. Tecnicamente pensando che ci troviamo dinanzi ad un film del 1986, possiamo solo elogiare il prodotto che ancora oggi non mostra molti segni di vecchiaia: i disegni sono buoni e le animazioni molto buone, stupenda è pure la parte sonora che in alcuni frangenti rischia di emozionare non poco i telespettatori. Comsiglio questo film a persone di tutte le età, da vedere da soli oppure in compagnia, magari con la famiglia per i più piccini: le aspettative non verranno deluse.

simona
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Questo film non è tra i miei preferiti di Myazaky, ma nonostante ciò mi ha lasciato qualcosa dentro di indescrivibile e mi ha fatto sognare!
La storia è molto bella e commovente, anche se in molte parti la drammaticità si fa molto sentire, i due protagonisti sono caratterizzati molto bene e il valore in cui credono, che è quello dell'amicizia, è veramente eccezionale. Il castello nel cielo ti fa immaginare, almeno a me, di volare in un mondo fantastico pieno di sogni e di libertà senza fine!
Bellissimo!
Fuby B.
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8 "Laputa, il castello nel cielo" è un film uscito in Giappone nel 1986 diretto e curato da Hayao Miyazaki, nonché primo frutto del fortunatissimo studio Ghibli, che era stato fondato da appena un anno.
La protagonista è Shima, una ragazzina che, mentre si trova in viaggio su un' aeronave assieme ad un uomo misterioso che la trattiene (e che si scoprirà essere un funzionario del governo), cade a causa di un attacco da parte dei pirati che le danno la caccia.
La bambina sviene durante il volo verso la superficie e non si rende conto che la pietra che porta al collo misteriosamente la salva attutendone la caduta.
A soccorrerla c'è un ragazzino orfano di nome Pazu, che la porta a casa e aspetta che si svegli.
La mattina dopo Shima e Pazu fanno amicizia e Pazu racconta a Shima la leggenda di "Laputa".
Laputa è un'isola che vola nel cielo dalle origini misteriose e governata da una dinastia ormai probabilmente estinta. Il desiderio più grande di Pazu è quello di costruire una macchina volante, raggiungere l'isola e le sue immense ricchezze e vendicare così la memoria del padre, che aveva trovato l'isola, l'aveva fotografata ma era stato screditato da tutti e additato come bugiardo.
Mentre discutono, i due bimbi vengono rintracciati dai pirati che cercano Shima e decidono di fuggire insieme.
I pirati, così come gli scagnozzi del Governo in carica e i militari, sanno che Shima possiede una gravipietra in grado di indicare la via per raggiungere Laputa e la inseguono per sottrargliela.
Ciò che non sanno e che Shima ha evitato di dire anche a Pazu, è che solo lei, in quanto discendente della dinastia di Laputa, è in grado di scatenare i poteri della pietra.
Questo è l'incipit di "Laputa", un film senza dubbio molto bello e denso di significato.
Sebbene sia un film vecchio, ha già tutte le qualità che vengono apprezzate nei lavori del Miyazaki moderno:
Una colonna sonora particolare che resta in testa, dei disegni bellissimi (soprattutto i fondali dei suoi film mi fanno impazzire e anche in questo non deludono), animazione fluida e una trama ricca di fantasia, che fa sognare ed ha anche una spiccata morale antimilitarista e ecologista.
I valori che vengono portati innanzi sono sempre gli stessi:
L'aver fiducia nell'amicizia, la potenza dell'amore, il non credere alle apparenze e non cedere alla cupidigia.
I personaggi sono tutti caratterizzati in modo impeccabile e, soprattutto i pirati, meritano un premio per la simpatia.
Un film davvero bellissimo insomma, che non deluderà chi ha voglia di vedere un anime genuino, dolce e divertente come solo Miyazaki sa realizzare.

shuuchan
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Una delle opere del primo Miyazaki, strutturata nello stile dei migliori racconti d'avventura per ragazzi. Si tratta probabilmente della pellicola del Maestro più fruibile da parte degli spettatori occidentali, perché ha i tempi tipici del cinema americano ed europeo. Una scelta ideale, quindi, per chi volesse avvicinarsi per la prima volta ai lavori dello Studio Ghibli.
Le avventure di Pazu e Sheeta avvincono fin dalle scene iniziali. E anche se la caratterizzazione dei personaggi appare a tratti un po' ingenua, è impossibile non farsi rapire dalla meravigliosa leggenda dell'isola volante di Laputa. Tutto il resto passa in secondo piano. Il personaggio che più di altri merita d'essere menzionato è sicuramente Dola, l'energica piratessa a capo della Tiger Moth, di certo la figura più riuscita di tutto il film. L'opera non manca di trattare come sempre alcune delle tematiche più care a Miyazaki: in questo caso il rapporto uomo-natura e il rifiuto della guerra.
La realizzazione tecnica dell'anime è notevole: pur mantenendo alcuni tipici espedienti delle serie televisive per semplificare il lavoro (quasi tutti i personaggi indossano vestiti ampi che rendono più facile l'animazione dei movimenti), il film si distingue per una regia davvero dinamica. Forse non sarà il Miyazaki migliore, ma è di certo insieme a "Mononoke Hime" il più spettacolare. Nota al merito per i 15 minuti che seguono l'approdo di Sheeta e Pazu oltre il Nido dei Draghi: poesia assoluta.
La colonna sonora, del solito Joe Hisaishi, affianca scelte poco felici (discutibili le idee realizzate con il sintetizzatore, soprattutto per la loro invasività) a dei veri e propri capolavori. Il brano "Sheeta's decision", per pianoforte, è nella sua semplicità una perla rara. E il tema principale, esposto nell'ouverture "The girl who fell from the sky" ed elaborato in molti modi, è forse uno dei migliori mai composti da Hisaishi, sicuramente quello che più resta nelle orecchie. Alla fine lo canticchierete voi stessi, sul bel pezzo "Carrying you" che chiude il film.
Per chi ama l'avventura questo anime è imperdibile. Io vi sono molto legato, quindi mi perdonerete il voto un po' alto che gli ho concesso. Forse un 8,5 sarebbe stato più giusto, ma... mancano i mezzi voti. ^^
In ogni caso se proverete a dare un'occhiata non resterete pentiti, garantito.

M3talD3v!lG3ar
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8 1986: il prestigioso Studio Ghibli sforna il suo primo lungometraggio, terzo per il dio degli anime Miyazaki: Laputa - Il Castello Nel Cielo.
Ispirato ovviamente a uno dei luoghi descritti da Jonathan Swift ne "I viaggi di Gulliver", questo film propone tante tematiche care all'autore, oltre ad una produzione di eccezionale fattura, che molte opere contemporanee nemmeno si sognavano.
Laputa è una mitica città volante di cui si sono perse le tracce: una tenera coppia di ragazzi, una simpatica banda di pirati aerei e un gruppo di uomini in nero in combutta con l'esercito, sono alla sua ricerca. La storia si apre con un appassionante inseguimento aereo, la giovane Sheeta si sta infatti recando alla fortezza di Tedis a bordo di una nave volante, quando il suo mezzo viene attaccato dai pirati del cielo. Gli sgherri intendono scoprire il segreto della magica pietra che la ragazzina porta al collo e che le permette di volare, ma per fortuna l'amico Pazu giunge in suo aiuto.
Miyazaki pone, come suo solito, dei fanciulli come protagonisti assoluti, mostrandone i sogni, gli affetti, la voglia di vivere e risaltando l'importanza di valori quali l'ecologismo, l'antimilitarismo, l'avversione per la sete di potere umana e la fiducia in sentimenti come l'amore e l'amicizia.
Il lungometraggio alterna vivaci momenti d'azione, che raggiungono il massimo della spettacolarità nelle sequenze di volo (particolarmente curati sono i mezzi volanti creati da Miyazaki), a poetici rallentamenti, con l'aggiunta di alcune gag capaci di far sorridere (soprattutto grazie alla gradevole presenza di Dola e la sua imbranata ciurma di pirati).
Tutto sommato bisogna dire che, almeno secondo me, il film coinvolge ed emoziona, ma non a livelli massimi, e il finale risulta abbastanza prevedibile.
In ogni caso voglio ricordare due elementi che lasciano a dir poco a bocca aperta e meritano assoluta considerazione, vale a dire la grafica e il sonoro: animazioni da oscar, fondali a dir poco fantastici e particolarissimi, suscitanti atmosfere eteree e sognanti da una parte; colonna sonora epica, dolce, o celestiale a seconda delle occasioni, da un'altra (stupenda la sigla di chiusura)...combinando ciò si ottiene un capolavoro già esaminando il livello tecnico!
In conclusione, si tratta di un'altra opera d'arte dell'artista Miyazaki, imperdibile e senza tempo.

HaL9000
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8 Un altro eccellente lavoro di Miyazaki. Anche se rispetto ad altre opere del maestro, forse questa ha alcuni momenti di lentezza; la trama non è scorrevole e briosa come in altri lungometraggi; comunque l'impronta del regista c'è, e si sente. I temi trattati sono quelli tipici delle opere Miyazakiane, ovvero il contrasto uomo-natura, con la grettezza, l'avidità e il delirio di onnipotenza del primo contrapposto alla semplicità, la purezza e lo splendore della seconda. Anche il sentimento è usualmente in primo piano: amicizia, amore (inteso sempre nella sua accezione più cristallina), che si esplicano nel rapporto tra i due protagonisti. In particolare l'eroina della situazione è allo stesso tempo dolce, coraggiosa e determinata. Ricorda sotto molti punti di vista la protagonista di un altro anime famoso dello stesso autore: Nausicaa.

SuperFra
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8 Laputa è uno dei molteplici capolavori del "maestro", l'insuperabile Miyazaki. La storia, sempre molto curiosa, narra la vicende di due ragazzini che incontratisi per caso devono fuggire da molteplici fazioni che vogliono accaparrarsi una gemma che la ragazza ha sempre con se.
Sheeta e Pazu iniziano così una mirabolante avventura che li porterà alla scoperta di un castello fluttuante, creato dall'uomo in passato. La pietra della ragazza è la chiave per giungere su questa roccaforte volante ed è uno degli oggetti più ambiti da pirati ed esercito. Dopo varie situazioni di inseguimenti i due vengono catturati dall'esercito, che così entra in possesso della pietra.
L'ambizione dell'esercito è quella di impossessarsi dei tesori e della scienza posseduta da Laputa, per poter asservire il mondo al loro volere. Pazu e Sheeta alleatisi con i pirati riescono a sventare queste mire di conquista distruggendo la città volante e tutti i suoi tesori.
La trama, che ricorda molto Nadia, è molto interessante e rapisce sin da subito l'attenzione. Si ci appassiona sin da subito, riuscendo ad affezionarsi ai due protagonisti, sin dall'inizio nel vivo dell'azione. La grafica è come al solito dettagliata e ben curata, mentre il doppiaggio e l'audio in generale sono molto coinvolgenti. Da notare la bellezza e la genialità con la quale vengono creati i robot di Laputa, davvero eccezionalmente belli ed affascinanti.
Dal punto degli argomenti trattati non c'è molto da notare se non la "solita" denuncia contro l'uomo e la scienza che invade sempre più il nostro pianeta. Oramai Hayao è affezionato a tale tipo di denuncia che propina sotto varie forme in quasi tutti i suoi film. Nonostante la sterilità degli argomenti trattati Laputa è davvero un ottimo film; da guardare tutto di fila con passione. Davvero un titolo degno del suo creatore, appassionante, divertente e coinvolgente. Si vede con piacere e con grande curiosità di scoprire come la vicenda si risolverà e quali misteri vengono celati dietro la pietra "gravitonica". Visione consigliata a qualunque pubblico, di qualunque età.

Caio
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 3 su 1 --- Voto: 10 Una preziosa tecnologia è il segreto di Laputa, una città del cielo nascosta nella tempesta. Esiste o è un mito? Qualcuno afferma di averla vista e ne da una prova! Chi è costui? Perché Laputa è così importante, cosa nasconde?
Pazu e Sheeta sono i protagonisti di questa storia magica, l’esercito che pretende il potere e la giovane innocentemente interessata dall’avidità degli uomini. E i pirati? Pirati? Si proprio quelli di “Mamma mia” ma con buonismo marcato da un atteggiamento provocatorio e avventuroso! Ma la magica pietra che Sheeta ha ereditato porta con sé un temibile segreto.
Come si nota è una trama lineare, dolcissima e chiara mentre cova da un parte la purezza dei cuori dei due ragazzi, dall’altra partorisce l’avidità dell’umanità e la sua orribile potenza.
Le scene sono ben realizzate, ottimi dettagli, ottimi personaggi che parlano, ottima camera con il suo vasto registro di cam , soggettive, oggettive, campi lunghissimi nelle battaglie aeree; soluzioni narrative squisite e geniali come le Levipietra che prendono a illuminarsi. Ottima colonna sonora, bene i cattivi che riescono a risultare credibili. Il senso di Laputa è costruito, pomposo a tratti ma snello nell’esplicarsi; Solo il montaggio e qualche dialogo ne soffre ma in qualche scena.
Film da vedere perché premiato nel 1986. Ancora Storia del cinema d’animazione.

Mister.Ryo1
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Inferiore solo a Princess Mononoke (per quanto riguarda i film di Miyazaki che ho visto), Laputa mi ha fatto volare nel mondo fantastico di Miyazaki entusiasmandomi, stupenda la storia, anche se triste a tratti, ma si sa, un po' di dramma c'è nei film del maestro. Direi uno dei capollavori dello studio Ghibli, da vedere senza ombra di dubbio.
Testu
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8 Veramente molto bello, si respira ancora una volta la bellezza delle persone e degli affetti semplici e diretti e oltre a queto ad arricchire la storia ci sono molti elementi ben mescolati: pirati simpaticissimi, donnone materne, vecchiacce incontenibili, l'ombra della guerra e tante macchine volanti. Ottima come sempre la cura dei dettagli e dei movimenti.
Dopo Porco Rosso è il mio preferito tra i lavori di Miyazaki, con cui in effetti condivide un ambientazione dal taglio occidentale e una banda di cattivi dotati di molta vitalità, ma anche di una sorta di codice di condotta. Delicato il messaggio ambientalista e buono il tema fantascientifico non invasivo, che in seguito ispirerà gli studi Gainax per un'ottima serie televisiva dal tema pacifista, contenente però elementi simbolici che oggi fanno discutere.
Volendo trovare difetti, subito dopo l'arrivo su Laputa un paio di cose mi lasciarono perplesso e la misteriosa e dolce Sheeta ricorda troppo Lana di "Conan il ragazzo del futuro", creata sempre sotto Miyazaki (per la Nippon Animation) quasi 10 anni prima.
Tra le curiosità, i robot guardiani mi ricordano molto da vicino quelli trasposti in acluni corti animati degli anni 40 basati su Superman. Una produzione con a capo Max Fleischer, uno tra gli animatori più innovativi del secolo, ed inventore tra le altre cose del rotoscopio, apprezzato in futuro dal maestro Don Bluth in alcuni dei suoi migliori lavori, sia sotto l'ala della Disney che soprattutto da indipendente.
seb
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Tra le opere di Miyazaki che ho avuto la fortuna di vedere (quando mai la Buena Vista si deciderà a sganciare Nausicaa, Porco Rosso e Totoro?) e possedere, giacchè i suoi anime DEVONO essere acquistati, non è forse quella che mi ha coinvolto di più. La realizzazione tecnica è formidabile, i personaggi profondi, l'azione travolgente....eppure, eppure manca quel qualcosa che lo faccia decollare veramente, che lo promuova da ottimo film a capolavoro. Sarà per la sensazione di "già visto", o la relativa semplicità della trama, o perchè è stato proposto in dvd solo nel 2004, rimane un gran bel prodotto, certo, ma nulla più. Forse, sarebe il caso di accettare il fatto che tutto ciò che esce dalle mani del Maestro non sia sempre oro puro (leggasi: Città Incantata, Mononoke e Lupin III), ma anche argento (Howl e Laputa) e, qualche volta, bronzo (Kiki).
Zelgadis
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 6 Laputa (insieme con Nausicaa) è probabilmente il film di Miyazaki che meno mi ha emozionato. Con questo non voglio togliere nulla al valore artistico del film che rimane assolutamente di prima categoria e che ha il merito di aver ispirato diverse ottime produzioni successive. Probabilmente rispetto ad altre produzioni soffre di un po' di lentezza nella narrazione, o forse è solo il fatto di aver visto questo film dopo altri capolavori del maestro (con oltre un decennio di ritardo), ma non è riuscito a colpirmi più di tanto.
Zooropa
Per l'anime Laputa, il castello nel cielo
Film di genere Fantascienza/Avventura/Mecha/Bambini
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 Di tutte le opere del maestro forse Laputa è quella che mi ha emozionato di meno. Intendiamoci, quando vedo un film di Miyazaki normalmente sono emozionato fino quasi all'infarto...con Laputa mi sono fermato alle lacrime di commozione...
Eh già...anche Laputa è ovviamente nell'olimpo dei capolvori dell'animazione. La storia è ispirata ad uno degli episodi dei viaggi di Gulliver. Tanto per cambiare i personaggi sono deliziosi nella loro struttura e tutto lo svolgimento della storia è affascinante anche se nelle tematiche rimane sullo stesso piano di tutti lgi altri lavori del maestro: la parte del leone ovviamente la fa il difficoltoso rapporto tra l'uomo e la natura. Splendide (tanto per cambiare) le sequenze aeree (vera passione di Miyazaki). Tecnicametne è ancora validissimo.
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Utenti On-line: 308 Record: 2257 Utenti (18/11/2010)
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