I Cavalieri dello Zodiaco: The Lost Canvas - Il Mito di Ade

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| Titolo Originale: |
Saint Seiya: The Lost Canvas - Meio Shinwa |
| Titolo Inglese: |
Knights of the Zodiac: The Lost Canvas |
| Formato: |
Serie OAV |
| Anno: |
2009 |
| Episodi: |
26 |
| Disponibilità: |
Fansub |
| Valutazione: |
7,529 (media 7,692, basata su 13 recensioni) |
| Opinioni episodi: |
4
7
7  |
| Genere: |
Azione, Combattimento, Demoni, Fantastico, Soprannaturale, Superpoteri |
| Siti Consigliati: |
Anidb |
| Nazionalità: |
Giappone |
| Lista Anime: |
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| Nelle liste come: |
13 in visione, 71 completato, 4 in pausa, 6 sospeso, 1 da rivedere, 31 da vedere. |
| Tags: |
Saint Seiya |
| Immagini: |
48 (Gallery) (by Antonio.) |
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«Quando la pittura supererà il cielo, il mondo finirà»
Una sacra guerra, da un'antica mitologia, in cui la dea Athena e il dio Hades combattono per la difesa e la conquista della Terra, si ripete ogni 200 anni. La storia inizia nel XVIII secolo in Europa, 243 anni prima della serie originale di Saint Seiya. Tre ragazzini, Tenma, Alone e Sasha, hanno condiviso assieme un’infanzia molto felice. Tenma, litigioso ma onesto, si è recato al Santuario per diventare un cavaliere di Athena. E' lì che il ragazzo si riunisce a Sasha, sorella di Alone e reincarnazione della dea. Alone, che è gentile e ama dipingere, è stato prescelto dal re dei morti, Hades, come corpo in cui risorgere. Tenma conquista l'armatura di Pegasus e viene coinvolto nella feroce battaglia contro il suo miglior amico, Alone, posseduto da Hades. I destini di Tenma, Hades, e Athena sono risucchiati in un vortice che costituisce un prologo all'originale Saint Seiya.
Nae
Per l'anime I Cavalieri dello Zodiaco: The Lost Canvas - Il Mito di Ade
Serie OAV di genere Azione/Combattimento/Demoni/Fantastico/Soprannaturale/Superpoteri
Episodi Visti: 13 su 26 --- Voto: 9 Credo che Kurumada stia ancora piangendo in lingue morte per il franchising concesso, per l'uso della sua ambientazione e di taluni suoi personaggi, a Shiori Teshirogi, la quale si è dimostrata di gran lunga superiore a lui nel gestire l'universo saint da lui creato. A dimostrazione di questo il fatto che le sue nuove serie perdono terreno tra i fans rispetto l'apprezzamento che Lost Canvas e le trame dei precedenti saint stanno avendo.
Ci troviamo davanti ai saint di 200 anni prima le famose trame dei notissimi cinque bronze, annessi e connessi, di Kurumada; vediamo un Santuario che non è stato corrotto, un gran sacerdote che fa il suo dovere, 12 Gold Saint degni di questo nome, vediamo silver e bronze nella trama della guerra sacra con Hades, ma soprattutto vediamo qualcosa che Kurumada nella versione animata di Saint Seiya non ha mai dato, ossia una trattazione profonda e attenta di tutti i comprimari.
Siamo davanti ad una trama che porta risposte e non che si disperde, risposte logiche e coerenti alle domande di ambientazione, risposte sul perchè talune battaglie sono "destinate a ripetersi" e cosa mai vista prima vediamo un'Atena con un pelo di carattere che non passa il tempo a fare l'incapace zerbino vestito da barbie.
Hades è profondamente caratterizzato in questa serie, i suoi perché e il suo legame con il portatore umano sono ben eviscerati, il ruolo di Pandora è chiarito, come quelli di Hypnos e Thanatos e nell'incalzare degli scontri (che fanno vedere il sangue finalmente, perché le righe sui visi per delineare che il colpo c'era stato avevano rotto) conosciamo i personaggi, il passato dei Gold, i loro dubbi, le loro incertezze, i loro demoni, i loro punti di forza e debolezza, il loro rapporto con Atena e il loro destino di ritornare in continue rinascite come la dea che servono.
I bronze ci sono ovviamente, ma il ruolo di Tenma - cavaliere di Pegasus ma non demente come il dannato Ronzinaccio Seya - è ben inserito nelle trame, c'è una ragione se viene coinvolto negli scontri dei gold, il suo legame di amicizia fraterna con Sasha (atena) e Aaron (Hades) crea la giusta prospettiva per cui tatticamente i gold ed il gran sacerdote non possano ignorarlo, i ranghi non sono sovvertiti come con Kurumada che invece ci ha mostrato sempre dei Gold passivi e accessori.
A livello tecnico siamo ad alti livello, il disegno ha un tratto pulito, i visi effeminati e discutibili di Kurumada sono stati sostituiti da volti più credibili per degli uomini che fanno a mazzate e anche le bellezze epiche maschili come Asmita e Albafica, vergine e pesci, precedenti incarnazione di Shaka e Aphrodith, sono rese in modo coerente all'ambientazione in atto, non sembrano ragazzine con l'armatura dalle dubbie tendenze, sono uomini bellissimi, ma non equivocabili.
I movimenti sono resi molto bene, gli scontri non sono tutta luce e voli per aria, i personaggi usano anche la testa (un miracolo) quindi si assiste a scontri brevi ed eleganti in caso di divario di capacità o a lunghi e sfiancanti scontri che tengono conto di ferite e colpi incassati in caso di equipotenti soggetti. Questo fa sì che non si sia sempre davanti alla ripetizione di un set di movimenti precotti, sono ben realizzati i movimenti e sembra quasi che ogni scontro sia unico, come dovrebbe essere, non c'è il senso di replay che la leggendaria serie dei cavalieri dello zodiaco ha lasciato in tutti i suoi fan.
Le musiche sono davvero gradevoli, opening ed ending ben realizzate e la colonna sonora in generale è gradevole.
The Lost Canvas non è una serie solo di mazzate, in questo l'autrice si è distaccata dal fornitore dell'ambientazione, ha dato peso all'analisi psicologica e caratteriale, i dialoghi diventano importanti, non sono cose accessorie, quello che i personaggi esprimono è profondo e molto significativo.
Che dire: c'è voluta una donna per rendere intensi e profondi i cavalieri dello zodiaco, complimenti Shiori Teshirogi.
Consigliatissima questa serie per chi ha sempre sognato di vedere come sarebbero dovuti essere i Gold in una guerra sacra. Sconsiglio invece la serie a chi si aspetta le solite mazzate in cui alla fine il Seiya ronzinante di turno risolve in modo non spiegabile la situazione.
[La serie deve continuare ovviamente, così si resta appesi al niente, non si arriva a un dunque all'ep 13, peraltro la serie cartacea è ancora in corso].

Limbes
Per l'anime I Cavalieri dello Zodiaco: The Lost Canvas - Il Mito di Ade
Serie OAV di genere Azione/Combattimento/Demoni/Fantastico/Soprannaturale/Superpoteri
Episodi Visti: 13 su 26 --- Voto: 5 La Storia ritorna sempre e anche Saint Seiya ripete sempre se stesso, d’altronde la ciclicità della guerra sacra contro Hades sembra fatta apposta per quello. The Lost Canvas è figlio di ciò e della pratica – in auge da eoni, ogni volta comoda ma a elevatissimo rischioso fail – di proporre, in maniera più o meno esplicita, storie vecchie per nuovi anime. Con la sua manina al soggetto, un Kurumada cronicamente incapace di reinventare non dico se stesso, ma nemmeno un grano dei suoi loci, ricostruisce l’ennesima griglia standard nella quale a priori è limitata qualsiasi creatività non riguardi la parte tecnica o la caratterizzazione dei personaggi.
Sugli ultimi due punti vanno quindi ricercati i possibili motivi d’interesse per la visione della serie OAV, a meno di non essere idolatri del mangaka e dei cosmi in copia partoriti dalla sua “ispirazione”. In tal caso la prima “profanazione” è relativa al chara design, già stravolto dalla Teshirogi nel manga e qui ancora più distante dai “canoni classici” dopo l’ulteriore ritocco datogli da Shunichiro Yoshihara. La rivisitazione dello stile storico di Saint Seiya, sia esso quello del Kuru o quello di Araki, a seconda dei medium presi in esame, nonostante abbia fatto storcere il naso ai puristi, vista con un occhio più critico e meno fanatico non dispiace per nulla. La figurazione armoniosa, elegante del Lost Canvas è modellata con proporzioni ottime; magari è un po’ troppo “prosperosa” sul versante femminile, ma appare ben diversificata su quello maschile.
Più moderno non vuol dire per forza peggiore, moe o quant’altro, spesso significa solo diverso, e anzi in questo caso, senza discussioni, c’è un aspetto appannaggio del chara della serie OAV. Le armature d’oro sembrano davvero armature d’oro, non come le tutine kurumadiane a volte giallo sabbia a volte arancioni; qui l’oro pare veramente oro e scintilla in quanto tale. Come scintillano le personalità dei relativi gold saint, o almeno quelle di due fra i tre presentati in battaglia.
Albafica dei Pesci e Asmita della Vergine rappresentano i due apici del Lost Canvas e nella loro glorificazione si concretizza la fascinazione dello status di cavalieri d’oro. Le loro personalità sono venate da inquietudini e da dubbi; il loro essere, complesso e, nel caso di Asmita, ambiguo, sfugge ai topoi presenti nelle serie precedenti. Inoltre, nel suo manifestarsi come un vero e proprio profeta, come un santo portavoce di destini e di miti, rivelatore e indagatore della verità sugli enigmi del tempo e del senso delle cose, Asmita della Vergine raggiunge una caratura senza eguali ed è forse il più grande personaggio mai apparso nell’universo Saint Seiya.
Peccato che, subito dopo, la parabola del Lost Canvas precipiti fino a valori negativi di y. La semi-imbecillità del Toro, che sfodera i suoi colpi vincenti soltanto dopo avere subito passivamente un pestaggio a sangue dopo l’altro, si accompagna alle consuete storie lagnose su orfani, maestri protettori e quant’altro.
Purtroppo torna pure, a suon di trombe e con la sua solita spavalderia come codazzo, un Tenma di Pegasus che era stato messo, per fortuna, ai margini dopo i primi episodi.
Va bene, il bronzino del cavallo pennuto non sarà insopportabile quanto il burino Seiya suo successore, e gli concedo pure una maggiore sensatezza all’interno dell’articolazione della narrazione; però Tenma si perde nella sua irruenza sconclusionata che lo rende ridicolo e nulla più.
La sua crescita deve ancora pervenire, come l’utilità della nuova Atena, seppure quest’ultima, va detto a suo onore, pare meno passiva, per usare un eufemismo, rispetto a Saori. Migliore è la riuscita di Aron-Hades, ben eviscerato nella sua evoluzione quale dio dei morti.
Quanto esposto sopra si somma a un problema di fondo altrettanto grave: il tornello alla direzione degli episodi. Le diverse mani che hanno preso parte alla regia dell’anime non hanno tutte perizie equipollenti; le migliori sono quelle di Yosuyuki Honda e di Yuji Himaki e gli episodi sotto la loro supervisione, scanditi da ritmi ponderati e da azioni pesate, guarda caso sono il sesto e il settimo. Gli altri vengono contrassegnati da eventi a cascata e da una totale disorganizzazione tempistica. Così la serie finisce schiacciata sotto il rullo della sua trama, dopo l’impennata centrale che aveva generato aspettative mal riposte.
Tra l’altro il comparto video-musicale è altalenante e disomogeneo. Cali grafici, sfondi scialbi e ripetitivi, animazione buona ma non eclatante e a volte leziosa, insieme alle musiche a tratti carine a tratti sottotono, completano il quadro di 13 OAV che, escluse le note di merito già illustrate, hanno offerto molto poco.
Bucando l’acqua anziché lo schermo, il Lost Canvas non è tanto un’occasione mancata – Saint Seiya non ha più niente da dire, se mai ha proferito qualche discorso – quanto un passatempo mal riuscito. Non sconvolgente già in partenza, visto che si sa in anticipo come tutto andrà a finire, l’ultimo prodotto animato di un franchise ormai stantio, o almeno sterile, fallisce anche nei modi del racconto e nella messa in scena.
I suoi assi, comunque presenti e di tutto rispetto, lo si deve ammettere, non bastano a compensare la pochezza espressiva e soprattutto la tecnica dilettantesca e confusionaria con le quali è stata visualizzata una diegesis già scontata di suo.

koji_77
Per l'anime I Cavalieri dello Zodiaco: The Lost Canvas - Il Mito di Ade
Serie OAV di genere Azione/Combattimento/Demoni/Fantastico/Soprannaturale/Superpoteri
Episodi Visti: 26 su 26 --- Voto: 7 Introduzione
Chi non conosce "I cavalieri dello zodiaco"? Grazie a Mediaset ali inizi degli anni '90 abbiamo conosciuto gli eroi di quest'epoca ispirati a personaggi della mitologia greca e, a parte delle traduzione adattate per i bambini (pertanto ben poco fedeli), la storpiatura dei nomi e una serie troncata alla 5° casa dei cavalieri d'oro, abbiamo comunque potuto giovare di quest'anime in Italia.
Dai tempi dell'era mitologica circa ogni 200 anni sia il Re degli inferi, Hades, sia la dea della guerra Atena si reincarnano per combattere la guerra Santa. Questa cruenta guerra vedrà in contrapposizione le forze dei due Dei, Hades, che vuole portare un regno di oscurità e terrore sulla Terra e sul quale governare, e Atena, che vuole proteggere gli esseri umani lasciandoli vivere come vogliono.
Gli eventi fanno riferimento a 200 anni prima della serie di Hades prodotta nel 2005, suddivisa in 3 stagioni da 13 episodi. Al momento sono uscite due2 stagioni da 13 episodi ciascuna e l'anime "The Lost Canvas" sembra ben lontano dal finire. Shiori Teshirogi sembra che abbia preso in mano le redini di questo progetto dando vita a dialoghi meno bambineschi e un tantino più profondi, senza però stravolgere troppo "i Cavalieri della speranza".
Trama
200 anni prima rispetto alla serie da noi conosciuta sia Hades sia Atena si sono reincarnati, ma abbiamo anche scoperto che non son gli unici, il cavaliere di Pegaso si reincarna e ha un collegamento diretto con i due Dei.
Tenma, giovane ragazzo che combatte contro tutto e tutti pur di difendere i suoi amici d'infanzia che considera fratelli (Sasha la reincarnazione di Atena e Aron reincarnazione di Hades), diverrà il cavaliere di Pegasus e si schiererà dalla parte dei Cavalieri d'oro durante la guerra Santa.
Gli specter, dopo che il re degli inferi prenderà consapevolezza che il mero corpo mortale di Aron non è altri che la sua reincarnazione, attaccheranno sotto il suo comando il santuario, ma i Gold Saint non si faranno cogliere impreparati dando loro pan per focaccia. Gli specter però non muoiono e pertanto alcuni cavalieri dovranno occuparsi di questo problema altrimenti ogni sforzo sarà vano. Il cavaliere della Vergine provvederà insieme a Pegasus, a Hiuzuruia - cavaliere donna di Jamir, regno nel quale si aumentano le proprie capacità psichiche e non solo - e a Yato, cavaliere dell'unicorno, a distruggere ciò che rende possibile la resurrezione continua degli specter.
Sciolto questo nodo cruciale si aprirà una battaglia senza pari e Pegasus dovrà cercare di far ritornare in sé Aron per non perderlo definitivamente. Ogni cavaliere d'oro in questa serie prende parte attiva e ognuno di loro ha degli allievi che lo rispettano o persone a loro legate per un motivo o per un altro. Scenderanno in campo anche gli dei della Morte e del sonno Hypnos e Tanatos, i 4 dei del mondo dei sogni Panatos, Icelos, Morpheus, Oneiros. Per ognuno di loro avremo una caratterizzazione e ci verrà spiegato il loro ruolo e daranno filo da torcere ai nostri eroi di turno.
La stessa Atena non resterà ferma a guardare intervenendo più di una volta nelle vicissitudini dei Saint, in particolar modo di Sysiphos, cavaliere del Sagittario.
Molte saranno le perdite da ambo le parti, ma ognuna avrà un peso sulla battaglia in questione e sull'andamento della guerra stessa.
Può un mortale sconfiggere un Dio, visto che non muore?
Caratteristiche tecniche
Il chara design è cambiato pur mantenendo fedeli alcuni particolari riguardo alle armature e quant'altro, il tratto denota una diversità e ciò non è un male, anche se all'inizio sembra essere un difetto, ma dopo alcuni episodi lo si vede come un pregio. Non si può fare a meno di notare come alcuni dialoghi siano un tantino più maturi e più articolati ma soprattutto come un po' tutti i personaggi vengano meglio caratterizzati nel corso degli eventi, avendo spazio nelle battaglie ma anche esprimendo memorie legate al loro passato e/o al loro modo di vivere. Vedi Albafica che non poteva avvicinarsi a nessuno o Manigoldo che che era ossessionato dal regno dei morti.
Ciò nonostante la regia e la sceneggiatura riguardanti il protagonista mi risultino sapere di già visto e stravisto, il filone "standard" dell'eroe in genere: buono, che si lascia ingannare facilmente di continuo, che si lascia influenzare da qualsiasi cosa lo circondi, salvato da tutti perché è lui il prescelto - anche se al momento non è forte come potrebbe essere -, ecc. ecc. Questi aspetti hanno veramente scocciato.
Le animazioni, le ho trovate buone con dei bei fondali, ho apprezzato molto il cambio di tono di un mondo roseo a colori con il Lost Canvas che Hades disegna, così come i fondali della foresta dei sogni e altre particolarità nel corso degli episodi.
Le sigle mi sono piaciute molto sia dal punto di vista musicale sia per le immagini/animazioni utilizzate. La colonna sonora fa la sua parte rendendo il tutto molto godibile e si comporta abbastanza bene nei momenti di pathos, ma si poteva fare qualcosina in più a mio avviso.
Conclusioni e considerazioni personali
"The Lost Canvas" a mio avviso è una serie superiore alla vecchia serie di Hades sotto ogni punto di vista, dai dialoghi alle animazioni, dalla storia alla caratterizzazione dei personaggi, però l'anime non è finito pertanto esprimere un giudizio definitivo è dura.
Ci sono due punti focali che mi farebbero cambiare notevolmente punto di vista, il finale della storia e il come Pegasus sia "coinvolto" nelle vicissitudini tra Atena ed Hades, il loro legame e perché si reincarna come fanno gli Dei.
Al momento è una serie godibilissima ma che non si sa ancora dove voglia andare a parare.

Catulla
Per l'anime I Cavalieri dello Zodiaco: The Lost Canvas - Il Mito di Ade
Serie OAV di genere Azione/Combattimento/Demoni/Fantastico/Soprannaturale/Superpoteri
Episodi Visti: 13 su 26 --- Voto: 6 Quando un titolo fa leggenda è difficile da dimenticare, forse per obliarlo davvero è meglio concepirlo in tutte le salse e combinazioni possibili in modo da consacrarlo a una sorta di damnatio memoriae per nausea. In fondo Kurumada e la TMS hanno fatto questo su Saint Seiya. Un titolo che aveva avuto grande fortuna e che aveva segnato la storia dell’animazione di genere shounen è stato perpetrato fino ai nostri giorni, suscitando la felicità di fan fedelissimi e la repulsione di quelli che una volta l’amarono, ma che in seguito si sono fatti apostati per seguire anime che magari proponessero qualcosa di più innovativo.
Lost Canvas, il tanto acclamato remake alternativo della serie storica di Saint Seiya, con la sua entrata in scena prometteva a tutti gli amanti e non di Kurumada novità strabilianti. Ma di fatto non è stato così. Come per qualsiasi prodotto legato a un titolo importante, un sequel se non sa rompere con la tradizione rischia di essere ridondante. Allora l’altra strada percorribile resta quella della furbizia, l’astuzia degli specchietti per le allodole.
Analizzando i primi minuti di OAV ci si accorge che in effetti Aaron ricorda molto nelle fattezze delicate e quasi femminee Shun, oltre che per il ruolo nel plot; Tenma, invece, si smentisce in maniera spudorata dopo i primi due secondi: ecco il Seiya vanaglorioso, signor ci penso io, ché sono più forte della situazione. Ah, mancava anche la cozza, che qui effettivamente ha fatto una bella muta. Sasha, alias Atena, rispetto alla vecchia e datata Saori, è molto più fresca e determinata. Possiede l’umanità che mancava all’ antenata e quella risolutezza divina che in Saori si eclissava nella mollezza da gatta morta.
Dopo questo bel siparietto, lo spettatore tanto affezionato alla serie classica aspetta i Gold, sperando che abbiano un ruolo di tutto rispetto, che il signor Kurumada effettivamente ha sempre negato loro. Già, i Gold Saints sono troppo forti per essere i protagonisti, facciamoli morire in maniera immotivata e lasciamo campo ai Bronze che vincono con le ciance. Ci si aspetta adesso una specie di redenzione degli stessi dopo la brutta fine di Aphrodite e di Aldebaran nel capitolo di Hades, per esempio. Ma in Lost Canvas proprio su Aldebaran è meglio calare un velo pietoso, visto che di pietismo ne ha da vendere.
In sé, poi, l’impostazione del ritmo narrativo non sarebbe così sbagliata, se non fosse per la pecca per la quale spesso azione e suspense lasciano il posto a gag tristissime e inutili su Tenma e Yato, che spezzano un andamento più epico della trama e la caratterizzazione di altri personaggi ben più interessanti.
Tutto sommato gli spunti c’erano, se si fossero approfonditi e portati avanti la serie non avrebbe rasentato la mediocrità che tocca appena la sufficienza. Personaggi come Albafica o come Asmita non si possono dimenticare per la grandezza e per la profondità caratteriale con cui erano stati abbozzati. Si tratta infatti di una sola bozza perché l’arco temporale che li vede davvero protagonisti è composto da un solo OAV, troppo breve per raccontarne di più. Ma gli OAV che li vedono protagonisti sono gli unici motivi per vedere il Lost Canvas. Albafica è il degno predecessore di un Aphrodite smidollato e femmineo. Pur conservandone la bellezza al suo aspetto si aggiungono le note drammatiche di un’avvenenza che nasconde un incanto doloroso, in quanto foriera di morte. Il fascino sinistro delle rose viene approfondito in tutte le sue potenzialità distruttive, provocando risvolti tragici. Albafica esce di scena nel migliore dei modi, lasciando il posto a uno Sion che ha ancora troppo da dire, e rimane muto.
Asmita, altro personaggio incredibilmente profondo, è davvero il gioiello della serie, un gold regale che rimarrà ineguagliato per sapienza e carisma da tutti gli altri. E gli altri purtroppo non hanno lo spazio che meritano, si limitano a ricalcare i soliti stilemi narrativi della serie e del manga classici, non lasciando spazio a dissonanze narrative dalla trama di base.
In parole più povere Lost Canvas non è altro che la serie di Hades disegnata molto meglio e con una grafica degna di essere così nominata. Gli sfondi sono notevoli, c’è da ammetterlo, così come la fotografia e le animazioni. Per la prima volta dopo vent’anni certi duelli si fanno notare per la dinamicità e per la distruttività degli scontri. Certo, questi meriti purtroppo non sono costanti, colpa della direzione a varie mani – e chi più ne ha più ne metta - di tutti gli OAV, sia per quanto riguarda la regia sia per le animazioni. Così i picchi registici degli OAV incentrati su Asmita e su Albafica lasceranno la desolazione del prosieguo per ciò che riguarda quest’aspetto. Il chara, di Yuko Iwasa, è abbastanza piacevole, e tutto sommato non molto lontano da quello morbido e dolce della Teshirogi. La dolcezza delle espressioni è ragguardevole, c’è da ammetterlo, anche se la scarsa qualità si fa sentire incidendo anche qui con qualche incostanza.
L’unico comparto che mantiene una certa continuità qualitativa è quello musicale, prodotto di Kaoru Wada. Le note musicali hanno un che di arcaico e calzano con le atmosfere e con i villaggi di fine Seicento. La ridondanza dei temi è evidente, ma tutto sommato, essendo le melodie gradevoli, non irrita più di tanto.
A conti fatti Lost Canvas non si adorna di altro che di un bel vestito, che copre qualcosa di già visto, la cosa più importante. In fondo ciò che sta sotto non viene che dalla mente stanca o forse volutamente sterile di Kurumada. Ma prima o poi tutti i vestiti si sgualciscono, e questa serie con l’andare degli OAV porterà alla mediocrità anche il comparto tecnico, giusto per bilanciare la carenza narrativa. Dunque la sufficienza è la massima meta cui questo titolo può ambire, voto che emula l’apatia che la serie può trasmettere a chi già conosce l’ormai barboso universo di Saint Seiya.

Davi 90
Per l'anime I Cavalieri dello Zodiaco: The Lost Canvas - Il Mito di Ade
Serie OAV di genere Azione/Combattimento/Demoni/Fantastico/Soprannaturale/Superpoteri
Episodi Visti: 13 su 26 --- Voto: 9 "Saint Seiya: The Lost Canvas" è un anime del 2009 ispirato al manga di Shiori Teshirogi. In pratica, in questa nuova serie, si narra la storia della Guerra Sacra contro Hades avvenuta 200 anni prima rispetto a quella della serie originale.
Saint Seiya, come sappiamo, è un titolo particolare perché, oltre a mostrare le sole mazzate, possiede una grande profondità e dei valori che, in uno shounen, sono solitamente difficili da trovare. Fortunatamente anche questa nuova serie punterà su questi grandi valori, come i legami nell'amicizia, la forza nella giustizia, la lealtà, la fede, il coraggio.
Ovviamente non mancheranno neanche quei personaggi carismatici e di grande spessore - Albafica, Asmita e Aldebaran, saranno l'esempio lampante. Non mancheranno neppure le varie crescite che alcuni cavalieri, sia sul lato fisico e sia sul lato mentale, subiranno.
Detto questo, si capisce che la tradizione di Saint Seiya non è venuta meno, ed è rimasta tale e quale al passato.
Parlando ora esclusivamente di questo nuovo capitolo, la cosa bella è che a mio avviso riuscirà, pur utilizzando una trama già conosciuta, a essere comunque originale. Rispetto alla serie passata, “Saint Seiya: The Lost Canvas” riesce a rappresentare la guerra contro Ade in modo più efficacie, profondo ed epico. Darà anche alcune risposte che non ci sono state date in passato e ogni evento sarà segnato dal destino.
Dunque, sarà tutt'altro che una serie monotona. Anzi, riuscirà a essere una serie innovativa, originale e persino superiore alle serie precedenti, secondo me: superiore nella costruzione della trama; negli eventi che si susseguono; nella caratterizzazione dei personaggi; nella psicologia di ognuno di essi; nel protagonista.
Anche i combattimenti sono stati realizzati in modo migliore. Saranno molto più violenti e sanguinolenti, dando così una sensazione più cruda e realistica. E poi, cosa che preferisco, non si baseranno solo su scambi di colpi speciali, ma ci sarà anche un buonissimo corpo a corpo. La novità più eclatante sarà vedere cavalieri utilizzare il cervello durante una battaglia. Quindi, vedremo l'intrusione di un nuovo stile, ossia di uno stile più strategico per conformarsi, sicuramente, alle serie più moderne.
Ci voleva la Teshirogi, a quanto pare, per portare Saint Seiya a un livello più alto.
Per quanto riguarda il lato tecnico, invece, la TMS ha fatto un ottimo lavoro. Dopo il brutto scherzo da parte della Toei Animation, qui vedremo una qualità tecnica e grafica senza eguali. "The Lost Canvas" è un ottimo prodotto dell'animazione, o quasi almeno.
Il cambiamento più grande, però, sta nel character design dei personaggi, e delle armature. Personalmente ho apprezzato molto questo cambiamento grafico, ispirato allo stile di disegno della Teshirogi. Grazie a questo, i personaggi risultano più belli e realistici oltre al fatto che possiedono dei volti molto più espressivi. Gli uomini non si confonderanno con le donne, come succedeva nelle serie passate, e le donne saranno molto più formose e avranno un vero fascino femminile. Per non parlare delle armature. Adesso sì che sono delle vere armature.
Concludendo: “Saint Seiya - The Lost Canvas” non è di certo un'occasione mancata, né un anime da buttare via. Ha molti pregi, uniti a buoni colpi di scena e anche a momenti drammatici. Inoltre è una serie efficacie e per nulla confusionaria che riesce ad accompagnare lo spettatore senza annoiarlo. Ovviamente avrà anche dei punti deboli, ritrovabili più da spettatori puntigliosi.
Comunque, questa serie mi è piaciuta e la consiglio a tutti gli amanti di questo genere. Specialmente, la consiglio, a chi ama i Saint Seiya. Non potete perderla, se siete fan di questo fantastico titolo!
Voto: 9, a mio parere meritato, anche se non accontenterà proprio tutti i fan di Kurumada.

Pauzz85
Per l'anime I Cavalieri dello Zodiaco: The Lost Canvas - Il Mito di Ade
Serie OAV di genere Azione/Combattimento/Demoni/Fantastico/Soprannaturale/Superpoteri
Episodi Visti: 11 su 26 --- Voto: 6 Questa nuova serie dei cavalieri dello zodiaco è ambientata prima che avvenissero i fatti narrati nella serie che tutti conosciamo. Il precedente proprietario dell'armatura di Pegasus è Tenma, un ragazzo orfano cresciuto assieme a Sasha, la reincarnazione di Atena, e ad Aron, che da subito si rivelerà essere la reincarnazione di Hades. Infatti, prendendo possesso del corpo di Aaron, Hades riesce a risvegliarsi grazie all'aiuto di Pandora, una nemica comparsa anche in "Hades Chapter" di Saint Seya.
Notiamo che i disegni sono migliorati, e il nuovo Pegasus non è affatto simile al precedente, mentre, come sappiamo, Kurumada ha l'abitudine di mettere le stesse facce a tutti i personaggi dei suoi vari anime, basta vedere Kojiro o B'tx. L'unico altro cavaliere di bronzo che compare è quello dell'unicorno, la cui armatura scompariva subito dalla storia dopo alcune puntate in Saint Seya. Sono rimasto deluso però dal constatare che alcune armature anche molto interessanti, comparse nel torneo dei cavalieri in "Saint Seya", non sono state rivalutate, come l'armatura del lupo o quella dell'idra.
La sigla di apertura di "Lost Canvas" è orecchiabile, ma non regge il confronto con Pegasus Fantasy. Il difetto principale dei cavalieri dello zodiaco, ossia il fatto che i combattimenti siano esageratamente "semplici", è rimasto anche in questa serie. I personaggi scambiano, uno dietro l'altro, dei colpi spettacolari con i nemici, ma nient'altro. La vera e propria suspense che si crea in altro shounen nelle opere di Kurumada manca proprio, anche se i sentimenti vengono enfatizzati, al punto che i personaggi vincono uno scontro dopo avere trovato la propria solita (e banale) motivazione di vincere.

Metagirl
Per l'anime I Cavalieri dello Zodiaco: The Lost Canvas - Il Mito di Ade
Serie OAV di genere Azione/Combattimento/Demoni/Fantastico/Soprannaturale/Superpoteri
Episodi Visti: 8 su 26 --- Voto: 2 Premesso che, per quanto riguarda il comparto tecnico-grafico, questa serie la ritengo davvero di alto livello, per tutto il resto però non la trovo bella. Il character design lo trovo non adatto a molti personaggi, le armature per quanto ben realizzate non mi piacciono, la storia la trovo poco originale, i personaggi non mi hanno appassionato più di tanto, tranne uno. In poche parole è una serie con cui ho poco filing, quindi.
I cavalieri sono altri, è per fortuna Next Dimension, il seguito del manga storico dei cavalieri, ci mostra una storia più classica e coinvolgente, e il notevole successo che sta avendo in Giappone mi dà pienamente ragione - l'auotore originale rimane sempre l'autore originale. Quindi in definitiva questa serie OAV è senza dubbio promossa a pieni voto per quanto riguarda la grafica, bocciata per tutto il resto.
Luna-chan
Per l'anime I Cavalieri dello Zodiaco: The Lost Canvas - Il Mito di Ade
Serie OAV di genere Azione/Combattimento/Demoni/Fantastico/Soprannaturale/Superpoteri
Episodi Visti: 8 su 26 --- Voto: 10 Saint Seya secondo me è sempre stato un anime degno di ogni considerazione e devo dire che Lost Canvas non ha nulla da invidiare agli anime precedenti.
La storia narrata prende il via molto prima rispetto alla serie originale di Saint Seya a cui siamo tutti abituati. La trama parte infatti narrando le vicende che porteranno Tenma, Alone e Sasha a diventare, rispettivamente, il cavaliere di Pegaso, la reincarnazione di Ade e la reincarnazione della dea Atena. I tre fin da piccoli hanno condiviso tutto, essendo cresciuti nello stesso orfanotrofio, finendo con il diventare migliori amici. La piccola Sasha però presto li abbandonerà costretta dal suo destino a diventare la reincarnazione di Atena, non senza però prima avere creato un braccialetto portafortuna per se stessa e per gli amici come segno della loro eterna amicizia.
Alone, ragazzino dolce e gentile quasi fino all'inverosimile, ha una sola passione: dipingere. Sarà però proprio questa sua capacità di riprodurre sulla tela quello che vede nel mondo a diventare la prima arma che, come reincarnazione di Ade, il ragazzino utilizzerà per uccidere. Tenma, all'inizio, non si accorgerà del cambiamento intercorso nell'amico e ne prenderà conoscenza solo quando sarà troppo tardi. Anche Tenma e Alone infatti si separano nel momento in cui Tenma, avendo attirato l'attenzione di Doku della bilancia, partirà per potere diventare un cavaliere di Atena.
Devo dire di aver apprezzato tantissimo questi OAV, arrivando persino a preferirli alla serie classica. In quest'anime, infatti, capiamo finalmente cosa sia realmente successo nella sacra guerra di cui si è tanto sentito parlare, ma che in realtà nella trama originale di Saint Seya non veniva sviscerata. Ritroviamo inoltre alcuni personaggi che sono ben noti a chi ha già visto la serie classica, come Doko della Bilancia ed Shin dell'Ariete.
Il personaggio di Alone a mio parere è veramente stupendo. Bellissima è l'idea che la sua impossibilità di trovare inizialmente il colore perfetto per potere ritrarre gli occhi di Tenma sia quello che lo salva dall'essere immediatamente ucciso dall'amico.
Anche se la fine è quasi già conosciuta da chi è appassionato della serie classica, quest'anime è davvero imperdibile. I disegni sono curatissimi e la trasposizione rispetto al manga è impeccabile. La sigla inoltre mi è rimasta molto impressa, sia per la musica che per il diretto riferimento alla serie.
Lost Canvas è davvero da consigliare a chi come me è un appassionato della serie classica, ma anche a chiunque non abbia mai visto Saint Seya, con la certezza che se ne innamorerà immediatamente.

Actarus
Per l'anime I Cavalieri dello Zodiaco: The Lost Canvas - Il Mito di Ade
Serie OAV di genere Azione/Combattimento/Demoni/Fantastico/Soprannaturale/Superpoteri
Episodi Visti: 13 su 26 --- Voto: 10 Dopo Hades prosegue la saga dei Cavalieri. Rispetto alle precedenti serie non cambia lo schema di fondo della lotta tra i Cavalieri d'Oro e gli Specter guidati da Hades (il male oscuro). Ma questa volta la trama si evolve in maniera più incisiva rispetto al passato. Il profilo psicologico dei personaggi principali viene analizzato in maniera più approfondita. Questa volta Hades manderà i suoi cavalieri più potenti per iniziare l'assalto verso il santuario. A sbarrargli la strada però ci saranno i cavalieri di Atena sorretti da sentimenti nobili e profondi. Loro lotteranno fino alla fine, donando anche il loro sangue (e anche molto di più) pur di far prevalere il bene. Il senso di lealtà, di amicizia, traspare in ogni personaggio. Gli eventi sono drammatici, infatti moriranno diversi Cavalieri d'Oro.
Il chara design finalmente tronca con il passato e si evolve in maniera eccellente - finalmente, era da una vita che non lo cambiavano! Adesso le armature d'oro, d'argento o di bronzo risplendono più che mai e conferiscono ai personaggi un aurea di potenza incredibile. Le animazioni a mio avviso sono eccellenti (un esempio è Cerbero di Hades, animato in maniera superlativa).
Spero vivamente che la trama mantenga la stessa qualità nella seconda parte della serie già annunciata.

tisifone75
Per l'anime I Cavalieri dello Zodiaco: The Lost Canvas - Il Mito di Ade
Serie OAV di genere Azione/Combattimento/Demoni/Fantastico/Soprannaturale/Superpoteri
Episodi Visti: 6 su 26 --- Voto: 9 Devo dire che mi ha coinvolta sin dalla prime scene: disegni e animazione perfetti; la storia e l'approfondimento dei personaggi mi hanno talmente toccata ed in certe scene fatto piangere. Rispetto a Saint Seiya troviamo un'Atena più determinata e coraggiosa insieme al suo lato più dolce e sensibile. Ho visto le sei puntate uscite e devo dire che mi è piaciuto quasi tutto tranne il tratto, personalmente preferisco Masami Kurumada, e il fatto che l'esplosione Galattica di Shion di Aries non sia resa al meglio come in Saint Seiya Sanctuary Chapter. Belli anche i nuovi personaggi. Mi piace il fatto che ai cavalieri d'oro sia dato maggiore spazio e sino ad ora tra i tre apparsi mi è molto piaciuto Albafika, il suo dramma e la sua tenacia nella strenue difesa del Santuario e del Villaggio, davvero superlativo e ottimamente caratterizzato. Unica pecca per me: la mancanza di Ikki di Phoenix. Voto 9

demone dell'oscurità
Per l'anime I Cavalieri dello Zodiaco: The Lost Canvas - Il Mito di Ade
Serie OAV di genere Azione/Combattimento/Demoni/Fantastico/Soprannaturale/Superpoteri
Episodi Visti: 2 su 26 --- Voto: 8 E' un cartone molto ben curato nelle animazioni e nelle musiche,la storia, forse per appena due episodi che sono stati trasmessi, è troppo poco ancora per tirare delle valide conclusioni, l'impressione che fa è quella comunque di volersi staccare dalla serie che tutti conosciamo bene.
Ho sempre definito quest'opera fin dalla sua nascita "saint tenma", visto che la saga si concentra prevalentemente su questo personaggio e sul predecessore corpo di cui hade si è impadronito per risorgere e portare nuovamente terrore nel mondo.
Anzi, chiamarlo così è forse il termine più giusto,considerati anche poi gli sviluppi che la storia prenderà,se terrà fede al manga.
E' bello sicuramente da vedere per sapere un po' di più del passato di shin e dohko che conosciamo bene in saint seiya, e il motivo per cui essi combattevano 2 secoli e mezzo prima dell'ultima guerra sacra,questa penultima guerra è comunque uno spunto interessante che va a chiarire dei dubbi su questi personaggi.
Per chi è appassionato a livello cronologico dell'opera consiglio assolutamente di vederlo, ma stare a paragonarlo al saint seiya che conosciamo non basterebbero 243 anni di acqua che passa sotto i ponti,inferiore all'opera classica e sicuramente imparagonabile con essa.
Ovviamente l'ultimo parere espresso è un mio puro campanilismo,visto che sono un fan della serie classica,ma comunque aperto a questa novità che ci è stata offerta,a volte il diavolo non è così brutto come lo si dipinge!

ikigo83
Per l'anime I Cavalieri dello Zodiaco: The Lost Canvas - Il Mito di Ade
Serie OAV di genere Azione/Combattimento/Demoni/Fantastico/Soprannaturale/Superpoteri
Episodi Visti: 2 su 26 --- Voto: 9 Di sicuro a molti nascerà scetticismo attorno a questo titolo, ma posso garantire, in quanto fan sfegatato dei mitici cavalieri, che invece si tratta di un opera bella da vedere e che lascia sin da subito una curiosità ed una suspense nel vedere cosa accade nella puntata seguente... Ha ovviamente un inizio lento, rispecchiano a pieno il manga con il personaggio principale, tenma, alle prese con lo scoprire dei suoi formidabili poteri, una volta al santuario con l'aiuto di docho diverrà il cavaliere di pegaso... Il più vicino ad Atena... E molte sono le avventure che dovrà sostenere! In Italia con il manga siamo fermi al 15 numero... Speriamo che questo anime lo rispecchierà fino alla fine!
Comunque nel complesso un opera davvero bella, armature che rispecchiano il tratto e la foggia che noi tutti conosciamo, i personaggi sono del tutto nuovi e la storia è molto più avvincente di quelle di kurumada memoria... Un opera di sicuro avvincente che si rivelerà la migliore in assoluto nell'anno 2009... Buona visione...
fox kagemusha
Per l'anime I Cavalieri dello Zodiaco: The Lost Canvas - Il Mito di Ade
Serie OAV di genere Azione/Combattimento/Demoni/Fantastico/Soprannaturale/Superpoteri
Episodi Visti: 2 su 26 --- Voto: 10 Be' che dire un animazione perfetta, unito con una computer grafica da paura, credo che nessuno si sarebbe aspettato una simile trasposizione, per anni siamo stati abituati a shingo araki un mito che ci manchera' di sicuro in questa grande avventura, ma questo lost canvas cerchiamolo di vederlo con altri occhi e tutto sarà più semplice poi con il tempo ameremo questo tratto che riesce comunque a dare emozioni, il manga e il tratto della shiori sono stupendi invito a tutti a leggerlo anche hai nuovi che si avvicinano al mondo dei manga e degli anime, lost canvas e un nuovo punto di partenza per quello che era gia' un mito... Grazie a masami kurumada, grazie shingo araki, grazie shiori teshirogi, grazie megumu okada per le forti emozioni che negli anni ci hanno fatto e ci fanno provare!!

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