Fagiana
Per l'anime
Lupin III - La pietra della saggezza
Film di genere Azione/Avventura/Commedia/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 ---
Voto: 8 Primo lungometraggio dedicato a Lupin III,
La pietra della saggezza è una pellicola che potrebbe risultare strana agli spettatori odierni. Volendo essere più preciso, mi riferisco a chi di Lupin conosce solo gli ultimi OAV e special televisivi, estremamente distanti dai canoni hard boiled che il papà Monkey Punch aveva conferito alla sua creazione; ma questo film potrebbe far storcere il naso anche ha chi ha amato il Ladro Gentiluomo nella sua incarnazione miyazakiana, quella della seconda metà della prima serie televisiva e del capolavoro
Il castello di Cagliostro, entrambi pieni di vicende rocambolesche e adatti a un pubblico di tutte le età.
La pietra della saggezza riprende quasi alla perfezione l'azione violenta e l'eros della serie originale, risultando così molto godibile ai fan del Lupin "vecchio stile", ma allo stesso tempo possiede qualche elemento atipico. Le avventure di Lupin hanno sempre avuto un tocco un po' surreale, a volte inverosimile, che qui si fa strada prepotentemente nella vicenda, mostrandoci però il suo lato più oscuro. Per farvi avere un'idea sulla pasta di cui è fatto questo film, azzardo un piccolo paragone: avete presente
Beautiful Dreamer, uno dei primi film di Lamù, rinnegato dai fan poiché lo stile inquietante e onirico di Mamoru Oshii era molto distante dal tenore scanzonato della serie? Senza travisare troppo il senso dell'opera, si può affermare con una certa tranquillità che
La pietra della saggezza sta a Lupin III come
Beautiful Dreamer sta a Lamù, in due parole: fantascienza introspettiva.
Ovviamente non ci troviamo di fronte a un trattato di filosofia, e per di più sotto certi aspetti la vicenda è poco credibile e troppo permissiva nei confronti dei protagonisti (ma chi ama il Ladro Gentiluomo ci è abituato); ma in questo film datato 1978 vengono abbozzati, con uno stile diretto e per nulla prolisso, una serie di temi assai gravosi che si rivedranno in tantissime produzioni successive, come
Evangelion,
Ghost in the Shell e
Serial experiments Lain solo per citare le più famose. Tante sono le domande che minano la sicurezza dello spettatore, tanti sono gli interrogativi sollevati, probabilmente non compresi appieno quando il film fu distribuito, ma che in futuro diventeranno il nostro pane quotidiano: è possibile all'essere umano erigersi a divinità? La manipolazione genetica può farci dono dell'immortalità? Quali sono i suoi limiti, i suoi pericoli? Le copie organiche di una persona sono semplici simulacri, o sono in grado di prendere il posto dell'originale?
Tutte queste schegge di dubbio sono incastonate con maestria nel tessuto di azione e umorismo che da sempre è il terreno ideale per Lupin, facendo così in modo che il risultato non sia pesante, ma lasci comunque il segno. I disegni purtroppo sono datati, così come le animazioni, entrambi a volte grossolani e confusi, ma nella media risultano accettabili. I fondali invece sono tutto un altro paio di maniche: una continua citazione di artisti come Escher, Dalì, Michelangelo, un perfetto puzzle intellettuale per aumentare il senso di alienazione e di sgomento dell'opera.
Punto molto discutibile è il doppiaggio: nel corso delle varie pubblicazioni de
La pietra della saggezza se ne sono avvicendati ben quattro, di cui il migliore è l'ultimo, quello realizzato per la messa in onda su Italia1 del 2008, con il mai dimenticato Roberto Del Giudice. Gli altri sono di qualità piuttosto scarsa, con un adattamento assai povero e voci non consone ai personaggi: quella di Lupin nell'edizione in VHS che possiedo io è semplicemente insopportabile!
In ogni caso, sono dell'idea che questo lungometraggio sia stato troppo sottovalutato, anche a causa della vicinanza storica con il ben più celebre
Il Castello di Cagliostro, ma che merita assolutamente di essere ripescato, per rendersi conto di uno dei primi tentativi di infiltrazioni filosofiche della japanimation e per godersi uno dei prodotti più riusciti con protagonista il Ladro Gentiluomo.
