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Mononoke
Locandina Mononoke

Titolo Originale: Mononoke
Titolo Inglese: Mononoke
Formato: Serie TV
Anno: 2007
Episodi: 12
Disponibilità: Fansub
Valutazione: 8,333 (media 9,000, basata su 8 recensioni)
Opinioni episodi: 13 Episodi promossi 0 Episodi rimandati 0 Episodi bocciati
Genere: Storico, Horror, Sperimentale
Siti Consigliati: Anidb
Nazionalità: Giappone
Lista Anime: Per utilizzare la lista anime devi registrati.
Nelle liste come: 3 in visione, 24 completato, 2 in pausa, 2 sospeso, 1 da rivedere, 39 da vedere.
Tags: Ayakashi - Japanese Classic Horror, noitaminA
Immagini: 25 (by Tacchan)

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Mononoke 8,333 out of 10 based on 8 ratings. 8 user reviews.

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onizuka90
Per l'anime Mononoke
Serie TV di genere Storico/Horror/Sperimentale
Episodi Visti: 12 su 12 --- Voto: 8

Mononoke è una serie del 2007 prodotta dalla Toei Animation e magistralmente diretta da Kenji Nakamura, regista di "Ayakashi: japanese classic horror". Quest'opera è considerabile infatti come una sorta di spin-off degli ultimi tre episodi di Ayakashi (intitolati: “Bake Neko”), un insieme di vicende parallele strutturate sulla medesima ambientazione e concentrate attorno all'enigmatica figura del farmacista, impegnato in un misterioso viaggio.

Mononoke è una di quelle serie che attirano immediatamente l'attenzione dal punto di vista della realizzazione tecnica e grafica. Questa infatti si discosta decisamente dai canoni tipici dell'animazione moderna per cercare un'identità e originalità proprie, traendo ispirazione dalle stampe giapponesi tradizionali, sia per quanto riguarda gli ambienti sia per la ricchezza dei dettagli e delle decorazioni, elementi che impreziosiscono il tutto andando a comporre un incredibile e stupefacente mosaico di colori e figure, le quali sembrano come dipinte su pergamena. Si percepisce un'atmosfera dal sapore “antico” che contribuisce al fascino esotico e misterioso che avvolge l'intera opera.
Senza timore alcuno la si può definire un'opera sperimentale, che interseca uno stile narrativo graffiante e travolgente, avvalorato e arricchito da una repertorio musicale d'eccezione, con una maniacale cura per i dettagli, rintracciabile persino nella realizzazione delle gocce di pioggia e dei fiocchi di neve. Un'altra apprezzabile caratteristica si può rilevare circa la fattura del charachter design, spesso volutamente esagerato e caricaturale, in modo tale da evidenziare con efficacia le emozioni e le peculiarità caratteriali dei personaggi. Notevole anche il riferimento al teatro giapponese tradizionale, enfatizzato dall'aprirsi e chiudersi delle porte, tanto che sembra di assistere a una rappresentazione teatrale.

L'opera si struttura su cicli autoconclusivi di due o tre episodi l'uno, per un totale di cinque racconti.
Come già accennato in precedenza la serie si concentra nel narrare le vicende di un enigmatico personaggio di cui nulla si conosce, nemmeno il nome. Fin dal primo episodio viene svelato che si tratta di un “farmacista”, intento nel suo peregrinare per il mondo alla ricerca di sovrannaturali e pericolose creature denominate "mononoke". Esse nascono dal rancore, dai rimpianti, dall'odio e dalla disperazione delle persone, trascendono il mondo reale e portano distruzione ovunque si rechino, per questo si rende necessario purificarle. Arduo è perseguire tale fine, poiché occorrono tre indispensabili informazioni in merito a questi spiriti per poterli sopraffare: se ne deve conoscere “forma”, “verità” e “ragione”. In questo modo viene offerto uno spunto per approfondire la vicenda e in particolare il passato e la psicologia dei personaggi, elementi strettamente collegati alla genesi del mononoke e imprescindibili al fine del suo annientamento. Espediente geniale, dunque, per infondere all'opera una notevole profondità e significato, merito anche del contributo offerto dalla sceneggiatura, incisiva ma illuminante.

Fondamentale è la regia, capace di dosare perfettamente i silenzi, i momenti di stasi e di azione, forgiando in questo modo una perfetta atmosfera di tensione e d'insostenibile attesa per la manifestazione degli eventi. Ogni scena è un tassello che va a comporre e a chiarire la verità dell'oscuro orrore che si cela nei più reconditi anfratti dell'animo umano.
Il linguaggio visivo del regista non esita a impreziosire il tutto con elementi metaforici e simbolici di grande stile, conferendo in tal modo una maggiore suggestività ed espressività alla narrazione; è encomiabile anche la teatralità dei momenti dedicati al combattimento, coinvolgenti e sbalorditivi.
Per concludere invito caldamente alla visione di questa serie così particolare e fuori dai normali schemi, suggerendo di non farsi condizionare dall'apparenza fenomenica che a prima vista potrebbe fare storcere il naso a più di qualcuno. Mononoke rappresenta una ventata d'aria fresca nel mondo dell'animazione degli ultimi tempi, riuscendo a estraniarsi dai canoni che oggi si stanno purtroppo imponendo alla maggior parte delle produzioni del paese del sol levante.
Mononoke è arte, libera e innovativa espressione della sensibilità del suo autore. Forse questo è il motivo per cui è così poco conosciuta e apprezzata.



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Limbes
Per l'anime Mononoke
Serie TV di genere Storico/Horror/Sperimentale
Episodi Visti: 12 su 12 --- Voto: 8

Immagino che guardando gli screen ti aspetteresti che la particolarità, l’aspetto più eclatante di Mononoke sia la parte visiva. Sì, l’immagine è la grande componente stilistica dell’anime, ricercata, significante, sperimentale, per molti aspetti puramente suggestiva ed evocativa, nell’accezione originaria e propria di questi due termini. Premesso questo, in realtà la componente davvero pregnante, la funzione elevante l’immagine è il suono. Il suono che in Mononoke è ancora più significante dell’immagine, ancora più suggestivo, più evocativo. Il suono che scandisce le azioni, si riverbera negli spazi e nei colori, e s’insinua in ogni fessura, da ogni fessura, della trama del reale fisico e metafisico con la sua potenza, con la sua presenza.
Con il suono non intendo solo le musiche (Yasuharu Takanashi), che ci sono e sono notevolissime, si rifanno alle sonorità tradizionali estremo orientali in un unicum effecti di audio e video voluto per l’anime, e nell’opening sono ibridate con un tocco parigino di belle epoque ricreante un mix originalissimo. Con il suono intendo soprattutto gli effetti sonori, tutti, siano un tintinnio, il rumore della pioggia, lo sciabordare di una nave piuttosto che una porta che scorre o le molte profondità delle voci umane e non, passando per gli echi che si rispondono fra i diversi scenari e dimensioni. Tutti questi suoni, e molti altri, scrutano gli ambienti e fuggono, e ricreano la vera profondità spaziale (sonora) dell’opera.

Perché dal punto di vista della profondità visiva l’effetto non è proprio riuscito. Le campiture di colore piatte sono molto belle in virtù delle scelte cromatiche pastellate, del loro accostamento e soprattutto dei motivi variegati che decorano kimono, pareti, tappeti, vasi, ombrelli, pavimenti e praticamente ogni superficie si presti allo scopo. In aggiunta, ogni “tavola” è filtrata con una texture che dà a ognuna di esse un’apparenza da stampa giapponese antica, ritornando all’unicità di fine delle diverse componenti dell’anime. Ma va da sé che ottenere questo risultato comporta l’assenza di volumetria nelle figure e una grande attenuazione della prospettiva, la quale, non o poco rintracciabile nelle stampe, però nell’anime è cercata, e di conseguenza risulta incompleta e disturbata nella sua resa. Inoltre anche i disegni a volte soffrono di una certa approssimazione, con proporzioni scombussolate e tratti che mostrano una certa discontinuità. Come discontinue sono le animazioni, che capita siano imprecise e in generale danno un senso di rigidità non troppo piacevole.

Molto belli invece gli effetti visivi che, da una parte, impreziosiscono con piccoli elementi decò, ghirigori e infiorescenze stellate, i dettagli come le gocce di pioggia, i colpi fra le armi o alcuni luccichii, e dall’altra visualizzano con potenza tonale e figurativa porzioni sceniche più imponenti. Tra queste molto attenzionata, in maniera progressiva e suddivisa in più fasi, è la metamorfosi, o meglio il rilascio dell’unico protagonista della serie, il farmacista. Questo personaggio dalla caratterizzazione estremamente ambigua e accattivante, circondato da un alone d’impenetrabilità nonché molto laconico e sottile, distilla massime e sentenze di gusto quasi confuciano e si esprime con uno stile criptico oltremodo calzante al ruolo che riveste.
Il character design (Takashi Hashimoto) dei vari personaggi che si alternano nei diversi cicli di episodi è altrettanto originale, spesso strano, e gioca tanto sull’accentuazione di determinati caratteri somatici, che diventano quasi caricaturali, e sull’enfatizzazione di un certo tipo d’espressività facciale imparentata alla lontana con il teatro kabuki.

E proprio la scansione delle scene, resa mediante l’apertura e la chiusura delle pareti a scomparsa, dà un po’ la sensazione di assistere agli atti di una rappresentazione in cui la tensione e l’atmosfera di potente sospensione permeano ogni quadro animato. Il merito del conseguimento impeccabile di queste due componenti è della regia di Kenji Nakamura e dei co-registi Kouhei Hatano, Masayuki Matsumoto, Nama Uchiyama e Sumio Watanabe, i quali nella loro gestione della narrazione e dei ritmi sono magistrali. Infatti non c’è iato o inquadratura che non sia funzionale al mantenimento dell’attenzione e, soprattutto, alla ricreazione dell’attesa timorosa, elettrica, della manifestazione del sovrannaturale, ovvero del Mononoke, il quale è l’elemento scatenante di ogni circolo d’eventi. La presenza di queste essenze senza pace, dei Mononoke, è dosata con attenzione certosina: la loro comparsa è preparata a dovere ed è il punto d’arrivo di una ricerca sapiente in cui le parole, i gesti, i non detti, i rumori che aleggiano e il taglio delle sequenze sono giocati e combinati per ottenere il miglior equilibrio ricreante l’arsi massima. Lo svolgersi degli episodi è riflessivo ma incalzante, dà il tempo per pensare, per porsi le relative domande e gustarsi la ricchezza e la singolarità dell’immagine, e procede a passi contemplativi che però poco per volta si velocizzano trascinando gli sviluppi fino alla loro soluzione, fino all’unità di Forma Verità e Rimorso il cui significato si scopre ciclo dopo ciclo, allo stesso modo del segreto dei Mononoke, e del segreto del farmacista.

Peccato però per l’ultimo, di ciclo, che ricompone tutti i pezzi dei misteri ma si discosta troppo dall’ambientazione del Giappone feudale tenuta fino ad allora, con un salto temporale che c’entra poco e niente con lo stile dell’opera e spezza quell’unità d’effetto mantenuta alla perfezione per i primi tre tronconi, proponendo tra l’altro la storia meno riuscita della serie.
Una serie che malgrado ciò rimane pregevolissima, rara, fine, di cui di sicuro m’è sfuggito, non essendone un conoscitore, gran parte del simbolismo e dei richiami alla tradizione e ai miti del Giappone antico, dei quali in ogni caso si avverte anche in modo subliminale la presenza.
Tuttavia Mononoke è a prescindere un’opera che va vista, soprattutto da chi dovrebbe capire qual è il vero horror, la vera tensione sovrannaturale con un significato latente e profondo vero.




Pan Daemonium
Per l'anime Mononoke
Serie TV di genere Storico/Horror/Sperimentale
Episodi Visti: 12 su 12 --- Voto: 10

Avendo visto "Ayakashi - Japanese classic horror" non ho potuto non completare con questo assurdo spin-off che si riallaccia agli ultimi 3 episodi della sopra citata serie basati su una storia originale di Kenji Nakamura, regista di "Mononoke".
Così come A., anche M. verte su vicende autoconclusive di 2-3 puntate, ma in questo caso il protagonista è sempre lo stesso soggetto, vale a dire il "farmacista"/cacciatore di mononoke. Apparentemente questi esseri, normalmente non presenti in questo mondo, nascono dalla fusione di un ayakashi, vale a dire uno youkai, uno dei tanti demoni del folklore giapponese, e delle profonde e squarcianti emozioni umane, generalmente legate a dolore e morte. Un umano che quindi prima di morire scatena una serie di emozioni coinvolgenti produce come conseguenza un mononoke. D'altronde questo modo di pensare è tipico della cultura nipponica, già di per sé occupata da numerose storie di fantasmi di persone decedute di morte violenta che vagabondano ancora sulla Terra, il tutto molto simile alla vicenda natale dei mononoke.

Le storie sono tutte coinvolgenti e seducenti, non solo per come sono espresse, ma anche per i contenuti. Come già detto, alla base della maggioranza di esse vi è un qualche turpe avvenimento, di conseguenza molte di esse presenteranno una serie di personaggi che verranno pian piano inglobati e metabolizzati dal male che nascondono, ma che hanno fatto. L'ultima vicenda è, in particolare, estremamente ben caratterizzata ed emotivamente d'impatto.
Ciò che, però, più caratterizza "Mononoke" è indubbiamente la sua sperimentalità. Le inquadrature sono assolutamente ciò che di meno ordinario abbia visto, assolutamente instabili e asimmetriche e fuse con un uso assurdo dei colori (un episodio tetro con improvvisi, ma sapienti sprazzi di colori e molti episodi, invece, colorati in modo solare per tutto il tempo) creano una percezione quasi sognante e psichedelica dell'anime, in sintonia con l'irrealtà delle vicende: il mononoke è infatti capace di trasportare le sue vittime in un suo mondo alogico.
Anche i riferimenti storici, in generale i costumi dei personaggi, le scenografie, i discorsi, sono assolutamente convincenti, esasperanti, trascinano lo spettatore in un mix di non-sense, '800 giapponese, folklore e psicosi. Non credo ci sia qualcosa di meglio per qualcuno amante di questi temi di fondo, che qui sono racchiusi in un unico tesoro.




Yama Dantès
Per l'anime Mononoke
Serie TV di genere Storico/Horror/Sperimentale
Episodi Visti: 12 su 12 --- Voto: 10

Come non dare 10 a questa splendida opera? "Mononoke" è decisamente uno degli anime che mi ha colpito di più, fra tutti quelli che ho visto.
Di sicuro la trama non è usuale: un farmacista senza nome, che però dimostra di essere molto più di ciò che dice, viaggia alla ricerca di mononoke per... esorcizzarli? No, non solo, lui scava nel passato di questi demoni per capire come si sono formati, quali sono state le cause che hanno provocato la nascita di un Umi Bozu, di un Noppera Bou, di un Bakeneko o quel che sia. Una specie di Kogoro Akechi, o uno Sherlock Holmes nipponico dei tempi passati, dotato di una freddezza e di un coraggio che non ha per talento naturale, ma ha acquisito grazie alla sua profonda conoscenza della natura demoniaca.

Come dire che il disegno non è fantastico? I paesaggi, o meglio, gli interni prima di tutto: sono ricchi di particolari, con una precisione maniacale per i dettagli, si potrebbe dire. L'anime si basa in parte anche su questo, e gli sfondi senza dubbio fanno risaltare il contesto di tutte le vicende che vi si svolgono.
I personaggi sono altrettanto particolari. Il farmacista, prima di tutti (Kusuriuri in giapponese). Un semplice essere umano non può di sicuro avere delle orecchie così, e una freddezza così "inumana", appunto. Ma d'altra parte un demone non può essere, dato che li combatte. O meglio, cerca di eliminare la negatività e la follia della loro mente. Chissà, potrebbe anche cercare di dare la pace ad anime tormentate dalla vendetta. Ma non lo sapremo mai ciò che quell'uomo è in realtà, ed è proprio questo uno degli aspetti che dà maggior fascino alla storia.

Anche il resto dei personaggi è molto particolare, sebbene sia ben lontano dall'aspetto del farmacista. Oltre a quest'ultimo, l'unico personaggio che appare più di una volta nel corso delle varie storie dell'anime è Kayo/Chiyo, la domestica, che appare anche negli ultimi tre episodi della serie precedente, Ayakashi (in particolare, nel Bakeneko arc). Lei è un po' l'elemento comico, che sdrammatizza il contesto serio delle vicende in cui è presente.
I demoni, eh, come dimenticarseli! Sono rappresentati in modo inusuale, con un modo di pensare completamente diverso da quello a cui siamo abituati. E il farmacista, grazie alla sua esperienza, mano a mano che le storie vanno avanti trova sempre più indizi per risalire alla Verità e al Rimpianto (Makoto e Kotowari in giapponese) che hanno portato alla loro nascita.
Un bel 10 pieno, meritatissimo!




Franzelion
Per l'anime Mononoke
Serie TV di genere Storico/Horror/Sperimentale
Episodi Visti: 12 su 12 --- Voto: 8

Anime originale e particolarissimo, infatti ho scelto di guardare Mononoke proprio per questa sua peculiarità.
Ciò che lo contraddistingue da tutti gli altri è innanzitutto la parte grafica: disegni di qualità e dettaglio eccellenti, colorati con un prodotto particolare di cui non conosco la natura; le animazioni poi sono ridotte al minimo, proprio per dare risalto ai fantastici sfondi e particolari di ogni scenario, infatti potremmo definire Mononoke un "quadro in movimento", più che un anime.

Il genere può essere considerato Thriller/Giallo/Horror, poiché, grazie a delle magistrali e attente regia e sceneggiatura, le sequenze riescono sempre a trasmettere tensione od orrore, a seconda dell'occasione.
Non sono tutti episodi auto-conclusivi, dato che alcuni si presentano in gruppi di due o anche di tre (gli ultimi), ma non c'è un minimo filo logico-temporale che unisce un episodio all'altro, rendendo magari pesante il proseguimento della visione, che però saprà risarcirvi con un'infinita serie di colpi di classe e di stile, che sapranno stupirvi più di una volta.

Il protagonista è "solo un semplice farmacista", che può essere identificato come detective del paranormale, cercando di risolvere i diversi casi che si vengono a presentare, che sono sempre causa di un Mononoke. Questo può essere combattuto e sconfitto solo se si è a conoscenza della sua Forma, Verità e Rimpianto, che riusciranno ad essere noti solo grazie alle testimonianze dei diretti interessati, spesso vittime o colpevoli. Così si viene sempre a creare un intricato (a volte anche troppo, come negli ultimi 3 episodi, molto complessi) intreccio fra il passato dei personaggi coinvolti e il presente, il cui compito di risolvere il "puzzle" spetta al nostro caro farmacista, dal look assolutamente unico e artistico.
Effetti sonori e musiche sono ben inseriti in ogni scena, svolgendo bene il proprio lavoro in termini di regia e risultato desiderato.
Peccato solo per il finale un po' freddo: tutto sommato dall'ultimo caso mi aspettavo di più, considerando soprattutto il fatto che per raccontarlo sono stati impiegati ben tre episodi.

Per finire consiglierei Mononoke a chiunque voglia godersi un prodotto innovativo e caratteristico, che racchiude in sé tutta la raffinatezza e le atmosfere dell'horror giapponese puro, quindi se siete appassionati del genere non lasciatevelo scappare.
Un gioiello, che sprizza arte da molti pori.




Vrt
Per l'anime Mononoke
Serie TV di genere Storico/Horror/Sperimentale
Episodi Visti: 2 su 12 --- Voto: 9

La serie è uno spin-off dell'arco chiamato Bakeneko della serie del 2006 Ayakashi: Japanese classic horror (non l'ho vista quindi non so altro). Per gli episodi che ho visto la serie sembra raccontare le vicende di uno pseudo-farmacista dall'aspetto abbastanza volpino e i suoi incontri più o meno casuali con i mononoke, esseri soprannaturali che provano rancore verso gli esseri umani. In qualunque modo si svolgesse il mestiere di farmacista nel giappone antico, lo strano personaggio da l'impressione di saperla molto più lunga di un comune venditore di medicine.
Lo stile atipico del disegno non è un semplice contenitore per gli eventi ma trasuda profondità e giapponesità (?) da ogni frame. I contenuti, profondi come può essere profondo il ranconre, sono avvolti in una regia surrealistica che definirla inquietante è dire poco. Insomma la bellezza delle immagini non va a discapito della narrazione, o viceversa (ma perché dovrebbero?), si sposano invece in un prodotto disseminato di simbolismi tremendamente efficaci e per questo si creano più piani di lettura. La semplice caccia al fottuto mononoke (ma quanto fanno paura quei bambini?) arriva direttamente nelle profondità dell'animo umano disseminato di ombre, pieghe e quant'altro nessuno vorrebbe mai avere al proprio interno, tanto che anche il sicuro farmacista volpe perde la sua bussola. Insomma forma, verità e ragione.
Considerando che tutto ciò è uscito dai primi due episodi, beh, non vedo l'ora di vedere cosa mi riservano gli altri.




Gricardo Corbi
Per l'anime Mononoke
Serie TV di genere Storico/Horror/Sperimentale
Episodi Visti: 12 su 12 --- Voto: 10

Ottimo per me. Animazione di eccezione. Trama ottima: il tema è l'esorcismo. Le figure si delineano con modi ottimi e si percepiscono come costruzioni vere e mai come pupazzi, come simboli, come personificazioni di una solo idea. Una serie davvero giapponese: si confa solo ad una minoranza minuscola; d'altronde oggi l'animazione è "Naruto Shippuden", "OnePiece" e "DragonBall". Sono stili avversi.



Kami
Per l'anime Mononoke
Serie TV di genere Storico/Horror/Sperimentale
Episodi Visti: 12 su 12 --- Voto: 9

Mononoke è una serie molto, ma molto particolare. In effetti basta dare un'occhiata alle screenshot per rendersi conto che non ci troviamo di fronte il solito anime ad ambientazione scolastica o quant'altro. La serie è episodica ed il filo conduttore è rappresentato dallo strano protagonista, sedicente venditore ambulate di medicine, dal volto che ricorda le kistune, le volpi. Egli viaggia in questo mondo baroccamente disegnato, in una overdose di colori brillanti, inseguendo una tipologia di spiriti della mitologia giapponese, i mononoke appunto. Personalmente sono rimasta molto colpita da quest'anime, ma c'è voluto un po' di tempo per appassionarmene. E' un gioiellino bizzarro, affascinante. La cosa migliore è lasciarsi andare del tutto, farsi confondere dai colori sgargianti, seguire le misteriose trame sciolte dal protagonista in un percorso che poteva essere prevedibile ed invece risulta solamente accattivante. Credo che saranno pochissimi i critici favorevoli a questa serie, ma questo numero esiguo l'avrà apprezzata fino in fondo, come merita :)


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