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La Principessa Mononoke
Locandina La Principessa Mononoke

Titolo Originale: Mononoke Hime
Titolo Inglese: Princess Mononoke
Formato: Film
Anno: 1997
Episodi: 1
Disponibilità: Buena Vista (compralo su Amazon.it)
Valutazione: 8,672 (media 8,778, basata su 63 recensioni)
Opinioni episodi: 9 Episodi promossi 0 Episodi rimandati 1 Episodi bocciati
Genere: Azione, Mistero, Soprannaturale, Demoni
Siti Consigliati: Anidb
Nazionalità: Giappone
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Nelle liste come: 1 in visione, 362 completato, 7 da rivedere, 43 da vedere.
Tags: Princess Mononoke
Immagini: 22 (by Zelgadis)

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La Principessa Mononoke 8,672 out of 10 based on 63 ratings. 63 user reviews.

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bob71
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

La leggenda degli spiriti vendicativi

Giappone, periodo Muromachi (1336-1573). Ashitaka, principe guerriero della dinastia Emishi, nello scontro con Nago, un dio-cinghiale posseduto da un demone, viene ferito e colpito da una maledizione. Il giovane è costretto ad abbandonare il suo villaggio per evitare che il maleficio si estenda all'intero suo popolo e per cercare di comprendere le origini dell'odio che ha spinto il demone fino a lui. Durante il viaggio Ashitaka si imbatte in San, una ragazza allevata dai lupi che ha giurato vendetta contro Lady Eboshi, capo di un Tatara-ba (città del ferro) che basa la sua economia sulla produzione di armi da fuoco. Costei ha come obbiettivo la distruzione dell'intera foresta sacra, protetta dallo Shishigami (il dio-cervo) e tanto cara a San e agli spiriti guardiani zoomorfi, allo scopo di ricavare miniere per l'estrazione del ferro. Sarà l'inizio di un'epica battaglia fra uomini e dei in cui Ashitaka, "con occhi non velati dall'odio", avrà un ruolo determinante nel conflitto fra le due fazioni.

"Mononoke Hime", 1997, è l'opera "adulta" di Miyazaki che ha sancito la sua consacrazione al grande pubblico grazie all'enorme successo in patria e alla distribuzione internazionale, che gli ha permesso di conquistare l'America e l'Europa. Il film rappresenta uno spartiacque nella sua cinematografia per il profondo pessimismo di cui è impregnato, ma è anche una svolta stilistica per la crudezza inusitata di alcune sequenze: battaglie cruente, sangue, ferro e fuoco esordiscono nella grammatica del regista e la narrazione dal respiro epico e grandioso è impreziosita da articolate scene di massa e da un montaggio di raffinata architettura.

La pellicola, incentrata sull'eterno e irresolubile conflitto tra l'uomo e la natura, è un affascinante kolossal animato, un affresco potente ed evocativo ammantato di misticismo e imbevuto nel folklore del Sol Levante, con particolare riferimento alla leggenda degli yōkai e degli shikigami, o 'kami', della cosmogonia scintoista.
Nel suo medioevo fantastico il cineasta di Akebono sembra voler fissare il punto di rottura nell'equilibrio tra uomo e natura che è descritto come una mitica caduta degli dèi per mano dell'uomo, vista anche come metaforica scomparsa delle antiche tradizioni ancestrali sotto i colpi della modernità.
Ancora una volta Miyazaki sovverte gli schemi patriarcali regalandoci due intensi ritratti di donna che si inseriscono a pieno titolo nel suo ricco e variegato universo femminile: l'ordine e la giustizia sociale instaurati da Lady Eboshi sono in netta antitesi all'anarchica armonia del mondo naturale di San. La stessa Eboshi è una sorta di Prometeo, che ruba il "fuoco" della conoscenza agli dèi (nella fattispecie l'arte della metallurgia e della pirotecnica) per donarlo agli uomini, ed è descritta come un'illuminata guida che aiuta i lebbrosi e restituisce dignità alle donne liberandole dalla schiavitù.
San, la ragazza selvaggia, è una versione cupa e feroce di Nausicaä. Ma a differenza di quest'ultima il suo rapporto con gli umani è conflittuale, rifiuta qualsiasi pacificazione, ed è votata a distruggere il Tatara-ba, si sente figlia naturale della dea-lupo Moro, la sua vita e la sua anima appartengono alla foresta sacra e, come gli altri animali, si considera un mononoke (spirito vendicativo).
Ashitaka, che incarna il coraggio, la grinta, l'equilibrio interiore e la statura morale del classico eroe miyazakiano (Hols, Conan, Pazu), ha una forza comunicativa e un rapporto diretto con la natura che lo pongono al di sopra delle parti come unico punto di contatto fra i due mondi contrapposti.

I temi classici dell'autore nipponico - la dicotomia fra tecnologia e ambiente, il confine tra spazio dell'uomo e spazio naturale, la purezza d'animo come viatico della salvezza, il ruolo centrale delle figure femminili - sono affrontati con un approccio più critico e disincantato del solito. In particolare nel rapporto uomo/natura l'autore non assume atteggiamenti compiaciuti né verso il furore di San e la sua cieca difesa della foresta, né verso il progresso civile di Lady Eboshi. Anche se nell'immaginario narrativo 'miyazakiano' il Tatara-ba lascia trasparire il germe di quella che sarà la deriva malsana della città-stato industriale e guerrafondaia di Indastria nella serie post-apocalittica "Conan, il ragazzo del futuro".

Da un punto di vista tecnico/artistico il film è la degna coronazione di uno sforzo immane da parte dello Studio Ghibli, anche a fronte di un investimento economico senza precedenti. Il risultato è quanto di meglio si fosse visto prima per l'epoca: fondali stupefacenti per la bellezza primordiale dei paesaggi e per la ricchezza di dettagli, disegni e animazioni dalla fluida naturalezza ed eleganza, colori vividi e brillanti che esaltano il senso di immersione nell'atmosfera del film. Una messa in scena estremamente curata e rarefatta che riesce a trasmettere anche il contrasto tra le sensazioni più flebili come la dolce brezza boschiva e quelle più forti come l'odore pungente del fumo e della polvere da sparo.
Come sempre, a completare l'opera ci pensa il solito Joe Hisaishi, che dimostra una sintonia ormai collaudata con il regista e la sua colonna sonora forma un tutt'uno con le immagini: ispirandosi direttamente al retaggio musicale popolare, le sue melodie sono suggestive e a tratti maestose e si avvalgono dell'esecuzione dell'orchestra filarmonica di Tokyo con grande profusione di strumenti tradizionali dall'irresistibile fascino esotico.

Nel grande libro delle visioni del "dio degli anime", "Mononoke Hime" rappresenta una delle pagine più intense e drammatiche, in grado di stupire con le sue invenzioni fantastiche ma anche di far riflettere con il suo potente monito ecologista. E' anche un inno, appassionato e disperato, alla sacralità della vita in ogni sua forma: "Gli alberi gridano quando vengono abbattuti, ma gli uomini non possono udire i loro gemiti…" è un passaggio chiave del film.
La filosofia di Miyazaki è mutata negli anni e il suo ottimismo si è gradualmente offuscato, il suo ambientalismo idealista si è impregnato di maturo umanesimo che, ammettendo l'impossibilità di un perfetto equilibrio tra uomo e natura, afferma comunque il valore assoluto dell'esistenza.

«Non stiamo tentando di risolvere i problemi globali. Non può esserci un lieto fine nella battaglia tra la schiera degli dèi e quella degli uomini» Hayao Miyazaki.



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__Nergal__
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

La Principessa Mononoke è un lungometraggio del 1997 firmato dal maestro Hayao Miyazaki e dallo studio Ghibli.
Poche parole descrivono quest'opera meglio di capolavoro, una parola tanto abusata ultimamente, ma che mai meglio che in questo caso calza a pennello.

La storia narrata è di quelle antiche e senza tempo, come antica è la battaglia tra l'uomo e la natura, una guerra intrapresa dall'uomo stesso per motivi di puro egoismo e menefreghismo contro una natura che molto gli ha dato, senza chiedere nulla in cambio.
L'uomo non nasce malvagio, ma durante la sua vita si perde e ha bisogno di qualcuno come il principe Ashitaka che gli faccia capire quanto sia bello convivere con la natura, piuttosto che cercare di distruggerla a tutti i costi.
Gli animali non sono però molto diversi dall'uomo: anche loro agiscono senza pensare, anche loro vogliono sterminare gli umani per difendere la loro foresta. I cinghiali sono il lato aggressivo della natura, che la difendono a spada tratta senza pensare alle conseguenze, le scimmie sono il lato viscido e opportunistico, stanno in disparte bacchettando e dando ordini salvo poi scappare quando serve aiuto e, per finire, i lupi sono il lato selvaggio della natura, quella parte di essa che l'uomo non può domare e che può solo lasciare vivere in pace e solitudine.

Sono passati 14 anni dalla sua realizzazione, ma sembra che nemmeno un giorno sia trascorso: la foresta e tutti i suoi abitanti sembrano quasi vivere, abbandonando lo status di disegni.
A tutto ciò si aggiunge una colonna sonora firmata Joe Hisaishi (già Nausicaa, Totoro, Porco Rosso e il futuro Castello errante di Howl), mai banale e sempre coinvolgente.
Oltre che per la trama questo film si fa apprezzare per il contesto storico in cui è ambientato, che permette di capire la situazione della donna, molto simile a quella occidentale, relegata a ruoli minori, a lavori faticosi al mantice. Emblematico è ciò che afferma un operaio su di loro: "Adesso credono pure di essere migliori degli uomini!". Una frase che parla da sé.
Alle donne si affiancano i lebbrosi, emarginati dalla società e che solo Eboshi sembra accogliere ma non come una buona Madre Teresa, bensì per puro opportunismo e per sfruttarli.

La principessa Mononoke è un magnifico inno alla bellezza e alla fragilità della natura, dargli 10 sarebbe come dire "La cappella sistina è un capolavoro", una cosa tanto ovvia che dirlo sembra quasi ne sminuisca il suo valore.
La principessa Mononoke non è né un anime né un film d'animazione, è arte.




Achille
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8

Certo, prima di mettersi a dire qualsiasi cosa su Miyazaki bisogna prima inchinarsi 10 volte (per quello che ha fatto e per quello che rappresenta) e ringraziarlo 100 volte per la magia che ci ha regalato. Detto ciò, posso, credo, dire che quest’opera è assolutamente meravigliosa sotto quasi tutti gli aspetti, ma che non è purtroppo esente da una grave colpa. I disegni e le animazioni sono nel classico stile dei suoi film; sempre curatissimi e particolareggiati i primi e incredibilmente fluide e precise le seconde. Colori azzeccatissimi sia per i personaggi che soprattutto per gli sfondi e gli ambienti – ispirati, suggestivi, magici – , sempre vividi e brillanti. La storia (per chi ancora non la conoscesse – ma chi?) è incentrata sul viaggio lontano dal suo villaggio del giovane principe Ashitaka, in cerca di un modo per espiare la maledizione trasmessagli dal demone cinghiale che ha ucciso; sul suo arrivo in una foresta magica abitata da spiriti e divinità zoomorfe e sulla lotta intrapresa con una ragazza allevata dai lupi (la Mononoke del titolo, appunto) per salvare quello che resta della foresta dalla distruzione perpetrata dagli uomini del ferro e della polvere da sparo. Le tematiche ambientaliste (sempre purtroppo d’attualità) su cui si incentra tutta la storia sono mescolate alla riflessione sull’integrazione e sulla coesistenza problematica di diverse specie, sull’identità umana contrasta dei due protagonisti – divisi e uniti dall’appartenenza ad una condizione esistenziale incerta –, sulla brama di potere che non guarda in faccia nessuno, sul profondo simbolismo percepibile nella natura e in tutte le sue forme, sulla lotta disperata per la sopravvivenza, sulla crudeltà ottusa sino all’autodistruzione, sul desiderio irrealizzabile di pace, sulla violenza di guerre insensate, sulla colpa, sulla redenzione e sul valore del sacrificio e della vita. Molto altro ancora si può leggere tra le righe e non, in un’opera a tratti torrenziale e sempre e comunque ricchissima. Come pure ricchissima è la varietà di personaggi, tutti particolarissimi e tratteggiati in modo magistrale, e come chara e come profondità psicologica (sia animali che umani). Forse non originalissimi (ragazza lupo=Mowgli), ma mai piatti o scontati.
E allora: che cosa manca?
Manca il coraggio. Manca la forza di andare fino in fondo nel giudizio che ha preso forma ed è diventato palese. A prescindere dall’happy-end, bisognava avere il coraggio di punire con giustizia la blasfemia dell’uomo (in questo caso di una donna) contro la divinità della natura e quindi contro la stessa vita. Ci voleva il coraggio e la forza di imporre una sentenza pesante come le montagne, senza redenzione; perché dopo quello che era stato fatto, la redenzione era impossibile. E invece è stata possibile, e si è ricascati di nuovo nel buonismo, dopo che il film era stato per gran parte duro e a tratti anche crudo. Doveva spingersi ancora oltre; doveva essere amaro; doveva essere un capolavoro. Non lo ha fatto, – resta un Grande film lo stesso.




Pan Daemonium
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

Senza dubbio "La Principessa Mononoke" è il film di Miyazaki in cui il tema ambientale è più forte, tragico e pervadente, ben più del noto Nausicaa.
Mononoke-hime è uno dei migliori film dello Studio Ghibli, a mio parere, e questo perché non solo tratta il tema importantissimo come la mancanza di rispetto dell'uomo verso la natura in un modo lirico e poetico, ma perché possiede quel qualcosa che normalmente nei film di Miyazaki manca, cioè la crudeltà, la violenza, il cruento, il sangue.
Il tema ambientale, difatti, può servirsi dell'aspetto favolistico, rose e fiori, semplicemente se si vuole descrivere in un modo più dolce la natura, ma tutto qui. Per descrivere, invece, la lotta fra uomo e Terra bisogna adoperare scene forti, che rimangano impresse, che lascino un marchio, cosa che accade solamente in questo film, fra tutti quelli che ho guardato.

Lo scontro natura-uomo, tra l'altro, non viene mostrato in modo manicheo, non v'è una parte benigna e una parte maligna - anche se immagino che qualsiasi spettatore tenderebbe nel parteggiare contro l'uomo - e questo lo si può notare nel fatto che i lupi che rappresentano per buona parte del film la natura sono mostrati come esseri violenti e istintivi, idem per i cinghiali, quindi al pari degli uomini.
La lotta, di conseguenza, è semplicemente dovuta a interessi differenti da parte di esseri simili, cosa che si esprime anche nella guerra intra-specifica fra uomini di differenti fazioni.
La storia, che si conclude in modo epico anche graficamente, va a braccetto con la colonna sonora, che termina in un'ending che penetra nelle ossa.

C'è, comunque, da dire che i personaggi non sono un granché. Ashitaka, infatti, è il reale protagonista, che per tutta la durata dell'opera non assume alcuna presa di posizione, non si schiera, aiuta chi trova nel suo cammino, senza provare una palese empatia per alcuno dei due schieramenti. San, invece, pur essendo nel titolo dell'anime, si vedrà per all'incirca 20 minuti totali, facendo sì che dare un parere su di lri sia un'impresa abbastanza ardua.
Anche Eboshi, che inizialmente appare come un personaggio che avrebbe contribuito in modo fondamentale alla storia, pian piano si eclissa sotto un velo oscuro e serioso che improvvisamente viene lacerato nella scena finale; un qualcosa abbastanza forzato un finale di questo tipo.
Difatti il finale è l'unica cosa che non ho affatto gradito, troppo lieto, troppo "alla Miyazaki". Nello scontro natura-uomo non c'è lieto fine, non ci sono sorrisi e redenzioni; sarebbe, a mio parere, stato meglio continuare a usare l'atmosfera dura e graffiante di cui è pervaso l'intero lungometraggio, tranne, per l'appunto, che per il finale.

Il punto, però, è che queste pecche, nel mio punto di vista, non inficiano il tutto, perché sono stato ugualmente pervaso da una grande quantità di sentimenti guardando Mononoke-hime, seppur con personaggi di scarsa qualità e con un finale opinabile. Gli animali-dèi, le raffigurazioni degli spiriti e della natura fanno sì che la storia risulti ottima e da alto voto anche con pecche vistose come quelle descritte.




Eretria90
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Amo La Principessa Mononoke più di tutti quanti gli altri film della Ghibli - e li ho visti quasi tutti.
Allora, ci troviamo dinanzi al solito andamento lento e suggestivo che caratterizza le opere di questo famoso studio d'animazione giapponese. Ma La Principessa Mononoke si distingue da tutti gli altri in quanto la sua trama è ben decisa, forte e sentita. Non si perde nella narrazione di null'altro che non sia ai fini della narrazione.
Spesso con i film di Miyazaki mi sono ritrovata dinanzi ad alcuni "buonismi" o semplicemente a trame di cui non sapevo quale fosse lo scopo finale, come fossero delle esperienze passeggere, pur essendo tutte affascinanti. Adesso invece vedo una testa e una coda.

Una maledizione da spezzare: così inizia il viaggio di Ashitaka, dove arriverà alla fonte di questa maledizione che potrebbe ucciderlo. In seguito si intersecano vicende di guerra tra i popoli confinanti, di personaggi avari che vogliono predominare sulla natura, e di altri che pregiudicano dall'aspetto. Ma non è su questi importanti temi morali che mi voglio soffermare, perché Princess Mononoke vi rapirà con il suo essere "quasi un'anti-eroina" e soprattutto dal suo essere sopra le righe. E' selvaggia e quindi stupenda, e attraverso gli occhi del giovane che tenta di dissipare l'astio tra i due mondi, anche noi ci innamoreremo di lei.
Il film non si risparmia di colpi di scena e di situazioni coinvolgenti.
Concludo il mio sproloquio con una citazione dal film: "A quanto pare, la natura stavolta ha avuto la meglio".




giorgio13
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Nel quindicesimo secolo, in un mondo ricoperto da grandi foreste protette da divine bestie e da spiriti, l’ultimo principe degli Emishi, Ashitaka, combatte contro un gigantesco demone cinghiale che attacca il suo villaggio. Durante lo scontro il giovane è ferito a un braccio; dopo che la bestia viene uccisa si scopre che ciò che l’aveva trasformata in demone era un proiettile, e che la ferita al braccio del principe è maledetta, e una volta che si sarà diffusa su tutto il corpo lo ucciderà.
Ashitaka decide quindi di viaggiare a ovest, verso le terre da cui proveniva il dio cinghiale, così da trovare una cura. Si taglia i capelli, a significare che non appartiene più a quella comunità, e parte con Yakkul, uno stambecco suo fedele compagno d’avventure.
Qualche tempo dopo, passando per un villaggio attaccato da dei samurai, il giovane è costretto a difendersi: il suo braccio maledetto gli ha conferito una forza sovrumana, tanto che con una sola freccia riesce a mozzare di netto vari arti.
Il giovane arriverà in una comunità, chiamata Città del Ferro, che disbosca la foresta per sfruttare le risorse ferrose del suolo al fine di produrre armi da fuoco; ciò non piace affatto alle bestie protettrici, infatti attaccano spesso la cittadina o la sua gente. In una di queste battaglie, tre lupi giganti attaccano gli abitanti che trasportano il riso; con questi dèi c’è anche San, una ragazza umana soprannominata Principessa Mononoke, ovvero “principessa delle bestie/spiriti”.
Ashitaka si ritroverà quindi inevitabilmente invischiato in una guerra ben più grande di lui e di non facile risoluzione.

La tematica principale del film è chiaramente quella del rispetto e della convivenza con la natura, resa sacra e magica attingendo a varie leggende della religione scintoista: ci sono dei clan di dèi-animali, come i lupi, i cinghiali, le scimmie, nonché un dio superiore dalla forma di cervo, chiamato Spirito della Foresta, a cui si dice appartengano sia la vita che la morte. Oltre a queste onnipotenti bestie ci sono degli esserini molto graziosi chiamati kodama: essi sono spiriti degli alberi, e guideranno Ashitaka verso il cuore della foresta.
Se viene minacciata, la natura si difende, e ciò può portare a conseguenza catastrofiche.

Ma non basta il conflitto con la natura, perché l’uomo non è capace di convivere nemmeno con se stesso: gli Emishi, la tribù di Ashitaka, erano i pochi rimasti da uno sterminio avvenuto centinaia di anni prima; il primo villaggio che il protagonista trova sulla sua strada è devastato da dei samurai; la Città del Ferro è minacciata dai signori feudali e dall’imperatore. Come possono quindi gli uomini convivere con specie diverse se non riescono nemmeno a trovare stabilità tra di loro? La causa di ciò è la sete di potere, il tentativo di affermare se stessi, di superare i propri limiti; da qui nasce l’invidia di chi sta meglio, in questo caso le immortali bestie divine, che colpite dalle armi da fuoco si trasformano in demoni perché sopraffatti dall’odio che consuma la carne e il cuore.
Non a caso sono dei mostri orrendi, spaventosi e terribili, ricoperti di viscidissimi vermi, che distruggono indistintamente tutto ciò che trovano sulla loro strada, accecati e istupiditi dalla rabbia.

Ashitaka rischia di diventare un essere senza cuore, infatti più volte dovrà reprimere l’intento omicida e il desiderio di vendetta trasmessogli dalla ferita al braccio; la sua vera indole è buona, generosa, pronta sempre ad aiutare le persone in difficoltà, anche i nemici. Lo considero lo stereotipo dell’eroe coraggioso.

La situazione di San è molto particolare: lei è un’umana, ma è stata abbandonata ancora in fasce dai genitori mentre scappavano da Moro, la grande lupa, che l’ha cresciuta come fosse sua figlia nella foresta. San ha il corpo da umana ma la mentalità da lupo, infatti vuole difendere la foresta; purtroppo non appartiene pienamente a nessuno dei due mondi, ma è a cavallo tra essi.

Eboshi, la donna a capo della Città del Ferro, ha una forza d’animo notevole, tanto da riuscire a fare assumere alle donne della città un ruolo predominante; si può affermare che abbia fondato una società matriarcale: le donne sono delle lavoratrici stacanoviste, hanno molto più carisma degli uomini, rappresentati quasi tutti come degli stupidotti.
Eboshi viene presentata inizialmente come malvagia, in quanto cerca incessantemente di procurarsi il ferro per le micidiali armi da fuoco e di costruirne di più potenti; è lei la causa della maledizione di Ashitaka, e prova una sincera pietà nei suoi confronti, capisce che il demone cinghiale avrebbe dovuto attaccare lei. In seguito viene mostrato anche il suo lato buono: infatti ha curato dei lebbrosi che non erano nemmeno considerati umani, ha dato loro lavoro come fabbri, e vuole trovare un modo per curarli, anche se si tratta di uccidere lo Spirito della Foresta per ottenere il suo sangue miracoloso.
Lei è quindi l’esempio di come le persone non siano assolutamente buone o assolutamente cattive, ma di come le azioni siano dovute dalle circostanze del momento.

Con due personaggi femminili forti come San e Eboshi non si può non pensare alla scelta voluta di mostrare la donna superiore all’uomo; in fondo anche la Natura è considerata femmina, quindi è evidente che si sia voluto mettere l’accento sul gentil sesso, che qui è tutt’altro che debole e indifeso. Sono le donne che fanno andare avanti tutta la storia.
Nel film ci sono scene molto violente, e il sangue sgorgherà copioso; ho persino trovato horror il momento in cui il corpo del demone cinghiale marcisce. Comunque è chiaro che tutto è stato fatto per mostrare in maniera cruda e diretta l’orrore e l’insensatezza della guerra.

In conclusione, questo è un ottimo film con tutte le tematiche care a Miyazaki, ma a differenza degli altri suoi lungometraggi non mi sembra tanto adatto ai bambini più piccoli.




Ningen
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

"La Principessa Mononoke" è la migliore opera di Miyazaki, senza alcun dubbio.
In "La principessa Mononoke", il protagonista sarà Ashitaka, principe del suo villaggio di appartenenza, che un giorno verrà attaccato da un cinghiale gigante, posseduto da un demone malvagio. Durante quest'attacco Ashitaka viene ferito dal demone, e quindi viene maledetto. A questo punto Ahitaka sarà costretto ad abbandonare il villaggio in cerca di una cura. La sua ricerca lo porterà alla Città del Ferro, in cui è in corso una guerra contro gli animali della foresta.
I temi di questo film sono molto interessanti, si comincia dal tanto caro tema della guerra, e dell'odio, che è sempre all'interno dell'animo umano, fino ad arrivare al rapporto uomo-natura. Nel film assistiamo al trionfo della natura sull'uomo, quasi a farci capire quanto sia piccolo l'uomo al suo confronto, e quanto molte azioni dell'uomo siano crudeli nei confronti della natura.
Ho apprezzato molto la maturità del film, e, a differenza di tutti gli altri film di Miyazaki, le scene cruente di certo non mancano. Da questo punto di vista il film è indirizzato agli adulti, sebbene qualche nota stonata ancora è presente, ad esempio il solito happy ending forzato, con annessa redenzione di tutti i personaggi, o la leggerezza con cui viene trattato il rapporto tra Ashitaka e San, cioè la principessa Mononoke. Tolto questo, il film rimane godibilissimo, sia tecnicamente sia a livello di storia, veramente bello.



Mitsuki_92
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 6

Forse andrò controcorrente, ma questo film mi ha lasciato solo angoscia e inquietudine, nonostante il lieto fine.

"Mononoke Hime": la storia narra di Ashitaka, ultimo principe degli Emishi, che un giorno per difendere il proprio villaggio combatte contro un maestoso cinghiale, tramutato in demone a causa di un banale proiettile. Ashitaka lo uccide, ma nel frattempo viene ferito a un braccio, e riscontra la stessa maledizione del cinghiale. Se non trova una cura, farà la stessa fine dell'animale. Così decide di abbandonare tutti e di partire verso le terre dominate dagli animali per cercare un modo per sopravvivere, con la sola compagnia del suo fedelissimo stambecco Yakkul. Durante il viaggio nota con grande amarezza che la maledizione che ha colpito il suo braccio lo fa diventare forte e potente, tanto da abbattere i nemici che troverà lungo il cammino con un sol colpo. Parallelamente al viaggio di Ashitaka, l'attenzione si rivolge a un gruppo di abitanti della Città del Ferro che faticano a portare il riso a destinazione, dato che vengono attaccati da tre lupi giganteschi, accompagnati da un'umana. Questa ragazza è San, detta anche "Principessa Mononoke", proprio quella del titolo.
Ashitaka comprende ben presto che la fragile coesistenza degli umani e degli déi della foresta non durerà ancora a lungo, e la sua sola salvezza passa in secondo piano. E' attirato da San, e dalla sua scelta di vivere assieme agli animali. Dal canto loro, gli abitanti della Città del Ferro, comandati dall'autoritaria Eboshi, non fanno che rovinare la natura per avere maggiore ferro, da cui costruiranno armi da fuoco.
"La principessa Mononoke" è la tipica lotta esistenziale fra la natura e l'uomo.

Ora, perché il film non è stato di mio gradimento, sebbene ami a dismisura lo Studio Ghibli e il suo regista più affermato Hayao Miyazaki?
La risposta è semplice: trovo il film troppo cruento e animalesco. Ci sono certe scene che mi hanno fatto rabbrividire. Nessuno mette in dubbio che l'epica lotta è spesso palcoscenico delle più crudeli azioni, ma quando è troppo è troppo.
L'animazione è fin troppo perfetta (per essere un film del 1997), i colori vividi trapassano gli occhi dello spettatore e lo spaventano - a me è successo questo.
Unica nota positiva che assegna la sufficienza a quest'opera è la splendida colonna sonora, davvero emozionante e coinvolgente. Ecco, giacché le musiche catturano molto l'attenzione, perché infierire con scene che si potrebbero immaginare?

Eppure ho visto questo film apposta, dato che era una delle poche opere di Miyazaki che ancora non avevo visto. Molti saranno in disaccordo con me, ma "La Principessa Mononoke" non mi è piaciuto. Punto.




abelbulbo
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Premetto: questo non è né sarà mai il mio genere. Giù il cappello in ogni caso, d'altronde quando si tratta di Miyazaki è difficile sbagliare.
Leggendo distrattamente la trama temevo di incappare in un anime troppo "pesante" (tendenzialmente preferisco cose molto frivole per staccare il cervello e rilassarmi), ma sono rimasto piacevolmente sorpreso dal mix che il maestro Miyazaki ha saputo creare.
La trama è lineare e davvero molto bella, i personaggi splendidi (anche se il rapporto Ashitaka-San mi lascia un po' perplesso nel finale), il disegno è il solito capolavoro firmato Studio Ghibli, le musiche davvero azzeccate. Pur essendo un prodotto decisamente "impegnato" e che vuole sollevare delle tematiche, "La principessa Mononole" sa essere leggero e godibilissimo dall'inizio alla fine.
Il punto forte? Secondo me sta nelle ambientazioni. Gli splendidi disegni uniti agli scenari quasi "mitologici" creati da Miyazaki ti fanno sentire quasi "dentro" all'anime. Il personaggio più bello? Ovviamente San, soprattutto nella scena in cui guarda Ashitaka con la bocca sporca del sangue del lupo. Favolosa.




Locke Cole
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 4

Questo film è un altro mirabile capolavoro del maestro Miyazaki. Bando all'ipocrisia, non mi sono mai piaciute le opere dello studio Ghibli e se non posso negare che Miyazaki sia un magistrale narratore di fiabe i cui lavori sono più che eccellenti se rivolti a un pubblico infantile, nondimeno posso fingermi cieco dinnanzi all'assoluta e devastante banalità di questo lungometraggio.
Come già detto, non ho in simpatia le doti registiche del direttore del film, ma fra tutta la sua produzione "Mononoke-hime" rappresenta l'apice dello scontato ed è l'opera che maggiormente si salva presso il grande pubblico solo in virtù del buon nome del suo creatore.
Tanta è la sua ovvietà che, non fosse per lo sbigottimento che si prova nel seguire lo svolgersi di una trama così prevedibile, lo spettatore proverebbe un'ilarità sconfinata nel vedere realizzarsi gli eventi tanto linearmente e improbabilmente, come in ogni storia di bassa lena.

Scrivendo questo non posso fare a meno di ridere, tanto l'idea che qualcuno possa avere apprezzato quest'accozzaglia di idee mi diverte; ad ogni modo, andiamo a riassumere la trama.
Mi sono sbagliato, riassumere non è il vocabolo adatto, perché la trama è così misera che le poche righe che mi serviranno la descriveranno per filo e per segno: abbiamo il protagonista di turno, il nobile, fiero e idealista giovane con tutti i tipici tratti somatici che Miyazaki riserva sempre al personaggio principale maschile limitandosi a cambiargli acconciatura e colore dei capelli, il paladino dal buon cuore che combattendo contro un feroce demone-cinghiale scagliatosi contro il proprio villaggio rimane ferito.
Il suo male però è talmente pernicioso da poter condurre Ashitaka, questo il nome del nostro eroe, alla morte entro breve tempo. Egli decide dunque, su consiglio della vecchia saggia del villaggio, di seguire l'unico indizio a sua disposizione, un proiettile trovato conficcato nel corpo della bestia abbattuta, in quanto forse il fato vuole che lui vada a vedere cosa accade a occidente; cambiando il pronome personale alla seconda persona singolare si ottiene la citazione dall'anime, un espediente che oserei definire a dir poco brillante data la sua originalità.

Dopo un breve peregrinare, il giovane giunge alla Città del Metallo, all'interno della quale viene ammesso come merito per avere salvato un soldato proveniente dalla stessa e rimasto ferito in battaglia, altro artificio mirabile per pilotare la vicenda.
In questo luogo, simbolo della corruzione apportata dalla società e dalla tecnologia, nel più tipico stile "tecnofobo" e rousseauiano dello studio Ghibli, viene perfezionata l'arte della metallurgia e si sviluppano armi da fuoco, una delle quali ha ferito proprio il cinghiale che ha poi maledetto Ashitaka.
Qui il giovane conosce Eboshi, la signora della città, che lo porta a conoscenza della guerra in corso tra il suo insediamento e la foresta, i cui spiriti combattono per difenderla dall'esaurimento a cui viene sottoposta dalla Città del Ferro.
Viene così in scena San, la principessa titolare del lungometraggio, che avrà il ruolo di umana fra gli spiriti, essendo stata da questi ultimi allevata.
Non rivelerò il seguito perché violerebbe le regole di questa sede ed effettivamente non sarebbe giusto verso coloro che desiderano vedere per la prima volta l'opera, ma vi assicuro che con ben poca fantasia e, avendo visto un altro film del regista, giungerete rapidamente alla soluzione della vicenda.

E tirando le somme, cosa ci rimane? Il solito lieto fine, la comune fratellanza reciproca, la pace sempiterna e l'innalzamento delle lodi alla natura e alla benevolenza, che ancora una volta hanno salvato tutti, tanto che ognuno ha imparato la lezione ed è ora un candido spirito magnanimo.
E non dimentichiamo l'innamoramento, il magico sentimento che si instaura fra tutte le coppie protagoniste dei lavori di Miyazaki indipendentemente dall'intervallo di tempo intercorso fra il primo incontro dei due giovinetti e la fine del film. In "Mononoke-hime" ciò ha del paradossale, considerando che Ashitaka e San condivideranno poco più di una decina di minuti di tempo in privato, ma si sa che quando si è buoni nell'animo anche l'amore è rapido a cogliere i cuori dei virtuosi.

E ora l'analisi dei personaggi, considerandoli al di là del ridicolo aspetto artistico, chiaro sintomo di mancanza d'inventiva, una vera presa in giro se si nota che in ogni film di Miyazaki vengono riciclati il volto della giovane che viene affidato a ogni personaggio femminile in età inferiore ai vent'anni, il volto del giovane che segue regole simili, anche se la presenza maschile è considerevolmente meno preponderante, e poi i volti adulti di entrambi i sessi, che si basano anch'essi su standard precisi ai quali è possibili incollare comodamente da casa la pettinatura che più si preferisce.
Prima di canzonare stavo parlando dei personaggi. Questi possono essere considerati nel loro aspetto simbolico, per non dovere rigirare il coltello nella piaga e studiarne la deplorevole caratterizzazione.

Dunque, cominciamo con Ashitaka, il giovane ardimentoso che cerca di agire sempre per il meglio tentando di ridurre al minimo i danni, che tuttavia si trova a essere oggetto della maledizione d'odio che affliggeva lo spirito del cinghiale e quindi ora lui stesso si troverà mosso nell'intimo delle proprie pulsioni da un deciso impulso distruttivo, frutto del rancore che la natura serba per l'uomo.
Si potrebbe così avere una figura dilemmatica che si trova a condividere il rancore di due mondi nonostante il suo animo virtuoso e che rischia di essere travolto da tali terribili sentimenti, tanto da poter diventare uno strumento di morte, ma il buon Hayao non ha voluto turbare il pubblico con questioni morali e quindi la storia è filata liscia tralasciando interessanti spunti tragici.
Abbiamo poi Eboshi, personaggio che a tutta prima poteva apparire carismatico e fascinoso, che, dopo un'iniziale diffidenza da parte dello spettatore, si rivela non essere spietata ma anzi una salvatrice per molte persone, costretta in una guerra di sopravvivenza. Devo ammettere che mi è piaciuta di prima battuta, mi faceva sperare nell'introduzione del relativismo morale, nella possibilità che si rendesse evidente che nessuno era nel bene ma che ognuno aveva dei validi motivi, seppur possibilmente fondati su presupposti falsi, per continuare nell'estenuante guerra. Ma, come già detto, non vogliamo mica che si creda che il mondo si muova fra scale di grigi, non sia mai, e al contempo è blasfemo per il panismo miyazakiano affermare che la natura sia mossa da intenti vili e meschini, oserei dire umani, e quindi anche qua la storia viene mandata avanti senza troppe preoccupazioni.

Passiamo a San, figura di certo non benedetta da una particolare originalità, la quale però poteva essere il cardine della vicenda. Lei è un'umana che vive fra gli spiriti, non è accettata dal suo mondo adottivo ma non può nemmeno tornare sui propri passi, verso il mondo umano che tanto odia. Potrebbe così essere il fulcro emotivo ed etico della vicenda, essendo colei che partecipa di entrambi i mondi, colei che ne può intuire le motivazioni, una ragazza che avrebbe occasione di lacerarsi a risolvere importanti dilemmi morali sul senso del combattere e sulla natura di questi sentimenti di ostilità e repulsione reciproche.
Ed è così che San passò alla storia come una delle figure più mentecatte mai ideate.
La fanciulla non si pone una singola domanda nel corso del lungometraggio, anzi, spesso non parla proprio, rivelandosi il più patetico dei personaggi. In realtà è erroneo chiamarla personaggio, men che meno protagonista, in quanto lei non decide mai le proprie azioni, ma si muove seguendo il proprio istinto, come un preciso e forzato copione, esattamente lo stile affidato a una comparsa o a un carattere secondario e minore; forse è una scelta voluta per rappresentare la sua appartenenza ormai sancita con il mondo animale, tuttavia così viene abbandonata una figura dal potenziale eccellente.
Gli altri personaggi non sono fondamentali per l'analisi dell'opera, studio che si ferma comunque al livello narrativo, avendo dimostrato che il simbolismo è tralasciato e probabilmente di natura accidentale.

Adesso, perché questo lungometraggio è probabilmente il peggiore di tutta la florida e ripetitiva produzione dello studio Ghibli? La risposta è semplice: perché non è adatto a nessun pubblico.
Non si presta alla visione da parte di ragazzi perché è troppo banale e mosso dalle solite morali fiabesche, buoniste e semplicistiche; non è adatto ai bambini perché non appare essere una favola com'è solito fare Miyazaki, trattando, seppure con tutta la leggerezza di questo mondo, temi quali la guerra e la sua intrinseca origine nell'animo umano e nemmeno c'è la spensieratezza che in genere si riserva a titoli destinati ai più giovani. Per estensione di quanto detto per i ragazzi, a nessuna persona matura è rivolta quest'opera che, per quanto possa piacere agli amanti delle storie classiche e scontate, appare chiaramente non scritta per un pubblico adulto.
Come uscire da questo inghippo? Forse si tratta di un film destinato ai bambini con esattamente sette anni e solo a loro? Improbabile, direi piuttosto che "Mononoke-hime" è un completo fallimento carico di gravosi errori concettuali già nella sua genesi progettuale, basti pensare che altro non è se non un rifacimento del più meritevole "Nausicaä della Valle del Vento", facendo così scadere lo studio Ghibli in un deplorevole e pesante autocitazionismo.

Per il resto non rimane molto altro da aggiungere: pregi di questo lavoro sono sicuramente gli scenari estremamente evocativi e tipicamente orientali mentre la regia è un po' sgraziata, non sapendo ben destreggiarsi con i tempi, ma il tema leggero del film ne rende la visione rapida e scorrevole. La sceneggiatura è come al solito sconclusionata, ma con un soggetto simile era arduo trarne granché.
L'aspetto tecnico è come sempre eccellente, sebbene dal punto di vista artistico sia la solita ripetizione di volti e forme già viste.
Emotivamente parlando l'opera è povera, priva di personaggi ben caratterizzati, dalla scarsa presenza scenica e impossibilitati a coinvolgere lo spettatore dato l'eccessivo carattere folkloristico e astratto del contesto, che si sarebbe ben prestato a veicolare differenti emozioni stanti le sue caratteristiche, e il primo esempio che mi sovviene è un anime come "Mushishi", che come ambienti fortemente ricorda il lavoro in esame e che a mio avviso rappresenta ciò che "Mononoke-hime" ha presunto di inscenare, dove però il primo, facendo leva sul forte sentimento di malinconia e sulla grande umanità dei personaggi, ha saputo essere emozionalmente superbo.

Per concludere, l'aspetto morale, quello che rappresenta sempre il più grande di tutti i limiti di Miyazaki, immancabilmente ricade nei soliti cliché, con l'imperante buonismo a guidare le sue schiere di sentimenti di bontà e fratellanza alle quali questa volta si aggiunge la sorella in genere tralasciata di questi, ossia la redenzione.
Come se non bastasse, andando per altro in aperto contrasto con ciò che sembrava essere stato caldeggiato durante il film, ossia che l'odio fosse connaturato all'animo umano e inestirpabile, abbiamo il classico miglior finale possibile, dove persino coloro che per la morale del bene universale e sempiterno predicata da Miyazaki sembravano ormai essere anime perdute, trovano l'assoluzione dai propri peccati comprendendo le proprie colpe contro la santissima natura.
E questo è ciò che corona il tutto, la natura, altro tema carissimo all' "ecofilo" - perdonate il neologismo ma è quanto mai appropriato - studio Ghibli, che non solo dimostra la sua immancabile superiorità innanzi alla tecnologia, esecrabile strumento di perdizione, ma giunge a redimere e convertire anche coloro che l'osteggiavano maggiormente ed erano impossibilitati a comprenderla, che apre un chiaro controsenso con quanto è avvenuto durante lo svolgimento della trama e posso giustificarlo solo in virtù di qualche dannunziana metamorfosi panica.

Si chiude così la mia invettiva. Di sicuro sono stato in buona parte guidato dal mio astio per le opere di Miyazaki, sentimento che ha pregiudicato la visione di questa e di tante altre opere, nel guardare le quali ho assunto indubbiamente un atteggiamento molto severo e non risulterò esente da accuse d'eccesso di puntiglio, stanti i piccoli dettagli imperfetti che ho portato all'attenzione. Devo necessariamente convenire sulla fondatezza di tale colpa, tuttavia ritengo che la somma di tutti questi contributi infinitesimi vada a inficiare grandemente la qualità dell'opera.
Infine ritengo di possedere comunque una pur minima capacità di giudizio, e posso affermare a cuor leggero come quest'opera non abbia nessun particolare pregio che la esalti fra le file dei lungometraggi meritevoli d'essere ricordati.
Devo porgere però delle scuse, perché ho offeso una persona nella mia analisi dell'opera e si tratta del filosofo francese Rousseau, le cui idee, per quanto non condivise da me, sono state pur sempre brillanti e degne di essere ricordate dalla storia e nulla hanno a che spartire con il gretto moralismo conservatore e con l'ostentato buonismo dello studio Ghibli al quale ho osato paragonarle.




KaoriChan
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8

Visto e rivisto decine di volte, ho consigliato "La Principessa Mononoke" a molti amici e non mi stancherò mai di vederlo. Non sono amante del genere, ma Princess Mononoke è degno della mia stima.
Per il finale mi aspettavo qualcosa di più, ma in fin dei conti la storia è bella così com'è. Inoltre Ashitaka è stata una delle mie cotte tra i personaggi anime/manga.
Il messaggio credo sia questo: la natura non è nostra nemica, ci ha sempre sostenuto ed è il meccanismo perfetto della vita; il progresso tecnologico spasmodico e senza pietà, invece, ci porterà alla distruzione. Dopo Nausicaa della Valle del Vento, Miyazaki ha creato l'ennesimo capolavoro che insegna i veri valori e fa riflettere su dove stiamo veramente andando.



Uccello Gira-Viti
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Il tema ambientalista è sempre stato bene o male al centro dei film di Miyazaki, ma qui forse è dove riveste il ruolo più grande, più importante.
Questo film datato 1997 racconta del continuo conflitto tra Natura ed Essere Umano, qui rappresentati dalla Città del Ferro e dagli spiriti che abitano la Foresta circostante, e di come il principe Ashitaka sia finito in mezzo a questa battaglia. Difatti, quando un “Dio-Cinghiale”, impazzito e divenuto demone, attacca il suo villaggio, lui è costretto a ucciderlo, finendo però per essere maledetto dalla creatura, che si scopre essere stata corrotta da un proiettile che lo stava uccidendo. Così il giovane decide di lasciare il suo villaggio per recarsi al luogo di provenienza del Cinghiale, in cerca di una cura al male che lentamente lo logora. Arriverà così nella Città del Ferro, che da tempo cerca di distruggere la foresta che la circonda per estrarre del ferro dalle miniere sottostanti, allo scopo di costruire armi da fuoco.
La Città è “gestita” da Eboshi, figura che nonostante sia introdotta come antagonista principale ci mostra come spesso il male sia solo un punto di vista, comportandosi spesso in modo onorevole e, sopratutto, facendo spesso atti di “carità” nei confronti degli abitanti della città e non cercando vane giustificazioni per ciò che fa. Eboshi invece agisce semplicemente per il bene di chi gli sta attorno.

Dall'altra parte dello schieramento riveste il ruolo principale San, colei che dà il titolo al film, e che come unico “essere umano” nello schieramento degli spiriti è anche la prima a cui si rivolge Ashikata quando comincia il suo difficile ruolo di mediazione tra i due schieramenti. San è vendicativa, selvaggia, imprevedibile e schiva, ma Ashikata continua lentamente ad avvicinarsi alla ragazza fino a innamorarsene.
Anni e anni prima di Avatar, la Principessa Mononoke presenta il tema della natura contro l'essere umano, riuscendo però a creare personaggi carismatici in tutti e due gli schieramenti e regalandoci una storia che contiene tutti gli ingredienti che fanno di un film un capolavoro.
Purtroppo ho visto la versione italiana che, ho scoperto poi, non ha i dialoghi fedeli all'originale, ma se mi è piaciuto così tanto con dei dialoghi sfalsati, non oso immaginare quanto lo apprezzerò quando riuscirò a recuperarlo in originale.
In conclusione questo film è consigliatissimo ad adulti e a bambini e ad anziani, e a chiunque conosca almeno un lavoro di Miyazaki e voglia bissare con questo fantastico lungometraggio.




Gianluca18
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

Che dire, secondo me basterebbero due piccole parole per spiegare il valore incommensurabile di questo anime, "Hayao Miyazaki", un nome una leggenda. La Principessa Mononoke è un'altra perla del famigerato autore di fumetti, animatore, sceneggiatore, regista e produttore giapponese di anime. Il film ha una tematica molto importante, il rapporto tra uomo e natura. In una scenografia situata nel mezzo tra realtà e immaginazione, è ambientata la storia del giovane principe Ashitaka, colpito da una grave malattia, trasmessagli da un cinghiale furibondo che stava cercando di attaccare il suo villaggio.

Ashitaka, su consiglio della saggia madre, si mette in viaggio per trovare una soluzione alla malattia mortale infertogli durante lo scontro. Durante il suo viaggio scopre che la maledizione che aveva afflitto il Dio-Cinghiale aveva avuto origine dal suo odio verso gli umani, scaturito dal dolore causatogli dal proiettile di ferro che gli era stato sparato con un cannone artigianale prodotto nella Città del Ferro, in guerra contro gli spiriti della foresta per impossessarsi delle risorse necessarie, e non solo.
In tutto questo, la principessa Mononoke, figlia adottiva di un gruppo di lupi, cerca di proteggere la Sacra Montagna dall'ingordigia degli uomini.

La storia si evolve secondo canoni imprevedibili, vantando un disegno magnifico e una trama a mio avviso perfetta. Consiglio vivamente la visione di quest'anime a chi, se esiste, non ha ancora potuto guardare questo epico capolavoro.




Altriem
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Film davvero bello, ben realizzato. Si sente anche il tocco di Hisaishi nella colonna sonora, davvero splendida e sempre in tema con la situazione. Opera fedele alle tematiche tanto care al Maestro Miyazaki, anche se in quest'opera è diverso. Non c'è un "cattivo" assoluto. Ovviamente la narrazione porta a farne apparire uno o forse più, ma se ci si pensa è proprio questo il punto forte di quest'opera; la realtà.
Nella realtà non esiste il bene assoluto e il male assoluto, esistono solo vari punti di vista discordanti tra loro per 1000 o 1 ragione. Dal punto di vista del messaggio credo che sia l'opera più importante del Maestro e dello studio Ghibli. C'è anche da dire che è particolarmente violento e anche inquietante in certi punti (il volto del Dio cervo e la tribu delle scimmie in una delle loro prime apparizioni), cosa che ho apprezzato tantissimo. Ottima opera, consigliata a tutti.




kitaniano
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Amore, amore, amore. "La Principessa Mononoke" è un tale capolavoro che non si può che amare. A mio parere, l'opera migliore dello Studio Ghibli insieme a "Il mio vicino Totoro" e "Only yesterday". Tre film cosi diversi che racchiudono in loro la grandezza della fabbrica di sogni giapponese. Fuori categoria: da patrimonio dell'UNESCO.

Il Miyazaki più particolare, più ambizios ci racconta a modo suo l'eterna lotta tra uomo e natura. Senza schierarsi nitidamente dalla parte dell'ambiente e regalandoci uno dei personaggi non protagonisti migliori della storia dell'animazione: Eboshi.
Lei, la padrona della città del ferro, che per alcuni è la "cattivona" di turno (prendo in prestito l'aggettivo usato da un bambino durante una visione pubblica a cui ho assistito) bisogna ricordare che libera dalla schiavitù le donne e tratta con dignità i lebbrosi. Rappresenta l'uomo moderno - e qui è mitico Miyazaki a scegliere una donna e per giunta nel medioevo, seppur fantastico - che cerca di sfruttare le risorse naturali per il benessere della sua gente. Lei libera, emancipata - non ha marito - che usa armi maschili. Lei che se ne infischia delle credenze, della religione ed è pronta a sfidare un dio.

"La Principessa Mononoke" è un film che deve la sua grandezza alla caratterizzazione dei personaggi, a cominciare da Eboshi appunto, ma anche all'epica grandiosa che si respira nelle oltre due ore di durata del lungometraggio. Un'epica che, messa da parte nelle altre opere di Miyazaki per lasciar spazio a storie più singolari, spesso di formazione, trova alimento nella meravigliosa musica dell'immenso Joe Hisaishi che si sposa benissimo, come sempre, alle immagini.
Immagini che lasciano il segno. Che sono straordinarie, per fare un esempio, nella descrizione della foresta. Un'animazione di livello super come dimostrano le scene di azione, di movimento.

Ma al di là delle cose più tecniche quel che conta sono le emozioni che lascia la visione di "La Principessa Mononoke". Emozioni anche forti, dure. Perché c'è la guerra a sfondo di tutto. E se il tema non è nuovo per Miyazaki, bisogna considerare che qui la guerra c'è veramente. Con scene non adattissime ai più piccoli. C'è la morte sempre dietro l'angolo. Con il buono Ashitaka che anche lui uccide. Che fa saltare teste con arco e frecce. C'è odio, vendetta. Tante cose per un film straordinario. Grande cinema.
Da vedere e rivedere, rivedere, rivedere, rivedere... e rivedere ancora.




deathmetalsoul
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

L'accoppiata vincente Studio Ghibli-Hayao Miyazaki nel 1997 sforna un altro capolavoro che rimarrà alla storia come uno dei migliori film di Miyazaki, nonché dell'animazione in generale: stiamo parlando di "Mononoke-hime": La Principessa Mononoke.
Da allora il film ha vinto decine di premi, e ha aumentato la sua fama fino a entrare nella top 3 di oggi (2010) dei film più popolari in Giappone, preceduto soltanto da 2 produzioni dello stesso autore.

Questo film dalla durata di più di due ore raccoglie antichi miti e leggende popolari giapponesi, che Miyazaki ha saputo rimodernizzare e trasformare in un vero e proprio "manifesto" ecologico. L'anime è ambientato in un Giappone medievale, nel quale la gente sta iniziando per la prima volta a distruggere la natura per i propri scopi, dove sta iniziando l'era delle armi da fuoco, e dove miti e leggende iniziano a essere sfatati per dar posto a una nuova visione delle cose.
Il protagonista dell'opera è il giovane principe Ashitaka, che uccidendo un demone, nato a causa della cattiveria delle persone, raccoglie una maledizione. Gli viene allora suggerito di andare nell'unico luogo dove può liberarsi da questa: sui monti dove risiede la divinità della natura che può curare ogni male. All'arrivo in quel luogo, Ashitaka rimane sorpreso, poiché quello che trova è solo una guerra tra animali e persone che vogliono rispettivamente proteggere e distruggere la natura; qui avviene anche l'incontro con San (Mononoke, che non è il nome proprio, ma sta a indicare "spirito vendicativo"), una giovane ragazza che vive con i Lupi immersa nella natura. Lei è in lotta con le persone che vogliono distruggere la natura, casa degli animali.

Qui inizia il vero è proprio film, colmo di poesia quando si vede la natura, e quasi di odio quando si tratta delle persone che vogliono distruggerla. Anche se proprio odio non è, in quanto Miyazaki non ha mai usato qualcosa del genere, visto che è amante solo dei buoni sentimenti.
Per le 2 ore del film le scene si susseguono veloci e con pause brevi, accadano un mucchio di avvenimenti, l'anime è accompagnato persino da una componente violenta che non avevo mai visto nelle opere del maestro; tutti i personaggi vengono sfruttati molto bene, primari e secondari si scambiano i ruoli sino alla fine quasi inaspettata.
Il neo del film potrebbe essere trovato proprio nel finale forse un po' sbrigativo, ma va bene anche cosi, probabilmente è stata solo una mia impressione.
Credo sia inutile parlare della parte tecnica, che è eccelsa in tutto e per tutto.
Detto questo consiglio - anzi dovrei dire obbligo - la visione a tutti.




SuperFra
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Una storia meravigliosa, oltre il tempo, oltre i confini del cuore, oltre il mondo. La storia narrata ne "La principessa Mononoke" è una delle più belle narrazioni che abbia mai preso vita. Vengono narrate le vicende di Ashitaka un giovane principe di un paesino isolato dal resto del mondo. Egli durante un combattimento contro un demone cinghiale viene ferito ad un braccio, rimanendo così vittima di una maledizione generata dall'odio del cinghiale verso la razza umana, che gli aveva procurato pene e dolori insopportabili. Ashitaka intraprende un lungo viaggio per scoprire la fonte di tanto odi che gli ha fatto si che il cinghiale si tramutasse in un demone. Una volta giunto nel paese del ferro egli comprende quali atroci delitti stessero commettendo gli umani di quel luogo: essi per poter estrarre il ferro dalle montagne stavo distruggendo la foresta sacra e tutti i suoi abitanti. Scopre inoltre che una giovane ragazza, tale Mononoke, allevata da una tribù di lupi, sta combattendo tale disboscamento.
Ha così inizio l'avventura di Ashitaka nel mondo della natura e degli animali che ne fanno parte.
Egli riuscirà a guadagnarsi la loro fiducia e quella di Mononoke. Senza svelare oltre la bellissima trama che sorregge questo capolavoro dell'animazione, parliamo delle tematiche trattate. Queste, oramai molto trattate da un genio creatore come Miyazaki, sono lo sfruttamento della terra da parte dell'uomo e i delitti verso gli animali.
Questi due elementi sono espressi benissimo in questo capolavoro d'animazione, che ne esalta le problematiche a livello base, riuscendo a sensibilizzare e a toccare i sentimenti più profondi dello spettatore. Questo è reso possibile anche e soprattutto grazie ad una grafica d'altri tempi, eccezionalmente curata, dettagliata, con cura quasi maniacale, che risulta colpire estremamente soprattutto per i paesaggi interni alla foresta. Il comparto audio è altrettanto alto, anzi sublime! La colonna sonora è eccezionale, suggestiva e coinvolgente; mentre il doppiaggio e li effetti sono a dir poco eccellenti: mentre il primo è effettuato con passione, fedeltà e buon senso, i secondi sono molto espressivi soprattutto in alcuni frangenti della foresta e dei suoi abitanti. La trama e le sue tematiche sono esplicate come non mai, con leggerezza ma minuziosità, rendendo il tutto una miscela di piacere per tutti i sensi del proprio corpo nonché per l’animo dello spettatore. In definitiva questo è un film da non perdere, adatto a qualunque tipo di pubblico più o meno esigente e con qualsiasi tipo di gusti.
Un successo senza precedenti, senza dubbio una, se non la, migliore opera di Miyazaki. Imperdibile! Assolutamente fantastico!




TheMusk
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 5

Personalmente non credo sia tutta quest'immensità di anime, anzi, tutt'altro, specie se si considera l'occidentalizzazione che ha non poco castrato il lavoro, rendendolo molto "italiano" e così disperdendo l'aura di folklore che invece si poteva ben notare leggendo l'anime comic, che tutto sommato era gradevole.
No, non ci siamo, rispetto Miyazaki come un grandissimo autore, forse il numero uno, ma obiettivamente ho trovato il film lungo e noioso, lo vidi al cinema a suo tempo quando uscì nelle sale, e credo proprio faccia parte di quei titoli che visti una volta, bastano poi per un bel pezzo. L'unica cosa che potrebbe farmi ritrattare sarebbe la visione in lingua originale, e quando mi capiterà in mano chi lo sa, potrei anche sorbirmela. In ogni caso, doppiaggio a parte (che è una questione, mettiamola così, "laterale") mi ripeto, affermando che il problema è proprio il film stesso, una classica grande opera mancata, che sia stato il fatto di voler far le cose troppo in grande? Non so, ma credo sia una pessima scelta per il pubblico più giovane che voglia conoscere l'animazione giapponese tramite Miyazaki, che ha di ben meglio da offrire. Che devo farci, a me non ha detto nulla.



M3talD3v!lG3ar
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

"Mononoke Hime" è senza dubbio uno dei migliori film dello Studio Ghibli, un titolo di quelli realizzati impeccabilmente, in ogni minimo aspetto, e in grado di garantire ore di grande animazione. Dopo aver incantato il Giappone nel 1997, battendo ogni record d’incassi e collezionando numerosi premi, il lungometraggio sbarca in Italia tre anni dopo, grazie a Buena Vista, e ha il "piacere" di essere proprio il primo lavoro del "dio degli anime" a varcare i nostri confini, fino ad allora troppo "raffinati" e intenti a ricoprire d'oro i gioielli Disney per farsi destare dal nome "Miyazaki".
Si tratta di un film miracoloso anche per questo...
A prescindere dal successo e dai nomi blasonati, che non determinano, come sappiamo, il valore delle opere, "Princess Mononoke" è un vero e proprio "must". Si tratta del "solito capolavoro" dalla morale inestimabile, corredato da una stupenda sceneggiatura e da personaggi esemplari (per quanto appaiano stereotipati e rievochino le figure già presenti in "Nausicaä della Valle del Vento"), coinvolgente dal primo all'ultimo minuto e tecnicamente superlativo.

Anche questo film, come "Totoro", "Omohide Poro Poro" o "Porco Rosso", è ambientato in un contesto storico farcito di numerosi elementi fantastici, ma stavolta il salto temporale riguarda epoche molto più lontane: ci troviamo nella tarda fase dell'era Muromachi (1333-1587 circa), quando il Giappone subisce notevoli capovolgimenti politici. Si tratta di un periodo di cambiamenti e di crescita, durante il quale intere foreste spariscono per fare posto a fucine per la lavorazione del ferro. Su questo sfondo si inserisce la storia del giovane Ashitaka, discendente della stirpe degli Emishi, che si scontra con una creatura mitica: il Tatarigami, animale sacro, impazzito e dominato dal male, che attacca il villaggio del giovane, costringendolo a ucciderlo.
Ashitaka rimane però ferito, e parte alla volta delle terre dell'Ovest per trovare una cura. La ricerca lo porta fino a Tatari-ba, cittadella al centro di un conflitto tra esseri umani e animali guidati da San, una ragazza allevata dai lupi...

Insomma, questa esperienza non va assolutamente persa se siete dei veri appassionati dell'animazione, altrimenti lasciate perdere questo sensibilizzante e drammatico esempio di come progresso e natura possano giungere a dolorosi conflitti, se desiderate rimanere ancorati alle favolette occidentali.




Tanuki-san
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Non esistono parole per descriverlo, quindi mi limito a dire che è semplicemente stupendo! La trama è davvero coinvolgente e non sono solo i tratti caratteristici di Miyazaki a emergere, cioè l'odio per la guerra, il rispetto per la natura eccetera, ma anche il fatto che non ci siano né dei veri e propri buoni né dei veri e propri cattivi, poiché vi è il rispetto e la difesa delle loro necessità e dei loro sentimenti da difendere. I disegni io li ritengo perfetti, ricchi di particolari, e i colori sono davvero eccelsi.




Alexander
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

E' il primo film di Miyazaki che vedo, e l'impressione è stata semplicemente ottima.
Il conflitto tra uomo e natura non è certo una novità, ma a mio parere questo è il migliore tra i film con questa tematica.
Graficamente è un lavoro maestoso, fantasioso e realistico allo stesso tempo. Raramente negli anime si vedono animazioni ed effetti speciali di questo livello.
Molto bello l'aspetto storico, ovvero la cura con cui viene rappresentata la civiltà giapponese dell'epoca, e anche se in genere non apprezzo titoli che mescolano lo storico col fantasy, qui ci si passa sopra.
Tra i punti di forza del film poi ci sono i personaggi, difficile non affezionarsi a ognuno di loro per come sono ben caratterizzati, impossibile trovare un vero "cattivo".
L'unico aspetto che mi ha lasciato perplesso è il finale, troppo frettoloso e confusionario, inoltre mi dà l'idea che tutti si redimano un po' troppo in fretta.
Voto: 8,5




Aniki87
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8

TRAMA
Il principe Ashitaka per salvare il suo villaggio da un cinghiale trasformatosi in demone è costretto ad ucciderlo. Quest'azione però gli costerà caro: il demone infatti, toccandolo con uno dei suoi "tentacoli", gli lancia una maledizione che lo ucciderà pian piano. Quindi il ragazzo decide di partire nella speranza di scoprire il motivo della trasformazione del cinghiale in demone, e quindi trovare il modo di annullare la maledizione.
Arrivato alla città del Ferro, luogo dove viene organizzata l'estrazione del ferro nella montagna circostante, scoprirà la causa che portò il cinghiale a trasformarsi in demone.
Si troverà invischiato nella guerra tra animali e uomini per la lotta del territorio. Compare così la principessa Mononoke, una ragazza che è stata allevata dai lupi, dal comportamento animale ma pur sempre umana, che esprime in se tutta la magia della foresta.

OPINIONE PERSONALE
La principessa Mononoke è una fiaba dai toni crudi.
E' una fiaba perché la rappresentazione degli spiriti della foresta e del loro Dio ti proietta in un mondo magico. Anche i lupi giganteschi fanno la loro bella figura. Infine Mononoke, che con o senza maschera sembra appartenere a un altro mondo... mentre cavalca i lupi è davvero affascinate. Cruda perché là si vede la morte senza filtri (non manca il sangue) e il demone è agghiacciante. E anche perché, nonostante il tema sia già sfruttato da altre narrazioni, vedere l'uomo che distrugge tutto quello che gli sta attorno senza esitare nemmeno un secondo è davvero triste.

L'animazione è veramente fluida, così bella che potrebbe essere visto anche solo per quello.
Forse quello che sto per dire è un mio svarione mentale ma essendo una recensione sono "obbligata" a dire ciò che penso: in un certo qual modo mi ricorda Bambi. Quale bambino non è stato colpito dalla morte della madre di Bambi? Dall'incendio nella foresta?
Ecco, la principessa Mononoke mi ha colpito in quello stesso modo perché ai miei occhi appare una fiaba, e i lungometraggi della Disney per me sono un po' come delle vecchie fiabe. Entrambi ci raccontano un mondo magnifico che rischia di svanire per sempre.
La cosa che appunto mi ha colpito è il mix dolcezza/crudezza. Nessun filtro, né nel bene né nel male.
Unico neo è il troppo buonismo da parte del protagonista, che però può essere giustificato appunto da questo clima da fiaba che nella conclusione ci deve insegnare qualcosa. Quindi a parte questo mio pensiero la cosa ha comunque senso.
Se avete voglia di rifarvi gli occhi e di essere intrattenuti da una bella storia, guardatelo!




Darkarel
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

Se avessi deciso di scrivere la mia recensione appena visto, avrei detto che non mi era piaciuto come anime per il semplice fatto che il cervo con la faccia umana mi terrorizzava (e mi terrorizza) tutt'ora, perchè la lupa era impressionante con il suo ghigno e i cinghiali morti mi facevano venire al naso la puzza di morte.

Poi ho inziato a pensarci su e a ripensarci, confrontando questo con altri anime di Miyazaki e rendendomi sempre più conto che il messaggio era lì evidente e che bastava seguire i personaggi per vedere in ognuno di essi qualcosa: il mantenere le tradizioni seppur da parte di un giovane, il legame quasi di sangue con la natura, la ricerca del potere da parte di un uomo e della ricchezza da parte di un altro, l'indifferenza e la corsa a rincorrere il più forte della situazione, la lotta per quello in cui si crede giusto o sbagliato che sia. Attascinante ogni volta che lo si riguarda.

La storia ha un senso e segue un percorso abbastanza lineare e semplice da seguire, il tratto è riconoscibilissimo, preciso e dettagliato.

Ho apprezzato molto questo anime che tutti dovrebbero vedere e far vedere ai propri figli, un ottimo spunto per riflettere utilizzando un metodo non per forza scolastico.




polaris
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Anime del 1997, Mononoke Hime è uno dei titoli maggiormente conosciuti del regista nipponico Hayao Miyazaki, ovviamente presso lo studio di produzione Ghibli.

La storia racconta del viaggio di un giovane principe di una remota tribù, il quale, dopo essere stato "infettato" dalla rabbia di un "dio animale" è costretto a tagliarsi i capelli e partire per cercare la fonte dell'odio dell'animale guardando tutto "con occhi non velati dall'odio".
Ashitaka, questo il nome del giovane, insieme a Yakul, il suo stambecco, giungerà, infine, presso la Città del Ferro e qui scoprirà lo scontro in corso tra umani, la foresta e i suoi spiriti guardiani.

Il titolo "Mononoke Hime" si rifà al personaggio co-protagonista di Ashitaka, la giovane San, chiamata dagli abitanti della Città del Ferro "Mononoke". Adottata da piccola da una grossa lupa, Maro, è divenuta sua figlia adottiva e l'aiuta a difendere, o a vendicare, la foresta che sta morendo per mano degli uomini.

Il titolo è permeato di tematiche ambientaliste, il tutto attorniato da personaggi mitologici quali il "dio della foresta" o gli animali parlanti che si ribellano all'uomo o dai piccoli Kodama, spiriti della foresta stessa.

Parlando di questioni più puramente tecniche, il disegno, in particolare delle ambientazioni, è dettagliatissimo come nelle altre opere di Miyazaki, e pulito nel delineare i personaggi; le colorazioni risultano particolarmente curate ed esaltano i colori vivaci della foresta dove è ambientato il titolo stesso; l'animazione risulta fluida e pulita anche nelle scene di grande azione, permettendo di seguire il tutto con chiarezza; menzione speciale per la colonna sonora che accompagna il titolo, davvero splendida.

Un ultimo punto a favore del titolo è la caratterizzazione dei personaggi: utilizzando più le azioni che le parole per descriversi, Miyazaki riesce in due ore di film a raccontare la vita di tutti gli attori coinvolti, benchè si soffermi maggiormente sul protagonista Ashitaka. In questo titolo il regista sfrutta ogni singolo movimento, ogni singolo gesto per raccontare qualcosa del personaggio che lo compie: così abbiamo le donne di Eboshi, la signora della Città del Ferro, che lavorano senza fermarsi anche in tarda serata o che sono pronte ad uccidere chiunque pur di proteggere la loro signora, tutti atti a dimostrare la gratitudine e la stima che hanno per lei; oppure San si mostra incuriosita e sprezzante nei confronti del personaggio-uomo di Ashitaka, simbolo che non si è mai avvicinata troppo ad un uomo se non per ucciderlo.

A fronte di tutto questo, possiamo dire che il Maestro Miyazaki e il suo Studio Ghibli non sfigurano certo al fianco di questo titolo, che risulta essere una delle pietre miliari dell'animazione nipponica, forse uno dei migliori realizzati dal maestro stesso, se non il migliore!
VOTO: 10




shinku
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 6

Devo dire tra tutti i film di Miyazaki questo è quello che non mi ha fatto per nulla impazzire. Eppure preferisco sempre gli anime con protagonista delle ragazze. Tuttavia questo perde molto rispetto ad altri sia per la storia che non trovo particolarmente coinvolgente sia per la realizzazione. Eppure la tematica di fondo e il messaggio sull'importanza della natura sono temi molto interessanti, ma secondo me non realizzati con la stessa semplicità e raffinatezza di altri film. Non è un film che lascia indifferenti, ma neanche che rimane nel cuore.



simo
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Un film davvero molto bello ed emozionante! Una storia davvero accattivante e coinvolgente che sa trascinarti in un ambiente fantasy.
Ottima è anche la realizzazione, la storia è davvero ben fatta e i personaggi sono caratterizzati in modo davvero unico! Oltre l'ambientazione fantasy questo film riesce a far emergere anche emozioni e sentimenti che ti toccano il cuore. Un'opera assolutamente da vedere!



shuuchan
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Scopro subito le mie carte: si tratta senza alcun dubbio del film di Miyazaki che più amo.
La ricerca e le avventure del principe Ashitaka rientrano in un gusto per la storia e la mitologia giapponese che il Maestro in precedenza aveva affrontato solamente di sfuggita, quasi per caso, e sicuramente non con il tono intenso e talvolta quasi solenne che traspira da quest'anime. Le leggende intorno allo scomparso popolo degli Emishi (conosciuto anche come "Ainu") a cui appartiene Ashitaka, la presenza di divinità dei boschi tipiche della cultura Shintô, le guerre di conquista degli shôgun: tutti elementi che contribuiscono a formare un grandioso affresco, i cui temi fondamentali (nel miglior stile-Miyazaki) sono il rapporto uomo-natura e il rapporto uomo-divinità.
San/Mononoke pare quasi far rivivere uno stereotipo della letteratura, l'essere umano allevato dagli animali che ne diventa poi alleato contro altri esseri umani. Eppure la sua forza nasconde anche le debolezza di un'adolescente, nel suo cieco rancore verso Eboshi, nella sua ostinazione a credersi "lupo", nell'emozione che non riesce a nascondere quando Ashitaka le regala il suo stiletto, o nel pianto a cui cede tra le braccia di lui quando ormai ogni speranza sembra svanita.
Ma l'anime regala molti altri personaggi indimenticabili: da Ashitaka, il classico eroe d'onore, a Eboshi, la "signora del ferro" ambiziosa ma umana; dallo strano e ambiguo monaco viaggiatore Jigo, all'energica Toki; dal fiero Okoto, Signore dei Cinghiali, allo scansafatiche Kororu...
Tecnicamente l'opera è eccellente. Forse il livello non è quello de "La Città Incantata", ma viaggia comunque su standard eccezionali, soprattutto grazie ad una regia superiore (a mio avviso perfino migliore di quella del film che ha vinto l'Oscar) e a delle realizzazioni di valore indubbio, partendo dalle animazioni fino ai fondali (spettacolari le ambientazioni della Foresta del Dio Cervo e della Città del Ferro).
L'opera si segnala anche per la migliore colonna sonora realizzata da Joe Hisaishi per lo Studio Ghibli. Magnifica, di grande energia, a tratti quasi viva e sacrale, come se racchiudesse la linfa di un gigantesco e secolare albero dei boschi. Si possono notare influenze della tradizione popolare giapponese (come nella canzone "Mononoke hime" e nella nenia delle lavoratrici della città, "Eboshi tatara uta"), ma anche di musica occidentale (il carattere del tema principale, "Ashitaka sekki", ricorda molto quello di un altra colonna sonora, "L'ultimo dei Mohicani").
Non mi dilungo oltre. Personalmente ritengo questo film un capolavoro assoluto.




urd
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Devo dire che è una delle opere di Miyazaki che mi piace di più. Mi ha veramente emozionato, inoltre trovo una bellissima idea il fatto della bambina allevata dai lupi e dal fatto che gli animali cerchino in tutti i modi di tutelare la foresta... Peccato che gli uomini pensino solo ai propri interessi infischiandosene di tutto il resto, fortunatamente alla fine capiscono i loro errori e vedranno di rispettare la natura. Il mio personaggio preferito è la mamma lupa che dimostra di essere saggia, buona e anche comprensiva e non esita a morire... Davvero un bellissimo anime con un grande messaggio...




simona
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

Questo è un film di animazione molto poetico, a tratti magico e a tratti onirico. A dire il vero, in certi punti è anche un pò troppo poetico, nel senso che indugia, con un certo autocompiacimento, sulla magnificenza di alcune sequenze. Questo rende il film, a mio parere, un pò lento in certi momenti ma rimane una sensazione che si avverte appena e che non pregiudica affatto la piacevolezza della visione. E' realizzato molto bene, i movimenti e i personaggi sono ben caratterizzati e piuttosto realistici e la natura viene esaltata nella sua poeticità! La mia critica particolare invece si concentra sul finale perchè il protagonista rischia più volte la sua vita per proteggere San, rendendo evidente e manifesto il suo amore per lei. Molto bello! Uno dei migliori film del grande Miyazaky!



ALUCARD80
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8

Altro ennesimo capolavoro di Miyazaki. Penso si siano spesi ormai tutti gli aggettivi possibili per osannare il genio di quest'artista che secondo il mio modesto parere ha ormai sostituito l'icona della Disney per i lungometraggi animati sia per grandi che piccini, un vero poeta in grado di incantare, spaventare, far sognare e commuovere chiunque con le sue opere che paiono davvero magiche, veramente intrise di quella magia che mostra in questi capolavori.
La principessa Mononoke parla di un giovane nobile che viene a conoscenza di qualche strano potere maligno che ha contaminato degli animali a cui dava la caccia, e mettendosi in marcia per risalire a tale mistero, in un susseguirsi di situazioni sempre più incalzanti con un ritmo sempre più sostenuto, scoprirà il perchè di questo inquietante enigma, e sarà costretto a confrontarsi con una amara realtà, dove, come nel mondo reale, non vi sono cattivi e buoni etichettati e facilmente identificabili, ma un universo di sfumature caratteriali e di doveri, eccessi e conseguenze che le varie civiltà umane e non subiscono, entrando in conflitto fra di loro. Come spesso predilige, il Maestro Miyazaki preferisce narrare la vicenda in un mondo surreale e fantastico, profondo da esplorare e arcaicamente tribale, ricco di tradizioni e situazioni identiche alle nostre, e sono proprio questi spunti che pongono lo spettatore di fronte a tematiche odierne e problemi di tutti i giorni: la continua devastazione del'uomo nei confronti della natura, lo sfruttamento degli animali e la loro involontaria mutazione sia nello stile di vita che nella innaturalezza delle loro azioni, costretti ad adattarsi ad un mondo profondamente cambiato da ciò che noi chiamiamo progresso. Ogni fondale è un quadro che sarebbe possibile ammirare per ore, i colori brillanti, le sfumature cromatiche e le animazioni, tutto contribuisce a rendere ancor più bello questo capolavoro, che però non giudico il migliore del Maestro, ma sicuramente uno dei più interessanti.
Adatto ai più piccoli, ma anche a gente adulta per le tematiche trasversalmente affrontate, Princess Mononoke è sicuramente un masterpiece da non perdere.




Asumi
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Probabilmente il film più bello che abbia mai visto, con la storia e i personaggi più... fantastici... che abbia mai "letto". Il finale è semplicemente sbagliato. Più del fatto che tutti si redimono lampo, ho odiato la frettolosità nel concludere il rapporto tra i protagonisti. Se togliete gli ultimi due minuti di film e ve li riscrivete, oppure li lasciate e fantasticate sul resto, avrete a mio parere il più bel film di Miyazaki e probabilmente la più bella pellicola di sempre.



Caio
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 2 su 1 --- Voto: 10

Un film di bell'aspetto si può definire. Una donna può vivere nella natura allevata dai lupi? il solo vivere nella natura la rende una donna selvaggia? O meglio la rende più vicino a quel qualcosa di più grande che vive insieme a lei ed a tutti noi, la terra.
Mononoke è legata alla selva , la vive, la protegge e guarda con astio all'umanità capace solo di creare fornaci metallurgiche. Della trama non vi svelo molto perché è bene dire che ha una sceneggiatura molto bella, però l'umanità del progresso è qui rappresentata nel ruolo di un'altra donna, mentre il legame più intenso con la natura per Mononoke sta nella lupa. Capito? La femminilità è il sacro voto alla natura perché solo la donna ha qualcosa di divino che si vede e si tocca, cioè può generare la vita! E' il sacro dono divino. Mentre gli uomini come il principe Ashitaka sono gli spettatori della natura offesa dall'uomo e vi dovrà trovare rimedio con grande dolore. Mentre gli altri personaggi maschili diventano aggressori della natura. Quindi è un binomio Natura (femminile e generatrice di vita) contro l'umanità (capace di amare il proprio mondo, ma anche capace di distruggere se stesso). Il Dio Cervo è il ruolo d'eccellenza, un Dio sceso in Terra non può esistere per gli umani, ed è quello che accade a questa divinità che può essere meno generosa di madre Natura. Interessante la fotografia poiché i colori del verde, azzurro e marrone terra sono significativi del concetto di speranza (l'umanità dai propri errori può maturare), accoglienza (la natura è benevole con tutti i buoni), sacrificio (la natura per essere così bella ha bisogno di tempo e del ciclo naturale del pianeta). Insomma anche le inquadrature stupiscono per la nitidezza visiva, l'angolazione che è pervia di significati (il primo piano ed il piano americano sono sempre a favore di monologhi , dialoghi o riflessioni intraRuolo molto mature ed emotive). Montaggio al di sopra delle righe in cui lo stacco tra una scena e l'altra è addolcito da movimenti continuo di camera o del soggetto o dal continuum della musica. Insomma fantastico lavoro .




daniel
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

Nonostante non fossi amante né del genere fantasy né dello studio Ghibli, spinto dalla noia, decisi di vederlo.
gran bella storia raccontata in maniera intrigante con personaggi ottimamente definiti, belle musiche e ottime.
Ma la cosa che più mi colpì, fu la tematica trattata e il come venne presentata: a memoria mia, era la prima volta che lo studio Ghibli sfornava un film condito con scene così violente (comunque saggiamente presentate e dosate).
Una volta conclusa l'opera, non mi rimase altro che rivalutare Miyazaki, nonché lo stesso studio Ghibli.
Per me, in assoluto, l'opera migliore di Miyazaki assiame alla Città Incantata!

DA VEDERE!




Gackt
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8

Uno dei tanti capolavori di miyazaki... In esso si ritrovano alcuni elementi cari al maestro, con tema centrale la natura... Lo definirei quasi un anime ecologista... Ma il tema è trattato alla maniera miyazakiana, con la solita e stupenda aria d favola, in modo da trasmettere il messaggio in modo semplice ai bambini (ma soprattutto agli adulti)... L'anime è sensazionale cm tutti quelli dell'autore: chara design semplice ma efficace (ho adorato il design d tutti gli animali k compaiono), storia coinvolgente e commovente, animazioni stupende... Forse ciò che lo distingue dagli altri lavori di miyazaki è la violenza (non esagerata) che per la prima volta trova il suo spazio in una "favola" dello studio ghibli... Un capolavoro da vedere assolutamente, come tutti gli altri.




HaL9000
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Un'altro capovaloro di Miyazaki. Rispetto alle altre opere del regista ci sono alcune differenze: intanto una maggiore crudezza delle immagini e delle situazioni, ed inoltre un certo tono epico che altrove mancava (magari compensato da una maggiore poesia e delicatezza); è inoltre un lungometraggio dove i ruoli buono-cattivo sono più sfumati: per questi motivi, il film sembra rivolto più ad un pubblico adulto piuttosto che ai più giovani.
I temi trattati sono quelli tipici del maestro: la contrapposizione, più o meno violenta, tra gli uomini e la natura; in questo caso la "città del ferro" rappresenta la civilizzazione e la tecnologia che avanzano (infatti il lavoro in questa città è organizzato come in una moderna fabbrica) non solo in contrapposizione con la natura, ma anche con la società più tradizionale degli altri villaggi. La "Signora", che dirige questa città, rappresenta il dinamismo di una umanità sempre più protesa verso la "conquista" e la trasformazione dell'ambiente che la circonda; tuttavia le sue non sono intenzioni del tutto malvagie, anzi. Miyazaki evita di fare di lei un personaggio negativo a tutto tondo, mostrando quasi comprensione nei riguardi dei di lei progetti (che hanno anche qualche risvolto positivo), anche se alla fine la "Signora" dubiterà di ciò che è stato fatto fino a quel momento.
Da vedere.



Rob Hert
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Un mondo misterioso e atemporale, una mistica maledizione, una battaglia epica... ma soprattutto una storia. Una storia stupenda, per intendere. Una storia di uomini, una storia di Dei, una storia d' amore e di rispetto per la natura. Questo è la Principessa Mononoke, film d' animazione del Walt Disney d'oriente, il geniale (e forse meglio di Mister Walt) Hayao Myazaki. Una grafica d'animazione spettacolare che unisce parti di computer grafica, per esprimere al massimo la fantasia del Maestro. Un principe maledetto, costretto ad affrontare un lungo viaggio. E' proprio il destino dell'abile Ashitaka, che incontra quello di un villaggio, di un Dio, di una ragazza.
Ci troviamo nel bel mezzo di una battaglia epica tra la stoltezza dell'uomo e la sacralità della natura. Il tutto espresso da visioni oniriche, musiche eccezionali e dialoghi intensi, che ti schiudono emozioni ataviche.
Un messaggio potente che spinge a pensare, e a porsi domande sulla natura della coscienza umana. Non poteva mancare la storia d'amore, non del tutto espressa poiché al contempo centro e cornice del film. Un uomo destinato a morire, e una donna dal passato tragico. Emozionante fino alla fine, che ti lascia una sensazione strana "che intender non la può chi non la prova".
Magico, poetico, storico.
Un conflitto sia interiore che esteriore dove non ci sono cattivi, ma solo obiettivi.
Un film da vedere, anche per chi non apprezza gli anime.
Per ricordare che la vita è fatta di dolore e sofferenza, ma che nonostante ciò ogni uomo lotta per viverla fino all'ultimo istante.
E allora continuiamo a lottare, come Mononoke per la sua foresta, come Eboshi per il suo villaggio e come Ashitaka per la verità.
Alla prossima, signori...



MatteRove
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

Il tema è il rispetto e l' "amore" per la natura che è tra l'altro molto attuale. Al di là di inutili e stupidi moralismi davvero fuori luogo che si sentono oggi. Il film eleva questi 2 concetti a universali e "deifica" la Natura rendendola un assoluto. In un mondo rurale un villaggio particolarmente avanzato e ambizioso cerca di imporre la volontà umana a quella della Natura e su gli altri villaggi. La storia quindi è molto semplice e per nulla originale, ma la forza portante dell'anime è sicuramente il significato puramente "filosofico" che contiene. Da vedere e possibilmente rivedere!



enkidu
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Dopo Tonari no Totoro, Mononoke è decisamente il lavoro di Miyazaki che preferisco. E' il giusto passaggio tra lo stile "conan" e il nuovo di disegno e racconti del maestro. La storia è coivolgente, cruda e fa riflettere su quanto importante sia la natura e quanto viene ignorata e distrutta dall'uomo. Un vero capolavoro di animazione, ambientazione, storia e disegno con una caratterizzazione dei personaggi sublime.



Apollo
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

E' stato il primo film che ho visto del maestro Miyazaki e devo dire che ogni volta che lo rivedo mi convinco sempre più che sia un capolavoro. Caratterizzato da una realizzazione tecnica stupefacente riesce ad unire azione e sentimento intrecciati con problematiche inerenti l'ambiente e l'inquinamento. Un vero e proprio film culto nel panorama dell'animazione.



mardok
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Mononoke Hime (La principessa Mononoke o La principessa fantasma) è il titolo di un film di animazione giapponese. Realizzato dal grande regista Hayao Miyazaki, nel 1997 esso ha avuto in Giappone un successo straordinario, stabilendo il record di spettatori di tutti i tempi. Il successo di pubblico ha coinciso anche con il successo presso i critici, tanto che il film è stato il candidato giapponese al premio Oscar per il miglior film straniero, e ha avuto un'ottima accoglienza al festival di Berlino nel 1998.

Ma, al di là del suo successo, Mononoke Hime è soprattutto un film straordinario, che nasconde dentro una storia ambientata nel Giappone medioevale momenti di grande lirismo e messaggi esplicitamente diretti allo spettatore di oggi. Questa pagina è dedicata a diffondere la conoscenza del film nel pubblico italiano e a celebrare uno dei capolavori del cinema mondiale.

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Ashitaka, un principe Emishi, per salvare il suo villaggio dal dio-cinghiale Nago, trasformatosi in demone, si vede costretto ad ucciderlo, attirando su di se una maledizione nel processo. Mentre la maledizione si espande, Ashitaka deve trovare una cura il più in fretta possibile, prima che venga ucciso dall'anatema. Durante il suo viaggio scopre che la maledizione che aveva afflitto il dio era stata causata da un proiettile di ferro sparato da un cannone artigianale prodotto nella Città del Ferro, in guerra contro gli spiriti della foresta per riuscire a procurarsi le risorse necessarie. Le tribù dei cinghiali, delle scimmie e dei lupi, insieme a San (la Principessa Mononoke del titolo), una ragazza cresciuta da questi ultimi, difendono la foresta. Ashitaka, durante il processo di mediazione, si innamora di San. E' un film la cui bellezza e importanza tematica è commovente. Miyazaki è sempre il migliore

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Sicuramente il miglior film d'animazione mai visto in vita mia. Poesia allo stato puro con realizzazioni tecniche impressionanti. Un capolavoro assoluto con delle tematiche molto adulte



Bachman
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 0 su 1 --- Voto: 10

Una tale uniformità nei voti ricevuti parla da se. A mio parere il film più bello del genio dell'animazione. Come tutti i prodotti del Maestro (e in realtà più di molti altri) riesce a far riflettere su tanti temi, in primis sul dilemma di tezukiana memoria "sei tu in grado di dire cos'è giusto?". Differisce dal solito Miyazaki per alcuni punti interessanti: protagonisti atipici (non bambini), finale aperto, senso di oppressione (e morte) spesso incombente, dregrado della carne che imputridisce.



oichi
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Semplicemente bellissimo! Animazioni veramente spettacolari per un film di dieci anni fa'. Trama molto intensa, a un certo punto della storia non riuscivo neanche a distinguere i buoni dai cattivi, accorgendomi che non era giusto che sia gli spiriti che gli umani combattessero una guerra morendo. L'unico anime che io abbia mai visto in cui mostrano la guerra a 365 gradi.



chimera blu
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Come del resto anche tutti i film di questo autore, La principessa Mononoke è un anime bello e delicato. La cosa che ho trovato veramente piacevole è che non finisce come fanno di solito i film: "... e vissero tutti felici e contenti.", ma ti lascia sognare, perchè l'eroe né torna al suo paese né si bacia mai con San, benchè si capisca che sono innamorati.
Se fossi una giornalista scriverei: "Da non perdere"!! ^__^



Ellehime
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Tra tutte le opere di Miyazaki è sicuramente la migliore nonchè quella a lui più cara ( almeno così ho letto). é una storia stupenda sotto tutti i punti di vista e le atmosfere sono davvero misteriose ed intriganti.
Come tutte le opere del maestro fa sognare e commuove, oltre a lanciare un messaggio ambientalista in modo delicato e per nulla banale.
Ottimo, da vedere e da collezionare.



hank71
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Mi associo decisamente al coro dei "il più bel lungometraggio mai visto". L'unica pecca deriva dal doppiaggio italiano (uno dei vecchi del villaggio di Ashitaka è il nonno Simpson e, mi dispiace per lui ma devo dirlo, il lupo è veramente inascoltabile). Il resto è bellissimo, la profondità psicologica dei personaggi, la cura del dettaglio (il principe ashitaka che lava la ciotola per dare da bere al ferito nella foresta magica per es.), i paesaggi stupendi, la complessità della storia, la regia studiata in ogni inquadratura, sono doti impareggiabili. Senza contare che il numero degli "attori", in questione è impressionante, ogniuno con la sua parte precisa e la sua storia, quanti film o cartoni possono contare un tale numero di coprimari così importanti e complessi?



Yukimura Tokine
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8

Un cartone che non farò mai vedere a mia figlia finchè non compirà almeno 14 anni...
Non pensavo che dall'autore di Totoro potesse scaturire una vicenda tanto ebbra di sangue e violenza - e questo dapprima mi ha sconvolto - però è un gran bell'anime... con il solito finale alla Miyazaki che ti lascia come minimo l'amaro in bocca...
Ma ho una mia teoria: che sia forse per sottolineare che la vita, comunque la guardi, non si esaurisce dopo un qualche accadimento, ma è una ricerca continua, aperta a mille e mille interpretazioni quanti sono gli esseri umani sulla terra?
Se la penso così allora un senso c'è ai finali "aperti" proposti dal Maestro, altrimenti... comunque è da vedere^_^



giulia
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 0 su 1 --- Voto: 10

Che dire? Da vedere ASSOLUTAMENTE!!! Splendido mi sembra ancora poco... perchè è un anime davvero spettacolare ^^ E dopotutto nn potevamo aspettarci di meno dal grande Miyazaki, che per quanto mi riguarda è il mio regista preferito! Come non sentirsi in colpa per la sorte della foresta? Come nn provare rabbia nei confronti degli uomini? E come non commuoversi di fronte alla storia d'amore di San e Ashitaka? Personalmente io, che sono una dal cuore tenero, sono stata col fiato sospeso fino alla fine. E forse è questa l'unica pecca del film: la fine mi ha stroncato tutto, anche se non poteva andare diversamente! Però non posso fare a meno di pensare "e se Ashitaka avesse seguito San??". Tuttavia questa caratteristica la troviamo in tutti i film firmati Miyazaki. Altra cosa che colpisce di "Mononoke Hime" è che nessuno è completamente cattivo nè completamente buono: sono tutti esseri umani^^ Detto questo, vi consiglio di vederlo, perchè è assolutamente da non perdere!!!!



Always
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Credo anche io che questa sia l'opera migliore del maestro miyazaki... il problema dell'ambiente, la mancanza di verità assolute (anche la padrona della città del ferro, che da altri sarebbe stata dipinta come un strega cattiva, lotta per la salvezza e il benessere della sua gente) la regia e le animazioni splendide fanno a mio parere di questo film il lungometraggio d'animazione più bello che sia mai stato realizzato



seb
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Un sogno, un'inondazione d'immagini meravigliose, un film straordinario...forse il più bel film d'animazione che abbia mai visto e, a mio parere, ancora il capolavoro assoluto di Miyazaki (certo un buon palmo al di sopra di Howl e un pelino sopra la Città Incantata che, peraltro, 'un gli'è da meno, per citare le sue realizzazioni successive).
Inutile dilungarsi sulla trama splendida, i personaggi ricchi e profondi, i continui messaggi veicolati dal film, la grafica da mascella spezzata, le animazioni addirittura ....turbinose, la sinfonia dei colori, la colonna sonora di una bellezza sublime....Mononoke Hime è più un film, è un'opera di poesia di una tale bellezza che l'unico aggettivo possibile a definirla è....semplicemente struggente.



Kami
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Miyazaki è Miyazaki. Uomo di profondissima sensibilità, ci ha regalato un capolavoro -perchè davvero lo è- con questo lungometraggio. Mononoke Hime è realizzato magnificamente,ogni aspetto, dalla regia, alla sceneggiatura, alla colonna sonora, all'animazione, è superbo. Lo stile ricorda l'altra perla del sensei, Nausicaa della Valle del Vento, ed oltre al disegno vantano in comune il tema nodale del rapporto uomo/ambiente. Mononoke è avvicente, commovente, e regala certe immagini a dir poco splendide. Per chi ama titoli di un certo spessore, vedere questo film è doveroso :)



Zelgadis
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8

Un film bellissimo che ha avuto il merito di riportare l'animazione d'autore nei cinema italiani. Il comparto tecnico è assolutamente spettacolare e anche la sceneggiatura non lascia delusi. Probabilmente non ha la stessa espressività, ne la complessità di Sen to Chihiro e forse non approfondisce a sufficienza i personaggi principali (a parte Ashitaka), ma rimane cmq un must per tutti gli appassionati di animazione.



Zooropa
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Non riesco a pensare ad un solo lavoro di Miyazaki senza che possa dargli un 10. Mononoke Hime tra l'altro è stato uno dei pochi che ha avuto l'onore di arrivare in modo ufficiale in Italia in tempi ragionevoli dalla sua uscita in Jap. Tanto per cambiare è un capolavoro epico. E'di gran lunga il più violento di tutti i film del maestro ed è anche quello con più azione. La trama che fonde moltissimi elementi della mitologia del giappone antico (anche se non in modo così profondo come in Sen To Chihiro/La città incantata) ad una trama profondamente ecologista. Tutto il film è il continuo scontro tra l'uomo che tenta di piegare intorno a sé l'ambiente e la natura che risponde colpo su colpo. Come Sen To Chihiro poi, Mononoke ha delle chiavi di lettura che si dipanano su molti livelli. La realizzazione tecnica, oltre ad essere eccelsa, vanta anche una produzione da Kolossal hollywoodiano. Semplicemente imperdibile.



Micerino
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Mi rendo conto che per guardare un anime che porta la firma dello studio Ghibli e del maestro Miyazaki bisogna prima di tutto lavarsi l'anima da ogni possibile inibizione umana. Si deve diventare ombra, con l'unico scopo di vivere alla luce dei colori e delle emozioni che dallo schermo escono e illuminano ciò che le osserva.

Si devono togliere gli occhiali del tempo, ed estraniarsi dal presente, lasciando al fluire del cosmo ogni mossa, lasciandosi trascinare dalle parole e dalla poesia che l'anime rappresenta, che Miyazaki ha accennato nei suoi tratti leggeri.
Poi si vivono i dettagli, le ombre, i sussurrati e minuziosi particolari dei fondali, i delicati tratteggi del vento, della pioggia, là dove anche la foglia che cade leggera sulla pelle del nostro eroe diventa protagonista silenziosa di una soave certezza che doveva cadere lì, che il destino desiderava ciò, che la divinità voleva quello.

In realtà poi ci si emoziona per il sussurro delle parole, per la follia dell'uomo, per l'istinto animale del cinghiale, per la precocità dell'infanzia, per l'eccentricità d'un mondo invertito, in una favola d'un tempo remoto che ricalca fedelmente, tra spade e cavalli, la società moderna, in una continua lotta tra bene e male, tra follia e buonsenso, tra umanità e natura, sempre alla ricerca del proprio spazio in questo mondo, sempre meno disposti a condividerlo e sempre più propensi a dominarlo.

Esseri umani carnefici e difensori del misterioso essere che si chiama natura, e che ancora una volta Miyazaki dipinge con la soave certezza che la Madre Natura è neutrale, l'essenza della natura è pacifica osservatrice del mondo, che lascia ai suoi figli uomini lo spazio che chiedono cercando di limitare il danno, di circoscrivere la follia di questi figli disobbedienti, credendo fermamente in ciò che gli stessi uomini dimostrano possedere, e che non la tradiscono mai.
Non sto parlando di trame complesse, ma di emozioni senza tempo. Il film è di una linearità sconvolgente, le azioni e gli eventi si susseguono come naturale conseguenza gli uni delle altre, lasciando quasi una sensazione di ovvietà che cela, in realtà, un susseguirsi di eventi mai così ovvi, e mai così scontati, anzi. Si arriva alla strofa finale con addosso l'emozione di aver scoperto la bellezza solo in quell'istante, e di non averla mai vista prima.

Ecco come finisce l'ode che la Principessa Mononoke canta al cuore di chi la guarda, ecco come l'amore trionfa ancora una volta e Miyazaki regala al mondo una speranza nuova, così, con un tripudio alla bellezza, alla sensibilità, al coraggio, all'incredibile. E si resta sospesi, ci si accorge che forse non si respira da un po', che il cuore galleggia in quel mare di delicate contrapposizioni che solo nell'ultimo istante trovano ragione, e che solo in quell'ultimo istante trovano risposte.
E ci si scuote da questo torpore silenzioso e permanente, trascinandosi addosso l'emozione di tutto un film che è trascorso come attimo, restando allibiti davanti un'opera che dal primo all'ultimo minuto ha tenuto un passo da corsa, e che pure non è mai restata senza fiato.
Ci si sveglia, in un mondo moderno, si spegne il televisore, e si sorride, consapevoli che forse qualcosa è cambiato, magari non fuori dalla finestra, ma dentro noi.

Piccolo grande sogno di Miyazaki, gemma preziosa che si deve conservare.




Andrea Levorato
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 7

Con "Princess Mononoke" il maestro dell'animazione Hayao Miyazaki si impone sulla scena internazionale con un film di grande impatto, ma non è la migliore occasione per celebrarlo, anzi il film è probabilmente il meno buono del celebre regista.
L'anime è ambientato in un'epoca medievale imprecisata, e racconta di un guerriero colpito dalla maledizione dell'odio, e di una ragazza lupo, Mononoke appunto, che con non poche esitazioni lo aiuterà a liberarsi dal sortilegio e cercherà di impedire alla regina di un villaggio di uccidere il dio della foresta.
Forte della disciplina shintoista, Miyazaki regala più di una suggestione a livello visivo e sonoro - bellissime sono anche le musiche -, ma la storia è narrativamente altalenante, confusa ed eccessivamente prolissa.
Per chi si intende di soli anime, "La principessa Mononoke" sarà un capolavoro, ma chi ha uno sguardo più cinematografico, vi troverà tutti i difetti che ho elencato. Insomma, il film è una memorabile perla del maestro Miyazaki, ma egli ha fatto di molto meglio.




Enid
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 4

In una società che sempre più spesso tende a dimenticare o semplicemente a non tenere conto che l'uomo su questo pianeta non è la sola specie vivente, opere che come fine ultimo abbiano il far riflettere come al giorno d'oggi, ai livelli di consumismo a cui siamo arrivati, la nostra specie possa ancora trovare un modo per coesistere con la natura, sono sempre ben accette. Il difficile consiste nel come i realizzatori di queste opere decidano di trattare il tema e se alla fine del processo produttivo siano concretamente riusciti a dare vita a un prodotto che possa veramente raccontare qualcosa di innovativo: un artista d'altronde deve possedere la capacità, della quale la gente comune non è dotata, di vedere oltre per poi proporre la propria creazione e stare tranquillamente a guardare quanti e in quale modo riescono a coglierla e a interpretarla. Quello dell'interpretazione del pubblico è comunque un secondo passo; il concetto fondamentale è che se si deve fare finta di fare arte - di presupposto alto livello (non si capisce da chi, forse da quella parte di pubblico totalmente non dotata di capacità, come l'intuizione e l'istinto, che portano a discriminare il bello dal banale) - spacciando un lungometraggio insipido, scontato e con un target non definito tra il pubblico, perché semplicemente è un'accozzaglia delle solite trite e ritrite idee sull'importante tema del rapporto uomo/natura, ma qui trattato egregiamente in malo modo, per uno dei più grandi e commoventi lavori della cinematografia animata giapponese, tanto vale andare a fare il lavoratore subordinato. Perché, a incollare insieme una serie di luoghi comuni cresciuti in questa nostra società nel tempo, siamo capaci tutti e un prodotto nato da questo, ma che si spaccia o viene spacciato per un'opera di alto livello, non ha il diritto di essere anche solo lontanamente paragonato, secondo la mia personale sensibilità, a un capolavoro.

Ma andiamo più a fondo nel capire di cosa racconta "La Principessa Mononoke". Il lungometraggio di Miyazaki si apre introducendo allo spettatore uno dei protagonisti principali: il giovane Ashitaka. Principe Emishi di un piccolo villaggio, si vede costretto a uccidere uno sconosciuto demone che attacca la sua comunità per poi scoprire che si stratta in verità di Nago, un dio-cinghiale proveniente da terre lontane, contaminato e maledetto da quello che sembra un rudimentale proiettile che ha avvelenato la divinità. Colpito dalla stessa maledizione, Ashitaka dovrà abbandonare il suo villaggio e iniziare un viaggio per scoprire ciò che sta succedendo nelle terre natali di Nago e soprattutto per capire come guarire dall'anatema che dalla sua mano inizia a espandersi in tutto il corpo.
Dopo un lungo peregrinare il ragazzo giunge alla Città del Ferro sorta per mano dell'intraprendente Eboshi e capisce che la sorgente della maledizione di Nago non era nient'altro che l'odio provato dal cinghiale verso gli umani che, per procurarsi le materie prime per la creazione di metalli e armi, disboscano e distruggono la grande foresta limitrofa alla città. Qui Ashitaka incontra San, ragazza umana, allevata dalle divinità lupo della foresta che combatte per difendere gli abitanti di quest'ultima.
Ashitaka e San sono inoltre protagonisti di un'ovvia e inspiegabile, ma allo stesso tempo classica e inevitabile, storia d'amore della quale avrei fatto volentieri a meno, considerato che il personaggio di San non riesce a essere caratterizzato in modo decente da permettere l'aggiunta di un ulteriore elemento come una relazione sentimentale. Ma dato che ci troviamo di fronte a una versione alquanto sanguinosa giapponese di un film Disney, anche la canonica storia d'amore fra i protagonisti era da immaginarsi.

Nonostante il visibile peggioramento del film che avanza pari passo con lo scorrere dei minuti, la parte riguardante Eboshi e gli abitanti della città si rivela la migliore di tutto il lungometraggio. Eboshi è invero una donna dal carattere deciso e intransigente con chi ostacola il suo cammino, decisa nel fare qualsiasi cosa per raggiungere i suoi obiettivi e fermamente credente nella forza di ognuno dei suoi sottoposti. Peccato che anche questo personaggio subisca alla fine un cambiamento innaturale figlio dell'inevitabile battaglia finale tra gli uomini e gli spiriti della foresta.

Ora, un'ulteriore motivo per il quale non apprezzo questo lungometraggio di casa Ghibli è la totale assenza di un vero messaggio. Ma come? "Mononoke-hime" non parla in fondo del rispetto che l'essere umano deve sempre portare alla natura? Sì, ne parla, ma solo in modo distruttivo e non costruttivo. L'apice del film è costituito da una violenta battaglia; la stessa parola "mononoke" indica la vendetta degli yōkai contro gli esseri umani e tutto, alla fine, viene distrutto. Questo non è il messaggio che dovrebbe dare un film che viene spacciato come coinvolgente, avventuroso ma allo stesso tempo educativo. Il peggio comunque viene quando lo spirito del Re Cervo della foresta fa rinascere ciò che era stato distrutto: totalmente assurdo, dato che tutto ritorna come prima della costruzione della Città del Ferro. Se questo prodotto fosse stato veramente realizzato per trasmettere un messaggio, la foresta sarebbe dovuta rimanere senza vita così che i personaggi si rendessero conto delle conseguenze delle loro azioni. Invece no: viene data a tutti una seconda possibilità e, anche se questo nella nostra realtà e sul nostro pianeta non potrà mai accadere, sarebbe stato allora interessante vedere concretamente la ricostruzione della Città del Ferro, simbolo della società umana sfruttatrice della natura, coesistere con quest'ultima. Ma Miyazaki, invece di scegliere di narrare il difficile e certamente più impegnativo momento della costruzione, ha scelto quello della distruzione, che non ha certamente bisogno di molta invettiva, soprattutto se raccontato in modo così ordinario, e che fa sempre più spettacolo perché drammatico quando raggiunge il suo apice.

Infine l'unico punto di forza di "Mononke-hime" è a mio parere rappresentato dalle animazioni e dalle musiche, queste sì accurate e che immergono lo spettatore nell'ambientazione del lungometraggio, ma quando un dolce è per vari motivi, che vanno dalla miscelazione degli ingredienti ai tempi di cottura, venuto male, non basta certamente una spolverata di zucchero a velo per modificarne lo spiacevole sapore.




Marco23111988
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 7

Ashitaka è un giovane principe Emishi che nel corso di una battaglia con un demone viene maledetto da esso e che, a causa di questa maledizione, è prossimo a morire. Per salvarsi deve mettersi in viaggio per trovare una cura. Questo è l'inizio di un lungo viaggio in una terra fantasy popolata da bestie e demoni.
"La Principessa Mononoke" è un film animato in maniera sublime, Miyazaki dà libero sfogo alla fantasia e alla bellezza delle scene e delle ambientazioni.
La trama in sé è interessante, anche se il tema del rapporto tra uomo e natura non è dei più originali. Mi affascina poi la figura della principessa Mononoke, mi sono sempre piaciute le storie di ragazzi allevati dagli animali; quest'ultimi poi sono presentati benissimo - anche meglio dei personaggi umani forse -, eppure al film manca quel qualcosa che serviva a farlo diventare un vero capolavoro.

Il film poteva durare anche solo 90 o 100 minuti anziché 128; alcuni momenti, ad esempio il viaggio di Ashitaka fino alla Città di Metallo, mi sono sembrati un po' lenti. Mononoke e Ashitaka potevano, a parer mio, essere approfonditi meglio, sopratutto Mononoke; il finale è veramente troppo sbrigativo.
Il vero problema è, dunque, proprio questo: tanta spettacolarità nelle animazioni, ma poca cura nella trama che è troppo lunga e, sopratutto, lenta; molti punti potevano essere accorciati o sostituiti con qualcosa di più utile, come ad esempio un finale migliore, per non parlare dei personaggi, che sono sì, affascinanti, ma poco approfonditi; la coppia Ashitaka-Mononoke sembra più messa lì giusto per mettercela, è tutto troppo sbrigativo e poco approfondito. Ecco da dove arriva la mia delusione.
Il mio 7 è più per le animazioni e per il fascino dei personaggi sia umani sia animali, ma ho come una strana sensazione che "La Principessa Mononke" sarebbe potuto benissimo essere un film da 10.




Shiva87
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 7

Il mio voto è più un 7 e mezzo. Che dire, la storia ruota intorno al rapporto uomo-natura, cercando quindi di fare capire quanto la natura sia importante e potente, e quanto l'uomo, guidato dalla sete di potere, voglia continuamente sovrastarla. I disegni, a parte alcune cose che non mi piacciono mai nelle opere di Miyazaki, sono bellissimi. Soprattutto la natura e la trasformazione del dio della foresta lasciano di stucco. Le musiche sono belle. Insomma la realizzazione tecnica è degna di nota.

I personaggi, beh, sono tutti abbastanza ben caratterizzati tranne secondo me colei che dà il nome al titolo: la principessa Mononoke. E' caratterizzata ma in maniera superficiale per me, come personaggio dava spunti molto interessanti per un possibile sviluppo più approfondito. Anche il finale mi ha lasciato un po' con la bocca storta, perché mi sarebbe piaciuto vedere un po' di più. Però vabbé, è un film gradevolissimo e piacevole, bello per i disegni e interessante per la trama. Lo consiglio.

P.S.: ma possibile che nei film di Miyazaki i protagonisti s'innamorano subito, con un solo sguardo? Quest'aspetto non mi fa impazzire, lo trovo un po' infantile.




kaname.knight
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 7

Ho intrapreso la visione di questo film subito dopo avere visto "Il castello errante di Howl" e "La città incantata" e ciò forse me lo ha fatto apprezzare molto meno.
Secondo lo stile Miyazaki i personaggi sono definibili solo attraverso un lungo processo introspettivo che lo spettatore scopre insieme al personaggio stesso con il susseguirsi delle scene e dunque del film.
Il film si basa sempre su un fondamento di guerra che è proprio quello che dà quel tocco in più al film e ci coinvolge in modo anche da sensibilizzare la nostra morale.
E' proprio questo infatti che il regista cerca di esprimere in questo film, che a mio parere è quello più adatto e che si avvicina maggiormente ai problemi ambientali e non che viviamo in questo periodo.

Il protagonista comunque è colui in cui tutti gli spettatori, o quasi, si immedesimano, poiché è lui il mediatore fra una protezione e un'integrazione con la natura in maniera totale (la principessa Monoke, appunto) e un abuso e un'indifferenza assoluti nei confronti della natura dettati dall'avidità e probabilmente dall'ignoranza, poiché alla fine del film [SPOILER] la cattiva Eboshi infatti, dopo avere scoperto i sentimenti, le azioni e tutto ciò che si celava dentro la foresta che lei tanto voleva distruggere, si ravvede. [FINE SPOILER]

Dunque sono convinta che, seppur per me venga dopo i suddetti film dello stesso regista, questo resta uno dei suoi lavori che preferisco.




Franzelion
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 7

Princess Mononoke... Beh, se devo essere sincero, dopo aver letto diverse recensioni e visto i rispettivi 10 dati come voto su questo sito, mi aspettavo qualcosa di eccezionale, anche per l'alto posto in classifica. Non dico certo che il film mi abbia deluso, ma mi aspettavo di più dal celeberrimo Hayao Miyazaki.

Per quanto riguarda la trama, essa non mi sembra nulla di così innovativo o originale, anzi il film nella sua interezza mi pare quasi una "bella copia" di "Nausicaa della valle del vento" (dello stesso autore, fu uno dei suoi primi lungometraggi), tuttavia il modo in cui vengono affrontati i temi della natura e della vita umana e animale è abbastanza apprezzabile.
Infatti i disegni e le animazioni sono davvero superlativi, perché gli ambienti, i fondali e le bestie sono colorati e animati in un mix splendido, così come splendida è la colonna sonora, e anche la sceneggiatura non è da meno. Ottimo inoltre è anche il doppiaggio italiano.

La storia parte velocemente, però dopo diventa, magari a tratti, un po' lenta, anche se ciò non dispiace.
Bellissime e fluide le scene d'azione, sia i combattimenti degli esseri umani che degli animali, anche se a volte sono presenti scene alquanto violente, che personalmente ritengo stonino un po' con l'atmosfera che si viene a creare; non sono certo il tipo che rifugge la violenza, anzi, tuttavia penso che qualche braccio e testa tagliati di troppo gli autori potevano risparmiarseli, ma questa può essere benissimo anche solo una mia impressione.

Non mancano momenti densi di atmosfera e poesia.
I personaggi sono caratterizzati in maniera molto pregevole, sia la principessa Mononoke che la sua antagonista, ma anche qualche animale come la madre dei lupi o il re dei cinghiali può risultare gradevole. Al contrario invece del protagonista Ashitaka: davvero piatto e poco originale, salvo nelle scene d'azione dove dimostra un po' di personalità.

Non c'è quindi un motivo preciso per cui non abbia apprezzato appieno questo film, ma credo che la ragione principale risieda nel fatto che la regia si sarebbe potuta soffermare per più tempo su alcune scene (in particolare il finale, che ho trovato un po' sbrigativo) invece che su altre su cui si poteva sorvolare o comunque abbreviare leggermente.
Ciononostante si tratta di un film decisamente sopra la media e che riesce a trasmettere non poche emozioni.
Forse non un capolavoro, ma sicuramente un bellissimo film che vale la pena di vedere, poiché non si fa dimenticare facilmente.




Donten
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 7

Ottimo film, anche se non dei migliori di Miyazaki: la trama è buona e non troppo articolata, così come la realizzazione tecnica, che è semplice e godibile, tipica delle produzioni Ghibli. I concetti sono ben studiati, la realizzazione dei paesaggi è davvero ottima e si fonde con la colonna sonora più bella che io abbia mai sentito, un'opera del compositore Joe Hisaishi.
Il finale è un po' deludente e la narrazione non particolarmente curata, ma consiglio la visione a chi abbia voglia di avvicinarsi alle opere di Miyazaki.




Cina
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 5

Mi distacco dalla massa, infatti questo film m'è piaciuto veramente poco.
Miyazaki definì La principessa Mononoke "la somma dei suoi lavori". Ed in effetti, Mononoke sembra contenere molti dei temi cari a Miyazaki: animali parlanti che si rivelano migliori degli uomini, spiriti, battaglie, un certo spazio dedicato ai vari personaggi femminili, e soprattutto il tema della protezione dell'ambiente e dell'assoluto non rispetto riservatogli dall'uomo, completamente preso dalle sue ambizioni e dalla sua presunzione.
Ma a tale ricchezza di temi (forse anche troppi per essere trattati in un film solo) fa fronte una trama che io ho trovato assolutamente insufficiente, mal strutturata, a tratti banale e con un finale che.. quasi non è un finale. Decisamente troppo aperto e.. beh, ho visto anche finali aperti che erano perlomeno resi in modo interessante... ma questo è stato una cosa tipo: "Tutto quel casino, tutte quelle morti, quei feriti e quei cimenti.. e poi ci lasciano così?"
Ammetto comunque che i personaggi, sia positivi, sia negativi, sia "così-così" sono molto 'buoni', cioè, ben caratterizzati e pensati.



Fra
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 7

E' l'opera di Miyazaki che mi è piaciuta meno. Nella narrazione sembra mancare qualcosa, la storia va avanti un po' a tentoni... Ci sono troppi inutili spargimenti di sangue e il film s'interrompe quasi bruscamente. Essenzialmente, la trovo strutturata male, come se avessero cercato di far entrare un racconto molto lungo in sessanta minuti di video.



Link
Per l'anime La Principessa Mononoke
Film di genere Azione/Mistero/Soprannaturale/Demoni
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 7

Mmmm...il film è tecnicamente spettacolare, del resto sotto questo aspetto Miyazaki non delude mai. Gli ingredienti sono tutti amalgamati abbastanza bene, i vari significati e sottosignificati tutti ben sviluppati, la pellicola scorre liscia dall' inizio alla fine. Troppo liscia però. A mio parere questo film, paragonato ad altre opere del maestro, manca di un elemento essenziale: la magia. Parlo di quella magia che mi costringeva a ritornare indietro per vedere una scena, PRIMA ANCORA DI AVER VISTO LA FINE DEL FILM! Parlo di quella magia che mi faceva camminare per strada per giorni e giorni pensando a due bambine che fanno nascere un albero (mi riferisco al capolavoro, Totoro, ovviamente!).
In questo film il regista è talmente impegnato nello sviluppare la trama e i suoi significati (che in effetti sono tutti abbastanza..."tosti"!) che non ha tempo per dedicarsi al divertimento, al gioco. Manca, quindi, quel pizzico in più di "polvere magica" che distingue un bel film da un' opera d' arte.


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