Patlabor 2: The Movie
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Patlabor 2: The Movie
7,833
out of 10
based on 2 ratings.
2 user reviews.
hallymay
Per l'anime Patlabor 2: The Movie
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 Prendere un'opera mainstream e ricavarne fuori qualcosa di completamente diverso e inaspettato: Mamoru Oshii non è nuovo a questo giochetto. Ci aveva già provato con Lamù - Beautiful Dreamer, un film che prende una delle serie più demenziali di sempre e la trasforma in un cervellotico viaggio onirico, con buona pace della sua autrice Rumiko Takahashi e dei suoi fan, i quali non hanno mai amato quella fin troppo libera interpretazione del manga.
Lo stesso è accaduto con questo film di Patlabor. Con Patlabor 2 infatti Oshii prende uno dei brand più famosi degli anime e lo rivolta come un calzino, consegnandoci però questa volta non un'opera controversa, ma il suo primo autentico capolavoro.
La storia del film parte dalla vicenda di Yukihito Tsuge, ex poliziotto pilota di labor (i robot che nell'ipotetico futuro di Patlabor affiancano gli uomini in ogni tipo di attività, lecite e illecite), impegnato nelle forze di pace per conto dell'ONU in un non specificato teatro di guerra nel Sud Est asiatico. Abbandonato al suo destino durante un'imboscata della guerriglia, si dà alla macchia e decide di vendicarsi. Ordisce un gigantesco complotto che porterà esercito e polizia giapponesi sull'orlo dello scontro armato, deciso a mettere la società giapponese di fronte alla realtà della guerra civile. A sbrogliare la matassa ci penseranno gli uomini della squadra Patlabor.
Perché dico che in questo film l'intera serie di Patlabor è stata rivoltata come un calzino? Perché per sostenere una trama di questo spessore non si poteva certo mantenere l'atmosfera scanzonata e giocosa che avevano la serie tv o gli OAV. Con questo film infatti Mamoru Oshii esprime per la prima volta tutti i canoni estetici e narrativi che da qui in poi saranno presenti in tutte le sue opere: lunghi silenzi, dialoghi complessi, tempi dilatati, trame difficili e cariche di denuncia politica che fanno da sfondo a una dettagliatissima introspezione dei personaggi.
Quindi niente siparietti comici, niente faccette caricaturali, niente scene di azione forsennata: addirittura il cast si trova stravolto in questo film. I tanti membri della celebre sezione robotizzata praticamente non si vedono e i protagonisti storici, come Noa Izumi o Asuma Shinoara, vengono relegati a piccole apparizioni. Tutta l'attenzione è concentrata sui due capitani, Goto e Shinobu. Quest'ultima, che è sempre stato un personaggio quasi secondario, in Patlabor 2 è praticamente la protagonista assoluta. Oshii infatti la rende l'archetipo di tutti i successivi protagonisti dei suoi film: seria, taciturna e tormentata. Tutto questo perché la poliziotta è legata non solo professionalmente, ma anche personalmente a questo caso, e nella sua lotta contro il tempo per evitare la catastrofe dovrà mettere a dura prova ciò che amava e ciò in cui credeva. Il film infatti è una dichiarata denuncia contro la finta pace di paesi sviluppati come il Giappone, che basano il loro benessere sullo sfruttamento bieco di tante altre nazioni le cui contraddizioni diventano così forti da sfociare in guerre fratricide. Guerre che impazzano nell'indifferenza e nell'incapacità degli organi internazionali. Essendo un film del 1993 è chiaro il riferimento agli eventi del periodo: chi non ricorda i caschi blu dell'ONU inermi a Sarajevo? Anzi, certi eventi arriva addirittura a prevederli: la vicenda di Yukihito Tsuge non ricorda quella dei caschi blu in Rwanda nel 1994?
Dal punto di vista tecnico Patlabor 2 è strabiliante: anche se ormai ha quasi venti anni sul groppone, è ancora un immenso piacere per gli occhi vedere la qualità immensa delle animazioni, la cura maniacale dei dettagli di sfondo e il character design iperrealistico. Senza contare poi la bellezza delle musiche. Mamoru Oshii ha sempre detto che metà del successo dei suoi film è dovuto alle colonne sonore del suo compositore di fiducia, Kenji Kawaii. D'altronde in film così introspettivi e serrati l'atmosfera è tutto. La musica di sottofondo fa quasi le veci dei dialoghi, e in questo Patlabor 2 è quasi il caso di scuola.
Insomma, Patlabor 2 è un film praticamente perfetto che ha dato finalmente la giusta ribalta a Oshii prima della consacrazione definitiva avvenuta con Ghost in the Shell, personalmente l'unico anime che trovo migliore di questo nella filmografia del regista giapponese.
Da vedere, da consigliare, da amare: bellissimo.

God87
Per l'anime Patlabor 2: The Movie
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Poliziesco
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Prodotto ingannevole, "Patlabor 2", bugiardo, perché lontanissimo, distante anni luce, per ritmo e atmosfere, dall'opera originale di Masami Yuki che vorrebbe celebrare. Ma anche capolavoro inattaccabile, il miglior Oshii di sempre, storica opera prima di Production I.G, che appena staccatasi da Tatsunoko entra nel firmamento e sconvolge l'industria d'animazione, e ultima di Headgear (che si scioglierà subito dopo). Un cupo, ostico thriller politico, dove la sinergia tra la regia di Oshii e le sceneggiature impeccabili di Ito trova risultato indimenticabile. Non un film per tutti però, che anzi, clamorosamente, potrebbe indispettire i veri fan di Patlabor perché eccessivo.
Eccessivo per il rigore registico, autoriale all'impossibile: maestria nel trasmettere profondità e stati d'animo dei personaggi con intensi primi piani, suggestiva fotografia e uso creativo delle luci, ma il film è lungo, molto, e la proverbiale lentezza insita nella regia di Oshii, unita all'estrema complessità della trama, rendono corposa come non mai la visione, anche pesante. La storia, lungi dall'essere lineare come sembra, è data da indagini che contemplano infinite macchinazioni politiche basate su politica interna, politica estera, complotti possibili e non possibili e doppiogiochisti, e non mancano neppure riflessioni filosofiche sul significato della guerra e della pace. La trama è intrigante, dai suggestivi momenti lirici (il facia a faccia tra Shinobu e Tsuge), con un credibile, perfetto reparto dialogico, ma ardua da capire, e più di qualcuno potrebbe non farcela anche per la regia lenta e asettica.
Prezzo da pagare per una sceneggiatura così seria e impegnata è, riallacciandosi in apertura, l'assoluta marginalità con cui sono trattati gli eroi della Seconda Sezione che tanto abbiamo imparato ad amare. Allo stato pratico, mostrati a inizio film per farci sapere che ne è stato di loro, poi spariscono dalle scene (protagonisti assoluti della vicenda sono capitano Goto e Shinobu) e riappaiono velocemente nello scontro finale, gli unici 10 minuti in cui vedremo in azione i Labor. L'ironia e l'umorismo sono azzerati, rimpiazzati dalla colonna sonora tesissima di Kawai e dalla serietà della trama, e zero approfondimento delle vite dei nostri beniamini: sapremo ben poco di come si trovano con il loro nuovo lavoro e di come sono proseguite alcune relazioni sentimentali. Peccato, perché "Patlabor 2" è il vero epilogo della saga, e non sarebbe spiaciuto vedere qualcosa di importante per l'occasione - qualche morte, un matrimonio, un grande colpo di scena... qualsiasi cosa.
In compenso, dire che le ambizioni di Ito trovano degna messa in scena vuol dire essere riduttivi: se "Patlabor 2" è entrato nella storia non è solo per la sceneggiatura impeccabile e la miglior regia di Oshii, ma anche per una realizzazione tecnica sopraffina a cura di Production I.G, che sforna il meglio del meglio di quello che si poteva realizzare nei primi anni '90. Alla distanza di soli due anni, Gundam 0083 trova un capolavoro di animazione tradizionale al suo livello: dall'opera Sunrise ritroviamo Hajime Katoki e Shoji Kawamori che replicano, insieme al veterano Izubuchi, un mecha design di realismo estremo, del livello che si vedono fili e giunture flettere e muoversi nelle scene in movimento e si avverte la sporcizia dei robot guardando le loro incrostature date dall'olio. Stupefacente spettacolo visivo, a cui dà voce una fluidità straordinaria delle animazioni, poca (primitiva) CG usata in modo eccelso e un un nuovo restyling del tratto della Takada che, ancor più che nel precedente lungometraggio, perde ogni residuo di deliziosa semplicità per trovare marcati, realistici tratti asiatici nei volti dei personaggi.
"Patlabor 2" è un film incredibile che non finisce neanche oggi di stupire per bellezza estetica e narrativa, ma rimane un rammarico, e non piccolo: che per molti, sedicenti animefan questo bellissimo lungometraggio sarà liquidato, con superficialità, come "la miglior incarnazione di Patlabor", "l'unica da guardare", e magari se ne sbatteranno che prima di questo c'erano una bella serie televisiva e una memorabile serie OVA che esprimevano per davvero il mondo ideato da Masami Yuki, quello di irresistibile slice of life che portava a sentire quasi di famiglia i personaggi della Seconda Sezione che, qui, è come se non esistessero. Poveretti, non sanno cosa si sono persi.

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