Peline Story
micheles
Per l'anime Peline Story
Serie TV di genere Drammatico/Slice of Life/Storico
Episodi Visti: 53 su 53 --- Voto: 9 Nella mia infanzia non ho mai amato molto il genere meisaku, fin dai tempi di Remì che vidi alle elementari. Il motivo non è solo che i tragici anime strappalacrime in cui i bambini subiscono tutta una serie di disgrazie senza reagire mi fanno stare male: il motivo vero è che non mi lasciano un messaggio, perché contro disgrazie che vengono dall'alto (Remì si scontra con malattie, tormente di neve, tempeste di grandine, inondazioni) c'è poco da fare. Peline invece mi è sempre piaciuto, fin da quando lo vidi la prima volta, quando avevo circa l'età di Peline o meno. Il motivo è che, per quanto si tratti di una vicenda triste, con malattie, morti e scene commoventi a volontà, Peline non subisce tutto passivamente come Remì, ma si fa forza e va avanti per la sua strada, riuscendo infine a superare le difficoltà grazie alle sue sole forze. Peline non è un angelo di passività, è una ragazza piuttosto matura per la sua età con delle idee chiare: è capace di arrabbiarsi e di combattere per quello in cui crede.
Questo aspetto è particolarmente evidente soprattutto nella seconda parte dell'opera, quando Peline si scontra con il nonno su vari fronti. Da una parte vuole fargli cambiare idea sulla madre (il nonno è razzista e non accetta che il figlio abbia sposato una donna mezzo-indiana contro la sua volontà); dall'altra combatte per cambiare le condizioni di lavoro degli operai della fabbrica del nonno. È chiaro che Peline è un'opera più impegnata politicamente di Remì, che è un'opera puramente sentimentale. In Senza famiglia, il romanzo da cui è tratto Remì, si parla delle condizioni di lavoro dei minatori con compatimento, ma non c'è un messaggio sociale particolare, che invece è presente in In famiglia, il romanzo da cui è tratto Peline Story. Continuo a paragonare Peline a Remì perché entrambi escono dalla penna dello stesso autore, Hector Malot, entrambi sono ambientati nella Francia di fine Ottocento e presentano molte somiglianze. Peline mi è sempre piaciuto, mentre Remì l'ho rivalutato solo da adulto: un paio d'anni fa l'ho rivisto e ho anche letto il libro originale.
Si tratta sicuramente di un'opera di grande valore, semplicemente non è adatta a un bambino delle elementari per l'altissimo livello di drammaticità presente, ben superiore a quello che si riscontra in Peline. Dal punto di vista tecnico invece Remì è sicuramente di molto superiore a Peline, anche se è stato realizzato qualche anno prima e la regia di Osamu Dezaki è sicuramente migliore. Tuttavia Remì a mio avviso dovrebbe essere consigliato agli adulti o a ragazzi piuttosto grandi. Peline invece è stato edulcorato rispetto al romanzo di partenza ed è più adatto a un pubblico infantile; questo lo vedo come un lato positivo. Non ho ancora letto En famille, ma è ai primi posti della mia lista di romanzi da leggere. Il mio voto per l'anime è un 9 abbondante.
P.S.: c'è chi ha paragonato "Peline Story" al "Piccolo Lord"; i due meisaku effettivamente presentano delle affinità a livello di trama, ma a mio avviso Peline è superiore a livello di studio psicologico e di analisi sociale. Inoltre Peline ha il fascino non trascurabile del character design degli anni Settanta.

demone dell'oscurità
Per l'anime Peline Story
Serie TV di genere Drammatico/Slice of Life/Storico
Episodi Visti: 53 su 53 --- Voto: 10 Attenzione: potrebbe contenere spoiler
Questo realismo di cui tale opera è intrisa lo possiamo paragonare solo ad un altro grande titolo, "Il piccolo lord", laddove, praticamente cambia solo il sesso di chi è protagonista, pochissimo la trama, visto che la somiglianza delle trame è a dir poco perfetta.
Logicamente, come è accaduto per l'altro titolo in cui ho fatto il paragone, la trasposizione in questo meisaku d'annata è dovuta passare in mezzo a dei veri "bagni" di edulcoramento della storia, visto che ciò che viene raccontato all'interno della narrazione nasconde sempre dei caratteri rudi e crudi, visto il realismo del romanzo a cui si è attinta quest'opera.
Questo anime ha il gusto dolce di farsi raccontare, di farsi amare, in un mondo difficile visto dagli occhi di una ragazzina che praticamente ha perso tutto, persino l'identità, per recuperare un cordone ombelicale che per tante avverse ragioni era stato troppo sciaguratamente reciso, laddove c'è poco spazio per una felice gioventù, poco spazio per i giochi che lasciano il posto ad una precoce maturità e ad una presa di coscienza di eventi troppo grandi per una ragazzina così piccola.
Ma la protagonista impara sulla sua pelle la sua difficile ricerca delle sue origini immerse nella figura del nonno che ancora non riesce a trovare, alla fine del viaggio i suoi enormi sforzi vengono premiati, ma inizia un'altra dura prova, ancor più dura della precedente che la porterà alla più grossa delle ricompense, trovare in una persona che mai aveva avuto modo di conoscere, un affetto e un incondizionato amore che la protagonista dell'opera pensava ormai di aver perduto per sempre nella sua triste ed agghiacciante posizione di orfana.
La sua costanza e il suo non perdersi mai nello sconforto, valori trasmessi dai suoi cari, però , hanno permesso il miracolo, così come la purezza dei suoi sentimenti che non poteva esternare così facilmente data la sua difficile situazione, e da questi elementi che poi nasce l'intento dell'autore su quest'opera.
Ovviamente è un'opera assai conosciuta per via del romanzo a cui fa riferimento, ma la morale che si riesce ad evincere in questa trasposizione è molto simile a quella di Lovely Sara, con la differenza che la purezza del suo animo, nonostante sia stato indurito precocemente con atroci sofferenze e gravi perdite in famiglia, hanno sciolto l'animo di chi per una vita non si era mai reso conto di essere prigioniero di un carattere sempre più isolato, questi sono i miracoli compiuti dall'amore, che è presente in ognuno di noi e in forme così molteplici che facciamo fatica a stargli dietro, purtroppo è così che si insegue la facile strada dell'odio e del rancore inutile, che rendono sempre più insidiosa la strada della pace e del perdono, elementi molto presenti all'interno dell'opera, perchè solo le dure sofferenze patite e un amore lontano da ogni forma esterna ed estrema di cattiveria rende possibile ogni tipo di pentimento, di rinascita e perchè no, anche di riscatto sociale.

starbucky
Per l'anime Peline Story
Serie TV di genere Drammatico/Slice of Life/Storico
Episodi Visti: 53 su 53 --- Voto: 9 La giovane Peline viaggia per tutta l'Europa su carro con sua madre. Sono dirette a Maroucourt, città d'origine del padre ormai morto di Peline e dove risiede il nonno. Durante il lungo viaggio però, la madre di Peline si ammala e la piccola è costretta a vendere tutti i loro pochi averi (carro ed asino compresi) per poter comprare le medicine per curarla. Ma la malattia è troppo grave e la signora muore consigliando a Peline di raggiungere il nonno, ma di aspettare a rivelargli che è sua nipote. I rapporti tra il nonno e i suoi genitori, si sono infatti interrotti nel momento in cui suo padre decise di sposarsi con una donna che il nonno non approvava. Dopo un lungo viaggio pieno di difficoltà, Peline arriva finalmente a Maroucourt. Presentandosi con un nome falso, Aurelie, trova lavoro proprio nella fabbrica del nonno e in questo modo prova ad avvicinarsi all’uomo e a provare a conquistare in suo cuore.
Pur avendo una trama che lascerebbe pensare ad un Remì al femminile, ci troviamo di fronte invece una storia si triste ma raccontata in modo fresco e comunque positivo, senza cadere mai troppo nel melodrammatico e nella lacrima a tutti i costi.
Peline è orfana, sola e povera ma invece di passare intere puntate a compiangersi e a ricordarlo ogni tre minuti allo spettatore, è coraggiosa e determinata nell'inseguire la sua meta. Pur avendo solo tredici anni è lei a convincere la madre a riprendere il viaggio quando questa è distrutta dalla morte del marito ed è sempre lei a convincere il nonno a non limitarsi a gestire soltanto la fabbrica, ma ad impegnarsi anche a migliorare la vita degli operai.
L'incoscienza con cui affronta tutte le difficoltà è probabilmente anche l'unica cosa che ci ricorda che Peline è pur sempre una ragazzina. Il suo non perdersi mai d'animo e il continuo tentativo di cambiare ciò che le sta intorno, non possono far altro che pensare ad una ingenua e forse illusa ragazzina che ancora non sa come va il mondo. Se non fosse che il passato di Peline non è proprio dei più felici.
Ecco allora che lo spettatore è portato a provare tenerezza per lei. Insomma, una ragazzina dal passato difficile che continua a sperare di poter far qualcosa per migliorare non solo la sua situazione ma anche quella di chi le sta intorno, non può lasciare indifferente anche il più duro dei cuori. Anche lo spettatore più critico è portato a fare il tifo per lei.
Peline "deve" essere felice. E non perché è buona, perché soffre o perché piange. Piuttosto perché tanta forza e tanto carattere meritano di essere premiati.
I disegni sono ben curati come ci ha ormai abituato la Nippon Animation nella sua produzione WTM, tutti giocati sullo stile pulito e classico che li contraddistingue, con una menzione particolare ai fondali dai colori tenui e pastello che aggiungono quel non so che di favoleggiante a tutta la storia.
Sobria ed elegante anche la colonna sonora come al solito fatta ad accompagnare le avventure narrate.
Unica nota stonata ahimè il doppiaggio. Peline cambia voce tre volte durante l'intera storia, il nonno due e l'adattamento italiano tende un po’ a smorzare i temi drammatici che la storia in alcuni punti assume.
Ma resta comunque un lavoro di assoluto livello e probabilmente l'opera miglior realizzate e più matura di tutto il Wmt.

jix73
Per l'anime Peline Story
Serie TV di genere Drammatico/Slice of Life/Storico
Episodi Visti: 53 su 53 --- Voto: 10 Un'opera che lascia il segno!
Una storia molto triste ma appassionante e ben realizzata. Molti la accostano a Remi' per la tragicita' degli eventi, ma questo lavoro e' indubbiamente un gradino sopra (entrambe opere di Malot).
Quando ero piccolo lo vedevo insieme alle mie sorelle ed a mia madre, che ogni volta piangeva, ed e' proprio per questo che ti lascia il segno... il suo coinvolgimento e' totale.
L'unica pecca, se vogliamo proprio trovarla, e' nel doppiaggio, perche' ad un certo punto della storia Peline, per non farsi riconoscere, cambia il suo nome in Aurelie (nel romanzo da cui e' tratta la storia), mentre nel cartone animato diventa OLERI' (magari in francese sarebbe scritto Auleri).
Consigliatissimo.
simona
Per l'anime Peline Story
Serie TV di genere Drammatico/Slice of Life/Storico
Episodi Visti: 53 su 53 --- Voto: 9 Stupendo!! Questa serie rappresenta l'ennesima trasposizione televisiva tratta dal romanzo occidentale. E' un capolavoro che risulta molto pregevole e coinvolgente dall'inizio alla fine. Le vicende che coinvolgono Peline risultano quasi sempre drammatiche, la narrazione non risparmia dolori e lacrime, e nonostante ciò non manca mai un risvolto positivo e Peline riesce sempre a cavarsela grazie alla sua forza d'animo e alla fiducia verso il prossimo. Una serie che, a mio parere, ti insegna tanto!
Aduskiev
Per l'anime Peline Story
Serie TV di genere Drammatico/Slice of Life/Storico
Episodi Visti: 53 su 53 --- Voto: 10 Nel 1978 si assiste alla prima vera rivoluzione del genere Meisaku che, dopo tante storie dolci e soavi introduce, non senza traumi nel pubblico, una trama di carattere crudo e vividamente realistico, tratta dal romanzo “In Famiglia” (1893) di Hector Malot. Per la prima volta il Meisaku si lancia nel sociale anima e corpo, creando un opera di denuncia contro il lavoro minorile, che affronta tematiche parallele sul razzismo, il lavoro e i contributi salariali. L’operazione è solo parzialmente riuscita. Esaminiamola nei dettagli.
Peline è una bambina di 13 anni che vive in India con i genitori. Il Padre, di origini francesi, è figlio di un ricco industriale che lo ha allontanato dopo che questi ha scelto di sposare una donna anglo-indiana, da cui ha avuto appunto Peline. Sperando di riallacciare i rapporti col vecchio industriale la famiglia sceglie di partire e tornare in Francia, intraprendendo un tortuoso viaggio verso l’Europa. Solo Peline giungerà a destinazione, spogliata di tutti i suoi averi e denutrita, sceglierà di lavorare nella fabbrica del nonno sotto falso nome.
Avviciniamoci a questo anime parlando della sceneggiatura. Il romanzo da cui Peline Story è tratto presenta connotazioni violente e realistiche, “In famiglia” non è un libro per bambini, scelta rara questa, che si ripeterà poche altre volte, e che, comunque, il testo dai connotati più tragici tra tutti i Meisaku. Questo realismo dai toni truci ha imposto agli sceneggiatori giapponesi (Hiroshi Saito) un addolcimento della storia che la discosta dalla trama originale in svariati punti, mantenendo comunque un andamento conforme al romanzo. Gli incidenti e le morti che si ripeto in fabbrica, scandalizzando Peline e sensibilizzandola, sono parecchio edulcorate. Restano gli eventi chiave, anche quelli drammatici, ma molti, che non avrebbero alterato la trama, sono stati addolciti. L’introduzione del cane Barone, assente nel romanzo, contribuisce ad alleggerire la trama, creando scene anche divertenti, così da rendere più fruibili alcune puntate al pubblico infantile.
Anche la psicologia di Peline si discosta leggermente da quella originale. Nel romanzo la ragazzina è molto meno matura, meno incline alla sopportazione dei soprusi e ha spesso accese discussioni (anche colorite) che nell’anime non sono presenti. Peline viene presentata come un acuto osservatore dei fatti, che li analizza e li elabora trasmettendo concetti di pace, eguaglianza e giustizia. Nel romanzo tutto questo è affidato al testo e non alle parole della bambina, cosa che avrebbe però dovuto introdurre una insistente voce narrante nella produzione animata. La scelta quindi non è criticabile, in quanto, nelle 53 puntate, il carattere della ragazzina viene snocciolato con perizia, evidenziando luci ed ombre, sicurezza e incertezza, tratti tipici di un’età preadolescenziale che viene però spesso accantonata in favore di una maturità adulta, che riesce quindi a digerire ed assimilare gli eventi.
Il tema sociale, preponderante in tutta la serie mostra con una certa veridicità le tragiche condizioni di lavoro nelle fabbriche di fine ottocento. Peline si batterà strenuamente per migliorare le condizioni di vita dei suoi colleghi andando anche a cozzare contro il Nonno-Padrone che finirà comunque per affezionarsi a lei. Questo aspetto proto-sindacale che Peline mostra, riprende in modo calzante il romanzo. L’aspetto razziale invece, nell’anime viene completamente evitato. Nel testo originale il vecchio Vulfran esordisce spesso con frasi pesantemente offensive nei confronti della donna che gli ha strappato il figlio (che però lui ignora essere anche la madre di Peline), con connotati razzisti e violenti. Nell’anime l’unico motivo di odio verso la donna è dettato dall’allontanamento dell’amato figlio.
Fiumane di parole sono state scritte su Peline Story, interpretandolo in chiavi che, spesso, non hanno nulla a che vedere con l’anime. C’è chi ha visto in Peline lo stereotipo dell’emigrante, chi ha visto il simbolo della lotta operaia, ma sono mere illazioni dettate da sentimentalismi e temi di attualità. Peline è un prodotto del 1979, che non si arroga affatto di essere portavoce di ideologie politiche. Il suo unico fine è una concreta denuncia sociale contro il lavoro minorile (alla quale seguiranno altri titoli nel filone Meisaku della Nippon Animation, da sempre impegnata in questo campo). Ne consegue che, come accade spesso, uno vede nelle cose quello che vuole vedere, interpretandole secondo i suoi gusti personali, ma restando obbiettivi Peline è solamente una bambina che lotta contro le ingiustizie che si trova davanti, con una determinazione pari a quella di un adulto.
Come accennavo prima tuttavia l’operazione di denuncia sociale è solo parzialmente riuscita. Questo perchè l’ammorbidimento delle scene più crude del romanzo fanno si che spesso non si noti quanto cruente e disumane fossero le reali condizioni di lavoro nella fabbrica di Maroucurt.
In Italia l’anime come al solito è ignominiosamente modificato. Pochi i tagli alle scene, troppi i dialoghi storpiati o addolciti. Le situazioni violente e realistiche, già comunque scarse nell’opera originale, che sono funzione della denuncia sociale sono spesso del tutto sostituite.
Il disegno è tipico del meisaku, dettagliato, corretto, pulito, con grande attenzione ai particolari. Per la prima volta si notano luci ed ombre definibili con una certa precisione.
In sostanza un anime storico, bello, fondamentale. Che non centra, a mio parere, completamente il motivo per cui è stato prodotto ma che, senza dubbio, è una visione importante e formativa da mostrare ai bambini per sensibilizzarli verso certi aspetti ancora tremendamente attuali. Anche gli adulti possono godere comunque di un prodotto sobrio, intelligente, con una trama che coinvolge e raccontato dagli sceneggiatori nipponici in modo alquanto elegante. Dieci.

Ivan180378
Per l'anime Peline Story
Serie TV di genere Drammatico/Slice of Life/Storico
Episodi Visti: 53 su 53 --- Voto: 8 Bello questo meisaku. Oggi ovviamente risente dell'età... infatti i disegni sono semplici, le musiche anche. Il ritmo è lento. Credo che 53 episodi siano troppi. Per dare un ritmo migliore sarebbero bastati 35-40 episodi. In effetti gli altri meisaku, pur essendo contemporanei, sono più gradevoli da questo punto di vista. Per il resto la storia è molto bella, la regia eccezionale (la scena in cui il nonno apprende della morte del figlio è da manuale). E' un buon anime, in linea con gli altri meisaku. Ripeto: perde un paio di punti per l'età tecnica e per il ritmo che soprattutto nei primi episodi è eccessivamente lento. Da vedere, se amate i meisaku e i romanzi d'animazione in genere. Info: ivan@mercolini.com
Zooropa
Per l'anime Peline Story
Serie TV di genere Drammatico/Slice of Life/Storico
Episodi Visti: 53 su 53 --- Voto: 9 Questo anime rientra nella categoria di quelli "davvero ben fatti". La storia è lunghissima, appassionante, un vero romanzo d'appendice trasposto in anime. Magari non è un anime per tutti i gusti. Se siete appassionati di azione, combattimenti o mirabolanti duelli spaziali statene lontani. Se invece volete vedere un bell'anime "di quelli come se ne facevano una volta", Peline Story fa per voi. Il character è sobrio e composto. Tutto è all'insegna del realismo e della aderenza alla vita vera e alle sue problematiche. Davvero molto bello.
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Utenti On-line: 396 Record: 2257 Utenti (18/11/2010)
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