Pokémon - Raikou, the Legend of the Thunder
(Pocket Monsters Crystal ~Raikou ikazuchi no densetsu~; Pokémon - Raikou, the Legend of the Thunder)
Voto: 7,200
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 (Avventura, Fantastico, Combattimento, Bambini)
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Tipo:
Special
Anno:
2001
Episodi:
1
Immagini:
51
Recensioni:
1
Valutazione:
7,200
Media Voti:
8,000
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Pokémon - Raikou, the Legend of the Thunder
Speciale di un’ora uscito in Giappone nel 2001, in concomitanza con l’arrivo nei negozi di Pokemon Cristallo per Gameboy Color, Raikou: La leggenda del tuono è contenuto nella miniserie Pokemon Chronicles, trasmessa anche in Italia qualche anno fa.
I protagonisti di questo lungometraggio speciale non sono Satoshi e compagni, ma tre ragazzi originari della regione di Johto, dove lo special ha luogo: Kenta/Jimmy, Marina e Jun’ichi/Vincent.
I ragazzi si troveranno a dover lottare contro Bashou/Attila e Buson/Hun, due membri del Team Rocket che progettano di catturare Raikou, il leggendario Pokemon del tuono.
Guardare Raikou: La leggenda del tuono mi ha riportato indietro di circa una decina d’anni, a quando, nell’ormai lontanissima primavera dei miei 14 anni, guardavo gli episodi televisivi ambientati a Johto e, nel frattempo, giocavo a Pokemon Cristallo su Gameboy Color. Canzoni, pensieri, ricordi e sentimenti di allora mi sono riaffiorati alla mente durante l’ora della visione e con loro un inaspettato sorriso.
A che cosa è dovuto tutto questo? In primis al cast del lungometraggio, che non coinvolge i personaggi classici dei film cinematografici e delle serie televisive, ma è appunto interamente basato sulla popolazione di Johto e in particolare su Kenta e Marina, i quali erano i personaggi selezionabili dal giocatore negli episodi summenzionati.
Avere dei personaggi completamente nuovi dà una ventata di novità a questo film, che riesce così ad essere abbastanza emozionante e gradevole nonostante la trama non sia poi così diversa dalle passate avventure di Satoshi. E’ bello vedere un approccio diverso ai “mostri tascabili”, un’avventura vissuta da un personaggio che, una volta tanto, non è Satoshi, anche se caratterialmente Kenta gli somiglia.
Sia ben chiaro, i nostri Kenta, Marina e Jun’ichi non è che siano chissà quali personaggi complessissimi, ma sono ragazzi come tanti, che hanno un carattere allegro e gentile e un sogno nel cuore. Nulla di particolarmente complicato, ma risultano simpatici. Anche divertenti, perché no?
Tre ragazzi dal cuore puro, amici d’infanzia, alle prese fra l’altro con la loro prima, buffa, cotta adolescenziale e con un bizzarro (e anche un po’ caricaturale e sfortunato) triangolo amoroso che li coinvolge senza intaccare la loro profonda amicizia.
La trama del film non è nulla di particolarmente originale, dato che si tratta semplicemente della solita cattura del Pokemon leggendario di turno da parte del solito cattivo, ma riesce a farsi seguire piacevolmente proprio perché viene rivoluzionato tutto il cast, non soltanto quello dei buoni, ma anche quello dei cattivi. Il Team Rocket di questo film, difatti, non è composto da Musashi, Kojiro e Nyase ma da due malvagi senza scrupoli. La loro caratterizzazione è un po’ piatta, ma svolgono bene il loro sporco lavoro senza risultare indifferenti allo spettatore.
E’ interessante che il lungometraggio sia dedicato a Raikou, che dei tre cani leggendari è quello più sfortunato, dato che non è molto celebre e che non era mai apparso, sinora, nell’anime o nei lungometraggi, a differenza dei suoi compagni Entei e Suicune.
Il buon cagnone elettrico qui fa bella mostra di sé, presentandosi come una creatura maestosa, elegante, possente e con un carattere diffidente nei confronti degli esseri umani, che faticherà non poco ad accettare quei tre chiassosi ragazzini che vogliono proteggerlo anche a costo delle loro stesse vite.
Il rapporto fra umani e Pokemon viene infatti qui esplorato nelle sue più varie sfaccettature, in maniera toccante e capace di regalare molte emozioni agli spettatori, soprattutto a quelli più giovani. Il messaggio di fondo è lo stesso che ci regalano la serie regolare e i videogiochi, ossia l’amicizia, la lealtà, il rispetto per ogni forma di essere vivente e per ogni uomo, Pokemon o avversario che incontreremo lungo il cammino, poiché potenzialmente anche il rivale più acerrimo un giorno potrebbe diventare il nostro amico più caro.
Importante è il simbolismo che si viene a creare fra i personaggi, i Pokemon, gli elementi e i colori. Avremo infatti un colore dominante giallo per l’elemento tuono e per Raikou, il rosso per Kenta e il suo Typhlosion che simboleggia il fuoco, il blu per Marina e il suo Croconaw che rappresenta l’acqua, e il verde per Jun’ichi e il suo Meganium che rappresenta l’erba. L’unione dei tre ragazzi, dei loro Pokemon e degli elementi (con relativi colori) ad essi associati in virtù della lotta per la salvezza di un ulteriore elemento è una cosa che mi ha favorevolmente colpito del film e che viene egregiamente messa in scena dall’ottima grafica colorata, vivida e spettacolare.
Il comparto sonoro non è nulla di particolarmente memorabile (oltre che differente dalla versione giapponese, dato che quella italiana si rifà alla versione americana che è censurata), mentre il doppiaggio italiano è come di consueto abbastanza buono e schiera voci sempre apprezzabili come quelle di Tosawi Piovani, Leonardo Graziano o Massimo Di Benedetto.
Nel complesso, Raikou: La leggenda del tuono è un’ottima variazione sul tema delle medaglie da conquistare e del viaggio di formazione di Satoshi e compagni. Rimane una produzione molto semplice, che purtroppo è isolata e quindi non approfondirà i suoi personaggi più di tanto, ma si lascia seguire con immenso piacere e, fra l’altro, è davvero capace di mandare in sollucchero gli spettatori che abbiano giocato a Oro, Argento e Cristallo, i videogiochi da cui è tratta, dato l’enorme quantitativo di citazioni che il film rivolge loro.
Sicuramente un must per ogni fan dei mostriciattoli Nintendo.

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Utenti On-line: 538 Record: 797 Utenti (28/7/2010)
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