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Porco Rosso
Locandina Porco Rosso

Titolo Originale: Porco Rosso
Titolo Inglese: Porco Rosso
Formato: Film
Anno: 1992
Episodi: 1
Disponibilità: Lucky Red (compralo su Amazon.it)
Valutazione: 8,310 (media 8,520, basata su 25 recensioni)
Opinioni episodi: 5 Episodi promossi 1 Episodi rimandati 0 Episodi bocciati
Genere: Storico, Fantastico, Guerra, Avventura
Siti Consigliati: Anidb
Nazionalità: Giappone
Lista Anime: Per utilizzare la lista anime devi registrati.
Nelle liste come: 1 in visione, 237 completato, 1 in pausa, 5 da rivedere, 46 da vedere.
Tags: Porco Rosso
Immagini: 23 (by Zelgadis)

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Porco Rosso 8,310 out of 10 based on 25 ratings. 25 user reviews.

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bob71
Per l'anime Porco Rosso
Film di genere Storico/Fantastico/Guerra/Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

Porci con le ali

Ambientato in Italia nel periodo fra le due guerre mondiali, descritto come una mitica epoca degli idrovolanti, il film narra le avventure di Marco Pagot, alias Porco Rosso, un anarchico e solitario asso dell'aviazione che si guadagna da vivere come cacciatore di taglie. Il suo monoplano rosso fiammante dotato di mitragliatrice (omaggio al leggendario barone von Richthofen) è il terrore dei contrabbandieri del Mare Adriatico. Questi, esasperati, si rivolgeranno a Donald Curtis, un esperto quanto borioso pilota americano che sfiderà Marco a un duello senza esclusione di colpi.

Quello che, a una prima distratta impressione, sembrerebbe il film più disimpegnato e scanzonato di Miyazaki, quasi un 'divertissement' dedicato alla sua passione per il volo, lascia emergere il suo lato più politico e si rivela essere un personalissimo inno alla libertà, incarnata nell'eroe schivo e solitario senza casa né famiglia: egli risponde solo al codice d'onore degli aviatori e ha scelto la fuga dal mondo e il rifiuto dell'omologazione al regime che avanza e che fagocita ogni diversità - "meglio maiale che fascista!" è un passaggio chiave del film.
Il racconto però non è appesantito da intenti ideologici e, asciutto e con pochi fronzoli, procede fluido alternando slapstick comedy, sottile umorismo e scene più drammatiche pregne di profonda malinconia.
Come sempre nel cinema di Miyazaki, le figure femminili hanno un ruolo predominante; Madame Gina non ha difficoltà a farsi rispettare dai pirati, e Fio Piccolo, giovane e promettente designer di aircraft, è un'adolescente che non si sottrae alle proprie responsabilità e, attraverso il duro lavoro, decide di emanciparsi e di contribuire in prima persona alla causa in cui crede. Inoltre, mentre gli uomini nel film sono avventurieri senza radici che vivono ai margini della società, sia Fio sia Gina vengono dipinte come indipendenti ed esperte negli affari. Questa visione femminista è un elemento tipico dell'universo narrativo 'miyazakiano' e del suo personale umanesimo che vede la donna come figura centrale e punto di riferimento.

Porco Rosso rappresenta idealmente la figura dell'artista (forse alter ego dello stesso autore), che dall'alto ha un punto di osservazione privilegiato, si astrae dal mondo e ha una visione distaccata e oggettiva della realtà, ma non per questo rimane neutrale o indifferente ed è costretto a impegnarsi personalmente.
Il maiale è uno degli animali simbolo del regista di Akebono ed è presente in molti suoi lavori, da "Conan" a "La città incantata". L'eroe volante accetta la metamorfosi e rifiuta la propria umanità perché nauseato dalla stoltezza e dalla crudeltà della guerra che lo ha segnato definitivamente durante una sanguinosa battaglia aerea in cui ha visto con i suoi occhi l'annientamento di un'intera squadriglia di suoi commilitoni.
Quando non vola Marco è un novello Humphrey Bogart con il suo impermeabile, il suo cappello di feltro a tesa larga, la sigaretta perennemente accesa e il suo irresistibile fascino maschile che non necessita certo di bellezza esteriore per fare breccia nel cuore delle donne. Il piano bar dell'hotel Adriano è un crocevia di avventurieri che, come in "Casablanca", strizza l'occhio alle atmosfere noir di certi film hollywoodiani degli anni d'oro.
Le rocambolesche acrobazie aeree sono coreografiche e spettacolari, tra veloci zoomate e complesse carrellate dai ritmi serrati che riescono a non essere mai noiose e risultano sempre fantasiose e avvincenti. C'è poi l'omaggio di Miyazaki alle produzioni dei pionieri dell'animazione (nella scena ambientata all'interno della sala cinematografica), ispirata ai fratelli Fleischer e a Windsor McKay, che ebbero grande influenza sull'animazione nipponica nel primo dopoguerra.

Buona la ricostruzione, filtrata dallo stile Ghibli, dell'Italia settentrionale e della pittoresca costa dalmata, seppur non esente da qualche distrazione, tutto sommato trascurabile, circa il contesto geografico: su tutte la scelta incomprensibile di Milano laddove sarebbe stato più filologicamente corretto parlare di Torino - vedi il motore Fiat A.S.2 "Ghibli" del monoplano di Marco, lo spericolato collaudo sul Po (?), e lo scorcio della Mole Antonelliana nei titoli di coda.
Le musiche di Joe Hisahishi sono, come di consueto, all'altezza delle aspettative. In questo frangente il pianista e compositore si cimenta in melodie romantiche, allegre marcette bandistiche che enfatizzano il carattere solare e festoso dell'ambientazione italica, e un omaggio alla tradizione degli chansonnier con il brano cantato da Madame Gina "Le temps des cerises" di Charles Trenet.

"Porco rosso" è un'avventura che riesce a fondere commedia fracassona e profonde riflessioni, sequenze mozzafiato e toccante romanticismo. Inizialmente concepito come corto per una compagnia aerea, pur nella sua atipicità e pur non essendo paragonabile ad alcuna delle tante epopee grandiose a cui il maestro ci ha abituati, è una grande prova d'autore, matura e consapevole, tutt'altro che inferiore nell'ambito della gloriosa filmografia made in Ghibli.



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onizuka90
Per l'anime Porco Rosso
Film di genere Storico/Fantastico/Guerra/Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 6

Tra le svariate voci e pareri che di tanto in tanto si odono nei meandri della rete mi giunse, ahimè, all'orecchio un'inusitata novella, la quale destò non poco il mio stupore per la sua bizzarria. Si vociferava che fra i film dello studio Ghibli ve ne fosse uno considerato tra i più maturi e interessanti dell'intera produzione, gustabile anche da menti in cerca di un qualcosa di diverso e di concettualmente ricco e saporito.
Alla luce di siffatte declamazioni, curiosità mi persuase alla fatidica scelta di impegnare attenzione e intelletto nella visione di tale lungometraggio: a dir poco colpito, ne rimasi, tanto da pervenire in breve a una sentenza.
Sì, avete bene inteso le mie parole: ne rimasi colpito, intendendo l'accezione negativa di tale predicato. Ad onor del vero, il film ha confermato la correttezza delle mie remore nei confronti del regista, tanto da portarmi a classificare in modo definitivo Miyazaki come uno degli autori meno interessanti e più sopravvalutati che vi siano in circolazione.

A tutti gli effetti il qui in esame "Porco Rosso" risulta essere un film leggermente diverso dai consueti canoni a cui la nostra immaginazione si è assuefatta nell'ammirare gli altri lungometraggi dal medesimo lignaggio; a partire da una vena comica decisamente più marcata rispetto ad altri lavori del maestro e dall'insolito protagonista: il maiale pilota. Non mancano tuttavia preponderanti affinità, sia per quanto riguarda la sfera inerente ai contenuti sia nei confronti della foggia estetica e tecnica; facendo particolare riferimento alla realizzazione del character design, il quale sembra perpetuarsi "ab aeternum" inalterato in ogni opera di derivazione "ghibliana". Il versante tecnico è all'avanguardia, estremamente curato nella sua forma fin nei minimi dettagli, in particolar modo per quanto concerne gli ambienti e gli sfondi.
Volendo tuttavia esaminare la struttura narrativa, si può riscontrare come essa sia a dir poco evanescente. Il film non racconta una vera e propria storia, palesandosi affine più a uno spaccato di vita, assimilabile metaforicamente a una piccola finestrella che si spalanca per un attimo su un mondo incredibilmente immaginifico e vasto, roboante e fanfarone, senza però che si abbia il tempo di sviscerare alcuni aspetti, anche peculiari, dell'intreccio, che rimangono confusi o irrisolti.

Il mondo che si comincia pian piano a conoscere si presenta per nulla credibile, soprattutto per quanto concerne i rapporti umani e il comportamento dei personaggi. Sarà forse il mio cinismo a parlare, ma il film offre una visione a dir poco idilliaca e falsa sia dell'amore sia del "modus agendi" dell'uomo. I personaggi più inconsistenti e ridicoli sono senza alcun dubbio i pirati, gente caciarona e alla buona di cui riesce ad aver ragione anche una ragazzina (esteticamente clone, peraltro, della "principessa della valle del vento") idealista e petulante, che ha suscitato la mia stizza e il mio odio fin dai primi momenti in cui ha fatto la sua comparsa. L'ambientazione sembrerebbe essere storicamente affine al periodo fascista italiano; numerosi sono i riferimenti al nostro paese, a partire dai colori della bandiera sull'aereo passando per i modelli di aeromotori realmente esistiti, senza dimenticare gli immancabili spaghetti.

"Porco Rosso", considerandolo globalmente nella sua interezza, mi ha dato una marcata sensazione di inconsistenza a livello di trama, e di sconclusionatezza e superficialità sul versante tematico-contenutistico. Come già accennavo prima, infatti, la struttura narrativa è fatiscente ed estremamente semplice, lineare, oserei definirla banale. L'intero film non è altro che un calderone di lievi accenni storici (peraltro corretti e plausibili), condito con una pluralità di riferimenti spiccioli a tematiche come la guerra, l'amore, la diffidenza per il "diverso", che incontrovertibilmente risultano fini a se stessi, senza l'ambizione di porre o invitare chi guarda a una riflessione. Sono abbandonati nell'aere, senza entrare in una qualche forma di sostanziale critica o pensiero unitario e coerente, ma lasciati quasi "stand alone", volti a incantare lo spettatore con un velo anche di mistero e di fascino tipico della fiaba, ma assolutamente aridi e privi di profondità. Filtra, al solito, un intenso profumo di speranza, di fiducia nell'amore e nei valori a esso affini. La figura del maiale, inoltre, può giostrarsi su diversi piani interpretativi, che si coagulano a mio avviso attorno a principalmente tre chiavi di lettura. La prima è costituita dal valore fondante del non giudicare in base alle apparenze e alle differenze che si interpongono tra gli individui, prendendo una posizione contro la discriminazione; tesi che, invero, non viene esplicitata direttamente, ma che si può altresì evincere dal contesto. Secondariamente le "riflessioni" si possono svolgere attorno al tema della "maledizione", dell'essere reietto di una società che si è arrivati a rifiutare, in questo caso il regime. Un altro aspetto da considerare è legato all'infausto passato di Porco, segnato dalla perdita dei propri compagni e dal senso di colpa di essere l'unico a sopravvivere e a dover sostenere il grave peso del ricordo. Si aggiunga, tuttavia, che tale aspetto non è approfondito in maniera esauriente e che si passa continuamente da atmosfere pseudo-serie ad altre diametralmente opposte, liete e comiche, senza alcun discernimento o ordine logico.

Anche cogliendo queste sfumature malinconiche che ammantano la figura del protagonista, mi sono trovato a rimuginare su quale potesse essere la "raison d'être" del film, il messaggio che esso vuole veicolare e le riflessioni che vuole offrire, ma sono giunto alla conclusione che non valga la pena industriarsi in una qualsivoglia attività ermeneutica, tanto ridicolo mi è sembrato il tentativo di millantare profondità, riuscendo soltanto a inserire qualche morale stantia e di completo disinteresse, almeno per il sottoscritto.
Concludendo, penso dunque che questo film sia oltremodo sopravvalutato dal punto di vista di quello che riesce a offrire. A mio avviso non va oltre a una sana dose di comicità e qualche messaggio scarno e fatiscente di cui francamente non sono rimasto per nulla soddisfatto. All'interno della mia personalissima considerazione di quello che l'animazione di alto livello dovrebbe essere e dovrebbe offrire, non vi è spazio per lavori di tale fattura. Unico punto a favore sono i momenti di comicità, di puro "divertissement", che in effetti il film è in grado di offrire al massimo grado e che, personalmente, ho apprezzato.
Voto: 6.




imedith
Per l'anime Porco Rosso
Film di genere Storico/Fantastico/Guerra/Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Non c’è dubbio che Miyazaki abbia riversato in questo film tutta la propria passione per il volo, l’Italia, i combattimenti aerei, la comicità intelligente se non addirittura ironica, e ogni aspetto decisamente caratteristico del suo immaginario, con cui tante volte ci ha già deliziato. In Porco Rosso il regista ci riserva quella magia tipica dei suoi primi lungometraggi che non aveva ancora preso il sopravvento sulla logicità della trama e che offriva incredibili meraviglie solidamente legate ad un filo conduttore. Certo, è pur sempre Miyazaki e non Walt Disney: il non detto, il cerchio che non si chiude in maniera perfetta, ciò che non viene spiegato ma lasciato all’immaginazione dello spettatore, gli spazi aperti delle supposizioni sono fondamenti irrinunciabili del suo modo di fare animazione e vengono riproposti necessariamente e a maggior ragione, quindi, anche in questo suo capolavoro degli anni Novanta.

Serio e immaginifico, realistico e fantasioso: dove inizia un aspetto e dove l’altro? Recensire un film di Miyazaki non è mai semplice per il fatto che nei suoi lungometraggi la sostanza è talmente legata alla forma che parlarne con parole scritte è sempre riduttivo e deprecabile. Come per altri dei suoi film, quali Totoro o Kiki, la trama è tutto sommato semplice e si potrebbe riassumere in poche righe, ma è come viene trasformata in colori, gesti ed espressioni ciò che ammalia per tutta la durata della pellicola. I mondi di Miyazaki sono sempre abbastanza realistici da non poter essere messi in dubbio, ma abbastanza fantastici da rendere possibile l’impossibile come se fosse una cosa del tutto normale. Per esempio è paradossale che un maiale antropomorfo possa vivere come se nulla fosse in un mondo di esseri umani… Eppure tutto il contesto è così ben rappresentato che il pubblico non se ne scandalizza affatto (ovviamente l’allegoria c’è, ed è anche piuttosto manifesta, con un contrasto porco-umano che emerge spesso nel corso del film).

Comunque, senza andare a ricercare chissà quale significato recondito… Si potrebbe parlare dei riferimenti al fascismo, alla guerra, alla diversità, ma prendiamo un tema più manifesto, quello dell’amore: in Porco Rosso è piuttosto presente, in molte forme e in modo decisamente sensibile e profondo, anche se un pochino velato. Quella dell’amore è una trama sotterranea e parallela alla vicenda che sembra a volte condurla in qualche modo, sia quando abbraccia la via del romanticismo, sia quando se ne discosta in maniera brutale e imbarazzata rispecchiando i diversi ruoli femminili e maschili all’interno del film. Qui più che in altre sue opere emerge il ruolo forte che il regista accorda alle donne: risolute e abili, capaci di portare sulle proprie spalle il peso di grandi dolori e grandi responsabilità, a volte capricciose e fragili ma sempre decise e risolutive nelle situazioni di difficoltà. Sempre coi piedi ben saldi a terra rispetto agli uomini e che devono farsi strada per dimostrare quello che valgono con una tenacia che i maschi si sognerebbero. Ma poi irrimediabilmente colpite da batticuori e sentimenti che riescono a seguire la sola logica del cuore. Ecco di loro un ritratto ideale e pragmatico allo stesso tempo, che condensa in sé tutta l’essenza di quelle che sono state e saranno le eroine Miyazakiane presenti in ogni film del regista.

Credo che Porco Rosso sia l’emblema proprio del “mondo secondo Miyazaki”, esplicativo del suo modo di percepire le differenze fra uomo e donna e i loro legami. Senza mai sentenziare o giudicare il giusto e lo sbagliato il regista dipinge in questo film un affresco di relazioni umane che potrebbero essere ascritte tranquillamente in una scena “ideale” trascendendo qualsiasi riferimento realistico, ma che si trovano poi immedesimate in un mondo di guerre, soprusi e problemi economici proprio come se tutto stesse accadendo davvero. I suoi protagonisti, in questo film come in altri suoi, sembrano non avere una personalità propria esclusiva, ma quella omnicomprensiva di tutti i pregi e difetti tipicamente umani; eppure, non si può definirli “stereotipati” perché hanno dei tratti del loro essere assolutamente peculiari. A volte viene da chiedersi se Miyazaki riesca a creare questa atmosfera a metà fra il plausibile e l’impossibile proprio perché crea cartoni animati e non film di attori in carne ed ossa. Certo è che rispetto a Mononoke Hime o Sen to Chihiro, questo lungometraggio è molto più giocato proprio sul fattore animazione: da una parte il modo divertito di affrontare certi episodi di combattimento, sfida e inseguimento che potrebbero avere del drammatico o del serioso se non fossero in forma di disegno colorato; dall’altra però la ricostruzione “da anni Venti” non solo con la proposta di oggetti e vestiti tipici dell’epoca, ma anche con la creazione di un’atmosfera nei dialoghi e nella regia da film tipico di quei tempi, soprattutto nelle scene legate al tema romantico-amoroso. E poi subito dopo la ricaduta dall’apice raggiunto in stile Rodolfo Valentino alla macchietta comica da cartone animato: quest’alternanza di atmosfere è usata in maniera geniale nel corso del film e manifesta in tutto e per tutto un gioco quasi divertito del regista fra il leggero e il drammatico, il faceto e l’impegnato. Sembra quasi che Miyazaki si sia sinceramente sollazzato a creare questo lungometraggio, e lo abbia fatto nella piena consapevolezza e maturità del suo fare animazione, usando la forma-cartone animato come un mezzo inscindibile dal contenuto, e non come un mezzo atto a veicolare un certo contenuto: insomma per Porco Rosso non potrei vedere altre forme diverse dal film d’animazione, cosa che potrei più tranquillamente pensare per esempio per Mononoke Hime.

Porco Rosso si rivela dunque come un film di una nitidezza e fluidità sorprendenti, forse uniche nella carriera del regista, che pure conserva tutto il fascino e sa trasmettere tutta la passione con cui è stato creato. È un film fondamentalmente onesto e intelligente, che non pretende di essere né più né meno di quello che dimostra di essere: senza infamia e senza pretese. È una pellicola decisamente cinematografica, nel senso che fruirla al cinema è stata senza dubbio la scelta migliore per godere appieno degli splendidi inseguimenti fra idrovolanti in cielo e delle curatissime ambientazioni. È adatta a ogni età, perché nella sua semplicità è immediatamente godibile da chiunque, ma sono sicura che soltanto un adulto può coglierne alcune sfumature, oltre al lato comico, e goderselo pienamente e con soddisfazione in ogni riferimento, dialogo e contesto. Con Porco Rosso ci si immerge in una fiaba per adulti come quelle che soltanto Miyazaki sa raccontare, estremamente più lucida delle roboanti avventure che ci ha regalato nella sua maturità post-Mononoke Hime, e forse molto più vicina all’idea comune di “cartone animato” viste le molte scene divertenti, ma dotata anche di una delicatezza e profondità tutte proprie. Non cambia però l’attenzione e la ricerca per i dettagli che arricchiscono di credibilità e fascino, i momenti adrenalinici, quelli aulici o commoventi e, ovviamente, quelli semplicemente e più direttamente spassosi. Un film che oserei definire “perfetto” (non in assoluto ma) rispetto allo stile Miyazakiano, perfetto per le sue logiche, perfetto per i suoi temi, esemplificativo del suo immaginario, della sua visione del mondo e delle relazioni umane, e ovviamente del suo modo di fare animazione.




Mitsuki_92
Per l'anime Porco Rosso
Film di genere Storico/Fantastico/Guerra/Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

Primo commento: particolarmente bello.
"Porco Rosso" è un film prodotto nel 1992 dallo Studio Ghibli, portato alla luce in Italia da Lucky Red solo nel 2011. Questo scarto di 19 anni non trova ragione, fatto sta che, alla fine, l'importante è che tutti i fan dell'animazione giapponese hanno avuto l'occasione di godersi questo film, nato dalla mente del più geniale dei registi: Hayao Miyazaki. Il maestro, premio Oscar per "La Città Incantata", ci fa immergere nell'epoca del post Prima Guerra Mondiale, in un'Italia che leccava le proprie ferite e cercava di andare avanti. I criminali, i cosiddetti Pirati del Cielo, con i loro idrovolanti approfittavano della situazione per creare non pochi problemi e baruffe. Nessuno sembrava tener testa se non "Porco Rosso", nome di battaglia dell'ex aviatore Marco Pagot, cacciatore di taglie.

Perché "porco"? Semplice: egli è un uomo con la faccia da maiale. La sua metamorfosi è raccontata durante il film, o meglio, solo accennata, a buon intenditore poche parole; non ci si può far niente, Miyazaki è così. In questo film ci sono così tanti elementi tipici del maestro che lascio a voi l'onore di scoprirli! Uno in particolare: credo che alla maggior parte di voi possa lasciare l'amaro in bocca, ma se veramente si fa proprio l'intento voluto dall'autore, credo che a quelli come me, possa lasciare solo tanta speranza nel cuore. Sì, una speranza nel futuro, nell'amore, nell'amicizia, nelle imprese che a prima vista sembrano impossibili. Bisogna lottare con le proprie forze per ottenere grandi risultati nella vita. E' questo il principale insegnamento che mi ha fatto dono questo film. Ah, perché "rosso"? Perché il suo idrovolante è di un rosso sgargiante!

Passando un po' più nel dettaglio alla trama del film, la miccia che innesca il tutto è l'arrivo dell'americano Curtis, chiamato in Italia per contrastare definitivamente Porco Rosso e dare il definitivo via libera ai Pirati del Cielo per dominare aria e terra. Marco dapprima si tira indietro solo perché il motore del suo idrovolante dà segni di cedimento e parte per Milano alla volta di una ditta specializzata in riparazioni. Durante il viaggio però viene contrastato da Curtis...

La tessitura dei personaggi è ben articolata; da una parte c'è il rapporto tra "la donna in attesa" Gina, cantante dell'Hotel Adriano, e "Porco Rosso" Marco. I loro destini sono legati da un filo sottilissimo che non potrà mai essere spezzato. Poi c'è la diciassettenne Fio, un personaggio davvero speciale. E' un'esperta di costruzione di idrovolanti, e, anche se è così giovane, è davvero molto brava, tanto da convincere Marco a portarla con sé in caso di bisogno, dato che è pur sempre un meccanico. Fio ha carattere da vendere, ha determinazione, e voglia di agire che farebbe invidia a chiunque. Sa opporsi ai Pirati del Cielo grazie solo alla forza delle parole, ferendoli nell'orgoglio. Inoltre, la ditta per cui lavora a Milano è davvero bizzarra: ci sono solo donne, e di tutte le età! In questo modo ci sono tanti personaggi che collaborano fra loro e tutti per il bene di Marco, persino l'amico, ex-collega, Arturo Ferrarin, che lo mette in guardia sui movimenti dei fascisti che lo vogliono catturare.

Il bello di questo film per noi italiani è vedere come Hayao Miyazaki riproduce la nostra amata Italia, inserendo anche tralci di giornale interamente scritti nella nostra lingua, seppur con errori grossolani, che possono essere benissimo sorvolati lasciando apprezzare l'intento - tanto i Giapponesi che capiscono di quelle scritte? Un bel niente.
Dal punto di vista tecnico questo film è davvero spettacolare, con animazioni ben fatte, con colori caldi e accesi, con sfondi degni della fama di Miyazaki. La colonna sonora, affidata a Joe Hisaishi, è in perfetta sintonia con tutti gli archi narrativi del film, non c'è nulla di cui possa lamentarmi. In ultimo, ma non meno importante, è il doppiaggio italiano, che mi è molto piaciuto! Tutte le voci rendono bene l'idea iniziale del doppiatore originale. Una citazione che mi sento di fare è la seguente: Un maiale che non vola, è solo un maiale. Qui, è racchiusa l'anima del film.

Ho apprezzato davvero "Porco Rosso". Sinceramente ero partita prevenuta, non pensavo fosse stato del mio genere. Mi fa piacere essermi ricreduta e assegnare un 9 pieno a quest'opera. Consiglio questo film sopratutto a chi cerca qualcosa di diverso e interessante, non ne rimarrete delusi. E poi consiglio questo film a tutti i fan dello Studio Ghibli che non hanno ancora avuto modo di vedere il film. Fatelo, come ho fatto io, ne vale la pena.




Pan Daemonium
Per l'anime Porco Rosso
Film di genere Storico/Fantastico/Guerra/Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 7

Onestamente sono rimasto leggermente deluso da quest'anime per vari motivi molto semplici da comprendere, se si conosce quest'opera.
Purtroppo Miyazaki, nel suo unico film storicamente ben collocato, ha deciso di astenersi dall'approfondire il tema politico e sociale del periodo, facendo meramente comprendere un docile antifascismo del protagonista antagonista a un Fascismo molto vago e quasi impercettibile. Questa è una grande pecca, anche perché lo stesso nome "Porco Rosso" pensavo fosse dovuto a motivi politici, ma la cosa non viene assolutamente spiegata, né accennata in alcun modo. Difatti attorno a questo personaggio vaga un insieme di ombre che non si tenta neppure di illuminare. Il nome non si capisce cosa voglia dire, l'aspetto del protagonista è ugualmente un fitto mistero, il suo passato idem, la sua avventura di quasi premorte incomprensibile.
C'è da dire che questa mancanza di una spiegazione dei punti fondamentali del protagonista è compensata da una trama abbastanza lodabile, di certo non molto profonda, ma comica al punto giusto e che si adatta bene allo spettatore per una buona ora e mezza. Purtroppo anche qui non manca l'onnipresente amore, questa volta interpretato in modo un po' più nebbioso, sia quello fra Gina e il protagonista, sia il presunto presente fra la ragazzina e lo stesso. Pare che tutte si innamorino di Porco Rosso, ma quel che sia la cosa non viene approfondita, proprio perché è come se Miyazaki abbia voluto creare un'opera che si basi sulla semplicità, senza cadere né in moralismi politici, che comunque sono meglio che il nulla assoluto, né in astrazioni sentimentali.
Purtroppo per me il colpo mortale è stato datomi dal finale, che mi ha lasciato sconvolto. Non si può far terminare così un film, non lo concepisco affatto. Cosa sarebbe costato creare un finale veloce, invece che tagliare bruscamente lasciando al pubblico non il presentimento di ciò che non vedrà, ma il vuoto più assoluto?
Ho apprezzato la colonna sonora, il che non avviene spesso con Miyazaki, quindi questo è un punto in più.
Io sono semplicemente rimasto principalmente con tante domande e, successivamente, anche spiazzato da un finale inesistente. Non una sensazione piacevole.




Ningen
Per l'anime Porco Rosso
Film di genere Storico/Fantastico/Guerra/Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 6

Ecco un altro film di Miyazaki, non proprio riuscito bene. E pensare che in "Porco Rosso" il potenziale c'era, ma non è stato sviluppato in modo corretto.
Il protagonista del film è Marco, alias Porco Rosso, pilota italiano di idrovolanti, che, durante un incidente non meglio specificato, arriva ad assumere l'aspetto di un maiale, da cui poi il sopranome Porco Rosso, poiché pilota anche un idrovolante rosso.
Il film è ambientato durante il periodo fascista, ma nonostante questo potesse essere un buon pretesto per approfondire il tema sul fascismo, questo non sembra essere preso in gran considerazione se non in due o tre scene.
Uno dei grossi limiti di questo film è che manca completamente di suspense: dall'inizio alla fine del film lo spettatore non si aspetta niente, e non c'è niente che lo stimoli ad andare avanti, e non c'è niente che viene approfondito più di tanto. Il film introduce tanti temi di cui parlare, ma non ne conclude nemmeno uno. Ad esempio, la difficile condizione del protagonista, ridotto a essere un maiale, o ancora, il difficile rapporto con il fascismo, o la storia d'amore tra Porco rosso e Gina, tutti temi appena accennati. Oltretutto non sapremo né chi né cosa ha trasformato il povero Marco in maiale (che non sembra soffrirne molto), né come andrà a finire la storia con Gina, perché tutto è lasciato all'immaginazione, e in questo senso il finale ci lascia basiti, senza poter dire nulla.
Dal lato disegni ho notato troppo spesso che le facce dei personaggi si somigliano tutte, basti pensare alle bambine salvate all'inizio del film da Porco Rosso, o agli stessi pirati del cielo. Le animazioni sono buone come al solito, ma onestamente questa volta non mi sento particolarmente appagato dall'aspetto tecnico.
Se la recensione finisse qui, il film arriverebbe a un 5 stentato, ma se devo essere sincero ho dato 6 solo perché qualche scena divertente, che strappa qualche sorrisino, c'è, quindi almeno questo si salva nella mediocrità di questo film.
Lo consiglio a chi ha visto le altre opere di Miyazaki, e non ha altro da fare, e vuole passare qualche oretta, per svagarsi.



Jaku
Per l'anime Porco Rosso
Film di genere Storico/Fantastico/Guerra/Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

Prima di vedere questo anime mi chiedevo se ero io cresciuto o erano gli ultimi film della Ghibli a non avere quello spessosre e quello stile di prima, mi riferisco a Ponyo e Il Castello Errante. Porco Rosso non me lo aspettavo così piacevole, e direi anche commovente.
Forse quello che sta venendo a mancare nelle ultime opere è quel qualcosa su cui meditare alla fine del film, quel messaggio adulto, nascosto, complicato senza una chiara soluzione.
Porco Rosso a mio parere è veramente un bel film, piacevole, in pieno stile Miyazaki, fatto di particolari e piccole trovate che ti fanno innamorare. Non banale né scontato, ti fa sognare e commuovere.



Kotaro
Per l'anime Porco Rosso
Film di genere Storico/Fantastico/Guerra/Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

Italia, primo dopoguerra. Un solitario idrovolante rosso sorvola le coste e le città dell' Adriatico debellando i pirati dell' aria e riscuotendo così le taglie che pendono sulle loro teste. Alla guida, c’è Marco Pagot, meglio noto come Porco Rosso, ex eroe di guerra che ha lasciato l' aviazione militare e vive da solo come cacciatore di taglie. Marco ha tagliato quasi del tutto i ponti con la società, a causa, probabilmente, della misteriosa maledizione in cui è incappato durante la guerra, che lo ha mutato in un grosso maiale antropomorfo, cosa che spiega dunque il soprannome attribuitogli dalla stampa. Ha dunque abbandonato i tristi legami col passato, con l' unica eccezione di Gina, fascinosa cantante che è per Marco un' importante amica di gioventù e a cui fa visita di tanto in tanto.
Sfidato e sconfitto dal borioso aviatore americano Donald Curtis, Marco deve dunque far riparare il suo aeroplano in vista di una rivincita. In questa circostanza incontrerà la giovane e intraprendente Fio Piccolo, nipote adolescente del suo meccanico di fiducia, un incontro che segnerà nel profondo il nostro eroe malinconico e scostante...

Porco Rosso (Kurenai no buta) è il sesto film dello Studio Ghibli, per la regia di Hayao Miyazaki.
Nato originariamente come cortometraggio promozionale per la Japan Airlines e solo successivamente tramutato in film per il cinema, Porco Rosso è una storia in cui, in tutta libertà, il regista Miyazaki concentra tutta le sue passioni, come quella per il volo e i velivoli, dovuta alla professione del padre, che lavorava in una fabbrica di aerei.
La vicenda di Marco Pagot, originalissimo eroe solitario dalle fattezze di un maiale antropomorfo, è avvincente, spiritosa, nonché dotata di un grande fascino. Magari, per noi spettatori italiani, l' ambientazione del film non sarà un luogo esotico e lontano come per gli spettatori giapponesi, ma potremo anzi ritrovare nei 90 minuti circa della durata del lungometraggio echi di racconti di un tempo lontano, che ci venivano narrati dai nostri padri o nonni o, chissà, magari avremo potuto vivere direttamente in prima persona. Il regime fascista, i ricordi di guerra, gli americani smargiassi, le grandi famiglie numerosissime con enormi tavolate a cui ci si sedeva pregando il Signore prima di consumare il pasto, tutto questo è descritto con finezza e gran cura nel lungometraggio, e a noi spettatori italiani non può che far piacere come un regista nipponico, pur con qualche strafalcione linguistico nei manifesti o nelle insegne, si sia impegnato per rendere un così accorato omaggio al nostro paese e alla nostra storia.

Porco Rosso è un film che nasconde in sé diversi temi. C'è una vicenda spiritosa e divertente, con parecchie citazioni ai vecchi cartoni animati occidentali (ad esempio il boss dei pirati dell' aria che ricorda Bluto, il rivale di Popeye), baruffe in salsa slapstick, cartooneschi incontri di pugilato per amore di una donna e una gran simpatia che ammanta tutti i personaggi, ma c'è anche una velata critica al fascismo e alla guerra, esemplificata dalla metamorfosi in maiale del protagonista, cui si possono caricare con poca difficoltà diversi simbolismi, nonostante l' elemento sovrannaturale venga soltanto lasciato intendere e mai spiegato nel dettaglio. E' un film maturo, originale, a tratti romantico, ammantato da un' aria di malinconia, che ci parlerà d' amore, di fiducia nel genere umano, di un anelito alla libertà perfettamente rappresentato dal volo, ma è anche una vicenda di grandissima simpatia capace di strappare più di un sorriso allo spettatore (e, naturalmente, anche qualche lacrimuccia).
Un film animato per adulti, che potranno apprezzarne maggiormente il setting storico e diverse tematiche, ma che, con diverse chiavi di lettura, si presta anche ad una visione scanzonata e divertente da parte dei più giovani, aiutato anche da un protagonista sì tormentato, romantico e malinconico, ma anche molto azzeccato e simpatico a livello grafico.

Come da standard dello Studio Ghibli, il comparto tecnico è di prim' ordine e, pur essendo del 1992, Porco Rosso potrebbe tranquillamente rivaleggiare con i film animati più moderni, coi suoi colori accesi e vividi, i suoi disegni sobri e ormai collaudati, le sue animazioni curatissime e una colonna sonora, curata dal solerte Joe Hisaishi, che accompagna in maniera emozionante sia i momenti più scanzonati che quelli più seri della storia. Sarà impossibile non emozionarsi sentendo, sui titoli di coda, una toccante rielaborazione, ad opera della doppiatrice di Gina, Tokiko Katou, di "Le temps des cerises", storico pezzo del 1866 di Jean-Bapiste Clément e Antoine Renard.
L' adattamento italiano è stato curato in maniera fedelissima all' originale e persino i doppiatori scelti hanno una piacevole corrispondenza col tono delle voci giapponesi.
Data l' ambientazione settentrionale della storia, personalmente non avrei disdegnato qualche voce milanese più particolare, ma anche il cast romano scelto, seppur qualche voce si fosse già sentita in film Ghibli usciti precedentemente, ha svolto un ottimo lavoro riuscendo ad entrare perfettamente nello spirito dei personaggi e a renderli vivi.

Porco Rosso è un' opera straordinaria, forse ben più adatta a noi spettatori italiani di quanto lo stesso autore originariamente non pensasse. Un film da mostrare ai piccoli, che potranno apprezzarne il simpaticissimo protagonista e le scanzonate baruffe, ma soprattutto ai grandi, che si godranno una vicenda matura e ben narrata, con diversi rimandi alla nostra storia passata e al nostro paese in cui non potranno non ritrovarsi.




giorgio13
Per l'anime Porco Rosso
Film di genere Storico/Fantastico/Guerra/Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

[Attenzione, questa recensione contiene spoiler.]

Siamo negli anni ’20. Marco Pagot, soprannominato Porco Rosso poiché il suo volto è quello di un maiale, è un ex asso dell’Aviazione italiana durante la prima guerra mondiale. Si guadagna da vivere facendo il cacciatore di taglie: protegge le navi del mare Adriatico da bande di pirati dell’aria; infatti lo vediamo partire sul suo aereo rosso dopo aver ricevuto l’incarico di salvare una scolaresca di bambine rapite da dei pirati.
Dopo il completamento della missione si dirige all’hotel Adriano, luogo di ritrovo di piloti e pirati del mare Adriatico, gestito da Gina, una sua carissima amica, vedova per ben tre volte; lì incontra Curtis, pilota americano innamorato della bella proprietaria, il quale è intento a stipulare un patto coi pirati.
Qualche tempo dopo, mentre Porco sta volando verso Milano per far riparare il suo aereo, Curtis lo colpisce e lo abbatte, credendo di averlo ucciso. Porco si salva e, una volta giunto nel capoluogo lombardo, porta quel che resta del suo velivolo alla Piccolo, società di design e riparazioni di aerei gestita da un suo vecchio amico; a causa della grande depressione, tutti gli uomini della compagnia sono andati a cercare lavoro all’estero, quindi la progettazione e costruzione del nuovo aereo sarà fatto tutto dalle donne di famiglia, inclusa Fio, la nipote diciassettenne del proprietario.
Completato il nuovo aereo, Fio si unisce a Porco per essere pronta a riparare il velivolo in caso di necessità; i due quindi partono lungo il naviglio grande inseguiti dalla polizia segreta fascista, per andare ad affrontare i pirati e per prendersi la rivincita contro Curtis.

Una domanda che ci si pone da subito è perché il protagonista abbia il volto di un maiale. La risposta arriva quando la notte prima del duello con Curtis, Porco racconta a Fio ciò che gli successe durante l’ultima estate della guerra, quando era un giovane pilota dell’Aviazione italiana: durante una ricognizione, il suo gruppo viene attaccato dai nemici, e tutti, incluso il suo caro amico Berlini, che si era appena sposato con Gina, perdono la vita; l’unico rimasto è Porco (allora Marco), che però perde il controllo dell’aereo e sviene. Al suo risveglio, si ritrova a “galleggiare” sopra un calmissimo mare di nuvole in un cielo limpidissimo; pian piano, uno dopo l’altro, tutti gli aerei che sono caduti in battaglia emergono dalla nuvola e salgono sempre più in alto fino a raggiungere la processione di tutti gli aerei che sono stati abbattuti in guerra. Porco grida al suo amico, lo chiama, gli dice che non può abbandonare Gina, ma quello non lo sente. Dopo questa tremenda esperienza, il volto di Marco diventerà quello di un maiale, considerato una bestia sporca, grassa e ingorda: sempre meglio sporcarsi di cibo che di sangue.
Quando un altro vecchio amico gli chiede se vuole rientrare nell’aviazione per non essere più arrestato, lui risponde che preferisce essere un maiale piuttosto che un fascista; questa frase, oltre a criticare molto direttamente e pesantemente il fascismo, rende bene l’idea di come Porco preferisca vivere sempre in fuga e in solitudine piuttosto che avere a che fare ancora una volta con lo spietato mondo degli umani.

Viene quindi criticata molto pesantemente la guerra, ma è una critica ben nascosta, tanto che la scena riguardante il primo conflitto mondiale è solo una.
Il tono del film è infatti leggero, scanzonato, comico, con dei pirati dell’aria imbranatissimi e spassosissimi già dall’inizio, quando rapiscono le piccole scolarette che mettono a soqquadro il loro idrovolante; e poi la famiglia allargata del meccanico Piccolo, con queste donne forti e simpatiche, che insieme riescono a costruire in pochissimo tempo un aereo perfetto.
Fio ha il loro stesso temperamento benché sia ancora molto giovane: è forte, coraggiosa, non ha paura di niente, tanto che si unisce a Porco ben conscia dei pericoli che avrebbe corso; mette addirittura la sua vita in prima linea nella scommessa con Curtis.
Si nota quindi la forte componente femminista del film: all’inizio Porco diffidava tantissimo della ragazza perché era giovane e perché era femmina, ma alla fine dovrà riconoscere che Fio è un vero genio della meccanica.

Ma passiamo all’elemento cardine: il volo. È risaputo che il regista Miyazaki sia appassionato di aerei, e qui ha potuto sfogarsi al meglio: i moltissimi idrovolanti mostrati sono ricchi di dettagli, ogni componente è curatissimo; i meravigliosi cieli, le bellissime isole dell’Adriatico, la Milano fascista, tutto forma un quadro perfetto dell’Italia degli anni ’20; ogni paesaggio è un‘opera d’arte.
La figura del pilota gioca un ruolo importante: si parlerà di rispetto e onore, di cosa ci vuole per essere veramente bravi, se solo l’esperienza o qualcosa di più, del rapporto con il velivolo.

È importante sottolineare che il film si rifà a eventi storici realmente avvenuti, è quindi diverso dai soliti film Ghibli che trattano come tema principale mondi fantastici; qui l’unica magia è la testa del protagonista, ma il resto è fedelissimo alla realtà storica.
Quindi si può affermare che questo lungometraggio non sia diretto prevalentemente ai bambini, bensì agli adulti.
In ogni caso, di qualunque età sia il pubblico, non potrà non apprezzare un vero gioiello dell’animazione.




deathmetalsoul
Per l'anime Porco Rosso
Film di genere Storico/Fantastico/Guerra/Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8

Lo Studio Ghibli ed Hayao Miyazaki nel 1992 mettono al mondo un ennesimo capolavoro, dal nome abbastanza inconsueto, trattasi di Kurenai no Buta, da noi conosciuto come Porco Rosso.
L'anime è ambientato in Italia e nel Mediterraneo in epoca fascista: il protagonista Marco, nel film chiamato Porco per le sembianze da maiale assunte dopo un certo incidente; è un pilota formidabile di aeroplani, il suo per la precisione è un idrovolante rosso, da qui il soprannome completo "Porco Rosso".
Marco, dopo aver deciso di abbandonare l'aviazione militare italiana poiché in disaccordo con le idee fasciste, facilmente intuibile dalla famosa frase "meglio porco che fascista", vive in solitudine su un isola guadagnando con le taglie ricavate dallo sgominamento dei pirati del cielo; facendo cosi aumentare la sua fama, ed inevitabilmente attirare sempre più pirati o semplicemente piloti pronti a sfidarlo e batterlo per divenire famosi.
È in questo modo che Donald Curtis, un pilota americano, diviene suo avversario in una rocambolesca sfida che sarà tema generale del film sino alla conclusione. In sottofondo vi è la storia d'amore con la dolce Gina, bella cantante sogno di ogni pilota o pirata che l'abbia vista. Durante la sua avventura Marco incontrerà anche la piccola Fio Piccolo, una giovane (immancabile nei film del maestro) meccanica che lo aiuterà in più di qualche occasione.

L'idea del periodo fascista è data splendidamente, anche grazie alla bella colonna sonora di Joe Hisaishi e Tokiko Kato.
Come sempre nei lavori dello studio Ghibli, la parte tecnica è curata maniacalmente, i disegni dei bellissimi paesaggi naturali e degli aerei, sempre presenti nelle opere del maestro, sono un piacere per gli occhi, le animazioni come sempre fanno impallidire qualsiasi prodotto anche di molti anni più recente, e la regia del maestro è impeccabile.
In definitiva non posso che consigliare la visione a tutti i fan dell'animazione, anche se le opere di Miyazaki hanno molte cose in comune tra loro e affrontano sempre le stesse tematiche, vale comunque la pena di dare un'occhiata a tutte.




Léon
Per l'anime Porco Rosso
Film di genere Storico/Fantastico/Guerra/Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8

Meraviglia delle meraviglie, Miyazaki, tra gli scenari da sogno proposti nelle sue pellicole, quindici anni fa inserì anche l’Italia. La costiera adriatica che affaccia a Nord Est, nella sua idea crocevia di viaggiatori e avventurieri di varia umanità. È un luogo importante e decisivo nella prima metà del Novecento, per tutta una serie di motivi storici, strategico-geografici che ci lasciano immaginare che la scelta del regista giapponese sia affatto casuale. Ma non è un film di guerra o sulla guerra – del resto siamo negli anni Trenta, nel mezzo tra il primo e il secondo conflitto mondiale -, il contesto serve esclusivamente a creare la giusta suggestione per rendere fascinose le figure che si è scelto di rappresentare. Questo Porco Rosso è, difatti, un film che sceglie il ritmo e l’avventura, senza calcare la mano, come in precedenti e successive pellicole, sui messaggi etici dalla valenza universale, sugli scenari apocalittici in cui v’era sempre una parvenza di umana catastrofe. In effetti Miyazaki costruisce un’opera piena di sfumature, di momenti divertenti e di lievissime malinconie, di imprevisti nonsense e d’azione per l’azione. Certo non mancano i suoi temi principe, né le affinità di destino con altri personaggi della galleria d’eroi ed eroine che hanno reso celebri le sue pellicole. Né vengono meno gli scenari del contendere tanto amati in Laputa e Nausicaa: il cielo è nuovamente protagonista, in questo caso dalla prima all’ultima sequenza. Mirabili le sequenze aeree, rese spettacolari da disegni animati ricchi di uno stile – di tratto e di colore – che è oramai riconoscibile a prima vista ed universalmente celebrato.

A differenza della quasi totalità delle sue opere, Miyazaki sceglie un protagonista-eroe maschile, addirittura restituito sotto le inconsuete sembianze d’un animale considerato tutto fuorché impavido. Sarà la piccola Fio (come prima di lei Nausicaa e Sheeta, e dopo di lei Kiki, San, Chihiro e Sophie), attraverso l’amore e il coraggio, a infondere la speranza e dunque a ergersi come personaggio salvifico e come specchio in cui riflettere tanto i bagliori dell'anima quanto i dubbi e malinconie.
Torna anche il tema della maledizione e della metamorfosi, che ci riporta alle sorti del principe guerriero Ashitaka (La principessa Mononoke) e della giovanissima Sophie (tramutata in una pur arzilla vecchietta ne Il castello errante di Howl): ancorché reso marginalmente e in modo più spensierato che in altre pellicole, è l’unico caso in cui Miyazaki non ci spiega né il quando né il dove e né il perché ciò sia avvenuto, addirittura lasciando dalla prima all’ultima sequenza, se non nelle evocazioni del ricordo Gina, Porco Rosso alle sembianze suine che lo hanno reso celebre, condannandolo comunque ad una infelicità peraltro mai evidentemente esibita. E qui c’è tutta la vena malinconica del cinema del maestro giapponese, sapientemente velata se non addirittura occultata agli sguardi superficiali, per privilegiare l’avventura come mai in precedenza si era concesso.
Si arriva a parlare anche di senso dell’onore, pur in una concitata quanto buffa sequenza in cui i pirati dell’aria cercano di prendersi una rivincita sul porco aviatore che li aveva dileggiati e sconfitti, per bocca nientemeno che della piccola Fio, attraverso le parole della quale Miyazaki, nuovamente mimetizzandolo in un contesto quasi dissonante, filtra il consueto messaggio edificante e valoriale.

Nulla è lasciato al caso, meno che mai i dettagli, che nella fattispecie sono frutto di una ricerca estetica quasi maniacale. È impressionante la ricostruzione di paesaggi, interni e atmosfere del pezzo d’Italia e del contesto che sceglie di raccontare il regista giapponese, il quale costruisce un’ambientazione verosimile intrisa di tanto gusto retrò, pur all’interno di una storia evidentemente immaginaria, ipervisiva, immancabilmente immaginifica. A confezionare come si conviene l’opera vi è l’intensa e sottilmente malinconica colonna sonora di Hisaishi, nella quale vibrano, sopraggiunto l’epilogo, le parole di Tokiko Kato, armoniosamente accompagnanti una melodia che, come nel capolavoro La città incantata, sospendono la storia annullando la pur riconoscibile dimensione spazio-temporale: Porco Rosso si è eclissato. Tornera? Chi lo ama, la giovane Fio oramai adulta, lo porta con sé nei pensieri, ricordando quella stagione della vita che l’ha aiutata a crescere, che le ha insegnato cos’è l’amore.




kitaniano
Per l'anime Porco Rosso
Film di genere Storico/Fantastico/Guerra/Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

"Meglio porco che fascista". Basterebbe questa frase che Miyazaki fa dire al protagonista, Marco Pagot, aviatore con la faccia da maiale, per dare a questo lungometraggio un bel voto. In più c'è l'ambientazione particolare, l'Italia negli anni Trenta, tra Milano e la costa adriatica con quell'Istria al tempo territorio italiano. E qui ci sarebbe da chiedersi, considerando anche questo elemento, come mai Porco Rosso sia ancora inedito nel nostro Paese. Misteri, scandali e contraddizioni della distribuzione su cui ci sarebbe da discutere...

[ATTENZIONE! LIEVE SPOILER]
Tornando all'opera di Myazaki c'è da segnalare tra i personaggi, oltre al protagonista che anche per l'impermeabile che indossa sembra Bogart, Gina che gestisce l'Hotel Adriano (meraviglioso quando canta "Le temps des cerises") e Curtis, pilota americano che sfida Marco in volo e nella lunga scazzottata finale.
[FINE DELLO SPOILER]

La storia è semplice, ma Miyazaki dimostra ancora una volta, dopo "Totoro", di innalzare la semplicità a capolavoro. Le sequenze di volo, grande passione del maestro giapponese, sono fantastiche e il finale dolce-amaro è perfetto.
Segnalo infine che non dovrebbe essere ambientato durante la Seconda guerra mondiale come hanno scritto alcuni recensori, ma tra le due guerre mondiali.




M3talD3v!lG3ar
Per l'anime Porco Rosso
Film di genere Storico/Fantastico/Guerra/Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8

Si tratta probabilmente del film concettualmente più maturo tra tutte le perle di Miyazaki, ma non nel senso di maggior profondità di trama o morale presente rispetto alle altre produzioni, bensì nella forma stessa con cui l'opera si offre allo spettatore e che forse, per la prima volta, non si riserva all'attenzione di un pubblico prevalentemente più giovane. Tuttavia, in gran parte, vi sono riproposti molti degli aspetti estetici e dei temi preferiti dal Maestro come da tutti noi: su tutti, quello del volo.

Ma veniamo innanzitutto all'ambientazione, che stupisce forse più di ogni altra cosa: nel mar Mediterraneo, in una ricostruzione fantastica dell'epoca fascista, un aviatore trasformato in maiale e soprannominato appunto "Porco Rosso" si batte contro i pirati del cielo, a rischio del suo onore, della donna da cui è attirato e dei suoi beni. Mentre riposa sulla sua isoletta, Porco Rosso viene a sapere che i pirati dell'aria hanno attaccato una nave proveniente da Venezia e rapito le quindici bambine che si trovavano a bordo. Con il suo idrovolante (ispirato a modelli realmente esistiti) si precipita quindi al loro salvataggio, dando vita a un pittoresco combattimento aereo.
E' questo è il prologo di questo gustosissimo lungometraggio che, come si noterà chiaramente durante la visione, contiene una moltitudine di riferimenti al Bel Paese e alle tradizioni nostrane, le quali donano un'ulteriore singolarità, nonché un certo fascino, alla forma del film.

Come già detto, l'opera è nettamente incentrata sul volo e sui veivoli del periodo pionieristico. Non manca una sotto-trama amorosa, che coinvolge lo stesso Porco Rosso, la bella cantante Gina e il terzo incomodo, Curtis, un pilota rivale del protagonista; non si fa attendere inoltre la presenza di una giovane ragazza, la meccanica Fio, per giunta molto somigliante a gran parte delle figure femminili di produzione Miyazakiana.
La trama propone metafore ben precise, prima su tutte, quella del maiale, rispettato da tutti ed amato dalle donne, a prescindere dalla sua ambigua natura.Il morale della favola dunque sta nel far capire allo spettatore che l'aspetto esteriore non conta.

La realizzazione tecnica non ha bisogno di delucidazioni: siamo come sempre ai massimi livelli. La colonna sonora di Hisashi spicca particolarmente, grazie ad un retrogusto mediterraneo, unito a stupendi brani orchestrali udibili nelle famigerate sequenze di volo.
In definitiva, "Porco Rosso" è il solito gioiello poetico di un regista che non sbaglia mai un colpo e si piazza tra i film da non perdere, tuttavia, troviamo indubbiamente un contesto più realistico del solito, che potrebbe in un certo modo spiazzare gli estimatori di titoli come "Totoro" o "Laputa".




roooo83
Per l'anime Porco Rosso
Film di genere Storico/Fantastico/Guerra/Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8

[ATTENZIONE! CONTIENE SPOILER]
C'è tanta Italia in questo film di Miyazaki, perché Porco Rosso racconta la storia di un aviatore americano di origini italiane. Marco (detto appunto "Porco Rosso" perché vittima di una maledizione che lo ha reso con la testa di maiale e il corpo da umano) è un cacciatore di taglie e la sua specialità è dare la caccia ai “pirati dell'aria” che rapinano le navi a bordo dei loro idrovolanti. Per questo non è ben visto dai delinquenti dell'aria che, per sconfiggerlo una volta per tutte, assumono un esperto pilota americano, Donald Curtis. Ma lo scontro tra i due avviene nel momento in cui Porco Rosso sta portando il suo idrovolante a Milano per far riparare il motore. La lotta è impari e Marco finisce sconfitto con l'aereo distrutto. Al suo arrivo a Milano, ripone il velivolo nelle mani della giovanissima Fio, che si dimostra sin da subito un bravissimo ingegnere. Quando l'idrovolante è tornato come nuovo, Porco Rosso parte con Fio per testare il mezzo. Ma una volta arrivati al nascondiglio del cacciatore di taglie, ecco che trovano ad aspettarli i pirati dell'aria al completo. Dopo tanto discutere, si arriva a un compromesso. Marco e Curtis si sfideranno in un altro scontro; se Porco vince, Curtis dovrà ripagare l'officina di Fio per le riparazioni all'idrovolante di Marco; se invece, vince Curtis, prenderà in sposa Fio. Durante il combattimento, Porco si da un gran daffare per evitare che la bella Fio finisca in sposa a Curtis e fino all'ultimo non ci è dato sapere se a Marco piacesse Fio, oppure la sua amica di vecchia data, l'affascinante Gina.

L'ambientazione di Porco Rosso è davvero magnifica, i paesaggi sono disegnati splendidamente e il tratto dei personaggi è quello solito che amo di Miyazaki. Le musiche e le atmosfere sono semplicemente perfette per una storia che non vuole essere troppo complicata e che rimane godibile dall'inizio alla fine. Forse è proprio il finale l'unico neo perché non hanno voluto svelare i veri sentimenti di Marco e, se proprio si vuole aggiungere altro, non si è capito perfettamente neanche il motivo della maledizione che lo ha colpito. A parte questo è comunque un bel film, apprezzabile per tanti motivi (tra cui le scritte in italiano sui giornali e sulle insegne dei negozi, le quali fanno un certo effetto, considerando la provenienza dell'opera). Do un 8 pieno.




simona
Per l'anime Porco Rosso
Film di genere Storico/Fantastico/Guerra/Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8

Questo è un film che nonostante non mi abbia colpito come tanti altri, riesce a presentare una trama davvero elegante e ben fatta.
Il tema è quello della seconda guerra mondiale, con l'intreccio di bellissime storie sentimentali che catturano lo spettatore e non fanno risaltare in modo drastico l'aspetto della guerra. La caratterizzazione e la luminosità delle animazioni e dei disegni è davvero coinvolgente e ben costruita. Da vedere.



Micerino
Per l'anime Porco Rosso
Film di genere Storico/Fantastico/Guerra/Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Miyazaki è un visionario, un genio folle che disegna per dar sfogo alle sue allucinazioni fantastiche, ai suoi mondi. Mondi nei quali, a parer mio, ci fa affacciare solo in parte grazie ai suoi lavori... lasciando sempre la curiosità di sapere cosa c'è oltre quella finestra.
Questa premessa la reputo necessaria nella mia prima recensione di uno dei film del Maestro. Porco Rosso è un film che lascia il segno... per tanti fattori, dalla storia, la trama, il disegno (sempre sublime), la regia, il sonoro.

Ci troviamo in piena seconda guerra mondiale, cornice "leggera" d'un conflitto sicuramente più tragico di quello vissuto nella narrazione della storia. Trame d'amore ed intrighi vanno ad alternarsi ai tratti bellissimi e dettagliati d'un film che incorona ancora una volta Miyazaki come principe delle bizzarrie d'animazione. Unico personaggio davvero fuori dalle righe proprio il buon Marco, diventato maiale per la follia sociale (o follia del regista) che così incarna anche l'essenza di un popolo che si ribella al regime fascista ("meglio porco che fascista"). Fa un pò "male" trovare chi capisce così bene la mentalità del popolo Italiano dell'epoca dall'altra parte del globo, in un periodo in cui sembra che certe "colpe" siano dimenticate proprio in patria. Ma è anche per questo che Porco Rosso merita, per me, il massimo del punteggio disponibile, perché va oltre l'epicità di altri lavori del maestro, e si colloca come un classico a memento imperituro d'un nostro passato non troppo distante.
Capolavoro.




marcin
Per l'anime Porco Rosso
Film di genere Storico/Fantastico/Guerra/Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

La mano di Miyazaki si riconosce subito dai tratti morbidi, dai colori, dai numerosi particolari che compongono le scene ma soprattutto dagli aspetti dei personaggi che sembrano delle caricature del loro carattere pur rimanendo sempre piuttosto realistici e mai banali. Quando ho visto l'ambientazione di Porco rosso ho capito dove si è ispirato il classico videogioco Metal Slug...
Un piacere in più è costituito dal fatto che gli avvenimenti sono ambientati in Italia. Marco (il protagonista) infatti è un aviatore italiano, che sceglie di allontanarsi dall'esercito e diventare un libero cacciatore di taglie. Libero come la sua anima da sognatore romantico, con un amore nel cuore e una vita piena di avventure. La storia è semplice, quasi banale, ma ogni personaggio è così ben definito da coinvolgere lo spettatore come se avesse un carisma proprio come i migliori attori.
Consiglio vivamente a tutti di vedere questo bel film e magari scoprire perchè è stato scelto il viso di un maiale per il personaggio principale.




Caio
Per l'anime Porco Rosso
Film di genere Storico/Fantastico/Guerra/Avventura
Episodi Visti: 5 su 1 --- Voto: 10

Il cameratismo D'Annunziano della Trieste città di frontiera ma città d'Italia è onorato da Porco Rosso. Titolo che in ogni paese in cui l'opera è stata trasmessa rimane tale. Porco è un aviatore Italiano, un sognatore, un uomo innamorato di un ricordo che ama volare. Gli spettacolari cameras'fly on air sono eloquenti perché in cielo Porco a bordo della Folgore è proprio libero, è una furia ma è libero. Porco non soffre dell'amore di una Gina che non ricambia, Il Maiale offre quel dolore alla sua serenità di volare libero nei cieli e nella vita. Fotografia in stile moderno e barocco, con colori espressivi di rilievo e carichi di significato: azzurro libertà, blu del mare serenità, il buio della notte il segreto di realizzare i propri progetti (la Folgore per l'appunto). Le musiche circensi sono in Polka e piacciono. I personaggi sono bene evidenziati dall'obiettivo, primi piani discorso/monologo intenso ma maturo ad esempio, panoramica o campo lungo la libertà della persona. per quanto il regista voglio farlo esprimere poco, il Maiale ci dice tanto di se senza chiedere permesso né a Myiazaki , né allo spettatore. Da vedere signori.




HaL9000
Per l'anime Porco Rosso
Film di genere Storico/Fantastico/Guerra/Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 7

Mmmm... non mi convince. Tra tutti i film di Miyazaki visti finora, questo è quello che mi ha convinto meno: forse perché, trattandosi del Maestro, le aspettative sono alte, ed è più facile rimanere delusi.
La realizzazione tecnica è al solito eccellente, ed anche le ambientazioni sono belle; il problema è la trama. Rispetto ad altre opere di Miyazaki, il filo conduttore è leggero leggero; mancano i temi profondi a cui ci ha abituato il registra, mancano le suggestioni ed il tono epico di altre pellicole. I personaggi sono poco tratteggiati ed approfonditi, nulla o quasi si sa di loro, abbiamo a disposizione solo poche pennellate qua e là; personalmente non ho capito come, perché e soprattutto da chi Marco ha subito la sua mutazione: o mi è sfuggita, oppure non è effettivamente spiegato nel film. Forse sarebbe dovuto durare un po' di più (un'ora e mezza non è tanto per gli standard del Maestro).
Può darsi che Porco Rosso fosse destinato ad un pubblico più giovane rispetto ad altri lungometraggi.
Alla fine, comunque, la capacità di emozionare lo spettatore non manca nemmeno in questa opera, ed il finale è stato molto poetico.



Rafiky
Per l'anime Porco Rosso
Film di genere Storico/Fantastico/Guerra/Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Semplicemente Miyazaki. Ennesima perla del regista. Non ci son più aggettivi per descrivere la maestosità di Miyazaki. Porco Rosso è un film enorme, Porco è un personaggio straordinario, come il resto dei personaggi, le atmosfere son bellissime, ambientato in un Italia d'inizio 900, qualche errore, soprattutto dell'uso della lingua italiana, c'è, ma rende il tutto più assurdo e bello. Meraviglioso il "Non si fo credito". Tecnicamente a vette altissime, solito del maestro.

Meglio maiale che fascista.



galaad meleagant
Per l'anime Porco Rosso
Film di genere Storico/Fantastico/Guerra/Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8

Mi dispiace abbassare la media... sinceramente mi aspettavo di più... forse il nome del maestro pesa un po troppo su questo anime, che resta comunque stupendo e degno di nota, eppure privo di quella lucentezza che fanno delle opere di MIyazaki piccoli capolavori... sia le ambientazioni che i particolari come giornali o bandiere si rifannno a una realtà troppo vicina alla nostra per non notare i grossolani errori presenti per tutta la durata dell anime, e poi le musiche non sono assolutamente paragonabili a quelle degli altri lavori, poichè anchesse si rifanno alle nostre vecchie canzoni che appaiono come deformate. I personaggi sono comunque ben strutturati e la trama è sempre coinvolgente, ma mancano le atmosfere epiche di Mononoke, la leggerezza di howl la magia di Laputa, lo smalto della Città Incantata... fosse stato creato da altre mani lo avrei apprezzato di più... il prodotto è ottimo, ma sotto gli standard del maestro.



kayyam
Per l'anime Porco Rosso
Film di genere Storico/Fantastico/Guerra/Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Signori, qui siamo ai vertici dell'animazione jappo di tutti i tempi. E' il film di Miyazaki che preferisco, dopo Totoro, per la sua perfetta costruzione sulle atmosfere, su percezioni minime, sulla quasi completa assenza d'intreccio... proprio per questo li preferisco ad altri che trattano i "grandi" temi, ma in modo assolutamente didattico, prevedibile, talvolta persino retorico. In Totoro e Porco Rosso il maestro non punta sulla denuncia, ma sulla costruttività, propone - positivamente - una "pulizia" dello sguardo interiore. Perché Marco diventa un maiale? pensateci bene, non ci sono semplici colpe sociali, ma una motivazione metafisica.

Impagabile quel: Meglio maiale che fascista.



travellerKino
Per l'anime Porco Rosso
Film di genere Storico/Fantastico/Guerra/Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

Kurenai no Buta - meglio essere un porco piuttosto che un fascista

Marco è un ex pilota dell'aviazione italiana diventato un cacciatore di taglie dopo aver disertato dall'esercito.Durante una battaglia il suo idrovolante viene gravemente danneggiato, per ottenere le riparazioni necessarie Marco si reca a Milano presso la Piccolo s.p.a. ma non avendo denaro sufficiente per pagare i pezzi di ricambio è costretto ad accettare di prendersi cura della giovane Fio Piccolo, progettista della ditta di riparazioni, ansiosa di sperimentare sul campo le prestazioni del nuovo aereo di Marco e di partecipare personalmente alle imprese del leggendario Porco Rosso.

Uno dei più bizzarri film di Miyazaki.Porco Rosso fa della semplicità il suo punto di forza: una storia d'amore sullo sfondo della seconda guerra mondiale come in Addio alle armi.I temi profondi e riflessivi sono diluiti in un'atmosfera a metà tra la commedia e il noir di Casablanca, adottando uno stile infantile ed egoista come il carattere di un bambino.
Animazioni fluide e curate completamente incentrate sulla luminosità e nitidezza del rodovetro.Il mecha design è impressionante, Miyazaki dà libero sfogo alla sua smisurata passione per gli aerei mettendo a frutto tutta l'esperienza maturata in gioventù, durante la sua carriera di disegnatore di Zero nella fabbrica del padre.
Non mancano citazioni e omaggi al cinema d'animazione d'avanguardia innamorato del rotoscopio (la scena del cinematografo e il character dei Mama Aiutos) e all'animatore italiano Marco Pagot pioniere nel suo genere, conosciuto ai tempi di Il Fiuto di Sherlock Holmes.



Dren
Per l'anime Porco Rosso
Film di genere Storico/Fantastico/Guerra/Avventura
Episodi Visti: 13 su 1 --- Voto: 8

... se non fosse di Miyazaki probabilmente gli avrei dato di più... il problema è che quando si ha a che fare col maestro occorre adottare metri di giudizio a sè stanti... Beh, di tutto quello che ho visto di Miyazaki questo lungometraggio è quello che funziona meno, intendiamoci... c'è un'atmosfera straordinaria, uno studio maniacale del particolare storico (solo i titoli dei giornali italiani sono scritti approssimativamente ;)), ottima animazione, insomma è un validissimo prodotto artigianale.... quel che manca è la solita (per Miyazaki) profondità dei temi trattati.... Porco Rosso alla fin fine si risolve in puro divertissment, è un opera leggera, persino superficiale rispetto ad es. alla principessa Monotoke, e non che gli spunti per dire di più mancassero: la seconda guerra mondiale incombe, lo stesso protagonista (sfigurato, seppur attratto dal gentil sesso) .. ma tutto è solo accennato....



Zooropa
Per l'anime Porco Rosso
Film di genere Storico/Fantastico/Guerra/Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

Altro gioiello di Miyazaki, ambientato stavolta per intero in Italia... o meglio nell'Italia che era tale durante il ventennio... ovvero le coste Istriano-Dalmate. La trama magari non sarà così sofisticata come "la città incatata" così come l'ambientazione non è epica come "nausicaa" o "mononoke" ma il film tocca in più punti (come sempre quando si parla del maestro) la vera perfezione. Delizioso poi l'omaggio a Marco Piaget, il fumettista italiano inventore di Calimero, a cui Hayao ha concesso il nome del protagonista. Impagabile. Come al solito.


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