Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
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Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
7,793
out of 10
based on 25 ratings.
25 user reviews.
Locke Cole
Per l'anime Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 4 Continua il piano commerciale marchiato ora Khara, degna succeditrice della Gainax in quanto ad avidità e spietatezza nella commercializzazione dei propri prodotti, a gran discapito della qualità.
Una dote questo secondo capitolo del progetto 'Rebuild' però ce l'ha: ha portato alla quasi completa evidenza la vuotezza concettuale di questo scempio del capolavoro che, unico meritevole fra tutta la produzione che poi ne ha sfruttato impropriamente il titolo, s'insigna del nome di 'Evangelion'.
Il primo episodio poteva essere un preludio riuscito male, che, oltre a ricalcare le scene della serie del '95, non aveva altri meriti, ma che in quanto a biasimi ne dovrebbe ricevere tanti, a partire dall'uccisione caratteriale dei personaggi.
A questo proposito il secondo capitolo raggiunge livelli mirabili: Shinji vede pienamente sancita la propria banalità concettuale, passando senza motivazioni né impulsi dalla condizione di sofferente che tuttavia non s'interroga sui propri dilemmi, come il suo alter-ego originale, a quella di giovane eroe deciso e volenteroso che mosso dall'amore corre a salvar la pulzella sua amata, senza timor degli inimici brandi, il perfetto contrario dell'antieroe decisamente umano e realistico che nella serie si approccia con difficoltà e sofferenza al sesso opposto, mosso dai propri contrastanti sentimenti. Tuttavia la mia critica non sta nel non avere ricalcato il primo protagonista, quanto nell'avere raffazzonato un personaggio semplicistico e banale.
Seguendo in questa ecatombe, un po' tutti i personaggi vengono trascurati, dedicando, il film, tempi decisamente eccessivi allo sviluppo della trama maggiormente legata agli Angeli, con un abuso di attenzione verso i combattimenti contro questi ultimi, rendendo il 'Rebuild' un vero e proprio anime mecha, cosa che in 'Evangelion' era chiaramente una facciata di scarsa rilevanza.
I personaggi hanno così ben poca scena e, per quella miseria che gli si riserva, vengono martoriati dai propri stessi dialoghi: la signorina Misato, figura chiave della serie e una dei tre protagonisti principali, viene ora definitivamente relegata al ruolo di comparsa, andando così a rovinare non solo una figura splendida e magnificamente caratterizzata nell'originale ma, a cascata, si va a privare Shinji della persona che primariamente ne aveva influenzato lo sviluppo, il tutto senza fornire un sostituto a colmare tale lacuna.
Entra poi in scena Asuka, che unendo la sua caratteristica arroganza con l'assenza di scene dedicatele diviene una ragazzina fastidiosa e viziata, che non può giustificare il suo comportamento.
Ad aggravare questo stillicidio si aggiunge la commedia sentimentale, ossia ciò che non doveva essere mai osato. Nella serie originale il rapporto che Shinji ha con Asuka è di fondamentale importanza, specialmente per la caratterizzazione del primo, venendo egli infatti in contato con una personalità forte e decisa, seppur in apparenza, che risulta comunque sua coetanea ma nonostante ciò, agli occhi di Shinji, più matura di lui stesso. Inoltre e maggiormente, Asuka è l'oggetto della più forte pulsione sessuale che il giovane deve subire e a ella il ragazzo non riesce ad approcciarsi, essendo egli attratto fisicamente dalla giovane, ma solo in quest'ambito e non riuscendo a comprenderla intimamente. Tanta è la passione che prova verso di lei che, al culmine della disperazione, abbandonato da tutti, Shinji penserà ad Asuka sola come proprio rifugio (si pensi all'episodio ventiquattresimo, ove Shinji, innanzi all'EVA 01, si chiede dove sia la ragazza, non potendo egli più rivolgersi all'ormai distante signorina Misato né all'inumana Rei), cosa che chiaramente qui non potrà accadere, data l'assenza di una reale relazione interpersonale fra i due.
Tuttavia in questo Asuka, mossa da immotivata gelosia verso Rei, cerca di conquistare il suo principe dalle nulle doti.
L'unica nota positiva che posso riservare per la signorina Shikinami è che ho trovato molto piacevole la sua poca presenza in scena, ossia il deludere le più ovvie aspettative che gli appassionati nutrivano per la giovane, che ci si aspettava sarebbe stata, come nella serie, una dei protagonisti. Questo colpo di scena mi ha fatto molto piacere, proprio per il suo essere un elemento di forte sorpresa, tuttavia ciò è compensato da una grande nota negativa, che ne annulla tutti i pregi: si vede chiaramente che nel prossimo episodio la pilota dell'unità EVA 02 tornerà sul campo di battaglia.
Ora, uno degli espedienti narrativi da me reputati peggiori, nonché chiaro sintomo di povertà immaginativa, è la resurrezione dei personaggi, che può risultare piacevole solo se perfettamente motivata e funzionale al buon procedimento della trama e, sinceramente, mi dà l'idea che il suo ritorno sia giustificato da banali necessità quali il fatto che il pubblico non vorrà che Asuka muoia.
Proseguendo troviamo Rei, alla quale è stato riservato un trattamento inverso ai precedenti ma altrettanto pernicioso. A Rei viene dedicata maggior scena e, nel frattempo, si cerca di renderla umana, facendo così crollare il mito su cui si basava la sua unica figura: il mistero e il fascino.
La bellissima Rei della serie televisiva, che chiaramente non era un personaggio, nonostante la sua immensa utilità nella vicenda e nello sviluppo della questione di Shinji, essendo lei per il giovane un ideale immacolato, risultava allo spettatore che per la prima volta visionava la serie un arcano senza pari, essendo la sua figura stata giocata sublimemente dalla regia, in una continua tensione nella quale pareva sempre di essere in procinto di ricevere le prime informazioni su di lei e si veniva comunque costantemente delusi, ma nonostante ciò si continuava sempre imperterriti ad attendere la rivelazione, che alla fine, giustamente e magistralmente, non è giunta.
La nuova Rei non ha nulla di tutto ciò, non ha né l'ingenua dolcezza né la dura freddezza della sua figura originaria, ma è un personaggio svuotato del proprio fascino e del proprio alone di mistero, che tuttavia intraprende la salita all'umanità, il tutto con l'aiuto dei peggiori sforzi da parte della sceneggiatura e della regia. Questo elemento mi ha profondamente rammaricato, perché io sono veramente stato appassionato dalla Rei del '95 e questo elemento, insieme alla caduta della signorina Misato, è per me motivo più che sufficienti per deprecare il 'Rebuild'. In tutto questo non tengo nemmeno da conto lo scempio di Shinji, tanto non mi sarei mai aspettato che fosse possibile ricreare un personaggio tanto umano e realistico se non attraverso una perfetta copia.
Di Toji non c'è nulla da dire, perché a Toji nulla viene riservato. Tutto questo avviene però nel peggiore dei modi. Nel primo 'Evangelion' al giovane veniva dedicata una buona dose di tempo e di eloquente silenzio che ne chiarisse la dura condizione emotiva, l'ineluttabilità di una sorte che già appariva irrimediabilmente negativa, di un avvicinamento al mondo dell'alienazione di Shinji, il mondo dove in realtà tutti vivono, solo senza prenderne coscienza da parte dei molti. Tutta la tristezza che per quelle poche scene traspariva dal povero Toji viene dissipata e succeduta da una rapida telefonata tra Asuka e Misato, consistente in un discorso peraltro dal contenuto banale che marca ancora ulteriormente la piattezza dei personaggi del 'Rebuild', tanto rapidi nel cambiare il proprio animo. Inoltre, enorme pecca registica, è chiaro troppo presto che il pilota dell'unità EVA 03 non sarà Toji ma Asuka, facendo sfumare quello che poteva essere un brillante colpo di scena.
Si giunge così al nuovo personaggio, che rappresenta la summa di tutti i difetti sinora accumulati: Mari Makinami Illustrious. La giovane (chiaramente modellata sull'immagine di Eri Ninamori, con la quale condivide purtroppo solo l'estetica) ha un'aria di mistero altamente presunta ed è concettualmente un anacronismo, essendo la Nerv e tutto ciò che le sta dietro un'organizzazione militare dalla sorveglianza strettissima, mentre Mari arriva quando le pare e ottiene il comando dell'unità EVA 02 per vie alquanto trasverse, tanto che la signorina Misato, comandante del reparto operativo, non ne sa nulla.
E poi la nota più dolente, ma anche il simbolo della bassezza raggiunta: il fanservice. Con Mari si abusa di quest'elemento e tutto ciò mi addolora ancor di più, data la sua già povera figura. Ora, non voglio passare per un puritano, d'altronde so bene che molte serie moderne si basano su questo, tuttavia, a mio avviso, un'opera seria non dovrebbe contenere fanservice fine a se stesso.
Sul primo 'Evangelion' potevano anche esserci scene nelle quali ci si focalizzava sulla sessualità, anche visivamente, tuttavia erano ben motivate, basti pensare a quando Shinji scorge i seni di Asuka, una volta che la ragazza si è infilata nel suo letto. E' estremamente importante, specialmente per le conseguenze di questa situazione, ciò che Shinji pensa in quel momento, trovandosi a così stretto contatto con un oggetto del piacere più pulsionale e istintivo, cosa che assolutamente non avviene nel 'Rebuild', dove le grazie di Mari hanno l'unico fine di mostrare le notevoli proprietà elastiche del corpo umano e specialmente della graziosa anatomia femminile.
Potrei proseguire, parlare della totale mancanza del senso di alienazione sociale da parte dei personaggi, Shinji in primis, fatto oltremodo grave; dell'assenza della ricerca della verità esistenziale e del cinico avvicinamento alla realtà effettiva, con la parallela inesistenza di una soluzione a ciò, di un elemento che possa colmare questo vuoto cosmico, se non il ripiegare su una realizzazione tecnica di primissimo livello persino per gli standard odierni, in un convulso panegirico volto a scusare le continue inadempienze dei progettisti.
La serie del '95 mi corre in aiuto e citando l'episodio ventiseiesimo posso dire che quest'opera non ambisce nulla, non cerca alcunché e desidera la sola realizzazione pecuniaria.
Per concludere, resto speranzoso, sebbene oramai non ci creda più intensamente, che il seguito a questa pessima prima metà dell'opera possa risollevare questa vacillante imbarcazione, che tuttavia ha pienamente raggiunto i propositi commerciali sperati.
Se questa versione è ciò che Anno vuole veramente, sempre che non sia interessato unicamente all'ambito economico, cosa che non mi stupirebbe, sarà un'ennesima riconferma del fatto che il primo 'Evangelion' sia stato un accadimento incidentale, dove la mancanza di fondi fu la più grande fortuna del regista, cosa già fortemente caldeggiata dalla realizzazione del 'The End of Evangelion', opera comunque meritevole ma a mio parere affetta da gravi mancanze e carenze e che tradisce fortemente lo spirito del finale televisivo, per quanto si possa vedere come parallelo allo stesso e che tuttavia si basa sui progetti originali della Gainax e quindi dovrebbe rappresentare l'originale 'Evangelion' di Anno.
Tutto ciò non mi interessa in ultima analisi, 'Evangelion' è un'opera aperta e soggettiva e io ne ho tratto ciò che desideravo. Tutto il male che potrà essere fatto al suo buon nome non inficerà ciò che per me rappresenta, temo solo per coloro che lo conosceranno dal 'Rebuild', possano non dimenticare da dove proviene la serie originale.

Limbes
Per l'anime Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 5 A ’sto punto tanto valeva continuare sulla falsa riga del 1.11. Se il risultato di una rielaborazione deve essere il declassamento a puro intrattenimento fracassone, allora sarebbe stato meglio rimettere insieme un’altra fetta di episodi, magari un po’ più piccola di quella fagocitata da Evangelion 2.22: You Can (Not) Advance, e riprogettarne soltanto l’apparato grafico, inserendo in aggiunta le solite enigmatiche piccole varianti dall’opera originaria. Invece il secondo capitolo della nuova tetralogia non è che un’apologia di se stesso, un circo di magniloquenza visiva gigantesca e ridondante che poggia su una struttura di stuzzicadenti.
Va bene, la parte tecnica è notevolissima, per una volta non spendo un casino di righe ad analizzarla in quanto è identica a quella del primo capitolo, se non per il fatto che stavolta viene risparmiato il riciclo di frame presi dalla serie e ogni immagine è stata creata ex novo. Però tutta la visione è un macello di sequenze che cercano la spettacolarizzazione a ogni costo. Tali sequenze sono intervallate da intermezzi e siparietti a volte superflui, a volte mal gestiti, nella maggior parte dei casi privi di raccordi logici con il tutto. Spesso il film procede da un’unità all’altra in maniera arbitraria, con conseguente randomizzazione del ritmo degli eventi. Nel patchwork disomogeneo della narrazione poche sono le parti, e ancora meno le scene, ben integrate e organizzate; molte delle altre, specie le battaglie, mentre il resto del film si perde in cose che, nell’economia della storia, hanno un peso ridicolo o addirittura nullo, girano a velocità doppia. È come se il lungometraggio fosse divorato dall’ansia di mostrare, un’ansia che ne anestetizza il linguaggio e ne schiaccia ogni profondità.
Difatti, è piuttosto deprimente ammetterlo, il 2.22, il Rebuild in generale, per quello che ha dimostrato, non ha sensibilità. Non c’è intimismo. Non c’è poesia. Non c’è anima. Perché l’anima la danno i personaggi. E se Misato è relegata a elargitrice di qualche discorso retorico e di un paio di uscite enfatiche, se Kaji perde la sua ironia amara e ci fa per lo più la figura del piacione, se Ritsuko manco è pervenuta, e se tutti i ricordi, le conversazioni, le frasi complici tra i tre vengono meno, si perde l’umanità adulta e dolorosa dell’anime. Per di più non resta nemmeno quella adolescenziale, di umanità.
Infatti si può effettuare la riduzione dei termini di una frazione senza conseguenze, ma con le personalità non funziona. Prendi Asuka e minimizzane la problematica complessità, e i complessi: ciò che ottieni è una piattezza tristissima. Tanto valeva non metterla proprio, considerando anche lo spazio ridicolo dedicato a quello che nella serie – alla luce anche di The End of Evangelion – era, con Shinji, il personaggio più scandagliato e sofferto. Almeno ci sarebbe stato più spazio per Mari, la nuova children molto fuori dagli schemi, molto sciroccata, la quale non ha trovato, pure lei, spazi degni di nota.
Nella coralità raffazzonata del film, causa problemi di tempo, tutte le figure sembrano togliersi aria a vicenda e alla fine tutte ne escono sconfitte, per un motivo o per un altro. Tu diresti «Ok, però Shinji e Rei sono il centro del film». All’atto pratico sì, ma con quali conseguenze, appunto? (Per le conseguenze, vedi i due paragrafi sopra). E in ogni caso le loro stesse caratterizzazioni ne escono a pezzi non solo a confronto con quelle seriali, ma anche analizzandole senza paragoni. Personalmente ritengo avesse più senso e coerenza lo Shinji autistico e bloccato, soprattutto nell’ottica del suo sviluppo; tuttavia, pure preso a sé, il nuovo Shinji del Rebuild è del tutto scialbo e incomprensibile. O vive d’inettitudine relazionale-comportamentale negli approcci tentati, o all’improvviso si dispera e s’incazza se gli tolgono un compagno con il quale ha avuto solo contatti occasionali e di cui ha una conoscenza ancora più scarsa. Il perché non si capisce, in quanto la sua stasi, e personale e nei “legami affettivi”, regna imperturbabile e non giustifica tali reazioni.
Se poi passiamo a Rei, cos’è adesso se non una liceale timida e imbarazzata alle prese con la sua prima cotta? Anzi, a dirla proprio tutta, il 2.22 stesso, in moltissimi tratti, non pare un harem con al centro Shinji e nel quale pure Kaji ha una parte da spasimante? Dovrebbe comparire tra i generi d’appartenenza del film, l’harem, sul serio. La qual cosa la racconta molto lunga sulla “normalizzazione” del secondo capitolo del Rebuild rispetto all’opera originaria.
Andando al versante angeli il lungometraggio sta messo in maniera identica, cioè male. Quelli rimasti – perché sono ben cinque gli angeli liquidati dalla nuova sceneggiatura: una decisione acutissima – rimarcano la vocazione baroccheggiante del lungometraggio. Il loro restyling è tanto pirotecnico e superfluo da risultare fastidioso. Sul piano estetico l’unica revisione riuscita è quella di Zeruel, più affascinante e sinistro delle sua controparte seriale; quelle dei restanti tre, anzi due, perché Bardiel non ha una forma propria, scadono senza ritegno nel parossismo dell’elaborazione formale.
Purtroppo anche gli scontri tra Eva e angeli perdono di epos, chi per rapidità, chi per grandiosità esagerata, chi per ridicolaggine delle musiche. Sì, perché un brano in particolare, scelto come accompagnamento per l’epilogo della battaglia con il nono angelo, e non solo purtroppo, ammazza tutta la crudezza e la ferocia del frangente, svilendolo con la melodia allegra e con le “dolcissime” vocine bianche che lo contraddistinguono. Proprio dalla colonna sonora arriva infatti un'altra brutta mazzata, poiché da essa sono scomparsi tutti i pezzi di musica classica gestiti secondo la lezione di quel genio di Kubrick. Pure la OST non è quindi esente da colpe, tutt’altro, nella globale inconsistenza artistico-espressiva del lungometraggio.
Detto senza tante perifrasi, il secondo capitolo del Rebuild corre cercando di arraffare quanto più possibile, ma alla fine della fiera in mano non si ritrova nemmeno la metà di quello che s’è lasciato per strada. Anzi, proprio alla fine c’è il disastro assoluto, l’esondazione oltre ogni limite della volontà sensazionalistica del 2.22: il delirio del caos. Ogni cosa è lecita per fare vedere quant’è strabiliante l’impianto scenico del film e quanto a fondo si può premere il pedale della spettacolarità. La logica di ciò cui si assiste non serve.
Il film sembra essere stato concepito seguendo questo diktat. Difatti il finale è solo l’apogeo convulsivo di un’impossibilità cognitiva dovuta all’assenza di connessione tra quello che accade e le cause per le quali accade. Anno sembra essere stato ossessionato dalla ricreazione di un orgasmo visuale a qualsiasi costo e come prezzo s’è venduto il suo figlio prediletto. La prostituzione di un Evangelion degno del peggior Bay gli avrà fruttato di sicuro un botto di soldi, ma se questo è ciò che conta veramente siamo alla frutta, o meglio Anno è alla frutta.
Così dopo cotanto Evangelion 2.22 si entra in paranoia anche solo a pensare al terzo capitolo. Perché un luogo comune afferma: «Quando si tocca il fondo, si può soltanto risalire»; ma dice un mio amico: «Arrivati al fondo, si può sempre scavare».

Asumi
Per l'anime Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 6 Mi trovo terribilmente d'accordo con una recensione presente in questo sito. E' importante per me dire questo in quanto voglio rimandare chiunque sia incappato nella mia, alla sua: esprime meglio di me e in maniera molto più distesa quelli che sono i problemi di questo Rebuild. Mi riferisco alla recensione di Limbes, che a mio parere ha davvero centrato il segno.
Questa recensione è rivolta a chi, di Evangelion, ha avuto il piacere di apprezzare la serie. Se costui l'ha fatto, lo invito a farsi un esame di coscienza e a giudicare se quello che veramente l'ha sancita definitivamente come capolavoro non siano, sopra l'impianto narrativo - seppur assolutamente valido - o la realizzazione tecnica combinata al character e mecha design - pure questi stupendi -, i personaggi, e lo studio psicologico fatto su di essi in maniera cruda, viscerale e in un certo senso dissacrante.
Invito chiunque a ricordare le turbe dei nostri giovani eroi come non semplici accidenti adolescenziali, ma come causalità illuminanti di psiche lacerate durante la loro stessa crescita (o addirittura nascita).
Misato. Ritsuko. Shinji. Asuka. Rei. Questi personaggi avevano un background psicologico non lasciato in nessuna maniera all'immaginazione dello spettatore, né tanto meno al cliché: dopotutto avanzare con la trama in Evangelion significava anche avanzare nell'oscurità dell'animo dei protagonisti e nella riscoperta delle impalcature che reggevano i loro comportamenti quotidiani e non quotidiani, con l'Eva e fuori dall'Eva.
Bene, detto questo, mi duole dirvi che in Evangelion Rebuild, fino ad ora e specialmente in maniera eclatante in questo film, tutto ciò non esiste.
Non c'è. C'è invece tanta, tanta, tanta superficialità.
Le situazioni che Limbes descrive come harem, forse esagerando, non sono poi così serie da non meritarsi di fatto tale titolo. Asuka, entrata narrativamente in scena alla maniera più o meno spettacolare che noi tutti conosciamo, rimane un personaggio piatto e inesplorato nel suo agire per tutta la durata della pellicola. Dico il suo nome perché è l'esempio più eclatante, ma posso assolutamente allargarlo anche agli altri, compresi Shinji e Rei per i quali questa trasposizione filmica pare nutrire una particolare affezione. Continuando comunque, i personaggi vengono appiattiti e resi "in funzione" di qualcos'altro.
In logica dei predicati un individuo può essere definito in merito alla sua individualità: per esempio Shinji è Shinji; oppure in merito alla funzione che egli è per qualcos'altro: per esempio "Il figlio di Gendou" (=Shinji). Ecco, se nella serie la logica di fondo era che Shinji fosse Shinji, nel film la regola è che Shinji esiste in funzione di qualcos'altro. E questo qualcosa d'altro è niente popò di meno che l'incedere dei minuti, della trama. Ma sfortunatamente, anche questo - che pure sarebbe bastato a mio avviso per alienare Evangelion dalla sua reale eccellenza - in un certo senso muore. La trama, infatti, è a sua volta in funzione di qualcosa d'altro. E questo qualcosa d'altro non è niente popò di meno che la spettacolarità, la regia ossessionata dai colori, dall'effetto e dal movimento. Il risultato finale, a discolpa del film, è dannatamente piacevole. Molto piacevole, aggiungerei, l'occhio gode per la maggior parte del tempo e spegnendo gentilmente il cervello è possibile passare due ore di sano intrattenimento anime.
Il fatto è che, come si sarà intuito, viene completamente a mancare l'artisticità, o come Limbes dice meglio di me "l'anima" di Evangelion: di due ragazzi costretti a pilotare robot giganteschi e angeli demoniaci per trovare un senso alla propria vita, per fuggire paradossalmente dal dolore. Di una ragazza inerte, incapace di comprendere la misura dell'umanità del prossimo e di sé stessa, o di una donna rivoltata nel suo intimo da senso di colpa e vergogna per la propria vita, per la mancanza di un genitore, per avere mancato un affetto che le avrebbe poi stretto il cuore, stretto fino a cercare un modo per liberarsi, per esplodere.
Queste belle parole, se così vogliamo chiamarle, in Evangelion Rebuild non ci sono: se non ci sono, è perché non c'è niente di cui parlare.
onizuka90
Per l'anime Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 5 "Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance" è un film prodotto dallo studio Khara sotto la regia di Hideaki Anno che, come è noto, è l'autore della serie televisiva del 1995 e del film del 1997, "The end of Evangelion".
Questo è il secondo capitolo della tetralogia di opere che costituisce il progetto "Rebuild" ovvero una nuova versione cinematografica della nota serie Gainax.
Ogni volta mi è difficile rispondere a chi mi interroga circa il mio parere su questa nuova rivisitazione di Evangelion. Tale difficoltà non sta tanto nel fatto che io abbia delle idee confuse a riguardo, bensì nel mio smisurato amore per la serie e per il film che mi porta inevitabilmente a soffrire nel dovere parlare male di uno dei titoli che maggiormente ho apprezzato tra le opere che l'animazione giapponese è stata in grado di donare al mondo.
Quale cultore purista della serie televisiva, infatti, non posso che aborrire con sommo disgusto lo scempio che è stato fatto di un'opera grandiosa in appena 108 minuti di film.
Sin dal principio, quando seppi per la prima volta che era in cantiere una simile opera, ebbi grandi dubbi a riguardo non riuscendo a comprendere per quale assurdo motivo Anno volesse tornare a toccare una serie perfettamente conclusa e compiuta, che lui stesso aveva definito in diverse interviste come un qualcosa di attualmente non superato. Pensai, dunque, che si trattasse di un remake con grafica migliore (il che non sarebbe nemmeno stata un'idea totalmente da scartare) che perciò si andava delineando come ennesimo espediente per ricavare profitti di carattere economico.
Il primo film, "You are (not)" alone, sembrava avvalorare la mia teoria, risultando una sorta di sinossi leggermente modificata dei primi episodi della serie. Il "Can (not) Advance", al contrario, stravolge completamente la storia, partendo per la tangente e infilandosi in binari totalmente diversi.
Sorge dunque il dubbio su quale sia il vero obiettivo degli autori, se non il palese e deprecabile tentativo di rendere oltremodo mainstream un'opera che nel suo più profondo intimo non lo è affatto, per così deturparla irrimediabilmente.
"Deturpare" è appunto il predicato corretto per definire ciò che il Rebuild sta facendo e che, ahimè, penso continuerà a fare con i successivi film.
La risultante consiste in un'opera incredibilmente curata sotto l'aspetto tecnico-grafico, sia per le animazioni fluide sia per i dettagliati sfondi - per non parlare dell'utilizzo abbondante di CG ed effetti speciali di grande effetto - ma trascurata dal punto di vista contenutistico fino a sembrare addirittura qualcosa di completamente diverso. L'insieme di tutti questi fattori evidenzia come si sia voluto esaltare l'epicità delle battaglie e dei momenti di combattimento più intenso, perdendo completamente quell'atmosfera di alienazione e di depressione tipica della serie e, come se non bastasse, tutto l'insieme d'introspezione che rendeva Evangelion unico. I personaggi ne risultano stravolti e "diversi", si inseriscono indesiderate scene di fanservice e di allegra vita quotidiana senza approfondire nessun personaggio bensì presentandone addirittura uno nuovo soltanto per dedicargli meno di cinque minuti di presenza in tutta l'opera.
In ultima analisi il Rebuild distrugge ciò che era lo spirito di Evangelion, la sua anima più profonda, andando ad appiattire in modo vergognoso i personaggi fino a stravolgerli completamente, spazzando via l'atmosfera di pessimismo e d'introspezione per dare spazio a una spettacolarizzazione esagerata e megalomane che, a mio parere, finisce con l'essere controproducente.
Potrei disquisire per ore se non giorni sui difetti di questo film, ma non penso sia producente dilungarsi in questo senso e preferisco terminare così la mia "invettiva" senza esacerbare il lettore con ulteriori pedanti argomentazioni, le quali non sarebbero altro che il riflesso del mio disprezzo.

Zoro
Per l'anime Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 4 Evangelion è stato una delle cose più stravolgenti della mia adolescenza. E' stata una serie in grado di divertirmi, spiazzarmi, commuovermi, togliermi il sonno. Il primo episodio del rebuild mi aveva fatto ben sperare: grafica migliorata, angeli stra-pompati, mi piaceva l'idea, mi sembrava non un nuovo film, ma un restauro dell'opera originale. Ma veniamo all'episodio 2.22.
Il restyle grafico continua a piacermi, la prima scena è un incipit da paura, ma mi spiace dire che è l'unico punto positivo.
Il film cerca di essere più positivo della serie (qualcuno ha detto più commerciale?) ma non ha la stessa intensità e lo stesso realismo, quello che nella serie si comunicava con sguardi e accenni, e con una delicatezza rarissima, qui è trasmesso da dei dialoghi grossolani e stucchevoli, stereotipatissimi. Io guardando la serie stavo male, percepivo il malessere dei personaggi, qui sono davanti a un semplice cartone animato.
La narrazione riesce sia ad essere noiosissima nella parte centrale sia a sembrare un riassunto nelle parti che dovrebbero essere più forti. La canzoncina da coro di voci bianche è un esempio di cattiva colonna sonora da manuale. Il personaggio femminile nuovo sembra inventato da uno scrittore di fanfiction quattordicenne, e non ha alcuna utilità, né tanto meno personalità.
Attenzione! Spoiler!
E poi, problema principale, questo film a chi è indirizzato? A chi non ha visto la serie? Allora fatelo uguale alla serie, come lo 1.0! Per i fan? Allora fatelo completamente diverso, che me ne frega a me di rivedere lo 01 guidato dal dummy che divora lo 04, se so già perfettamente come va a finire? Che senso ha inserire scene nuove deboli e tenere quelle vecchie più forti? Nella serie l'equilibrio è perfetto, il film lo manipola, e finisce per stravolgerlo, creando un prodotto pacchiano e inutile, un boccone già masticato.
Sconsigliato a fan e non.
Swordman
Per l'anime Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance è il secondo capitolo del progetto di ricostruzione della saga di Evangelion. Il primo capitolo, identificato anche con la numerazione 1.11, era sostanzialmente una versione della storia originale vista nella serie TV aggiornata ai tempi e solo parzialmente riveduta. Anche questo secondo capitolo, inutile girarci intorno, si muove su dei binari già tracciati e percorsi.
Modifiche sostanziali al modo in cui si svolgono gli eventi, all'attitudine dei personaggi (probabilmente dovuta anche ai diversi tempi cinematografici) assieme a nuove e interessanti aggiunte pongono di fatto lo spettatore di fronte a un qualcosa di nuovo.
Due sensazioni, quella di “già visto” e quella della novità, vanno a braccetto per tutta la durata del film portando per mano lo spettatore nel turbinio di eventi di Evangelion 2.22 You can (not) Advance.
Il film si apre subito con una delle novità più prorompenti: una sequenza inedita di battaglia tra un angelo finora sconosciuto e un inedito Eva 05 pilotato da un “Children” nuovo di zecca. Stiamo parlando di Mari, personaggio che fa la sua prima apparizione proprio in questo nuovo lungometraggio. Alla fine della fiera di lei non ne sapremo molto, neanche il nome che mi pare non venga mai pronunciato e che forse non sapremo neanche se non ci fossero state anticipazioni prima dell'uscita del film, se non che è una ragazza esuberante e molto determinata che si getta a combattere con gli Evangelion per divertimento. Per il momento la sua è un apparizione più che altro “funzionale” alla storia, una presenza non tale da oscurare l'arrivo di uno dei personaggi più amati della saga, ovvero Asuka.
Il Second Children fa qui la sua comparsa entrando in scena in una sequenza di grande impatto, degna della sua fama, piombando direttamente nello scontro con un 7° angelo del tutto nuovo in forma e caratteristiche. Asuka, che vede ora il suo cognome cambiato in Shikigami Langley, da sempre presenza fondamentale in Evangelion, viene qui a trovarsi in una posizione un po’ di secondo piano anche a causa del non infinito tempo a disposizione.
A fare quindi i conti si può chiaramente evincere che la scena sia principalmente presa dalla coppia di Shinji e Rei. Ma mentre nel primo non vediamo grandi cambiamenti è la seconda a sorprenderci: vediamo Rei in una luce più “umana” rispetto al passato. Ella appare più gentile, almeno conscia di potersi autodeterminare e di potere prendere decisioni e vestire addirittura un ruolo attivo. Questo è stato indubbiamente tra i nuovi sviluppi quello che più piacevolmente mi ha sorpreso.
Le novità non si limitano certo solo ai personaggi principali, ma coinvolgono tutto, dall'ambientazione al design degli angeli, alcuni totalmente rivisitati; una diversa luce e una nuova prospettiva mostrano gli eventi della storia tanto che anticipare qualcosa porterebbe a pericolosi spoiler per cui è meglio astenersi.
Venendo al lato tecnico non c'è molto da dire se non che il film si presenta al top sotto quasi tutti gli aspetti: ottima grafica con elementi 3D perfettamente integrati, animazioni fluidissime, musiche azzeccate e trascinanti. Tutto è reso al meglio nell'edizione italiana curata da Dynit.
Ovviamente confermati sono tutti i doppiatori del precedente lavoro. La new entry Mary viene doppiata dalla famosa Monica Ward; purtroppo non mi viene alla mente un confronto con la voce giapponese, ma ho comunque trovato che sia riuscita a cogliere in pieno il lato baldanzoso e irriverente del personaggio.
Punteggio massimo dunque per questo You can (not) Advance? Di poco, ma bisogna dire di no. Forse sarà per il già citato sopra “già visto”, ma gli manca qeal qualcosa per fare l'ultimo balzo di qualità.
Rimane sicuramente un eccellente film d'animazione che manterrà incollati alla sedia sia i conoscitori della serie TV sia coloro che hanno iniziato Evangelion tramite il primo capitolo del progetto Rebulid. Consigliato a tutti quindi, pur raccomandando un minimo di conoscenza della saga di Evangelion.
...E restate con gli occhi aperti fino alla fine dei titoli di coda perché...

Rebecca B.
Per l'anime Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8 Grafica stupefacente, colonna sonora per me meravigliosa, storia resa commerciale ma a mio avviso ugualmente incredibile e sensazionale. E allora perché Evangelion: 2.22 non prende un dieci? Perché qualcosa mi è mancato.
Evangelion è l'opera che più adoro in assoluto, un capolavoro che resta nella storia e nel cuore. La vecchia serie mi ha sconvolto, stupita, fatto riflettere e piangere. E ora, guardando questo film, ho sentito che, pur essendo bellissimo, non ci fosse qualcosa che invece era presente nella serie.
Forse sarà stata Asuka e quella scena per nulla azzeccata del plug-suit nuovo più il vederla come una costante "macchina fan-service". Forse sarà stata Rei, che avevo adorato in tutta la sua complessità di "essere vuoto" della vecchia serie, ma che ora mi sembra un personaggio semplice e basta. Sarà stato il tamarrissimo Eva-02 con le "cornine". Non so. Comunque ho sentito che qualcosa in questo meraviglioso meccanismo s'inceppava.
Questa può essere solo una mia impressione, dato che sono tutte scelte con lo scopo di rendere l'anime più commerciale e lanciarlo nel nuovo millennio, che però mi fanno rimpiangere le visioni metafisiche e sognanti della serie degli anni '90, nella quale si raggiunse un livello così alto che andò oltre la comprensione del pubblico. Ora quelle che mi trovo sono scene d'azione che sono autentiche perle, personaggi profondi e scenari apocalittici... ma basta. So che sarebbe decisamente abbastanza, ma Evangelion è molto più di questo. Non voglio fare la guastafeste o una ipercritica, ma non sono abituata a vedere la mia serie preferita in una veste così... commerciale. Mi ha distrutto la dimensione onirica in cui vedevo quest'anime, con le scene d'immensità poetica (non so neanche se esiste questo termine) dell'End.
Insomma, io ero una di quei fan che apprezzavano Eva non per le belle ragazze, ma per tutto ciò che rappresentava: un'opera coraggiosa, complicata, che ti lascia qualcosa, che riesce a farti vivere un'avventura. Ora, sfortunatamente, sta diventando una serie il cui nome significa soldi. Mi dispiace.

Franzelion
Per l'anime Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Evangelion 2.0: You Can (Not) Advance... Finalmente siamo arrivati al tanto atteso secondo capitolo del Rebuild dell'anime Neon Genesis Evangelion.
Innanzitutto a differenza dell'1.0, che era pressappoco un semplice riassunto dei primi 6 episodi con grafica spettacolare, questo film racchiude gli episodi che vanno dall'ottavo - il settimo è stato dimenticato, evidentemente non è stato ritenuto indispensabile ai fini della trama - al diciannovesimo, quindi un arco di tempo decisamente più ampio del primo film, che va purtroppo a compromettere alcuni aspetti, come l'approfondimento di certi personaggi, per ovvi motivi di tempo.
Gli angeli da combattere in questi 110 minuti saranno cinque e, come nella serie, ognuno verrà affrontato con strategie o personaggi differenti, in situazioni altrettanto varie.
Direi di parlare innanzitutto del confronto serie-Rebuild.
Innanzitutto l'eliminazione dal "vangelo" dei tre angeli presenti nella serie - in ordine Sandalphon, Matarael e Iruel - l'ho trovata decisamente azzeccata, poiché a mio avviso costituivano solo dei combattimenti riempitivi, quasi ("quasi") per allungare il brodo. Anche l'estromissione di Leliel è buona, perché quest'angelo andava a rappresentare sì dei bellissimi episodi introspettivi, ma allo stesso tempo costituiva nella serie un "finale con berserk" di troppo, facendogli perdere in qualche modo valore e credibilità, e anche in questo stesso film ci sarebbero stati due berserk, perciò la scelta è opportuna e quasi forzata. Mi spiace invece per Gaghiel, che avrebbe meritato più attenzione, anche se è stato raffigurato in maniera diversa, ma il carisma dell'entrata di Asuka è rimasto allo stesso livello della serie, quindi non ci sono molti problemi su questo.
Invece mi dispiace non poco quello splendido episodio 9 dove Shinji e Asuka si devono sincronizzare, visivamente e sonoramente eccezionalmente appagante, ma evidentemente non hanno potuto lasciarlo per motivi di tempo, o perché si usciva un po' fuori dagli schemi della nuova caratterizzazione dei personaggi che Anno sta cercando di affrontare.
Ecco, proprio parlando dei personaggi, come ho già detto all'inizio questo rappresenta uno dei punti più deboli del 2.22. Andiamo con ordine:
1 - Misato: ci viene spiegato solo il suo passato e il motivo per cui è entrata nella NERV, ma il suo rapporto con Kaji non è stato approfondito affatto, e questo è grave, spero gli autori recuperino questa mancanza nei due film successivi.
2 - Asuka: il rapporto di Asuka con gli altri personaggi non è trascurato ma è poco approfondito, e purtroppo non poteva essere altrimenti, il tempo è quello che è.
3 - Rei: qui invece è stato fatto un ottimo lavoro, direi allo stesso livello della serie, solo che la caratterizzazione qui risulta un po' diversa, Rei è cioè più umana e sensibile, cosa che non metterà d'accordo tutto il pubblico.
4 - Shinji e Gendo: come Asuka, alla fine l'unico vero limite risiede nel tempo stesso, che non permette una caratterizzazione divina come nei 26 episodi.
5 - Mari: la nuova tanto attesa children si cimenta in giusto due-tre brevi comparsate, e non abbiamo ancora modo di scoprire tutti gli aspetti del carattere o la sua ragion d'essere.
Ora tocca alla parte sonora e a quella grafica.
Qui Evangelion 2.22 raggiunge picchi inarrivabili, tecnicamente è quanto di meglio nel 2009 un prodotto d'animazione possa concepire, con delle animazioni più che ottime e una computer grafica che si mischia perfettamente ai disegni, roba da far sbavare più volte - per capirci, nell'1.0 non avete visto niente. I disegni sono curati dal genio Sadamoto e di conseguenza sono il massimo, così come il mecha design, mentre la colonna sonora è assolutamente sublime, forse la migliore che abbia mai sentito assieme a quella di The End of Evangelion, con dei pezzi ripresi dalla serie, due-tre nuovi brani semi-lirici e una splendida canzone nel finale - Dammi le ali in italiano -, che solo dopo ho scoperto si trattasse di una canzone popolarissima in Giappone, rifatta appositamente per questo film, la quale potrebbe commuovervi.
Una cosa che stona un po' in questo film sono i ritmi: li ho trovati incostanti e quasi "spezzati", con le splendide scene d'azione che non si sposano benissimo con le situazioni precedenti, e questo era un problema che caratterizzava già il primo film del Rebuild. Potrei definirla "incoerenza registica", anche se la regia c'è, ed è ai massimi livelli come il buon Anno sa sempre fare. Sempre parlando di regia, si nota con dispiacere una riduzione delle magiche e oniriche atmosfere che pervadevano diversi momenti nell'anime, questo per adattare appunto il 2.22 ad un formato più cinematografico. D'altronde il mondo di Evangelion è nato come serie, ed è abbastanza scontato che sia ideata proprio per essere racchiusa in diversi episodi e non in più film da visionare al cinema.
Non mancano delle scenette di fanservice, che mostrano come Hideaki abbia voluto indirizzare questo rebuild a una fetta di pubblico più ampia e renderlo quindi più fruibile per tutti i gusti.
Tirando le somme, nonostante gli evidenti difetti, ma anche qualche pregio, rispetto al primo e unico Neon Genesis Evangelion, se questo film va inquadrato esclusivamente per quello che è, indipendentemente dalla serie - cosa che vi consiglio di fare, invece di cercare ossessivamente riferimenti e confronti con la serie, come ho fatto io d'altronde, ma solo dopo avere visto il film senza pregiudizi e condizionamenti -, risulta comunque un prodotto di eccellente fattura, quasi un capolavoro, che non potrà non piacere né ai neofiti né agli Eva-dipendenti, sempre che non siano prevenuti.
In ogni caso sarebbe molto più sensato giudicare il Rebuild per intero quando sarà concluso, perché in questo modo è come giudicare un "pacchetto di episodi" della serie.
Comunque, se voi in 112 minuti fareste di meglio fatemi un fischio.

Pan Daemonium
Per l'anime Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 5 Attenzione! Contiene spoiler!
Ma che roba è?
So che non si inizia mai una frase con il "ma", per di più se è il capostipite, ma qui ci vuole. "Evangelion 2.22", seconda parte della tetralogia del "Rebuild", della ricostruzione - forzata - della ben nota serie, fa decadere Hideaki Anno ad autore di americanate hollywoodiane, perché in questo modo si può descrivere questo film.
Al contrario del primo episodio, che è sostanzialmente una riprogettazione grafica di una minima parte della serie originale, "You can (not) advance" propone una modifica più profonda della storia, proponendo vicende nuove, seppur seguendo il filone della trama già nota. Corre su un binario parallelo e molto vicino a quello tradizionale, praticamente.
Ciò che però sconvolge è la totale mancanza dell'anima di "Evangelion", di ciò per cui "Evangelion" è ricordato dai fan: la sua parte intima, psicologica, quella più profonda e misteriosa. Per ben due ore osserviamo l'uno dopo l'altro scontri rimodellati per apparire il più catastrofici possibile. Come dimenticare la marea di sangue che uno degli Angeli provoca alla sua morte, un qualcosa che mai si sarebbe visto nella serie originale, perché non era quello il punto di "Evangelion". Questo catastrofismo olodistruttivo in cui tutti rimangono indenni, come detto tipicamente hollywoodiano, viene supportato da una totale bufera nell'ambito psicologico.
Scomparsi i drammi interiori dei vari protagonisti, ci si imbatte in una totale mancanza emotiva che gli autori hanno cercato di mimetizzare mettendo una quantità assurda di scene di molto-poco-semi-nudo in sole due ore. Non si contano le inquadrature al sedere di Asuka. Non che nella serie originale non ci fossero e che non proponesse anch'essa momenti osé, c'erano, ma avevano un fine, erano sempre profondamente tristi - o almeno così le ho interpretate io - perché servivano a delineare la psicologia e la profonda solitudine in particolare di Asuka. Qui, invece, esse sono lì perché evidentemente si punta sul conquistare lo spettatore non più con la stessa arma di un tempo.
Probabilmente, dopo avere compreso che la cosa effettivamente cominciava a divenire ridicola, gli autori hanno cercato di rimediare riprendendo i temi di carattere psicologico (e così ci ritroviamo la famosa scena del treno, ma che oramai non è più altro che un riempitivo) e aggiungendoci un tocco raffinato: vengono maggiormente sottolineati i sentimenti d'amore/materni di Rei verso Shinji, ma la cosa non è stata ben delineata, perché risultano molto più espliciti i primi rispetto ai secondi, cosa che ritengo non proprio corretta, perché modifica un personaggio come Rei, un personaggio perfetto sotto la sua cupola di vetro che lo allontana dall'umanità che solo ogni tanto viene fuori. Qui, invece, pare che Rei abbia deciso di darsi alle cotte da quattordicenni. Shinji entra a far parte di un troppo accennato triangolo amoroso coinvolgente Rei e Asuka. Questo era già presente nella serie, o almeno lo si avvertiva, ma, tenendo presente che lì un personaggio come Asuka provava attrazione verso Shinji a causa di un profondo odio verso sé stessa e a causa della somiglianza psicologica dei due, si può ben comprendere come il triangolo presente nella serie si elevi a rappresentazione profonda e drammatica, mentre il triangolo del film sembri più una cosa bonacciona, peculiare dei soliti anime romantici che non dovrebbero avere confronto con "Evangelion".
Anche il finale non è dei migliori. Riprende bene o male un reale avvenimento della serie, rendendolo molto più pomposo e roboante, anche se pregevole è il passaggio dell'immersione di Shinji.
Un'altra cosa che non ho gradito, ma probabilmente è solo una mia impressione, riguarda il rapporto fra i personaggi. In questo film vengono riprese vicende che coinvolgono anche il primo incontro fra alcuni di essi, quindi teoricamente la conoscenza dovrebbe avvenire durante il film e non a priori. Invece mi è parso come se tutti già si conoscessero da tempo, usando una metafora potrei dire che mi è parso come se non fosse una reale "ricostruzione" di "Evangelion", ma più che altro un abbellimento usando le stesse fondamenta.
L'avere migliorato graficamente in modo idilliaco "Evangelion" non può non portare ugualmente a un biasimo per la vanificazione di tutto ciò che esso rappresentava e conteneva. Parliamo, infatti, di quattro film, quindi almeno otto ore a disposizione, non poche per potere riorchestrare in modo soddisfacente una bella storia con personaggi complessi. E' invece desolante vedere come questo tempo venga adoperato unicamente per scontri mecha, venendo a mancare la parte emozionale.
Tra l'altro mi domando anche quale funzione abbia mai avuto il nuovo personaggio introdotto in questo film, a parte avere fatto comprendere in tutti i modi possibili allo spettatore quanto il suo seno abbondante fosse fastidioso nella tuta.
Tanto vale che guardiate solamente "Evangelion 1.0", molto più semplicemente una riproposizione grafica di alcune scene e non un deturpamento ideologico.
Forse potremo avere un miglioramento nel 3° film, che dovrebbe finalmente essere del tutto nuovo, perché dovrebbe partire da un avvenimento, vale a dire il finale di "E. 2.22", mai visto prima. Avendo abbandonato l'idea secondo cui Anno riporterà la sonda psicologica in quest'anime, spero perlomeno che vengano creati nuovi spunti di trama interessanti e psicotici, magari partendo dalla "chiave di Nebuchadnezzar" che qui sostituisce Adam.
PS. Avrei voluto mettere 6, ma metto 5 ricordando le canzoni che sono state messe all'interno di questo film durante alcuni scontri. Assurde, davvero senza alcun senso, sembra quasi che ci prendano in giro.

Heartseeker
Per l'anime Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 'Rebuild of Evangelion 2.0' è la seconda parte del progetto di rinnovamento e riscrittura, se così si può dire, dell'originale 'Neon Genesis Evangelion': più di 10 anni dopo, Anno ha voluto rimescolare le carte in tavola e ricominciare una nuova partita rimettendosi in gioco, oppure ha voluto attuare semplicemente un'operazione di marketing? Dato che il brand Evangelion notoriamente rende parecchio, c'è chi grida alla mera trovata commerciale e chi accoglie questo progetto come la degna reinterpretazione o addirittura come il degno sequel di NGE.
Personalmente, vedendo prima RoE 1.0 e poi questo 2.0, ho avuto l'impressione che Anno voglia rendere 'Evangelion' più appetibile a un maggior pubblico possibile, voglia rendere RoE meno "denso" della serie originale (e per me NGE ha la densità di una stella di neutroni, per fare una proporzione), più bilanciato verso la normalità, ma senza rinunciare ai capisaldi "made in Eva", come l'introspezione dei personaggi - in misura minore, e l'introspezione è sempre stata una cosa che qualcuno non ha apprezzato appieno - e le citazioni psico-filo-religiose a palla. Ma comunque il trio delle meraviglie Asuka-Rei-Shinji è meno dilaniato dai problemi che aveva nella serie regolare, se vogliamo: Asuka è meno egocentrica, Rei meno algida e leggermente più aperta, più umana; Shinji mostra una punta di coraggio in più, ed è questa limatura dei tre piloti l'inizio del nuovo binario decantato da Anno.
Sì, perché se in 'You Are (Not) Alone' si arrivava al sesto episodio della serie regolare senza particolari novità, se non per una fastosa realizzazione tecnica, qui assistiamo a diversi avvenimenti che se non sconvolgono fanno comunque molto riflettere chi ha visto con attenzione NGE. Mari, la nuova pilota, appare un buon personaggio, che dal mio punto di vista mancava caratterialmente nel cast, ma si ha ancora tempo per approfondire il suo carattere e sopratutto il suo passato.
Qualche scelta del plot è quantomeno audace per chi conosce Evangelion, e se non approfondita nei prossimi film rischia di diventare buttata lì, senza spiegazioni plausibili, anche se io ripongo molta fiducia in Anno e credo che risolverà i vari misteri e avvenimenti diciamo "strani" che avvengono durante You Can (Not) Advance.
Un merito va alle animazioni e alla parte tecnica in generale, assolutamente fantastica, e c'è la speranza che RoE si concluda del migliore dei modi con un finale degno del nome che porta questo remake - sequel? Come suggerisce qualcuno? E' ancora presto per dirlo. Bisognerà aspettare per vedere come si evolveranno le cose: la serie regolare di 'Evangelion' rimane e rimarrà per tantissimo tempo ancora incisa nella pietra, sta ad Anno decidere se provare a scriverci sopra con un evidenziatore nero rischiando di offuscare tutto oppure girare la tavola e riprendere in mano lo scalpello dell'epicità. Intanto do 8,5 arrotondato a 9 per questo lavoro, per il coraggio di alcune sue scelte e riservo un augurio per il proseguimento di Rebuild of Evangelion. Provvisoriamente, lo trovo un gran bel lavoro, aspettando con ansia un altro anno, in attesa di elevare o abbassare l'opinione che ho di questo Rebuild.
hallymay
Per l'anime Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 7 Riprendere in mano una storia che ha avuto un immenso successo di critica e pubblico come 'Neon Genesis Evangelion' è stato veramente un atto di coraggio al limite dell'azzardo da parte di Hideaki Anno, il regista e autore della saga. Era veramente dietro l'angolo il rischio di ricavarne fuori un'immensa schifezza visto il pesantissimo fardello che aveva alle spalle e le attese che si sarebbero scatenate da parte dei fan.
Tutto questo però non è avvenuto grazie a Dio: il primo 'Rebuild of Evangelion 1.0' è stato un film dalla fattura tecnica eccellente e ha passato più che bene l'esame dei fan. Il punto però è che il primo film era solo un riassunto ben fatto dei primi sei episodi della serie. E' da questo secondo film però che può essere stilato un primo (e provvisorio) giudizio del progetto di Anno, visto che è con 'Rebuild of Evangelion 2.22' che si possono vedere le prime vere differenze con la trama originale.
La trama di fondo è sempre quella: Shinji Ikari è il pilota dell'Eva 01 e è suo compito combattere, con il supporto dell'agenzia Nerv, gli Angeli, degli esseri la cui provenienza e la cui vera origine sono oscuri a tutti, ma di cui sa benissimo lo scopo: distruggere l'umanità provocando il Third Impact. Devo fermarmi qui, perché con 'Rebuild of Evangelion' lo spoiler, almeno per gli appassionati, è sempre dietro l'angolo.
Nonostante, come già accennato prima, il pesantissimo fardello alle spalle, anche questo secondo a mio avviso film passa l'esame. La trama è interessante, vedere come sono stati reinterpretati i tanti dubbi e misteri che avvolgevano la trama di Neon Genesis Evangelion fa appassionare lo spettatore, non ho mai avuto la sensazione di vedere un minestrone riscaldato pensato per fare soldi alle spalle della serie del 1995.
Il comparto tecnico è eccezionale. A mio avviso sia il primo che il secondo 'Rebuild of Evangelion' sono gli anime dove l'animazione in 2d e la computer graphic riescono a amalgamarsi meglio, diventando sullo schermo un tutt'uno e portando il film a essere una vera meraviglia per gli occhi.
Insomma l'oltraggio pare non esserci stato nemmeno questa volta e anche 'Rebuild of Evangelion 2.22' secondo me passa l'esame.
Allora perché mettere solamente 7 e non un voto più alto? Premettendo che qui va ci va molto più in ballo il mio gusto personale che l'osservazione oggettiva, credo che 'Rebuild of Evangelion' manchi praticamente di tutto quello che aveva reso grandioso 'Neon Genesis Evangelion'. La serie animata del 1995 è stato un terremoto che ha letteralmente squarciato la storia dell'animazione giapponese tra un "prima" e un "dopo" Evangelion. Una serie in cui a una trama estremamente complessa si univa una caratterizzazione dei personaggi rivoluzionaria. Abbiamo Misato, che si maschera dietro l'aspetto di donna allegra ed esuberante per nascondere il fatto che soffre terribilmente la solitudine; Asuka, che cerca disperatamente di primeggiare in tutto perché pensa che è l'unico modo per farsi notare e quindi amare dagli altri; Ritsuko, la più cinica nello svelare i tentativi fallimentari delle persone che la circondano di creare in qualche modo un legame; infine Shinji, il protagonista, l'antieroe per eccellenza. Insicuro, incapace di stabilire una relazione sincera con chicchessia, restio a fare scelte o a prendere vere responsabilità, a parte avere puerili e inutili scatti di ribellione contro l'autorità costituita, completamente disinteressato e pressoché disinformato della sua missione.
Molti altri anime negli anni a seguire hanno cercato di riprendere gli elementi più di spicco di 'Neon Genesis Evangelion' (come 'Gasaraki', 'Lain', 'Raxhephon'...) senza però avere mai la stessa carica dirompente e innovativa del modello a cui si ispiravano, cementando ancora di più il suo mito.
Benissimo, nemmeno 'Rebuild of Evangelion' riesce ad eguagliare la qualità del suo predecessore, anzi, pare proprio non provarci. Questo film infatti sembra ci stia anticipando che la nuova saga di Eva abbia la specifica intenzione di prendere un tracciato molto più rassicurante rispetto all'anime del 1995. Tutti i personaggi infatti, Shinji compreso, sono decisamente molto più bidimensionali e non hanno quella carica di negatività che permeava la serie televisiva, rendendola di puntata in puntata sempre più claustrofobica. Anzi, pare proprio che le cose gli vadano molto meglio rispetto a 'Neon Genesis Evangelion' visto che appaiono tutti decisamente più rilassati (persino Rei Ayanami!). La trama del film in sintesi non ha particolare interesse per i suoi personaggi, è molto più incentrata sull'intreccio generale e sui misteri che lo circondano. Lo stesso sviluppo poi non spicca particolarmente per originalità, innanzitutto perché riprende molte situazioni già viste nell'anime, e poi perché tutto procede in maniera abbastanza lineare, come un normale film di fantascienza. Scordatevi quindi le apocalissi e i trionfi visivi di 'The End of Evangelion'.
In sostanza 'Rebuild of Evangelion' è un ottimo film di fantascienza con i robottoni... e basta. Manca però del tutto del dramma, del cuore, della brutale crudezza narrativa e del coraggio espressivo che hanno reso 'Neon Genesis Evangelion' ormai un classico dell'animazione giapponese. Ed è sinceramente un peccato che non si sia colta l'occasione di gettare, come nel 1995, nuovamente il cuore oltre l'ostacolo presentandoci qualcosa di rivoluzionario come sedici anni fa.
E' un 7 ovviamente provvisorio: probabilmente il 3° e il 4° Rebuild sapranno mettere le ali a questa nuova saga. Per adesso abbiamo tra le mani due ottimi film che sicuramente non spaccheranno in due il mondo tra sperticati fan e detrattori integralisti vista la loro intrinseca canonicità narrativa. In poche parole: ottimi, ma non straordinari.

Bramoki
Per l'anime Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 Sono un fan accanito di Eva, ho fatto la scelta di non recensire mai la serie in quanto non potrei mai renderle giustizia, e, francamente, questo film è a mio parere una delle perle che Anno ha donato con questa saga.
Non è la serie originale, nessuno lo sarà mai, ma quando il progetto è come chiaramente anticipato una rivisitazione dell'originale, non si può a maggior ragione fare un paragone. La trama è stata resa sì più semplice (ci sarebbero voluti sei film sennò), ma a mio parere più epica e spettacolare, oltre che per necessità più veloce nel ritmo.
Necessità dettata dal fatto che in quattro lungometraggi - oltre al fatto che non vedo il senso di fare critiche alla trama di un film che non ha un inizio e non ha una fine essendo il capitolo centrale - non si poteva dare la complessità della serie, e anche la caratterizzazione necessariamente inferiore all'immensità dell'originale che viene criticata era impossibile da riprodurre.
Faccio notare inoltre che, i rapporti tra i personaggi, più che semplificati io li vedo semplicemente cambiati, perché la Rei di questo film ha un rapporto con Shinji molto simile a quello che si sviluppava nelle parti finali della serie; questa anticipazione dell'evoluzione del loro rapporto è dovuta a una scelta attuata da Shinji che nella serie non accadeva, ovvero il suo cercare di avvicinarsi ad Ayanami con più decisione. Ritengo questa scelta quasi un volere fare vedere cosa sarebbe successo se il loro rapporto nella serie non fosse stato stroncato da avvenimenti imprevisti - niente spoiler.
Per quanto riguarda Asuka francamente non ho visto grandi cambiamenti se non un carattere meno brusco che toglie un po' di drammaticità al personaggio.
Mari è un personaggio carismatico ma forse poteva essere approfondito di più, ma credo che nel 3.0 sarà sua gran parte del palcoscenico quindi mi esento da giudizi.
Capitolo musiche, sono a mio parere - e qua mi attiro addosso l' ira dei fan - superiori per impatto emotivo a quelle proposte nella serie (escludendo ovviamente l'Inno alla Gioia del 24° episodio), in particolare quella che accompagna il combattimento finale, a mio parere la più bella che abbia mai sentito in un anime.
Il disegno non ha bisogno di commenti, è in assoluto il migliore che ho mai visto in un'anime: ritengo il disegno eccezionale e le animazioni al limite della comprensione umana della perfezione. Tutto ciò è inoltre esaltato da scene d'azione da Oscar che ne fanno risaltare i colori e la fluidità dei movimenti.
Chiedo infine - manca poco, reggete ancora qualche riga - una cosa ai fan che si lamentano: volevate un Rebuild o un Remake? Se la risposta è remake allora questa saga la considererete un insulto alla serie; se volevate i personaggi che avete sempre amato, accompagnati da una trama avvincente ed epica e completamente nuova, accompagnati da un aspetto tecnico da primato assoluto, allora Eva 2.0 è servito, allora l' ennesimo trionfo di Eva è servito. Applausi e lacrime ad Anno.
Pagella finale
Disegno: 10.
Trama: 9.
Sonoro: 10.
Caratterizzazione personaggi: 8/9.
Globale: 9,5.

lavolpe
Per l'anime Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8 Premesso che ho cominciato la visione del film con delle aspettative basse per quanto riguarda la trama e alte per il comparto tecnico, devo dire che questo secondo capitolo della nuova saga cinematografica di EVA mi ha stupito piacevolmente anche se in alcuni momenti ha delle cadute di stile spaventose.
Come il capitolo precedente Eva 2.22 riassume una manciata di episodi dell'anime originale, ma a differenza dello 1.0 prende direzioni decisamente diverse. L'inserimento di un nuovo personaggio, Mari, è il primo passo verso quello che sarà un cambiamento radicale nella struttura della storia e nella gestione dei personaggi. L'unica cosa da capire è se l'autore abbia intenzione di utilizzare anche questo nuovo children per il capitolo successivo.
Durante la visione del film cercavo di dare un giudizio e man mano che i minuti passavano la mia opinione è cambiata molte volte. Credo che l'intermezzo sia uno dei momenti migliori per come è stato gestito, soprattutto per le scelte di regia nell'immediato inizio.
Successivamente il copione offre una vicenda che a differenza del primo capitolo ho ritenuto meno appigliata al principio del “cliffangher”. Non c'è tutta quella tensione da mozzare il fiato per il susseguirsi degli attacchi degli angeli. Invece è dedicato più spazio a scene ordinarie e quotidiane dove in qualche modo si cerca di approfondire le psicologie dei personaggi e dei loro rapporti.
Sicuramente il centro del film sta nei personaggi di Asuka, Rei e Shinji e credo che il lavoro sia in parte riuscito. Ci sono delle finezze e dei momenti molto semplici e quotidiani che in realtà racchiudono il senso intero di un cambiamento comportamentale e credo che il pregio maggiore di questo film stia proprio qui: l'avere mescolato scene quotidiane a scene apocalittiche e spettacolari.
Le prime sono ciò che rende prezioso il film: i dialoghi, le dinamiche, le reazioni dei personaggi, le inquadrature creano una tela che lega i protagonisti in modo convincente e immediato senza perdersi in profonde (e lunghe) introspezioni psicologiche che invece erano caratteristica della serie e che qui non potevano trovare spazio.
Le seconde rendono memorabile il film per la loro epicità, anche se non sono tutte all'altezza della fama di Evangelion.
Giunto qui, devo per forza parlare di ciò che invece non funziona. Infatti, mi rendo conto che è difficile dare un giudizio esauriente sulla pellicola perché gli alti e bassi ci sono eccome e corrispondono a un'incoerenza di stile e di scelte.
Ad esempio, una delle scene che ho ritenuto peggio riuscite, o meglio: mandate-a-farsi-benedire, è lo scontro con il nono angelo. La scelta della canzone con la «melodia allegra e con le “dolcissime” vocine bianche» [cit.] è una delle scelte più infelici mai viste in un prodotto di questo tipo. E la colonna sonora presenta altri momenti di vero delirio. Ad esempio, la chitarra elettrica utilizzata in un paio di momenti che non la richiedevano assolutamente e una musica che non so come definire durante una panoramica sulla vita di Neo-Tokyo 3 che vive un periodo di pace. Altri momenti invece raggiungono vette da brivido, come l'Intermezzo e l'inizio dello scontro con il decimo angelo. Per il resto, non ho avvertito quell'epicità che invece c'era nel primo episodio, ad esempio durante “l'operazione Yashima”.
Una cosa che invece non riesco proprio a spiegarmi è un passaggio del film che sembra fatto perché si erano prese strade troppo pericolose e non si avevano idee migliori di quella. Il passaggio a cui mi riferisco è la scelta di Shinji di risalire sull'Eva. E mi risulta difficile comprenderla, non tanto perché lo fa (questo era scontato), ma per come è portato a ritornare. Quello che succede non ha assolutamente senso per come è il personaggio. Manca una reazione logica davanti al robottone che lo preleva dal rifugio e lo porta alla Nerv!
Infine: le anticipazioni al prossimo capitolo lasciano intravedere già numerosi colpi di scena e mi chiedo se questa operazione sia davvero sviluppata in quattro film. Siamo sicuri che non sarà una trilogia?
Nel complesso Evangelion 2.22 è un film godibile che ho apprezzato molto, ma non è certo un capolavoro. Ed è accessibile anche da chi non ha visto la serie, ma si deve mantenere alta l'attenzione per capire tutte le finezze. Inoltre, può essere quasi visto senza conoscere il primo film: servirebbero un paio di spiegazioni tecniche (AT-Field, Angeli e Nerv) e sulle ragioni della visita in ospedale di Toji.

sylar 46
Per l'anime Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 “E chi se lo aspettava!”
Proprio così, è esattamente questo ciò che ho pensato non appena è comparsa la prima schermata dei titoli di coda appartenenti a Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance.
Personalmente infatti, al contrario di numerosi appassionati d'animazione giapponese, non ho mai considerato il brand Evangelion un “capolavoro” (e tanto per essere chiari fin da subito, non ho affatto cambiato idea), né tanto meno qualcosa di altamente avvicinabile a questa definizione così altisonante. Questo perché nonostante lo reputai discreto a suo tempo, non ci vidi comunque nessun elemento particolare da far gridare al prodigio. Gran parte di questa considerazione scaturì dal fatto che nessun personaggio principale o quasi (esclusa Misato) era riuscito minimamente a convincermi e quando accade ciò difficilmente riesco a legarmi a quel determinato titolo. I vari Shinji, Rei e Asuka infatti, chi per un verso chi per un altro, non sono mai riuscito a digerirli.
La decisione di Hideaki Anno nel volere realizzare il “Rebuild of Evangelion” con una tetralogia cinematografica, per quanto ero abbastanza scettico inizialmente, dopo avere visionato questo secondo capitolo posso dire ufficialmente che l'approvo in tutto e per tutto.
Sì, non m'importa sapere come saranno i prossimi due film - fino a un certo punto diciamo -, perché, se i primi due “You Are (Not) Alone” e “You Can (Not) Advance” avevano il compito di riassumere e reinterpretare la serie animata regolare, grazie proprio al 2.22 riesco a inquadrare Evangelion sotto un'altra luce.
Come detto dunque sono i personaggi che giocano un ruolo fondamentale in questa saga e rispetto alla serie regolare, chi più chi meno, si differenziano abbastanza. Il cambiamento che più stupisce è senz'altro quello di Rei: la gelida e distaccata ragazza che abbiamo conosciuto in passato mostra aspetti ed emozioni che francamente mai mi sarei aspettato per il suo personaggio - a voi scoprirli.
La stessa Asuka, per quanto rimanga il solito peperino petulante, mi risulta meno odiosa rispetto all'anime, anzi, in un paio di circostanze fa quasi tenerezza - idem come sopra.
Anche il passivo Shinji sembra molto più attivo (scusate il gioco di parole), socievole e soprattutto convinto dei suoi mezzi.
Ai fini della trama la novità più importante di questo secondo film è l'ingresso in scena di un nuovo pilota: Mary, una ragazza che per qualche atteggiamento sembra ricordare Asuka. Di più non posso dire in quanto non si ha modo di approfondirla dato le brevi comparsate in cui è possibile inquadrarla. A lei è affidata l'unità 05 comunque.
Così come l'1.11, anche il 2.22 eccelle sul profilo tecnico, anzi, se possibile riesce a fare meglio: se i disegni, le animazioni e i colori si miscelano al meglio fra loro, anche grazie all'aiuto della grafica digitalizzata, facendosi apprezzare senza sforzo alcuno, a questo giro menzione speciale va alle musiche che durante il lungometraggio ci deliziano l'udito, non ultima quella degli istanti conclusivi che risulta davvero coinvolgente.
Anche per il 2.22 è stato ottimo il lavoro svolto dalla Dynit che, nel confermare ovviamente lo storico cast, ha affidato il ruolo di Mary a Monica Ward che, indimenticabile prima voce di Kyoko Otonashi in Maison Ikkoku fra le altre, a conti fatti, mi sento di promuovere pienamente.
Per chiudere, consiglio caldamente la visione di Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance soprattutto a chi come me non ha mai sopportato più di tanto l'impostazione caratteriale di determinati personaggi nel corso della serie regolare. Se nemmeno così vi dovessero stare bene, beh, passate ad altro che è meglio.
Ai fan della saga è inutile dire niente invece, l'avranno già visto tutti suppongo, vero?!

Tacchan
Per l'anime Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Non posso negare che sto decisamente preferendo la visione di questa nuova versione cinematografica di Evangelion alla serie TV, e in particolare questo secondo film l’ho trovato più appagante del primo.
La serie TV offre più introspezione e dilata lo spazio offerto ai veri personaggi, con una maggiore caratterizzazione psicologica di ognuno. In mezzo alla serie venivano dedicate intere puntate ad analizzare particolari aspetti del carattere dei protagonisti e anche i comprimari trovavano il loro spazio. Questa scelta non è priva di controindicazioni, visto che inevitabilmente sfociava in rallentamenti narrativi che non sempre sono riuscito ad apprezzare. Non posso negare di avere trovato a tratti il lavoro d'introspezione eccessivo e onestamente non avrei gradito vederlo riproposto in questa nuova versione cinematografica: credo che si sia già detto quello che c’era da dire e che qualsiasi revisione in tal senso avrebbe fatto più danni che altro.
Questo nuovo progetto cinematografico dedicato a Evangelion inizia con un primo film che onestamente non sono riuscito ad apprezzare fino in fondo in quanto ha introdotto novità solo marginali a quanto già conoscevo. Da parte mia non mi bastava rivedere la vecchia serie compressa nei tempi e con uno stile grafico aggiornato e al passo con i tempi. Nel secondo, sono stato accontento.
Evangelion torna e strizza l’occhio alle nuove generazioni, quelle che magari conoscono la vecchia serie solo per fama e che magari pensano di potersela gustare con questi film. Non sanno che troveranno un prodotto diverso, che a tratti condivide con l’originale solo situazioni e protagonisti. Shinji, Rei e Asuka non hanno molto spazio, appaiono più lineari, li vedremo infatti sopratutto in azione, con solo pochi riferimenti ad alcune sequenze e puntate chiave che avevano reso popolare la serie televisiva.
Il film dura solo 2 ore, copre un’ampia gamma di eventi e, a togliere spazio alla caratterizzazione dei protagonisti, vi è anche l’introduzione di un nuovo personaggio. Gli sceneggiatori prediligono l’azione, gli scontri, e preferiscono puntare su sequenze d’impatto, sia visivamente sia psicologicamente, con un’esasperazione delle situazioni che va a sostituire i tempi spesso dilatati che avevamo nella vecchia serie televisiva, con un’introspezione più intimista e che evita di prendere facili scorciatoie.
Il risultato? Per quel che mi riguarda ho trovato in questo secondo film quello che mi aspettavo: spettacolarità, dinamicità e comunque un tema che rimane interessante. Vengono introdotte variabili ed eventi che si discostano dalla vecchia serie televisiva e, se a qualcuno tale scelta può dare fastidio, per quel che mi riguarda viene rinnovato il mio interesse per un soggetto che già conoscevo e che difficilmente sarei riuscito a seguire per l’ennesima volta con entusiasmo. Inoltre Evengelion 2.22 strizza l’occhio a un pubblico occasionale, che trova ora un’opera più accessibile e meno elitaria dell’originale.
Dal punto di vista tecnico vengono profusi tutti gli sforzi nel cercare di rendere al meglio la spettacolarità degli scontri e viene enfatizzato l’impatto emotivo che questi hanno sui personaggi, a volte anche andando un po’ sopra le righe. Il tutto è coadiuvato da un adeguato accompagnamento musicale che, complici le nuove tecnologie, ovvero maggiore definizione dell’immagine grazie al supporto BluRay e ottima resa sonora grazie agli impianti 5.1, si dimostra decisamente d’effetto.
Per concludere, questo film mi è davvero piaciuto e lo consiglio.
L’unica remora è per coloro che speravano di trovare in esso ulteriori approfondimenti a quanto già raccontato in sede di serie televisiva: troverete un prodotto nuovo, diverso e sicuramente più leggero. Per quel che mi riguarda non è un aspetto negativo, anzi, è proprio quello che speravo di vedere.

Kary89
Per l'anime Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 7 ATTENZIONE: CONTIENE LIEVI SPOILER, LEGGETE A VOSTRO RISCHIO E PERICOLO.
Delusione. Questo subdolo, nefasto sentimento si è manifestato senza alcun sospetto nei primi minuti di trasmissione e si è rafforzato, nutrendosi delle mie aspettative e fagocitando i ricordi nostalgici, durante il resto della visione, appropriandosi con fastidio del mio animo.
Parto dagli elementi positivi, ovvero la realizzazione tecnica, la quale mi ha sorpreso nel precedente 1.11 e ha confermato la sua grandezza in questo capitolo. La cromia è stata perfezionata, i vecchi personaggi ridisegnati ex novo e i nuovi (cioè Mari) resi intriganti in look ed espressioni facciali, le animazioni sono convincenti, gli effetti in cg raggiungono il loro obiettivo senza fare risultare ridondanti o stridenti le scene disegnate. Avrei da discutere sul restyling di alcuni Angeli e sulla sparizione della musica classica dal comparto musicale ma, dato che queste opinioni sono imputabili al gusto personale, mi fermo qua.
Mi chiedo che senso abbia questo progetto rebuild, se doveva proseguire così. La soluzione trovata non accontenta i fan di vecchia data che si sarebbero accontentati di un restauro grafico e non sazia neanche i neofiti di NGE o coloro che non hanno mai trovato niente di particolare nella serie del '95 e ha guardato questi film per dare a Anno una seconda opportunità. Fra questi, i primi non capiranno un benemerito della trama tanto è confusa, e i secondi troveranno intatti i difetti dell’originale con l’aggiunta di personaggi stereotipati e quadretti familiari da harem fra un combattimento spettacolare e l’altro.
Eh, i personaggi. Non che quelli di NGE si debbano amare o comprendere per forza, però bisogna ammettere che hanno una personalità e degli atteggiamenti da spiazzare lo spettatore occasionale. Per cominciare, sono depressi e inattivi; per continuare, ognuno ha dei motivi per allontanare il prossimo; per concludere, si presentano in maniera da rendersi odiosi a chi li conosce per la prima volta.
Ora, era più originale lo Shinji che “non vuole più salire sull’EVA”, che si disprezza e si “vede vivere” o quello del rebuild che va in berserk e si ribella ai suoi superiori pur di salvare la persona amata (da quando e perché non viene spiegato) in uno sfavillio di onde energetiche multicolori? Una Rei “vuota” o la timida adolescente innamorata che cucina pasti per il fidanzatino? La prostituzione di Misato con ogni uomo di sesso maschile per colmare il padre scomparso o lo scialbo triangolo amoroso fra lei, Ritsuko e Kaji? Per non parlare di Asuka, che nel film compare giusto giusto per farsi vedere seminuda e nel confessionale prima di finire massacrata per lasciare spazio alla rivale Rei, assai più popolare sul fronte del merchandising.
La nuova entrata, Mari, risulta non pervenuta, ovvero compare sì e no in un paio di scene, sperando che si faccia conoscere nel successivo capitolo; Kaworu fa capolino dal nulla per garantire una permanenza duratura e non deludere così le fan girl.
Da notare che non ho ancora fatto accenno alla trama per numerosi motivi: intanto perché che possa piacere o meno fa ancora parte della sfera personale, poi perché gli eventi principali si sono mantenuti pur con delle variazioni rispetto all’originale, infine perché la storia di base non mi è mai parsa l’elemento caratterizzante del mondo Evangelion. Però una questione è inconfutabile, ovvero è spiegata male, risulta impossibile capirci qualcosa senza aver visto NGE, ed è questo che porta a uno scellerato confronto le due opere, scontro dal quale rebuild, per quello che finora ha mostrato, esce sconfitto per ragioni indipendenti (i tempi cinematografici) o meno (le scelte registiche) dalla sua natura. Eppure la rimozione compiuta in due film su 4 di tutte le sfumature cabalistiche-psicologiche-filosofiche-religiose-satiriche avrebbe dovuto aiutare a “snellire” la sceneggiatura e renderla fruibile a una maggiore utenza, e invece lo spazio liberato viene occupato da spossanti sessioni di combattimento e quadretti bucolici inutili e conditi da superflue dosi di fan service. Questo, proprio, non riesco a spiegarmelo.
La media tra la tecnica e l’anima porta a un 7 scarso, il che fa di Rebuild of Evangelion un pessimo rappresentante del genere mecha e un film mediocre in generale. Non me la sento di dare un voto superiore solo perché è Evangelion o è firmato da Hideaki Anno. Guardatelo senza farvi troppe aspettative e riuscirete a godervelo.

DankoDeadZone
Per l'anime Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Do 9, quasi 10 come voto. Contiene spoiler, leggete a vostro rischio e pericolo.
"Signorina Misato, ma non dovevamo girare a destra a quell'incrocio...?"
Ed è qui che c'è la curva verso un nuovo finale. Una storia nuova, totalmente diversa da come ce la immaginiamo. Se il primo film era un "semplice" Reboot, Evangelion 2.22 - You Can (Not) Advance è ciò che ci fa presagire quanto sarà interessante e a mio parere meraviglioso il resto della tetralogia. Elencarvi tutti i cambiamenti dalla trama originale sarebbe troppo, e sarebbero comunque troppi spoiler. Ma tutti quanti questi cambiamenti a mio avviso sono giocati a favore, rendendo il seguito del primo film una bomba a orologeria che scoppia proprio alla fine con un colpo di scena inaspettato.
Le scene migliori, secondo me, sono quella del combattimento contro l'Eva 03, a mio parere reso ancora migliore di quello presente nella serie grazie al cambio di pilota (scoprite voi chi c'è a bordo stavolta, ahrahr) e la successiva battaglia contro Zeruel, il mio angelo preferito - peccato che stavolta non tira fuori le sue braccine di cartapesta, eheh.
Ci sono molti modi per raccontare una storia e se essa fa emozionare quanto il primo tentativo di raccontarla, allora va bene così.
Non so voi, ma io non vedo l'ora di vedere il terzo.

Kanji
Per l'anime Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 Cosa dire di questo film se non che è per me è eccezionale. Finalmente la trama entra in una fase del tutto nuova, molte sono le modifiche, anche se in apparenza irrilevanti, che rendono però il film speciale e che di sicuro stupiranno non poco i fan della serie che ritengo apprezzeranno anche quegli elementi di fanservice presenti in quest'opera.
I personaggi sono stati resi leggermente diversi nei comportamenti rispetto ai corrispettivi della serie televisiva. Per esempio Rei è molto più aperta del solito, e Shinji è meno passivo.
Per quanto riguarda il comparto tecnico, si può dire che è a dir poco travolgente: le animazioni sono ottime e vanno a braccetto con gli effetti speciali prodotti in digitale. La colonna sonora poi l'ho trovata epica, i brani a mio avviso sono emozionanti. Personalmente, "Evangelion 2.22: You can (not) advance, lo ritengo il miglior film anime dell'anno, infatti pochi sono i difetti a mio parere. Questo film per me farà saltare di gioia i fan più incalliti di Eva e si farà apprezzare anche da quelli che non lo sono.

Dar(epic)win90
Per l'anime Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Ho aspettato a lungo questo film, essendo un fan della serie e degli altri film. Che dire, sono un po' rimasto deluso dalla ri-caratterizzazione di Asuka e dall'atmosfera diversa. Asuka è sempre un personaggio combattivo, intendiamoci, ma qui è decisamente più arrendevole rispetto alla serie. Poi manca quel rapporto d'amore e odio tra lei e Shinji. Non c'è una vera scena di tensione tra i due, nessun odio da parte di Asuka, semmai una leggera antipatia. Anche perché, a dirla tutta, il film non si concentra tanto sul loro rapporto, quanto quello tra Shinji e Rei, quest'ultima incredibilmente dotata di, seppur senza esagerare (non sia mai che decida di non pilotare l'EVA usando la scusa: "Oggi no, ho mal di testa". Quel destino tocca sempre a noi comuni mortali), libero arbitrio. Sì, e sorride senza che qualcuno le dica di farlo. Fa piacere vedere la lenta maturazione di un personaggio tanto carismatico per un fan.
Riguardo all'atmosfera, è proprio quella mancanza di tensione tra i vari personaggi a rendere il tutto un po', almeno per me, deludente. Ma non proprio deludente, dato che ho apprezzato molto il film. Direi diverso, ecco.
Sulla realizzazione tecnica, beh, è venuto fuori qualcosa d'impressionante: animazioni fluidissime e computer grafica che secondo me non stona minimamente con le altre sequenze, "mimetizzandosi" per bene. Non ho gradito la scomparsa - o il restauro? - di Gaghiel.
Riguardo al nuovo personaggio femminile, Mari: boh, non so se mi garba o meno. Certo che la voce di Lisa Simpson potevano risparmiarsela, in quanto sembra che il personaggio abbia una voce da adulto. Per il resto, il doppiaggio è su ottimi livelli, al pari della serie - e certo, sono gli stessi doppiatori.
Parlando della trama, sebbene preferisca quella originale, ho gradito i vari cambiamenti, escludendo i "difetti" di cui ho già parlato. Mentre il precedente film era una mera riproposizione dei primi 6 episodi, questo prende leggermente le distanze dalla serie. Senza tuttavia snaturarla.
Insomma, se vi è piaciuto il primo film, questo vi piacerà di più. Consigliatissimo, che siate fans o meno. In tal caso, meglio che vediate prima Evangelion 1.0, ovviamente.
Nae
Per l'anime Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Premetto che ho amato Evangelion, che posseggo tuttora in VHS, ma non ho apprezzato molto i film rifacimento dell'ultimo episodio e quando ho saputo che la storia originale (come la vedeva Anno) era più vasta e più diciamo sfaccettata, invece che incentrata sollo sul "percorso" dei tre piloti per arrivare all'ultimo angelo, mi sono subito incuriosita e ho iniziato a sperare. Speranza ben riposta, è arrivato il miracolo, quello che quel che considero un disastro di ammasso di film per me non è riuscito a fare.
Anche il primo episodio mi è piaciuto, ma mi ha lasciato l'incertezza che il Rebuild sarebbe stato solo un ricalco della serie, essendo l'1.0 una specie di riassunto delle puntate.
Invece no, è davvero come annunciato, il Rebuild è proprio un approccio diverso che si ha alla trama di fondo e alla psicologia dei personaggi. Si dà spazio al lato umano, ma non si dimentica il concetto di fondo, cioè che c'è una guerra infernale e la faccenda piloti minorenni stra-problematici viene analizzata da un lato meno filosofico e più realistico.
In questo secondo episodio finalmente c'è la svolta, appare Mari, il pilota dell'unità prototipo armamenti pesanti e finalmente si vede che, come con Asuka, in parte, qualcuno di veramente addestrato e con i contracavoli c'è in giro, qualcuno che non va in panne se gli staccano un braccio (lecito per i Shinji, della situazione "non addestrati al dolore"), e non sviene perché la connessione mentale è troppo vivida. Non che Mari non soffra, ma è addestrata al combattimento nel senso più pratico che c'è. Niente lagne, fino a che è in grado di muoversi combatte, giustamente fuori di testa nella personalità, che spero nel 3.0 gli autori eviscereranno, ma assolutamente necessario al cambio che si vuole dare rispetto prima versione.
Il tutto senza sfidare la prima serie del '95, il Rebuild è solo un altro modo di guardare le cose, l'ho trovato bellissimo, non si fa nessun attentato alla serie e non se ne travia la colonna portante.
Molto bella è anche l'idea di dare a Kaworu un ruolo meno marginale, in questo 2.22 per ora non si è visto moltissimo, ma lascia ben sperare per il 3.0.
Nel 2.22 non c'è l'effetto maratona del primo episodio, anche se è molto bello sia l'incalzare dell'arrivo degli angeli sia vedere come questi invadono i momenti pacifici, e trovo geniali quelli di valutazione interiore dei personaggi, in quanto si vede veramente come crescono qui i personaggi, il cambiamento di Rei, quello di Asuka e, più indietro rispetto gli altri, ma voluto, quello di Shinji. C'è meno filosofia nell'analisi della psicologia dei soggetti, si va più sul pratico e trovo sia davvero più onesto per degli adolescenti, risulta meno ottenebrato il tutto e più analizzabile nella progressione che questi ragazzi hanno vivendo in una vita infernale dove si devono ritagliare una pseudo-vita.
Venendo al comparto tecnico, direi spettacolare: il mecha design ritoccato degli Eva della serie e di quelli nuovi lo ritengo spettacolare. Il design più flessuoso e multiforma degli angeli lo trovo azzeccatissimo, i paesaggi e le inquadrature sono gestiti benissimo, e il movimento e i momenti di azione sono gestiti perfettamente. Il comparto sonoro è davvero notevole, con, secondo me, le stesse politiche della serie nei giochetti di musica distensiva su scene raccapriccianti, che finiscono per evidenziare di più la tensione del tutto amalgamando ogni cosa. Lo ritengo davvero stupendo.
Che dire in conclusione: il 2.22 è consigliatissimo, ma non solo ai fan della serie storica, anche se potere fare la doppia valutazione credo che, per chi come me era adolescente al tempo della prima visione di Evangelion, sia fantastico.

ganj
Per l'anime Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Finalmente arriva la seconda parte dell'attesissima versione cinematografica di Neon Genesis Evangelion.
Partendo dalla trama, a differenza del precedente film, questo film segna un punto di rottura con il passato. Da metà film in poi, la storia si muove su binari diversi rispetto alla serie televisiva, il cui punto di differenza massima è nel finale del film. La volontà di Anno di creare qualcosa di nuovo prende forma e il Rebuild si mostra finalmente come "novità" e non come semplice sommario della serie.
Visti i tempi ristretti del film, i nuovi elementi che emergono vengono però poco approfonditi e lo spettatore si ritrova davanti una serie di informazioni enorme, la cui comprensione non è adatta, a differenza dello scopo originale del Rebuild, a chi non ha visto la serie televisiva.
Le novità più importanti si ritrovano sia nello sviluppo dei fatti vero e proprio, sia nello sviluppo dei personaggi.
Quest'ultimo punto, che ha decretato la grandezza di Eva come anime, viene praticamente ribaltato per il personaggio di Asuka, la quale non è più la ragazzina introversa e arrogante della serie (se non all'inizio), ma finisce per comprendere il vero valore dell'avere degli amici e della collaborazione degli altri, prima del suo tragico incidente.
Questo punto appare un po' forzato, perché, riguardo a quello che si è visto, non ci sono stati fatti di particolare significato che hanno coinvolto il personaggio per fargli cambiare le idee in maniera così radicale. Forse per comprendere appieno il nuovo pensiero del personaggio sarà necessario il sequel.
Il nuovo personaggio Mari va a sostituire (se non affiancare) in un certo senso il ruolo di Asuka come pilota guerriera e determinata. Il personaggio però non è stato sviluppato per nulla nella sua psicologia e questa è forse una pecca di questo film. Anche per lei si attendono gli sviluppi del 3.0.
Il giudizio della trama comunque è ampiamente positivo, sia grazie ai nuovi elementi inseriti, sia per alla capacità del regista di non snaturare la serie, a mio avviso, ma anzi di elevarla a un livello differente senza, secondo me, fare rimpiangere l'originale.
Riguardo alla realizzazione tecnica, il film è uno dei migliori prodotti di animazione disponibili: la CG veramente ben fatta e le inquadrature cinematografiche sono in ogni situazione splendide e si nota l'impronta di Anno e del suo stile. I due nuovi Eva, lo 05 e il Mark 6, sono unici nel loro genere senza rischiare di somigliare troppo ai loro predecessori. Il design dei nuovi angeli è interessante, anche se non ho trovato il terzo angelo molto ispirato. Anche le differenze grafiche rispetto ai vecchi angeli, come Zeruel e Shahaquiel, sono molto originali e la sequenza della cattura di quest'ultimo rappresenta, assieme alla battaglia di Zeruel, il punto tecnicamente più alto del film.
Gli effetti sonori sono veramente ben fatti e il sonoro DTS presente nella versione BD rende ancora più appagante la visione. Le musiche hanno invece degli alti e dei bassi. Mentre la colonna sonora della scena della cattura di Shahaquiel è epica e magistrale, quella della distruzione dell'Eva 03 la trovo una nota stonata in una situazione in cui si doveva rappresentare la massima drammaticità.
In conclusione: il prodotto dello studio Khara, oltre a rendere giustizia alla serie televisiva, si fa largo nel panorama dell'animazione nipponica grazie al suo essere diverso dalla storia originale e alle scene girate magistralmente, sia quelle di battaglia sia quelle di "calma". La presenza di qualche lieve nota stonata, che aspetta solo di essere approfondita nel prossimo film, per me non abbassa minimamente la qualità del prodotto.
Evangelion: 2.22 è un'opera da vedere a tutti i costi, sia per la sua importanza nell'ambito dell'animazione, sia per il suo essere, a mio avviso, un prodotto d'intrattenimento ben superiore alla quasi totalità di altri film con attori in carne e ossa.

£ady K.
Per l'anime Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 Ed eccoci al secondo capitolo della saga cinematografica di Evangelion. Nel primo episodio, Evangelion 1.0: You are (not) alone, avevamo assistito alle avventure di Shinji fino al sesto episodio dell'anime, senza sconvolgimenti della trama né new entry. Perfino alcune scene e battute erano uguali, tanto da farlo sembrare, il film, più che altro un remake. Ma già dal video dopo la sigla finale si era potuto captare il segnale di qualcosa di nuovo e fresco che ci avrebbe atteso nel due. E così è stato: nuovi personaggi, nuova trama e protagonisti caratterialmente diversi dall'anime (non faccio nomi onde evitare spoiler) ci hanno accompagnato per tutta la durata del film, facendoci restare con il fiato sospeso.
Ottime sono le musiche, in particolare una nota di merito va al brano "Give me Wing", canzone davvero bella e più che azzeccata per la scena in cui si sente. La grafica è spettacolare, i paesaggi sono ricchi e particolareggiati, le espressioni del viso capaci di trasmetterti emozioni. Ottima è fluidità d'immagini, vedere gli Eva in azione è una delizia per gli occhi. L'unica nota dolente a mio parere è che con l'introduzione di nuovi personaggi si è rischiato di lasciare da parte gli altri, evitando di zoommarli come aveva fatto la saga di Evangelion.
Certo che per chi ha visto l'anime questo non è un problema, ma un vantaggio. Ma chi poverino aspetta di vedere i film per conoscere Evangelion si perderà inevitabilmente i complessi di Asuka e del piccolo Shinji.
Ah, dimenticavo: il nome di Asuka è cambiato. Devo ancora capire il perché di una simile scelta.
In conclusione, Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance è un lavoro davvero ben riuscito, con una grafica splendida, un character design spettacolare e una trama molto differente dall'originale, che non scade mai nel banale e risulta molto accattivante. Da vedere assolutamente per gli amanti di NGE, ma anche per chi si avvicina al mondo dei mecha. Massimo punteggio.

moky_v
Per l'anime Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Che dire di Evangelion 2.22, fantastico come ci si aspettava.
Graficamente è davvero benfatto, bisogna ammetterlo: i particolari del paesaggio sono perfettamente definiti (a partire dagli onnipresenti tralicci), il design migliorato degli Eva non ha potuto che valorizzare un lavoro già ottimo, la luminosità dei colori e la fluidità dei movimenti hanno contribuito a rendere i combattimenti ancora più spettacolari, in particolare quello con l'ottavo angelo, quello che precipita, e l'ultimo.
Attenzione! Contiene spoiler!
Certo per fare un lavoro simile ci saranno voluti un sacco di soldi, quindi poi arrivati alla musica, parere mio, si è reso necessario "ripescare" nei vecchi repertori. Certo è bello risentire un po' di motivetti conosciuti però, essendo un grande fan anche di Karekano, sentire le stesse identiche musiche nei momenti più importanti è stato un po' destabilizzante: vedevo il Second Impact ma pensavo ad Arima che si logorava. E' un vero peccato, perché le musiche della serie originaria erano molto belle e sarebbero state più adatte.
Per quanto riguarda la nuova storia, la trovo molto appassionante e coinvolgente, anche il personaggio di Mari è molto interessante, non vedo l'ora che sia approfondito.
Sui "vecchi" personaggi invece ho le mie riserve, ero molto affezionata ai personaggi della serie, in questo film invece si sente molto l'influenza del manga. Rei dovrebbe essere una bambola che esegue solo gli ordini che le vengono impartiti, invece ha più spirito d'iniziativa di tutti gli altri messi insieme; in più cerca di favorire il rapporto tra Shinji e suo padre, il che di per se è strano, proprio lei che non sa cosa siano i rapporti umani.
La nostra cara tsundere Asuka invece è un po' lasciata da parte: la conosciamo come una ragazza molto profonda e forte, con una storia importante alle spalle, qui invece arriva, si dà un po' di arie, viene eliminata subito e sparisce. Povera Asuka. Però l'ho vista nel trailer del 3.0, quindi magari la sua storia è solo rimandata...

Doppelgänger
Per l'anime Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10 Shinji comincia ad accettare il suo ruolo di pilota dell'Eva 01, trovando grande conforto nell'amicizia di Toji e Kensuke, nel graduale scioglimento di Rei, e in un minimo riavvicinamento a suo padre. Contemporaneamente, la battaglia contro gli Angeli va avanti, e in tutto il mondo si procede alla creazione di nuovi modelli, spesso sperimentanti nuove funzioni, e di pari passo vengono selezionati nuovi piloti.
In questo clima viene importato in Giappone l'Eva 02 dall'Europa, con il suo pilota, Asuka Shinikami Langley, dal carattere fortemente competitivo e aggressivo. Per Shinji si aprirà quindi un altro fronte, oltre a quello dei campi di battaglia: ora che ricomincia ad apprezzare la gente che gli sta intorno, vuole riuscire a stringere forti legami personali sia con Rei che con Asuka, che forse non è così forte come appare.
Nel frattempo, sulla Luna, un ragazzo dai capelli bianchi attende impaziente l'incontro con Shinji.
Non ce la faccio, devo dirlo subito: You Can (Not) Advance è bello, bellissimo, e apre nuovi orizzonti per una serie che ormai aveva detto tutto (ma evidentemente quasi tutto) ciò che aveva da dire, in tutte le salse possibili e immaginabili, tra serie tv, film, manga, e spin-off di ogni genere. Un progetto del genere va valutato sulla base dei cambiamenti che apporta alla trama, e il rischio di lasciarsi sfuggire le tante novità introdotte è forte, quindi non vi accennerò nemmeno. Osserverò solo i fatti: You Can (Not) Advance è un ibrido tra quello che è stato You Are (Not) Alone e quello che forse sarà il terzo film - conosciuto temporaneamente solo come Quickening -, ossia un misto tra eventi presi dalla serie, di cui spesso l'appassionato di questa potrà indovinare, se non l'esatta conclusione, almeno lo svolgimento, e altri del tutto nuovi, che poi sono quelli che aggiungono più gusto alla visione.
Ma il valore di questo film è che, al di là delle novità più evidenti, specie in sede di design, ma ne parlerò più avanti, saranno le nuove piccole sfumature a essere gradite. Su tutte, lo sviluppo di Asuka.
Il tema portante del film è, com'è sempre stato per il marchio, il percorso interiore dei personaggi, in special modo i Children, i piloti delle unità Evangelion, e in questo film l'attenzione è spartita tra Shinji e Asuka, e in misura inferiore su Rei. L'Asuka che si presenta a noi qui appare inizialmente identica a quella della serie, ossia strafottente e gloriosa fino alla boria. Ma proseguendo nella visione ci si rende conto che il suo personaggio ha assunto dei contorni lievemente diversi. Qui la sua non sembra tanto rabbia indirizzata solamente all'allontanamento degli altri, in quanto ritiene di dovere essere l'unica a primeggiare per valere qualcosa, ma la sua sembra più un'aggressività tradente un inconscio desiderio di attenzioni, che arricchisce l'insicurezza profonda del personaggio.
Quanto a Shinji, same old story per chi lo conosce, riconfermandosi come uno dei personaggi più complessi mai prodotti in un anime. Per Rei, noteremo dei piccoli ma curiosi cambiamenti, che vi lascio il piacere di scoprire.
Per quanto riguarda i cambiamenti apportati allo svolgimento classico degli eventi, finora, tranne un paio particolarmente rilevanti, non c'è stato nulla di veramente sconvolgente, ma tutti si presentano ottimi e in grado di stupire chi conosce la storia originale.
Due parole sul nuovo Child, Mari Illustrious Makinami. Purtroppo il suo personaggio ha avuto meno scene di quanto sperassi, e prevalentemente la si vede in combattimento. Il risultato di ciò è che si sa ben poco sul suo background, ma ciò che si vede è comunque sufficiente a delinearne i caratteri, che la pongono come una bella ventata di fresco per la serie, in quanto lei mostra un carattere più gioioso, o almeno meno paranoico, rispetto agli altri ragazzi, ed è accompagnata da una certa "animalità" nel modo di fare - che raggiunge il suo apice nella sua fissazione sugli odori. Al di là di questo, ogni commento su di lei è rimandato al terzo film, dove sicuramente verrà approfondita a dovere.
Tutti gli altri personaggi si riconfermano per quelli che conosciamo, e che quindi amerete. Giusto Kaworu/Tabris ha stimolato la mia curiosità. Come nel primo film lo si vede poco, giusto in un paio di scene, ma quel tanto è bastato ad accendere il desiderio di scoprire i cambiamenti apportati al suo personaggio, che sembra giocare un ruolo diverso rispetto a quello della serie.
Ora parliamo della grafica, e beh, che dire? You Can (Not) Advance è probabilmente l'anime, e probabilmente film d'animazione, più impressionante mai visto dal punto di vista tecnico: semplicemente stupefacente. E se questo nelle scene di tranquillità dota i personaggi di una naturalezza che li fa sembrare vivi, nelle scene d'azione si traduce nei combattimenti più spettacolari e titanici che si siano mai visti. Peccato per un uso a mio avviso leggermente eccessivo della CG, di cui sono un detrattore, ma di certo non rovina lo spettacolo. E tanta meraviglia si sposta anche nel design, che dove non si riconferma ottimo, si mostra con novità decisamente interessanti.
Molte discussioni nacquero dal restyling dello 02, con delle piccole/grandi modifiche (quelle che si notano maggiormente sono le "corna" in fronte e i reattori per planare sulla schiena), ma posso assicurarvi che in azione non stonano minimamente, e anzi accentuano la predisposizione al combattimento dell'unità, che qui sembra veramente ideata per il close-combat.
Il re-design si nota anche negli Angeli che, se non sono inventati di sana pianta, mostrano in tutti i casi un design alternativo davvero accattivante, che si amalgama perfettamente con la spettacolarità dei combattimenti, come è avvenuto nel primo film per Ramiel.
Sul fronte sonoro, anche qui abbiamo le versione ri-orchestrata dei celeberrimi brani originali, supportati da alcuni nuovi molto validi. Unica cosa un po' dubbia è la scelta di accompagnare certe scene con una bella canzoncina con una voce bianca giapponese, forse discutibile a mio avviso nel primo caso, decisamente più riuscita nel secondo, dove per certi versi rievoca The End of Evangelion. Chi vedrà credo capirà.
You Can (Not) Advance, rispetto a You Are (Not) Alone, sembra non soffrire della parziale frammentarietà, che ripercorrendo, quasi, al 100% le fasi iniziali della serie doveva fare dei tagli necessari, che avrebbero potuto rendere poco chiari certi passaggi a chi non l'avesse conosciuta. Qui il problema non mi è sembrato porsi, visto che ormai il nuovo andazzo ha preso lo slancio verso le novità, e se c'è qualcosa di poco comprensibile, è dovuto alle solite enigmaticità e "cervelloticità" della trama, quindi tutto regolare.
Se ai non appassionati potrebbe piacere, se non per la trama, che potrebbe comunque spingerli a recuperare la serie originale, almeno per la realizzazione tecnica, è indubbio secondo me che questo film verrà apprezzato in special modo da chi Evangelion lo conosce e l'ha amato, che vedrà come i realizzatori siano stati in grado di cambiare una serie storica senza snaturarla minimamente.
Voto: 9,5.

Argento
Per l'anime Evangelion: 2.22 - You Can (Not) Advance
Film di genere Azione/Fantascienza/Mecha/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9 Avete presente quelle domeniche mattina grigie, da morte nel cuore, umide che strisciano come un ragno che vuole entrarvi fin nel profondo delle ossa. Quelle domeniche bigie che preannunciano l'inverno che ancora non è ma che sarà? Quelle domeniche strascichi di sabati un po' alticci da restare fino a tardi accoccolati alla vostra ragazza o ragazzo. Ecco, in una domenica così non potevo che essere a Lucca Comics con i miei amici incazzati come iene perché avevo messo la sveglia all'alba. Come potevo altrimenti, dopo due anni di attesa, vedere Evangelion 2.0 - You Can (Not) Advance.
Ora devo ammettere che rispetto a prologo di due anni fa la qualità del comparto visivo è tutto sommato la stessa, e non per demerito di questo secondo capitolo, bensì per il livello eccezionale che aveva "Evangelion 1.0 - You are (not) alone" nel 2007, segno di quanto lo studio Kahra abbia spremuto l'hardware a sua disposizione. Lo studio autonomo di Anno in questo secondo capitolo, coadiuvato alle animazioni da Gonzo, ha dato una netta svolta di spettacolarità con effetti speciali veramente ottimi e con un rapporto delle masse che dà realisticamente idea dei volumi immensi di Eva e Angeli. Per citarne una, appunto, soltanto la nuova versione del massacro dell'Eva 03 da parte dello 01 controllato dal Dummy System è degna del miglior Romero, anche se a livello psicologico la versione della serie tv originale lasciava nel cuore un senso di tristezza non da poco.
A livello di trama otteniamo tutte quelle differenze che finalmente permettono uno sviluppo dinamico, autonomo e meritato rispetto alla serie tv originale, che nel primo erano solo abbozzate. Come il ragazzo misterioso che si svegliava sulla luna nel mare della tranquillità, con quella sua consapevolezza che trascende il tempo e lo spazio, in questo caso cinematografico, da quello televisivo. In questo nuovo film entra in scena anche la bella pilota dell'unità provvisoria dopo un cameo nelle anticipazioni del primo film, forse il solo personaggio di questa storia che pare divertirsi a bordo di un Evangelion, infatti non teme di chiedere aiuto alla bestia; poiché solo chi e simile alla bestia può sperare di batterla.
Asuka invece, a parte una cambio di cognome (Shikinami era una corazzata giapponese durante la guerra, come l'Ayanami) e di grado, ha un ruolo molto più devoto al sacrificio, nel suo come al solito maldestro modo di volere dare la felicità a Shinji.
Mentre il personaggio che evolve più di tutti rispetto a quello che è sepolto nel nostro cuore con i ricordi in formato 4/3 è proprio lei, Rei Ayanami, questa volta volutamente vera eroina di questa maestosa allegoria della realtà che è Evangelion. Sembra aver deciso, questa volta, di lottare per la sua felicità e non viceversa. E' l'antitesi di Asuka per antonomasia - è bello che certe cose non cambino nonostante il passare del tempo e i televisori sempre più sottili.
Non scordiamoci che sotto la sua corazza questo film rimane pur sempre un film sui sentimenti sui sogni e soprattutto su quella parte di noi smarrita da qualche parte là fuori. Quella parte che ci renderebbe felici o quantomeno completi. Per cui nonostante questo possa essere il migliore dei mondi possibili non possiamo fare a meno di svegliarci con un po' di amarezza da questo nuovo sogno. Ma questo è il pregio insindacabile di tutto quell'intrattenimento che, nonostante miri a vendere (la Kahra non è certo una onlus, ma ha talento, davvero tanto talento), riesce ancora a dare quel piacere di sedersi e di guardare un bel film di quelli che danno sempre meno in televisione e che riescono almeno per un po' di tempo - 112 minuti in questo caso - a farci dimenticare quei problemi che abbiamo un po 'tutti in fondo nelle nostre vite.
PS: Nel 2013 Anno dovrebbe darci Evangelion 3.0, al momento noto solo come "Epilogo". E io, nonostante la pioggia, in fondo sono già in coda per potere vedere se questa volta riusciranno a farti felice, Ikari Shinji-kun.

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