Nae
Per l'anime
Soukyuu no Fafner: Dead Aggressor - Heaven and Earth
Film di genere Combattimento/Azione/Fantascienza/Mecha
Episodi Visti: 1 su 1 ---
Voto: 7 Vedere questo film di Fafner per me era un dovere: ero rimasta comunque positivamente colpita dalla scelta di conclusione della serie animata: la curiosità sulla promessa fatta da Soushi a Kazuki - "divergerò dal tutto e sarò in grado di tornare" - è stata sicuramente una buona base, ma... non è bastata.
Fafner ha dovuto combattere con le influenze che ha subìto, da altre serie famose, ha dovuto arrancare il suo spazio come anime robotico, ha avuto un toccante OAV prequel che ha sicuramente aiutato a rendere indipendente dai pregiudizi il tutto; su questo film sequel le aspettative sono state quindi tirate allo spasmo. Insomma, c'era aspettativa e ce n'era tanta, ma è stata delusa.
La trama non è pietosa, il suo sette se lo porta a casa, sia chiaro, semplicemente non è quello che ci si aspettava e non è nemmeno qualcosa d'intenso e coinvolgente come la serie Dead Aggressor.
Siamo a un paio d'anni dal mega scontro risoltosi grazie alla geniale mente di Soushi e alla testardaggine di Kazuki, l'isola corazzata è tornata in modalità "pacifica" e sta quindi insegnando la pace, o quanto più possibile del concetto, ai suoi membri, nuovi e vecchi. Kazuki, a causa dei danni da pilotaggio del Fafner (il suo aveva un contenuto di fenrir più elevato di quello degli altri, quindi danni doppi) è ormai non vedente e il suo corpo sta cedendo ai danni strutturali, ma la sua volontà di aspettare il ritorno di Soushi è ancora inamovibile. In questi due anni tra l'altro il caro fanciullo ha chiacchierato con Soushi, senza rendersene conto, con la stessa modalità di connessione mentale tipica dei Festum.
Un bel giorno approda sull'isola una nave abbandonata che contiene però un Core contenente un Festum in forma umana (Misao), il quale dichiara di portare un messaggio da Soushi e propone delle trattative di pace o quantomeno coesistenza tra l'isola e i Festum, per altro parecchio incazzosi di recente per via di un attacco nucleare fatto dalle forze militari umane. Così ci si ritrova di nuovo nel bel mezzo di battaglie sanguinarie dove i nuovi "bambini geneticamente creati per essere utili" - proprio amore, questo - sono stati ritoccati al meglio per subire più lentamente i danni da pilotaggio e, udite udite, anche per essere batterie usa e getta per il Core dell'isola (Tsubaki), che nella fase rigenerativa di crescita sta diventando instabile e passibile di morte.
Gli scontri, in quest'OAV, sono deludenti, va detto, non hanno il pathos della serie, anche perché non c'è nemmeno mezza analisi attenta dei nuovi bambini piloti. Essi sono proprio carne da macello, e la crudezza di questo concetto passa dai senpai piloti superstiti, che nonostante i danni ingenti al corpo per via dei Fafner, pilotano per gestire questi poveracci novelli che sono anime sperdute e che, non essendo pronti, combattono come impediti o peggio da esaltati.
La scelta tattica di raccontare il problema della mancanza di tempo nell'incalzare delle battaglie, secondo me, non è criticabile. Di fatto, il senso di caos che essa dà non è affatto male. Criticabile invece è il basso livello di analisi di tutti, vecchi e nuovi personaggi, se non per piccole parentesi insignificanti. L'unica cosa su cui si calca è l'attaccamento che scade nel morboso di Kazuki per Soushi, e nella visuale di Misao, che da Festum in forma umana - ma prima ancora da Festum che era -, affascinato dalla mente divergente di Soushi, si trova in conflitto di idee nel bel mezzo della battaglia e non accetta la risoluzione prepotente e prevaricante del proprio Mir, mente guida dei Festum, Core.
La risoluzione del casino è quantomeno improbabile, secondo me, non tiene proprio come trama, e si è fatta una scelta del tipo: "Per botta di fortuna dio guarda giù e tutto va a posto", che si poteva risparmiare. Anche perché così facendo si ritorna al punto a cui si era alla fine della serie. L'unica risposta che si ha da questo sequel è quella alla domanda di Kazuki, un po' pochino direi.
Il profilo tecnico non è male, siamo ai livelli della serie, con qualche pecca in negativo, ma niente di che. Le musiche sono orecchiabili, ma meno intense, diciamo così. Le scene delle battaglie sono non curatissime e con azioni abbastanza ripetitive, ma resta il fatto che non era come fossero gli scontri il fulcro della faccenda.
Bella l'idea del concetto di divergenza dal gruppo se si ha la possibilità di vedere con un diverso punto di osservazione le cose: nella fattispecie Soushi calato nel gruppo, ma ancora unico. Il problema è che non si sono sapute gestire la trama e le interazioni psicologiche di questa, dimenticandocisi anche pezzi di analisi ottenute dai traguardi personali dei personaggi entro la fine di Dead Aggressor.
Do 7 perché l'anime è ancora Fafner, però mi rendo conto che è un voto leggermente gonfiato; di fatto, per le aspettative, quest'OAV è una delusione.
