Dogwalker
Per l'anime
Strike Witches TV
Serie TV di genere Fantascienza/Magia/Lolicon/Ecchi
Episodi Visti: 7 su 12 ---
Voto: 7 A due anni dal rilascio dell' OAV-anteprima da 8 minuti, si poteva cominciare a disperare che la serie delle Strike Witches venisse veramente rilasciata.
Dopo aver visto i primi episodi della serie TV però ci si rende conto che, nel frattempo, tipi dello studio Gonzo, devono essere stati veramente molto impegnati per... peggiorare tutto quello che si era visto.
La differenza nella qualità di animazione e disegni è quella che ci si può aspettare tra un OAV e una serie televisiva. Il Character design delle protagoniste (tutte portano il cognome e, a volte, riprendono alcune altre caratteristiche, di un vero asso della seconda guerra mondiale) è leggermente cambiato (colori dei capelli, acconciature, particolari del vestiario...) così come il mecha design (colori e particolari visibili di strike, e armi) e il carattere di alcune protagoniste (il Maggiore Sakamoto sembra molto meno rigida).
Fin qui tutte cose che ci stanno.
Altre sono le cose che lasciano perplessi.
La base di partenza delle Witches (che, nell'anteprima, sembra una tipica base militare "anni '40", un po' steampunk, con personale tecnico, hangar e basse costruzioni in legno e mattoni, costruita però, in maniera evocativa, in mezzo ad un campo di menhir) diventa, nella serie, una specie di collegio femminile di lusso "all'europea" (come lo intendono nelle animazioni giapponesi), piantato su un isola della Manica e, apparentemente, autogestito dalle streghette (dato che il personale "non magico", e gli stessi civili, sono come gli adulti dei "Peanuts": si sà che ci sono, ma non si vedono mai. Persino durante gli allarmi non si vede nessuno, protagoniste a parte, che corre al suo posto di combattimento). Ogni traccia di atmosfera steampunk è sparita, e anche la presenza della magia è, visivamente, ridotta.
Vi ricordate la bella scena del decollo dalla pista "magica"? Bene, ve la potete anche scordare. Gli strike (i "gambali" magico-meccanici delle streghette, che ricordano, per forma e colorazione, alcuni noti aerei da caccia della seconda guerra mondiale) non hanno più i carrelli. Le ragazze sono sospese in aria dal momento in cui li indossano, e la pista (che non gli serve più a molto, visto che le protagoniste possono uscire volando dall'hangar) è una normale pista in cemento.
Ve le ricordate le gonne corte e i calzoncini che alcune delle protagoniste indossavano?
Bene, potete dimenticarvi pure quelli. Adesso sono tutte direttamente in mutande, sempre, anche in viaggio o durante le cerimonie (tranne quando sono senza, ovviamente), con un effetto che spesso (quando mutandine ben poco "anni'40" sono indossate sotto rigide divise, o pesanti pastrani militari) risulta ben più ridicolo che erotico.
In compenso, si vedono i nemici. Avete presente gli Heterodyne di "Dai-Guard"?, ecco, perchè fossero più impersonali possibile, e quindi non paresse brutto armare delle ragazzine per sparargli, li hanno rifatti praticamente uguali.
Date le premesse, era difficile che "Strike Witches" potesse essere altro che un anime di pura evasione per appassionati di "mecha-musume" e "kemonomimi" e, se ai tipi dello studio Gonzo era venuta qualche tentazione in merito, è evidente che devono averci rinunciato subito (tenendo sempre presente che, finora, ho assistito solo alle "puntate di presentazione" delle varie protagoniste). Nel suo genere però l'anime è complessivamente ben fatto. Le protagoniste sono simpatiche, vi sono situazioni divertenti, il mecha design dei veri mezzi "anni '40" è fatto molto bene e, a volte, l'anime riesce pure ad essere bello e poetico (molto bella ad esempio la sesta puntata, dedicata alla "cacciatrice notturna" Sanya V. Litvyak. Tra l'altro, l'unica ad aver mantenuto la gonna). Insomma, si poteva fare meglio (bastava ricordarsi dell'anteprima) ma grossi difetti non ce ne sono e l'anime, fin qui, almeno il "7" se lo merita.