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TekkonKinkreet - Soli contro tutti
Locandina TekkonKinkreet - Soli contro tutti



Titolo Originale: Tekkon Kinkreet
Titolo Inglese: Tekkon Kinkreet - Black & White
Formato: Film
Anno: 2006
Episodi: 1
Disponibilità: Columbia Tristar (compralo su Amazon.it, su Feltrinelli)
Valutazione: 7,833 (media 8,071, basata su 14 recensioni)
Opinioni episodi: 8 Episodi promossi 0 Episodi rimandati 1 Episodi bocciati
Genere: Sperimentale, Fantastico, Avventura
Siti Consigliati: Anidb
Nazionalità: Giappone
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Nelle liste come: 2 in visione, 73 completato, 1 in pausa, 52 da vedere.
Tags: Tekkon kinkreet
Immagini: 37 (by Tacchan)

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TekkonKinkreet - Soli contro tutti 7,833 out of 10 based on 14 ratings. 14 user reviews.

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bob71
Per l'anime TekkonKinkreet - Soli contro tutti
Film di genere Sperimentale / Fantastico / Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

Lungometraggio del 2006 tratto dal manga "Black and White" di Taiyo Matsumoto, si tratta del primo film d'animazione giapponese ad essere diretto da un americano, Michael Arias (già produttore in Animatrix) per lo Studio 4°C.

La storia si sviluppa intorno alle figure di due giovanissimi fratelli orfani cresciuti in strada, due cuccioli randagi alle prese con la crudele realtà di una selvaggia giungla d'asfalto, nella fattispecie dei bassifondi di Treasure Town, quartiere di una megalopoli non ben identificata. L'unione simbiotica fra i due scandirà e caratterizzerà le loro vicende e sarà la loro forza e la loro debolezza, come due siamesi che, inevitabilmente legati, non possono fare a meno l'uno dell'altro. I loro nomi (Black e White) mettono in risalto un dualismo degli opposti (tipico della filosofia taoista) che si ripeterà sotto altre forme durante tutta la durata del film. La disperata innocenza e la voglia di riscatto di White fa da contrappunto all'indole violenta e al lato oscuro di Black. Intorno a queste due figure paradigmatiche gravita un mondo di personaggi, tutti molto ben delineati; fra poliziotti, yakuza, teppistelli e homeless, tutta una gamma di umanità fa capolino sullo schermo e arricchisce una trama che fila liscio fino all'epilogo in cui viene dispensato un inaspettato barlume di luce alla fine del tunnel.
Il ritmo della narrazione è sempre ben cadenzato con scene d'azione funamboliche e spettacolari che tengono alto il livello di adrenalina, e scene patetiche in grado di strappare qualche lacrima agli spettatori più sensibili.

La simbologia degli opposti è evidente anche nel comparto grafico: alle scenografie ed ai fondali, che sfoggiano ricchezza di particolari e una maniacale ricerca del dettaglio più minuzioso (notevoli gli scorci suburbani), fa da contraltare un design dei personaggi piatto e stilizzato ma estremamente efficace ed espressivo, soprattutto nella fluidità delle movenze, che fa un pregevole uso della tecnica "cel-shading": un contrasto portato alle estreme conseguenze che dà un'impronta visiva molto originale al film e ne stabilisce la cifra stilistica votata alla sperimentazione.

La colonna sonora ad opera del duo inglese Plaid è un mix di musica ambient ed elettronica con ritmiche ripetitive ed ipnotiche di grande impatto. Mentre la song sui titoli di coda è firmata dal gruppo giapponese Asian Kung-fu Generation.
Guardando questa pellicola vengono in mente alcuni paralleli e similitudini con altri film ispirati all'infanzia difficile, in particolare "City of God" di Fernando Meirelles con cui condivide l'ambientazione malfamata e "ai margini".

Un film molto intrigante, graficamente e stilisticamente fra i più originali visti di recente, merita senz'altro la visione sia da parte degli appassionati di animazione che dei cinefili più tradizionali.




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rossocenere
Per l'anime TekkonKinkreet - Soli contro tutti
Film di genere Sperimentale / Fantastico / Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Un adattamento - tanto etereo quanto granitico - dall'omonimo manga di Taiyo Matsumoto "Black and White" (Kuro to Shiro), gestito da Michael Arias: "TekkonKinkreet" è il primo americano che si cimenta nel ruolo di regista per un film d'animazione che si evolve nella dualità di ogni estremo: è banale ma complesso, spietato ma clemente, che parla in prosa ma in poesia.

In una città (Treasure Town) che è tutta un tesoro per i protagonisti, in un mondo che è sconosciuto ma desiderato, la sceneggiatura ci catapulta nelle peripezie quotidiane dei Gatti e dei Ratti, della zona della società più bassa, figurata e non, estendendo esplicitamente il disegno della realtà senza cancellature di gomma, all'interno di quel foglio che non è né bianco né nero - né Shiro né Kuro, i protagonisti - ma è tutto e nulla, e basta.
In altre parole, l'antitesi tra due entità, il contrasto di una coppia che continuamente si scambia una parte di sé confondendola con l'altra metà: questa è la chiave per leggere (vedere, meglio) "Tekkonkinkreet"; è lo stesso nome a dircelo: la traduzione letterale del titolo è "cemento armato", nonostante due sillabe siano invertite: cemento armato in giapponese si dice infatti "tekkin konkuriito".

La narrazione, sebbene leggermente cadenzale all'inizio (ma smorzata da una grafica sperimentale e al suo interno antitetica, che fa ritorno al concetto di contrasto), si aggrappa al proprio filo conduttore risalendolo senza fatica alcuna; una narrazione, insomma, rifinita dai ricami di scene d'azione ghiotte di suspense ma allo stesso tempo semplici, di una prevedibilità che non annoia, e guarnita di uno strato delizioso - ma duro - come un dolce morbido ma salato, che è quello della grafica.

La grafica riprende il concetto di lettura dell'animazione, stravolgendone la banalità e sovvertendone l'instabilità: la piacevolezza del reparto grafico di "Tekkonkinkreet" si cela all'ombra del dualismo dello stile di disegno tra personaggi e ambienti, ripiegandosi sui più particolari dettagli di una città immaginaria come quella di Treasure Town e sulle più peculiari sagome del volto vissuto, duro, di due bambini soli, contro tutti.
Una visione panoramica dell'utopia e del desiderio più avido dell'uomo: bramando una città ai propri piedi, l'antagonista, il Serpente, è il destinatario di una vicenda spietata, più della stessa realtà, che riesce a strappare sorrisi e lacrime - è molto più semplice farlo in contesti avversi come questi.

In conclusione, "Tekkonkinkreet" è ciò che voleva essere: un film sperimentale, complicato ma risolvibile, disegnato ai margini di una società che, a sua volta, disegna i margini dei volti di due ragazzi così diversi - ma così vicini - non curandosi di avere affilato troppo la matita da disegno; un'originale produzione interessata a sviluppare, sulla scia che l'innocenza di una tenera età si lascia dietro, l'introspezione di sé, di una vita dura e compatta come il "cemento armato": "Tekkonkinkreet" non è altro che se stesso, un po' diritto, un po' al contrario, dal significato latente, vero.

L'obiettivo che lo studio 4°C si era prefissato era riuscire a creare un titolo del genere. Non diverso. Non differente. Ma questo titolo. È una sorte di perfezione indiretta, nata dalle mani e dalle menti che hanno lavorato allo stesso film.
Una chicca per i cultori dell'animazione. Adatto e consigliato a ogni tipo di pubblico.





Léon
Per l'anime TekkonKinkreet - Soli contro tutti
Film di genere Sperimentale / Fantastico / Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8

Un’animazione ricca di fascino e di sensibilità, un’opera decadente, malinconica e visionaria in cui emerge chiaramente l’impronta filosofica taoista, esplicita nel voler regalare come evidenza maggiore la compenetrazione dei mondi di buio e di luce, il conflitto tra buio e luce, già dal nome dei due bambini protagonisti. È un lungometraggio decisamente adulto, consigliato agli adolescenti e non a i bimbi, a dispetto di ciò che potrebbe lasciar supporre l’età di Bianco e Nero. Adulto perché violento e straziante, con picchi lirici e commoventi, e con una filosofia di fondo che indulge nell’indagare nel profondo dell’antro più buio della natura umana, pur chiudendo su scenari di pura luce e acque incontaminate.

L’animazione sceglie tratti molto particolari, affatto aggraziati, palesemente inquieti e sovente suggestivamente indefiniti, per evocare, probabilmente, altri da sé metamorfici. Metamorfosi che arrivano puntuali nel mondo onirico, sia in quello sognante e lucente di Bianco, in cui la vita germoglia colorata, sia nella personificazione dei mostri inconsci, in una cornice psichedelica che tende a dilatare e deformare i volti, nella quale Nero combatte con il suo dark side dal volto di Minotauro. La vibrante sequenza dell’epilogo conclude, dopo un andamento narrativo totalmente pessimistico, cedendo il passo alla speranza, figlia di una liberazione che prelude a un ricongiungimento. Bianco e Nero si ritrovano, ricomponendo l’unita degli opposti complementari: lo ying e lo yang. Lì dove la luce tiene sotto controllo il buio. Curioso anche l’approccio che ha l’opera nei confronti dell’elemento trascendente e divino - in una bellissima sequenza dei primissimi minuti si vede spuntare una gigantesca costruzione d’un Ganesha meccanico, controversa divinità dalla testa d’elefante del pantheon induista. Gli stessi elefanti, riproposti visivamente più volte, tra le giostre abbandonate di Treasure Town, hanno evidente valenza simbolica -, percepito come lontano dalle grigie dinamiche contingenti, o abilmente dissimulato ma sempre agognato come possibile fonte di salvezza.





hallymay
Per l'anime TekkonKinkreet - Soli contro tutti
Film di genere Sperimentale / Fantastico / Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 5

Per quanto questo anime sia piaciuto a tanti, a me ha dato solo l'idea di un film (e quindi anche manga, visto che è tratto da un fumetto) specificatamente pensato per essere alternativo, impegnato, di nicchia. Insomma più che un'opera, un'operazione piena di furbizia.

Partiamo dalla storia: due fratelli orfani che vivono nei bassifondi di una megalopoli. Aspetta, dove avrò già sentito una storia del genere? Ovunque?
Già la sinossi dell'intreccio non è altro che la ripetizione di un catalogo di storie da festival cinematografaro che hanno la stessa funzione del tappeto di Drugo de "Il grande Lebowski": danno un tono. Peccato però che non ci siano elementi per dare uno spessore alla trama. Questi due da dove vengono? Si tratta di una megalopoli del Terzo Mondo? Di un ghetto degli Stati Uniti? Di Scampia? No, non è la stessa cosa. Ogni luogo ha i suoi paradigmi, basti pensare a quello che scriveva Saviano sui killer scissionisti: "Mi stupii il fatto che mentre i killer nei bassifondi americani uccidono ascoltando hip hop a Scampia lo fanno ascoltando brani neomelodici". Tutto questo per dire che di un'erba non si può fare un fascio. Altro elemento: siamo nel passato? Futuro? Presente? Possibile che due bambini orfani scorrazzino senza andare a scuola, senza casa, senza genitori e nessuno dica nulla? "Eh, ma nel Terzo Mondo..." E daje: ma siamo o non siamo nel Terzo Mondo? Perché se è il Giappone, ma anche Napoli, difficilmente due minori non accompagnati e senza casa non starebbero in un istituto. Peccato che non si sa. Quindi la serietà dell'opera è già abbastanza devastata fin dai primi cinque minuti di film.

Anche le scene oniriche sono pressochè inutili. Nel bel mezzo della trama spuntano elefanti, i bambini volano, le cornacchie parlano. Perché? Boh. Ma volete mettere quanto fa visionario? Quanto fa film di nicchia lasciare lo spettatore interdetto a chiedersi "ma che cavolo..."? Peccato che non c'entrino assolutamente nulla, visto che non aggiungono elementi di comprensione del quadro generale, non danno profondità ai personaggi. Ci sono, punto, ma la sensazione che stiano lì solo per rendere più trendy la pochezza della storia è fortissima.

Infine, il tratto. Semplicemente orribile. Il peggior character design di sempre secondo me. I personaggi sembrano disegnati con Paint, forse per rendere l'opera graficamente ostica giusto per rendere più di stampo elitario il film.
Insomma, un film di una furbizia sconvolgente. Tutto è pensato per farlo passare per un'opera da festival di Cannes: disegno alternativo (o preferirei dire brutto), i bambini poverelli, la triste e squallida città (non pervenuta quale, ma vabbè cosa vuoi che sia), le scene scrause. Ma la mistura finale non inganna e non arriva alla sufficienza.





Ghibli92
Per l'anime TekkonKinkreet - Soli contro tutti
Film di genere Sperimentale / Fantastico / Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8

Tekkonkinkreet è una favola metropolitana. Ma attenzione al termine usato, perché di fiabesco ha ben poco, come si evince anche dalla traduzione letterale del titolo: "cemento armato" (tekkin konkuriito, invertendo due sillabe del titolo)
E' una favola cruda e spietata, dove al posto delle torri medievali ritroviamo palazzi fatiscenti e i banditi si sono evoluti in mafiosi imprenditori, pronti a trasformare la città in un gigantesco luna park. Essa diventa dunque un vortice che risucchia tutto e tutti: vecchi, bambini, criminali,sbirri, prostitute, papponi, barboni…un magmatico calderone di esistenze.

Tra loro due giovani fratelli, Bianco e Nero, cercano a tutti i costi di aggrapparsi alla vita. Diventano teppistelli di quartiere che racimolano soldi rubando, con l'obiettivo di fuggire presto da quell'incubo e trovare riparo in un sogno lontano, come quello di una casa al mare. Il più "puro" dei due è senza dubbio Bianco, il più giovane, che ancora non si rende pienamente conto della malvagità dilagante e si rifugia in un suo mondo fatto di strane creature e bizzarri animali.
Ed è proprio il fratello minore a frenare l'oscuro animo di Nero. Ma quando Bianco verrà affidato ai servizi sociali questo delicato equilibrio tra luci ed ombre svanirà e cederà il posto ai demoni che Nero si porta dentro. Solo l'amore tra i due potrà placare il suo animo irrequieto.

Il disegno spezzato si scontra piacevolmente con i colori cangianti. In modo analogo la storia altamente drammatica e fin troppo realistica ritrova un briciolo di ingenuità e genuinità nei disegni infantili del piccolo Bianco e nelle sue oniriche visioni, che ci accompagnano per i sobborghi di Città Tesoro.
Un'opera senz'altro interessante, che consiglio caldamente a chiunque cerchi qualcosa di particolare ed emozionante al contempo.





Fagiana
Per l'anime TekkonKinkreet - Soli contro tutti
Film di genere Sperimentale / Fantastico / Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 6

Alla domanda "Conosci lo Studio 4°C?" probabilmente non tutti darebbero una risposta affermativa. La cosa è dovuta soprattutto al fatto che questa casa di produzione, nonostante abbia all'attivo titoli di una certa notorietà, come Memories o alcuni episodi di Animatrix, si è sempre fatta fautrice di un concetto di animazione fortemente sperimentale e non-convenzionale, inviso rispetto alla maggior parte delle produzioni animate giapponesi, e per questo forse non sempre recepito con la dovuta attenzione dal grande pubblico. Nonostante questo, il successo non è mai mancato in casa 4°C, tutt'altro: ne è la dimostrazione il qui presente TekkonKinkreet, lungometraggio tratto dall'omonimo manga di Taiyo Matsumoto, accolto calorosamente in numerosi festival cinematografici, tra cui quello di Berlino, e spesso considerato come uno dei prodotti di punta dello Studio. Dopo la visione, tutto quello che mi frullava per la testa era una considerazione riferita proprio a quest’ultimo punto: “Il meglio della 4°C? Ma siamo sicuri?”.

Ebbene sì: nonostante TekkonKinkreet sia un film notevole, rimane però un’opera gonfiata dal successo e che non fa altro che ribadire quanto di buono è già stato detto dallo Studio, tra l’altro in maniera piuttosto blanda e monotona. Ovviamente le mie considerazioni non si riferiscono al fumetto originale di Matsumoto, che non conosco, per cui non posso dire quanto esso abbia influito sul risultato di questo lungometraggio, il quale ostenta nel complesso una sfarzosità superficiale e ininfluente sul godimento dello spettatore, tanto nella trama che nella componente visiva. Quest’ultima si mantiene in toto nei canoni 4°C, presentando così un utilizzo massiccio della cel-shading (tecnica di animazione digitale che fa apparire le figure tridimensionali generate dal computer come se fossero semplicemente disegnate), un character design grezzo e stilizzato, e numerosi svolazzi onirici – ciò che però non mi ha convinto sono le ambientazioni metropolitane, marce, decadenti, all’insegna della contaminazione culturale più estrema, ma che non costituiscono un valore aggiunto, dando invece un senso di opulenza e autocompiacimento che rende l’atmosfera generale sgradevolmente ruffiana nei confronti di chi cerca qualcosa di graficamente inconsueto o complesso.

Il plot non è particolarmente articolato, ma offre comunque buoni spunti narrativi, soprattutto per quanto riguarda i personaggi secondari: le sottotrame dei quali sono protagonisti sono infatti ben più interessanti della trama principale, a conti fatti una semplice cornice dominata dalla relazione tra i due protagonisti Bianco e Nero, che essendo personificazioni dello Ying e dello Yang, degli opposti complementari che devono ricongiungersi per non autoannichilirsi, soffrono di una caratterizzazione eccessivamente schematica e che non riserva risvolti inaspettati. Il film inizia piuttosto bene, riesce a captare senza intoppi l’attenzione dello spettatore, che però verso metà viene sensibilmente dissipata: [Attenzione, spoiler!] tutto viene affidato alla vicenda della perdizione di Nero dopo la separazione da Bianco, in un escalation di eventi la cui prevedibilità azzera quasi completamente il coinvolgimento, a parte in certe scene, come quella della morte di Topo, un vera chicca rispetto a tutto il resto. Il finale segna una buona ripresa, assolutamente convenzionale nel delirante climax (anche visivo) che vede Nero riconciliarsi con sé stesso, ma che riesce ugualmente a portare il tutto ad una debita risoluzione. Nota dolente anche per la sceneggiatura: in certi passaggi è veramente troppo macchinosa, troppo costruita a tavolino, si dilunga su sequenze dal forte impatto drammatico perdendo così immediatezza e verosimiglianza, come nell’inseguimento di Bianco e Nero da parte dei sicari di Serpente che, diciamola nuda e cruda, se fossero stati veramente assassini degni del loro nome li avrebbero freddati senza stare a perdere tempo come invece fanno, concedendo così ai mocciosi la possibilità di salvarsi.
[Fine spoiler.]

Chi legge è avvisato: se volete guardare TekkonKinkreet per testare la validità dello Studio 4°C, consideratelo semplicemente come la punta di un iceberg, un insipido antipasto di quello che l’istrionica casa d’animazione sa realmente offrire. Il coraggio di strafare (doveroso nella realizzazione di qualunque opera divergente dai canoni mainstream) c’è, quello che invece manca è lo stupore, la follia, il senso di vertigine che ha reso uniche opere come Mind Game, a mio parere il vero baluardo della poetica 4°C, ben più di questo esercizio di stile senza infamia e senza lode, senza dubbio guardabile, ma che necessita di un doveroso ridimensionamento.





Gackt
Per l'anime TekkonKinkreet - Soli contro tutti
Film di genere Sperimentale / Fantastico / Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8

Di fronte a tekkonkinkreet, non bisogna farsi ingannare dal chara design praticamente orrendo. Se ciò accadesse, vi perdereste uno dei più bei anime degli ultimi tempi.

I due protagonisti, Nero e Bianco, sono due orfani che vivono come "gatti" randagi a Città Tesoro, lottando ogni giorno contro bande rivali che mirano al dominio della città. Bianco è il più piccolo dei due ed è molto più ingenuo, mentre Nero è quello più crudele e spietato. In realtà Bianco è essenziale per frenare l'istinto omicida di Nero, ma ciò lo si capirà solo infine, quando gli scontri con la yakuza e con loschi individui rischieranno di dividere i due fratelli.

Il design, come ho già detto, è orrendo. Eppure dopo un po' ci si abitua e penso che lo si possa pure amare proprio per la sua stravaganza. Le animazioni sono spettacolari, degne di quelle dello studio Ghibli: sono queste animazioni ben curate che rendono le scene d'azione davvero esaltanti. Durante il film, soprattutto nelle scene d'introspezione, possiamo scorgere effetti particolarissimi, che lo rendono quasi un prodotto sperimentale, ma davvero interessanti e ben curati.

Ciò che colpirà è però la trama, che non è la solita storiella dei due orfanelli, ma si rivela cruda e violenta, adulta e profonda in più di una scena, come in quella della morte del Topo (una sequenza drammatica che io adoro).

Tekkonkinkrett è un vero piccolo capolavoro che vi consiglio caldamente. Di sicuro si farà ricordare.





agito
Per l'anime TekkonKinkreet - Soli contro tutti
Film di genere Sperimentale / Fantastico / Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

...Ok è vero ...la trama di fondo non è molto originale (l'amicizia vince su tutto), ma già il particolare tratto del disegno e la perfetta realizzazione degli sfondi è sufficiente a rendere questo titolo qualcosa di molto particolare, e come se non bastasse gli autori sono riusciti a creare dei personaggi così complessi, come i due protagonisti Bianco e Nero o lo yakuza Suzuki detto "il Ratto" che per riuscire a capire ciò che sono si è "costretti" a rivedere svariate volte questo titolo! Una piacevolissima sorpresa in un periodo in cui ce ne sono poche di questa portata!!
Consigliatissimo !!





maxx
Per l'anime TekkonKinkreet - Soli contro tutti
Film di genere Sperimentale / Fantastico / Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

Ho acquistato questo DVD due giorni fa, a scatola chiusa, basandomi unicamente sulle recensioni positive che avevo letto in giro (soprattutto qui).
L'orrido character design visto in copertina ed una ambientazione che non sembrava avere molto da dirmi continuavano a farmi temere di aver buttato via dei soldi.
Questo finchè non l'ho guardato: assolutamente fantastico, uno dei migliori film di animazione che ho visto negli ultimi anni, sono rimasto quasi tutto il tempo a bocca aperta.

Il character design, rozzo e quasi abbozzato, una volta "in movimento", mi ha restituito la sensazione di una città Tesoro (questo il nome dell'ambientazione) marcia i cui abitanti, quasi fantasmi che ne abitano i cunicoli, cercano di sopravvivere alla meno peggio.
I due protagonisti, Nero e Bianco, fratelli, sopravvivono nella giungla urbana difendendosi a vicenda, il primo scudo fisico del secondo, il secondo ancora di salvezza spirituale del primo.
Tutti gli eventi narrati nel film descrivono il loro tentativo di sopravvivere, spettatori di un mondo indifferente ed in continuo cambiamento dal quale cercano di non essere risucchiati.

Eccezionale il comparto tecnico, le animazioni ben realizzate (e ben integrate con la CG - che è presente in abbondanza, se la odiate a prescindere siete avvisati) ed un'ottima regia sono accompagnate da un doppiaggio italiano che ho gradito molto (cosa veramente rara). Molto belle anche le musiche.
Fantastico il finale, visivamente impressionante, psichedelico.
Consigliato senza riserve!



Erdemol
Per l'anime TekkonKinkreet - Soli contro tutti
Film di genere Sperimentale / Fantastico / Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

NO SPOILER

Che dire. Sono rimasto "scottato" dalla visione di questo anime. Spiazzato da un lavoro anche più serio di quanto non mi potessi aspettare, vista la produzione di grande qualità. Dal punto di vista tecnico il lavoro è ovviamente ineccepibile, ma credo che il valore aggiunto stia nella regia. La storia parla di due fratellini, uno (Nero) maturo e disilluso e l'altro (Bianco) incantato ed apparentemente infantile. Mi fermo qui,non voglio parlare di trama, quanto far sapere, a chi possa interessare,che nei due bambini è racchiuso più di quello che la solita storia di bianco/nero, notte/giorno ecc. potrebbe far supporre, ho vissuto parecchi momenti piuttosto intensi. Da guardare senza dubbio, non a tutti piacerà di sicuro ma io lo consiglio decisamente.



MatteRove
Per l'anime TekkonKinkreet - Soli contro tutti
Film di genere Sperimentale / Fantastico / Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 7

Non male. Solita storia: 7,5, ma non c'è. Anche se non rimarrà nella leggenda l'anime nel complesso non è male. I disegni sono particolari e molto azzeccati, la storia non è geniale, ma neanche da buttare. L'amicizia come ancora di salvezza, unico mezzo per scacciare le tenebre dal proprio cuore. Solita storia. Però la variante dal tema principale c'è: il soffocamento della grande città e della modernità. E' già qualcosa. I personaggi sono ben fatti e anche discretamente caratterizzati. Si lascia decisamente guardare!



Elam
Per l'anime TekkonKinkreet - Soli contro tutti
Film di genere Sperimentale / Fantastico / Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8

NB: contiene mini spoiler...
Senza dubbio spettacolare, mi sono avvicinato a questo film per la bellezza dei disegni e delle animazioni aspettandomi una trama calibrata per un pubblico infantile ma adatto anche per gli adulti, ma mi sono dovuto ricredere.
Nonostante un inizio un pò soft, il film è crudo, spietato sotto certi aspetti, e le scene introspettive (e pesanti) dei personaggi principali hanno più significato di tanti altri avvenimenti.
Il ravvedimento di Nero e il finale "solare" a lieto fine, lo ritengo un pò forzato e forse un pò stona nel complesso.
Un film da vedere per un pubblico adulto!
Elam



cartman666
Per l'anime TekkonKinkreet - Soli contro tutti
Film di genere Sperimentale / Fantastico / Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8

N.B.: contiene un piccolo mini spoiler: uomo avvisato...
Prodotto sicuramente spettacolare come disegni e anche come storia, narra di una citta' immaginifica in cui vivono due bambini, di nome Bianco e Nero, senza genitori, che vivono di espedienti, e soprattutto temuti anche dalla stessa yakuza, visto la loro capacità combattiva,
soprattutto di Nero.
Il film narra appunto della lotta dei due ragazzini contro la stessa Yakuza, e poi dopo che Bianco viene ferito e preso in cura dalla polizia, della lotta di Nero contro i demoni della sua devastante follia.
Film sicuramente appassionante, ha pero' a mio modesto avviso, una pecca e cioe' che i protagonisti, che sono la personificazione dello yin e dello yang, sono decisamente molto meno interessanti dei comprimari, tra cui un detective frigido, uno yakuza maniaco degli oroscopi e uno che cerca di non coinvolgere la sua famiglia a causa della pericolosità del suo lavoro.
Infatti il film si dilunga troppo spesso sul personaggio piu' insopportabile, lo svalvolato,infantile e pure mezzo ritardato Bianco,dopo mezz'ora mi era diventato di un odioso incredibile, e francamente speravo che la Yakuza riuscisse ad ammazzarlo,magari triturandolo per benino. Purtroppo nonostante si becchi una coltellata di un energumeno in pieno petto, riesce a sopravvivere con mia grande delusione. Infatti a mio avviso, con un film cosi' cupo, stona decisamente il finale troppo consolatorio e felice, cosa che magari sarebbe stata evitata con Bianco morto e sepolto e Nero devastato dalla sua stessa follia, e con un maggiore risalto ai personaggi comprimari, decisamente piu' riusciti. Questa pecca fa si' che Tekkon Kinkreet non meriti il massimo dei voti, film spettacolare, parzialmente rovinato dal protagonista piu' odioso della storia dell'animazione dai tempi di Biancaneve.



Soshen
Per l'anime TekkonKinkreet - Soli contro tutti
Film di genere Sperimentale / Fantastico / Avventura
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

"Questa è una storia di amore, amicizia, e trasformazioni" - il regista, Michael Arias

Dopo l'enorme successo dell'opera originale da cui è tratta l'animazione, l'omonimo fumetto firmato Taiyou Matsumoto, con oltre un milione di copie vendute nella sua terra natale, il leggendario Tekkon Kinkuriito (titolo letteralmente intraducibile, basato su un gioco di parole tra tekkin = "cemento armato", e konkuriito = equivalente anglofono per "cemento") diventa un lungometraggio animato diretto dal regista di Animatrix nonché maggiore rappresentante dell'animazione made in Hollywood, Michael Arias, in una collaborazione da sogno con il maggiore esponente dell'animazione nipponica, lo Studio 4°C.
L'animazione rapisce gli occhi degli spettatori con uno straripante senso di movimento e di volo mai visti prima, le voci appassionate e appassionanti dei personaggi attribuiscono sentimenti e anima ai personaggi al punto di trascinare dentro il mondo di Tekkon. Inoltre, il totale senso di ebbrezza e di vertigine che trasuda tutta l'opera, la contraddistingueranno come capolavoro indiscusso dell'anno.

Una risposta che cambia il mondo: "Cosa vedi, tu, da lì?"

Un quartiere d'"inferno" avvolto da yakuza (malavita organizzata giapponese) "Giri e Ninjo" (giri, si legge "ghiri", è il senso del dovere in senso confuciano, ossia la necessità di accettare i sacrifici che spettano ad ognuno; ninjo è il sentimento di umanità spontaneo. Sono due concetti che si sono sviluppati nella classe samuraica durante il feudalesimo giapponese. Il rapporto feudale tra superiori e inferiori si basava sul "sentimento di debito morale", il giri, che l'inferiore provava nei confronti del suo superiore per i favori ricevuti. Tali valori pur entrando talvolta in forte conflitto, rappresentano in realtà due facce di una stessa medaglia. Il rapporto giri-ninjo è un motivo ricorrente nelle rappresentazioni teatrali del kabuki). Due ragazzi che vi svolazzano liberamente, chiamati anche i "gatti", Shiro e Kuro. In questo quartiere, chiamato Takaramachi ("il quartiere del tesoro" o anche "la città del tesoro"), che sembrava immutato da tempo immemorabile, si cominciano a intravedere misteriosi movimenti con il pretesto di un nuovo sviluppo. Yakuza che escono dal giro, espropriazioni territoriali, violenza quasi tribale, il progetto imperscrutabile della costruzione di un "castello dei bambini", tre loschi uccisori, e poi l'ombra di un uomo conosciuto come Hebi (il Serpente)... Aggredito da questi tre uccisori, Shiro viene prelevato dalla polizia, che lo prende anche in custodia. Nel cuore di Kuro, costretto a separarsi da Shiro, con cui era ormai una sola anima, si fanno strada violenza e pungente devastazione. Nel frattempo, si sparge nel quartiere che sia comparso "un ragazzino leggendario assetato di sangue e violenza" (la Donnola). Kuro, Shiro, gli Yakuza, gli ispettori, gli assassini, il Serpente e poi la Donnola... Un quartiere e i suoi abitanti che vanno cambiando. Si ribelleranno o subiranno la situazione? Quale sarà la scelta di Kuro e Shiro, nei confronti mondo della verità che si espande a un'estremità in cui Luce e Buio si fronteggiano?

Una leggenda in un sol fiato. La cristallizzazione dell'appassionata volontà dei creatori e dei doppiatori.
Tratta dal forum Kanjisub


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Episodio 01
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Staff
Produttore animazioni: 4C Studio
Personaggi
KuroKazunari Ninomiya
(Doppiatore originale)
ShiroYū Aoi
(Doppiatore originale)
Titolo ExtraPrezzoCasa editrice
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