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Tenshi no Tamago
Locandina Tenshi no Tamago

Titolo Originale: Tenshi no Tamago
Titolo Inglese: Angel s Egg
Formato: Film
Anno: 1985
Episodi: 1
Disponibilità: Fansub
Valutazione: 8,111 (media 8,429, basata su 14 recensioni)
Opinioni episodi: 2 Episodi promossi 1 Episodi rimandati 0 Episodi bocciati
Genere: Fantasy, Drammatico, Psicologico
Siti Consigliati: Anidb
Nazionalità: Giappone
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Tenshi no Tamago 8,111 out of 10 based on 14 ratings. 14 user reviews.

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Strider Hiryu
Per l'anime Tenshi no Tamago
Film di genere Fantasy/Drammatico/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

Tenshi no Tamago è espressione della personalità ermetica di Oshii, di una voglia di raccontare fatta di pochi, pochissimi elementi che affiorano da un indefinito humus di senso. È narrazione per sottrazione, ed invita ogni spettatore a decifrare il suo contenuto. Personalmente, credo che Tenshi no Tamago riassuma in sé il rapporto tra scienza e fede, tra la sete di conoscenza e ciò che è inspiegabile: per il guerriero, l'uovo è vuoto. Per la sua piccola custode, è lo scrigno di qualcosa di prezioso che è stato ucciso o rubato. Ciò che per il guerriero è un sogno dimenticato (il mito di Noè, qui, ma si tratta di una sostituibile metafora) cela di fatto la verità finale, una verità lontana ed inafferrabile, non umana. Sfiduciando il reale, l'opera di Oshii reca tracce di un nichilismo che probabilmente riflette la sua personalissima idea del mondo. Si può non condividere, ma il modo in cui è raccontata è intriso di un fascino misterioso.

Sul piano più strettamente tecnico, considerando l'anno di produzione, non esiterei a definire Tenshi no Tamago un autentico gioiello. L'animazione manuale raggiunge livelli qualitativi eccezionali, ma è il matrimonio tra il concetto di Oshii e l'universo immaginario di Yoshitaka Amano ad elevare artisticamente l'intera opera. I forti contrasti di luci ed ombre, uniti a cromatismi spesso surreali, danno l'impressione di trovarsi all'interno di un sogno; scenografie estremamente dettagliate colmano il gap comunicativo derivante dalla quasi assenza del parlato, invitando ad uno scrutinio e ad un'osservazione quasi esasperati.

In definitiva, apprezzare Tenshi no Tamago richiede una disposizione mentale completamente diversa da quella di qualsiasi altro anime. Poche altre opere riescono a conservare un'aura criptica analoga senza perdere per strada il loro significato, ed in questo senso, 70 minuti di Oshii valgono centinaia e centinaia di ore d'animazione moderna.


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Locke Cole
Per l'anime Tenshi no Tamago
Film di genere Fantasy/Drammatico/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

Un titolo perso tra i meandri degli anni '80 e trascurato dalla scarsa sensibilità che il grande pubblico dimostra puntualmente verso le opere di grande valore che richiedono una certa delicatezza per essere colte.
Tale è “Tenshi no Tamago”, lungometraggio del 1985 che, secondo la mia opinione, posso affermare essere senza alcun dubbio la miglior opera d'animazione cinematografica mai realizzata.
Una dolce poesia surrealista, un'onirica allegoria che danza tra un criptico esistenzialismo ed una zelante religiosità, il tutto all'interno del più profondo simbolismo; sicuramente l'opera animata più ardita mai realizzata dalla produzione nipponica.
E proprio questo osare, fonte del suo stesso merito, fu (e sarà) anche la natural causa dell'impossibilità di sfondare sul mercato di questo raffinato gioiello.
Ci troviamo infatti a studiare un'opera non solo totalmente aperta e chiaramente priva di un'interpretazione univoca, ma anche tanto serrata da non lasciar cogliere alcunché all'osservatore disattento, eventualità altrimenti possibile per opere altrettanto profonde ma meno ermetiche (chiaramente inteso in un'accezione relativa del termine) quali possono considerarsi “Neon Genesis Evangelion” o “La Rivoluzione di Utena”. Se quest'ultimi due titoli si lasciano infatti sfuggire alle volte delle informazioni, “Tenshi no Tamago” non rileverà nulla a chi nulla cercherà.
E d'altronde ben si capisce donde ne venga tale opera ambiziosa, se non dal più grande regista (a mio avviso) dell'animazione orientale, Mamoru Oshii e dall'altrettanto brillante ed eccentrico Yoshitaka Amano, futuro illustratore della saga di “Final Fantasy” e altre splendide opere.
Nel 1985 il giovane Oshii, che aveva già dato prova di grandi capacità nella serie “Urusei Yatsura”, trasformando un'opera quanto mai divertente nata dalla notevole penna della mangaka Rumiko Takahashi (allora ancora originale) in qualcosa di superiore (trovando così il disappunto del pubblico) e osando persino porre in essere il secondo lungometraggio della sopra citata serie, “Lamù – The Beautiful Dreamer”, scavandosi così la fossa presso la suddetta mangaka e presso la totalità del pubblico più conservatore riguardo alla spensieratezza del tema, ebbene questo giovane innovatore si trova a poter gestire per la prima volta un progetto autonomamente, con i pieni poteri e senza alcun limite impostogli: abbiamo così quest'opera e ciò fa ben comprendere il perché di questo eccesso di gusto di nicchia, se mi concedete il termine.

L'opera. Delle mani, le mani di una bambina, anzi no, quelle scure di un uomo. Uno sfondo surrealista, un mondo onirico vuoto e silenzioso, dai colori bizzarri e dalle forme sconosciute, così si apre il lungometraggio. Un uomo dai capelli bianchi e dal volto apatico scruta lo sconfinato orizzonte, che però non dà l'idea di libertà.
Una bambina si sveglia, si alza e va ad osservare il tramonto dalla sua curiosa abitazione, in lontananza la città che, unica volta, appare calda in questi colori.
Tento di scrivere ciò che è stato reso magistralmente dalla regia, dalla fotografia, dai tagli delle inquadrature, dall'evocativa musica ma maggiormente dagli imperanti silenzi, dallo splendido disegno di un giovane Yoshitaka Amano, il più adatto per un titolo del genere e soprattutto dalla permeante poesia di ogni singola scena.
Siamo dinnanzi all'eccellenza tecnica manuale - soprattutto contestualizzata ai tempi - e scenica, con un lavoro superbo da parte della regia.
Vediamo così una bambina, candida e delicata, muoversi in quest'ambientazione cupa e opprimente, un mondo urbano grigio e silenzioso, decadente ed inquietante, popolato da poche figure e tanti misteri.
Ma i due silenziosi protagonisti, ad enfatizzare la già alienante atmosfera, parlano per domande, quasi fossero su un palco e si interrogassero singolarmente sui più profondi dubbi esistenziali (primo fra tutti quello esposto dalla splendida domanda iniziata dalla bambina ed infine, ultima riga dei dialoghi, posta dall'uomo a lei: “Chi sei tu?”) e, eccetto rari casi, non paiono comprendersi.

E l'uovo. Il prezioso gioiello della piccola, l'oggetto dell'ambizione del soldato, la chiave della conoscenza o forse il più effimero dei sogni, o ancora la condizione di spensieratezza dell'infanzia, alla quale la giovinetta resta salda senza porsi dilemma alcuno, ma che tuttavia rode l'uomo, che si risolverà così di romperlo per vedere cosa ci sia all'interno, o forse per liberare la bambina dai suoi vincoli fittizi e condurla così al crudele mondo reale.
Anch'esso, il soldato, appare così una figura dubbia, posto alternativamente tra il Redentore e l'Anticristo, il cui agire getta la bambina nella più profonda disperazione, sebbene a lui solo ella avesse donato la propria fiducia.
Ed è proprio la fiducia che viene tradita e, per tutta conseguenza, si ha la perdita dell'innocenza, quella dote che si corrompe inevitabilmente e, soprattutto, irrimediabilmente.
In conseguenza a ciò ella gli corre contro, nella fuga di lui, il quale ha assolto al suo compito o forse ha soddisfatto il proprio desiderio di conoscenza. Ma quale sarà lo scopo di questa fuga?
Un divario incolmabile separa ormai i due e la piccola cade, forse travolta dal peso della sua incapacità di raggiungerlo e addolorata dalla perdita dell'uovo, la perdita della condizione beata della fanciullezza e precipita in un nero abisso.
Ecco così la metamorfosi, il procedimento inverso a ciò che sarà di Motoko in “Ghost in the Shell”, il passaggio alla maturità, nonché la moltiplicazione delle uova, simbolo forse della moltiplicazione dei dubbi e delle incertezze, che ora però le sfuggono di dosso emergendo in superficie.

Tali sono solo alcune delle interpretazioni che si possono attribuire ad alcune delle sequenze, ma anche qui sta alla sensibilità di ognuno accettarle.
Non aprirò nemmeno una minima analisi sulla simbologia religiosa, dai pesci alle stigmate, dalla croce all'arca, nonché alle esplicite citazioni del Vecchio Testamento e del mito del diluvio universale. Tuttavia ancora altri temi meriterebbero di essere sviscerati ma non oserò cimentarmi nella loro trattazione.

Abbiamo con “Tenshi no Tamago” l'opera aperta definitiva, lo sperimentalismo portato agli estremi limiti, in un gioco di surrealismo e religiosità, criptici messaggi e oniriche atmosfere, il tutto in un'ambientazione massimamente alienante.
Il fine ultimo di quest'opera è per me, ribadisco, che ognuno colga ciò che la sua sensibilità gli permette. Sicuramente sia il regista che il direttore artistico scrivendone il soggetto hanno posto molte delle proprie convinzioni in questo lavoro (considerando anche la conversione di Oshii al cristianesimo e il successivo abbandono della fede precedentemente alla realizzazione del film), tuttavia comprendere interamente ciò che loro hanno visto in questo progetto è, oltre che impossibile, infruttuoso e lontano da ciò che, ritengo, avessero inteso i due come fine ultimo del film.

Come appare chiaro da quanto finora affermato, si tratta di un'opera complessa, probabilmente la più complicata tra i titoli di Oshii e, conseguentemente, tra tutti i titoli nipponici mai realizzati.
La sua visione è quindi consigliata soltanto ad un pubblico ristretto e raffinato (badate bene che non è mia intenzione insultare chi non ha apprezzato tale titolo), che possa cogliere coscienziosamente quelli che possono essere i pregi e i difetti reali dell'opera in questione, senza farsi scoraggiare da banalità quali la lentezza tipica dello stile del regista (qualità per altro gestita alla perfezione nel film, senza mai rendere le scene più lunghe del necessario ma, contemporaneamente, senza mai far distendere la tensione, come d'altronde Oshii fa sempre nelle sue opere), l'eccessivo ermetismo o l'assenza di una trama e, conseguentemente, di un intreccio.

Possa dunque ad ognuno questo capolavoro lasciare qualcosa e, auguro a tutti, possa rendervi partecipi della stessa beltà che mi ha totalmente rapito.




onizuka90
Per l'anime Tenshi no Tamago
Film di genere Fantasy/Drammatico/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Tenshi no Tamago, l'uovo dell'angelo, è stato per me una sorpresa. Si tratta di un film nato dall'unione dei due geni di Mamoru Oshii e Yoshitaka Amano. Il primo è un famoso regista di film d'animazione quali Patlabor, Ghost in the Shell, the Sky Crawlers, il secondo è un noto artista, illustratore della serie di videogiochi Final Fantasy, conosciuto anche per il charachter design di Vampire Hunter D. e per svariate opere di art nouveau.
Tenshi no Tamago è un film totalmente atipico, un caso unico tra le opere di Oshii ma anche se considerato insieme ad altri film sia di animazione che non. L'unico altro film che penso possa fare da riferimento per una tale opera è "2001: Odissea nello spazio".

Dal punto di vista tecnico si assiste ad un discostamento dai canoni tipici dell'animazione giapponese, vi è un utilizzo prevalente di campi lunghi, scene dalla durata semieterna e si nota una esasperata attenzione per il disegno, gli sfondi in particolare. L'animazione è essenziale, quasi inesistente, tanto che il film stesso rende un'atmosfera di staticità molto forte. Un'altra caratteristica portante è il silenzio: durante i 71 minuti di durata dell'opera vi sono rarissimi casi in cui vi sono discorsi, i quali però sono molto importanti per capire alcune cose sul senso generale del film.
L'atmosfera che permea tutte le vicende è surreale, onirica, non si capisce se sia sogno o realtà, si percepisce un senso di angoscia e oscurità quasi costante, in un mondo che sembra appena sopravvissuto alla distruzione. In questo mondo vi sono due personaggi, una bambina con un uovo (che rappresenta l'angelo) e un guerriero (che rappresenta l'uomo, o anche il dubbio), i quali compiono insieme un viaggio che non ha una meta e per un motivo sconosciuto. Di loro si sa solo che hanno dimenticato le loro origini. Le uniche altre figure antropomorfe sono quelle dei pescatori, che in una città danno la caccia, con degli arpioni a delle ombre a forma di pesce, una caccia che risulta vana e distruttiva.

Un'altra caratteristica importante è la mancanza assoluta di un intreccio o comunque di una trama. Si assiste invece ad un susseguirsi di scene simboliche, il cui significato non viene spiegato nel film ma che deve essere interpretato da chi guarda. Vi è poi un sostanzioso numero di riferimenti alla religione cristiana ed ebraica. I già citati pesci e pescatori, il fucile a forma di croce, l'angelo, l'albero della vita, la chiesa gotica, l'arca. L'aspetto più interessante è proprio quello che riguarda i contenuti. Si può evincere una concezione ciclica della vita che risorge e muore continuamente, vi si possono trovare riflessioni sulla condizione dell'uomo (rappresentato dal guerriero), della sua piccolezza e insignificanza nel mondo, della sua condizione di dubbio e della voglia di uscirne ad ogni costo, ottenendo la conoscenza, la verità che sembra essere contenuta nell'uovo (una sorta di vaso di Pandora) ma l'unico modo per farlo è rompere l'uovo, tradendo la fiducia della bambina che lo custodisce. Tale bramosia di sapere verrà pagata dall'uomo, con la morte, la distruzione. La fine del mondo.

Questo film secondo me merita un 10. Ma non lo consiglio a nessuno. Nel senso che è un film che si deve voler vedere e comprendere, non è per l'intrattenimento.




Franzelion
Per l'anime Tenshi no Tamago
Film di genere Fantasy/Drammatico/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Tenshi no Tamago - L'uovo dell'angelo.
Cos'è questo film? Cosa rappresenta? Qual è la sua ragion d'essere? Queste e molte altre sono le domande che il film pone allo spettatore, durante e soprattutto dopo la sua visione. E, cosa ancor più strana, probabilmente a nessuna di queste riuscirete a dare una spiegazione definitiva, l'unico che sarebbe capace è forse Mamoru Oshii, il regista del suddetto, nonché di altri capolavori assoluti dell'animazione che a distanza di anni vengono ancora ricordati chiaramente, come Ghost in the Shell.
Ma questo Angel's Egg (titolo inglese), del 1985, non ha nulla a che vedere con le sue precedenti e future opere.
Anzi, direi che non ha nulla a che vedere con qualsiasi altro film d'animazione che sia stato concepito, lo paragonerei solo a quel colosso che porta il nome "2001: Odissea nello spazio", in termini di profondità e messaggio.

Parlando dell'aspetto "concreto", il film vede inizialmente una bambina dai lunghi capelli bianchi prendere con sé un uovo (non si capisce ancora se l'abbia deposto lei - probabile - o l'abbia trovato chissà dove) e partire per un viaggio verso nonsisaddove e nonsisaperqualefine. Dopo un po' incontrerà un ragazzo che le farà compagnia nel suo vagabondare, ma non è certamente più vivace della ragazzina protagonista! Ah ecco, dimenticavo: il film è praticamente muto, salvo una decina di frasi raccolte in un punto preciso che sono però di vitale importanza per la storia (?), da tenere bene a mente per tutto il film se si vuol cercare di collegare degli eventi che all'apparenza sembra non abbiano il minimo senso logico.
L'ambientazione? Sembra apocalittica, quasi un sogno/incubo, non ne ho mai vista una di simile caratterizzazione e atmosfera (onirica), si passa da vicoli cittadini abbandonati e semidistrutti a lande desolate, palazzi in rovina (notare sempre l'elemento negativo della descrizione), qualche albero e fonte d'acqua qui e là.
Ad arricchire tutta quell'atmosfera onirica e astratta contribuisce non poco una scarna ma efficacissima colonna sonora, della quale alcuni pezzi ridanno a certi presenti nello stesso "2001: Odissea nello spazio", così come qualche altro riferimento figurativo. Insomma queste musiche, questi sottofondi lirici danno al tutto un senso di misticismo e di mistero da far davvero accapponare la pelle.

Parlando dal punto di vista grafico invece, anche qui il film fa la sua porca figura, con dei disegni - che riservano una cura maniacale per i dettagli - e delle colorazioni perfettamente saturate e adeguate alle circostanze, giochi di chiaroscuro sempre azzeccati, animazioni che per l'epoca fan gridare al miracolo, anche se in tutto il film non assistiamo di certo a molte scene movimentate - ricordo un fermo immagine a film inoltrato, tutt'altro che "gratuito" -. E ad accompagnare tutto questo non poteva non esserci una regia di primissimo livello e del miglior Oshii, che ci regala delle inquadrature formidabili che prese a sé stanti potrebbero essere accostate a dei quadri veri e propri, per l'espressività che emanano.

Cosa rimane a visione ultimata? Tutto e niente.
Con tutti gli argomenti che l'anime - mi fa un brutto effetto denominarlo così, poiché l'opera trascende questo stesso concetto - va a toccare, o a cui spinge a riflettere, ci si potrebbe scrivere non un libro ma un enciclopedia intera, e Dio solo sa - e indirettamente anche questo è un tema trattato - se basterebbe, poiché infinite sono le possibili interpretazioni di questo film che azzarderei a definire "sacro", per alcuni in effetti potrebbero essere anche troppe, e per questo non apprezzarlo appieno.
Considerazioni personali? Il film tratta della nascita e della morte, della ragion d'essere di una forma di vita, della piccolezza di questo mondo al cospetto di Dio, della vita che genera la morte e viceversa, della nostra ignoranza riguardo l'immensità e la complessità del mondo intero, della voglia di scoprire tutti i misteri dell'universo... e tanto altro ancora, di cui niente è completamente attendibile, l'importante è lasciare la mente aperta e goderci tutto quello che il film riesce a trasmetterci. Tutte riflessioni che sbocciano l'una dopo l'altra, quasi a catena, e in diversi momenti del film, ma la maggior parte ovviamente si concentra nel finale.

Ricapitolando: Regia: 10, Colonna sonora: 10, Storia: 10, Profondità: 10, Complessità: 10, Disegni: 10, Regia: 10, Personaggi (?).
Beh, tenendo conto che non ho arrotondato nessuno di questi parametri ma che sono tutti pieni e meritati, direi che il massimo dei voti viene da se.
Tenshi no Tamago è a mio avviso il miglior film autoconclusivo d'animazione che sia mai stato ideato, e migliore anche in generale sul fronte "live", paragonabile solo a quel mostro sacro dell'odissea di Kubrick.
È un film che va vissuto col cuore, non visto con gli occhi. Quindi è da vivere, rivivere e rivivere ancora queste specie di sogno, l'importante è lasciarsi trascinare e sprofondare in esso, cercando di assorbirne tutte le peculiarità.
Ermetico, onirico, divino, apocalitico, misterioso, poetico, trascendente, surreale, fantastico, paranormale, inquietante... e passatemi qualche altro termine.

Consigliato a pochi...anzi a pochissimi.




demone dell'oscurità
Per l'anime Tenshi no Tamago
Film di genere Fantasy/Drammatico/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

La vita, la morte e l'essenza del mondo che si riflettono sull'uomo e su dio vengono realizzate artisticamente qui, in un caleidoscopio di cupe emozioni e distaccamenti, dove tutto è lugubre, dove sembra che la morte stessa sia la principale forma di vita, un pò come accade nella saga Inferno dell'Hades Chapter dei Cavalieri dello zodiaco, solo che in questo caso tutto viene visto in maniera molto più profonda e così umanamente reale.

Inoltre abbiamo sempre una sensazione di perfetto equilibrio tra i tre elementi che girano attorno al significato funereo che qui ne viene dato, dove il significato dell'uovo dovrebbe rappresentare, a mio avviso, una speranza di una nuova vita, la speranza di un futuro migliore, l'unica via di scampo alla crudeltà umana di questi ultimi tempi.

Una bambina che inizialmente fugge da un soldato dotato di un'arma che ricorda molto i classici trascorsi dei Templari, dove tutte le scorribande e le conquiste si facevano nel nome di un dio che non ha mai voluto guerre in suo nome, dove non ha mai chiesto olocausti, dove gli innocenti devono essere tutelati al pari degli oppressori, proprio perchè dio è misericordioso.

In questi significati tra passato, presente e futuro si snoda la difesa di ciò che sarà, dove il soldato è interessato al contenuto dell'uovo ma per nulla al contenente, ciò è dato dalla bramosia e ingordigia di potere, solo per il fatto di possedere un mezzo coercitivo si pensa di essere potenti al punto di poter dettare la propria volontà a chiunque, e di porsi di conseguenza superiori a dio e al mondo.

In questa storia si capisce quanto l'uomo sia stupido dinanzi all'effimero, quanto sia stupida la sua inutile bramosia, la sua voglia di riscatto con ogni forma per la sua arroganza e prevalenza sul debole e possibilmente, se vi riesce, sul più forte.

L'uomo è sempre stato stolto per natura, fin dai tempi antichi, perchè sono molte di più le volte in cui dimentica di essere un umano pieno di umanità e pratica la bestialità in un corpo umano sia fuori che dentro di esso, paragonandosi ad un'entità, arriva a pensare che l'entità non è visibile perchè ha paura di lui: quanto può essere terribilmente risibile tale vocazione.

L'attitudine all'errore non viene mai generata da semplici sbagli, ma da questa libertà che dio, a volte, mal ripone sulla sua immagine e somiglianza, e non basterebbero centinaia di apocalissi per rimettere le cose a posto come forse potrebbe intendere dio stesso, quindi l'autore mostra un senso di "unica via" da tutto questo: riscoprire ciò che si è volutamente intenzionati a perdere, difendere ciò che si è vanamente attaccato in precedenza, solo così si può tentare un cammino verso una speranza, non una libertà, perchè un uomo da solo non è mai sufficiente a cambiare il destino di tanti uomini, perchè solo dio e il mondo, se la natura ci dà ancora una mano nonostante i nostri maltrattamenti, possono fare ciò.

E' un vero peccato che un'opera simile non sia giunta in italia, credo che avrebbe generato molta curiosità e un bel pò di commenti, visto che sono argomenti, a mio avviso, che attirano molto l'interesse dei ragazzi.




Achille
Per l'anime Tenshi no Tamago
Film di genere Fantasy/Drammatico/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 6

Beh, e adesso che vi scrivo? È difficile.
La prima opera di Oshii è terribilmente problematica, e sicuramente neanche una visione iper-concentrata aiuta a decifrarne appieno (ma forse nemmeno un poco) il significato ultimo dell’opera. Assolutamente sublimi alcune scene e praticamente geniale il taglio delle inquadrature, così come splendida la fotografia e la cura di disegni, animazioni, colori e fondali (è dell’85!). Musiche dal tono molto nostalgico e sconsolato ma che non incidono prepotentemente, contribuendo all’aura sognante e sospesa di tutto il film.
I problemi – se così si possono definire – , stanno proprio nella parte registica e nella sceneggiatura. I dialoghi sono paragonabili a quelli di Blame!, cioè quasi zero. Ma se lì Killy non aveva con chi parlare, in Tenshi no Tamago gli interminabili silenzi sono interrotti solo da brevi domande senza risposta, da aforismi e dal racconto biblico del diluvio. Affascinante ma inconcludente ai fini della comprensione dello spettatore. C’è da dire che Oshii c’è andato giù pesante con il suo peculiare stile, forse proprio perché al suo primo film. La regia è terribilmente lenta, e a tratti si ha la sensazione che le scene si siano congelate, con inquadrature immobili insistite anche per interi minuti. Così 1 ora di film viene dilatata all’inverosimile, il ché appesantisce davvero la visione. Difatti in alcuni frangenti gli occhi vi si chiudono da soli (voglio dire, io adoro Oshii, ma a volte esagera). Sembra quasi che questo film lo abbia fatto più per il piacere di realizzarlo così com’è, invece che per chi guarda. Così l’opera appare come una fusione di simbolismo e surrealismo, tra una città liberty goticheggiante in cui statue di pescatori vanno a caccia di ombre giganti di pesci scomparsi, e un mondo di antiche rovine dove l’acqua è l’elemento onnipresente, e dove scrosci e gorgoglii accompagnano ogni scena. Proprio la chiave simbolica dell’acqua e dei recipienti tondi onnipresenti è forse la più comprensibile con quella dell’uovo, ma tutto il resto rimane avvolto in un mantello di lirismo onirico che lascia poco spazio a parole. Infatti – se non vi addormentate – il miglior modo di goderselo è semplicemente guardare senza stare lì a capire trama o che altro. Sicuramente bello, affascinante, incantato, profondo, sognante, ma troppo di maniera.




VerderameAlih
Per l'anime Tenshi no Tamago
Film di genere Fantasy/Drammatico/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Tenshi no tamago o Angel's egg è un film d'animazione dell'intramontabile Momoru Oishii. È un film che si basa principalmente su atmosfere di una cupezza disarmante, di toni neri e così scuri che le due figure principali (la bambina e il guerriero) appaiono ai nostri occhi come esseri perduti in un Inferno senza colore.
È una città scheletrica quella che attraversano: è un mondo che sembra l'ombra di se stesso. È come come un grande, immenso scheletro senza vita: non a caso i colori predominanti sono il nero e il bianco che sembrano cozzare tra di loro. Il bianco quasi accecante dei capelli della bambina, il nero che si trova ovunque e sembra inglobare completamente nelle proprie spire i due personaggi principali.

Le musiche, gli sfondi, i colori, i rumori e i suoni sono ciò che fanno di Tenshi no tamago un prodotto di nicchia, adatto a chi si prefigge, come me, di entrare all'interno di un mondo fatto d'oscurità dove i dialoghi sono ridotto all'essenziale e nei silenzi esistono le risposte da cercare.
È una fiaba nera, ermetica, ricca di simbolismi religiosi: la narrazione è lenta, volta spesso ad esserlo ancora di più in momenti importanti dove le scene vengono ulteriormente rallentate e dove è possibile per noi entrare realmente, fino in fondo, negli scenari tenebrosi su cui si fonda questo eccelso prodotto.
La trama è inesistente, ma questa fiaba nera è ugualmente complessa come una fitta ragnatela tessuta da chi ha scritto la storia in questione: storia che narra di vita, di morte, dell'essenza di un mondo che in realtà appare come morto. Le scene sono un susseguirsi di tenebre che attanagliano e inglobano totalmente i due protagonisti, sospesi in un sogno e in atmosfere colme di silenzi, domande che restano senza alcuna risposta e musiche malinconiche che ci accompagnano in questo lungo e onirico viaggio all'interno di un incubo.

Di base Tenshi no tamago è la storia di una bambina che protegge un uovo e di un guerriero deciso a sottrarlo, questo prezioso uovo che sembra contenere la verità sul mondo putrefatto e scuro e scheletrico che li attornia. E proprio in questo punto della trama ho pensato al famosissimo Vaso di Pandora (apro e chiudo la parentesi). Inizialmente la bambina fuggirà continuando a custodire ancor più gelosamente il suo prezioso uovo, trattenuto tra le braccia come se fosse un vero gioiello. Eppure successivamente la bambina si lascerà avvicinare dall'uomo, che inizierà a camminare al suo fianco, ma che rimarrà comunque attratto dall'uovo misterioso che lei protegge tanto tenacemente.
Che cosa contiene l'uovo? Perché la bambina lo protegge come se fosse la cosa più preziosa per lei? Perché il guerriero lo brama in questo modo? E che cosa rappresentano questi due personaggi senza nome?

Il finale di Tenshi no tamago, come d'altronde il resto dell'opera, è a discrezione dello spettatore. La verità su ciò che vuole spiegare questo capolavoro di Oishii e su ciò che si nasconde tra le atmosfere e le scene è però negli occhi di chi guarda.
Un film d'animazione incantatore, sospeso tra il sogno e l'incubo, condito di atmosfere angoscianti, cupe, tenebrose, e di due protagonisti che risaltano come degli spiriti nel mondo morto e scheletrico che li circonda in una morsa stretta e buia.
Onirico, misterioso, simbolista, con i dialoghi ridotti all'osso e sfondi che sembrano dei dipinti veri e propri. Tutto questo e molto di più, ma lo consiglio a chi vuole inabissarsi realmente in un sogno e in un incubo, fino a tentare di carpirne l'angosciante e buia bellezza.




__Nergal__
Per l'anime Tenshi no Tamago
Film di genere Fantasy/Drammatico/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 5

10 anni prima di Ghost in the Shell, Mamoru Oshii realizzò Tenshi no Tamago, l'uovo degli angeli, lungometraggio di 70 minuti.

Film ricco di significato secondo alcuni, film vuoto e fiacco secondo me.
Pretendere di trovarsi di fronte un film dal ritmo serrato e avvincente quando si parla di Oshii è impossibile, ma qui si rasenta il confine con la noia pura.
Il compito della narrazione è affidato quasi completamente alla musica e alle immagini, mentre i personaggi rimarranno in un silenzio quasi perenne.
La storia si svolge in una sorta di città morta, i cui soli abitanti sono dei pescatori che vanno a caccia delle ombre delle loro prede che compaiono sui muri e sulle strade.
Probabilmente dovrebbe rimandare ad un senso di disperazione e impotenza degli umani... probabilmente, anche perché nulla è certo in questo film.
I dialoghi si limitano ad un: "Chi sei tu?" Ripetuto un numero assurdo di volte; l'unica volta che si spingono in un discorso più lungo cadono anche in errore.
Il ragazzo infatti cita il passo biblico del diluvio universale facendo intendere che Noè mandò due volte la colomba a cercare la terra mentre invece il primo uccello fu un corvo. Potrà considerarsi una piccolezza da niente, ma io non la considero tale.

Per quanto riguarda la storia non si può nemmeno affermare che ne abbia una, il tutto è lasciato a discrezione dello spettatore che può decidere che significato dare e quale interpretazione usare.

Dal punto puramente stilistico si potrebbe meritare facilmente la lode, ambientazioni cupe nello stile di Oshii e disegni che più che tali sono veri e propri dipinti.
Tutto ciò però non basta per renderlo un prodotto sufficiente, il messaggio che porta l'opera è talmente criptico e celato che probabilmente non esiste nemmeno.

In 10 anni di tempo il pessimismo e le atmosfere cupe di Oshii sono rimaste pressoché immutate, ma è migliorato molto sotto l'aspetto contenutistico riuscendo ad offrire un prodotto comprensibile anche ai più, e non solo a chi lo ha diretto.




Pan Daemonium
Per l'anime Tenshi no Tamago
Film di genere Fantasy/Drammatico/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 8

Non si può dire che questo anime sia poco interessante o, comunque, attrattivo, in un qualche modo. Tra i tanti anime “psicotici” questo va assolutamente posto in cima. Dire che ci sia una storia è troppo. I due personaggi girovagano in un mondo morto, desolante ed inabitato da forme di vita che presentino una qualche forma di intelligenza. I dialoghi saranno al massimo una decina e non aiutano la comprensione dell’inesistente trama, dato che l’unico degno di nota di essi è ispirato alla Bibbia. Anche se ciò non lo gradisco, opterei per il pensare che una trama non ci sia. Se sia un non-sense non saprei dirlo, certo è che, qualora la storia nasconda un pensiero, un insegnamento recondito, esso, a me, è davvero inaccessibile. Non facilmente riesco a trovare significati specifici in opere così vaghe, al contrario di altri recensori. Scenograficamente è opprimente, ma appassionante, in alcuni casi.

Non posso dargli un voto esorbitante, come di solito faccio nei confronti di anime di questo tipo, per due motivi: 1) non riesco a capire se ci sia qualcosa di profondo da captare, come di solito avviene in anime similari, e quindi non capisco se debbo perder tempo scervellandomi; 2) mi ha sostanzialmente annoiato. La mancanza, bene o male, di una colonna sonora, di dialoghi, la scena costantemente nero/grigia sono, bene o male, di una colonna sonora, di dialoghi, la scena costantemente nero/grigia sono un mix di sonniferi. Il finale non aiuta di certo, anzi, mi ha reso ancora più perplesso. Questo anime ottiene, a mio avviso, un buon voto per il brano finale suonato al pianoforte. La melodia, inizialmente regolare e cadenzata, si sfalda successivamente, divenendo opprimente ed angosciante nelle sue cacofonie: praticamente ciò che si prova dopo aver visto 10 minuti di TnT.




HTxTH
Per l'anime Tenshi no Tamago
Film di genere Fantasy/Drammatico/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 7

In realtà il voto è più per il regista che per il film.
Mamoru Oshii ha realizzato questo anime a suo tempo in completa autonomia. Ne ha diretto la regia e rifinito al sceneggiatura; voci di corridoio narrano che la trama sia del tutto sua e devo dire che ci credo non poco.

Abbiamo una storia difficile, una trama complicata e un modo di raccontarla ancora più complesso. Io ho apprezzato l'insieme con quel suo sapore surreale e contorto difficile da digerire.
Mi sono piaciuti i protagonisti e le ambientazioni minimali e apocalittiche.
Ho apprezzato i disegni e il modo duro cocn cui l'animazione si evolve nel corso della visione.
Mi sono piaciute le critiche che muove il film, le cose che dà da pensare e i suoi simbolismi crudi e graffianti.

Ma l'insieme che ne esce è un opera grezza che va apprezzata per la sua difficoltà, non per la realizzazione o lo scopo.
In molte parti l'anime non colpisce, stordisce più che altro, e sembra non portare a niente. La regia spinge a fondo ma rallenta in molti punti, impedendo a chi la vede di potersi gratificare o apprezzare le atmosfere.

Consigliato a chi ama Mamoru Oshii.
Sconsigliato a tutti gli altri.




daniel
Per l'anime Tenshi no Tamago
Film di genere Fantasy/Drammatico/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 6

Opera prima di Mamoru Oshii.

Questo lungometraggio ha lo scopo di guidare lo spettatore in un mondo surreale alla Salvador Dalì (famoso pittore Spagnolo, nonché una delle massime icone del surrealismo), condito con animazioni a tutt'oggi più che sufficienti e musiche, benché anonime, utili a dare l'atmosfera giusta.

Di negativo invece, a mio parere, c'è solo il fatto che, essendo Oshii alle prime armi, abbia in alcuni momenti calcato un po' troppo la mano: infatti, in determinate situazioni gli eventi risultano eccessivamente lenti (mi riferisco alla scena che precede la distruzione dell'uovo da parte del protagonista, assieme alla scena finale), comunque nulla di serio.

In verità sento di poter consigliare quest'opera solo ai fan di Oshii e agli amanti del surrealismo.

Per pochi eletti.


PS: Se invece amate il surrealismo, consiglierei (se riuscite a reperirlo da qualche parte) la visione di Destino: opera di Dalì, fatta su commissione della Disney (si parla dell'ormai lontano 1946).

Mi pare duri soltanto sei minuti, ma vi assicuro che è un vero e proprio quadro di Dali in movimento!

Vedrete che la linea di pensiero usata da Oshii è stata presa probabilmente da quest'opera.

Anche questo da vedere.

Buona visione.




Trip
Per l'anime Tenshi no Tamago
Film di genere Fantasy/Drammatico/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 9

Lento, surreale, oscuro, sospeso tra il sogno e la leggenda, basato sul fascino magnetico delle bellissime e dettagliate immagini - solo, a tratti, un po' contorto e involuto.

Questo film non procede tanto per animazioni, quanto per quadri (nel senso letterale), i personaggi non si caratterizzano per i dialoghi (scarsissimi) ma per i loro gesti; l'azione è praticamente ridotta al minimo (tra l'altro rispetta la famosa unità temporale) per lasciare posto alla riflessione, alla divagazione onirica, all'attesa e al sonno vero e proprio.

Nonostante l'estrema lentezza dello svolgimento, la cripticità dei simboli e del loro impiego, è difficile non rimanere catturati dalla bellezza delle immagini e dall'atmosfera di mistero e di sogno.
Un must.



Luca
Per l'anime Tenshi no Tamago
Film di genere Fantasy/Drammatico/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

Secondo me è splendido perchè rappresenta il disperato tentativo dell'umanità di trovare un senso nell'esistenza. Pur di farlo si è disposti a sottrarre la cosa più preziosa dell'unica entità con la quale si ha un rapporto.
L'uovo sottratto all'Angelo è la fiducia sottratta alla purezza.

I lavori surreali come questo sono sempre difficili e quasi sempre aria fritta.
Oshii è un genio, quest'opera è poesia e insegna che ciò che veramente conta è interagire con l'altro ed amarlo, non derubarlo per una curiosità o un possesso. Questi portano piuttosto alla distruzione, nel film alla fine di questo mondo.



ataru
Per l'anime Tenshi no Tamago
Film di genere Fantasy/Drammatico/Psicologico
Episodi Visti: 1 su 1 --- Voto: 10

In un mondo oscuro,deserto e surreale una bambina conduce un'esistenza solitaria proteggendo un uovo misterioso.Incontrerà un enigmatico guerriero armato di un fucile a forma di croce che mostrerà fin da subito un particolare interesse per l'uovo...
Dopo aver visto insieme alcuni strani particolari del mondo che li circonda,il guerrierò inizierà a fare degli inquietanti discorsi...
Ideato,scritto e diretto da Mamoru Oshii,in collaborazione con il disegnatore Yoshitaka Amano e il compositore Yoshihiro Kanno,il film è una visione ultima del mondo e di Dio,ma è soprattutto un poema sulla solitudine.
Indubbiamente il miglior film d'animazione di tutti i tempi.



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