Tokyo Magnitude 8.0
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Tokyo Magnitude 8.0
8,260
out of 10
based on 46 ratings.
46 user reviews.
Tacchan
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 5 Tokyo Magnitude ha tradito le mie aspettative.
Le tante recensioni positive e i commenti letti in giro per il sito mi avevano spinto a cercare e seguire questo anime, che onestamente già mi aveva incuriosito al momento della sua pubblicazione giapponese. Più alte sono le aspettative, più grande è la delusione quando ci si rende conto che si sta visionando un prodotto che non ti riesce a prendere e che, anzi, ti annoia.
Come si più chiaramente evincere dal titolo l'anime è ambientato in una Tokyo inaspettatamente devastata da un potente cataclisma. La storia, in qualche modo profetica visto quanto accaduto un anno dopo la sua trasmissione nel mondo reale, si concentra sue due ragazzini, una bambina e il suo fratellino, che in mezzo al caos scatenatosi cercano di tornare a casa dai propri genitori.
Secondo quanto è annunciato all'inizio di ogni episodio l'anime propone una visione documentata e realistica di come la città di Tokyo reagirebbe ad un cataclisma di simili proporzioni, e ammetto che questo aspetto è ben proposto e risulta molto interessante. A livello informativo Tokyo Magnitude si dimostra un prodotto valido, sfortunatamente non è un documentario, opzione che visto il risultato finale sicuramente rimpiango. Il suo principale problema, per quel che mi riguarda, è che elegge a suoi protagonisti una irritante e viziata ragazzina e il suo ben più maturo fratellino e li segue durante la ricerca della loro casa, mentre passano di fianco, schivando per un pelo, una serie di ulteriori sciagure. Per rendere più partecipe lo spettatore gli sceneggiatori decidono di forzare un po' la mano e staccare con il realismo della ricostruzione, inoltre per caricarlo emotivamente optano per una serie di spettacolari e drammatici eventi che vanno a minare la credibilità del titolo. Come se non bastasse puntano su un finale dalle lacrime facili, ma in fin dei conti già il fatto di aver scelto due bambini come protagonisti era indicativo del fatto che si era scelta la strada più ovvia, quella che poteva provocare maggiore emotività e compassione nello spettatore.
Non sono uno che ha difficoltà ad emozionarsi: Una Tomba per le Lucciole mi fece scendere copiose lacrime, anche di recente Anohana non mi ha lasciato indifferente, sebbene fossero di sapore ben più dolce, mentre Tokyo Magnitude non è riuscito a scalfirmi. Colpa credo del fatto che è piuttosto lineare e prevedibile, avevo già intuito dove voleva arrivare. Inoltre, la scelta di voler emozionare lo spettatore a tutti i costi, si è rivelata per quel che mi riguarda controproducente, inducendomi a guardarlo in modo distaccato.
Tecnicamente si attesta su livelli buoni, mentre sicuramente quello che ho più apprezzato di Tokyo Magnitude sono le due sigle, molto carine.
Riassumendo, questo anime per quel che riguarda è stata una delusione: l'ho trovato forzatamente drammatico, poco spontaneo, troppo pilotato e paradossalmente, nel suo realismo, proprio per questi motivi irrealistico.

Limbes
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 7 Tokyo Magnitude 8.0, ovvero una serie su un ipotetico terremoto di magnitudo 8 della scala Richter che demolisce buona parte di Tokyo paralizzando la città e devastando la vita dei suoi abitanti, fra i quali non poche sono le vittime. Un terremoto che non sconquassa l’animazione seriale e non colpisce a fondo per diversi motivi, tra cui alcuni scivoloni retorici e melodrammatici, ma che offre un buon intrattenimento, anche propositivo, capace di scorrere liscio per tutti gli undici episodi, di non annoiare mai e di esibire, inoltre, una costruzione psicologica dei personaggi a tuttotondo e delle situazioni in cui si palesano un’introspezione più che buona e dei sentimenti ben ricreati e verosimili. Come verosimile, anche se con qualche riserva, è la ricreazione del fenomeno sismico, sia nei suoi effetti immediati, cioè i crolli, i danni e le altre conseguenze fisiche a costruzioni e infrastrutture, sia negli aspetti sociali e logistici, come la paralisi delle vie e dei mezzi di comunicazione, la costituzione dei campi terremotati, l’intasamento degli ospedali, il caos e il panico che attanagliano la città e via discorrendo. Probabilmente a volte Natsuko Takahashi (concept man della serie) s’è fatto però prendere troppo la mano da catastrofismi da disaster movie hollywoodiano, perché alcune scene e demolizioni illustri paiono eccessive e poco motivate a fronte di quanto già accaduto con la scossa massima, risultando così artificiose e forzate solo ai fini di un colpo di scena drammatico che proprio per questo perde ogni potenza d’effetto.
Stessa cosa si può dire per la caratterizzazione di Mirai, la protagonista, la quale inizialmente aveva fatto supporre ben altri spunti d’analisi che, molto più problematici e interessanti di quelli canonici e scontati trattati nel prosieguo, sono rimasti solo un abbozzo dagli sviluppi mancati. Sarebbe stato più originale calcare a fondo la lama dell’astio iniziale di Mirai verso i genitori, il fratello e il mondo che la circondava e vedere una reazione diversa dal solito rincrescimento per quanto pensato e quanto si è avverato. Sarebbe stata una spinta anticonvenzionale e anti-buonista con un punto di vista maggiormente scorretto e inusuale che però è stato censurato sul nascere e sostituito dalla consueta morale del ravvedimento e del “volemose bene”, inflazionata da troppo tempo e dai troppi che ne hanno abusato.
Invece molto buone risultano le altre due caratterizzazioni principali. In primis quella del fratellino di Mirai, Yuki, che, nel suo essere bambino, ha degli slanci di maturità e una cognizione delle cose rilevanti, tali da dimostrare una conoscenza non superficiale dell’infanzia da parte del team di sceneggiatori. In secundis quella di Mari, la giovane donna che funge da guida, da supporto e in fin dei conti da madre nel ritorno alle proprie case e ai propri familiari attraverso le macerie e i disagi della città paralizzata e pericolante. Molto matura, molto forte e molto umana, Mari incarna il giusto spirito con cui rapportarsi ai casi anche tragici della vita, lo spirito d’adattamento che nella sua consapevolezza quasi stoica va avanti per quanto lo permette la lunghezza delle sue gambe e il terreno su cui cammina, senza mai perdere di vista né l’obbiettivo né chi gli sta attorno, tanto meno la propria coscienza: uno spirito, insomma, che le priorità le vede con lucidità.
La narrazione non offre velocità salvo quella iniziale, e questo perché si sceglie giustamente di mettere da parte spettacolarizzazioni di massa o altri escamotage mainstream per concentrarsi invece sul livello base, sulle figure che si spostano tra i resti della città, tra i calcinacci e gli edifici disastrati, e su come il modo in cui vivono sia stato stravolto anche nelle piccole cose quotidiane alle quali non si fa più nemmeno caso, siano esse le comodità cui a cui siamo abituati tutti, il soddisfacimento dei bisogni primari o le emergenze repentine non più così semplici d’affrontare. Ciò che ne risulta è una ricostruzione ottima di un contesto che spesso capita di vedere, e non solo mediato da uno schermo: una condizione di quotidianità alterata, un ribaltamento dell’abitudine tanto repentino d’apparire surreale e nel quale ci si ritrova materializzati quasi senza crederci. E quest’aspetto, fondamentale, in Tokyo Magnitude è reso bene, appartiene a tutte le sequenze della serie ed è trasposto in modo secco e realistico. A differenza del lungo panegirico video-narrativo del finale e, in particolare, di un accadimento tragico dell’ultima parte che appesantisce la sobrietà manifestatasi non solo nei modi d’approccio alla catastrofe e alla storia ma, soprattutto, nella parte visuale. Quest'ultima, curata dallo Studio Bones e dalla Kinema Citrus, è semplicissima, lineare, presenta dei disegni dai tratti quasi minimal, delle animazioni scorrevoli e agili, è colorata limpidamente e illuminata con naturalezza in tutti i suoi frangenti e in tutte le sue componenti, così come negli ambienti e nei fondali fedeli agli originali. Il tutto è valorizzato dall’accompagnamento musicale di Kou Outani che, nonostante non sia eccezionale, né paragonabile ai vertici sonori raggiunti da molte produzioni precedenti a questa serie, aventi pure però dei nomi e delle pretese decisamente su un altro piano rispetto a Tokyo Magnitude, rispecchia il tono globale tenue e delicato cui contribuisce la regia, mai in primo piano, di Masaki Tachibana. Il resista nel complesso si limita a seguire quel che succede senza troppi artifici stilistici o protagonismi di sorta, esclusa la parte finale di cui sopra, favorendo così la fruizione di un prodotto che avrebbe potuto essere molto più pesante, e bisogna congratularsi con lo staff per questo, ma che di certo sarebbe potuto risultare anche migliore se avesse preso un paio di bivi con più coraggio e meno retorica.

Doppelgänger
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 5 Mirai è una ragazzina frequentante le medie. Non riesce particolarmente bene a scuola, ed è spesso insofferente ai genitori e del fratello Yuuki, annoiata dal tran tran quotidiano. Ma, all'inizio delle vacanze estive, si recherà col fratello ad una fiera robotica ad Odaiba, quartiere di Tokyo lontano da casa loro. Il caso vuole che proprio quel giorno un terremoto dell'ottavo grado della scala Richter si abbatta sulla città, devastandola. Con l'unico desiderio di tornare a casa, essi si metteranno in viaggio per Tokyo accompagnati da Mari, giovane ragazza madre preoccupata di sapere se sua madre e sua figlia siano ancora vive.
I giapponesi sentiranno i temi di quest'anime piuttosto vicini, dato che il Giappone è notoriamente una zona dal rischio sismico tra le più alte del mondo, e figuriamoci il popolo italiano, per i recenti fatti di L'Aquila. Ma al di là di ciò, l'idea di una storia gravitante intorno ad un disastro del genere potrebbe avere risvolti fantastici. È il caso di Tokyo Magnitude 8.0? Non credo proprio. Perché tutti i problemi di questa serie, se escludiamo qualcosa delle ultime puntate (11 in tutto), che comunque non salvano la baracca più di tanto, si possono riassumere in ciò che comportano alla fine: noia. E, nonostante mi sia commosso davanti a diversi anime, ho l'impressione che potrei passare per una bestia insensibile, leggendo i pareri entusiasti degli appassionati per la rete.
Da dove comincio? Dall'intreccio in sè? Praticamente tutta la serie segue questo viaggio lungo Tokyo, tra incontri con altri terremotati e altri incidenti causati dalle scosse telluriche. Ma, a mio modesto parere, non accade MAI nulla di veramente interessante. Parliamo di questi incidenti: quando capitano sono più o meno catastrofici (lo Studio Bones ha affermato di aver fatto riferimento a degli studi precisi sugli effetti di un terremoto di quel calibro. Posso anche crederci), ma non succede nulla di veramente rilevante, tanto se muore qualche mister sconosciuto non ce ne frega più di tanto (ma non aspettatevi di vedere frittatine d'uomo: nonostante sia un anime su una catastrofe naturale c'è un'incredibile penuria di cadaveri in questo cartone, e se ci sono sono rigorosamente riuniti e coperti da lenzuola), e per quanto possa essere disastroso, i protagonisti non perderanno mai troppo tempo a rifletterci su ("Oh porca troia, sta cadendo la Torre di Tokyo!... è caduta? Ok, andiamo"), e di certo loro non possono morire (ora, so esattamente cosa sta pensando chiunque abbia visto l'anime, ma tranquilli, arriveremo anche a quello a fine recensione).
E i personaggi seguono quegli stereotipi degli anime che odio fino alla morte. Ridono quando non c'è nulla da ridere (o anche semplicemente quando non è successo nulla di nulla), sono buoni come pezzi di pane, sempre disponibili, sempre gentili, sempre sorridenti... e se c'è una scena di "approfondimento psicologico", in cui per qualche secondo realizzano la portata della tragedia, fanno la faccia scura per un paio d'inquadratura, e poi via di sorrisi. Grande!
Oh, ma per far risaltare l'aureola dei buoni, tutti gli altri abitanti di Tokyo sono degli stronzi cafoni. Grande!
Personaggi memorabili? Zero spaccato. Mirai, che poi, alla fine dei conti, sarebbe quella centrale, è quella più interessante (modo gentile per non dire meno noiosa), e direi che alla fine il punto focale di tutta la trama sarebbe la sua maturazione. Si, alla fine di tutta la storia supererà la sua crisi adolescenziale e apprezzerà meglio la sua famiglia. E dire che c'è gente che ce la fa senza terremoto.
Yuuki. Oddio, Yuuki. Ammetto di partire prevenuto nei suoi confronti, considerando che odio quasi tutti i personaggi bambino in qualsiasi cosa (una delle poche eccezioni, di sicuro l' unica che ami veramente, è Pino di Ergo Proxy), ma questo è riuscito a smuovermi le interiora in maniera viscerale. Mi sento solo di dire: fastidioso.
Mari è uno di quei buoni samaritani di cui avevo parlato prima, non credo di dover aggiungere altro.
E poi... basta, direi che quelle tre/quattro comparse con qualche battuta in più sono del tutto trascurabili.
Meno male che la serie è breve, sennò non so davvero se l' avrei finita (e già così ho fatto molta fatica).
Sotto il profilo tecnico, alti e bassi, e i bassi sono semplicemente nel design, non di mio gusto: non mi piace lo stile dei personaggi. Per il resto nulla da dire, le scene del terremoto sono ottime.
Sul sonoro, a parte il buon doppiaggio giapponese, nulla da segnalare, nessun brano in particolare mi è sembrato memorabile.
Alla fine, mi riaggancio al discorso che ho accennato sopra. Molti di quelli che l'hanno visto diranno "Ma come? Non ti ha commosso il colpo di scena delle ultime puntate? Non hai pianto alla fine dell'ultima puntata?"
Beh, no. Onestamente, quella svolta semi-paranormale lascia il tempo che trova, d'altronde, non provando empatia per nessuno dei personaggi, cosa poteva fregarmene? È servita soltanto a confondermi per qualche minuto non capendo cosa stesse succedendo, ma niente di più.
L' impressione che ho ricevuto da questa serie è che abbia voluto fare un po' Una tomba per le lucciole, ma nel caso non l'abbiate ancora capito, il risultato è nettamente inferiore. Perché se lì la sofferenza dello spettatore nasceva dall'intensità del dramma, qui ho sofferto per la noia, dovendo seguire uno schema delle puntate che si può riassumere in "camminano, si fermano, ogni tanto incontrano una comparsa con due battute in più, scossetta di terremoto, qualche evento insignificante, occasionale "approfondimento psicologico" e/o "scene drammatiche", boss finale (scossa più forte con relativo crollo di palazzo), poche altre varianti".
E se anche la suddetta svolta ha smosso un po' le acque, possibile che mi sia dovuto tagliare le vene per 9 puntate, prima?
Voto: 5,5

GianniGreed
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 5 Tokyo Magnitude 8.0 è un anime che ha come punto centrale un ipotetico terremoto che colpisce la zona di Tokyo, e si focalizza su tre protagonisti che cercano di tornare a casa loro, attraversando la città ormai distrutta.
A parte la buona realizzazione tecnica lo reputo un anime molto sopravalutato, magari per i giapponesi è diverso, ma a me ha detto veramente poco.
L'anime ha un elevato tasso di drammaticità e situazioni forzate messe apposta per far commuovere lo spettatore a tutti i costi, è vero che c'è stato il terremoto ma i tre protagonisti si trovano sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato: cade il ponte e loro sono lì, si ribalta la nave, idem, cade la Tokyo Tower e sono esattamente sotto.
Le ultime due puntate raggiungono poi l'apice, con un colpo di scena molto inutile e comunque ampliamente prevedibile. La parte finale è la peggiore, specialmente lo slide show di foto di Yuki da piccolo nel finale. Hanno voluto a tutti i costi far piangere, l'ho trovata una cosa sbagliata, a m,e anziché commuovermi, ha lasciato perplesso.
Alla fine, nonostante il titolo, il terremoto diventa solo lo sfondo della storia di Mirai e della sua crescita.
Il chara design è abbastanza anonimo, ma è giusto per questo tipo di storia, dove i protagonisti sono persone normali. Buono il doppiaggio italiano, con i doppiatori che hanno fornito una buona interpretazione, convincente nelle varie scene.
Tokyo Magnitude non mi è piaciuto molto, diciamo che mi aspettavo di più visto che è uno degli anime più incensati degli ultimi anni. Mi capita di commuovermi guardando gli anime, ma Tokyo Magnitude vuole far piangere per forza, e con me non ci è riuscito.

Slanzard
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 8 «Quest'opera di fantasia è basata sull'ipotesi che un terremoto di forte intensità colpisca Tokyo, ed è stata realizzata sulla base di numerosi studi e ricerche su eventi reali.
Anche se sono state eseguite diverse simulazioni per poter creare uno scenario il più realistico possibile, alcune situazioni in questo anime potrebbero essere diverse in caso di evento reale.»
Con queste parole ci viene introdotto Tokyo Magnitude 8.0, serie televisiva in 11 episodi del 2009 che cerca di simulare gli effetti che avrebbe un sisma di magnitudo 8 sulla città di Tokyo. Il Giappone è uno dei paesi più all'avanguardia nel mondo in fatto di sicurezza contro i terremoti, situandosi in un'area fortemente a rischio e possedendo i fondi e le tecnologie necessari alla creazione di edifici e città anti-sismici; brevi scosse sono infatti abbastanza comuni in terra nipponica, se non proprio all'ordine del giorno, e terremoti che in altre parti del mondo sarebbero forieri di disastri lì sono poco più che semplici fastidi estemporanei.
A dare l'idea per la realizzazione della serie è il risultato dato da una serie di studi secondo i quali ci sarebbe il 70% di probabilità che il Giappone venga colpito da un sisma del settimo grado della scala Ritcher nei prossimi 30 anni.
I protagonisti scelti per questa storia sono due giovani fratelli, Mirai e Yuuki, rispettivamente di 11 e 7 anni. La famiglia di Mirai e Yuuki è quanto di più normale si possa immaginare: una madre troppo occupata dal lavoro per poter badare come vorrebbe ai figli, un padre abbastanza disinteressato, una sorella maggiore fanatica del telefonino che ritiene una rottura dover badare al fratellino al posto dei troppo occupati genitori e un fratello minore che non ha ancora perduto l'ingenuo entusiasmo dell'infanzia e che vorrebbe divertirsi insieme a tutta la famiglia. A innescare gli eventi è il desiderio di Yuuki di visitare la mostra di robotica sull'isola artificiale di Odaiba; essendo i genitori occupati col lavoro, è Mirai ad accompagnarlo. È proprio all'uscita della mostra, nel momento in cui Yuuki si separa da Mirai per recarsi in bagno, che tutto ha inizio: Tokyo viene colpita dal più potente terremoto mai avvertito in area urbana, Odaiba si tramuta in un inferno di macerie; i cellulari non prendono, tutte le comunicazioni sono interrotte, incalcolabile il numero dei morti, dei dispersi o dei feriti. I più fortunati possono ascoltare le notizie dal telegiornale tramite i telefonini, stando ben attenti a non esaurirne la carica troppo velocemente. Iniziano a giungere i primi soccorsi, tra le macerie si rinvengono feriti e cadaveri, i superstiti iniziano a radunarsi temendo per la sorte dei loro cari, spostandosi verso le prime aeree adibite ai soccorsi. Tutto questo mentre inesorabili si susseguono le scosse di assestamento che seguono il sisma principale, che minano i già provati edifici anti-sismici e gli spossati animi dei sopravvissuti. Tra questi vi sono anche Mirai e Yuuki, che riescono a riunirsi grazie all'aiuto di un'adulta incontrata da loro poco prima di giungere all'isola di Odaiba: Mari. Mari è una giovane madre che vive insieme alla figlia e alla nonna e che, nonostante la preoccupazione sulla sorte dei suoi famigliari, decide di aiutare Yuuki e Mirai a tornare a casa e ricongiungersi ai genitori, nella speranza siano essi sani e salvi.
Il viaggio attraverso Tokyo ha una duplice funzione: in primo luogo mostra nel dettaglio lo scenario post-disastro venuto a crearsi, dalle misure di sicurezza adottate (distribuzione di toilette portatili e di pasti, predisposizione di navette per evacuare velocemente l'isola artificiale) ai possibili pericoli all'incolumità dei sopravvissuti (crolli di edifici, il rischio di venire separati dai propri cari dalla folla che cammina inesorabile, una “normale” dissenteria). Secondariamente, la strada verso casa si fa anche racconto di formazione, in un percorso di autoanalisi forzata dalla tragedia appena avvenuta; è proprio nei momenti in cui esse ci vengono portate via che ci rendiamo realmente conto dell'importanza delle cose che abbiamo intorno, e sarà quindi proprio Mirai a subire l'evoluzione più consistente, pentendosi e rendendosi conto dei suoi errori nel rapportarsi coi propri genitori e col proprio fratellino, nonché della vacuità della sua esistenza fino a quel momento. Durante l'arco del viaggio assisteremo ad atti d'egoismo ed eroismo, perchè è nelle situazioni estreme che viene fuori il vero animo degli esseri umani, qualunque esso sia.
La scelta del cast di protagonisti non è assolutamente casuale, ma segue un ben preciso allineamento morale. Da un lato abbiamo Mari, l'unica adulta del gruppo, che si fa esempio vivente del modello perfetto di comportamento adottabile da un adulto: non solo si improvvisa tutrice dei due bambini in difficoltà aiutandoli a ritornare a casa, ma si mantiene quanto più possibile fredda e logica in ogni situazione, senza perdere la calma e lasciarsi prendere dal panico, seguendo sempre le direttive degli addetti e dei soccorritori nonostante l'ansia di non conoscere il fato della propria famiglia. A farsi emblema di tale comportamento è il momento in cui Mari aiuta una giovane madre a liberare il passeggino dalle macerie permettendole di proseguire il viaggio, mentre sullo sfondo una fila senza fine di persone dallo sguardo apatico cammina incessante, senza nemmeno mostrare di aver notato la donna in difficoltà. Tutto questo ad eccezione di un paio di situazioni in cui anche Mari si lasca andare trascinata dagli eventi, cosa che, tuttavia, anziché minarne il valore esemplare ne incrementa la credibilità psicologica in quanto essere umano.
Dall'altro lato ci sono invece Yuuki e soprattutto Mirai che mostrano il comportamento ideale di un bambino in quella determinata situazione; per fare ciò gli sceneggiatori usano l'espediente opposto a quello di Mari, rendendo i due bambini l'esempio da non seguire, dando loro atteggiamenti sbagliati, seppur sempre perfettamente realistici considerando la loro giovane età, e potendo così mostrare anche i risultati negativi di tali comportamenti. Si va dal correre via senza avvertire i propri compagni di viaggio solo per controllare una cosa che si è vista di sfuggita, a sottovalutare mal di testa o dissenterie, ad entrare in edifici pericolanti solo perchè all'apparenza sicuri, e cosi via. È proprio tramite gli errori dei due bambini, le loro conseguenze negative e la conseguente crescita psicologica dei due che viene dunque trasmesso quello che è il messaggio di fondo dell'anime, anzi i messaggi.
Sì, perchè il messaggio che Tokyo Magnitude 8.0 vuole lasciare è duplice, anche se si tratta di due facce della stessa medaglia; non solo è una guida comportamentale da tenere in caso di terremoto o altri disastri similari, ma è anche un incentivo a vivere a pieno ogni momento, avendo sempre cura di se stessi e dei propri cari, in modo da non pentirsi delle proprie scelte quando è ormai troppo tardi.
Il comparto tecnico di Tokyo Magnitude 8.0 è estremamente semplice, con un character design essenziale tale da renderlo adatto anche ad un pubblico estremamente giovane e un'animazione abbastanza povera ma in grado di svolgere sufficientemente bene il suo ruolo – non vi sono in fondo significative scene concitate o d'azione che richiedano particolari virtuosismi grafici; dettagliati invece gli sfondi, a cui è stata riservata una particolare cura anche nelle scene di disastri o crolli.
“ Anime ja nai” titolava una delle opening della saga di Gundam, “non è un anime” era il messaggio si voleva trapelasse dalla visione. Forse, tale nomea ben si adatta anche a Tokyo Magnitude 8.0, che trascende le usuali motivazioni che spingono le case giapponesi a realizzare anime. Ci troviamo infanti di fronte ad una simulazione di terremoto estremamente dettagliata in grado di insegnare molto allo spettatore di tutte le età, rendendone anche consigliabile la trasmissione in tutte le scuole (e non solo).

Sonoko
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 10 Ho finalmente visto anch'io questo gioiellino dell'animazione giapponese e devo dire che è davvero stupendo!
Fin dall'inizio la storia mi ha dato i brividi. A molti sarà capitato, in certi momenti della propria vita, di sentirsi depressi e stanchi di tutto, arrivando magari a desiderare, anche solo per un istante, che questo mondo finisca... e se questo desiderio, espresso così, tanto per sfogo, fosse subito realizzato? E' quello che succede a Mirai, una ragazzina giapponese stanca della sua vita, che ritiene piatta ed insignificante. I suoi genitori sono sempre troppo impegnati con il lavoro, tanto non potersi nemmeno permettere di staccare per andare in vacanza, e così spesso le affidano il fratellino Yuki, obbligandola a rinunciare ad uscire con le amiche come ogni ragazzina della sua età... Così un giorno, mentre aspetta Yuki fuori dall'edificio dove si tiene una mostra di robot (dove lo aveva accompagnato da sola perché i genitori come al solito non avevano trovato il tempo) pensa e scrive sul cellulare: "Un mondo così sarebbe molto meglio che sparisse!!!" Ed appena pochi istanti dopo la terra trema...
Ho letto che Tokyo magnitude 8.0 può essere considerato un documentario, una sorta di manuale che spiega il comportamento che i giapponesi dovrebbero adottare, mostrando i comportamenti da prendere a modello (Mari rappresenta l'ideale di adulto, addirittura troppo responsabile ed altruista per essere vera!), ma anche mostrando condotte sbagliate (tipo quella dei bambini, che si allontanano all'improvviso nella confusione o che si mettono in situazioni assurdamente pericolose senza validi motivi), in caso di una nuova catastrofe naturale simile al terribile terremoto del Kanto, considerando che purtroppo in Giappone è una zona così altamente sismica. Sì, posso essere d'accordo con questa interpretazione della storia, ma sinceramente non la vedo solo in questo modo. Io credo che attraverso il terribile susseguirsi degli eventi, anche con quel pizzico di fantastico (ma come possiamo essere del tutto certi che lo sia?) in quel finale che commuove tantissimo, Tokyo magnitude 8.0 voglia anche farci riflettere sulle vere priorità della vita, su dove possa essere la vera felicità, che spesso noi cerchiamo chissà dove ed invece sta proprio in quelle piccole cose di tutti i giorni, che diamo troppo per banali e scontate ed invece finiscono per essere apprezzate soltanto quando rischiamo di perderle o quando vengono perse. E probabilmente questo è quanto avrà desiderato Mirai nel corso delle 11 puntate, di tornare indietro a quella sera, tranquilla come tante altre, in cui aveva mangiato così malvolentieri insieme a Yuki quella fetta triangolare di torta (del tutto inappropriata per festeggiare un compleanno, perché una torta di compleanno deve essere rotonda, diceva lei!) che aveva offerto loro la mamma!
Tokyo magnitude 8.0 consiste soltanto di 11 puntate, ma sono tutte molto intense ed avvincenti, e trovo che non ci sia nulla di inutile, nemmeno la tanto criticata puntata sui robot di soccorso! Inoltre, nonostante la presenza di alcune esagerazioni, come la sopra citata caratterizzazione di Mari adulta perfetta, trovo che certe situazioni siano mostrate con notevole realismo, per quanto drammatico questo possa risultare...
La storia mi ha un pò ricordato Una tomba per le lucciole (anche se ovviamente il capolavoro di Takahata resta notevolmente migliore): anche Tokyo magnitude 8.0 è la chiara dimostrazione che "anime" non indica necessariamente un prodotto per bambini, ma che anzi, spesso, è molto più adatto per gli adulti, che da esso potrebbero avere molto da imparare. Insomma, altro che domenica mattina, questo anime avrebbe meritato la prima serata di RAI 4, per ricevere davvero l'attenzione e l'ascolto che merita.
L'animazione ed il character design non sono granché, ma questo è uno di quei casi in cui tali elementi, per me di solito molto importanti per la valutazione, diventano assai insignificanti, perciò dò senza problemi a questa serie un bel 10 pieno!

Enid
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 6 Quando in un'opera, di qualsiasi tipo essa sia, si decide di trattare argomenti del calibro di quelli di Tokyo Magnitude 8.0, si deve stabilire se farlo o con un occhio di riguardo alla sensibilità di chi potrebbe guardarlo o in modo dissacrante così da realizzare un prodotto d'impatto mai visto prima.
Il problema di Tokyo Magnitude 8.0 è che nessuna delle due precedenti modalità viene adottata e se, per quanto concerne la seconda lo sospettavo, pensavo che almeno avrebbero introdotto un minimo di vera emozione in questo anime che, al contrario, si è rivelato uno scontato susseguirsi di catastrofi.
Gli undici episodi della serie ruotano intorno ai fratelli Onosawa. Lei, l'undicenne Mirai, viene obbligata dai genitori nei primi giorni delle vacanze estive ad accompagnare il fratello Yūchi, sette anni, all'isola artificiale di Odaiba per vedere una mostra sui robot che interessava al bambino. Mentre si trovano ancora a Odaiba i due fratelli sono travolti, così come tutta Tokyo, da un terremoto di magnitudo 8.0 della scala Richter. Fortunatamente incappano in Mari,una giovane e volenterosa donna che si offre di accompagnarli a casa, ovvero a Setagaya.
Con queste premesse il prodotto avrebbe potuto presentarsi come una sorta di documentario animato vissuto dall'interno, un viaggio realistico e doloroso, ma al contempo pieno di speranza - i protagonisti sono bambini e i bambini in fondo hanno sempre rappresentato il futuro - verso casa.
Il problema di Tokyo Magnitude 8.0 è che la disperazione e il dolore lo spettatore se li perde per strada. Vissute invero attraverso gli occhi di Mirai il terremoto e le sue conseguenze più gravi, che non sono tanto la distruzione del Rainbow Bridge e della Tokyo Tower, ma la distruzione della vita umana, ovvero la morte, sfumano agli occhi dello spettatore, che sembra intravederle per un sola manciata di minuti per poi risvegliarsi con un sospiro di sollievo dal sogno.
Ma in verità, la realtà che dal settimo episodio in poi ci viene suggerita non è altro che un'alterazione degli eventi propostaci da Mirai, dalla quale non ci libereremo fino al decimo episodio.
Ora, ben comprendo che a fronte di un trauma del genere la psiche di Mirai abbia attivato i propri meccanismi difensivi e mascherato la realtà; quello che però mi chiedo era quale fosse la necessità di tenere legato lo spettatore a questa distorta visuale per ben tre episodi.
Tokyo Magnitude 8.0 non è quindi una fedele, seppur immaginata attraverso ricerche e studi, rappresentazione di un terremoto come potrebbe sembrare esteriormente, bensì il racconto di un terremoto interiore che colpisce la protagonista dal momento in cui pensa quanto desidererebbe che il mondo andasse in pezzi fino al suo ritorno a casa.
Nonostante non brilli propriamente per innovatività, un pregio di questo prodotto è lo spazio concesso ai tre personaggi principali e alla loro analisi interiore, specialmente quella di Mirai, che risulta particolarmente accurata. Altro punto a favore di Tokyo magnitude 8.0 è l'aspetto tecnico riguardante la grafica: il character design è veramente molto essenziale, quasi scarno, ma le rappresentazioni dei danni subiti dalla capitale giapponese sono apprezzabili nella loro accuratezza. Elemento ulteriore di questi undici episodi è la scelta della musica dai toni soffusi e quasi impercettibili, che si contrappongono alla opening "Kimi no uta" degli Abingdon Boys School e alla maggiormente orecchiabile,e forse adatta a questo prodotto, ending "M/elody" di Shion Tsuji.
In conclusione da Tokyo Magnitude 8.0 mi aspettavo ben altro, purtroppo le mie aspettative sono state alquanto deluse. Forse mi si potrebbe tacciare di poca sensibilità, ma l'eccessiva forzatura di alcuni eventi che non portano veridicità alla produzione, ma solo ulteriore motivo di indotta commozione nello spettatore, mi hanno fatto decisamente storcere il naso.

Eretria90
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 8 Tokyo Magnitude 8.0 è un anime la cui storia si basa su un ipotetico terremoto nei pressi di Tokyo, Giappone. Ci tiene, attraverso un messaggio iniziale, a informare il pubblico che è un'opera di completa fantasia, basata sugli studi di eventuali catastrofi del genere, attraverso svariate simulazioni.
È altrettanto importante che lo spettatore sappia che quest'opera è stata realizzata nell'anno 2009. È quindi antecedente ai fatti dell'11 Marzo 2011, che hanno scosso la penisola nipponica con il terremoto di Sendai e del Tōhoku, con conseguente maremoto. Quest'ultimo ha avuto un sisma di magnitudo 9.0, il più potente mai riscontrato in Giappone.
Ma ora passiamo alla storia. La nostra protagonista è Mirai, una studentessa di scuola media, molto disillusa dal mondo e senza aspettative. Iniziano le vacanze estive e per Mirai non si prospetta nessun viaggio allettante, i suoi genitori saranno come al solito impegnati col lavoro, trascurando lei e il suo fratellino, Yuki. La catastrofe giunge non appena i due fratelli si trovano fuori città per una mostra di Robot, per la quale i genitori non hanno trovato il tempo di accompagnarli.
Con un'esclamazione fatidica, Mirai imprecherà sulla mancanza di "qualcosa di buono" nella sua vita, e su come sia meglio che questo mondo vada in pezzi. Ed è proprio così che hai inizio lo sfracello!
Con tal preludio, assistiamo all'avventura di Mirai e Yuki per uscire indenni da una Tokyo messa sottosopra, le strade in rovina, il caos di una popolazione in allarme e sempre in corsa, i piccoli bisogni quotidiani, la mancanza dei genitori, le morti lungo la strada e un cammino sempre più faticoso, per giungere a casa.
Fortuna vuole che ad accompagnare i due ragazzini ci sarà una giovane donna che non vede l'ora di tornare a casa per riabbracciare la sua piccola bambina. Quest'ultima, Mari, ha una personalità forte e disponibile, capace di insidiarsi nella fitta barriera che Mirai le ha imposto (a Mari come a molti altri adulti, che le ricordano le disattenzioni dei suoi genitori). Inoltre, la sua bontà non si sofferma solo sui protagonisti, ma anche sui passanti e su altre persone che incontreranno nel loro viaggio, lungo 11 episodi.
Questa serie d'animazione si lascia guardare con scorrevolezza, e non si dilunga troppo. Riesce a presentarsi in maniera estremamente realistica, concedendo molte informazioni su di un sistema decisamente organizzato quale è il Giappone, in caso di terremoto. Infatti, verranno spiegati molto semplicemente i vari tipi di scosse (d'assestamento o altro), il sistema d'evacuazione, l'organizzazione ospedaliera e dei soccorsi, ecc.
Al di là dello sguardo ingenuo dei nostri protagonisti, è possibile affrontare argomenti molto seri: l'assenza è a mio parere il tema ricorrente. Viene affrontato sotto vari punti di vista, come un figlio poco seguito dai genitori, o una madre in ansia per sua figlia, o di un'amica dispersa, o di una vittima sul ciglio della strada.
Artisticamente c'è un tratto appena abbozzato, scarno e infantile, che è in contrasto con il tipo di storia e con gli sfondi in rovina. A parer mio è pienamente voluto, per non render la storia troppo pesante e per percepirla meglio attraverso lo sguardo dei personaggi principali. Ne è un esempio il fatto che l'opening e l'ending hanno una grafica molto più dettagliata, oltre all'avere delle musiche davvero molto belle ed orecchiabili. Specialmente Melody, di Shion Tsuji, che risulta vivace e svelta, poco prima che l'episodio termini con l'annuncio televisivo delle conseguenze spaventose di questa strage.
Infine, mi sento di consigliare questa storia, seppure inizialmente ne diffidavo un po', perché nonostante racconti fatti importanti, trovavo il tono narrativo noioso e poco interessante. Ma tutto ciò, prende una piega diversa a metà del percorso, i fatti sono sempre più seri, concreti e toccanti. I sentimenti del pubblico verranno messi alla prova, le coscienze saranno colpite, si proverà un senso di empatia, e le lacrime sono assicurate.
Io suggerisco di provarlo.

npepataecozz
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9 Quando ho letto le avvertenze a capo del primo episodio di questo Tokyo Magnitude 8.0 (in realtà si ripetono in tutti gli undici episodi ma che senso ha rileggere undici volte la stessa cosa?) pensavo si trattasse, più che di un anime, di un documentario alla Piero Angela su rischi e conseguenze di un fortissimo terremoto. Come premessa non era proprio il massimo ma avevo voglia di qualcosa di diverso e così mi ci sono buttato.
La realtà dei fatti si è dimostrata, però, molto diversa: l'evento cruciale della storia è indubbiamente un terremoto, ma a me pare che l'autore abbia voluto, in realtà, mostrare come anche la propria città possa trasformarsi in un vero e proprio labirinto se posta in condizioni estreme. Niente mezzi di trasporto, niente mezzi di comunicazione, perfino problemi per trovare dei servizi igienici: attraversare la città di Tokyo in queste condizioni risulterà molto difficile. Specie se a cercare di attraversarla sono due bambini (anche se coadiuvati da un adulto). Anche a rafforzare quest'impressione si noti che, nonostante l'elevatissimo numero di morti annunciato e le continue scosse di assestamento, per le strade della città non si notano grandi fenomeni di panico o di isteria collettiva. Per le strade non appaiono scene di sangue, né il dolore delle persone (con qualche piccolissima eccezione) che hanno perso i propri cari. Quello che si vede è un popolo civilizzato che affronta la tragedia cercando di apparire quanto più possibile maturo. Quindi l'obiettivo non è mostrare le conseguenze emotive di un terremoto ma le sue conseguenze logistiche. Con l'eccezione dei protagonisti, ovviamente.
Tokyo Magnitude 8.0 racconta le vicissitudini di due fratelli scampati al terremoto per tornare alle proprie case, dove non sanno ci sia ancora qualcuno ad aspettarli. Assieme a loro una donna anch'ella in pena per le sorti della figlioletta e della madre. Sulla trama non dirò altro in quanto questo anime, per essere apprezzato dev'essere visto fino alla fine. Nel finale sta, infatti, la chiave di lettura (o meglio di rilettura) di tutta la storia. Fare dello spoiler qui sarebbe un invito a guardare qualcos'altro.
A me storie di questo tipo piacciono: nonostante qualche indizio, al termine lo spettatore finisce scervellarsi a ricordare scene e fatti degli episodi precedenti per cercare di capire se ciò che si è appena visto sia stato veramente possibile (quasi a cercare inconsciamente una contraddizione pur di non ammettere di essere stato ingannato) e, se lo è, quando è come è accaduto quello che poi si è capito essere accaduto.
Quindi non posso fare a meno di dare una valutazione positiva a questo anime: non la migliore possibile, però, in quanto condivido chi in altre recensioni lamentava la noiosità di molte delle 11 puntate. Il voto più giusto sarebbe forse un otto: gli assegno, però, un punto in più per la forte "scossa" emotiva che lascia nel paio d'ore immediatamente successive alla sua visione, chiaro segnale di obiettivo raggiunto.

Aniki87
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 6 Sono rimasta un po' delusa da questo anime.
Sarà che le mie aspettative forse erano troppo alte. Fatto sta che leggendo la trama mi aspettavo un po' più di azione, scene di panico totale e, perchè no, mi sarebbe piaciuto vedere anche un po' di sangue. Quindi se volete vedere un anime apocalittico incentrato sul disastro totale lasciate stare.
La scelta degli autori è stata quella di concentrare quasi tutta l'attenzione sugli aspetti psicologici dei protagonisti. Il che, come scelta, è effettivamente interessante. Il problema è che l'anime ha un andamento molto lento... nonostante sia composto da soli 11 episodi ci sono delle puntate dove nemmeno nell'aspetto psicologico dei personaggi avvengono svolte. Si ha l'impressione di sentir parlare sempre della stessa cosa.
Alcune scene potevano essere studiate un po' meglio... a volte è stato rasentato davvero il ridicolo (chi dopo un terremoto di magnitudo 8 si va a nascondere in un palazzo pericolante?)
Comunque, l'inizio della serie mi è piaciuto molto ed ha attirato il mio interesse (le prime due puntate), ma poi ha preso un andamento piuttosto ripetitivo che ha fatto svanire tutto quell'interesse nel nulla. Nonostante la noia ho tenuto botta e ho visto tutta la serie sperando che si potesse riprendere. Per fortuna, nelle ultime puntate, i nodi iniziano a venire al pettine e le cose si fanno davvero interessanti. Gli ultimi episodi mi hanno regalato molta ansia e lacrime, quindi emozioni forti.
In definitiva consiglio ques'anime ai romantici e agli amanti del genere drammatico.
E adesso devo dare un voto equo per un anime che inizialmente ha catturato totalmente il mio interesse, nella parte centrale mi ha fatto annoiare da morire e per certi versi mi ha anche irritato, ma che nel finale mi ha dato grandi emozioni, forti e vere.
Un quasi 6 1/2

shinichi kudo 98
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9 "Tokyo Magnitude 8.0" è un anime ideato dallo studio Bones, che narra la vicenda di due fratelli, Mirai e suo fratello minore Yuuky.
Il titolo di questa serie deriva proprio dal terremoto di magnitudo 8.0 che ha colpito la città di Tokyo, mentre i due fratelli erano a una mostra di Roboth. La serie procede con i due ragazzini che dopo il devastante terremoto si incamminano verso casa, accompagnati da una signora, che vedendoli da soli ha deciso di tenerli sotto la sua supervisione e di assicurarsi di farli ritornare a casa sani e salvi.
La storia è caratterizzata da un finale davvero commovente e toccante, che guardando credo sia praticamente impossibile non commuoversi.
Secondo il mio parere, serie con un numero così basso di episodi, come in questo caso solamente undici, non sarebbero in grado di soddisfare lo spettatore, dato che in soli undici episodi è difficile essere dettagliati nei particolari e approfondire la storia. Vedendo questa serie invece, devo ricredermi, perché anche avendo pochi episodi secondo me riesce a soddisfare qualsiasi curiosità dello spettatore, difatti nessun particolare è lasciato al caso, e a fine serie nessuna parte è stata lasciata in sospeso.
Credo che l'idea di ideare una serie che abbia come argomento principale una calamità naturale, come in questo caso un terremoto, sia ottima, dato che in Giappone eventi catastrofici come terremoti o tsunami siano sfortunatamente frequenti.
Passando al lato tecnico, credo che in generale "Tokyo Magnitude 8.0" sia una serie ben realizzata, con una trama a parere mio abbastanza dettagliata, anche se, come già detto in precedenza, si tratta di una serie che conta in totale solamente undici episodi.
Il character design non è a parere mio il massimo che si possa ottenere, dato che le figure delle persone sono caratterizzate da un disegno davvero molto semplice, che a volte potrebbe sembrare leggermente trascurato.
Il mio riferimento invece non va alla città distrutta, e ai particolari dell'ambiente disastrato, che sono a mio parere molto precisi e ben dettagliati.
In definitiva credo che "Tokyo Magnitude 8.0" sia davvero un'ottima serie, che consiglio a tutti coloro che vorrebbero dedicarsi a una visione veloce e non impegnativa, ma davvero molto toccante e commovente.

Turboo Stefo
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9 In Giappone i terremoti sono un evento relativamente comune, per via dell'instabilità geologica del paese. Questo ha reso la popolazione abituata a tali emergenze nate da scosse più o meno intense, ma se arrivasse una scossa molto potente? Questo è stato, probabilmente, il pensiero dell'autrice Natsuko Takahashi che ha collaborato con lo Studio Bones per creare un anime molto curato e studiato, basato su reali ricerche e simulazioni. Tutto questo avviene all'incirca un anno e mezzo prima del terribile terremoto di magnitudo 9 che ha colpito Sendai nell'11 marzo 2011.
Mirai è una ragazza di tredici anni, e come tutte le sue coetanee comincia ad avere pensieri sul futuro che unendosi a mille altri crea i tipici sbalzi di umori e il comportamento criptico visibile in ogni adolescente, senza contare la situazione familiare nata dai genitori perennemente impegnati con il lavoro che lasciano spesso soli i due figli, ignorando anche un semplice gesto come una torta rotonda per il compleanno. Proprio per via di questi impegni lavorativi Mirai è costretta ad accompagnare il fratellino Yuki ad una mostra sui Robot, anche se in realtà il piccolo voleva andare a prendere un regalo per la madre. Peccato che proprio quando si trovino al centro commerciale uno strano silenzio si propaga, gli stormi di uccelli scappano dalle fronde e con un sommesso rombo la terra inizia a tremare. Fortunatamente i due fratelli sono incolumi, e tra tanto dolore e paura troveranno una madre dal cuore generoso e gentile che decide di accompagnarli fino a casa.
I primi episodi sono incredibilmente appassionanti, ed è impossibile per lo spettatore non rimanere letteralmente incollato al televisore. Lo scenario è ben studiato mentre osservare la città di Tokyo vacillare e cadere a pezzi è incredibilmente inquietante, seppur sia chiaramente un'opera di finzione. Proseguendo la storia punta molto all'ottima ricostruzione, inizialmente si può osservare lo smarrimento misto a paura vagare tra la popolazione, che oltre a mettersi in salvo cerca di aiutarsi a vicenda in attesa dei soccorsi, e non mancheranno piccole isterie di massa. Successivamente arriveranno i soccorsi ed anche qui si può ammirare l'efficienza degli aiuti che sfruttano l'ottima collaborazione tra abitanti, militari ed altri corpi organizzati, dai militari agli ospedali. Non mancano anche "anticipazioni" come mostra la discesa in campo di robot destinati alle operazioni di salvataggio, ancora un prototipo quando l'opera è stata realizzata.
Sotto l'aspetto puramente tecnico l'opera quindi risulta ottima e riesce nel suo intento, però nonostante questo sia l'aspetto che funge da perno per la costruzione dell'anime il tutto deve avere un motivo per svilupparsi, ecco quindi che si spiega la presenza della storia di Mirai e Yuki: un mezzo che permette di mostrare le diverse situazioni mentre si intriga lo spettatore con una storia dall'atmosfera triste, che parla dell'amore fraterno e soprattutto di valori familiari che nella società moderna sembrano perdersi. Ovviamente per poter riuscire a mostrare tutte le situazioni senza dover creare più di un filone narrativo la storia subisce notevoli forzature oltre a qualche eccessivo temporeggiamento, mostrando come apparentemente i protagonisti siano perseguitati dalla sfortuna anche se si salvano sempre in extremis. Tuttavia anche la storia rivela interessanti spunti, come i re-incontri con la famiglia o la paura di alzare un telo per effettuare un'identificazione.
Si arriva così tra momenti felici ed altri tristi all'atteso finale che riuscirà a stupire - se non gli spettatori più accorti - con un ultimo e pesante colpo di scena che nella sua drammaticità eccessivamente ricercata risulta forse eccessivamente fuori luogo, anche se viene sfruttato per regalare un finale con un senso all'intera opera.
Forse l'aspetto più curato in assoluto, ma che passa in secondo piano, sono le sublimi caratterizzazioni. Apparentemente non paiono particolarmente profonde se non funzionali, ma lentamente mostrano una cura approfondita e realistica. Yuki incarna benissimo la figura del bambino, con i suoi modi velati e contorni per portare felicità alla famiglia e i piccoli gesti che sono legati a significati più profondi, come il vedere un ponte o disegnare un biglietto di auguri, mentre proseguendo mostra come da importanza a piccole cose quali una pianta da poco interrata nel giardino. Mirai invece è l'esempio perfetto dell'adolescente perennemente in guerra con la famiglia e con se stessa, mostrando un comportamento scostante e che non sempre riesce a esprimere bene i suoi sentimenti. Per finire c'è Mari che incarna una donna adulta che vuole aiutare i due giovani mettendo in secondo piano la propria volontà, portando dentro di se tutto il dolore e le paure fino a quando non saranno troppe da sopportare.
Questi tre personaggi quindi, perfettamente curati, sono un gruppo che risulta efficace anche per mostrare le varie reazioni delle varie fasce d'età in particolari situazioni.
A livello grafico sicuramente l'opera salta all'occhio per il suo inatteso contrasto tra gli sfondi, curatissimi e realistici, e il character design, minimalista e semplice. Quest'ultimo tuttavia risulta gradevole e rivela un'incredibile espressività molto coinvolgente.
Ovviamente gli scenari apocalittici accuratamente costruiti sono talmente curati da risultare agghiaccianti, soprattutto quando durante il terremoto e le scosse di assestamento si possono "ammirare" palazzi e ponti tremare violentemente per via dei terribili sussulti, e grazie all'ottima animazione computerizzata potrebbero anche dare la nausea per come sono riusciti.
Ottimi infine anche i giochi di luce e la computer grafica, ottimamente integrata e spesso utilizzata per piccoli particolari, come ad esempio i livelli più lontani della folla.
Nel complesso tra disegni, sfondi e animazione, arricchiti dalla CG e dall'ottima regia, si ha un profilo tecnico completo e funzionale.
La colonna sonora non è da meno, sia per le orecchiabili sigle che per le tracce che calzano la storia, spesso formate da toni leggeri e delicati ma che sottolineano bene i diversi momenti. L'aspetto tuttavia più riuscito è sicuramente quello degli effetti sonori che rendono il tutto più avvolgente e intenso: il silenzio che anticipa il cupo rombo, seguito da edifici che crollano e vetri che cadono a pezzi, mentre si sento urla, richieste di aiuto. Anche le situazioni più tranquille ne traggono profitto, grazie agli effetti ambientali, ai rumori dei passi, oppure i borbottii della folla.
La Yamato Video ne ha acquisito i diritti per la versione italiana, regalando un buon adattamento e un doppiaggio inaspettatamente riuscito e coinvolgente.
L'opera è il frutto di accurati studi e simulazioni, proprio per questo risulta incredibilmente realistica sotto i vari aspetti del terremoto, dalle conseguenze all'arrivo dei soccorsi, la loro organizzazione, e tutto ciò che ne consegue. Il tutto è sviluppato attraverso una storia che si macchia di forzature, soprattutto nel eccessivamente drammatico finale, ma racchiude in se diversi messaggi sulla vita e rispolvera valori familiari che apparentemente sono destinati a sparire. E non meno importante, se si è abbastanza emotivi e si chiuderà volentieri un occhio su questi difetti, si può indubbiamente godere di una storia appassionante e che potrebbe anche toccare nel profondo l'animo dello spettatore grazie ad alcuni passaggi commoventi.
Proprio per questo mix di pregi e difetti "Tokyo Magnitude 8.0" è un anime che, volente o nolente, ogni fan dell'animazione dovrebbe vedere - grazie anche alla brevità di 11 soli episodi non si propone come una serie impegnativa - ma anche chi non è avvezzo all'animazione giapponese potrebbe rimanerne affascinato.

Hachi194
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 6 In una calda mattina d'estate Mirai accompagna il fratellino Yuki ad Odaiba per vedere una mostra di robot. Mentre i due bambini sono sull'isola, un forte terremoto di magnitudo 8.0 (da qui il titolo) colpisce la città. I trasporti sono interrotti così come le comunicazioni. I bambini decidono così di tornare a piedi verso casa, nella speranza di ritrovare i genitori. In questo viaggio li accompagna Mari,una giovane donna che prende a cuore la situazione dei piccoli e che comunque abita anche lei nella stessa direzione.
Avevo sentito parlare molto di questa serie, ma dopo averla vista devo dire che non mi ha colpito particolarmente. Intendiamoci, non è orrenda (infatti le ho dato la sufficienza), si può vedere, ma si può anche perdere. Per me il problema più grande credo che sia stato vedere la serie dopo che un vero terremoto ha colpito il nord del Giappone. Abbiamo tutti visto cosa vuol dire realmente e vederlo poi in un anime a me ha lasciato un po' di amaro in bocca. Nonostante all'inizio di ogni episodio ci venga detto che quello che vedremo è frutto di studi e simulazioni approfondite, ho trovato eccessive alcune cose (crollo di ponti e di simboli della città) e mi ha perplesso il fatto che non si parlasse di un possibile tsunami, in fondo Tokyo è sul mare.
Anche tecnicamente parlando l'ho trovato molto semplice sia nel disegno dei personaggi che in quello degli sfondi. La storia è molto semplice e vira spesso nello strappalacrime. I personaggi hanno una psicologia definita e, benché si trovino in una situazione fuori dall'ordinario, non evolvono granché, forse anche a causa del ridotto numero di episodi. Doppiaggio e soundtrack nella norma. Consigliato solo agli amanti del genere "che bello, ho pianto tanto" : tenete pronti i fazzoletti!

manu88
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 10 Questo è un anime in 11 episodi realizzato dallo studio Bones e distribuito in Italia da Yamato Video, e tra le altre cose vuole far vedere gli effetti disastrosi che può avere un terremoto di magnitudo 8 sulla città di Tokyo o su qualunque altra città del mondo. Chiaro è il riferimento al terribile sisma con conseguente maremoto che ha colpito la regione di Fukushima all'inizio di quest'anno.
Principalmente però la storia è incentrata su Mirai e il suo fratellino Yuki. La prima è una tredicenne molto delusa dal mondo in cerca di un cambiamento nella sua vita e passa tutto il tempo a messaggiare col cellulare, il secondo è uno dei classici bambini con la voglia di divertirsi. Essi sono inseriti in un contesto familiare assolutamente normale nella società di oggi: due genitori che, essendo spesso occupati con il lavoro, litigano quasi di continuo e non hanno mai il tempo per dedicarsi in modo adeguato ai loro figli. Gli eventi iniziano quando un giorno, all'inizio delle vacanze estive, Mirai è costretta dalla madre ad accompagnare Yuki ad una mostra di robot a Odaiba. Mentre sono per strada incontreranno di sfuggita una fattorina motociclista che sarà quella che li accompagnerà per quasi tutto il viaggio di ritorno a casa dopo il sisma Mari. Alla fine della visita, mentre Mirai aspetta fuori dall'edificio suo fratellino Yuki mandato da solo in bagno dalla sorella, si verifica il tanto atteso sisma che provoca centinaia di danni, morti e feriti. Mirai preoccupata ovviamente delle sorti del fratellino si mette a cercarlo da sola dentro l'edificio che sta per crollare ed è durante le ricerche che rincontra la famosa Mari ed insieme decidono di cercarlo. Dopo varie vicissitudini ed averlo trovato inizia il viaggio dei tre: Mirai e Yuki devono tornare a casa dai genitori e Mari deve raggiungere la madre e la figlia.
Per rendere al meglio gli scenari sono state fatte delle simulazioni e degli studi approfonditi come ci è anche spiegato anche dalla frase che introduce l'anime. I disegni non sono tecnicamente ben realizzati ma sono ugualmente funzionali allo scopo. Il doppiaggio è ottimo da parte di Yamato, anche se avrei preferito una voce diversa per Mirai dato che quella che gli hanno dato non sembra affatto di una tredicenne. Merita 10 perché ti emoziona e ti commuove fino alla fine soprattutto l'ultimo episodio e ti insegna come si deve tenere alla famiglia più di ogni altra cosa e di come la maggior parte delle persone vengano prese dal senso di solidarietà quando succedono catastrofi naturali di questo tipo. Veramente consigliato, un gioiellino da non perdere soprattutto per le emozioni che riesce a far provare.

Nyx
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 10 Quest'opera di fantasia è basata sull'ipotesi che un terremoto di forte intensità colpisca Tokyo ed è stata realizzata sulla base di numerose ricerche e studi su eventi reali.
Questo è il preambolo testuale che compare prima di ogni episodio e fa chiaramente immaginare che tipo di situazione si verrà a creare all'interno dell'anime, nel qual caso il titolo stesso non ci avesse già fornito sufficienti indizi su cui riflettere.
Protagonista della storia è una bambina di nome Mirai.
Mirai ha un fratellino, vive in una famiglia di ceto medio basso, non brilla negli studi ma dimostra di avere una maturità superiore alla media e questo si evince chiaramente dalla pazienza e dal carattere che le permettono di affrontare in un certo modo le tante quotidiane difficoltà che la vita le prospetta, difficoltà di carattere scolastico ma soprattutto familiare, laddove non vige un clima propriamente perfetto con dei genitori poco presenti sia fisicamente che mentalmente. Mirai dentro di sé inizia a nutrire una comprensibile insofferenza.
Di ritorno da una visita ad un centro commerciale assieme al fratellino fa appena in tempo a pensare "vorrei che questo mondo andasse in pezzi" ed ecco che la terra inizia a tremare in modo pauroso, le vetrine vanno in frantumi, gli edifici cominciano a sgretolarsi, l'asfalto si solleva e si spacca, gli scarichi fognari buttano fuori acqua e guano, in parole povere un vero inferno. Mirai era all'esterno e, a parte lo spavento, non riporta danni ma il fratellino è ancora dentro il centro commerciale disastrato dalla fortissima scossa sismica. Il suo unico pensiero è gettarsi tra le macerie a cercarlo incurante dei rischi e della gente che disperatamente cerca una via di fuga. Scene forti a livello emozionale, ve lo posso garantire.
Ad aiutarla nell'impresa troverà una ragazza con la quale avevano fatto conoscenza precedentemente e che in seguito tenterà di aiutarla a fare ritorno a casa (o di quel che ne rimane) attraverso una Tokyo completamente distrutta, morti, feriti e gente in preda al panico o al più completo smarrimento.
Che non vi venga da pensare che il desiderio espresso dalla piccola Mirai sia in qualche modo correlato agli eventi, trattasi semplicemente di sorprendente casualità. Quest'anime vuol fare del realismo e dell'immedesimazione il suo cavallo di battaglia e vi assicuro che ci riesce perfettamente. Le atmosfere passano in fretta da quelle colorate e vivaci della primissima parte dell'opera a quelle cupe ed angoscianti dello scenario post apocalittico che si verrà presto a creare.
La grafica è molto curata, per i paesaggi si fa buon uso della computer graphic, molto presente ma poco invasiva riuscendo così a creare scenari quanto mai vividi e realistici. La stessa cosa non si può certo dire per i protagonisti, disegnati con uno stile decisamente più semplice ma niente affatto sgradevole.
È tra le opere più emozionanti che abbia avuto il piacere di guardare e non ricordo nessun altro anime che sia riuscito a commuovermi in questa maniera.
Tokyo Magnitude 8.0 andrebbe considerato a pieno diritto un vero capolavoro.
Il target di destinazione è composto prevalentemente da persone mature e/o con un certo livello di sensibilità, unicamente non rientrando nelle due succitate categorie potreste restare delusi di un'opera di questo livello.

Shalafi
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 10 In genere non amo gli anime che contano pochi episodi, perché non li ritengo adatti a descrivere al meglio una storia. Ma con Tokyo Magnitude 8.0 mi sono completamente ricreduto. Questo è stato uno dei pochi anime per cui ho versato delle lacrime. Ogni puntata è piena e mai monotona, il ritmo è serrato e mai lento. I momenti di tristezza vissuti dai protagonisti vengono resi in maniera eccellente coinvolgendo completamente lo spettatore.
La trama si sviluppa nell'arco degli 11 episodi in maniera più che ottima, rendendo questi pochi episodi sufficienti a descrivere al meglio la situazione vissuta. Lo consiglio vivamente a tutti.
LismyXD
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 10 Tokyo Magnitude 8.0 è un anime ambiento ai giorni nostri che mostra realisticamente cosa avverrebbe se un forte terremoto devastasse l'arcipelago del Giappone. La grafica è molto buona, soprattutto gli scenari, che sono molto ben curati e ricchi di particolari; l'opening e l'ending sono molto belle e le colonne sonore particolarmente azzeccate. È un anime davvero commovente e che mi ha davvero colpita, soprattutto per come riesce a mettere a nudo ogni sentimento ed emozione dei personaggi.
L'anime si incentra su due bambini, Yuki e Mirai, l'uno un che frequenta ancora le elementari e l'altra che invece va alle medie. I due, che sono fratello e sorella, hanno una situazione familiare alquanto particolare, infatti, poiché entrambi i genitori lavorano molto, passano parecchio tempo da soli. Proprio per questo Mirai li detesta e tende ad arrabbiarsi col fratello minore, che invece è sempre positivo. Così una mattina Yuki cerca di convincere la madre ad andare tutti insieme ad Odaiba (luogo in cui da piccoli fecero una vacanza con i genitori) per vedere una mostra di Robot. Ma questa, che anche quel giorno doveva lavorare, li lascia andare alla mostra da soli. Qui i due, mentre sceglievano un regalo per la madre, che a breve avrebbe compiuto gli anni, fanno anche conoscenza con Mari Kusakabe, una donna che lavora come fattorina per consegne veloci con la moto. Dopo essersi separati, un forte terremoto di forza 8.0 della scala Richter colpisce tutto l'arcipelago del Giappone. Ma grazie a Mari i due riusciranno a ritrovarsi e con lei inizieranno un lungo e duro viaggio per il loro ritorno a casa.

hallymay
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 10 Solitamente non vedo mai film catastrofici come Inferno di cristallo, né mi piazzo davanti al televisore per vedere i film del ciclo "alta tensione" per due semplici motivi:
mi angosciano. Trovo trash la spettacolarizzazione del dolore. Ma è possibile che in questi film si salva sempre un bambino, la hostess, una suora e l'eroe protagonista?
Detto questo, mi sono avvicinata con circospezione a questa serie. Prima ho controllato che non ci fossero tettone in divisa alla marinaretta con gonna plissettata inguinale. Poi che non ci fossero eroi con la camicia di flanella sbottonata sui pettorali, che non ci fossero medici che salvavano vite operando con il coltello e la forchetta. Vabbè, la suora negli anime è difficile trovarla, e tanto se c'era la facevano schiattare.
Certo, ci sono i bambini... però mi sono lasciata fuorviare dalle recensioni, e che devo dire? Anche io ho trovato questo anime veramente bello.
La storia è semplicissima: due bambini rimangono vittime del più devastante terremoto che abbia mai colpito Tokyo e rimangono isolati dalla propria famiglia. Provvidenziale è l'incontro con una donna adulta, Mari, la quale deve tornare a casa ad ogni costo perché ha lasciato lì la madre e la figlia piccola. Dato che devono fare la stessa strada s'incamminano per Tokyo...
Non ci sono mirabolanti salvataggi, scene di sangue, atti di incredibile eroismo, ma vengono invece mostrati i pericoli più comuni che si possono correre durante un disastro naturale: per esempio, un'intera puntata viene dedicata allo spostarsi in massa da un punto all'altro, e come sia facile rischiare di perdersi o rimanere schiacciati. Senza poi contare il problema di trovare l'acqua, di rimanere vittima di malori senza potere avvertire nessuno, gli incendi che si propagano e distruggono interi quartieri...
Senza poi contare il realismo su cui sono improntati i rapporti umani: Mirai, la ragazzina più grande, all'inizio è scontrosa, non si fida di Mari, a cui invece Yuuki, che è più piccolo e più bisognoso di cure, si affida totalmente. È Mari comunque il personaggio più bello: è forte, lucida, mantiene la calma anche se le arrivano di volta in volta notizie sempre peggiori riguardanti il quartiere dove ha lasciato la famiglia... nonostante ciò non vuole abbandonare i due bambini al loro destino.
Il comparto tecnico è ottimo: oltre a rappresentare in maniera quasi maniacale gli angoli di Tokyo, le animazioni descrivono perfettamente le conseguenze che potrebbero avere gli edifici con un terremoto del genere, dando ancora più credibilità alla storia.
Con la speranza che un simile evento non accada mai, metto un bel dieci!

Kaname
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 10 Uno degli anime più belli e toccanti che abbia mai visto. Non parlo dal punto di vista del comparto grafico, c'è di meglio, anche se alcuni fondali sono meravigliosi, ma dal punto di vista emozionale.
Nonostante sia composto da soli 11 episodi che volano via leggeri, le sensazioni che ti trasmette ti restano dentro e ti fanno arrivare addirittura alle lacrime in alcune fasi della storia. Difficilmente mi emoziono guardando un anime, ma stavolta, per quanto volevo resistere non sono riuscito a trattenere le lacrime.
Nei primi episodi dà l'impressione di essere un anime si ben curato nei particolari, sopratutto per quanto riguarda la vicenda trattata, ma pur sempre uno dei tanti. Andando però avanti si assiste ad una crescita esponenziale non solo dei protagonisti, che si evolvono e crescono, cosa importantissima e molto spesso sottovalutata negli anime di questi ultimi tempi, ma anche e sopratutto della loro caratterizzazione, che ti porta prima a farti affezionare a loro a tal punto da soffrire insieme delle vicende che li colpiscono man a mano che gli episodi si susseguono. L'apice emozionale si ha negli ultimi episodi, quando il turbinio di sentimenti e sensazioni è tale da non riuscire a non piangere.
Solo solo per questo si merita da parte mia il massimo dei voti.

Hanagetsu
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 10 Ho visto tante recensioni lunghe su questo anime, che già ben descrivono le solide basi tecniche e grafiche, l'ottima ricostruzione delle tematiche e il realismo degli eventi descritti. Non mi soffermerò su nulla di tutto ciò e mi limiterò a poche parole. È la prima che scrivo e lo farò con il cuore più che con la testa, perdonatemi per questo piccolo trasporto.
Mai anime mi ha fatto commuovere così tanto da piangere per un episodio intero, non ho potuto trattenermi anche se ho cercato di resistere finché ho potuto.
Di solito anime di 11-13 episodi promettono tanto, si incentrano sull'azione spettacolare e poi non arrivano a mantenere le promesse fatte né soprattutto a caratterizzare bene i personaggi; invece qui è tutto l'opposto. A poco a poco ti vengono delineati sentimenti ed emozioni e ti affezioni ai protagonisti che vedi anche "maturare" (cosa importantissima) pur nello spazio di pochi episodi. La regia è ben architettata e ti lascia spesso con il fiato sospeso fino ad arrivare ad un finale intenso ed emozionante. Uno degli anime più belli e che mi hanno conquistato di più in assoluto.
Non c'è bisogno di azione caleidoscopica, combattimenti vari, discorsi altisonanti per fare un buon anime, spesso oggi si dimentica la cosa più semplice e fondamentale che avevano le storie di una volta: il "sentimento". Non posso dare che voto pieno.

Devil
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 37 su 11 --- Voto: 7 Il Giappone purtroppo è una zona soggetta a frequenti terremoti. Molti di essi poi sono discretamente violenti e distruttivi ed ogni volta che avvengono possiamo vedere anche noi dai video la loro potenza distruttrice che fa tremare palazzi, che spacca strade e spesso uccide anche persone.
Da decenni interi il problema dei terremoti è stato sempre affrontato in tutti i modi possibili, istruendo la popolazione a comportarsi in modo razionale e sicuro ad ogni evenienza, cercando così di evitare ingenti perdite umane. Quale migliore occasione allora per non farne un anime che illustri in maniera più o meno fedele tutta l'azione devastante di un terribile terremoto che distrugge un'intera città? Lo Studio Bones non si è fatto sfuggire questa possibilità, creando così un anime appassionante, originale, ben fatto e sopratutto realistico.
Tokyo Magnitude 8.0 si compone di 37 episodi, il cui primo episodio è stato nella top ten degli anime più seguiti della settimana: non per niente il pubblico al quale si è presentato la prima volta non è nuovo all'argomento.
La vicenda si apre sulla giovane Mirai Onosawa, studentessa della scuola media alle porte delle vacanze estive. Mirai è annoiata e dimostra disinteresse in quasi tutto ciò che la circonda: la scuola non gli dà stimoli, la vita quotidiana è grigia e monotona. Anche la sua famiglia, per Mirai è spesso una scocciatura e motivo di arrabbiature e delusioni, infuriandosi così anche per un acquisto "sbagliato" della madre, ovvero l'aver preso delle fette di torta per il compleanno di quest'ultima invece di una intera e rotonda. Persino suo fratello minore Yuki è noioso e appiccicoso, specialmente quando prende in giro la sorella chiamandola "maniaca del cellulare": infatti Mirai passa la maggior parte del tempo a messaggiare con le amiche e a ricevere messaggi con il suo telefono cellulare con un ciondolo di ranocchio attaccato ad esso. Tutto sembra scorrere in maniera tedia e grigia finché Yuki non chiede alla sorella di accompagnarlo alla fiera della tecnologia che si teneva quell'anno nella loro città, Tokyo. Mirai, inizialmente contraria si offre di accompagnare il fratellino alla fiera, dato che è un appassionato di tecnologia, o come dice lui stesso, semplicemente di "robot". Durante i vari show vengono mostrati dei vari macchinari innovativi, come una specie di "ragno" meccanico che verrebbe usato per rintracciare persone sepolte vive da macerie dopo una scossa tellurica, ma anche per sondare il terreno per verificare la possibilità di crolli post sismici. Nella pausa del pranzo Mirai, annoiata da tutta quella sfarzosa ostentazione di sicurezza e progresso, mentre scrive un messaggio con il cellulare pensa che se tutto ciò che la circonda crollasse, a lei non importerebbe nulla. La ragazzina evidentemente non si rende conto di quello che pensa: una scossa di grado elevato colpisce la zona facendo crollare il famoso ponte davanti alla fiera e devastando lo scenario di fronte alla giovane. E' l'inizio dell'incubo. Infatti i due piccoli fratelli si troveranno nel bel mezzo di un devastante terremoto che colpirà l'intera area di Tokyo, distruggendo tutto ciò che li circonda, ma anche tutto ciò che di più caro hanno. Ma non saranno soli: una ragazza, trovandosi nelle vicinanze aiuterà i due piccoli in questa spietata lotta per la sopravvivenza, sia fisica ma anche mentale, sopratutto mentale.
La serie offre una magnifica riproduzione della catastrofe provocata da un terremoto di grado 8.0 della scala Richter, riproducendo così danni, crolli, spaccature e distruzione, ma anche pianti, morti, tristezza, amarezza e disperazione delle persone che sono protagoniste della vicenda. Purtroppo in queste evenienze la popolazione è la prima protagonista del dramma e in Tokyo Magnitude 8.0 questa costante non viene tradita: infatti, oltre ai nostri 3 protagonisti ne avremo anche altri, con le loro storie piene di dolore e tristezza, ma anche colme di speranza.
Gli scenari sono stati realizzati con estrema precisione, come già ci viene mostrato nella sigla iniziale, dove ci viene mostrata una Tokyo quasi rasa al suolo, preparando così lo spettatore a cosa "lo aspetterà". Si, perchè la bravura e la maestria dello Studio Bones è stata quella di immedesimare lo spettatore nella vicenda, di farlo partecipe del dramma, di fargli immaginare come avrebbe reagito lui alla catastrofe e di come ne sarebbe uscito. Nei momenti di scoraggio dei protagonisti, nei momenti di demoralizzazione, di tristezza e di angoscia ci si sente anche noi in quella stessa situazione perchè vedere Mirai, Yuki e Mari, la ragazza che li accompagna e li aiuta, è come vedere gente quotidiana che soffre e spera nella sopravvivenza loro e di coloro che si ama. I sentimenti e le sensazioni vengono così "inviate" allo spettatore in maniera immediata ed eccellente.
Non oserei dire che Tokyo Magnitude 8.0 è da considerarsi più che un manuale di sopravvivenza, un manuale di vita: la giovane Mirai, annoiata dalla vita, ritrova la forza di andare avanti tramite la triste sciagura alla quale è incappata, portandola ad una graduale forza interiore che la aiuterà moltissime volte. Inoltre un inaspettato finale a sorpresa rafforzerà l'interesse e l'emozione da parte dello spettatore verso la serie.
Alla serie complessiva do un 7 e mezzo e la consiglio a tutti, per la maestria e per l'originalità con la quale è stata fatta.

Libra78
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9 Tokyo Magnitude 8.0 è forse l'anime che più mi ha colpito di questa stagione 2009. La storia, ambientata nell'ipotetico e verosimile scenario di una Tokyo colpita da un devastante terremoto, racconta il cammino per ritornare a casa di due fratelli, Mirai e Yuki che, in visita a una mostra di robotica sull'isola di Odaiba, si ritrovano coinvolti nel sisma in una situazione di drammatica emergenza. Aiutati dalla giovane Mari Kusanabe, una corriere motociclista, i due s'incamminano verso casa attraverso una città stravolta in cui le conseguenze del terremoto, morte, distruzione, dolore, sono sotto gli occhi di tutti. Realizzato superbamente per quanto attiene la ricostruzione dei luoghi e dello scenario post-sisma, Tokyo Magnitude non tende alla spettacolarizzazione dell'evento, non indugia più del necessario su corpi martoriati o sul sangue (invero pressochè assente), ma lascia trasparire più realisticamente le atmosfere di una simile disgrazia attraverso tutta la gestione dell'emergenza, i piccoli grandi dolori di ciascuno, i rinnovati legami "comunitari" che si creano tra persone che, in una situazione normale, passerebbero oltre come ombre indefinite di perfetti sconosciuti. D'altronde, se qualcuno avesse avuto la sfortuna di vivere un evento simile, sa benissimo che è la desolazione ciò che più colpisce, il vedere la propria casa, gli edifici simbolo della propria città distrutti (in questo caso la Tokyo Tower o il Rainbow Bridge), la calca di persone in cerca di aiuti e di sostentamento, i sacchi per i cadaveri, la ricerca dei superstiti, gli scavi... Dopo una prima parte più a tutto tondo, la storia si concentra sui tre protagonisti, sulle loro ansie e paure di non rivedere i propri cari e la propria casa verso cui sono incamminati, prendendo sviluppi che, dall'ottavo episodio, verranno chiariti solo nel commovente finale (forse eccessivo?), lasciando di sasso i meno attenti (è consigliabile osservare sempre con attenzione ogni dettaglio, i volti e le espressioni di Mari) e restituendoci una protagonista, Mirai, profondamente maturata e cresciuta da questa terribile esperienza. Accostato da alcuni al celebre "Una tomba per le lucciole" di Takahata, Tokyo Magnitude 8.0 ripropone in effetti la vicenda di due fratelli (in questo caso Mirai, la ragazzina, è la sorella maggiore) in un contesto di tragica emergenza e uno sviluppo "paranormale", ma non voglio esprimermi sul se e quanto si possano accostare i due prodotti, credo che ognuno potrà trarre le sue conclusioni. Certo è che la prima visione può perdere a tratti di mordente, apparire financo noiosa in alcuni momenti; per apprezzarlo compiutamente e coglierne ogni sfaccettatura consiglio una seconda visione, personalmente così ne ho apprezzato e ne ho colto le diverse sfumature molto meglio.

ALUCARD80
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 10 Appena uscita la notizia di Tokyo Magnitude 8.0 c’è stato grande interesse da parte mia, non che una certa apprensione immotivata nel dover affrontare il discorso dei terremoti intesi come disastri drammatici e devastanti, forse a causa del recente terremoto che ha colpito l’Abruzzo.
Sebbene insolitamente corta come serie – solo undici episodi – Tokyo Magnitude 8.0 si è rivelato un autentico, intenso e commovente capolavoro. Sinceramente non riesco ad esprimere tutte le emozioni che questa storia dannatamente realistica mi ha suscitato, scombussolandomi l’animo e scuotendomi davvero nel profondo. Al termine dell’ultima puntata mi sono ritrovato a piangere senza neanche accorgermene, forse per il tasso di realismo senza precedenti, forse per una storia raccontata più che sapientemente attraverso personaggi animati che dovrei individuare come invece attori di un film a tutti gli effetti, più che disegni di un anime. So di essere una persona che si commuove per cose minori (ma non per tutto, fortunatamente), tuttavia la vicenda di Tokyo Magnitude 8.0 si è rivelata ben più che una classica storiella drammatica come ce ne potrebbero essere tante in giro.
Tutto ciò che viene rappresentato in questi undici episodi è dannatamente, imprescindibilmente reale.
È la storia di Mirai, una ragazzina che frequenta la prima media, stufa della poca attenzione dei genitori, stufa del mondo che ai suoi occhi è limitato alla zona del Kanto, in Giappone, stufa della routine quotidiana, di suo fratello minore, Yuuki, seppur sempre allegro comunque pedante e chiacchierone, come lo sono tutti i ragazzini che frequentano le scuole elementari.
Insomma, Mirai è stufa di tutto. Agli occhi dello spettatore potrà sembrare una di quelle ragazzine trascurate dai genitori mai presenti in casa, ed effettivamente è proprio così: sia la madre che il padre, essendo sempre occupati col lavoro, lasciano a lei i compiti e gli oneri di casa, comprese lavare, sistemare casa e talvolta cucinare. E’ l’inizio delle vacanze estive quando il piccolo Yuuki convince la madre a fare un giro ad una fiera dimostrativa di robot di vario genere (da quelli di soccorso a semplici prototipi), di cui è grande appassionato. Va a finire però che è Mirai a dovercelo portare, perché entrambi i genitori, anche questa volta, finiscono per essere occupati col lavoro.
L’irritazione della ragazzina durante il viaggio per giungere alla mostra diventa una cosa palpabile, e sebbene voglia bene al fratello non sopporta il suo sorriso sempre allegro e il fatto che lui non capisca come si sente (perfetta linea d’agitazione adolescenziale, un giorno sei la persona più felice della terra, quello dopo tutti ti odiano e tu odi tutto). Mirai arriva addirittura a scrivere un messaggio ad una delle sue amiche, nel quale dice di essere stufa marcia di questo mondo che non la capisce, e che se fosse per lei tutto potrebbe crollare… non gliene fregherebbe nulla… Solite turbe adolescenziali? Può darsi, ma proprio mentre Yuuki è andato a cercare qualcosa da bere, e Mirai si trova fuori dal complesso di Odaiba, intenta a scrivere quel messaggio, l’intera baia di Tokyo viene investita da una prolungata e devastante scossa di terremoto paragonabile al grado 8.0 in scala Richter.
I danni sono mostruosi. Decine di migliaia di morti, incendi dappertutto, dispersi, feriti, edifici crollati e devastazioni in larga scala. Le scosse di assestamento si susseguono in un crescendo terrificante che tiene lo spettatore sul chi va la, ma fortunatamente fratello e sorella riescono a ritrovarsi, spaventati, quasi shoccati, e da qui comincerà un lungo viaggio per cercare di tornare a casa, con l’aiuto di Mari, una giovane e bella donna (madre di una bambina di quattro anni per cui è in gran pensiero), che sarà per i due ragazzi più che un punto di riferimento e un supporto sia fisico che morale; fra l’altro Mari sarà uno dei personaggi cardine di una storia indimenticabile.
Il capolavoro sta proprio qui, in queste sottigliezze, in questi particolari, negli spiragli d’introspezione che la storia lascia pian piano intravedere, facendo conoscere allo spettatore i protagonisti tramite un’accurata progressione degli eventi.
Tokyo Magnitude 8.0 colpisce soprattutto per il suo terribile ed angosciante realismo, trattando un argomento delicato per il popolo nipponico ma anche conosciuto, ahimè, a quello italiano. Per la realizzazione di quest’anime sono stati fatti studi appropriati addirittura in campo geologico a scopo di ricreare una situazione realistica e credibile, e anche se alcune situazioni possono sembrare leggermente discostanti dalla realtà, ciò non incide affatto sulla qualità dell’opera.
Gli autori scelgono un tratto soffice, quasi kawaii, capace di dare l’idea, la forma e l’emozione di ogni protagonista senza permettere a questi di passare in primo piano offuscando la trama a discapito del dramma intrinseco che permea il tutto, e allo stesso tempo senza permettere agli stessi protagonisti di confondersi finendo come semplici comparse figuranti nel mezzo di una tragedia, di un “landscape” gargantuesco che inghiotte ogni cosa. In pratica, un perfetto equilibrio fra ambiente e soggetti.
Davvero toccanti i momenti introspettivi di Mirai, il rapporto intenso che ha col fratello, e la preoccupazione crescente di Mari e di tutti i civili intenti a cercare i propri cari dispersi nelle macerie. Ad un certo punto si ha l’impressione di assistere ad un film più che ad una sequenza animata, tanto che il tratto e i colori non hanno più importanza, tanto che bastano gli eventi, le musiche e le parole a mandare avanti l’opera che incalza sempre più velocemente, dirigendosi verso un finale durissimo, crudo, drammatico, reale. Molto reale.
Ecco, la parola adatta a Tokyo Magnitude 8.0 è “realtà”. È una storia di persone vere, che rispecchia il terrore indiscriminato nell’affrontare un cataclisma di tali proporzioni; cataclisma, fra l’altro, totalmente inventato dagli sceneggiatori ma potenzialmente reale.
Una storia inventata, ma recitata da persone a mio parere più che vere, e che in una situazione di sisma simile potrebbe senza ombra di dubbio accadere (non per i parametri dei danni alla città visto che sono stati simulati, quanto alle storie singole e i problemi di ogni famiglia che deve far fronte a queste sventure). Tanto realismo non si subiva dai tempi di PlanetES.
Epocale la scena della caduta della Tokyo Tower, dolorosissimo e crudele il finale.
Duro, diretto, animato a dovere, vivo, tangibile, reale. Un pugno nello stomaco. Consigliato a tutti, proprio perché fa riflettere su molti valori a noi vicini e spesso trascurati.
Studio Bones hits again.

bob71
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 7 La terra trema
Pur rientrando a tutti gli effetti nel genere catastrofico "Tokyo magnitude 8.0" è lontano anni luce da certe produzioni hollywoodiane ad alto tasso spettacolare e tenta una strada nuova nel raccontare una calamità naturale attraverso una narrazione filmica.
L'anime, prodotto nel 2009, con l'intento di mostrare gli effetti e le reazioni a una catastrofe di tale intensità, si basava su previsioni statistiche secondo cui, con una probabilità del 70%, entro trent'anni un forte terremoto avrebbe colpito quel paese, come poi è avvenuto l'11 marzo 2011 (la magnitudo registrata è stata di 8.9). Dopo tale avvenimento tuttavia le repliche dell'anime, seguitissimo in Giappone e vincitore dell'Excellence Prize al Japan's Media Art Festival, sono state interrotte.
All'inizio delle vacanze estive Yūki e Mirai, rispettivamente fratello e sorella, si recano a una mostra di robot sull'isola di Odaiba nella baia di Tokyo. Durante la visita vengono sorpresi da un potente terremoto che getta nel panico la popolazione e causa il crollo di numerosi edifici. Separati dalla confusione e dalla calca i due fratelli si ricongiungeranno grazie a Mari, una risoluta e altruista pony express, che li aiuterà nel tentativo di fare ritorno a casa, unendosi all'esodo dei sopravvissuti in una Tokyo irriconoscibile e sommersa dalle macerie.
Gli autori Masaki Tachibana e Natsuko Takahashi, nelle undici puntate della serie, creano un'interessante operazione di docu-fiction animata unendo la vicenda drammatica dei due fratellini a un approccio documentaristico che si avvale di simulazioni e studi di livello scientifico e sociologico sulle reazioni di autorità e vittime di fronte a un terremoto; il tutto realizzato con le tecniche dell'animazione. Il senso di realismo è accentuato anche dalla presenza di Christel Takigawa, annunciatrice realmente esistente che interpreta se stessa nelle vesti di conduttrice dell'edizione straordinaria del TG di Fuji TV.
Il risultato è un anime coinvolgente che funge anche da istruttivo codice comportamentale in caso di sisma. A farne le spese è il ritmo appiattito delle sequenze, che si dipana in maniera fin troppo regolare per una fruizione di carattere didattico rivolta a tutte le età.
Sacrificando la tempistica della narrazione agli autori non resta che concentrarsi sul profilo dei personaggi che, scrupolosamente sfumati e tratteggiati nella loro psicologia, ci restituisce tre intensi ritratti di protagonisti. Si fa molto leva sull'emotività dello spettatore indulgendo nelle scene patetiche calibrate sapientemente per commuovere, ma anche e soprattutto si descrivono meticolosamente le reazioni e i sentimenti dei protagonisti verso i quali non si può non creare empatia di fronte alla tragedia.
La realizzazione tecnico/artistica è buona e assolve degnamente al suo compito illustrativo evitando accuratamente di scadere nell'auto-compiacimento spettacolare.
Completano il quadro le due belle sigle che descrivono l'interessante lavoro eseguito dal direttore della fotografia sui fondali scenografici.
La sensibilità verso questo tipo di problematiche è molto viva in un paese che periodicamente affronta questi pericoli per via della sua conformazione geologica (ogni riferimento all'Italia è del tutto casuale), ma questa serie ha una marcia in più, perché parla della quotidianità della vita in Giappone e descrive la vita così com'è, a cominciare dall'obbligo dei supermercati di distribuire cibo gratis durante le emergenze.
"Tokyo magnitude 8.0" è una miniserie dall'impostazione originale, affatto banale, che punta al contempo a educare e intrattenere con un linguaggio fruibile da ogni tipo di pubblico.

accidenti
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 8 E se a Tokyo ci fosse un terremoto? Possibilità remota? Non credo proprio, tanto è vero che i creatori di questa serie hanno deciso di presentarci uno scenario di quello che accadrebbe se questa calamità naturale si abbattesse sulla capitale nipponica, utilizzando numerose ricerche e studi dedicati.
La serie, infatti, tratta di due fratelli che, accompagnati da una donna incontrata per caso, cercano di tornare a casa dopo il terremoto. Dovranno camminare svariati chilometri per arrivarci, perché i mezzi di trasporto sono fuori uso e le strade inagibili. Durante il loro tragitto osserveranno la devastazione fisica e metafisica generata dal sisma.
La base di partenza per capire la serie è proprio la decisione dei creatori di cercare di essere il più realistici possibile. Per farlo si avvalgono di 11 episodi ben congegnati e strutturati tra loro. I tempi adottati non sono troppo lunghi né giustamente troppo serrati e le relazioni tra i tre protagonisti(ovviamente giapponesi) sono equilibrate e le situazioni che essi si troveranno a vivere non sono mai eccessive ma molto nipponiche; l'anime è uno spaccato veritiero di quello che potrebbe capitare. Finalmente un prodotto fresco e originale sia nella trama sia nell'esecuzione.
Il moderato tempo che ci vuole per vederla fa di questa serie una valida alternativa alle lunghe (il doppio, di solito) serie più rinomate.
"Tokyo Magnitude 8.0" è un prodotto probabilmente di nicchia, ma ce ne fossero di più così…

Surymae
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 7 Una catastrofe naturale: un argomento capace di far sbizzarrire degli sceneggiatori. Quanti modi per parlarne, quanti temi da affrontare, quante trame da sviluppare. La principale domanda da porsi è: si vuole fare un'opera realistica, oppure ci si vuole prendere delle licenze rispetto alla realtà? Non sono sicura che chi si è occupato di "Tokyo Magnitude 8.0" fosse sicuro della risposta data...
Mirai Onazawa ha solo tredici anni, ma quanto a pessimismo in pochi la battono, anche tra gli adulti. In particolare è molto critica sulla sua famiglia: non vanno in vacanza da chissà quanto, perché mamma e papà lavorano sempre; e quando tornano a casa - stanchi morti - passano gran parte del loro tempo a litigare. E chi pensate debba badare al fratellino Yuki in loro assenza, eh? Ovvio, Mirai.
Per questo è lei a doverlo portare a una mostra di robot - sua grande passione, che naturalmente non condivide - sull'isola artificiale di Odaiba. Mentre Yuki è alla toilette, lei lo aspetta fuori armeggiando con il cellulare, il suo unico rifugio dalla cattiveria degli adulti. Quanto vorrebbe che il mondo crollasse in pezzi... Che è esattamente quello che accade di lì a pochi secondi: un terribile terremoto di magnitudo 8.0 si scatena sulla capitale giapponese. Mirai ritrova il fratello, rimasto ancora nell'edificio mezzo crollato della mostra; nella ricerca viene aiutata da una signora, Mari Kusakabe.
Ma i problemi non sono ancora finiti. La casa degli Onazawa è piuttosto lontana da Odaiba, e tutte le principali vie di comunicazione sono state distrutte. I due fratellini non sanno che fare, ma per fortuna in loro aiuto interviene Mari. Nonostante abbia madre e figlia che l'aspettino, infatti, si offre di portarli a casa, visto che abitano in zone vicine. Nonostante sia diffidente, Mirai accetta. Così i tre partono alla volta delle loro abitazioni, sperando di trovare ancora vivi i loro cari e promettendosi di tornare a casa tutti insieme. Ce la faranno?
A prima vista sembra che "Tokyo Magnitude 8.0" abbia optato per l'approccio più realistico, al punto che si può quasi parlare di "docu fiction". Questo si può vedere già dall'opening, raffigurante le devastazioni portate dal terremoto. La casa di produzione ha fatto diversi studi e proiezioni sull'impatto di una tale catastrofe, e si vede.
Andando oltre la sigla di testa, la finalità didattica è lampante. Mirai e Yuki rappresentano quello che non si deve fare: li vediamo, infatti, compiere con precisione matematica l'azione più pericolosa nel dato contesto, come rifugiarsi in edifici chiaramente pericolanti, separarsi dall'adulto di turno per motivi sciocchi, ecc. A volte sembra quasi esagerato, visto che la prevenzione sui terremoti in Giappone comincia sin da piccoli. Tuttavia, un conto è l'esercitazione e un conto è trovarsi nella situazione reale, quindi ci sta. E poi non bisogna dimenticarsi che ci troviamo di fronte dei bambini.
Di contro, Mari sa sempre cosa fare. Chi conosce a menadito la macchina dei soccorsi? Chi aiuta le persone in difficoltà? Chi inculca alla cinica Mirai la fiducia negli adulti? Si contano sulla punta delle dita le volte in cui si lascia trascinare dall'emozione, dandole così un'aria da Mary Sue - nel gergo delle fanfiction, il personaggio perfetto in ogni situazione - che non giova molto all'economia della storia. Senza contare che quasi tutti gli altri adulti presenti non si comportano così bene...
In ogni caso la serie raggiunge il suo scopo educativo a colpo sicuro, e l'impalcatura della trama è inattaccabile... almeno fino all'episodio 8. In quel momento si verifica una svolta plateale con tanto di elemento sovrannaturale che stona con il realismo estremo adottato prima. Dire di più significherebbe fare spoiler pesanti; sappiate solo che il culmine viene raggiunto nel finale, dove si aggiunge pure una per niente velata voglia di far piangere lo spettatore a tutti i costi. Io, semmai, piangerei per lo spreco di quanto di buono fatto in precedenza.
Per fortuna in "Tokyo Magnitude..." c'è un elemento trattato alla perfezione: la caratterizzazione dei personaggi. Ciò è evidente soprattutto in Mirai, che compie non solo un viaggio fisico ma anche psicologico. Naturalmente sarà un percorso irto di ostacoli: sarà costretta a fidarsi di un adulto - che lei crede, a torto, tutti inaffidabili ed egoisti - dovrà prendersi cura di suo fratello e assumersi le sue responsabilità. Chi innescherà questo processo sarà Mari, che riesce a non far pesare ai suoi piccoli accompagnatori l'angoscia di non sapere come stanno i propri cari. Notevole, comunque, anche la caratterizzazione di molti personaggi secondari, come il signor Furuichi, che usa il suo dolore per aiutare gli altri, o il "robotaku" Kento.
Il comparto tecnico è, come tutte le serie di oggi, buono. Il character design, semplicissimo, può piacere o non piacere, ma il contrasto con la drammaticità dei temi è gradevole; la fotografia e la regia sono ottime, soprattutto nelle scene più a effetto; le musiche, invece, non sono niente di trascendentale, e svolgono il loro compito senza infamia e senza lode. Il doppiaggio italiano si distingue per le voci azzeccate e la recitazione professionale, che riesce a non essere stucchevole nei passaggi più drammatici.
Certo, "Tokyo Magnitude 8.0" non è una serie perfetta: l'indecisione su quale approccio usare per questo difficile argomento ha il suo peso, perché il cambiamento è improvviso e fuori luogo. Tuttavia, è anche un anime pieno di pregi: l'ideale per chi ha voglia di godersi una storia di crescita personale piena di buoni sentimenti e avvincente.

Shiro-san
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 7 Tokyo magnitude 8.0 è una serie atipica, diversa in tutto e per tutto dalle centinaia di prodotti che sono scaturiti all'interno dell'animazione giapponese negli ultimi anni.
Parto a scrivere questa recensione dandovi qualche informazione tecnica per poi addentrarmi in una serie di riflessioni e di pareri più personali.
Tokyo magnitude 8.0 è un anime del 2009 trasmesso nell'ormai conosciutissimo contenitore di Fuji TV, noitaminA. Prodotto dallo studio Bones, esso ci presenta una cornice tecnica d'eccezione… insomma, musica (opening del famoso gruppo degli abingdon boys e soundtrack di Koh Otani) e grafica sono supportati da "pezzi grossi" del settore.
Partendo da queste premesse l'anime promette molto bene senza, inoltre, andare a contare il tema principale della serie: il terremoto. Il Giappone, come tutti saprete bene, è un paese martoriato da centinaia di terremoti ogni anno e studi scientifici hanno stabilito che nei prossimi 30 lustri potrebbe verificarsi il "big one" : una scossa tellurica di potenza superiore o pari a 8 gradi della scala Richter nella zona di Tokyo (la megalopoli, contando le sue ramificazioni, più grande del mondo). Basandosi su questi dati e su studi approfonditi la catastrofe dipinta dalla Bones è servita.
Il terremoto è il cuore di quest'opera. Viene presentato fedelmente un possibile scenario, ma soprattutto viene descritta la "tamashi" giapponese: la loro anima e il loro vero comportamento di fronte al terribile cataclisma. Calma e serenità esteriori che spesso mascherano drammi immensi vissuti nel profondo del loro spirito.
Il lungo ritorno verso casa da parte dei personaggi rappresenta un viaggio attraverso il dolore, la speranza, la perdita e, infine, la rinascita. Posso in qualche modo andare a confrontare questo anime con un'altra opera estremamente toccante e ambientata all'interno di una catastrofe: "la Tregua" di Primo Levi.
Dopo avervi dato un "quadretto" sintetico del lavoro passo ad analizzare quello che è stato Tokyo magnitude 8.0 per il sottoscritto. Parto col dire che la descrizione del cataclisma è ottima e i background sono eccellenti, ma, purtroppo, il resto dell'anime non mi ha attratto allo stesso modo. Il motivo è semplice: la presenza di protagonisti deboli. Forse deboli non è un termine propriamente corretto, ma proverò a spiegare meglio quello che intendo. I due fratellini, Mirai e Yuuki, e Mari, la donna che li aiuta nel lungo viaggio di ritorno, sono dei personaggi che potrebbero anche sostenere l'impianto narrativo, ma il problema sono i comportamenti e le azioni forzate lungo la storia che distorcono le loro figure: litigi continui, smarrimenti, drammi e gioie, pentimenti, scelte auto-lesionistiche… troppi temi concentrati in personaggi che avrebbero dovuto essere lo sfondo al dramma del terremoto e non l'opposto.
Sono definitivamente troppe le casualità e le incongruenze lungo la narrazione. Tralasciando episodi inutili alla struttura di Tokyo magnitude 8.0 (per esempio quello dei robot) vi sono forzature che non si possono accettare. Mi scusino coloro che si apprestano a guardare l'anime, ma, per avvalorare la mia ipotesi, devo portare alla vostra attenzione degli avvenimenti conclusivi Spoiler: quando Mari riesce finalmente a tornare nel suo quartiere distrutto dall'incendio trova dei feretri che presentano esattamente la stessa fisionomia di sua madre e sua figlia… per poi scoprire subito dopo che sono sane e salve nell'edificio adiacente. Va bene l'"happy ending" (che poi come si vedrà dall'episodio successivo non lo è assolutamente) ma qui è estremamente fastidioso e sicuramente eccessivo. Fine Spoiler
Dovrei andare a parlarvi infine della conclusione a quest'opera: parte peggiore e migliore allo stesso tempo per lo spettatore.
Partiamo dalle cose negative poiché è a mio parere inclassificabile la scelta di inserire una commistione fra reale e finzione in un'opera che è strettamente legata alla "Realtà". Non posso entrare nei dettagli per evitarvi spoiler ma vi basti sapere che i produttori hanno strutturato la seconda parte dell'anime per arrivare ad un finale strappalacrime assolutamente slegato alla dura realtà del cataclisma. L'ambito spirituale io l'avrei lasciato ad altri prodotti.
Vi sembrerà un controsenso ma la positività del finale è racchiusa nella sua più grande pecca. Infatti, se questo mix "reale-non reale" è sicuramente incoerente, esso garantisce allo stesso tempo un'impennata emotiva che non ci sarebbe mai stata senza questo stratagemma.
Si sacrifica la linearità per i sentimenti. Scelta discutibile ma che si può accettare.
In definitiva, nonostante il mio voto non alto e le mie critiche, vi consiglio Tokyo Magnitude 8.0 per la sua descrizione di un popolo che, volente o nolente, è obbligato a convivere con la parte più violenta e terribile della natura e dal quale abbiamo solo da imparare.

dade88
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9 Anime che mi ha veramente impressionato, e, nonostante fossero solo 11 episodi, mi ha fatto affezionare a tutti i protagonisti, lasciandomi quell'amaro che si prova quando una serie che ti piace tanto si conclude.
Si tratta di un'opera che parte lentamente, con colpi di scena lenti, che sembrano inizialmente forzati ma che poi ti lasciano soddisfatto.
Ma andiamo con ordine: la storia narra le vicende di una ragazzina delle medie che viene sorpresa da un terremoto di magnitudo 8.0 mentre si trova ad Odaiba con il fratellino per una mostra di robot; la forza dell'opera sta anche nella credibilità del racconto, dato che si tratta del risultato di veri e propri studi atti a simulare un simile disastro nella vita reale.
Tutto è molto realistico, e dettagliato: sono tornato dal Giappone da 1 settimana e mi è sembrato di ritornarci nel rivedere le macchinette in giro per la strada, il pontile davanti alla statua della libertà ad Odaiba, la sede della Fuji television ecc.
Mirai e Yuuki, i due fratellini protagonisti, riusciranno a scampare al pericolo del terremoto, ma la vera impresa sarà quella di ritornare a casa a piedi, con l'angoscia di poter rivedere i proprio genitori.
Sembra quasi banale, ma la caratterizzazione dei personaggi ne ha fatto uno dei miei anime preferiti: Mirai al primo episodio risulta antipatica, apatica, sensibilmente depressa e fa quasi innervosire chi la guarda, mentre il fratellino è angelico e gentile, ma con un profondo vuoto nel cuore. Entrambi cambieranno, ma non con fretta o innaturalezza, bensì con un apparente naturale svolgere di eventi.
Il finale mi ha sconvolto ed emozionato: ovviamente non rivelo nulla, ma ha dato un senso a tutto e risulta a mio parere commovente all'ennesima potenza. Ho apprezzato da morire anche le due sigle, sia di apertura che di chiusura dell'anime, tanto che me le sono scaricate sull'mp3.
Non do 10 solo perché non tutti gli 11 episodi hanno la stessa intensità, diciamo che fino a metà non lo avevo apprezzato quanto la fine; a tratti sembrava veramente un po' forzato, ma poi ci si rende conto che così non è.
Ottime anche le colonne sonore. Insomma, se non l'avete guardato fatelo subito, ve lo consiglio.

JoEy
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9 A me sono sempre piaciuti gli Slice of life, o quantomeno anime con argomenti 'attuali' e quotidiani; Tokyo Magnitude 8.0 ebbene signori, è uno di questi.
Un'opera di pochi episodi ma sufficienti a narrare tutto quello che si poteva narrare in una situazione di difficoltà causata da un cataclisma naturale. Seguiremo le vicende di Mirai e Yuuki, due fratelli che svolgono una vita pressoché ordinaria, quando però un giorno, durante una gita fuori porta avviene una scossa sismica di notevole entità che percuote Tokyo e periferia.
Mirai è una ragazzina apparentemente superficiale che non dà molto peso al fratellino né alla famiglia, anch'essa presa dagli snervanti ritmi lavorativi che impediscono alla madre e al padre della ragazzina di essere più presenti nella vita di quest'ultima.
Dopo essersi ritrovati in questo clima surreale, Mirai e Yuuki si trovano di fronte a tante difficoltà e ostacoli che ne impediscono l'immediato ritorno a casa, tutto ciò però verrà affrontato con l'appoggio di una ragazza, anch'essa alla ricerca dei propri cari: Mari.
Trovo quest'anime superiore alla 'massa' per temi trattati e caratterizzazione dei personaggi. Il tratto è semplice ma essenziale, per questo piacevole, la grafica è pressoché ottima e le vicissitudini ovviamente realistiche. La cosa che ho preferito in particolare sono state le battute finali ed un colpo di scena che vi è circa a metà serie, l'ho trovato molto toccante. È bello, inoltre, vedere come in situazioni del genere ci sia un clima comunque solidale verso il prossimo, tutti cercano di dare il loro apporto e di aiutare chi ne ha bisogno. Infine, se proprio dobbiamo trovare il pelo nell'uovo posso dire che magari la trama procede lentamente in alcuni tratti dell'anime e non c'è moltissima 'azione', ma del resto ci deve essere forzatamente.
ATTENZIONE SPOILER
Osservazione personale: ho trovato strano che, essendoci stato l'epicentro sismico sotto il livello del mare e vista l'entità dello stesso, non sia arrivato quantomeno uno tsunami, ma questa è una nota puramente soggettiva.

Kvitrafn
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9 Ottimo anime. Credo che sia uno dei pochi che riesca a rappresentare quanto triste sia la realtà in tali circostanze e di tali catastrofi.È riuscito a farmi commuovere (non me lo sarei mai aspettato da parte mia). È un anime che consiglierei a tutti di vedere. Per quanto riguarda la grafica, è più che accettabile anche se non perfetta. Il disegno dei personaggi non è particolarmente dettagliato e preciso, ma credo che non importi molto visto il fatto che il messaggio dell'anime riescono comunque sia a trasmetterlo. Per quanto riguarda la storia, direi che è più che accettabile. Ovviamente, con un tema del genere non è molto facile non andare sulla banalità. Però anche se un minimo di banalità nella trama lo possiede, credo che questo è un caso particolare perché come anime è molto scorrevole, piacevole da vedere e talvolta riesce perfino a tirarti un sorriso. Il mio voto dunque è 9.

Crashis
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 8 Insomma, ci sono momenti in cui davvero non sai cosa dire per forza di cose, e, sempre per forza di cose, ti senti impotente di fronte alle calamità naturali, e hai solo la possibilità di scappare come un dannato. Dunque, anche se questa frase può essere sacrosanta, c'è da dire che Tokyo Magnitude 8.0 è stato un anime che mi ha letteralmente sbalordito.
Trama
La trama è come una testata di giornale: un terremoto di magnitudo 8.0 colpisce Tokyo e distrugge gran parte di quella che era quella grande città. Seguiremo il viaggio di ritorno a casa di due fratelli e di una donna che li accompagnerà, fungendo da tutrice. Questo è il succo della faccenda, e davvero non c'è molto altro da dire, soprattutto per il fatto che gran parte delle situazioni che noi vedremo saranno di lunghe camminate o di discorsi sul passato dei personaggi. Assisteremo a un discreto numero di flashback e di smarrimenti dei personaggi, che più di una volta cercheranno di riunirsi l'un l'altro per continuare ad andare avanti. Nonostante tutto però c'è una cosa che davvero mi ha fatto rimanere letteralmente sbalordito. Sto parlando del finale, la cosa più strana, ma anche più cliché che abbia mai visto. Insomma, sappiamo tutti che da un po' di tempo a questa parte c'è la stragrande presenza di spiriti che solo alcuni protagonisti vedono. Ormai ce ne siamo abituati, con anime come AnoHana, come Kanon, Clannad... ma con questo davvero non me l'aspettavo. Se siete sensibili e la serie l'avete seguita tutta d'un fiato, e vi è piaciuta, preparate i fazzoletti, perché il finale sarà una sorta di shock. Oltre questo, è meglio non dire altro, ci arrischieremmo in spoiler inutili.
Lato tecnico
Graficamente il titolo graficamente è ben strutturato. Possiamo dire che i filtri grafici sono buoni sotto tutti i punti di vista, e che la qualità delle animazioni rasenta i livelli di Welcome to NHK. Parliamo insomma di un'animazione piuttosto elaborata e curata, e poi sono anche piacevoli gli ambienti che vedremo, sempre diversi e cangianti. Cosa che poi mi ha convinto ancora di più a lodare quest'anime è il fatto che molti ambienti sono letteralmente mobili: assisteremo a una ventina di scosse in tutto l'anime, ed è piacevolissimo vedere che nessun oggetto va contro la fisica della Terra. Mi spiego meglio: durante le scosse si assiste al movimento di diversi oggetti e al crollo occasionale di alcuni palazzi. Sono rimasto piacevolmente colpito dal fatto che nulla ha una fisica propria, e tutto funziona secondo le regole reali della fisica. Insomma, i test fatti precedentemente alla produzione dell'anime hanno un loro perché, ed è davvero un buon perché. Opening ed ending, poi, sono bellissime. Le immagini scorrono bene e rappresentano frammenti di Tokyo. Nella opening vedremo una Tokyo in frantumi, mentre nella ending vedremo delle foto di Tokyo com'è oggi.
Dal punto di vista sonoro ci sono delle OST davvero buone, mentre il cantante della Opening mi sembra che sia abbastanza famoso, ho già sentito la sua voce nella quarta ending di Soul Eater. Ottimi i sound delle sigle.
Commento finale
Tokyo Magnitude 8.0 pare più un crash test che un anime vero e proprio. Certo, ha la sua storia, ma molte volte la grafica 3D (già vista in High School Of The DEAD) stona molto con l'ambiente e fa parere i cittadini degli zombie. Oltre questo non c'è molto altro da dire; se vi catturano le immagini qui disposte, dateci un'occhiata, sennò potete benissimo sorvolare e cercare qualcosa di meglio.
Voto Finale: 8

watanukigirl
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 10 "Vorrei tanto che il mondo finisse a pezzi!"
Questa è la frase che Mirai-chan, adolescente annoiata, pronuncia alla fine della prima puntata dell'anime.
Un violento terremoto, uno fra i più dannosi mai accaduti, si abbatte nella città di Tokyo causando numerosi feriti e morti.
La storia è concentrata fondamentalmente sulla vita di questa ragazzina di 13 anni che accompagna malvolentieri il fratellino Yuuki a una mostra di robot. Da lì il disastro irreparabile causato dalla natura. Inizia così il viaggio verso casa dei due bambini, che nonostante le avversità, lo stress e i litigi riescono ad andare avanti.
Durante il cammino incontrano una donna, Mari-san, sui 35 anni, che vive con la figlia di 4 anni e la madre, che accompagnerà i ragazzi fino alla fine del viaggio.
Non bastano le lacrime versate per riuscire a spiegare la tristezza di questo anime, che in 11 puntate accompagna i personaggi in un cammino di disperazione, risate e colpi di scena.
Le poche puntate potrebbero rendere un po' scettico lo spettatore, dato che in genere possono sembrare poche a rispecchiare una storia per intero, ma in questo caso ogni puntata è ricca di suspance e riesce a coinvolgerti psicologicamente, e il ritmo delle musiche si sposa perfettamente con le vicende che si susseguono.
L'unica cosa penalizzabile sono i titoli delle puntate, che si rivelano terribilmente spoiler.
Se avete voglia di guardare un anime triste, "Tokyo Magnitude 8.0" fa al caso vostro.

lawliet forever registrato
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 8 Tokyo Magnitude 8.0 non è un'opera come tante. Tutto si basa sull'ipotesi che un terremoto di magnitudo 8.0 possa abbattersi sulla città di Tokyo, precisamente alla 15:46 a 25 km dalla baia. I danni sono numerosissimi: dopo il terremoto in sé, infatti,durante tutto l'anime si susseguiranno scosse di assestamento, crolli, incendi, maremoti(seppur quest'ultimi di scarsa entità). L'anime sviluppa però questa vicenda principalmente dal lato umano, e seguiremo le avventure di Mirai, Yuuki e Mari con un coinvolgimento stupefacente. Piangeremo, rideremo, ci dispereremo, ci preoccuperemo insieme a loro per l'intera durata dell'opera, dalla calma iniziale fino al finale, incredibile, ma di cui parleremo dopo.
I protagonisti, come dicevo prima, sono tre (anche se verranno aiutati durante tutta la storia da vari personaggi): Mirai, una tredicenne annoiata da un percorso di studi che non vuole fare (è costretta dalla mamma) e una famiglia troppo intenta a lavorare per passare un po' di tempo con lei; Yuuki, un ragazzino di sette-otto anni, fratello minore di Mirai, a cui piacerebbe passare un po' di tempo in più con la sorella; e Mari, una donna sui 35 anni che vive con la figlia di 4 anni e la nonna. Tutti e tre si trovano all'inizio della vicenda a Odaiba, l'isola artificiale al largo della baia di Tokyo, e dopo il loro primo incontro si avventureranno alla ricerca della loro casa e dei loro parenti.
Come anzidetto l'opera si concentra sul lato umano della vicenda,approfondendo molto i rapporti tra i tre personaggi. Inoltre in questa serie viene messo molto in mostra la compostezza e la solidarietà dei giapponesi, anche in momenti come questi. Infatti tutte le avversità e gli ostacoli incontrati dai protagonisti nella storia non sarà causato mai da agenti esterni, ma sempre dalla natura, quasi sempre feroce e crudele verso i protagonisti, soprattutto nella seconda parte.
Se la prima parte è infatti in buona parte allegra e abbastanza scanzonata, se non per qualche scena lievemente drammatica, è nella seconda parte che si riversano tutti i colpi di scena e le svolte più importanti, siano esse buone o cattive, fino al finale, sconvolgente e inaspettato, che trascina lo spettatore in un bagno di lacrime. Non dico altro sul finale per non rovinare la visione, solo una cosa: se siete intenzionati a vedere questo anime, preparatevi a piangere. Sarà forse per il disastroso terremoto che è avvenuto in Giappone, ma vi assicuro che c'è molto per cui piangere. Non piangevo così da molto tempo.
Un'altra cosa che mi ha colpito dell'anime è stata la visione della morte in relazione al terremoto, che riflette anche la forza morale dei giapponesi, dimostrando che ci si può sempre ricostruire dalle ceneri, che il ghiaccio sciolto al sole potrà tornare ad essere ghiaccio, che un leone sconfitto potrà tornare un leone forte, magari anche più di prima. Che una città distrutta potrà, con la forza dei suoi cittadini, essere una città serena, migliore, nuova. Anche perché poi le situazioni negative aiutano a migliorarsi. Migliorare se stessi, la propria autostima, il proprio senso di orgoglio, orgoglio di una popolazione e, soprattutto, scoprire rapporti con altre persone ora più nuovi e più sinceri, dai vicini di casa ai tuoi più cari affetti. Questo è Tokyo Magnitude 8.0. Questa è la storia di un popolo che saprà sempre ricostruirsi dalle ceneri della tragedia.
Per il resto, molto buono il tratto, semplice e pulito, che trae spunto dal filone kawaii senza eccedere, vicino in alcuni personaggi (in particolare il padre di Mirai e Yuuki) quasi a quello di Miyazaki, anche se ovviamente non siamo su quei livelli di qualità, e infatti le animazioni (tranne che in alcune scene come quella della prima scossa ed altre più movimentate) sono molto fisse e poco fluide, e in alcuni punti, come durante le numerose corse dei protagonisti, può risultare fastidioso. Bellissimo il doppiaggio, che riesce a enfatizzare perfettamente i personaggi e le loro storie che si intrecciano durante tutto il loro percorso. Buona la regia e in particolare la successione degli eventi che, al contrario di quanto si possa pensare, prende pochissimo spunto dalla tradizione disaster movie occidentale mostrando alti picchi di originalità, incatenando situazioni particolari ad altre un po' più scontate ma reinterpretate in chiave originale, proponendo situazioni mai completamente o del tutto scontate. La colonna sonora è veramente buona, ma né memorabile né particolarmente incisiva e fondamentale, se non per alcune scene, nel risultato finale (in poche parole non si fa molto notare). Molto bella l'opening, un pezzo Jrock orecchiabile ma anche molto ben realizzato (e devo dire con anche un bravo batterista), meno l'ending, un pezzo Jpop più allegro e scanzonato, con un arrangiamento sui generis ben fatto ma pensato per il mercato, che storpia come conclusione di alcuni episodi e soprattutto è poco originale, rendendola infatti poco orecchiabile.
Insomma, darei 8 1/2, ma sono costretto a dare 8. Nove mi sembra troppo esagerato, anche se non riesco bene a capire perché. Ë una sensazione, forse motivata dal fatto che sono rimasto sì commosso e sorpreso sia dal finale che da vari colpi di scena, ma non sconvolto, a opera conclusa, cosa che mi hanno lasciato altri anime. Insomma, mi rimarrà sì o no un'opera come questa come opera stupenda, ne ricorderò per sempre il nome, gli eventi e i personaggi? Ai posteri l'ardua sentenza.

M3talD3v!lG3ar
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 8 Trasmesso nel 2009 su noitaminA, contenitore televisivo di Fuji TV dedicato all'animazione, Tokyo Magnitude 8.0 dello studio Bones riceve subito una calda accoglienza dai telespettatori nipponici, forse perché l'argomento trattato è quanto di più gravoso e al tempo stesso vicino al popolo del Sol Levante. Devo ammettere che si prova una strana sensazione nel commentare una serie del genere in seguito all'infausta serie di eventi reali che ne hanno preceduto la mia indiscreta visione, ma ancora più ragguardevole è il fatto che Tokyo Magnitude 8.0 sia riuscito in parte a farmi comprendere cosa si possa provare in occasione di una catastrofe come quella descritta nella fantasia di questo anime, che però tanto rispecchia la cruda realtà.
Molti hanno accostato la storia della piccola Mirai e del suo fratellino Yuuki Onosawa a quella di Seita e Setsuko de Una Tomba per le Lucciole. Beh, direi che le analogie ci stanno tutte e non sono poche. Il tema della fratellanza - inteso sia come legame di sangue che come sostegno reciproco nel momento di comune difficoltà (vedi la "figura aggiunta" della trentaduenne Mari) - è trattato meravigliosamente, esposto con garbo nel procedere di una narrazione appassionante, gradevole, che incede man mano nel delicato dramma del distaccamento di quelli che ci piace sempre definire "veri valori", e che porta, a visione conclusa, a mettersi una mano sul cuore e riflettere su quelle paure che viziosamente tendiamo a rimuovere dalla coscienza nel corso della quotidianità.
Tutto ciò viene raffigurato in un'ottica estremamente realistica, non solo per quel che riguarda i rapporti interpersonali tra i protagonisti e gli altri sfollati, ma anche e soprattutto la scenografia: quella di una Tokyo devastata dalla terra che non smette di tremare, generando incendi e crolli vari - questi ultimi riprodotti in modo molto verosimile, grazie all'ausilio della computer grafica. La scelta della colonna sonora, adeguata ed efficace, completa un quadro tecnico sopra la sufficienza, ma non certo estasiante, per via di una regia piuttosto canonica.
Una storia dolce, educativa e commovente, consigliata davvero a tutti.

Eren
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9 Cosa succederebbe nel Kanto se si verificasse adesso un altro terribile terremoto come quello del 1923? Tokyo Magnitude 8.0 descrive le conseguenze che un evento del genere avrebbe nella Tokyo dei giorni nostri.
Una ragazza delle medie ed il suo fratellino si trovano nel mezzo di questa eventualità catastrofica, da soli e lontani da casa. Con l'aiuto di una donna conosciuta per caso nel luogo del disastro, i due si dirigono verso casa per ritrovare i propri genitori, attraversando una Tokyo devastata e affrontando pericoli e dolori, ma senza smettere di sperare.
11 puntate che volano, regalando moltissime emozioni. Il dolore dei personaggi e i loro sentimenti sono trasmessi con grande forza allo spettatore, come anche la volontà e le speranze dei protagonisti, che non si arrendono mai, nemmeno davanti alla morte che sembra circondarli da ogni parte. Essendo stata a Tokyo, posso dire che la rappresentazione della metropoli distrutta e devastata dagli incendi è veramente realistica e ben realizzata, a partire dalla sigla, che presenta varie panoramiche della città terremotata.
Lo stile di disegno dei personaggi è molto semplice, ma efficace. L'animazione è ben fatta e, secondo me, ben integrata con le parti in grafica 3d, anche se a volte sono troppo presenti. La colonna sonora e le sigle sono piacevoli e il doppiaggio giapponese è davvero ottimo.
Un anime commovente dal primo all'ultimo secondo, avvincente e pieno di emozioni, senza bisogno di essere smielato.

AmarantaKiller
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 8 Tokyo Magnitude è un anime del 2009 composto da 11 episodi, realizzato dalla Bones Studio e da Kinema Citrus. Quanto al comparto grafico, ci sono fondali spettacolari estremamente curati e gli scenari di distruzione della città sono suggestivi. Lo stesso non si può dire del character design che, al contrario, è estremamente poco elaborato.
Come si intuisce dal titolo, l'anime racconta delle conseguenze devastanti che un ipotetico terremoto di altissima intensità potrebbe portare sulla città e la popolazione di Tokyo. In particolare, racconta quella che potrebbe essere la storia di chiunque sopravvissuto a un sisma di tali proporzioni con i tre protagonisti: Mirai e Yuuki, due fratelli che vanno in visita a una mostra di robotica, e Mari, una donna che si prende cura dei bambini nel loro lungo esodo verso casa. L'esodo rappresenta il vero cuore della storia: vediamo come in una condizione estrema come questa i due fratellini si troveranno a fare i conti con mille disagi. Risolveranno i loro futili conflitti, rafforzando il loro legame, si faranno coraggio e si proteggeranno a vicenda anche a costo della vita. La voglia di ritornare a casa e di sapere se i propri cari sono ancora vivi è il propellente che spinge i tre e la fiumana di sopravvissuti in questo lungo cammino verso le proprie famiglie, o di quel che rimane. Ciascuno di loro ricaccia dentro di sé la paura e la vista di cadaveri di donne, uomini e bambini esacerba il loro anime, mettendo a dura prova l'equilibrio.
Ciò che ho apprezzato tanto di questo anime è la delicatezza e la discrezione con cui si affronta il terreno accidentato del dolore. Ovviamente, in una scenario del genere, si sarebbe facilmente corso il rischio di cadere nel facile sentimentalismo o nel pathos strappalacrime, così diventando banalissimo e scontato. Inoltre, un altro punto a suo favore secondo me è la semplicità. Non soltanto nel character design, ma anche la scelta di protagonisti così giovani presuppone una psicologia non matura, ma allo stesso tempo una maggiore autenticità dei sentimenti, dei gesti. Semplice è il modo nel quale Yuuki manifesta il suo affetto nei confronti di Mirai, semplice è il percorso che porterà al loro ricongiungimento e alla maturazione di Mirai nel superare i conflitti e il rancore nei confronti dei suoi genitori. Insomma, questo evento catastrofico è un'occasione di crescita e di presa di coscienza per i protagonisti, che probabilmente in condizioni di ordinarietà, invece, si sarebbero lasciati sopraffare da futili problemi. La semplicità e la fragilità di Mirai e Yuuki sono commoventi, ti tirano fuori le lacrime, che a stento cerchi di trattenere. Sono due ragazzini che con tanta naturalezza (prerogativa questa che appartiene ai più piccoli) e dolcezza fanno emergere da questa storia quello che realmente è importante nella vita e che riguarda la sfera degli affetti.
Ammetto che avevo previsto il finale molte puntate prima, quindi sono rimasta abbastanza delusa di non aver trovato colpi di scena o qualcosa di più originale rispetto alle mie aspettative.
Non posso definire quest'anime un capolavoro, né un'opera memorabile. È una serie che risveglia quelle cose che si danno per scontate e che quasi sempre si mettono da parte per rincorrere le velleità che ci impone quotidianità. Tuttavia, non posso non assegnare un voto positivo.

kitaniano
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 7 Il terremoto. Un fenomeno devastante della natura che in Giappone conoscono bene e che qui in Italia porta subito alla mente la tragedia dell'Aquila dell'anno scorso. Protagonista di questa serie è proprio il terremoto, un forte sisma che colpisce Tokyo distruggendo parte della città, seminando morte e sconvolgendo la vita di molte persone. L'idea di partenza è molto interessante e il film offre una descrizione piuttosto realistica della situazione provocata da una scossa di tale intensità. La ricostruzione-distruzione di Tokyo, con sfondi ben dettagliati, è una delle cose migliori della serie. Mentre il character design è davvero semplice.
La vicenda si concentra su Mirai e Yuuki, sorella e fratello, e il loro ritorno a casa (che si trova dall'altra parte di Tokyo rispetto a Odaiba, dove sono andati a vedere una mostra di robot) attraverso la città sconvolta dai danni del terremoto, senza mezzi di comunicazione e di trasporto. Un viaggio in cui sono accompagnati da una adulta, Mari, con la quale instaureranno un forte rapporto. Questo ritornare a casa, in mezzo alle difficoltà, mi ha ricordato (alla lontanissima) "I guerrieri della notte", per quella scansione temporale (nel film più serrata perché si svolgeva in una notte, nell'anime invece nell'arco di qualche giorno). C'è anche un altro film che la visione di questa serie mi ha riportato alla mente (sempre alla lontana) dopo aver concluso gli 11 episodi: "Il sesto senso". Ma non posso dire altro per non rischiare di spoilerare.
Tra realismo e racconto di formazione (la crescita di Mirai) un anime scorre senza sussulti (qualcuno si potrebbe annoiare) fino a un finale dal forte impatto emotivo. Molto interessante il modo di mostrare l'elaborazione del lutto giapponese, più "sobria" della nostra.
Nel complesso un anime non eccezionale, ma che vale senz'altro una visione. Voto 7,5.

Pan Daemonium
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9 Un'opera di davvero gran valore nel mondo degli anime.
Innanzitutto il tema portante della storia, cioè i terremoti, che non erano (in base alle mie conoscenze) mai stati trattati in questo modo da un prodotto d'animazione. Oltre alla narrazione di un possibile terremoto che colpisce Tokyo, con l'esplicitazione di quali potrebbero essere i danni da esso provocati, vengono ben evidenziati, inoltre, i rimedi al soqquadro causato, dai più semplici ai più complessi e futuristici, come l'utilizzo di robot di ultima generazione.
Oltre questo, in quest'anime il tema umano è fondamentale, predominante. Quando una sciagura, una catastrofe s'abbatte sulla società, allora vengono a galla i due estremi, le due punte opposte dell'animo umano: troviamo giapponesi senza alcun interesse verso i propri concittadini, ma interessati unicamente alla propria sopravvivenza e pronti a schiacciare chiunque si interponga alla loro, purtroppo, rovinosa strada, e contemporaneamente troviamo giapponesi come Mari-san che, invece, esternano la propria parte migliore, sacrificando sé stessi ed i propri sogni (in questo caso quello di riabbracciare la propria figlia e la propria madre) per salvare altri due piccoli figli del Mondo. In un mondo caotico come quello post-catastrofe l'uomo si fa bestia e contemporaneamente angelo. Astuzia, rabbia, compassione, altruismo, menefreghismo: sentimenti mischiati in quest'opera.
I personaggi principali sono caratterizzati benissimo: Mirai è una ragazzina delle medie molto attaccata al fratello, ma incapace di mostrare le proprie buone emozioni, finendo così con lo sgridarlo continuamente (salvo poi subito pentirsi) e con il vivere costantemente al cellulare, sintomo di una certa alienazione sociale.
Yuuki è il classico fratellino gioioso di vivere, che vuol coinvolgere tutti in ciò che fa e felice della propria famiglia e della propria sorella, soprattutto.
Gli avvenimenti di 3/4 della serie sono incentrati sul tentativo di ritorno verso casa, data l'impossibilità di utilizzare mezzi pubblici et similia. Il viaggio verso casa si configura come il topos del ritorno verso la propria patria, come nel caso dell'Odissea di Omero, dove il protagonista è costretto ad affrontare miriadi di ostacoli. Certo, qui critico un po' l'opera, molto lenta e a tratti noiosa. Gli avvenimenti son pochi. Oltre a scene di crollo e varie scosse di assestamento c'è poca sostanza, molto camminare e molta ressa.
Nell'ultimo quarto di serie, invece, vien fuori la parte migliore di questo anime: la parte psicologica, la parte drammatica.
Un finale struggente. Uno dei finali più struggenti che abbia visto. Un finale che ti abbatte e ti fa risorgere, che ti fa comprendere la grandezza dei sentimenti umani, che ti fa comprendere la difficoltà di accettare determinate realtà ed avvenimenti.
Bella la trovata finale, cioè di adoperare la sigla finale per mostrare alcune immagini del futuro dei protagonisti.
La grafica è ottima, molto ben caratterizzata; i soundtrack sono, anch'essi, ottimi: semplici, riescono a caratterizzare emotivamente tutte le scene, anche le più drammatiche e difficili. Un anime da vedere.

gettagi
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 8 Questo anime a me è piaciuto molto, mi ha regalato tante emozioni, gioia e alla stesso tempo tanta tristezza, che proprio alla fine si è trasformata in speranza...
Un anime unico nel suo genere, che in soli 11 episodi riesce a coinvolgere e a tenere lo spettatore attaccato al video fino alla fine.
Tecnicamente è fatto molto bene, con disegni dei personaggi semplici ma che rendono comunque bene. L'uso della computer grafica invece si integra, a mio parere, discretamente. La trama è ben strutturata e riesce a coinvolgere, come detto, lo spettatore fino alla fine.
Questo anime mi ha commosso. Da vedere.

Yuu
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 10 Non faro' una recensione ma mi limitero' a commentare questo anime anche perche' di recensioni c'e' ne sono gia' troppe :P.
Ho visto questo anime in 2 giorni, 2 giorni in cui questo anime mi ha letteralmente estasiata con i suoi scenari con la sua storia con la personalita' dei suoi personaggi. Un anime che non cerca di catturare l'attenzione di chi guarda con un genere fanservice, ma un anime che si fa seguire per l'umanita' che fa traspirare: mi ha fatto sobbalzare, mi ha fatto ridere, mi ha commosso ed emozionato fino alla fine. Io penso che qualunque cosa gli autori, i produttori, lo staff, i seiyuu volessero esprimere attraverso questo anime ci siano riusciti, anche se non va visto superficialmente (come molti faranno) ma con la voglia di seguire una storia cosi' emozionante e toccante che inevitabilmente diventera' un qualcosa da ricordare o paragonare, anche se di paragone ce n'e' da fare ben poco.

Hoshimaru
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9 Non posso che confermare quanto detto dagli utenti prima di me. Tokyo Magnitude 8.0 è un rarissimo esempio di anime anti-spettacolare, dove l'enfasi non è posta su elementi fantastici, erotici, avventurosi o comici, bensì sullo spessore dei personaggi e il realismo con cui è descritto il mondo che li conrconda. Io che di solito non bado tanto alla realizzazione grafica o all'animazione, in questo caso mi sono dovuto arrendere all'estrema grazia e sensibilità con cui vengono raccontati personaggi e situazioni. Il character design è superbo.
E' un anime che mi ha commosso e mi ha fatto piangere (!) e che consiglio a TUTTI.

Filippo2192
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9 Questa opera di fantasia, che tratta di un enorme terremoto a Tokyo, è basata su una grande quantità di ricerche e verifiche. Cercando di ottenere un certo senso di realismo, sono state svolte diverse simulazioni per la creazione di questa storia originale. Tuttavia, nella realtà le circostanze potrebbero essere diverse.
Questo è il modo in cui i Bones introducono Tokyo Magnitude 8.0. La trama, molto semplice, parla di Mirai (che tra l'altro significa "futuro"), una ragazzina di prima media stufa della sua vita monotona e dei suoi genitori. In occasione dell'inizio delle vacanze estive, accompagna il fratello Yuki a vedere una mostra di robot all'isola artificiale di Odaiba e, durante la visita, Tokyo viene colpita da un terremoto di grado 8.0 sulla scala Richter (secondo uno studio, c'è almeno il 70% di possibilità che in futuro accada una cosa simile lì) e la città diventa così irriconoscibile, con molti dei suoi edifici-simbolo distrutti. Mirai e Yuki devono così cercare di tornare a casa dai loro genitori e vengono aiutati da Mari, una fattorina che vuole al contempo tornare dalla madre e dalla figlia.
Anche se la trama potrebbe evolversi in vari modi, la serie resta fedele alle premesse di partenza e non diventa nulla di spettacolare, ma più che il terremoto in sé mostra semplicemente in che modo i tre protagonisti vengono toccati dal disastro nel modo più realistico possibile, senza cadere nel buonismo, senza tralasciare tra l'altro il fattore della morte e cercando di mostrare come, in ogni situazione, la cosa migliore da fare è sempre guardare avanti con ottimismo. Lo spiccato realismo della storia e dei personaggi è il fattore che secondo me rende la serie tanto coinvolgente e toccante, e penso che vedendola sia impossibile restare impassibili.
La grafica e le animazioni sono davvero superbe ed anche il character design, nella sua semplicità, è azzeccato. Ottime opening ed ending, colonna sonora bella ed adeguata e un buon lavoro da parte di tutti i seiyuu, tra l'altro è interessante sapere che Christel Takigawa, una nota annunciatrice televisiva, in TM interpreta sé stessa.
In sostanza quindi una serie davvero pregiata e il voto che do è 9.

Prospero
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 10 su 11 --- Voto: 9 Anime dalla trama apparentemente semplice, quasi schematica, ma a mio avviso di ottima qualità e molto coinvolgente. Mirai - la protagonista - è una ragazzina annoiata e infastidita dalla vita e soprattutto dalla (apparente) scarsa attenzione da parte dei genitori.
In breve: a seguito di un tremendo terremoto che la sorprende da sola con il fratellino di sei anni lontano da casa intraprende un viaggio di ritorno a casa, accompagnata da una salvifica e simpatica fattorina (ex motociclista). Il ritorno (verrebbe quasi da dire l'anabasi) è comprensibilmente un viaggio attraverso le sofferenze e lo shock di una tragedia di massa e un percorso di dolorosa maturazione.
Poco significativo descrivere altro; è un anime dai toni molto spesso drammatici ma mai patetici, a mio avviso disegnato e animato molto bene. Un prodotto adulto ed equilibrato. Per evitare spoiler non accenno allo sviluppo della trama dopo la 7^ puntata, che alza realmente il volume del coinvolgimento dello spettatore.

HSam
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 11 su 11 --- Voto: 9 :: CONTIENE SPOILER ::
Inizialmente mi ero fatto un'idea sbagliata di questo anime, ma dal quarto episodio in poi mi sono dovuto davvero ricredere. Lo sviluppo della storia ha stravolto completamente il comportamento della protagonista (inizialmente davvero insopportabile, aspetto che appunto potrebbe indurre certe persone a non guardare la serie, ma che in questo modo riesce a dimostrare quanto sia inevitabile un cambiamento di umore in momenti catastrofici come quelli di Tokyo Magnitude 8.0). Davvero significativi gli ultimi episodi, mi hanno davvero agganciato una pietra al collo, tanto da avermi indotto a tornare a rivedere gli episodi precedenti. Ambientazioni davvero curate nei minimi particolari che rendono davvero l'atmosfera isolata e psicologicamente pesante da sostenere. . Struttura temporale perfetta e Storia davvero originale, gli OST interni sono un po monotoni e ripetitivi, ma la OP e l'ED davvero straordinarie. Serie che non può piacere a tutti visto la mancanza di colpi di scena significativi, se non quello degli ultimi episodi (dove effettivamente si affronta un tema drammatico), ma in fondo sono soltanto 11 episodi; Finale davvero commovente e riflessivo. 9 Meritato!!!

kayshiden
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 9 su 11 --- Voto: 10 WOW... Ho visto il nono episodio ieri sera e non mi sono ancora ripreso!!! E' l'anime più "adulto" che abbia mai seguito... Da appassionato di Gundam, mi ricorda, per la caratterizzazione dei personaggi mi ricorda "MS Gundam 0080: War in the Pocket", anche lì il protagonista è un bambino in età scolare, solo che l'ambientazione assolutamente realistica lo rendono ancora più drammatico e coinvolgente. Non voglio fare Spoiler, per cui mi fermo qui. Assolutamente da vedere!!! 10 con lode e anche di più.
marbald75
Per l'anime Tokyo Magnitude 8.0
Serie TV di genere Drammatico
Episodi Visti: 5 su 11 --- Voto: 9 L'idea di base è veramente buona e diversa dal solito, tra l'altro un argomento importante e spesso vissuto dai giapponesi. A livello grafico si presenta abbastanza bene, sicuramente intelligente lo sviluppo della trama in cui i protagonisti subiscono l'evento lontano da casa per cui tutto si impernia sulle loro difficoltà nel tentativo di tornare dai loro genitori. A livello di animazione non è il massimo ma alcuni passaggi, probabilmente con l'aiuto della CG , rendono bene. La protagonista "Marui" è abbastanza antipatica ma da l'idea del comportamento di una ragazzina in una fase particolare della sua infanzia, sia per l'età, sia per i rapporti con i genitori. La narrazione fa leva maggiormente su aspetti psicologici della inevitabile morte che li circonda ma magari qualche accenno splatter, anche solo accennato non avrebbe guastato; interessante l'emergere dell'egoismo delle persone in queste fasi di crisi che se ne fregano dei due bambini coinvolti nel cataclisma. Ho visto solo 5 episodi e non so come evolverà, potrebbe migliorare come scadere troppo in un finale banale ma merita sicuramente un bel 9 per l'idea.

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