Kotaro
Per il manga
Beet Vandel Buster
di genere
Volumetti Letti: 12 su 12 ---
Voto: 8 E' una produzione abbastanza particolare Beet Vandel Buster, poichè, al giorno d'oggi, appare quasi anacronistica.
E' un'opera realizzata a tavolino per vendere, è vero, ma non si pone l'obbiettivo di vendere presso i giovani d'oggi, che sono più attratti da ben altri tipi di storie e personaggi, quanto più presso i giovani di ieri, che si sono formati sullo Shonen Jump di Dr. Slump e Dragon Ball, sui Dragon Quest del loro Famicon/Super Famicon, su Street Fighter, Fatal Fury o Virtua Fighter nelle sale giochi.
E' a questo tipo di utenza che Beet Vandel Buster strizza l'occhio e si rivolge, segnando il ritorno di un team affiatatissimo che ottenne un ottimo successo in passato (nel periodo in cui andavano per la maggiore le cose sopraccitate), ossia Riku Sanjo e Koji Inada, autori del mio amatissimo e mai dimenticato Dai no daibouken, adattamento in salsa Jump della saga di Dragon Quest. Coadiuvati dall'ottimo character designer Katsuyoshi Nakatsuru, i due autori ci catapultano nuovamente in una grande ed epica avventura fantasy. E noi fans sfegatati di Dai no daibouken non possiamo che gioire.
Il mondo che Beet Vandel Buster ci propone è vasto, sfaccettato e dannatamente affascinante. Ha le sue regole (le caste dei Vandel, il sistema dei Buster, del loro avanzamento di livello e dei vari tipi e gradi della loro professione, i vari tipi di attacchi magici e di armi particolari che utilizzano), la sua mappa, la sua flora e la sua fauna, e attraversarlo sarà davvero un piacere, poichè vedremo, assieme ai personaggi, molteplici e differenti paesaggi, città, villaggi, spiagge, popolati da diverse tipologie di persone e da diverse creature.
I protagonisti della nostra storia non sono propriamente originalissimi, dato che sarà possibile per chiunque rivedere in Beet un po' di Dai, in Poala un po' di Maam, in Kiss un po' di Pop, in Beltoze un po' di Hadler, ma le somiglianze tutto sommato ci fanno anche piacere, basta che questi personaggi abbiano una caratterizzazione psicologica che sia anche solo un decimo intensa come quella dei loro predecessori.
In linea di massima, dobbiamo dirlo, è così, e Beet, Kiss e Poala risultano personaggi ben caratterizzati (il protagonista in particolare) e piacevolissimi da seguire.
Il meglio, tuttavia, viene dalla caratterizzazione dei malvagi, dei Vandel del titolo. Personaggi diversissimi graficamente fra loro (e, dobbiamo ammettere, anche particolarmente ispirati) e imprevedibili nel carattere, che si dimostrano degni avversari per i personaggi impegnandoli in spettacolari combattimenti e ottime personalità da seguire per noi lettori, forse anche più sfaccettate e interessanti dei buoni stessi.
A dar vita a tutto questo, l'eccelso stile grafico di Kouji Inada, che, forte della maturazione stilistica ottenuta nel periodo della lavorazione di Dai no daibouken, ci regala dei disegni veramente superbi: un tratto pulitissimo con un prevalere di bianchi, sapienti inquadrature, scene d'azione dinamiche ed efficaci, personaggi dalla spiccata fisicità e dai volti estremamente espressivi, un cast di personaggi tutti differenti tra loro e molto umani (dai protagonisti alle comparse come gli abitanti dei villaggi), nonché un'immensa e originale fauna di Vandel e mostri, ognuno diverso dall'altro e con le proprie caratteristiche ma dotato anche di quella bonaria simpatia che viene a Inada dal maestro Toriyama per cui lavorò in passato. Il bestiario di questo manga, difatti, è uno dei suoi punti di forza, che riesce a renderlo affascinante e credibile, tanto da meritarsi svariati approfondimenti nelle pagine extra alla fine dei volumi.
Beet Vandel Buster è così una storia prettamente old-fashioned, con una rigida suddivisione in saghe, un viaggio di formazione, un protagonista affidabile dai capelli scuri, combattimenti a suon di spada e magia, antagonisti affascinanti e una trama chiara e lineare sin dal principio su cui poi si lavora aggiungendo misteri, colpi di scena e sottotrame.
Finché si mantiene fedele alla tradizione, Beet Vandel Buster funziona e anche egregiamente, devo dire, ma vi sono un paio di problemi, e alcuni di questi vengono da elementi di modernità che stonano con tutto il resto e gli fanno perdere punti. E' il caso degli altri due coprotagonisti, Milfa e Slade, personaggi che "stonano" un po' con il resto del cast proprio perché si avvicinano più ai gusti dei moderni lettori di un Naruto, di un Bleach o di un Fairy Tail piuttosto che ai vecchi lettori di Dai no daibouken: la prima è una ragazza adulta anagraficamente ma piuttosto sciocchina caratterialmente nonché esageratamente formosa, il secondo un personaggio schivo e taciturno ma dannatamente figo e forte (anche Hyunkel di Dai no daibouken lo era, ma lui ha avuto un'evoluzione caratteriale non da poco nel corso delle vicende, mentre Slade è amorfo e piatto).
Questi due personaggi irrompono sulla scena ed entrano a far parte del cast principale, eppure ben poco si sa di loro, soprattutto del secondo, al momento, e questo non contribuisce certo a farli amare ai lettori, che magari avrebbero preferito personaggi di grande levatura come furono Crocodyne, Baran, Hyunkel o un personaggio prettamente più comico come fu Chu, nel gruppo dei protagonisti.
E' un problema che, tuttavia, potrà, forse, essere risolto in futuro. Beet Vandel Buster, infatti, proseguiva piuttosto lentamente poichè veniva serializzato su una rivista mensile, e, ahimè, al momento è fermo a 12 volumi da un paio d'anni, complice una non meglio identificata grave malattia del disegnatore e la chiusura della rivista dove veniva pubblicato. Da un lato, è un sollievo l'idea che la storia possa, prima o poi, proseguire, approfondirsi, migliorarsi e probabilmente avvicinarsi, raggiungere, o, chissà, superare l'eccelso precedente lavoro degli stessi autori. Dall'altro, però, l'idea che al momento sia ferma a tempo indeterminato può essere un deterrente per l'acquisto.
Consigliato? A metà. Se annoverate la prima serie di Dragon Ball e il succitato Dai no daibouken tra le vostre opere preferite allora dovete assolutamente farlo vostro, purtroppo essendo ben consci che qualche difettuccio ce l'ha, e che per il momento è congelato, ma comunque lo apprezzerete e sarete desiderosi di leggerne il continuo.
Se invece preferite shonen manga meno classici e più fighetti, probabilmente vi deluderà...
