Chiba
Per il manga
Die Ragnarok
di genere
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Voto: 5 Die Ragnarok, manga a volume unico di Jun Shindo, che di davvero bello ha solo la copertina.
La trama non è tra le più originali: nell’Oceano Antartico si risveglia parzialmente, grazie allo scongelamento dell’iceberg in cui era rinchiuso, una sorta di gigante demoniaco che darà il via al ritorno dei demoni nel mondo umano. Toccherà a Jin e a Kyo, due agenti del dipartimento “Dan-Te”, misura “Anti-D” del quartier generale, proteggere Tokyo dall’invasione “delle forze oscure”. Come? Con i loro poteri paranormali: evocando spiriti, spiritelli o vere e proprie divinità delle più svariate culture e mitologie (Odino, Tetramorph, Hecatoncheires).
Il tratto non è meraviglioso: mal fatto nelle figure umane, che compaiono spigolose, inespressive, legnose, stilizzate; e negli sfondi: privi di spessore e profondità.
Solo nelle raffigurazioni dei demoni, ricchi di dettagli, si nota una discreta bravura da parte dell’autore ed un uso azzeccato tra chine e retini.
La storia con le prime pagine riesce a catturare l’attenzione del lettore, attenzione che via via diminuisce, lasciando posto alla consapevolezza di avere tra le mani un prodotto già visto e rivisto, in cui sono rispettati i perfetti canoni dello shonen: nemici sempre più forti, combattimenti irragionevoli, background violenti e scontati.
L’edizione della Panini è buona: sovracopertina, note a fine volume riguardanti le varie divinità presenti nella storia, una rubrica di 4 pagine in cui si approfondiscono alcuni aspetti dei manga fantascientifici e rilegatura resistente. Il tutto, però, tende ad impreziosire il manga e venderlo come opera di grande qualità narrativa, cosa, ahimè, non vera.
Complessivamente: non capisco se si sia divertito di più Jun Shindo a disegnarlo o il sottoscritto a leggerlo.
Consigliato a chi ama i manga ricchi di scene cruente condite da demoni, evocazioni e tragici passati.
