Kotaro
Per il manga
Izumi Matsumoto World
di genere
Volumetti Letti: 1 su 1 ---
Voto: 6 Ci sono autori il cui nome rimane legato indissolubilmente ad una sola opera, senza che mai siano riusciti a bissarne il successo con altre storie differenti.
Izumi Matsumoto, al secolo Kazuya Terashima, è uno di questi.
Dopo aver creato una delle più iconiche storie d'amore adolescenziale degli anni '80, quel Kimagure Orange Road che tutti ricordano con un grande sorriso e tanta nostalgia, l'autore non è, purtroppo, stato troppo fortunato ed è praticamente sparito dalle scene, complice una serie di non meglio precisati problemi di salute.
Di Matsumoto s'è anche detto che, dopo Orange Road, si era dedicato a storie in formato digitale. Questo Izumi Matsumoto World è in parte il risultato di quelle storie.
Trattasi di una breve raccolta di racconti realizzati nel corso degli anni '90 e interamente a colori (la colorazione realizzata a computer è evidente).
La prima storia, a cui è dedicata la copertina del volume e che serve da specchietto per le allodole, è dedicata proprio ad Orange Road.
E, mettiamolo subito in chiaro, strano ma vero, è la peggiore del volume.
L'Orange Road classico aveva spesso usato l'espediente dello scambio di corpo fra il protagonsita Kyosuke e un'altra persona o creatura (il cuginetto Kazuya o qualche animale) per creare equivoci divertenti.
Anche questa storiella parte dallo stesso presupposto, solo che stavolta Kyosuke scambia il suo corpo con quello di Hikaru. La cosa, però, non fa ridere ed è usata unicamente come scusa per mostrare Madoka e Hikaru completamente nude al bagno pubblico.
Più che un episodio fuori serie di Orange Road, questa storiella ne sembra una stupida parodia erotica.
Non v'è traccia di quell'amore pungente, amaro e dolce allo stesso tempo, su cui era imperniata la serie originale. Non v'è traccia della sua poesia, nè della sua nostalgia. Non v'è traccia del suo garbo. L'originale Orange Road riusciva ad essere fascinoso e seducente senza bisogno di usare mezzucci, perchè la bellissima Madoka risultava essere bellissima in qualunque modo, senza bisogno di mostrarne un nudo completo. Qui, invece, Madoka (e la dolce Hikaru, che nella serie originale era così pudica, con lei) è completamente nuda, con tanto di capezzoli in bella vista, e il suo corpo spesso è disegnato in maniera tanto sgraziata da suscitare ribrezzo, più che fascino o libido.
Una storia dedicata ai fans di Orange Road, ma che susciterà in loro raccapriccio più che nostalgia. Da dimenticare.
Segue, "Apples", un raccontino molto breve, che però, fortunatamente, riesce ad aggiustare il tiro, raccontandoci, con una certa poesia, la storia di un ragazzo che, in preda alla tristezza, comincia a vedere il mondo in bianco e nero, finché non incontra una dolce ragazza che, unica fra tutte le persone del mondo, riesce a vedere a colori.
Nulla di imprescindibile, ma i fans dell'autore apprezzeranno l'inconfondibile stile e il garbo con cui è narrata questa piccola storiella che rialza le quotazioni del volume.
La terza storia, nonché la più lunga, "EE", è molto interessante e d'atmosfera e narra di poliziotti con la barba e l'impermeabile alla Humphrey Bogart, di sorelle minori dalla fisicità dirompente e dal carattere irruento e mascolino, di giovani agenti di polizia assi dell'informatica, di teppisti con barba, muscoli, occhiali da sole, borchie e giubbotto di pelle come ai bei vecchi tempi andati, di videogiochi e di realtà virtuale.
Una storia dall'atmosfera impagabile, che sa di cyberpunk ed è inequivocabilmente "manga", nel senso che si dava al termine fra gli anni '80 e i '90, con personaggi simpatici, dei disegni spettacolari e tanta, tanta nostalgia. Ha, però, due difetti che la penalizzano: le esagerate forme della protagonista femminile (Matsumoto, tu quoque, non dovevi venderti al fanservice!) e il fatto di essere incompleta, come se fossero soltanto i primi capitoli di una serie che non è mai stata realizzata (e che sarebbe stata decisamente interessante).
A chiudere il volume, in una manciata di pagine, una sorta di pilot di un'altra serie mai realizzata, ma che sarebbe stata sicuramente divertentissima, in quanto riscrittura in chiave comica dell'apertura all'Occidente del Giappone, che si permette persino di mettere alla berlina personaggi storici come il diplomatico Townsend Harris, che vedere coinvolto in una simpatica gag dopo averne studiato le gesta sui testi universitari è impagabile. Rimane, dunque, il rimpianto per una serie che, se realizzata, sarebbe stata sicuramente spassosissima, ma che, probabilmente, avrebbe riscosso poco successo presso i giovani.
Cosa rimane, alla fine della fiera, di questo Izumi Matsumoto World? Un po' di fastidio, tanta malinconia, nostalgia per un modo di fare manga che oggi non si usa più e il rimpianto nel vedere un autore che ne era maestro che sceglie di vendersi a nuove tendenze senza riuscire ad avere successo.
E' un volume indubbiamente molto bello da vedere, lo stile di disegno di Matsumoto si è evoluto parecchio nel corso degli anni e l'uso del colore e degli accorgimenti al computer lo hanno impreziosito parecchio (soprattutto nel caso di storie più fantascientifiche come "EE"), ma vedere questo talento utilizzato per mostrare i capezzoli di Madoka, per chi, come me, ha legato il suo cuore alla Madoka che era terribilmente affascinante poiché vestita in maniera sì provocante ma mai in maniera eccessiva e riusciva a colpire col fascino del suo corpo snello e proporzionato e dei suoi lunghi capelli neri, è un colpo durissimo.
"Izumi Matsumoto World" riesce a strappare una sufficienza regalata controvoglia grazie alla bellissima resa grafica e alle piccole ma molto interessanti idee che l'autore getta, senza purtroppo riuscire a svilupparle, nelle altre storie non legate a Orange Road.
Si tratta dunque di un volumetto da consigliare a chi adora Orange Road in ogni aspetto (e quindi non si farà problemi ad adorare o a voler possedere anche la sua inutile e disturbante storiella extra quasi porno) o a chi, di Matsumoto, possiede ed ha apprezzato anche il piacevole ma sfortunato Sesame Street. Se non conoscete Orange Road o se non vi piace così tanto, girate alla larga, poichè da questo volume ne avrete un'impressione fuorviante.
