L'Emblema di Roto
Questa scheda ha errori? Aiutaci a correggerli. Trama: Ispirato al mondo degli RPG giapponesi della saga di Dragon Quest, L'emblema di Roto colma il gap temporale che intercorre tra il terzo episodio della saga videoludica e il primo. Situato un secolo dopo la fine di Dragon Quest III - Into the Legend, narrà le avventure di Arus Roto, discendente diretto di Arel, il prode guerriero di cui avete vestito i panni se avete giocato a Dragon Quest III.
Orfano dei genitori a causa di un complotto ordito dal malvagio Re Magico Imajin, il piccolo principe Arus riesce a salvarsi grazie al coraggio di Lunaphrea, figlia del capo delle guardie del palazzo di Kaamen, luogo d'origine di Arus, e di Talkin, chierico del castello. Lo ritroviamo un decennio più tardi, cresciuto e in salute, pronto ad accettare il suo destino di discendente dei Roto e di prode guerriero e a combattere contro Imajin e i suoi seguaci.
Per coloro che hanno giocato al videogioco, segnalo la presenza, all'interno della storia, di numerosi accenni alla leggenda del prode guerriero Arel, che ricalca molto fedelmente la trama del videogioco.
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L'Emblema di Roto
8.4
out of 10
based on 11 ratings.
11 user reviews.
Franzelion
Per il manga L'Emblema di Roto
di genere
Volumetti Letti: 21 su 21 --- Voto: 8 Mi ero avvicinato a questo titolo cercando quel fantasy, quella storia appassionante che mancava alla mia libreria, qualcosa che soddisfacesse il mio palato da appassionato di fantasy, laddove manga come Warcraft o Zelda non erano riusciti; e Dragon Quest ha fortunatamente mantenuto e soddisfatto tutte le mie aspettative, né più né meno.
Essendo datata 1992, non aspettatevi una trama o un'ambientazione particolarmente originali, anche perché se conoscete il marchio Dragon quest sapete bene che "il classico" è all'ordine del giorno. Personalmente comunque questo "classicismo" di Dragon quest non mi dà affatto fastidio, anzi, mi trova contento di leggere qualcosa che si mantiene fedele al suo nome e alle sue origini, al contrario di altri marchi dove tra cyberpunk o età moderna di fantasy non c'è rimasto quasi più nulla, pur continuando a portare la dicitura "Fantasy" nel proprio nome.
La natura "vecchio stile" di Dragon quest ha comunque anche qualche lato negativo oltre i vari aspetti positivi: la sceneggiatura e certi dialoghi sono alquanto stereotipati, ma non affatto sterili o banali, anzi i colpi di scena e l'imprevedibilità di un combattimento sono dietro l'angolo, per fortuna negli scontri non si sente quell'odore di già visto e di "ora va a finire così" che si avverte negli shounen più moderni; e questo aspetto rende onore al titolo, sebbene i combattimenti non siano proprio eccezionali per coinvolgimento o per "tecnica". Anzi, se devo essere sincero, trovo che essi siano - almeno nella parte centrale del manga - a volte noiosetti o eccessivamente lunghi, anche dove non ce n'è bisogno, e appunto in certi casi possono dare un po' di fastidio.
La storia è sicuramente l'aspetto più importante di un fantasy, e Dragon quest - L'emblema di Roto sotto questo punto di vista è davvero impeccabile, con una trama che si evolve e si dipana fin nei dettagli sempre più, fino all'ultimo numero dove non smette di rivelare sorprese e ulteriori approfondimenti; tutti i dettagli di cui è infarcita la storia (Albero della vita, Seirei Rubis, Origini di Imajin ecc...) verranno chiariti a suo tempo, lasciando alla fine una sensazione di "amaro in bocca" assolutamente nullo e anzi molto dolce, come un buon bignè alla crema. Se devo fare il pignolo però, dovrei dire che alcuni passaggi e collegamenti non sono chiarissimi, ma più volte sono dovuto tornare a leggere indietro per capire cosa mi ero perso, e in un paio di occasioni ho constatato che si trattava unicamente di un errore di stampa, quindi questo difetto può essere riconducibile esclusivamente all'edizione italiana, dovrei leggerlo in giapponese per saperlo.
Poi ci sono i personaggi, e qui ci sono alti e bassi, sebbene il livello generale si appresta comunque a buoni livelli.
Ad esempio Arus e Jagan sono caratterizzati ottimamente, soprattutto il secondo lo trovo un personaggio davvero fantastico e profondo, forse il migliore della serie. Poi ci sono delle "vide di mezzo", approfonditi cioè quanto basta, come Poron e qualche nemico; infine ce ne sono alcuni fin troppo piatti, come Yao, il saggio Kadal e soprattutto Astea, personaggio praticamente senza personalità, caratterizzato in maniera ridicola. La cosa buona però è che nessuno viene completamente trascurato, ognuno ha i suoi "ma" e i suoi "perché", anche il semplice nemico di turno.
Graficamente è senza dubbio eccellente, sia nello stile che si rifà molto al grande Toriyama (che rimane comunque superiore e dal tratto più "pulito", solido e coerente), sia che - soprattutto - per i fondali, spesso e volentieri presenti e pieni di dettagli, davvero lodevole per le pubblicazioni di allora, in particolare la saga del Re Bestia avrà richiesto una cura e dei tempi massacranti, per la splendide tavole rappresentanti grandi eserciti.
Insomma, questo manga non sarà il capolavoro dell'anno per alcuni elementi che sanno di già visto, altri che potevano essere approfonditi meglio o altri ancora addirittura eliminati (essendo quasi degli allunga-brodo), ma rimane una perla come fantasy, che non dovrebbe mancare a nessun appassionato del genere.

giovamix86
Per il manga L'Emblema di Roto
di genere
Volumetti Letti: 21 su 21 --- Voto: 10 Forse l'opera più sottovalutata della storia del fumetto giapponese, un'opera d'arte in tutto e per tutto che riprende la radice videoludica dei famosi RPG della Dragon Quest. E bello vedere i miei colleghi recensori parlare bene di questo piccolo capolavoro, che forse inizialmente può ricordare la saga di Dragon Ball ma con il tempo la storia prende una personalità unica nel suo genere, Fujiwara (grande estimatore del maestro Akira Torijama) non nasconde la passione per il suo collega, che di questo fumetto è anche sceneggiatore di molti nemici e Boss, ma implementa nella caratterizzazione dei personaggi uno stile tutto suo e tutt'altro che simile al ben più famoso autore.
Si narra l'avventura del prode Arus, discendente di una famiglia reale molto importante, rimasto orfano da quando era neonato per colpa del Dio malvagio Imajin, che cresce ignaro in una tranquilla foresta in compagnia della sua madre adottiva Lunaphrea che gli insegna le arti della guerra.
Il fumetto inizialmente povero, prende davvero la quinta marcia dopo 5-6 numeri, potenziando la storia da commoventi intrecci di sangue, mettendo sul campo valori come amore fraterno, rivalità epica e forte lealtà. Ogni personaggio della storia è caratterizzato all'inverosimile, personalmente mai trovato in altri shounen fantasy, sei costretto ad affezionarti al personaggio che ti garba di più (non necessariamente al protagonista), io ad esempio ero infognato con il personaggio di Jagan.
I disegni sono davvero belli ma non posso nascondere che il richiamo a Dragon ball è davvero forte, le copertine e le rilegature non sono malaccio anche se si vede di mooolto meglio in giro, dopo anni vi assicuro che questo fumetto rischia di farsi sfogliare di nuovo e io l'ho fatto già 4 volte e non è detto che da stasera non ricominci di nuovo.
Epico come pochi, nemici interessantissimi, storia semplice ma che si intreccia col tempo, disegni divini anche dopo anni che ovviamente vanno migliorando con il passare dei volumetti. Credo che questo capolavoro si meritava di più e ancora non ho capito il motivo degli snob che lo hanno criticato e non lo hanno apprezzato. 10.

claud
Per il manga L'Emblema di Roto
di genere
Volumetti Letti: 21 su 21 --- Voto: 10 Un grande precursore e allo stesso tempo un grande capolavoro, questo è quello che penso di questa opera. Nonostante questo manga abbia raggiunto quasi vent'anni di età resta sempre una gemma splendente nel mondo del fantasy. Penso di poter dire che questa opera sia "sempreverde", cioè che in qualsiasi momento si riscopre come avvincente e mai noiosa. Lo sviluppo dei personaggi principali, sia a livello caratteriale che relazionale, e anche di quelli secondari, rendono tutta l'opera completa e mai semplicistica. La storia avvincente e in alcuni momenti concitata spinge a continuare la lettura fino al termine dell'ultimo volume. Le tavole sono sempre molto chiare e pulite, e lo stile del disegno migliora gradualmente assieme al proseguimento della storia, quasi a volerne aumentare d'intensità. Quindi, per concludere, dato che mi sono dilungato forse anche troppo, consiglio a tutti coloro appassionati di manga genere fantasy di leggere questo capolavoro!

Aran
Per il manga L'Emblema di Roto
di genere
Volumetti Letti: 21 su 21 --- Voto: 10 È stato un grande piacere scoprire tanti commenti positivi su questo manga, che ritenevo semisconosciuto, almeno dalle mie parti. Oltre ad essere stato uno dei primi manga, e dei primi fumetti in generale, che abbia mai letto, ormai parecchi anni fa, lo ritengo uno dei più validi e meglio riusciti. A partire dal tratto, certo molto simile a quello di Toriyama, eppure dotato di un'evocatività ed una forza emotiva molto maggiore. La storia poi, pur semplice e lineare all'inizio, si complica e si arricchisce senza mai divenire pesante, ma conservando sempre un carattere epico e spettacolare, intriso da una sottile vena poetica che attraversa anche la caratterizzazione dei personaggi e gli intrecci sentimentali che vengono a crearsi. Sapiente anche l'uso della magia e dei combattimenti. Insomma, semplicemente impeccabile, bellissimo.
Kouga
Per il manga L'Emblema di Roto
di genere
Volumetti Letti: 21 su 21 --- Voto: 9 In assoluto uno dei miei fantasy preferiti. Acquistai la serie in blocco ad una fiera del fumetto e a distanza di diverso tempo d'allora ricordo ancora d'averlo riletto con passione, ed ora che son più grandicello posso tranquillamente affermare che il mio giudizio in merito non è cambiato di una virgola, o quasi. La storia è semplice ed epica, parte con un plot narrativo incisivo, genuino e decisamente chiaro, per poi andarsi ad intersecare in filoni narrativi più misteriosi, dark ed avventurosi in simbiosi all'incredibilmente vasto e corposo universo fantasy realizzato nell'arco della serie, creando una mitologia decisamente epica. Il tratto è accattivante e semplice per quanto concerne la realizzazione dei personaggi, decisamente più dettagliato sui vestiti, le armature, armi ed accessori (ma è una caratteristica molto frequente in titoli che fungono da adattamenti a giochi di ruolo o videogiochi in generale, serve a mantenere fedeltà ed attinenza con il prodotto originale da cui esso è tratto). Sebbene molti dicano che L'Emblema di Roto è sopravvissuto in edicola grazie al filone ereditato da Dragonball e Dai, io penso che rimanga un titolo estremamente valido a prescindere, ed anzi, a dispetto di Dai, credo riuscirebbe tranquillamente a mantenere la sua presenza nelle edicole, fumetterie o librerie specializzate nel corso di tutta la sua ristampa. Meriterebbe l'acquisto già solo per le evocative copertine! Se ne avete la possibilità reperitelo e leggetelo, non ve ne pentirete!

Kotaro
Per il manga L'Emblema di Roto
di genere
Volumetti Letti: 21 su 21 --- Voto: 8 Uno dei primi manga a cui ho cominciato a interessarmi.
L'Emblema di Roto è ambientato nel mondo di Dragon Quest, una celebre saga di videogiochi di ruolo, e ci regala, come del resto già ci suggeriscono le particolarissime copertine, una grande avventura fantasy all'insegna del lirismo e dell'epicità.
L'epicità delle vicende, la drammaticità delle situazioni, la serietà dei temi trattati, i numerosi risvolti tragici e i rocamboleschi colpi di scena, sono il punto forte di questo manga che vanta, tra le altre cose, anche un ottimo stile di disegno: un pò Toriyama degli anni '90 (legame ovvio, dato che è stato Toriyama a dettare l'aspetto grafico di tutti i personaggi dei giochi di Dragon Quest) ed un pò simile ai nostri fumetti Bonelli. Ci vengono mostrate quindi tavole molto forti e aggressive, in linea con la maestosità della storia.
Per chi è appassionato di storie fantasy, sicuramente quest'avventura piena di magie, draghi, castelli e cavalieri sarà la manna, e di certo la trama di questo manga si fa seguire con immenso piacere. Volendo trovargli un difetto bisogna obbiettare che è un pò superficiale nelle caratterizzazione dei personaggi secondari, che vengono trattati con pressappochismo, e non approfonditi come dovrebbero; ma è un difetto su cui il lettore, rapito dalla bellezza del mondo e delle vicende che lo trascineranno fuori dalla realtà per vivere un'avventurosa fiaba, può passar sopra.
Un ulteriore difetto sta proprio nell'eccessiva serietà del tratto e della caratterizzazione di personaggi e vicende. Se tutto ciò è servito a creare un buon manga ricco di pathos, di certo si allontana dalle atmosfere giocose, allegre, simpatiche e fiabesche che caratterizzano il videogioco da cui è tratto. Ma questo è un problema che coglieranno solo i fans dei videogiochi come me (che anzi apprezzeranno i numerosissimi rimandi presenti nel manga) e che non intaccherà la godibilità della lettura per tutti gli altri.
Non è un manga impegnato, anzi è una lettura di puro svago, ma il suo sporco lavoro lo fa con estrema maestria. Ce ne fossero ancora di manga così appassionanti!
Consigliatissimo agli appassionati di romanzi fantasy e ai divoratori di shonen manga.

GIGIO
Per il manga L'Emblema di Roto
di genere
Volumetti Letti: 21 su 21 --- Voto: 7 L'Emblema di Roto è stato uno dei miei primi manga, ero gasato nel leggerlo perché era uno stile fantasy "alla Dragon Ball" davvero intrigante. Il manga parte molto bene già dai primi numeri, una buona storia di base classica, ottimi personaggi. Col passare dei numeri forse manca dell'appiglio necessario per farlo volare. In sostanza per me queste saghe fantasy devono essere più lunghe, con l'Emblema di Roto tutto vola via in un baleno, troppo veloce. Non volevo ma devo paragonarlo a DAI la grande avventura e devo dire che purtroppo per l'Emblema, Dai è superiore in tutto fuorché i disegni. Ottimi e carismatici i protagonisti, buona trama, e disegni più che sufficienti ma non mi è entrato nel cuore come altri del suo genere.

Gackt
Per il manga L'Emblema di Roto
di genere
Volumetti Letti: 1 su 21 --- Voto: 7 Forse aver letto un solo volume è poco per giudicare un manga, ma alla prima lettura L'Emblema di Roto mi è sembrato davvero un buon manga. Niente di originale, niente di nuovo od eccelso, si tratta alla fine del classico shonen fantasy, sulla scia di Dai no Daiboken, in un'epoca in cui i canoni di questo genere non erano ancora stati rivoluzionati da One Piece, Rave e Bleach. Il disegno è semplice ma efficace (come quello di Dragon Ball) e le tematiche sono quelle solite del genere. Uno shonen carino, che appassionerà chi vuole provarlo.

*Lukino*24*
Per il manga L'Emblema di Roto
di genere
Volumetti Letti: 21 su 21 --- Voto: 9 L'Emblema di Roto, come Dai no Daibouken, è un manga ambientato nel mondo di Dragon Quest; a differenza di Dai questo manga è, secondo il mio parere, decisamente migliore perché più serio come trama e con personaggi più maturi, sia caratterialmente che sentimentalmente.
Il discendente del prode eroe Roto, il re di Kaamen, viene sostituito da una creatura demoniaca mentre era intento a debellare una tribù devota al male. Il compito del demone è quello di dare al figlio primogenito, destinato a diventare prode guerriero contro le forze maligne, un nome maledetto: Jagan, per renderlo succube di un dio malvagio.
Grazie ad una premonizione, un chierico, capisce che il bambino dovrà portare il nome sacro e alla sua nascita riescono a portarlo via ed a dargli il nome Arus.
Il destino di Arus sarà quello di diventare prode e, insieme ai tre leggendari kenou suoi alleati, sconfiggere il temibile Imajin capo delle forze demoniache.
La trama, rispecchia il classico stile fantasy-eroico dei gdr, inizialmente può sembrare scontata, ma dopo i primissimi volumi prende notevolmente spessore. Andando avanti si creerà un buon intreccio di personaggi ed ognuno avrà la sua importanza per la conclusione della storia.
Il disegno, che migliorerà con il proseguire dei volumi, è somigliante per certi versi a quello di Akira Toriyama che ha realizzato per questo manga, come per molte altre produzioni legate al marchio Dragon Quest, il design dei mostri.
Uno dei migliori fantasy che abbia letto, consigliato a tutti gli amanti dei GDR.

Mistobaan
Per il manga L'Emblema di Roto
di genere
Volumetti Letti: 21 su 21 --- Voto: 10 L'emblema di Roto è un manga che compravo praticamente insieme a Dai. A differenza di quest'ultimo è molto più fantasy(metteteli a confronto e capirete cosa intendo). Il disegno però, è già bello e curato sin dal primo numero. La cosa più bella di questo manga è che ha le caratteristiche di un romanzo fantasy a fumetti. Una cosa davvero magnifica! Siete amanti di fantasy o anche solo di tutti gli elementi favolosi di questo genere (draghi, fate, folletti, troll, nereidi, ecc...)? Allora tuffatevi in questo meraviglioso mondo (senza nome sigh), unitevi ad Arus e compagni e sconfiggete insieme a lui il potente (s'inchina con rispetto) Imajin.
MIK89
Per il manga L'Emblema di Roto
di genere
Volumetti Letti: 21 su 21 --- Voto: 10 Uno dei miei primi manga, quanti bei ricordi. L'emblema di Roto si può presenta come una classica storia fantasy, ma più ci si immerge nella lettura, più si scoprono gli elementi che contraddistinguono questa serie dalle altre. Disegno per me impeccabile, che migliora durante la storia. L'emblema di Roto è un manga che per me sarà sempre superiore, leggere per credere... per questo... voto 10!
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Utenti On-line: 324 Record: 2257 Utenti (18/11/2010)
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