Mazinga Z
Questa scheda ha errori? Aiutaci a correggerli. Trama: In un'isola del mare Egeo, lo studioso tedesco Hell si sta preparando a conquistare il mondo con un esercito di giganti meccanici. Unico ostacolo sulla sua strada: lo scienziato giapponese Juzo Kabuto, che ha partecipato con lui alla missione in Grecia e conosce le sue mire di conquista. Hell ordina al suo sottoposto, il barone Ashura, di uccidere Kabuto ma, per quanto Ashura riesca a portare a termine la missione, Kabuto fa in tempo a lasciare a suo nipote Koji una macchina che ha costruito in segreto per anni: Mazinger Z, un robot imbattibile che puo' diventare un dio o un demonio a seconda della volonta' di chi lo pilota.
I potentissimi mostri guerrieri di Hell e del Duca Gorgon, il perfido messaggero dell'Imperatore delle Tenebre, signore di Mikene vanno all'attacco. Riuscira' Mazinger Z a far fronte al nuovo pericolo? E che significato hanno le parole di un misterioso profeta apparso all'improvviso a metter in guardia Koji da un terribile destino?
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Mazinga Z
7
out of 10
based on 2 ratings.
2 user reviews.
Matteo91
Per il manga Mazinga Z
di genere
Volumetti Letti: 5 su 5 --- Voto: 8 È il 3 dicembre del 1972 e sul circuito televisivo giapponese Fuji Television ha inizio una delle più importanti serie a disegni animati, considerata anche oggi uno dei capisaldi dell'animazione nipponica: Mazinger Z. La prima apparizione a fumetti di Mazinger risale all'ottobre dello stesso anno per mano dell'ormai pluricitato Go Nagai, e viene pubblicato a puntate sul settimanale per ragazzi Shonen Jump.
Per lanciare alla grande il personaggio la Toei Animation produce a soli due mesi dal manga la versione animata composta da 92 episodi, apportando qualche modifica alla sceneggiatura originale e togliendo parte della violenza gratuita, marchio di fabbrica di Nagai.
Mazinger Z è considerato il capostipite dei robot in animazione, escludendo naturalmente Tetsujn 28 go (Uomo di Ferro 28) del 1963, il cui sistema di pilotaggio consiste in un ridicolo telecomando, e Astroganger del 1972, da considerare più come un essere senziente che come robot vero e proprio. Mazinger Z si distingue dagli altri proprio per l'innovativo sistema di pilotaggio che si trova per la prima volta all'interno del robot, più precisamente in un velivolo (denominato Pylder) che incastonandosi nella testa del Mazinger interagisce direttamente con esso per mezzo del suo pilota: Koji Kabuto (in Italia il suo nome è stato più volte cambiato a seconda della serie in cui compariva: in Mazinga Z diventa Ryo, mentre in Goldrake Alcor).
Un'altra caratteristica del robot di Nagai è quella di possedere svariate armi con cui combattere i nemici, che vengono usate senza parsimonia (il concetto della "fine delle munizioni" si avrà, infatti, solo con l'avvento di Gundam). È dotato, inoltre, del Jet Scrander, un congegno che si aggancia alla schiena del robot, che permettere di raggiungere una velocità pari a mach 3. Lo schema della storia è rigido e spesso standardizzato nel presentare all'inizio le vicende personali dei protagonisti e culminando poi nel consueto scontro finale fra i due robot, il buono e il cattivo, con l'immancabile sconfitta di quest'ultimo.
Protagonista principale delle vicende è il giovane Koji Kabuto, il cui solo scopo è vendicare il nonno, lo scienziato costruttore del Mazinger, ucciso dal pazzo Dottor Hell. Altri protagonisti comprimari sono Shiro, fratellino di Koji, il Professor Yumi, direttore del centro i ricerche sull'energia fotonica e Sayaka, figlia di quest'ultimo nonché pilota del robot "femminile" Aphrodite A (e successivamente di Diana A costruita dopo la distruzione d Aphrodite). Particolare, e al tempo stesso ridicolo, è il robot Boss Borot, pilotato da re ragazzi scansafatiche: Boss, Nuke e Mucha.
Peculiarità del Mazinger è quella di far parte della categoria di robot "tondeggianti" (basati, cioè, su strutture cilindriche) a cui durante e dopo gli anni settanta si opporrà tutta una schiera di automi dalle forme quadrate e rigide. La popolarità di Mazinger Z, infatti, fa sì che dal 1974 in poi i robot entrino con forza nella programmazione delle reti televisive giapponesi, spesso commissionandone esse stesse alle case di produzione la realizzazione. Nascono, così, innumerevoli serie che vedono come protagonisti indiscussi di tutti gli anni '70 questi giganteschi mostri d'acciaio. Alcune serie innovative, altre mere copie dei successi più famosi, ma tutte egualmente utili per le potenti operazioni di merchandising e per capire l'immenso contributo del Grande Mazinga.

micheles
Per il manga Mazinga Z
di genere
Volumetti Letti: 5 su 5 --- Voto: 6 Mazinga Z nasce come un progetto televisivo. Tuttavia, con lo scopo di sfruttare il più possibile il personaggio, vengono prodotti in parallelo con la serie TV non uno, ma ben due manga: uno di Go Nagai e uno del suo collaboratore Gosaku Ota. Mentre il manga di Nagai nasce per lettori adolescenti - esce inizialmente su Shonen Jump per poi migrare su TV magazine, una rivista per bambini dei primi anni delle elementari -, il manga di Ota segue il percorso opposto: parte da una rivista per bambini e a metà del suo corso migra su una rivista per ragazzi. La migrazione permette di realizzare storie più lunghe, a volte anche completamente slegate dall'anime e più interessanti.
Lo stesso Nagai ha riconosciuto il manga di Ota come la versione "ufficiale" di Mazinga Z. Nonostante ciò, a mio avviso si tratta di un manga improponibile al pubblico moderno, che può essere di interesse soltanto per gli storici del genere robotico, i collezionisti, e i fan più sfegatati. Esistono manga per bambini delle elementari di grandissima qualità - mi vengono in mente tutti i lavori di Tezuka - ma il manga di Ota non è tra questi. I suoi problemi sono legati alla qualità medio/scarsa dei disegni e delle storie, ma soprattutto a un cambio di tematiche rispetto a quelle dell'anime. Invece di puntare sulle battaglie e sul lato spettacolare, Ota punta tutto su di un umorismo di bassa lega che non fa ridere. Come character design fa quello che può, imitando lo stile nagaiano: purtroppo però ha la malaugurata idea di abusare dello stile superdeformed, tanto che quasi tutta la prima parte del manga di Mazinga Z (quella pubblicata sulla rivista per bambini) è disegnato in tal modo. Un'idea disastrosa: è vero che sia il manga originale di Nagai che l'anime contengono scenette umoristiche, ma in quelle fonti c'è un'equilibrio tra parti serie e umoristiche, mentre in Ota sembra che la grande maggioranza del manga sia spesa a illustrare i battibecchi di Koji e Sayaka! Il fan di Mazinga vuole vedere combattimenti robotici, non certo scenette comiche di seconda categoria in cui Shiro cerca di sbaciucchiare Sayaka: lo Shiro di Ota è in realtà una versione del Jinpei di Cutie Honey che non ha nulla a che fare con lo Shiro dell'anime. Ma mentre Jinpei fa ridere e Cutie Honey è un ottimo manga, il Mazinga Z di Ota, non lo è. È anche molto peggiore del Mazinga Z di Nagai, che pure non è scevro difetti. L'unico punto in cui vince è la consistenza narrativa, dovuta al fatto che non è troncato, ma preferisco di gran lunga un'opera incompiuta e abbozzata di Nagai piuttosto di una completa di Ota.
Ota ha dei seri problemi anche nella composizione e disposizione delle vignette, abbondano i riquadri di piccolissime dimensioni disposti in ordine sparso, tanto che è difficile seguire l'ordine dell'azione. Sembra un manga anni cinquanta più che anni settanta, soprattutto nei primi volumi. Dal suo maestro sembra che Ota non abbia imparato nulla, perché le sue tavole non hanno neppure un decimo dell'impatto scenografico di quelle nagaiane: anche quando si spreca in linee cinetiche, in paginoni a effetto, risulta sempre abbastanza carente. Al suo meglio Ota è sufficiente o discreto, ma mai buono o ottimo. L'aderenza all'anime è debole: possiamo vedere gli stessi mostri meccanici, ma in storie leggermente diverse e rimaneggiate, o in ordine diverso da come le vediamo nell'anime. Quando le stesse storie appaiono nelle due fonti (mi vengono in mente per esempio gli ottimi episodi di Minerva X e dell'arrivo di Boss Robot, o l'ottimo film di Mazinga Z contro il Generale Nero) il manga perde tantissimo rispetto all'anime, risultando affrettato, con battaglie sbrigate in pochissime vignette, in generale privo di fascino e coinvolgimento. Le parti migliori sono quelle che non hanno corrispettivo nell'anime, ovvero l'attacco dei pesci giganti carnivori e la saga di Akabah nel terzo volume (corrispondente al cambio di rivista), che raggiungono una piena sufficienza.
L'edizione non è il massimo: per 5,90 euro a volumetto mi sarei aspettato come minimo un'introduzione a Mazinger e qualche nota sulla genesi del manga, invece non c'è assolutamente nulla. Una mancanza ingiustificabile per un manga di nicchia che può essere letto solo dai fan più esigenti. Per questi il manga è comunque meritevole, perché costituisce un tassello importante nella storia di Mazinga, specialmente nell'ultimo volume, in cui sono spiegate le origini del Dottor Hell, del Barone Ashura e del Conte Blocken, in una serie di tavole imperdibili per gli appassionati; per tutti gli altri è meglio risparmiarsi la spesa. Un avvertimento: le stupende copertine, con chara identico all'anime, sono una truffa, perché non sono opera di Ota, ma dell'ottimo Kazuiro Ochi, autore anche delle copertine dei DVD. Fosse stato lui il disegnatore!

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