Kotaro
Per il manga
È un pò magia per Terry e Maggie
di genere
Volumetti Letti: 9 su 9 ---
Voto: 7 Uno dei primi manga che lessi durante la mia avventura di appassionato, grazie anche alla provvidenziale rivista "Amici" della Star Comics, dove veniva pubblicato a puntate sul finire degli anni '90, nonché una delle opere che tendo ad identificare stilisticamente col nome di "shojo manga".
Miracle Girls si compone di tre parti: la prima, introduttiva e leggermente più grezza a livello di trama, è un normalissimo shojo scolastico, che ci mostra festival sportivi, banchi di scuola, rossori e batticuore; con una piccola, singolare, aggiunta però. Le due protagoniste, le gemelle Tomomi e Mikage, già di per sé sarebbero due protagoniste interessanti per via della loro completa disuguaglianza di carattere e attitudini (Mikage porta abiti molto femminili, gonne, capelli lunghi, ed è un genio matematico, mentre Tomomi porta i capelli corti e abiti più casual, è più mascolina ed è una schiappa nello studio ma un genio dello sport), posseggono particolari facoltà extrasensoriali che permettono loro di comunicare telepaticamente e di teletrasportarsi.
Questo particolare elemento fantastico rende la prima parte di Miracle Girls un po' un Orange Road in gonnella, dato che i poteri delle due ragazze saranno spesso e volentieri fonte di guai, equivoci e spunti comici, che daranno brio e freschezza alle parallele vicende sentimentali che le legano ai due "boys" della serie, il composto Kurashige-senpai che fa battere il cuore a Mikage e il frizzante e sportivo Yuya Noda che piace a Tomomi.
Elemento particolarmente ben riuscito di questa prima parte è poi la sottotrama "spy" che coinvolge lo strampalato professore delle due ragazze, Shinichiro Kageura, bizzarro studioso di percezioni extrasensoriali che funge da cattivo (abbastanza farsesco, però) in questa prima parte della storia e tenterà a più riprese di catturare le gemelle o di spingerle ad usare il loro potere in pubblico, affinché lui possa filmarle e dimostrare l'esistenza degli esper e riceverne riconoscimenti.
La seconda e la terza parte della storia, invece, cambiano completamente le carte in tavola e abbandonano gradualmente le ambientazioni scolastiche e persino lo stesso Giappone. La storia si fa più ampia, le due gemelle si trovano a dover usare i loro poteri in situazioni più varie e a dover combattere contro veri cattivi, a fronteggiare rapimenti, dirottamenti, colpi di stato, sequestri di persona, intrighi, antiche leggende e complicati viaggi in Europa. Il ritmo è più incalzante, i colpi di scena si susseguono uno dietro l'altro, e l'autrice ci scherza su, dicendo che si diverte a disegnare uomini di mezza età e a cacciare le gemelline in guai sempre più complessi, quasi a dirci che a lei non interessava creare una storia d'amore ma una sorta di film d'azione americano in salsa rosa. E infatti, del resto, l'argomento sentimentale, seppur trattato in maniera considerevole, non è, strano ma vero, quello preponderante nella storia, che preferisce le rocambolesche avventure e che pone in primis, dalla prima all'ultima vignetta, l'accento sul legame familiare tra le due gemelle più che sul loro rapporto con i loro fidanzati.
La storia è fresca e appassionante e si fa seguire con molto piacere. I personaggi sono simpatici, estremamente variegati e divertenti. Tomomi, verso la quale l'autrice spesso e volentieri si sbilancia, è fresca, frizzante, allegra e si seguono con piacere le sue vicende (poi, personalmente, la considero uno dei miei tanti amori cartacei/animati giapponesi). Mikage è un po' più pesante da seguire, più lagnosa e più classica nel suo intendere i rapporti sentimentali, ma è anche un'inesauribile fonte di scenette comiche, e questo non può che far bene. Noda è umano, fresco e divertente, e si è spinti a tifare per lui affinché coroni il suo sogno d'amore con Tomomi. I "cattivi", poi, spesso e volentieri sono caricaturali e farseschi, e si fanno protagonisti di innumerevoli ed esilaranti siparietti comici, ma ci regalano anche momenti di grande umanità e riescono a farsi apprezzare dal lettore nonostante il loro ruolo.
Unico neo in tutto questo rimane la caratterizzazione di Kurashige-senpai, che, pur essendo uno dei protagonisti, non ha un ruolo e un carattere ben definiti, e appare un pò come un'ameba, per esplicita ammissione dell'autrice stessa, che si rammarica di non essere riuscita a caratterizzarlo per bene.
Lo stile grafico non è nulla di particolarmente originale, ma anzi si incastra perfettamente nel fortunato stile degli shojo anni 90 (Naoko Takeuchi, Wataru Yoshizumi, Megumi Tachikawa, Miho Obana, Megumi Mizusawa, Mika Kawamura), con occhi grandi e luminosi e una caratterizzazione grafica molto fresca e solare dei personaggi. L'autrice riesce a rendere bene le espressioni dei volti, siano esse serie o deformate per le scenette comiche, ma utilizza un po' troppi primi piani, peccando un pò nella resa dei paesaggi e dei corpi, e questo mina un pò la fruibilità dell'opera, vista la trama molto attiva, ma è un difetto che si può trascurare, presi come saremo dalla fresca e appassionante storia che andremo a leggere.
Miracle Girls non è un capolavoro e non sarà di certo entrato nella storia globale dei manga (nella storia dei manga qua in Italia, invece, un piccolo posto ce l'ha di diritto), ma è una lettura spensierata, fresca e appassionante, che ci presenta una trama godibilissima e più originale dei classici triangoli amorosi scolastici che vanno di moda adesso, dei personaggi simpatici e divertenti e che si fa apprezzare indistintamente da lettori e lettrici.
L'edizione italiana un pò disordinata forse lo penalizza un po', ma è un manga che vale la pena di recuperare, se si è appassionati di shojo manga.
