Fagiana
Per il manga
Orion
di genere
Volumetti Letti: 2 su 2 ---
Voto: 10 È davvero il caso di dirlo: se pensate di esservi goduti il meglio di Masamune Shirow con
Ghost in the Shell, allora non conoscete
Orion. Cos'ha di così speciale questa serie, tanto da permettermi di considerarla superiore a quello che fu, ed è considerato tuttora, come il manifesto del cyberpunk nipponico a fumetti? Semplicemente, in soli due volumi (riferendomi all'edizione italiana), Shirow è riuscito ad andare ancora più in là di quanto fatto con
GitS, che nonostante l'eccellente risultato soffre un po' per una trama sensibilmente disorganica, mentre qui le consuete elucubrazioni scientifiche e culturali dell'autore, più estreme e complesse che mai, sono felicemente sposate ad un'ottima vicenda e a personaggi sufficientemente caratterizzati, per un risultato stravagante, eccessivo ma anche sorprendentemente equilibrato.
Il tema trattato parte sempre da una base fantascientifica, che però questa volta flirta continuamente con elementi provenienti dalla cultura religiosa ed esoterica orientale, in particolare buddismo e scintoismo. La sintesi di istanze come scienza d'avanguardia ed elevazione mistica, meno divergenti di quanto possa sembrare, è a dir poco inebriante: il lettore viene catapultato in un mondo dove le particelle elementari si chiamano yineroni e yangeroni, dove i rituali mistici si basano sulla meccanica quantistica e dove le equazioni matematiche sono formule magiche.
Come si può supporre, la complessità di
Orion, a livello concettuale e di conseguenza anche di sceneggiatura, è tale da renderlo una lettura non facile e che non può essere liquidata in poco tempo - chi ha apprezzato le altre opere di Shirow sa di cosa parlo. È necessario uno sforzo mentale non indifferente per riuscire a collegare tra loro gli avvenimenti e i dialoghi senza rimanere invischiati nell'impressionante barocchismo dei dialoghi, per di più permeati fino al midollo del succitato eclettismo tematico dell'opera, per poter avere una visione di insieme soddisfacente.
Se si riesce a superare l'iniziale smarrimento, l'impressione di confusione ed ermetismo, si nota presto come
Orion abbia invece una trama ben definita, in sé molto lineare e saldamente legata agli stilemi della fantascienza apocalittica, ma sempre coinvolgente e senza cadute di tono. Man mano che si prosegue, la narrazione si fa sempre più intensa, fino a sfociare in un climax finale di magniloquente epicità, poi stemperato in una conclusione dai toni idiliaci, che lascia però un margine di incertezza (leggete per capire...).
I personaggi sono tratteggiati in maniera soddisfacente, più solida che in altre opere dell'autore, dove a volte essi rischiano spesso di essere anonimi e senza personalità. Non essendoci pretese di introspezione o approfondimento psicologico, ognuno dei protagonisti ha un carattere ben definito, immediato e facilmente riconoscibile, perfetto per accattivarsi la simpatia del pubblico. Anche i personaggi secondari fanno bella figura, nonostante il poco spazio dedicatogli non sono superflui.
La qualità grafica è nel complesso pregevole, soprattutto per quanto riguarda le avveniristiche ambientazioni, i macchinari e il design maniacalmente particolareggiato delle mostruose creature che fanno capolino qua e là, per poi divenire protagoniste assolute nel finale. Il character design, come consuetudine di Shirow, è meno elaborato e spesso abbastanza schematico, tanto che a volte i personaggi appaiono semplicemente abbozzati, seppur risultino sempre gradevoli. Ottima è anche la suddivisione delle vignette, dinamica quanto basta per stimolare la lettura. Non manca ovviamente una consistente dose di fanservice, riguardante soprattutto la provocante protagonista Seska, in certe occasioni anche abbastanza spinto, ma utilizzato in maniera ponderata e mai ossessiva.
L'edizione italiana, curata dalla Star Comics, è di buon livello, sebbene risalga al '94: proprio a causa di quest'annata non recente, il senso di lettura è occidentale, cosa che forse può infastidire i più intransigenti, in compenso gli albi sono di grande formato, fattore che valorizza notevolmente l'apparato visivo. Le copertine sono molto sottili, anche troppo per i miei gusti, senza sovracoperta, mentre la carta usata per le pagine non lascia desiderare, robusta e bianca al punto giusto.
Che dire quindi di
Orion? Oltre ad essere una saga estremamente interessante, sopra le righe ed originale, rappresenta forse il punto più alto, sotto ogni aspetto, raggiunto da un autore amatissimo ed influente come Masamune Shirow, che superando le ingenuità e le lacune di altre suoi lavori è riuscito finalmente a dare alle sue idee una veste solida e convincente, ancor più che nell'altro suo masterpiece
Ghost in the Shell... e non sto affatto esagerando.
