Il Nome in Codice è Sailor V
Questa scheda ha errori? Aiutaci a correggerli. Trama: Minako Aino è una studentessa tredicenne che frequenta la prima media: un giorno incontra più volte, e sempre accidentalmente, un gatto bianco sulla sua strada. Quel gatto va a trovarla a casa sua e si presenta come Artemis, un gatto parlante, che le dona un portacipria magico. Con esso la sportiva e frivola Minako può trasformarsi nella "combattente della giustizia...la bella guerriera che veste alla marinaretta, Sailor V", difendendo la terra dai malvagi emissari del Dark Kingdom, tra una cotta e l'altra.
Il titolo è stato serializzato a partire dal 1997 nella collana Amici, sui numeri 1-14.
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Sailor Moon, fra favola e cultura
Il Nome in Codice è Sailor V
6.563
out of 10
based on 12 ratings.
12 user reviews.
Minako85
Per il manga Il Nome in Codice è Sailor V
di genere
Volumetti Letti: 14 su 3 --- Voto: 9 Sailor V è, in un certo senso, il canovaccio sul quale è stato concepito Sailor Moon. Leggendolo si possono trovare tantissime somiglianze, quasi uguaglianze.
Minako, la protagonista, è una ragazzina vivace ed energica, senza troppa voglia di studiare e con il sogno di diventare una famosa idol. Il suo carattere ricorda moltissimo quello di Usagi, protagonista di Sailor Moon. Anche l'inizio della storia è quasi uguale: entrambe ricevono un oggetto magico da un gatto parlante, che le trasforma in guerriere in grado di sconfiggere i nemici che vogliono appropriarsi dell'energia degli umani.
Il manga è costruito in capitoli la cui trama ha sempre più o meno lo stesso schema: appare un nuovo nemico da sconfiggere che Minako individua e neutralizza. Tuttavia piano piano in questo schema la ragazza matura, accettando il suo ruolo di combattente. La prima parte è più incentrata su un tono scanzonato e leggero, mentre la seconda parte del manga risulta più matura. Entra in scena il ladro Ace, figura malinconica proveniente dalla vita passata di Minako. La ragazza scopre le gioie e i dolori dell'amore, fino al finale agrodolce che la avvierà verso l'incontro con le sue compagne, concludendo così questo breve prequel di Sailor Moon.
Sailor V non è certamente un'opera epocale, non brilla forse per drammaticità o originalità del tema, ma è tuttavia una lettura quasi obbligata per i fans di Sailor Moon. Se poi come me si adora Sailor Venus, la lettura è obbligatoria a qualsiasi costo.
Il tratto dell'autrice è lo stesso di Sailor Moon: molto etereo e svolazzante, delicato ed appropriato al manga.
Consiglio la lettura di questo manga come già detto ai fans dell'opera principale. se invece ci si sta accostando a Sailor Moon, forse è meglio leggere Sailor V solo una volta affrontata la serie classica ed avendo sempre presente che si tratta di una sorta di "Sailor Moon in versione embrionale".
Il voto finale è 9, non 10 solo perchè avrei tanto voluto un manga più lungo che approfondisse più la storia di Minako e del ladro Ace, del loro passato e del loro rapporto.

zettaiLara
Per il manga Il Nome in Codice è Sailor V
di genere
Volumetti Letti: 3 su 3 --- Voto: 7 Minako Aino ha tredici anni, frequenta il primo anno delle scuole medie, e un giorno riceve un magico portacipria tanto inaspettato quanto importante, da parte di un gatto parlante: un incipit così non suona nuovo a nessuno, ma non si tratta di un intreccio del genere majokko, bensì del prototipo di storia da cui poi si è ampiamente sviluppata l'idea e lo schema portante dell’opera più famosa di Naoko Takeuchi, Sailor Moon. In quest’ultimo manga si uniranno infatti il filone delle ‘maghette’ al genere ‘sentai’, ovvero l’idea di una squadra di combattenti, ma tutte ragazze in rigorose e femminilissime uniformi.
In Sailor V, invece, il gatto Artemis dona a Minako il portacipria con cui la ragazza può trasformarsi nella combattente Sailor Venus, protetta dal pianeta Venere, prescelta guerriera posta alla difesa della Terra dai tentativi di assalto perpetrati dalla Dark Agency: Sailor Venus, o Sailor V, combatte da sola ed è l’incarnazione della bellezza e della giustizia. A lei viene ironicamente contrapposta una Minako il cui desiderio più ricorrente è diventare l’idol di turno, e che gioca addirittura con il potere ricevuto da Artemis grazie al crescent power transform, che le consente di assumere qualunque identità, proprio come la penna lunare per Sailor Moon.
Accanto a Minako vediamo l’amica di sempre Hikaru, una sorta di Ami molto più svagata di quest’ultima, e Amano, evidente precursore dell’occhialuto Umino di “Sailor Moon”; altre nuove conoscenze saranno il questore Natsuna Sakurada, indomita e segreta fan di Sailor V, e il suo sottoposto Toshio Wakagi, tiranneggiato a destra e a manca per la sua incapacità di scoprire l’identità di Sailor V.
Non mancano le guest stars: assieme a Furuhata, il gestore della sala giochi di cui anche Usagi sarà accanita cliente, abbiamo la possibilità di cogliere ciascuna delle altre Sailor sparse qua e là tra le vignette, ognuna impegnata nella vita di tutti i giorni, e tutte ancora ignare di doversi presto risvegliare in altrettante guerriere Sailor.
Il manga si conclude infine con la rocambolesca rivelazione del capo della Dark Agency, che segna un lungo episodio che evade dagli schemi mostro-combattimento-sconfitta, e ci illustra l’ideale ricongiungimento della passata memoria di Sailor Venus a Minako, finalmente pronta ad assumere con coscienza il suo ruolo di combattente..
Sailor Venus sarà l'ultima delle guerriere a raggiungere il gruppo delle Sailor Senshi, ma la prima a divenirlo, cronologicamente; come accadrà ad Usagi, neanche Minako è preparata ad essere una combattente, e inizialmente il difendere la terra diventa una sorta di hobby part-time a cui Minako si dedica abbastanza distrattamente, preferendo correre dietro a tutti i bei ragazzi che incontra nella sua vita di tutti i giorni.
Già, perché Minako Aino è proprio una di noi: certo, già a tredici anni la mangaka Naoko Takeuchi ce la presenta come una bellissima ragazza bionda dagli occhioni blu, aspetto che non tutte possono vantare di avere, o anche solo di essere consapevoli, a quell’età. E infatti di Minako non spiccano le doti di bellezza fisica, quanto invece quel suo carattere piuttosto frivolo, superficiale e ancora acerbo in cui tutte le adolescenti possono trovare palese immedesimazione: Minako si interessa di ragazzi e di mode nate nelle riviste, va male a scuola perché preferisce dormire, mangiare e intrattenersi in sala giochi, ed è anche imbranata e pasticciona, ma non lo ammetterebbe mai.
Ed è proprio a lei, una qualunque, che è data la possibilità di riscatto anche più concreta di quanto non avvenga ad Usagi. Non è Usagi/Sailor Moon, come può sembrare, che ci incarna alla perfezione: Usagi si scoprirà principessa, erede di un fastoso passato, leader di un gruppo di combattenti, destinata da sempre ad un eterno amore che attende soltanto il risveglio della sua memoria. Ma nella vita non è così semplice, non è tutto a portata di mano né già deciso, e attraverso le vicende di Minako lo scopriamo bene: sembra quasi uno scherzo del destino che lei, che fa dell’amore il suo cavallo di battaglia, si ritrovi ad avere occhi per qualunque essere di sesso maschile le si rivolga in maniera gentile, ed al contempo a non essere mai ricambiata. Fino a scoprire che per diventare una guerriera servirà molta fatica e pazienza, ma soprattutto la consapevolezza di dover sacrificare una parte della sua vita per la sua missione.
In 15 capitoli, le apparentemente monotone (dis)avventure di Minako la faranno maturare, piangere, prendere coscienza di un compito che inizialmente le pesa: nel corso dei tre volumi ci viene mostrata così una maturazione psicologica del personaggio, che arriva ad accettare il suo ruolo e ad esserne fiera, senza sentirlo più soltanto un inutile fardello.
Si tratta di una storia che nella sua brevità si dipana in realtà molto più lentamente di Sailor Moon, adottando un ritmo tranquillo, ma non noioso, che avrebbe forse giovato alla stessa opera principale della Takeuchi: in questo modo, i piccoli grandi passi di Minako appaiono con lucidità al lettore, senza venire in questo caso distratti dall’imponente trama di Sailor Moon che può facilmente distogliere l’attenzione dai personaggi e dalla loro crescita.
I disegni del manga possono sembrare piuttosto banali, soprattutto ad un lettore che abbia già avuto modo di osservare la grandissima varietà di stili, molti a dir poco eccellenti, dei vari shonen e shojo manga moderni; il tratto della Takeuchi può così apparire superato, troppo poco semplice e troppo, semplicemente, shojo. E’ invece il contrario: il suo modo di disegnare, che mescola la vaporosità ereditata dagli shojo vecchio stile ad un tratto disinvolto ed essenziale, è esattamente ciò che inizia a fare da spartiacque agli shojo del prima e del dopo ‘Sailor Moon’, separando i vezzi riccioluti dei manga creati fino agli anni ’80 ai disegni più sobri, ma non per questo meno articolati, dei cosiddetti shojo moderni.
L’edizione Star Comics, senza fronzoli, è forse l’ostacolo maggiore al reperimento del manga, dal momento che questo è stato serializzato nei primi numeri del contenitore Amici, assieme ad altri manga: in ciascun numero compare un singolo episodio di Sailor V, spezzettando così i tre tankobon originali in 14 uscite.
Per concludere, l’approccio migliore con cui avvicinarsi a questo manga è quello di non aspettarsi nulla: è una lettura molto breve e leggera, ed è necessario esserne consapevoli per scoprirne gli aspetti migliori. Più che consigliato agli appassionati di Sailor Moon, ma anche a chi cerca una storia breve senza pretese, ma che comunque ha il pregio di essersi conclusa con una sufficiente soddisfazione da parte mia.

kikkokat
Per il manga Il Nome in Codice è Sailor V
di genere
Volumetti Letti: 3 su 3 --- Voto: 2 Non ho mai letto un manga cosi' brutto in vita mia. Certo non mi aiuta il fatto che Minako/Sailor Venus sia la mia ultima guerriera preferita nella classifica, ma la storia in sé la trovo assolutamente stupidissima e adatta ad un pubblico di bambini delle elementari. I disegni già sono così così (ho sempre pensato che la Takeuchi fosse una bravissima illustratrice, ma non altrettanto brava e abile con le tavole dei manga), poi la sceneggiatura fa acqua da tutte le parti. Per fortuna l'idea di usare "Sailor V" come protagonista è stata accantonata ed è poi nata la storia di "Sailor Moon", anche se nel manga, ahimè, i riferimenti alla leader Minako sono comunque molto evidenti.
Tra l'altro in "Sailor V" appaiono dei personaggi che assomigliano molto ad alcuni personaggi che troveremo poi in "Sailor Moon" tipo Ami, Umino e Rei (assomiglia vagamente alla tizia che sta nella polizia). Insomma questo manga non lo consiglio a nessuno, a meno che Minako Aino non sia la vostra guerriera preferita.

Kotaro
Per il manga Il Nome in Codice è Sailor V
di genere
Volumetti Letti: 3 su 3 --- Voto: 7 "Particolare", è questa la parola che più si addice a Codename wa Sailor V, che, dal canto suo, sprizza particolarità da ogni vignetta.
Codename wa Sailor V è una storia dal destino assai bizzarro. Nata nel 1991 sulle pagine di Run Run della Kodansha e destinata ad un crescente successo, si presenta come un simpatico majokko un po' sui generis. Nel corso del suo svolgimento, tuttavia, Sailor V si trova a doversi legare con un'altra storia, ben più celebre, della stessa autrice, di cui diventa allo stesso tempo il prototipo e il prequel. Parlo ovviamente di Sailor Moon.
Guardando le immagini qui a lato, i fans della guerriera della luna avranno infatti trovato qualcosa di familiare. La ragazza protagonista della nostra storia è infatti Minako Aino, alias Sailor V, la paladina della giustizia che faceva tutta una serie di piccoli camei nei primi capitoli/episodi di Sailor Moon.
Come i fans della serie sanno, Minako abbandonerà poi i panni di Sailor V per entrare in quelli di Sailor Venus e accompagnare la protagonista Sailor Moon nelle sue battaglie. Bene, Codename wa Sailor V ci racconterà proprio questo: la nascita dell'eroina, le sue prime avventure in solitario e il percorso di maturazione che la porterà, da guerriera solitaria, a rendersi conto della sua reale missione, ben più grande e importante, che la porterà ad affiancare la Principessa della Luna nelle sue traversie.
Due anime differenti pervadono, perciò, questo manga: quella di storia a sé stante che si occupa di presentare e portare avanti la vicenda di un personaggio e quella di prequel-prototipo-spin off di un'altra storia, a cui deve, per forza di cose, fare tutta una serie di rimandi.
Per certi versi, si tratta di un manga semplice, anche abbastanza stupidotto. La protagonista Minako è estremamente buffa e simpatica, ma anche esageratamente frivola e superficiale. Questo suo carattere così frivolo e semplice, questo suo prendersi una cotta per ogni bel ragazzo che vede senza mai esserne corrisposta, però, è anche uno dei punti di forza della storia, che permette a qualsiasi lettrice dell’età di Minako di identificarsi in lei, e inoltre avrà anche un risvolto più profondo col proseguire della vicenda, che vedrà quindi la protagonista crescere, maturare e prendere consapevolezza del suo ruolo e della sua missione.
Diciamocela tutta, poi, Minako è spassosissima. Sia che litighi col suo saggio e un po’ bacchettone gatto parlante-mascotte-guida Artemis, sia che dichiari di provare (per la XXXXsima volta) la gioia del primo amore, sia che usi la sua penna magica per trasformarsi nei personaggi più strampalati e inscenare così entrate in scena sempre diverse, rocambolesche ed esilaranti.
Per la maggior parte dei capitoli, soprattutto i primi, Sailor V è un manga che fa della semplicità la sua parola d’ordine. Gli episodi seguono uno schema prestabilito, che ricorda moltissimo, per chi li ha presenti, i primi episodi di Sailor Moon, quando Usagi agiva in solitario. E’ vero, di base sono un po’ ripetitivi, ma la simpatia della protagonista, dei nemici (che spesso e volentieri contengono in sé giochi di parole o riferimenti alle tradizioni nipponiche e alla cultura otaku dell’epoca) e delle vicende fanno passare questo difetto in secondo piano. Molto divertente, anche se a mio avviso meritava maggiore spazio, è anche la sottotrama che coinvolge i due poliziotti che tentano, ognuno per i propri, personali, scopi, di smascherare Sailor V.
Tra una risata e l’altra, tuttavia, il lettore sente che a Minako si sta affezionando, che il personaggio, piano piano, sta crescendo, che la storia si sta trasformando. Lentamente, Sailor V diventa, pur rimanendo di base una storia comica e molto leggera, qualcosa di più profondo, romantico e poetico e sempre più frequenti si fanno le comparsate del bonario Motoki, che lavora nella sala giochi frequentata da Minako, della simpatica Naru, con un bel fiocco sulla testa, e di una serie di ragazze misteriose, solo citate o apparse di sfuggita, che impareremo presto a conoscere molto meglio, prima fra tutte una in particolare, che si chiama Usagi e ha dei capelli stranissimi…
La seconda e ultima parte della storia, oltre a fare da ideale ponte tra l’avventura di Minako e quella di Usagi, presenta temi più impegnati e profondi, un velo di struggente malinconia e ci parlerà di destino, di memorie, di amori ancestrali e non corrisposti, di epiche battaglie, di demoni e principesse, di ladri e paladine in maschera, riuscendo a tingersi di dolceamaro e a farsi amare ancor più dal lettore.
Il tratto di Naoko Takeuchi, si sa, o lo si ama o lo si odia, ma si tratta comunque di qualcosa di particolarissimo. Lo stile di disegno di Naoko Takeuchi è leggiadro, arioso, slanciato, capace di creare personaggi di una bellezza quasi ultraterrena e, allo stesso tempo, di incomparabile simpatia. Si tratta di uno stile non privo di difetti, si vedano gli sfondi quasi inesistenti, i corpi sin troppo magri, le gambe sin troppo lunghe e le dita delle mani quasi scheletriche, ma che di certo è piacevolissimo da guardare e che ha fatto scuola, riuscendo perfettamente a convogliare i tratti distintivi dello shojo manga anni ’80 con elementi nuovi propri dell’autrice, che diventeranno poi il marchio di fabbrica dello shojo manga anni ’90, venendo imitati, sia pure in maniera differente e assai meno personale, da gran parte delle autrici che verranno.
Sailor V è una storia che non si può che definire particolare. Di certo non è accessibile a tutti, anche in virtù del fatto che sul suolo italico fu pubblicato a puntate sul contenitore Amici della Star Comics sul finire degli anni ’90 e quindi recuperarlo oggi potrebbe essere un po’ complicato o non appagante (si spera che, una volta sbloccati i diritti di Sailor Moon per l’estero, arrivi anche da noi la nuova edizione riveduta e corretta in due volumoni che hanno pubblicato in Giappone a ridosso della Renewal di Sailor Moon).
Bisogna anche tener conto che è una storia che oggi può apparire anche un po’ banale, ma si badi che gran parte degli stereotipi raggiunti oggi dal genere maho-shojo o majokko-sentai partono anche da qui.
Sailor V non riesce a trovare appieno la sua ragion d’essere, non sa se essere un prequel/spin off di Sailor Moon o vivere come un’avventura a sé. A Sailor Moon finisce quindi per essere inscindibilmente legato, e questo è il suo più grande pregio ma allo stesso tempo il suo più grande difetto.
Chi non conosce nulla dell’universo di Sailor Moon lo eviti, poiché non capirebbe moltissime cose della storia e non lo apprezzerebbe, ma, di contro, i fans sfegatati delle guerriere con la marinaretta facciano carte false pur di procurarselo, poiché è un tassello della storia che non può mancar loro e poiché lo adoreranno. E anche chi non conosce Sailor Moon, dopo essersi approcciato alla storia principale, recuperi Sailor V, che non se ne pentirà.
In conclusione, è una storia diretta ai fans sfegatati di Sailor Moon e soltanto a loro. L’affezione per Minako, Usagi e compagnia porta il lettore a passar sopra ai tanti difetti di questa pur pregevole storia, e mi trovo a promuovere il fumetto, con tutti i suoi difetti grafici, d’edizione e concettuali, dato che, personalmente, si sarà capito, io sono uno di questi fans.

Lucy
Per il manga Il Nome in Codice è Sailor V
di genere
Volumetti Letti: 1 su 3 --- Voto: 4 Premetto che non ho mai amato "Sailor Moon", questo volume me lo hanno regalato e siccome molti mi dicevano che era molto diverso dall'anime italiano ho deciso di leggerlo senza troppi pregiudizi ma mi ha deluso comunque.
I disegni sono carini ma la storia è davvero noiosa: i nemici da combattere sono stupidi e per nulla forti, la protagonista li batte in un'unica scena senza neanche muoversi perché le basta aprire il suo potentissimo portaciprie per sconfiggere tutti.
Altro punto negativo è che Sailor V ha il medesimo vestito delle altre sailor e quindi nulla di innovativo e ogni volta che un nemico le si para di fronte pronuncia sempre la solita identica frase "Il mio nome in codice è....", con l'andare del volume diventa davvero logorroico.

Mitsuki_92
Per il manga Il Nome in Codice è Sailor V
di genere
Volumetti Letti: 2 su 3 --- Voto: 8 Innanzitutto ringrazio davvero tanto la GP Publishing per la pubblicazione di "Pretty Guardian Sailor Moon" e del suo pilastro " Code Name wa Sailor V". Essendo dei manga che hanno praticamente la mia età, vent'anni, non riuscii mai a prendere la prima versione, e di questo mi è sempre dispiaciuto tantissimo. Crescendo capivo che mi mancava un tassello fondamentale della cultura generale dei manga epici da leggere. Credo che "Pretty Guardian Sailor Moon" abbia segnato le vite di tante ragazzine come me, e che adesso con la ri-pubblicazione anche le altri generazioni potranno ammirare un degno lavoro!
Detto ciò, concentriamoci sull'idea di base che poi ha eretto il celeberrimo "Sailor Moon" che tutti noi (e non ditemi che nessuno a mai sentito nominare le guerriere Sailor) conosciamo.
"Codename: Sailor V", disegnato nel lontano 1991 da Naoko Takeuchi, narra la fantastica storia di Minako Aino, tredicenne tutto pepe, atletica e sportiva, che un giorno si trova catapultata a combattere contro gli emissari del Dark Kingdom, intenti a rubare l'energia degli esseri umani! Come si arriva a questa situazione? Un giorno Artemis, un gatto bianco con una mezzaluna sulla fronte, dona a Mina un portacipria, oggetto che mostra il vero volto delle persone. Il riflesso che vede Mina nello specchietto è una bellissima e fiera combattente con la maschera. Inoltre l'oggetto è in grado di trasformare Mina in Sailor Venus, paladina della giustizia!
I disegni o si amano o si odiano. Naoko Takeuchi ha un tratto davvero sensibile e in certi aspetti "strano", ma pur sempre originale! Io adoro le sue tavole! E' stato amore a prima vista! Poi... de gustibus.
La cosa che mi ha emozionato di più è stato il fatto d'intravedere Usagi durante il manga, con comparse davvero misere, ma significative. O anche la comparsa delle altre guerriere! Il cuore ha incominciato a battere davvero forte!
Consiglio questo manga in primis agli amanti di Naoko Takeuchi e del suo stile davvero particolare, poi ovviamente a chi venera "Sailor Moon", e sopratutto a chi ama Sailor Venus come sua guerriera Sailor preferita! Non c'è occasione migliore per approfondire quelle cose che non sapete ancora di Mina!
Il primo volume è quello che mi è piaciuto di più e merita un 9, il secondo mi ha stufato di più, proponendo stesse modalità di nemici, anche se si rifà benissimo nel finale, merita un 7. Morale: il mio voto è 8.
In conclusione potrete leggere una bella storia, piena di buoni sentimenti! Una lettura che vi rilasserà.

TWINKLE
Per il manga Il Nome in Codice è Sailor V
di genere
Volumetti Letti: 3 su 3 --- Voto: 7 Si ha la sensazione di leggere "insert coin" nel momento in cui apriremo il volume: 1991, sale giochi, "Fatal Fury" e "Final Fight", mazzate bidimensionali insomma. Poco importa se la protagonista è una stupida, Minako è la rappresentazione dell'otaku tipo anni '90, inserisci gettone e gioca senza pensarci, guarda la tv generalista e sbava sugli idol, ascolta musica j-pop e dance di bassa qualità. Questo in sintesi è "Codename: Sailor V", ma non solo.
Naoko Takeuchi non inventa nulla con questo manga, abbiamo la giustiziera mascherata dalla doppia identità, il poliziotto stupido, i mostri della settimana e Artemis, il gatto che dona i poteri alla nostra scolaretta, predicatore e rompiscatole come pochi - Mina fai questo, Mina non fare quest'altro, Mina sei una scansafatiche - allo scopo di rendere Sailor V una valente combattente che combatte un nemico dall'oscura identità e provenienza. Una normale ragazza che all'età di tredici anni (anche se con un fisico da sballo ma questo è lo stile Takeuchi, prendere o lasciare) deve rinunciare ai comuni divertimenti, scusate se è poco.
Nato come opera autonoma e successivamente divenuto prequel e spin-off del celebre "Pretty Guardian Sailor Moon", oltre al suo essere "origine del mito" Sailor V affronta il tema della maturazione di una guerriera Sailor appena accennato nella serie maggiore; laddove il risveglio delle future compagne di Usagi si può sintetizzare in "ah, quindi sono una guerriera Sailor? Ok!", a Minako invece divisa e maschera stanno strette (non per le sue forme), è uno spirito libero e ribelle piena di sogni con tutte le manie e le voglie di una ragazza "normale", dovrà però fare i conti con il suo destino e uno stramaledetto gatto saccente, dovrà maturare e dimostrare di essere all'altezza delle sue responsabilità e fare da guida alle future guerriere Sailor essendo lei la prima. Ma allo stesso tempo in "Sailor Moon" sarà Minako a rappresentare i sogni di fanciulla e di normalità tra viaggi temporali e lunari, quasi come ad esorcizzare la sua vera natura di guerriera Sailor con i suoi discorsi materialistici sul principe azzurro e gli idol, un rimasuglio di quotidianità in un'esistenza folle e ultraterrena consapevole però nel suo profondo che quei giorni sono ormai lontani, ma sto dilagando.
Tornando al manga, abbiamo un insieme di episodi autoconclusivi attaccati alla meno peggio. Sailor V infatti non ebbe una pubblicazione costante, lo si può capire anche dal fatto che all'inizio di ogni capitolo le identità di Minako e Artemis vengono spiegate nuovamente. Le storie si basano sul solito canovaccio dei mostri che succhiano l'energia vitale agli esseri umani, sfruttando le loro manie e le loro debolezze - mass-media, musica, dolci - in modo del tutto simile a quanto accade nelle prime stagioni di "Sailor Moon" (per alcuni filler dell'anime pescano a piene mani da qui). Non mancheranno storie sentimentali destinate a non durare, dialoghi semplici e comicità innocua, grazie anche a personaggi secondari di vario genere come il già citato poliziotto imbranato, il suo supervisore femmina fan sfegatata di Sailor V e i soliti compagni di classe della protagonista (veri e propri cloni di Ami e Umino).
Il tratto della Takeuchi è già quello caratteristico apprezzato/odiato nella sua opera più famosa, il costume di Sailor V è leggermente diverso da quello delle guerriere Sailor, addobbato da strani copri spalla, con più colori e con il vestito staccato dalla gonna che lascia scoperto l'ombelico, oltre ovviamente alla caratteristica maschera rossa.
Nulla da dire sull'edizione GP Publishing, praticamente identica nelle sue due versioni a quella apprezzata con la serie di Usagi, con un ottimo rapporto qualità-prezzo.
"Sailor V" soffre del suo essere un "Sailor Moon" mancato, iniziato con una certa passione dall'autrice per poi essere messo da parte nel momento in cui l'altro manga stava prendendo la via del successo commerciale ben al di sopra delle aspettative. Nonostante questo e una certa ripetitività nelle storie la lettura di "Sailor V" è consigliata a tutti gli appassionati dell'universo creato da Naoko Takeuchi che ancora oggi attira nuovi appassionati, privo della profondità della storia di Usagi ma con questa aggiunta di divertimento videoludico accennato all'inizio.

Hikari
Per il manga Il Nome in Codice è Sailor V
di genere
Volumetti Letti: 3 su 3 --- Voto: 3 Dalla creatrice di quel manga fantastico che è "Sailor Moon" mi sarei aspettata qualcosa di più.
E' uno dei manga più insulsi che mi sia mai capitato di leggere: la storia è noiosissima, ripetitiva e i personaggi sono tutti uguali (i nemici, gli amori di Mina...), per non parlare del fatto che sono molti di loro sono fin troppo simili a quelli che poi appariranno su "Sailor Moon" (l'autrice avrebbe potuto sprecarsi un po' di più).
L'unica capitolo che abbia un senso è l'ultimo, dove c'è un po' di vero dramma e la protagonista ricorda il suo passato (bello anche il personaggio di Adonis, che l'amava ma non è mai stato ricambiato). L'avessi saputo, avrei saltato tutto a piè pari leggendomi solo quello.

Mikoto
Per il manga Il Nome in Codice è Sailor V
di genere
Volumetti Letti: 3 su 3 --- Voto: 8 Dalla penna di Naoko Takeuchi ecco la serie prequel/ spin-off del famosissimo "Sailor Moon" ovvero "Codename Sailor V". La storia è quella della tredicenne Minako Aino che grazie ad un portacipria magico e una penna donatole dal gatto bianco parlante Artemis scopre di potersi trasformare in Sailor Venus, il cui nome in codice è proprio Sailor V.
Minako Aino è una tredicenne come tante, non le piace andare a scuola, odia inglese e matematica, ha una cotta per un suo senpai e cerca sempre di apparire bella, educata e femminile proprio per farsi notare da ogni suo primo amore e naturalmente ama stare con le sue amiche. Chi di noi ragazze adolescenti non si ritrova almeno in uno di questi aspetti del carattere della nostra protagonista?
Minako adora i videogames, ama andare in sala giochi e sbava letteralmente per ogni idol che vede in televisione, è bravissima in ogni sport, è spensierata e forse un po' frivola, però piace proprio per questo. E' una ragazza normale e lei stessa ama essere così, una delle tante adolescenti giapponesi che vivono a Tokyo.
La scoperta di essere una guerriera e di essere la principessa di Venere, la turberanno solo inizialmente, Minako infatti trasformerà il suo turbamento iniziale in fiducia in sé stessa e in spensieratezza, la sua caratteristica peculiare. All'inizio usa i suoi poteri in maniera spropositata, ogni volta verrà puntualmente sgridata da Artemis perché non si comporta da paladina della giustizia e puntualmente Minako ignorerà il suo gatto pensando a divertirsi e a cercare l'amore.
Attraverso capitoli autoconclusivi assisteremo alla crescita di questa ragazza, sia come persona che come guerriera, vedremo lo sviluppo del suo rapporto con Artemis, un po' come quello tra Usagi e Luna, rapporto che invece verrà trattato molto superficialmente. Anche la consapevolezza di avere una missione e un ruolo, ovvero quello di Sailor V prima e Sailor Venus dopo, saranno approfonditi piano piano dalla prima pagina all'ultima, in finale commovente e drammatico.
Il tratto della Takeuchi è lo stesso usato in "Sailor Moon", leggero e delicato. Non mancheranno i rimandi a "Sailor Moon", come gli amici di Minako, Amano e Hikaru (copie di Umino e Ami) e qualche volta vedremo comparire Usagi con Naru, Ami, Rei, Makoto e Mamoru. L'autrice lascerà spesso piccoli indizi per farci capire come Minako dovrà presto svestire i panni di Sailor V ed essere realmente ciò che è ovvero Sailor Venus, dovrà maturare e accettare il suo destino di proteggere una persona speciale.
Nonostante alcuni capitoli siano ripetitivi, sempre con lo stesso schema situazione iniziale cattivo-lotta-vittoria di Sailor V, questo manga è molto piacevole e non annoia mai. E' volutamente ironico, inoltre il fatto che la nostra paladina dell'amore, nonostante sia la reincarnazione della dea Venere, non riesce a trovare un ragazzo ed ha la cotta facile.
A malincuore devo dire che avrei preferito che l'autrice continuasse le avventure di Minako e non quelle di Usagi, che non ha lo stesso carisma della sua compagna.
L'edizione italiana della GP Publishing è ottima, con carta di buona qualità e immagini iniziali a colori. Consigliato agli amanti di "Sailor Moon" e di Sailor Venus in particolare.

^Tsukimi-chan27^
Per il manga Il Nome in Codice è Sailor V
di genere
Volumetti Letti: 2 su 3 --- Voto: 9 Avete amato "Sailor Moon"? Allora non potete certo non sapere che il vero inizio della saga delle Sailor, le combattenti che vestono alla marinaretta, è iniziata con Sailor V, cioè Sailor Venus!
"Codename Sailor V" è un prequel di due numeri di Naoko Takeuchi, anche autrice ovviamente di "Sailor Moon"; entrambe le opere sono state portate in Italia dalla GP Publishing.
Minako Aino è un'allegra e pasticciona studentessa delle medie (un po' come Usagi Tsukino che, come le altre guerriere Sailor, non comparirà nella serie). Un giorno Minako conosce Artemis, un gatto bianco che le annuncerà che lei è la guerriera protettrice di Venere, il pianeta dell'amore, e che dovrà combattere contro tutti i nemici che tentano di conquistare la Terra!
Premessa: l'autrice avrebbe preferito, inizialmente, che fosse Minako la protagonista di una serie più estesa, e non Sailor Moon. E' per questo motivo che inizialmente Minako e Usagi si somigliano così spudoratamente. L'editore giapponese ha successivamente deciso che la sensei avrebbe dovuto creare un gruppo di combattenti a cui a capo non ci sarebbe dovuta essere Sailor V, bensì Usagi nelle vesti di Sailor Moon, protettrice della Luna.
Passiamo all'analisi: "Codename Sailor V" è una bella miniserie, il cui numero di albi è adatto alla trama, sennò avremmo avuto soltanto storie ripetitive che avrebbero annoiato il lettore. Ciò che non ho apprezzato e che mi ha portata a dare alla serie un nove anziché un dieci, è il fatto che non mi ritrovo assolutamente con la protagonista che ha, a mio parere, un carattere troppo semplice e stereotipato.
La storia è, però, molto originale. Magari ad oggi, nel 2012, gli anime e i manga che trattano di gruppi di guerriere o combattenti femminili sono cresciute e di conseguenza quella sensazione di novità e genialità per cui spicca "Sailor Moon" e di conseguenza "Sailor V" non riescono ad emergere completamente. Questo è un vero peccato, perché potrebbe screditare la trama e farla considerare come qualcosa di "già visto".
Comunque, Minako e Artemis sono ben caratterizzati e una bella coppia, rappresentano secondo me l'unione che può esserci tra un essere umano e un animale, una cosa che mi ha molto intenerita.
La GP Publishing ha creato due ottime edizioni per "Codename Sailor V": una standard e una deluxe.
La prima costa 4,50€ e differisce con la seconda da 5,90€ soltanto in una sovraccoperta e in carta di una qualità poco superiore, infatti entrambe le edizioni sono apprezzabili e contengono pagine a colori iniziali. Consiglio "Codename Sailor V" a tutti gli amanti dei majokko, delle storie leggere e, ovviamente, a coloro che hanno amato "Sailor Moon".

I-Devil
Per il manga Il Nome in Codice è Sailor V
di genere
Volumetti Letti: 2 su 3 --- Voto: 7 Sailor V, riproduzione molto fedele alla nostra amatissima Paladina che veste alla marinaretta.
Questi due volumetti, che mi hanno deluso solo per la breve durata della serie, me li sono letti in una sola settimana.
Simpatia massima per Artemis e la sua padroncina senza speranza Minako Aino.
Passiamo a recensire. Mi sono molto piaciuti questi due volumi in quasi tutti gli aspetti. Massima comodità nel mantenere il manga, anche se avente oltre 200 pagine, disegni in puro stile GP Publishing (che a me piace) dialoghi forse troppo corti durante l'azione e troppo lunghi quando non c'è pericolo ma restano due volumi pienamente scorrevoli. Nonostante i miei elogi, gli do 7 come voto per la troppa ripetitività. In ogni piccolo episodio c'è quasi sempre un Idol pronto ad ipnotizzare gli umani in modi sempre meno piacevoli e poi ecco V-Chan che entra in azione col suo portacipria e salva la situazione. Per non parlare di Ace, ovvero di... c'è davvero bisogna a quale personaggio di SM rappresenta?
Comunque è davvero una pecca questo fatto della troppa ed estenuante ripetitività ma alla fin fine resta sempre piacevole leggere un manga così. Non parlo del seguito, ovvero le short stories perché in fondo tanto diverse dalle avventure di V-Chan non sono.
Turboo Stefo
Per il manga Il Nome in Codice è Sailor V
di genere
Volumetti Letti: 3 su 3 --- Voto: 6 Prima delle avventure della famosa Sailor Moon, prima dei problemi di cuore tra Usagi e Mamoru, prima dei combattimenti tra le guerriere alla marinaretta che hanno reso "Sailor Moon" famoso nel mondo c'era Minako, alias Sailor V, la prima guerriera risvegliata, in una breve serie dall'impronta comica che farà da apripista alla serie che ha reso celebre Naoko Takeuchi.
Minako è giovane, va a scuola, e ha le stesse passioni delle sue amiche. Tutto il mondo le cambierà lentamente quando un gatto bianco di nome Artemis le svelerà la sua vera natura.
La storia è molto semplice e libera da tediose spiegazioni, tutte risparmiate dall'autrice per lasciare alla serie successiva, anche se ad ogni capitolo è presente un breve riassunto sulla storia ma presentato in modo simpatico e variabile. La stessa semplicità permea le avventure, sia per lo svolgimento che per lo stile di commedia basato soprattutto sui personaggi folli e sulla dolce Minako che si perde facilmente tra amori reali e impossibili e tante altre passioni cedendo spesso e volentieri alle tentazioni e dimostrandosi la classica adolescente capricciosa, andando così a spiegare anche le future sfumature viste nel personaggio.
Tuttavia ben presto riesce ad annoiare, i primi capitoli sono un gradevole diversivo dalle letture più impegnative ma proseguendo risulta ripetitivo e privo di originalità, i cui unici picchi degni di nota sono una storia infarcita di auto-citazioni - anche se future, mostrando come l'autrice avesse già idee chiare - e il finale, dove per la prima volta trovano posto sentimenti seri ed eventi importanti che fanno da preludio al vero risveglio della guerriera Sailor, collegando definitivamente la serie principale.
La vera pecca di queste storie, oltre ad alcuni piccolissimi errori d'incongruenza tra le due serie, è la totale inesistenza del background culturale e folcloristico mostrato in "Sailor Moon". Ovviamente non è necessario andare a strutturare rimandi e citazioni in un manga talmente semplice, ma è proprio per l'eccessiva semplicità ad annoiare definitivamente: i primi capitoli hanno come nemico la "Dark Agency" i cui seguaci sfruttano diversi mezzi con una gradevole varietà anche se la struttura narrativa è la medesima, poi subentrano i nemici ispirati agli animali e qui l'autrice darà il suo peggio per la banalità e per i discorsi fin troppo fitti nella loro inconsistenza. Da sottolineare anche il grave errore culturale: in un capitolo la Grecia viene accostata ai geroglifici egiziani.
Ottimi i disegni dell'autrice il cui tratto leggero e lo stile semplice e pulito, ma ricco di retini sfondi e trame, combacia bene con lo stile da commedia leggera, sia per le espressioni dei personaggi che per la cura nei dettagli che esaltano lo stile, teoricamente frizzante, con tante piccole decorazioni nelle tavole.
Gradevoli e simpatici inoltre i cammei delle future guerriere che appariranno velocemente in alcune tavole.
In Italia la serie è arrivata in due formati non convenzionali: la Star Comics lo pubblico diviso in capitoli sulla rivista contenitore Amici, la GP successivamente lo ha riproposto nella medesima versione di "Pretty Guardian Sailor Moon", quindi in una versione economica e basilare, e nella Deluxe, provvista di pagine a colori materiali migliori e sovraccoperta. Entrambe le versioni GP ripropongono i tre volumi originali in due più corposi.
Concludendo "Codename Sailor V" si può definire una commedia di bassa lega e molto semplice, al limite del banale, che con la sua simpatia tiene compagnia anche se proseguendo tende a essere ripetitiva al limite del noioso. Quindi è consigliata solamente a chi ha amato la serie principale e vuole leggersi il "prototipo" mentre cerca le citazioni già precedentemente inserite dall'autrice, invece per chi ha amato il personaggio di Minako è una lettura d'obbligo, sia per l'impatto dell'energica personalità - sicuramente maggiore che in "Sailor Moon" - che per le piccole avventure che modelleranno la futura Minako.

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