Yu-Gi-Oh!
Questa scheda ha errori? Aiutaci a correggerli. Trama: Il timido liceale Yugi Muto ha ricevuto dal nonno un misterioso pendaglio a forma di piramide, il "Puzzle millennario", del quale lui stesso ha sciolto il rompicapo: ricostruendolo, il ragazzo fa venire alla luce il suo alter-ego, che a differenza di Yugi è sicuro di sè, spigliato nell'accettare senza timore le diverse sfide che gli vengono proposte, abilissimo nei diversi giochi di ruolo.
Grazie a lui, Yugi forma il suo carattere diventando pian piano più forte, facendosi degli amici preziosi e al contempo una reputazione di duellante non indifferente.
Sarà proprio la sua abilità nel gioco di carte "Magic and Wizards" a fargli vivere avventure sempre più avvincenti, e conoscere persone e avversari sempre nuovi, fin quando si accorgerà che tutto è legato a quel Puzzle che porta al collo, non a caso il più prezioso dei sette Oggetti del Millennio...
L'edizione Panini Comics conta un numero differente di volumi rispetto alla serie giapponese, in quanto i primi 6 volumi originali sono stati dimezzati; quindi l'edizione italiana termina col numero 44.
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Yu-Gi-Oh!
7.5
out of 10
based on 8 ratings.
8 user reviews.
Kotaro
Per il manga Yu-Gi-Oh!
di genere
Volumetti Letti: 39 su 38 --- Voto: 8 Dall’enorme fucina di successi che è Jump della Shueisha, arriva un manga particolarissimo, Yu-gi-oh di Kazuki Takahashi.
Punto di forza della storia è indubbiamente la sua grandissima originalità, che si evince già dal suo protagonista.
Non un integerrimo e forte combattente dai capelli scuri, ma un ragazzo pavido e sottomesso con dei capelli che definire assurdi è un eufemismo (sono di tre colori diversi e a forma di stella, non so se mi spiego!), che, a causa di un misterioso artefatto egizio, può, quando è arrabbiato o in difficoltà, far venire alla luce un suo doppio più sfrontato, violento e coraggioso, nonché dotato di arcani poteri.
Yugi, questo il nome del protagonista, si incamminerà per un’avventura straordinaria, che lo porterà a sfidare i personaggi più svariati nei giochi più improbabili, a venire in contatto con antichi misteri risalenti all’antico Egitto, ma, soprattutto, a conoscere moltissimi veri amici e il suo vero carattere.
Yu-gi-oh è un manga straordinariamente originale, che ha dalla sua moltissimi elementi affascinanti.
Riesce ad essere un originale connubio tra il fascino dell’antichità egiziana, con le sue piramidi, le sfingi, i canopi, gli ankh e il suo pantheon, e la modernità del Giappone anni ’90 con i suoi giochi di ruolo, videogiochi e card games.
Non è, come in molti credono e come la versione censurata dagli americani della serie animata lascerebbe supporre, una serie nata con l’unico scopo di vendere carte da gioco, ma è un gioco essa stessa, un gioco con il quale l’autore si diletta a suo piacimento, infilandovi riferimenti colti alla mitologia egizia e spensierati riferimenti alla pop culture giovanile del Giappone dei tempi moderni.
I personaggi di Yu-gi-oh son tanti, e l’autore riesce a caratterizzarli tutti.
Molti di questi rispecchiano gli archetipi caratteristici degli shonen manga d’azione. Avremo quindi il protagonista apparentemente invincibile e superdotato (Yugi), il rivale freddo e figo (Kaiba), l’amico apparentemente più debole ma più fedele degli altri (Jonouchi), la ragazza del protagonista (Anzu), il personaggio femminile più timido (Shizuka) e quello più provocante (Mai), il personaggio cool (Bakura), il gigante buono (Bobasa), il mocciosetto spocchioso (Mokuba) o tutta una serie di avversari convertiti al bene.Tuttavia, Kazuki Takahashi non si piega agli stereotipi e dipinge i suoi personaggi nel modo in cui vuole lui, approfondendoli man mano e dotandoli di singolari caratteristiche.
Yu-gi-oh è, del resto, uno shonen d’azione di Jump, e i lettori di Jump esigono i combattimenti. Ma l’originalità di Yu-gi-oh sta qui, nel fatto che i combattimenti si svolgono non a pugni e calci, ma tramite giochi. Questo rende gli scontri appassionanti, divertenti e variegati. E’ una boccata d’aria fresca nel panorama shonen vedere personaggi che, anziché picchiarsi, si scontrano con yo-yo, pupazzetti, Tamagotchi, videogames, roulettes russe, prove di coraggio, giochi di ruolo da tavolo e tutta una serie di originali, bizzarri, spesso violenti e pericolosi ma sempre affascinanti giochi.
Su tutte le tipologie di giochi qui presentate, poi, spiccano i duelli ad un gioco di carte collezionabili in stile Magic, che diventa il principale mezzo di combattimento tra i personaggi a partire dalla seconda parte della storia, non per un’idea premeditata dell’autore ma perché il gioco, fittizio, ha riscosso un successo tale tra i lettori da venir davvero realizzato e commercializzato e si è meritato una maggiore importanza nella storia, riuscendo perfettamente a incastrarsi nel solco già tracciato dal maestro Takahashi senza disturbare, ma anzi arricchendo, l’affascinante quadro di miti e leggende dell’antico Egitto su cui si basa la trama.
I combattimenti con le carte si rivelano così bizzarri, originali, accattivanti e, scopriremo leggendo, anche terribilmente appassionanti, con le loro strategie, imprevisti, colpi di scena, ribaltamenti, azzardi ed esiti imprevisti.
Punto focale della storia, ancor più dei giochi, dei combattimenti con le carte, è tuttavia la trattazione dei rapporti tra i personaggi, i quali vengono esasperati e caratterizzati magnificamente.
Fin dal titolo stesso del manga, che significa sì “Il re dei giochi” (con un ovvio riferimento al protagonista e alle sue particolari capacità), ma è anche assonante con la parola “yuujou”, “amicizia”, le cui due sillabe “yuu” e “jou”, peraltro, ricorrono nel nome dei due protagonisti Yu(u)gi e Jo(u)nouchi.
C’è, ma non si vede.
E’ una frase, questa, che ricorre a più riprese all’interno della storia, arricchendosi via via sempre di nuovi e più profondi simbolismi.
C’è ma non si vede la grande forza d’animo di Yugi, che viene nascosta dal suo carattere timido e sottomesso, e c’è ma non si vede il grande cuore del presunto teppistello Jonouchi, così come c’è ma non si vede (e non ha bisogno di artifizi particolari per essere espressa) l’amicizia che lega questi due personaggi e tutto il resto del cast.
Yu-gi-oh tutto è uno dei più sinceri e toccanti elogi all’amicizia che mi sia mai capitato di avere fra le mani ed è anche per questo, non solo per la genialità della trama e gli imprevedibili combattimenti con le carte, che è un piacere leggerlo, perché di tanto in tanto, quando uno meno se lo aspetta, ecco che ti piazza scene veramente toccanti, ed è impossibile restarne immuni o evitare di farsi scendere qualche lacrimuccia.
Originalissimi sono anche i disegni di Kazuki Takahashi, che ricordano spesso e volentieri, e ci scommetto che la cosa è voluta, le pitture, le sculture e i geroglifici dell’antico Egitto. E’ uno stile sporco, trasgressivo, particolarissimo, che può sembrare sgradevole ma è dannatamente d’effetto e, inoltre, si evolve (in meglio) in maniera impressionante man mano che la storia prosegue.
Purtroppo, pecca un po’ nella rappresentazione degli scontri tra i mostri delle carte, che rendono meglio in animazione, ma è un difetto leggero che non mina la comprensione delle vicende.
Venendo alle note dolenti, purtroppo, devo bocciare in toto l’edizione italiana. Dire che è fatta coi piedi è un eufemismo. Il povero Yu-gi-oh ha attraversato numerose e spiacevoli vicissitudini (cambio di formato, cambio di testata e periodicità, lettering fatti coi piedi…) nel corso della sua pubblicazione nel nostro paese, e tuttora arranca, facendo capolino nelle nostre edicole e fumetterie ogni tot (numero indefinito e di non facile previsione) mesi e passando, ahimè, completamente inosservato a causa della pessima maniera con cui l’editore lo ha gestito sin dal principio.
Temo, oltretutto, che sarebbe persino difficile, per chi volesse approcciarsi alla lettura di Yu-gi-oh in italiano, recuperarne gli arretrati in maniera sistematica.
Il che è davvero un peccato, poiché Yu-gi-oh è una di quelle rare perle che ogni tanto, misconosciute ma lucenti, brillano nel mare magnum degli shonen manga. E, dato che io sono uno dei pochi eletti che hanno avuto la fortuna di poterlo seguire più o meno sistematicamente sin dagli esordi, permettete almeno a me di tesserne le lodi.

Smooth Criminal
Per il manga Yu-Gi-Oh!
di genere
Volumetti Letti: 2 su 38 --- Voto: 8 Ho acquistato il primo volume di questo manga, dopo aver visto l'anime ed essermi molto appassionato e divertito con il vero e proprio gioco di carte di Yu Gi Oh! Il manga l'ho trovato decisamente inferiore alla serie anime, per questo ho deciso di lasciarlo al secondo volume. Comunque c'è da dire che il manga andrebbe letto, più che altro per vedere le tantissime differenze con l'anime, che riguardano la storia ma anche le purtroppo numerosissime censure che sono state fatte nella serie trasmessa qui in Italia da Italia1.
La storia è abbastanza semplice, Yugi Muto è un giovane ragazzo abile in tantissimi tipi di giochi, infatti proprio per questo il manga si chiama "Yu Gi Oh!" che significa proprio "re dei giochi", creando così un gioco di parole con il nome del protagonista. Nel corso del manga vengono mostrati molti tipi di giochi, ma quello principale è quello di carte chiamato Duel Monsters. La storia col proseguire dei volumi si articolerà e complicherà sempre più.
I disegni sono abbastanza buoni, ma secondo me non al livello della serie animata. Comunque lo stile grafico di Kazuki Takahashi resta più che buono. Quello che più mi colpisce e mi impressiona di quest'opera, è la capacità dell'autrice di aver creato con questo manga un vero e proprio fenomeno mondiale con il gioco di carte collezionabili. Non è facile infatti creare un intero sistema di gioco, tra l'altro molto completo e difficile, pieno di regole e strategie. Per questo credo che Kazuki Takahashi sia da ammirare.

dade88
Per il manga Yu-Gi-Oh!
di genere
Volumetti Letti: 42 su 38 --- Voto: 8 Ero letteralmente impazzito anni fa per questo fumetto! Tutto ovviamente è cominciato con l'anime, che ormai quasi 10 anni fa mi aveva letteralmente conquistato!Yu-gi-oh, come ormai credo tutti sanno, è una storia che parla di duelli di carte, ove chi aveva più abilità e potenza vinceva. Questo ha portato anche al gioco di carte di Yu-gi-oh, che ha lo ha fatto spopolare non solo come anime ma anche come manga.
Il fumetto in realtà è molto diverso dal cartone, anzi, ci sono delle differenze importantissime. Prima di tutto nel manga non esistono SOLO le carte, mentre l'anime ha puntato praticamente solo su quello. Ma andiamo con ordine.
Yugi Muto è un tenero ragazzino un po' sprovveduto, bassino, gentile ed educato. Un giorno riceve in regalo da suo nonno un puzzle, chiamato "puzzle millenario" dal quale poteva venir fuori un ciondolo a forma di piramide. Per anni nessuno era mai riuscito a risolvere il puzzle, ma Yugi ci riesce: da quel momento la sua vita cambierà per sempre. Grazie alla risoluzione del puzzle Yugi sarà in grado di far risorgere in sé il suo alter-ego in grado di accettare qualunque gioco e qualunque sfida, e di essere abilissimo nell'affrontarla!
I primi 10/15 numeri non nominano nemmeno le famose carte, ma si tratta di sfide a diversi giochi, alcuni molto pericolosi, in cui si mette a rischio la propria vita. Poi la storia piano piano si accosta alle carte, e a questo gioco che ha conquistato tutti,: il "Magic and Wizard" (chiamato Duel Monster nell'anime), ove bisogna far scontrare i propri mostri contro quelli dell'avversario.
Il fumetto riprende molto l'anime, con tornei, battaglie, rapimenti, fino al salvare l'intero pianeta dalla distruzione. È molto interessante il richiamo all'antico Egitto che si fa in questa opera, anche se non posso dire di più perché se no rischio di svelare belle sorprese a chi dovesse leggere il manga.
L'8 è dovuto al fatto che alla fine è una storia un po' infantile, Yugi è quasi sempre invincibile, come del resto tutti i suoi amici nei momenti importanti. Ma comunque è una storia molto interessante che, volente o nolente, ha segnato molti anni qui in Italia. Ho preferito comunque il fumetto all'anime, troppe censure in quest'ultimo. Yu-gi-Oh è più violento di quanto ci si possa aspettare (ma non eccessivamente) e in più rivaluti lo Yugi trasformato: nell'anime sembra un paladino della giustizia, nel manga sembra un po' più "pazzo" malato di vittoria.
Disegno buono, soprattutto i mostri, mentre non sempre i personaggi mi sono piaciuti. Consigliato ai fan della serie, ai malati di Duel Monster e a chi ama i giochi e i rischi.

shinichi kudo 98
Per il manga Yu-Gi-Oh!
di genere
Volumetti Letti: 20 su 38 --- Voto: 7 Devo dire che Yu-Gi-Oh! è un manga molto carino, anche se non ne vado particolarmente pazzo. I disegni sono davvero molto belli e i lineamenti dei personaggi sono molto curati e precisi. Devo dire che preferisco molto di più il manga che l'anime omonimo, perché l'anime è molto più noioso essendoci i soliti scontri di carte, mentre nel manga ci sono meno scontri, quindi è meno ripetitivo.
Anche se questo manga non è il mio preferito ci sono comunque molto affezionato, perché è stato il primo che ho comprato. Lo consiglio a tutti gli appassionati alla serie TV e a tutti coloro che apprezzano questo genere di storie. Buona lettura.

DankoDeadZone
Per il manga Yu-Gi-Oh!
di genere
Volumetti Letti: 38 su 38 --- Voto: 9 Si sa, la storia parla di ragazzi che giocano a un "gioco di carte per bambini", definito così dalla leggenda di Internet "LittleKuriboh". Il manga però non è solo questo, e lo si evince direttamente dal primo numero. Il nostro Yugi all'inizio è un ragazzo come tanti, con una scarsa autostima, nessun amico e una passione sfrenata per i giochi, di qualunque tipo. Il gioco che lo ha occupato per 8 anni consecutivi è stato il Puzzle del Millennio, un oggetto misterioso proveniente dall'antico Egitto che secondo quanto c'è scritto sul suo contenitore "Darà poteri oscuri a chi riuscirà a completarlo". Yugi è fermamente convinto che ciò significhi che potrà esprimere un desiderio, "proprio come Dragon Ball" (citato da lui stesso)
I primi numeri non hanno una trama molto profonda, ma fanno spiccare l'ingegno del Mangaka per la fantasia della creazione di giochi (a volte anche al limite dell'impossibile). La trama comincia ad avere un certo spessore dopo la seconda sconfitta in grande stile di Seto Kaiba, andata in maniera quasi totalmente diversa sull'anime. Dopodiché, Yugi intraprenderà un viaggio per scoprire le origini del suo "Doppio", rischiando in un gioco finale fra la vita e la morte.
La trama diventa più interessante mano a mano che si va avanti e anche il disegno è sempre in continua evoluzione, arrivando al disegno dei numeri finali, quello che tutti conosciamo e che va a braccetto con quello dell'Anime trasmesso dalla mediaset. Il chara design di tutti i personaggi, e dei mostri è ben curato e gli sfondi a volte sono davvero immensi.
L'unica cosa che mi dispiace è che le persone mettono il Manga sullo stesso piano dell'anime bollandolo immediatamente come un prodotto per bambini e ciò è davvero frustrante. Il manga non è adatto a un pubblico di bambini perché presenta innumerevoli scene di morti a volte cruente e situazioni abbastanza pericolose, quindi nessun "regno delle ombre" in cui imprigionare le persone ancora vive, oltre a un paio di citazioni alle religioni e al satanismo (vedere un paio dei mostri che Kazuki crea, capolavori).
Buon manga, purtroppo oscurato dall'ombra sinistra e totalmente inutile dell'anime.

Pauzz85
Per il manga Yu-Gi-Oh!
di genere
Volumetti Letti: 3 su 38 --- Voto: 8 Ho iniziato a leggere questo manga sapendo che non avrei trovato duelli di carte a destra e a manca, come ero abituato a vedere nell'anime. Ma non sono rimasto deluso. Il manga di Yugioh non è una cavolata buonista ed eroica come la serie TV, in cui ogni disputa viene risolta a carte senza motivo apparente. Yugi (piccolo) è un ragazzo imbranato, ingenuo, un po' allupato ed appassionato di vari giochi (di carte, di ruolo, enigmistica, puzzle...), il che lo rende un bersaglio ideale per i bulli, tra cui Jonouchi (Joey dell'anime) e Honda (Tristan), che tuttavia faranno amicizia con lui già dalla prima storia.
Molte storie sono autoconclusive, e vedono Yugi come una sorta di "Ken il guerriero" che punisce i malvagi in modo crudele. Yugi cambia personalità diventando il faraone e sfidando vari bulli, criminali e prepotenti in una serie di "sfide" chiamate giochi delle ombre. Non si tratta di sfide di carte (non solo), ma di giochi d'azzardo o gare di resistenza fisica. Chi perde rimane vittima di allucinazioni e incubi, dai quali potrebbe non risvegliarsi.
Infine, vediamo i personaggi: molto meglio caratterizzati che nell'anime. Joey non è un imbranato che sfida a duello i nemici meno importanti, ma un ragazzo duro ma sincero, così come il suo amico Honda. Anche gli altri personaggi non sono delle semplici spalle per l'eroe Yugi. Nel manga viene ribadita l'importanza di ognuno di essi per Yugi, e nessuno riceve troppa attenzione dalla narrazione. Troviamo dunque alcuni dei personaggi comparsi nell'anime, ma mentre in quest'ultimo essi servivano solo a sfidare Yugi a carte, nel manga il loro ruolo e il loro comportamento è ben diverso.
Praticamente, manga e anime sono due cose completamente diverse, ma l'anime è palesemente rivolto ad un pubblico più giovane. Chi ha visto l'anime di sicuro apprezzerà anche il manga, ora che è cresciuto. Ma forse lo avrebbe apprezzato anche a 16 anni.

FredJoker
Per il manga Yu-Gi-Oh!
di genere
Volumetti Letti: 38 su 38 --- Voto: 7 Yu-gi-oh! è il primo manga che ho comprato e quindi ci sono affezionato. La storia ruota intorno a Yugi Muto, un ragazzino piccolo e pavido amante dei giochi. Si può dire che il manga è diviso in 2 parti, la prima, composta da 13 volumi (7 nell'edizione originale), vede Yugi e i suoi amici affrontare giochi diversi in ogni arco narrativo fino ad arrivare a un rpg tipo dungeons e dragons, dal volume 14 in poi la storia si basa totalmente sugli scontri al gioco di carte magic e wizards, e devo dire che dopo un po' mi ha stufato. Un manga divertente, ma che dopo i ripetitivi scontri sempre allo stesso gioco diventa prevedibile e perde un po'... I primi 13 volumi sono insuperabili, con giochi nuovi in ogni capitolo!

Franzelion
Per il manga Yu-Gi-Oh!
di genere
Volumetti Letti: 6 su 38 --- Voto: 7 Yu-gi-oh, la grande creazione nata dalla mente di Kazuki Takahashi.
Comincerò innanzitutto con l'enunciare le differenze fra la versione cartacea e quella animata.
Prima di tutto cambiano diversi nomi dei personaggi (Joey-Jono Uchi), così come quelli delle carte (cosa di cui non ho mai capito il motivo e sarei lieto che qualcuno me lo spiegasse), tranne alcune però che sono riportate in lingua inglese (come Blu eyes white dragon - Drago bianco occhi blu, o Black Wizard - Mago nero).
Anche certi duelli mi pare siano strutturati in maniera leggermente diversa. Per quei pochi che ho letto non ho potuto farci caso, ma forse nel manga viene riportata la versione originale giapponese, senza quindi quegli stravolgimenti e censure americane (che poi sono arrivate ovviamente anche da noi) come il regno delle ombre o la concezione del cuore delle carte che viene ripetuta fino alla nausea.
Nota importante: solo la prima serie dell'anime (con i personaggi Yugi, Kaiba, May ecc...) è tratta dal manga originale (questo), mentre la GX e la 5'DS sono inventate di sana pianta... e si vede, vista la pessima qualità che ne è uscita, sembra infatti di trovarci difronte ad un Yu Gi Oh "GT".
Quindi la storia è più che buona ed anche avvincente; purtroppo i duelli sono spesso prevedibili, trattandosi di un puro genere shonen, anche se risultano comunque sempre originali e ben architettati, al contrario di yu-gi-oh GX dove le partite sono tutte uguali con gli eroi elemntali.
I disegni però non sono il massimo, dato che spesso risultano troppo confusionari e "sporchi".
Per concludere il manga è abbastanza carino e soprattutto originale, ed ha riscosso giustamente molto successo.

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