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Doubutsu Sentai ZOOQQUADRION
Zooqquadrion 1

Zooqquadrion 2

Zooqquadrion 3

Zooqquadrion 4

Zooqquadrion 5

Zooqquadrion 6

Immagini utilizzate per fini di recensione.
I diritti sono dei leggitimi detentori.
Titolo Originale: Doubutsu Sentai ZOOQQUADRION
Titolo Inglese: Doubutsu Sentai ZOOQQUADRION
Storia: Stefanus
Disegni: Stefanus
Edit. Originale:
Tipologia: Shounen, Italiano
Genere: Fantascienza
Anno: 2003
Vol. originali: 26 (non disp)
Disponibilità: Web (in corso)
(compralo su Amazon.it)
Valutazione: 8.083 (media 8.6250, basata su 8 recensioni)
Voti volumetti: Mi spiace, questa serie non ha volumetti in DB
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Trama: Fumetto italiano, ma con chiare citazioni nipponiche. Ecco spiegata la sua presenza in database, a parte il fatto che sia meritevole di questa pagina ;-) La trama...

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Doubutsu Sentai ZOOQQUADRION 8.083 out of 10 based on 8 ratings. 8 user reviews.

Rock Holmes
Per il manga Doubutsu Sentai ZOOQQUADRION
di genere
Volumetti Letti: 21 su 26 --- Voto: 5

Riconosco all'autore Stefanus di aver creato una propria cifra stilistica originale e subito riconoscibile.
Di aver avuto la costanza di realizzare ben 21 capitoli del suo fumetto (cosa rara, per un dilettante).
Di cercare di inserire elementi originali in un opera che dichiaratamente parte come omaggio a uno dei più celebri filoni del manga.
Ma nonostante questo, il giudizio su Zooqquadrion è insufficiente: non basta qualche dialogo azzeccato e un paio di idee interessanti per creare un "capolavoro" come lo hanno definito alcuni.
Disegni sciatti, uniti a una sceneggiatura spesso confusionaria che mette in ballo troppi personaggi senza saperli gestire in maniera oculata, affossano i pregi descritti sopra.
Da notare l'incredibile galleria di atrocità e perversioni presenti, in maniera quasi ossessiva, per tutto l'arco della storia: cannibalismo, stupri, sadomasochismo e altro, rendono Zooquadrion una lettura inquietante adatta solo a un pubblico adulto e poco impressionabile.
Ma chi non appartenesse a queste due categorie, si tranquillizzi: non vi siete persi nulla.



Fagiana
Per il manga Doubutsu Sentai ZOOQQUADRION
di genere
Volumetti Letti: 23 su 26 --- Voto: 6

Questo è probabilmente il primo manga italiano che mi sono apprestato a leggere - anche se credo che definire "manga" un prodotto nostrano non sia lecito, diversamente da come fanno in tanti. Diciamo semplicemente che Zooquadrion è l'opera di Stefanus, fumettista nostro compatriota che ha scelto la forma del web comic per omaggiare la tradizione robotica giapponese, riuscendo a compiere una buona sintesi tra le sue idee e lo stile del maestro Go Nagai. Non ci troviamo infatti di fronte ad una storia adatta ad un target shounen, bensì un inquietante tripudio di lotte tra robottoni, buoni non proprio buoni e cattivi non proprio cattivi, violenza viscerale e fanservice spregiudicato.
Ciò che fin da subito salta agli occhi del lettore è il tema furry, moda più occidentale che orientale, e che vede come protagonisti animali antropomorfi, non semplici persone con attributi animaleschi come spesso si vede nei manga. Questa scelta di per sé si esaurirebbe unicamente nel fanservice, ma l'autore ha avuto invece l'accortezza di utilizzarla anche come asse portante della trama (si parla infatti di un conflitto tra esseri umani e animali umanizzati sul lontano pianeta di Maya), fornendo così premesse più interessanti.

Un limite di non poco conto per la fruibilità dell'opera da parte del lettore medio è, come accennato prima, la copiosa presenza di scene pulp, in certi casi ancora più spinte e atroci di quanto si sia visto nelle opere dello stesso Go Nagai, principale ispiratore di Zooqquadrion - fatto sta che diverse volte sembra che la vicenda non abbia una spinta narrativa propria, ma proceda piuttosto per inerzia tra stupri, smembramenti e massacri in grado di far alzare un sopracciglio anche agli stomaci più resistenti. È però necessario dire che la nazionalità italiana giova all'opera, in quanto da sempre la nostra cultura fumettistica ha visto la presenza di serie hard boiled come Kriminal Satanik, perciò un lettore italiano sufficientemente acculturato può sopportare senza sforzi la grande mole di violenza (e sesso, non dimentichiamolo) che predomina in quasi ogni vignetta.

La trama è buona, sufficientemente articolata, quando non propriamente intricata, come negli ultimi episodi finora pubblicati, e va a toccare numerosi temi come il razzismo, il valore e la dignità della persona e un certo misticismo derivato dal fantasy e dal connubio scienza-religione che da tempo imperversa nel mondo della japanimation (chi ha detto Evangelion?). La serietà del risultato è in parte minacciata da uno sviluppo narrativo assolutamente frettoloso e incalzante, con un gran numero di avvenimenti e pochi spazi di riflessione - parlando di questi ultimi, non me la sento di gridare al miracolo, perché le situazioni oniriche ed i dubbi interiori nei quali si crogiolano i protagonisti non sono né originali né proposti con la giusta dose di freschezza, anzi, a volte la complessità retorica di certi passaggi è fin troppo autocompiaciuta. Nonostante questo, qualche buona idea c'è, soprattutto nella seconda parte del fumetto, la più matura e controllata. Siccome non si è ancora giunti alla conclusione, si aspettano nuovi approfondimenti che permettano di mettere a posto tutti i pezzi del puzzle.

Infine non si può non esprimere un opinione positiva riguardo i disegni, tutti di buona fattura, e anch'essi più simili a quelli di autori occidentali come Robert Crumb (creatore di Fritz il gatto, per restare in tema) che a quelli di opere nipponiche. Inoltre, lo stile è caricaturale e tondeggiante, ma ci mette poco a caricarsi di orrido e mostruoso durante le numerose scene di violenza, così come non manca di sensualità nei personaggi femminili.
Che dire quindi Zooqquadrion? Un lavoro atipico, ma non troppo, che trascina con sé qualche incertezza e si dimostra adatto ad un pubblico piuttosto ristretto per la crudezza delle scene, ma che nel complesso funziona. Di certo Stefanus sa il fatto suo, si spera quindi che per la conclusione sappia rincarare la dose e chiudere con accortezza un prodotto che ha delle potenzialità.




marsilius
Per il manga Doubutsu Sentai ZOOQQUADRION
di genere
Volumetti Letti: 21 su 26 --- Voto: 10

Va be' che sono amico di Stefanus, quindi un po' di parte, ma ho sempre apprezzato moltissimo i suoi disegni, veramente originali, non le solite figure manga che personalmente detesto (non datemi addosso, ma i gusti sono gusti!) per cui non posso esimermi da un bel 10... anche la storia è molto bella e va vista da differenti angolazioni, oltre alla classica storia di robot c'è qualcosa... non voglio dire che ci sia un messaggio, l'autore stesso lo nega, ma un senso di ineluttabilità che la rende viva, vera, secondo me...
Viva gli Oskuri Figuri!



shayra
Per il manga Doubutsu Sentai ZOOQQUADRION
di genere
Volumetti Letti: 2 su 26 --- Voto: 10

Sono una ragazza asiatica e mi piace tanto Zooqquadrion! :)
E' violento, ma non tanto, e poi mi piacciono i personaggi, soprattutto Nedessa, anche se è cattiva, ma la trovo sexy! Mi piacciono i manga, ma questo è diverso, perchè è italiano, lo so. I personaggi animale che mi piacciono di più sono Usami e Nero; la prima che è carina e dolce, Nero è divertente!



LamboSan
Per il manga Doubutsu Sentai ZOOQQUADRION
di genere
Volumetti Letti: 12 su 26 --- Voto: 10

Zooqquadrion è, senza ombra di dubbio, un manga davvero particolare. Sicuramente potrebbe non piacere a molte gente che non ha troppa voglia di impegnarsi in letture complesse, ma con il passare dei capitoli, l'autore spiega molte informazioni che aiutano a comprendere meglio questa difficile storia. Questa storia si svolge molto, ma molto lentamente e queste informazioni vengono svelate a poco a poco, ma non spiegano mai completamente il vero senso della storia, che sarà probabilmente svelato nell'ultimo capitolo (anzi, sicuramente). I personaggi lasciano abbastanza a desiderare. Alcuni di essi sono molto ben caratterizzati, come ad esempio Nero, il cane protagonista, Usami, una coniglietta molto particolare, e Igor, un'aquila in apparenza dura, ma molto calorosa. Il problema è che molti personaggi sono appena accennati, come Ham, il maiale, e Vibrissa, una gatta con una storia tragica che avrebbe potuto essere approfondita con dei bei risultati, ma rimane un personaggio di comparsa. Il disegno è buono, non eccezionale, ma decente. A tratti è un po' confusionale, e ricorda molto alcuni fumetti robotici anni '80. L'insieme è molto buono e travolgente. Lo consiglio di leggere su Internet, come ho fatto io, dato che l'edizione cartacea è molto costosa (9,50!).




torakiki
Per il manga Doubutsu Sentai ZOOQQUADRION
di genere
Volumetti Letti: 18 su 26 --- Voto: 8

Non so come classificarlo!
L' amore (se non addirittura l' adorazione) per le serie robotiche anni '70 (quelle nagaiane in primis) si vede in tutta l'opera. In più l' autore mette del suo, con misteri spesso contradittori, crudeltà quasi mai gratuite e una critica NON proprio velata alla società (molto alla Tomino per intenderci) che neppure l' uso di personaggi ZOOMORFICI riesce a smorzare!
La storia si sviluppa in maniera lenta, svelando poco alla volta particolari importanti, ma MAI chiarendo completamente il quadro generale (Cosa è Zooqquadrion?? Dober ha tradito i suoi simili solo perchè ha visto Bianca uccisa da altri abitanti di Maya, oppure Nadessa gli ha rilevato qualcosa di sconvolgente? Perchè gli abitanti di Maya parlano la stessa lingua dei terrestri e hanno pure usanze e costumi simili ma NON si sono mai incontrati se non pochi anni prima? Perchè mi aspetto una svolta "alla BALDIOS"?).
I personaggi sono ben caratterizzati, anche se qualcuno rimane confinato al ruolo di "macchietta" (HAM viene poco aproffondito ), non nel senso di "comico" (qui c'è poco da ridere), ma in quello di "abbozzato". La stessa Vibrissa appare poco e quasi sempre in situazioni al limite del fan service (e SailorMonn).

Piccoli colpi di genio, un senso di oppressione (per la serie: ora tutto peggiorerà), 2 antagoniste (Nedessa/ Nekki) troppo simili (quello che Nekki fa a Vibrissa e alle altre sue assistenti non è poi cosi tanto lontano dalle BAMBOLE viventi e "rattoppate" di Nedessa) per poter patteggiare per una di loro e 5 protagonisti che vengono travolti dagli avvenimenti con costante e insistente crudeltà!

E come diceva sempre mio nonno prima di lasciare questo posto di M....a: "quando pensi di aver toccato il fondo preparati a scavare". ED è questo che provo a leggere ZOOQQUADRION! Non c'è limite a quanto le persone possono cadere in basso!



MaRcHeN 13
Per il manga Doubutsu Sentai ZOOQQUADRION
di genere
Volumetti Letti: 3 su 26 --- Voto: 10

Incredibile. Toccante. Travolgente. Sono le uniche parole che mi vengono in mente pensando a ZOOQQUADRION, un manga di Stefanus. Disegni non bellissimi, ma molto significativi. Storia fantastica, particolare. Non si può dare meno di 10 a quest'opera, io non ne avrei il coraggio. I personaggi animali sono uguali ai personaggi umani, specialmente in comportamento, ma anche in aspetto sono molto simili. I personaggi sono caratterizzati in maniera molto particolare. Storia travolgente e unica. Unica pecca il disegno poco più che mediocre. Disegno 8, storia= 0, personaggi 10.



Grande Blu
Per il manga Doubutsu Sentai ZOOQQUADRION
di genere
Volumetti Letti: 6 su 26 --- Voto: 10

"La verità, prima punge come una spina, poi fiorisce come una rosa"

Questo detto popolare è un incipit perfetto per parlare di Zooquadrion. Il suo creatore, Stefanus, ha coniugato in una sintesi felice la fantascienza, i grandi robot, la denuncia sociale e un'analisi attenta di tematiche spesso trascurate nei fumetti.
Zooquadrion è un fumetto adatto ad un pubblico maturo, ma soprattutto è un fumetto furry, quindi i suoi protagonisti principali sono animali, animali antropomorfi.
Secondo la definizione attuale di furry, questi personaggi vengono scelti dai loro autori perché liberi di esprimere tematiche che il perbenismo sociale ed una moralità austera ,spesso solo di facciata, condannano come "triviali", "volgari", "indecenti".
Fermo restando che il male, come il bello, è negli occhi di chi guarda, questi personaggi a mio avviso sono il canale per porsi, e per porre ai lettori, domande esistenziali che diversamente non troverebbero espressione.

Ma vediamo brevemente la storia. Maya è un pacifico pianeta in un'altra dimensione, abitato da varie razze animali che coesistono pacificamente.
Un giorno un portale dimensionale si apre vicino al limite della sua atmosfera, e da questo portale escono astronavi, con sopra esseri mai visti prima, su Maya, gli umani.
Che giungono su Maya con parole d'amicizia e fratellanza che presto si rivelano altrettanti inganni.
Infatti, nel corso di 5 anni, gli umani mettono a ferro e fuoco Maya, sottoponendo i suoi abitanti ad ogni tipo di abuso e violenza.
Quali? Niente che gli umani non abbiano già praticato nel loro mondo, sui propri simili, in epoche neppure troppo remote: campi di sterminio, stupri, esperimenti scientifici, uccisioni di massa.

Ed è qui che comincia a dispiegarsi la maestria dell'autore. Le violenze, per la maggior parte, vengono illustrate da pochi dettagli chiave su cui egli attira l'attenzione del lettore, lasciando che egli le intuisca, più che mostrandole esplicitamente.
Questa tecnica hitchcockiana aumenta la tensione e coinvolge totalmente il lettore.
L'uso alimentare che i terrestri fanno delle loro vittime (ma non dimentichiamo che la pratica del cannibalismo sulla Terra non è cosa totalmente superata) viene mostrato al lettore attraverso le letterine di due bambini, rivolte ai due comandanti in capo rivali, che svelano alcuni retroscena attraverso gli occhi dell'innocenza. Questo espediente, degno di un opera teatrale, avrebbe destato ammirazione in George Bernard Shaw.

Ci sono solo, almeno finora, solo tre casi in cui Stefanus illustra chiaramente l'orrore perpetrato: i laboratori di vivisezione, il lancio dal cielo di un liquido corrosivo che troppo da vicino ricorda il Napalm, e la mutilazione.

L'offensiva su Maya è affidata ad una donna, il generale Nedessa, donna contorta, crudele e psicopatica, che fa il bello e cattivo tempo (in senso letterale) sul pianeta.
Le armi di conquista sono grandi robot (omaggio dell'autore a Go Nagai, visto che Stefanus, come la sottoscritta, è cresciuto a pane e Goldrake, Mazinga Z, il grande Mazinga).
Ma è un'omaggio, non una pedestre imitazione.
I robot disegnati da Stefanus hanno una personalità che è più incisiva di quella dei loro piloti umani...

Ma c'è un robot di troppo, sulla strada degli umani...

Se a comandare gli umani c'è una donna che è un incrocio fra De Sade ed il dottor Mengele, la controffensiva di Maya parte da un'altra donna.
La dottoressa Nekki, che in quanto a crudeltà, contorsione e follia tiene egregiamente testa alla generalessa...
Forse per la legge del contrappasso, ma a mio avviso per un motivo meno scontato.
L'autore evita abilmente la trappola della dicotomia: ossia non c'è il bianco e il nero nettamente separati, ma c'è tutta una scala di grigio, come purtroppo accade in ogni guerra. Ed in questo, forse, c'è anche una piccola lezione di Mobil Suit Gundam.

Il "robot di troppo", di cui parlavo sopra, è proprio una creazione di Nekki, Zooquadrion, che rassomiglia ad un drago antropomorfo.
A pilotarlo sono in cinque, che cito in ordine rigorosamente alfabetico: Ham, Igor, Nero, Usami e Vibrissa. Diversi per carattere e personalità, sono rispettivamente: Ham, un maiale; Igor, un aquila; Nero, un cane; Usami, una coniglietta, e Vibrissa, una gatta.
Le loro missioni contro gli umani sono l'unica speranza di salvezza per Maya, ma attorno a loro ci sono complotti, strategie e misteri.

Occorre a questo punto fare una precisazione, riguardo agli animali antropomorfi di Maya. Al di là delle orecchie, il muso e la coda (decisamente ridotta, rispetto ad altre rappresentazioni animali), e l'essere ricoperti di pelo essi sono anatomicamente identici ai terrestri.

L'autore in questo modo strizza l'occhio ai suoi lettori, ai quali propone uno stuolo di procaci fanciulle in abiti spesso succinti e talvolta senza veli. Anche se i personaggi femminili sono senza dubbio i suoi preferiti egli, democraticamente, pensa anche alle sue lettrici: i personaggi maschili non sono caricature, ma giovani dall'ampio torace e dalla scultorea muscolatura, (con l'unica eccezione di Ham, per ragioni fin troppo ovvie) sui quali l'occhio si posa volentieri.
Ne sa qualcosa il terribile generale Nedessa, che non disdegna di giocare in privato con il suo braccio destro Doberkhan, un cane, dando in questo modo forse l'unica dimostrazione di buon gusto....

Ma come si applica il proverbio che ho citato all'inizio a Zooquadrion?
Zooquadrion, proprio come la verità, punge come una spina in quanto strappa il lettore dall'indifferenza con cui egli oramai segue con sguardo distratto quanto accade nel mondo.
A differenza dei telegiornali, ai quali oramai siamo assuefatti, il fumetto ci cattura, e come il canto delle sirene nell'Odissea ci fa immergere in disegni e dialoghi. Finché in scene accuratamente dosate tutto l'orrore di certi fatti ci viene gettato in faccia come una secchiata d'acqua gelata, obbligandoci a guardarci dentro.

La spina l'abbiamo trovata. Ma la rosa? La rosa sono il luccichio freddo negli occhi di Nedessa, e la smorfia snob con cui Nekki fuma una sigaretta con il suo lungo bocchino... dettagli che ci fanno capire che qualcosa si prepara all'orizzonte, creando un'attesa carica di tensione....
Ed è proprio leggera come un petalo di rosa la tecnica impercettibile con cui Stefanus ci avvolge piano piano nella sua opera, e ci porta attraverso percorsi che solo lui conosce, moderno pifferaio di Hamelin.
Conducendoci, invisibili, su, nel cielo di Maya fra le astronavi ed i grandi robot, verso nuove battaglie e nuove avventure.
Grande Blu


Titolo ExtraPrezzoCasa editrice

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