I colleghi di 'MangaForever' hanno riportato online una bella intervista a Kaoru Mori, autrice del manga Emma: A Victorian Romance, opera a sfondo storico ambientata in epoca vittoriana.
L'intervista è stata tradotta dalla versione in inglese contenuta nel catalogo che la Right Stuf Entertainment, società che disribuisce l'anime in USA, ha inserito all'interno dei DVD.
Il manga di Emma è edito in Italia da Dynit.
Uno stralcio dell'intervista:
E’ noto che lei è una grande fan di tutto ciò che è English. Quando è iniziata questa sua passione per l’Inghilterra dell’Era Vittoriana? Cos’è che la affascina così tanto di questa cultura?
Conosco lo stile di vita e la cultura della tarda Era Vittoriana ma non sono un’esperta di Inghilterra. Inizialmente non ero interessata nello specifico all’Inghilterra vittoriana, ma quello era il periodo che mi attirava di più.
Da piccola ero solita leggere libri illustrati stranieri per bambini, perché amavo leggere. Ogni tanto su quelle pagine compariva una cameriera, e io rimasi affascinata e incuriosita da questa figura.
Credo che sia dovuto anche al fatto che i miei genitori lavoravano nel design di interni. I palazzi in stile occidentale mi piacevano molto ed amavo sfogliare i campioni di carta da parati di importazione o i cataloghi di tende. I cataloghi contenevano foto illustrative di stanze già arredate ed ero attratta dallo stile vittoriano inglese. Ero solita immaginare una cameriera, con la sua uniforme bianca e nera, intenta a lavorare in stanze riccamente arredate.
E’ difficile rispondere alla sua domanda circa quello che mi attira di più dell’Inghilterra vittoriana. E’ come se, quante più cose imparo riguardo ad essa, tanto più la sentissi vicina, come una buona amica. Amo tutto di lei, sia gli aspetti positivi che quelli negativi. Credo che, se dovessi scegliere uno di questi aspetti in particolare, sceglierei la vita delle classi lavoratrici perché le cameriere furono la prima cosa che destò il mio interesse.
In che modo il suo interesse nei confronti di quest’era e della sua cultura ha portato alla creazione di Emma e del suo mondo?
Non sono certa di stare rispondendo correttamente alla sua domanda, ma ciò che mi ha portata alla creazione di Emma è stato il fatto che era tutto quel che avevo in mente allora. Il “Mondo di Emma” non era completamente realizzato fin dall’inizio. Ha preso forma quando ho iniziato a disegnarlo e, nel frattempo, a studiare l’epoca.
Che tipo di ricerche ha intrapreso nel suo sforzo di rendere Emma il più possibile realistico dal punto di vista storico? Perché sentiva che questo fosse importante?
Sapevo già qualcosa riguardo all’Era Vittoriana per aver letto e guardato varie cose ambientate in quel periodo, ma fui in grado di permettermi l’acquisto di materiale di ricerca solo dopo essere stata pagata per i primi capitoli. Quando la serializzazione iniziò lavoravo febbrilmente e non avevo molti soldi, così non riuscii a verificare bene ogni cosa in anticipo. Tutto quello che avevo in mente era “Questo periodo mi piace! Voglio disegnarlo!” ed ecco come tutto incominciò. Per questo ci sono molte inesattezze storiche nella parte iniziale. Ho risistemato un po’ di cose lungo il percorso, ma restano alcune imprecisioni che ho lasciato così com’erano perché legate troppo strettamente alla trama.
Disegnare qualcosa di storicamente accurato non solo mi piace molto, ma credo che sia anche un modo di mostrare rispetto alle persone che vivevano in quel paese e in quel periodo storico.
Molti dei manga e degli anime giunti negli Stati Uniti ritraggono cameriere inserite in contesti moe, fan-service o rigorosamente comici. Qual è stata la sua motivazione nel rendere Emma una storia ricca e credibile?
Non posso parlare a nome di nessuno riguardo al perché le cameriere vengano mostrate in contesti moe o fan-service, ma personalmente penso che sia perché costoro non sanno davvero cosa sia realmente una cameriera e c’è questo stereotipo secondo il quale l’uniforme è carina.
Se parliamo soltanto dell’uniforme, anch’io credo che sia meravigliosa ma ad attrarmi è stata la professione in sé e il periodo in cui questa professione veniva praticata. Volevo creare una storia ambientata in quel contesto, pensando che la storia di Emma potesse essere realmente accaduta.
Secondo lei esistono delle corrispondenze tra la società inglese che descrive in Emma e la società giapponese di oggi?
Spesso mi capita di pensare a come certe cose non cambiano mai. Gli stili di vita e i costumi possono trasformarsi, ma tutto ciò che ha a che fare con le emozioni umane non cambia mai, non importa in quale paese o in quale era viviamo.
I fumetti di Punch (una rivista dell’Era Vittoriana, N.d.A.) ancora oggi mi fanno ridere, e anche se un’artista giapponese crea Emma ci sono persone di paesi stranieri che mi dicono di apprezzare il mio lavoro....
Continua su MangaForever.
L'intervista è stata tradotta dalla versione in inglese contenuta nel catalogo che la Right Stuf Entertainment, società che disribuisce l'anime in USA, ha inserito all'interno dei DVD.
Il manga di Emma è edito in Italia da Dynit.
Uno stralcio dell'intervista:
E’ noto che lei è una grande fan di tutto ciò che è English. Quando è iniziata questa sua passione per l’Inghilterra dell’Era Vittoriana? Cos’è che la affascina così tanto di questa cultura?
Conosco lo stile di vita e la cultura della tarda Era Vittoriana ma non sono un’esperta di Inghilterra. Inizialmente non ero interessata nello specifico all’Inghilterra vittoriana, ma quello era il periodo che mi attirava di più.
Da piccola ero solita leggere libri illustrati stranieri per bambini, perché amavo leggere. Ogni tanto su quelle pagine compariva una cameriera, e io rimasi affascinata e incuriosita da questa figura.
Credo che sia dovuto anche al fatto che i miei genitori lavoravano nel design di interni. I palazzi in stile occidentale mi piacevano molto ed amavo sfogliare i campioni di carta da parati di importazione o i cataloghi di tende. I cataloghi contenevano foto illustrative di stanze già arredate ed ero attratta dallo stile vittoriano inglese. Ero solita immaginare una cameriera, con la sua uniforme bianca e nera, intenta a lavorare in stanze riccamente arredate.
E’ difficile rispondere alla sua domanda circa quello che mi attira di più dell’Inghilterra vittoriana. E’ come se, quante più cose imparo riguardo ad essa, tanto più la sentissi vicina, come una buona amica. Amo tutto di lei, sia gli aspetti positivi che quelli negativi. Credo che, se dovessi scegliere uno di questi aspetti in particolare, sceglierei la vita delle classi lavoratrici perché le cameriere furono la prima cosa che destò il mio interesse.
In che modo il suo interesse nei confronti di quest’era e della sua cultura ha portato alla creazione di Emma e del suo mondo?
Non sono certa di stare rispondendo correttamente alla sua domanda, ma ciò che mi ha portata alla creazione di Emma è stato il fatto che era tutto quel che avevo in mente allora. Il “Mondo di Emma” non era completamente realizzato fin dall’inizio. Ha preso forma quando ho iniziato a disegnarlo e, nel frattempo, a studiare l’epoca.
Che tipo di ricerche ha intrapreso nel suo sforzo di rendere Emma il più possibile realistico dal punto di vista storico? Perché sentiva che questo fosse importante?
Sapevo già qualcosa riguardo all’Era Vittoriana per aver letto e guardato varie cose ambientate in quel periodo, ma fui in grado di permettermi l’acquisto di materiale di ricerca solo dopo essere stata pagata per i primi capitoli. Quando la serializzazione iniziò lavoravo febbrilmente e non avevo molti soldi, così non riuscii a verificare bene ogni cosa in anticipo. Tutto quello che avevo in mente era “Questo periodo mi piace! Voglio disegnarlo!” ed ecco come tutto incominciò. Per questo ci sono molte inesattezze storiche nella parte iniziale. Ho risistemato un po’ di cose lungo il percorso, ma restano alcune imprecisioni che ho lasciato così com’erano perché legate troppo strettamente alla trama.
Disegnare qualcosa di storicamente accurato non solo mi piace molto, ma credo che sia anche un modo di mostrare rispetto alle persone che vivevano in quel paese e in quel periodo storico.
Molti dei manga e degli anime giunti negli Stati Uniti ritraggono cameriere inserite in contesti moe, fan-service o rigorosamente comici. Qual è stata la sua motivazione nel rendere Emma una storia ricca e credibile?
Non posso parlare a nome di nessuno riguardo al perché le cameriere vengano mostrate in contesti moe o fan-service, ma personalmente penso che sia perché costoro non sanno davvero cosa sia realmente una cameriera e c’è questo stereotipo secondo il quale l’uniforme è carina.
Se parliamo soltanto dell’uniforme, anch’io credo che sia meravigliosa ma ad attrarmi è stata la professione in sé e il periodo in cui questa professione veniva praticata. Volevo creare una storia ambientata in quel contesto, pensando che la storia di Emma potesse essere realmente accaduta.
Secondo lei esistono delle corrispondenze tra la società inglese che descrive in Emma e la società giapponese di oggi?
Spesso mi capita di pensare a come certe cose non cambiano mai. Gli stili di vita e i costumi possono trasformarsi, ma tutto ciò che ha a che fare con le emozioni umane non cambia mai, non importa in quale paese o in quale era viviamo.
I fumetti di Punch (una rivista dell’Era Vittoriana, N.d.A.) ancora oggi mi fanno ridere, e anche se un’artista giapponese crea Emma ci sono persone di paesi stranieri che mi dicono di apprezzare il mio lavoro....
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Spero vivamente che prima o poi arrivi anche il Bangaihen.
"Victorian Romance Emma" è un manga raffinato; non solo per le sue ambientazioni, ma soprattutto per la descrizione attenta e profonda dei moti dell'anima. La figura di Emma è davvero bella: un ritratto realistico che però non manca di poesia.
E' interessante quanto ha detto l'autrice riferendosi alla reale condizione della cameriera in epoca vittoriana. Una condizione dura, che spesso mortificava la dignità della persona. Eppure Emma dimostra con la sua fortezza d'animo e la sua generosità che la dignità, oltre ad essere un dono, è anche una scelta.
Io spero davvero che Dynit rivolga la sua attenzione anche alle due serie animate di "Emma", che sono una gioia per gli occhi e per il cuore. Doppiate in italiano sarebbero stupende!
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