Anno 2019. Un Giappone del futuro prossimo. Un Giappone diverso da quello noto, il cui governo ha promulgato la “legge per il miglioramento dei media”: obiettivo ufficiale è regolamentare le espressioni che disturbino l’ordine e la moralità pubblici e che danneggino i diritti umani; il risultato effettivo è una severa censura il cui braccio armato è un comitato repressivo che agisce in maniera extragiudiziale, e con una propria milizia armata.Ma l’oppressione non è indirizzata, come si potrebbe pensare, ai media elettronici: videogiochi, televisione e internet; bensí a un mezzo di conoscenza antico e venerabile, quasi insospettabile: il libro. E sono proprio le biblioteche giapponesi che decidono di opporsi ai soprusi della censura e per difendere la propria libertà non esitano a dotarsi di un proprio corpo paramilitare, le Forze Bibliotecarie!
È questo lo sfondo su cui si muovono le vicende di Toshokan sensō (“Le guerre bibliotecarie”, noto anche come Library Wars).
Toshokan sensō è innanzi tutto (e giustamente, visto l’argomento!) una serie di romanzi in (attualmente) cinque volumi di Arikawa Hiro, pubblicati a partire dal 2006. L’autrice ha trovato lo spunto nella Dichiarazione sulla Libertà delle Biblioteche, realmente esistente, che venne proclamata in Giappone nel 1954 con l’intenzione di lasciarsi alle spalle le complicità col governo autoritario dell’anteguerra e per impedire il ripetersi di simili collusioni con eventuali regimi futuri... che è poi quello che rischia di succedere proprio nel mondo di Toshokan sensō.
I romanzi vengono trasformati in fumetti: nel 2007 una versione shōjo manga, nel 2008 la versione shōnen manga. Poi, nella primavera di quest’anno, arriva anche la serie televisiva, affidata alla ben nota Production I.G, solitamente sinonimo di alta qualità.
Dodici episodi, dunque, in cui seguire la lotta delle Forze Bibliotecarie contro il braccio armato del Comitato per il Miglioramento dei Media.
Quindi, un’anime d’azione? Lunghe sparatorie, dialoghi concitati fitti di gergo militaresco, imprese eroiche oltre ogni limite della tensione? In alcuni momenti sí; ma solo in alcuni, perché Toshokan sensō preferisce tradire le eventuali aspettative e, probabilmente per evitare il rischio di apparire troppo retorico o pesante, preferisce partire da un registro prevalentemente molto leggero, cercando poi di spaziare tra diversi generi, anche parecchio disparati e distanti tra loro.
C’è azione, c’è riflessione, ci sono momenti drammatici (specialmente nella seconda parte). Ma c’è anche parecchio umorismo, e non potrebbe essere altrimenti, considerando che la nostra protagonista, Kasahara Iku, giovane ragazza coi capelli corti, ultraconvinta nella sua missione di giovane membro delle Forze Bibliotecarie, si dimostra dotata oltre che di grande entusiasmo, anche di una grande capacità di combinare pasticci.
Anche il romanticismo ha il suo giusto spazio, perché per Kasahara la battaglia in difesa dei libri non nasce solo da un ideale, ma da un fatto ben preciso, e più che personale... nasce quando, ancora negli anni delle scuole superiori, si trova aggredita da quei prepotenti del Comitato per il Miglioramento dei Media, intenzionati a sottrarle un libro proibito; è in questo momento che interviene un giovane ufficiale delle Forze Bibliotecarie, per difendere la ragazza e il suo diritto alla lettura: bello, alto, luminoso, questo misterioso individuo diventa il Principe dei sogni di Kasahara, che imbraccerà il fucile per emularlo e, chissà, magari anche riuscire prima o poi a reincontrarlo...
Nel sesto episodio, verso metà serie, Toshokan sensō cita quasi esplicitamente il proprio ovvio modello ispiratore, ovvero Farenheit 451, il romanzo di Bradbury dove si ipotizza un futuro in cui i libri saranno proibiti e i pompieri adibiti a distruggerli col fuoco... Ma tanto erano cupi e distorti i toni di Farenheit 451, quanto sono limpide e solari le atmosfere di Toshokan sensō, e azzurro è il cielo che domina la sua sigla d’apertura. Eppure anche il futuro repressivo di questo anime ci viene mostrato in toni distorti, ma in un senso molto particolare. L’effetto ricercato è quasi sempre quello surreale e ironico, quasi parodistico e caricaturale. Non ci viene detto molto dei meccanismi per cui la popolazione giapponese ha accettato il severo controllo sui libri (anzi, quasi tutta la storia si svolge unicamente negli ambienti militari) ma, per converso, si punta sull’assurdità plateale della situazione che si è venuta a creare: un mondo in cui i militari del Comitato per il Miglioramento dei Media, con le loro divise scure e minacciose, ghignando perfidamente, cercano di strappare dalle mani dei bambini libri illustrati giudicati “pericolosi”.Veniamo a uno dei punti deboli. Uno dei problemi di Toshokan sensō è l’eccessiva dispersività. Abbiamo già visto che contiene molto. Eppure saremmo solo all’inizio... Ci sono anche gli intrighi politico-diplomatici interni ed esterni alle varie fazioni, tra chi vorrebbe un compromesso con la censura, e chi preferisce restare fedele alla lotta dura & pura (e la simpatia degli autori sembra andare a questi ultimi...); abbiamo i problemi familiari della protagonista, emblema dei problemi di ogni giovane (giapponese e non) che cerchi una sua strada sgradita ai genitori; abbiamo persino un episodio che tenta di analizzare il meccanismo del mobbing sul lavoro... ma forse, vista l’ambientazione, si dovrebbe piú parlare di nonnismo, o bullismo.
Abbiamo, soprattutto, il problema se sia giusto o meno usare le armi e la violenza, arrivando anche a uccidere, contro i soprusi e l’oppressione, o se non sarebbe meglio ricorrere a sistemi non-violenti e diplomatici. Problema delicato, non da poco.
Purtroppo per tutto questo dodici episodi sono davvero pochi... e quindi diverse cose, anche le piú interessanti, restano solo accennate, alluse, iniziate ma poi abbandonate inconcluse, sospese. Rimane una storia che finisce spesso per frammentarsi e personaggi che restano senza il meritato approfondimento. Soprattutto, c’è davvero troppa poca azione in un anime che, invece, viste le premesse, poteva (doveva?) permettersene molta di piú. Ma forse questo è dovuto anche alla sua origine: ricordiamoci che Toshokan sensō nasce come romanzo, e l’abbondanza di dialoghi riesce a farcelo ricordare.

Sarà anche per questo che, nonostante dietro ci sia la Production I.G, tecnicamente sono proprio le scene d’azione quelle piú deludenti. Povere a livello di regia, non riescono a ottenere la giusta tensione che invece vorrebbero, forse solo ad esclusioni degli ultimissimi episodi. Si preferisce puntare di piú sul lato strategico e cerebrale delle battaglie che non sugli scontri veri e propri, e forse anche qui si scorge l’origine letteraria dell’anime.
In generale non si tratta di uno dei titoli piú mirabolanti realizzati dalla Production I.G. Probabilmente lo studio ha preferito concentrare la maggior parte delle proprie energie in un altro anime in onda nello stesso periodo, Real Drive, che gode di una qualità palesemente piú alta di quella di Toshokan sensō. Ma anche quest’ultimo si attesta comunque su livello tecnico mediamente molto buono, con disegni e animazioni puliti e luminosi; soprattutto, è molto interessante la resa dei primi piani, coi contorni dei disegni che cercano di replicare il tratto a china o, meglio, il design tipico delle illustrazioni (ma è piú facile a vedersi che a spiegarsi); piú che di disegni animati il tentativo è effettivamente quello di fare delle illustrazioni animate.
In conclusione, anche se Toshokan sensō non sarà uno dei titoli televisivi dell’anno, riesce a difendersi abbastanza bene e rimane comunque una visione piacevole e interessante per si senta interessato ai temi che affronta.
Fonti:
Sito ufficiale, Wikipedia giapponese, Star Crossed Anime Blog.
Autore: Yupa
però devo dire che mi ha incuriosito....
spero venga subbata
speriamo che non sia solo la mia impressione
ansioso di vedelo
Pensavo fosse la classica serie "impegnata", da guardare solo in determinati momenti della vita, mentre la storia verte anche sulla vita quotidiana dei componenti della Forze Bibliotecarie, dove i molti momenti comici e l'azione rendono il tutto più godibile. ^^
Se avete la possibilità, vi consiglio di dargli un occhiata, a me questa serie è piaciuta molto.
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