Il 31 luglio scorso la Corte distrettuale di Kyoto ha condannato lo studente ventunenne Takahiro Otomo della prefettura di Hiroshima alla pena, sospesa per tre anni, di un anno e mezzo di carcere per l'upload non autorizzato di migliaia di episodi di popolari anime, tra cui anche Gundam.
Avevamo già segnalato il caso: gli arrestati in quella circostanza furono tre. Otomo è stato l'ultimo a ricevere la sentenza, gli altri, il quarantunenne Moriyoshi Inoha di Tokyo e il trentaquattrenne Kasuhiro Maki di Kawasaki City hanno avuto la stessa identica pena.
Il giudice ha definito il crimine come "semplice e egoistico", sottolineando che "vanifica l'impegno della compagnia che produce l'anime con grandi costi di produzione, arrecando un danno enorme".
I tre sono stati identificati a causa di una falla che ha rotto l'anonimato promesso dagli sviluppatori del programma di file-sharing Share.
Va notato che secondo le leggi attualmente vigenti in Giappone, si può intentare causa contro il singolo che immette in rete illegalmente materiale coperto da diritti d’autore, ma diversamente dagli Stati Uniti e altri paesi, è legale scaricare tali file, ma solo per uso privato. Il governo giapponese sta cercando, nonostante le molte proteste, di modificare tale principio e rendere punibile anche chi si limita a scaricare.
A dicembre, dopo la richiesta del parere dell’opinione pubblica sulla questione, il sottogruppo dell'Agenzia giapponese per gli Affari Culturali ha ricevuto ben 7.500 risposte, la maggior parte contraria alla modifica dell’articolo 30 sul diritto d'autore. Makoto Kawase, capo del Copyrighted Work Circulation Promotion Department, ha notato che in nessun’altra occasione erano arrivati così tanti commenti, ma che la revisione della legge sul diritto d’autore è praticamente inevitabile.
Fonti: Anime News Network, Sankei Shinbun.
Avevamo già segnalato il caso: gli arrestati in quella circostanza furono tre. Otomo è stato l'ultimo a ricevere la sentenza, gli altri, il quarantunenne Moriyoshi Inoha di Tokyo e il trentaquattrenne Kasuhiro Maki di Kawasaki City hanno avuto la stessa identica pena.
Il giudice ha definito il crimine come "semplice e egoistico", sottolineando che "vanifica l'impegno della compagnia che produce l'anime con grandi costi di produzione, arrecando un danno enorme".
I tre sono stati identificati a causa di una falla che ha rotto l'anonimato promesso dagli sviluppatori del programma di file-sharing Share.
Va notato che secondo le leggi attualmente vigenti in Giappone, si può intentare causa contro il singolo che immette in rete illegalmente materiale coperto da diritti d’autore, ma diversamente dagli Stati Uniti e altri paesi, è legale scaricare tali file, ma solo per uso privato. Il governo giapponese sta cercando, nonostante le molte proteste, di modificare tale principio e rendere punibile anche chi si limita a scaricare.
A dicembre, dopo la richiesta del parere dell’opinione pubblica sulla questione, il sottogruppo dell'Agenzia giapponese per gli Affari Culturali ha ricevuto ben 7.500 risposte, la maggior parte contraria alla modifica dell’articolo 30 sul diritto d'autore. Makoto Kawase, capo del Copyrighted Work Circulation Promotion Department, ha notato che in nessun’altra occasione erano arrivati così tanti commenti, ma che la revisione della legge sul diritto d’autore è praticamente inevitabile.
Fonti: Anime News Network, Sankei Shinbun.
tra qualche anno in europa taglieranno la connessione a chi usa il p2p e i siti di streaming verranno censurati! cosi ci troveremo tutti fregati!
p.s. a tutte le leggi eccetera che vogliono andare contro internet e il p2p c'è una cosa da dire...puppateci la fava!!:D
Scusate l'ignoranza, c' qualcuno che mi può spiegare bene in definitiva e con sicurezza come funzionano le leggi in italia?? .... io sento sempre versioni diverse! si può o no scaricare gratuitamente (cioè da cose tipo il mulo ecc..) per uso personale, o si intende per uso personale quando ad esempio si scarica musica a pagamento da siti tipo itunes e cose simili?? il p2p come cavolo è visto in italia in sostanza?? illuminatemi vi prego!!! grazie!!
La vicenda è tutta giapponese e voi vi state lamentando (in stile zecca commu, tra l'altro) come se fosse accaduto in Italia.
ah per altro essendo le strade giapponesi più che sicure (specialmente se a paragone delle nostre) direi che l'ironia è del tutto mal posta.
PS: aspetto ancora chiarimenti sulle leggi italiane!
No sai perchè a me al contrario risulta che in tale nazione per reati gravissimi esistano tuttora ergastolo e pena di morte...
1: semplice:(tono sarcastico) me è ovvio che tutti in questo mondo sanno prendere le trasmissioni fare un buon rippaggio e metterle su internet,(tono irato) ma se ciò fosse vero tanto vale arrestare tutti quelli che hanno internet
2: egoistico: ... non serve commento gli si ritorce da solo
poi il:
"vanifica l'impegno della compagnia che produce l'anime con grandi costi di produzione, arrecando un danno enorme"
ormai lo sappiamo che non è l'unica e fondamentale causa della crisi degli anime http://animeclick.lycos.it/notizia.php?id=19688
Pertanto: che hanno da lamentarsi li sopra? Visto che loro con la vicenda giudiziaria nulla hanno a che fare e non si può certo dire che sia stata commessa una ingiustizia contro il piratozzo. Ah ecco, hanno paura che poi da nippolandia smettano di rilasciare le raw in giro per la rete e quindi di non avere più la possibilità di scaricarsi le fansub, che ormai gli animefan italioti considerano un diritto acquisito.
Oh, non che abbia nulla contro le fansub, ma spacciare per diritti quelle che in realtà sono egoistiche pretese è semplicemente ridicolo.
Quel giudice mi pare piuttosto venduto e prevenuto. Posso capire i dvd, ma le registrazioni satellitari, editate per giunta, non mi pare che facciano nessun danno. E' come se uno se lo vedesse in differita, non vedo come possano lontanamente perderci in questo senso visto che gli sponsor coprono quasi completamente le spese per la messa in onda. Oh, e per il discorso fansub, anche qui danno zero, i nippo mica si scaricano i fansub, questi servono solo solo agli stranieri per seguire uno show che non esiste in quel paese e sarebbe incomprensibile.
L'alternativa al fansub non esiste a meno che non venga licenziato quello show, ma si sa che il 95% rimane relegato al giappone e basta. E' un dato di fatto piuttosto evidente.
Non lo capiranno mai, tutti a imitare gli yankee e la loro crociata, ma usassero un pò il cervello anzichè sperare di far grana anche quando in ogni caso non potrebbero farne, solo per limitare il concetto di libertà e niente di più.
C'è dunque danno?
Solo quando chi produce i falsi (cinesi per lo più) incassa milioni di euro sfruttando il lavoro di altri.
Per gli anime il discorso è ancora diverso: le distribuzioni latitano e qui da noi è comunque un mercato di nicchia, "only for fans": sappiamo che non vedremo mai certe serie giapponesi perché il mercato italiano non coprirebbe le spese necessarie alla traduzione, e d'altra parte più esose e pirata delle compagnie Giapponesi non ce ne sono: se vuoi paghi cifre assurde, altrimenti fai senza.
Magari potrebbero offrire il loro materiale a prezzi bassi quando le compagnie intendono proporli in Fansub, magari permettendo di distribuire a monte materiale inglese con sottotitoli (acquistando quindi in USA invece che dovendo acquistare i diritti di distribuzione).
E' però un fatto che senza il servizio (gratuito) dei fansubber non avrei mai visto titoli come "Gundam 0080" oppure "Hell Girl".
Per quanto riguarda la legislazione italiana (così come nel resto del mondo) chiunque possegga una copia originale di una produzione coperta dal diritto di autore (per interderci, in Italia quelle con il bollo SIAE), può effettuare una cosiddetta copia di backup da conservare o in formato fisico (CD, musicassette, DVD, VHS, ecc.) o in formato digitale (MP3, MP4, Immagini DVD, ecc.). Partendo quindi dal presupposto che non è reato detenere detto materiale (solo se si possiede la copia originale però!) passiamo al discorso del P2P.
Fino a febbraio 2008, in Italia, era reato di pirateria informatica e violazione del diritto d'autore (copyright) il download e, soprattutto l'upload di materiale appunto coperto a copyright.
Nel febbraio 2008 c'è stata una sentenza della Corte di Cassazione in merito, la quale stabiliva che i reati suddetti si configuravano solo nel compiere azioni di upload (quindi, di cedere i file) ma non nel download. Nella sentenza veniva specificato che il download rientrava nel concetto di libertà di scambio di idee e pensieri (giudicando, quindi, tutti i tipi di produzione ludica, un'espressione artistica).
Resta comunque una sentenza a sé stante in quanto vieta l'upload e, si sa, le applicazioni di file sharing si basano sul concetto di dare (upload) e avere (download).
Spero di essere stato esauriente. Saluti a tutti, Uktar.
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