Terzo appuntamento con la nostra rubrica in collaborazione con
Myth Cloth Passion, altro Myth da recensire. Stavolta finisce sotto la lente d’ingrandimento il cavaliere d’oro di
Cancer,
Death Mask, un personaggio perfido e poco amato, specie se paragonato al suo corrispettivo
Manigoldo nelle vicende di
The Lost Canvas, dove sfoggia un carattere più esplosivo e un nome veramente particolare.
Siamo quindi di fronte a uno dei personaggi più cattivi del cast, forse l’unico cattivo dall’inizio alla fine: non c’è mai redenzione nelle sue parole e ciò nel mondo di
Saint Seiya lo rende assolutamente unico.
Anche la sua armatura è sicuramente caratteristica, meno coperta o ingombrante delle altre della stessa casta, spigolosa in ogni sua parte quasi ad alimentare un senso di ostilità. Il modello di
Bandai, distribuito ufficialmente in Italia da
Giochi Preziosi, è di ottima qualità ma con piccole pecche, dettagli minimi che forse non gli rendono giustizia; l’assenza di un
Appendix, che sicuramente prima o poi sarà prodotto, di sicuro non gli giova al confronto con i suoi compagni.

Corpo
G1 (modello base) come sempre – siamo ancora nel primo arco di uscite – con corazza color oro chiaro, uniforme, senza cambi di tonalità a parte qualche piccolo fregio e il disegno caratteristico sulla pettorina.
Piedi e gambali sono molto belli, molto slanciati e ben dettagliati, unica pecca il gambaletto in plastica, scelta sicuramente motivata dalla costruzione dello
stand del
Cancro, ma dal punto di vista dell’armatura sicuramente non rende.
Il copricoscia tende a lasciare buona parte della gamba scoperta, ma il risultato di sovrapposizione fra questo e il gambale è perfetto, vestendo precisamente la zona del ginocchio e lasciando tuttavia molta libertà di movimento.
Il piede ha una forma ben curata e gli spuntoni caratteristici sono stati realizzati con una parte a innesto in plastica; buon risultato ma attenti, la vernice si danneggia facilmente!
Una volta montati, gonnellino e busto sono assolutamente perfetti. Le frange laterali sono posizionate troppo in alto e quella frontale e posteriore sono troppo corte e tendono a sporgere – colpa di un sistema di aggancio antiquato – ma la pettorina è realizzata in modo preciso con gli ottimi fregi blu che ne mettono in risalto le forme; apprezzata sicuramente la forte presenza di ferro in tutte le frange del gonnellino.
Piccola onorificenza che possiamo conferirgli è la presenza di una sovra-pettorina in plastica e frangia anteriore

sostitutiva per creare la versione manga, niente di travolgente, ma degli accorgimenti sicuramente apprezzati.
I coprispalle sono in plastica, molto leggeri, di ottima forma, bei colori, con nesso semplice ma efficace, anche se non siamo di fronte a nulla di rivoluzionario. I bracciali sono sempre corti nelle versioni base: gli
Appendix ormai ci hanno palesato i difetti dei primi gold, a parte
Gemini e pochi altri tutti ne sono affetti, e questo tipo di bracciale tende a rompere l’armonia e la silhouette di cui questo personaggio dovrebbe vantarsi.
A differenza di molti altri cavalieri abbiamo in compenso un buon set di mani, compreso quello con indice alzato nel richiamo del
Sekishiki Meikai Ha (gli
Strati di Spirito nell’adattamento storico dell’anime).
Il volto del modello è fin troppo cattivo, ma questo è soggettivo. Lo sguardo non è assolutamente degno della controparte animata, ma nemmeno da scartare completamente; i capelli sono ben realizzati e il diadema ottimo. Gli manca pochissimo per arrivare a una buona realizzazione: l’
Appendix futuro soddisferà sicuramente tutte le richieste degli appassionati più esigenti.