Internet e la Rete P2PSono iniziati in queste settimane i lavori del Comitato Antipirateria che in circa due mesi sarà chiamato a proporre una normativa per regolamentare la spinosa questione Pirateria e Internet.

I rappresentanti industriali si sono mossi praticamente all'unisono davanti alla Commissione: la FIMI, Federazione Industriale della Musica, ha riaffermato la particolarità del mercato italiano che non recepisce le possibilità offerte dalla Rete, presentando inoltre un fatturato in Italia pari a 178 milioni di euro, una cifra in calo del 21% rispetto al 2007: il CD vale ancora per il 90% del mercato, mentre cresce timidamente la cosiddetta “musica liquida”, con un 15,7% del fatturato attribuibile ai download su Web.

Le ragioni di una crescita dell'Online meno dirompente che all'estero sarebbero da imputare al digital divide in cui si dibatte l'Italia e alla solita pirateria: ci sarebbero 1300 file per ogni computer, ricorda FIMI; il 23% dei cittadini italiani della Rete, circa sei milioni, attinge al P2P, un dato che non si differenzia troppo da quello stimato per lo scorso anno. Solo il 3% dei downloader, secondo la Federazione, sarebbe incoraggiato ad acquistare più musica, il 32% sostituirebbe i download all'ascolto, mentre per il 65% la spesa profusa per la musica rimarrebbe la stessa, peer-to-peer o meno.

L'industria del videogioco non sembra cavarsela male: nel 2007 il fatturato è cresciuto del 39,9%, grazie anche alla leva della connettività, mentre il vero profondo nero è stato indicato dai rappresentanti dell'industria cinematografica, la FAPAV, Federazione Anti Pirateria Audiovisiva: “più dell'80% dei film è disponibile in rete già dal secondo giorno di programmazione cinematografica”.

Le soluzioni della FAPAV sono state più volte rese note attraverso alcuni comunicati online:
- educare il consumatore al rispetto della proprietà intellettuale in ambito online;
- attuare un sistema risolutivo di concerto con gli Internet Service Provider per la rimozione e il filtraggio di link per il downloading e la fruizione di file illeciti, bloccandone la distribuzione alla fonte;
- scoraggiare la distribuzione non autorizzata di opere tutelate dal Diritto d’Autore tramite sistemi telematici quali peer-to-peer attraverso warning educativi insieme a misure proporzionate per una deterrenza effettiva per le violazioni più gravi;
- incoraggiare l’emergenza di servizi legali per il consumatore.

Ma si può davvero risolvere tutto richiedendo l'applicazione della legislazione francese, che scollegherà coloro che violeranno in modo ripetuto le leggi sul copyright, magari in una versione rivista per il mercato italiano? Le recentissime modifiche del pacchetto Telecom sono in grado da sole di bloccare, di fronte a qualunque tribunale, le norme della Legge Sarkozy o ritardarne l'applicazione: “La connessione alla rete Internet è un diritto fondamentale dell’individuo: nessuno può esserne privato senza la decisione degli organi giudiziari”.

La realtà stessa del mondo artistico vede un numero sempre maggiore di nomi affermati abbandonare le grandi etichette per autoprodursi: l'ultimo annuncio, di pochissimi giorni fa, è quello di Renato Zero, che non ha rinnovato il suo contratto per scegliere la via dell'autoproduzione.
In attesa delle nuove audizioni, il centro di ricerca Nexa del Politecnico di Torino propone una strada per affrontare in modo propositivo la questione del P2P.
Nexa invita a utilizzare un sistema di licenze collettive. Le licenze consentirebbero di sviluppare le potenzialità effettive della condivisione dei contenuti, che ostinatamente le major vogliono ignorare, barricandosi dietro la “peculiarità” del mercato italiano.

Nessuno inneggia alla pirateria o all'associazione a delinquere, “ma nessuno può altresì credere di risolvere qualcosa imbracciando una clava giuridica mentre l'evoluzione tecnica corre già davanti a noi”.

Per saperne di più:
- Negare il P2P? Esaltare la pirateria? Le soluzioni
- I danni del P2P e le bugie delle major
- A Roma si cucina l'antipirateria
- Il Comitato italiano antipirateria
- P2P francese, un esempio da non imitare
- Pirate Bay, sequestro annullato - Sarkozy bocciata dall'UE