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Notizia del 14/10/2009 OKNOtizie Wikio Facebook Del.icio.us
Animazione giapponese: perchè l'amiamo?

Conferenza Milano locandinaRiportiamo l’interessante articolo pubblicato su Web 2.0 Open Lab che ripercorre la conferenza “L’animazione Giapponese” del Professor Takamasa Sakurai, docente e preside di Facoltà alla Digital Hollywood University di Tokyo. L'incontro si è tenuto lo scorso 18 maggio presso l'Aula Magna dell’Istituto Europeo del Design:


È stato un evento molto interessante e divertente, grazie all'esperienza e alle capacità del Professor Takamasa Sakurai, vero esperto del settore dell'animazione, e alla partecipazione del pubblico molto preso dall’argomento.

Si è cominciato con un’analisi di mercato, con la conferma del dato che l’Italia resta uno dei Paesi maggiormente fruitori di anime e manga, insieme a Francia, Spagna e Germania per quanto riguarda l’Europa. In aumento l’interesse anche negli Stati Uniti, Paese tradizionalmente più chiuso alle produzioni straniere. Si parla di dati legati anche al settore della vendita di dvd e fumetti e non solo alla trasmissione televisiva, la quale - anche in Italia - ha subito un forte ridimensionamento rispetto agli anni Ottanta e Novanta. Oltre alla diffusione dei contenuti, in costante aumento anche il numero degli eventi organizzati da tutti i fan delle serie, che raggiungono, in alcuni casi, partecipazioni che contano alcune migliaia di persone. In particolare va segnalato il successo del cosplay.



World Cosplay Summit 2009: Italy Selection



Dopo alcuni divertenti scambi di battute fra Takamasa Sakurai e i ragazzi del pubblico su quali fossero i personaggi o le serie preferite, si è arrivati alla domanda fondamentale: perché il sostegno agli anime da parte dei giovani di tutto il mondo?

Sono stati concessi cinque minuti di pausa per riflettere sulle risposte da dare ma, a giudicare dal vociferare concitato scatenatosi in aula, sarebbero bastati cinque secondi.

Da una prima risposta di un ragazzo che ha esclamato: “Per la bellezza delle protagoniste!” (ok, era una battuta, ma non si può comunque dargli torto!), si è passati a varie risposte, che concordavano tutte su quella che poi è stata la riflessione conclusiva di Sakurai (cerco di riassumere al meglio): certamente è importantissimo il fatto che gli anime non hanno età.
O, meglio, sono fruibili a tutte le età per il modo in cui vengono trattati i contenuti (e qui entra in gioco una fondamentale differenza culturale tra Giappone e altri Paesi del mondo, ovvero che l’animazione, i cartoni animati, non è considerata un prodotto unicamente per bambini, ma ha la stessa rilevanza di tutte le forme audiovisive rivolte ad ogni età). Quindi la molteplicità di letture e fruizioni possibili da parte di pubblici di generazioni diverse. Inoltre (e strettamente connesso a quanto detto sopra) va sottolineato il lavoro di sviluppo dei personaggi, che viene fatto con estrema cura, tale da definirli psicologicamente così bene da far sì che sia inevitabile l’immedesimazione da parte degli spettatori. Questa resa porta a provare quello che col tempo diventa vero e proprio affetto nei confronti dei protagonisti, anche perché le loro avventure fanno riferimento all’immaginario giovanile e i protagonisti hanno sempre dei problemi personali, dei conflitti interiori, coi quali devono confrontarsi durante le loro storie e che devono affrontare per poterli superare. Inoltre c’è un approccio molto sincero alle cose, ad esempio nei confini fra i “buoni” e i “cattivi”, che non sono mai netti, ma anzi si sottolineano molto le sfumature che ci sono in ogni tipo di personalità.
Tutto riporta a una dimensione del quotidiano simile alla vita reale, quindi molto vicina a noi stessi, ulteriore motivo di immedesimazione nei personaggi e nei loro conflitti, al di là di quale sia il loro mondo narrativo (lo spazio, un paesino di montagna o una grande metropoli).




Questa analisi aiuta a capire il successo degli anime in tutto il mondo e non solo in Giappone.

È importante anche a fronte del fatto che i cartoni giapponesi (lo stesso vale per i manga) portano con sè, sia nell’estetica che nei contenuti, i tratti fondamentali della cultura del Giappone.

E nonostante ciò riescono a catturare e appassionare milioni di giovani (e adulti) in tutto il mondo, in culture nettamente differenti. Ciò significa che le risposte date sopra sono veramente convincenti a fronte di questi dati. Va sottolineato che in Giappone vengono prodotte serie in due modi differenti per quanto riguarda lo sviluppo narrativo dei contenuti:

1) a forte carattere giapponese;
2) a carattere più internazionale.

Resta comunque evidente come anche le opere a carattere internazionale portino sempre con sè delle caratteristiche culturali indistinguibili, cosa che (a mio modesto parere) dà ulteriore valore alla loro qualità (di concept prima, di sviluppo poi) e rende ancor più interessante la loro diffusione.

La conferenza è proseguita poi con una panoramica generale sul sistema di produzione di un'animazione, dal concept alle varie fasi di lavorazione.
Interessanti i dati sulla produzione di una puntata della durata di 20 minuti: occorre un team di circa 300 persone per un costo medio di 66 mila euro. Data la domanda sempre crescente di nuove produzioni, per abbattere i costi anche il Giappone ha allacciato collaborazioni con studi con sede in Cina, Corea, Thailandia per le fasi di lavorazione intermedie.

Questo perché, se da un lato gli anime da sempre hanno sfruttato le innovazioni tecnologiche, dai primi computer alla più recente CG (computer graphics), dall’altro resta imprescindibile la caratteristica del disegno a mano delle animazioni.
Motivo per cui le fasi più importanti della lavorazione continuano a essere fatte in casa nipponica, e la precedenza viene data a questa qualità piuttosto che all’abbassamento dei costi.

Conferenza Milano ConanE proprio sulla CG il Professor Takamasa Sakurai ha concentrato l’ultima parte della conferenza, con l’analisi delle sue potenzialità, di come dia l’opportunità a tutti di esprimersi con pochi mezzi e potersi facilmente gettare sul mercato per farsi notare. Dopo aver mostrato un proprio lavoro, Fairlife, ne ha fatto visionare un paio di altri in CG per dimostrare cosa si può riuscire a fare anche da soli.

A chi, infine, chiedeva quale futuro e quali opportunità per tutti quegli italiani che amano questo mondo e non vorrebbero esserne sempre e solo spettatori, la risposta più o meno indiretta è stata di dare appunto un’occhiata ai lavori di cui sopra e tentare di farsi notare seguendo quella direzione.

Per concludere, Sakurai ha preso il suo cellulare e lo ha avvicinato al microfono, annunciando una sorpresa per tutti. E la voce registrata del doppiatore originale del Detective Conan ha salutato tutti i presenti (in giapponese) e invitato la platea a posare per una foto di gruppo. Un divertente saluto per quella che è stata una conferenza davvero brillante
.


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Autore: Domenico V  

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------------ COMMENTI UTENTI ------------


fenicexfelice è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a fenicexfelice 
Messaggio di fenicexfelice (14/10/2009, ore 19:51)
questa e propio una bella domanda... x che amiano l'animazione????? io penso che nasca dal cuore di ognuno di noi.... E ci sono altri motivi eccc....
propio una bella domanda!!!!

Life is music. Music is life.
Frenky è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Frenky 
Messaggio di Frenky (14/10/2009, ore 19:57)
Dev'essere stata davvero una conferenza interessante, mi sarebbe piaciuto molto esserci. Ma dov'è che si è tenuta?


Shoji NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Shoji 
Messaggio di Shoji (14/10/2009, ore 20:04)
Beh ci sarebbe molto di più da dire rispetto alla nostra passione, che non mi sembra il caso di approfondire. Cmq il video è bellissimo!!

Tutto torna! Un WE ARE è per sempre e l'ho inventato io!!!
Aquila_della_notte ha vinto 2 Premi Utente Aquila_della_notte è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Aquila_della_notte 
Messaggio di Aquila_della_notte (14/10/2009, ore 20:08)
francamente è da almeno 2 anni, forse 3, ke mi è completamente indifferente; vuoi x i poki titoli interessanti, vuoi x il troppo ke storpia, ma soprattutto vuoi x una mole ke va crescendo a dismisura di otakismo, fanboysmo e FAN-MEDISMO fatto sta ke in me sale sempre più la NON voglia di seguire la moda dell'animazione e manga made in japan.

purtroppo la cosa è ormai radicata in me, mi spiace solo vedere il lento declino di una cosa ke 20 anni fa circa mi appassionava come solo la DC Comics ancora oggi sa fare...

Ecco a voi Gintoki, sterminatore d'eccezione, e promesso sposo. Papà... ti chiedo la mano... DI TUA FIGLIA! *sbaaaam*
The Narutimate Hero è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a The Narutimate Hero 
Messaggio di The Narutimate Hero (14/10/2009, ore 20:19)
Perchè amo gli anime?

Perchè si.

C'è forse bisogno di un motivo per amare?

"Ciaossssu!"
Reborn-san è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Reborn-san 
Messaggio di Reborn-san (14/10/2009, ore 20:27)
Amo l'animazione giapponese perchè è l'unica forma di intrattenimento che ancora riesce ad emozionarmi...


Misurino è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Misurino 
Messaggio di Misurino (14/10/2009, ore 20:38)
Quello che dice Aquila_della_notte è pura verità.
Anche io faccio fatica a trovare serie interessanti, originali, ma soprattutto DIVERSE. Molte risultano simili come personaggi e situazioni... un pò troppo stereotipate.
Il made in Japan poi è diventata una moda assurda, fatta di pregiudizi ed ignoranza; così come la trasformazione della parola "otaku" in termine positivo. Insomma se vai in Giappone a dire che sei otaku, sicuramente di amici tene fai pochi (e già è difficile farseli normalmente!).
Bisognerebbe apprezzare l' animazione in generale (non solo gli anime) giusto per farsi un attimo una mente aperta piuttosto che quadrata.
Di schifezze ne esistono tante anche nell' animazione giapponese.

La maturità non significa superare, ma crescere: che un adulto non sia un bambino che ha cessato di vivere, ma che è sopravvissuto. Ursula K. LeGuin
zettaiLara fa parte dello Staff AnimeClick.it zettaiLara ha vinto 1 Premio Utente zettaiLara è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a zettaiLara 
Messaggio di zettaiLara (14/10/2009, ore 20:42)
MA
NON
E'
UMANAMENTE
POSSIBILE

Ora vi spiego! Lessi quest'articolo stupendo un po' di tempo fa, lo trovai interessante e utile per la mia tesi, ma lo piantai lì, da ripescare a tempo debito, perché avrebbe riguardato un capitolo molto successivo a quello che stavo scrivendo. Ora, oggi, pochi minuti fa, è giunto proprio il momento non solo di terminare l'ultimo capitolo, ma di ripescare anche quest'articolo, tra gli altri. Ma prima di riaprirmi il link, che mi ero salvata, apro Animeclick e...capperini, me lo ritrovo lì!!! Perfettamente in tema, in un just-in-time che più sincronizzato e casuale di così non poteva essere
So che probabilmente sto raccontando una cosa che vi sembrerà assurda e un po' scema ma credetemi, è successo proprio così, e io mi sono messa veramente a sorridere...sembra proprio che la mia tesi non riesca a prescindere da AC
ps: allora il Debris che ha commentato la fonte era quello di AC ? Infatti me lo chiesi...

Sul perché io amo gli anime ci rifletto un po', termino il capitolo e poi rispondo


Noritaka è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Noritaka 
Messaggio di Noritaka (14/10/2009, ore 20:46)
forse perché gli anime sono fatti con un occhio maggiore al marketing?
se penso a fenomeni come jumpismo o la produzione anime recente otaku-oriented,ovvero che gli anime vengano prodotti con occhio alla produzione derivata da essi(videogame,giochi di carte,gadget,pupazzeria varia ecc) mi viene da pensare che chi li fa studi attentamente i gusti del suo pubblico per dargli ciò che vuole,più che artisti mi sembrano abili pubblicitari.
Certe produzioni non mi pare si discostino molto dal grande fratello e usino strategie per far presa sul pubblico simili a quelle dei reality

A me la morte fa una gran paura. Si lasciano troppe cose che non si vedranno più, gli amici, la famiglia, la gente che ho visto anche solo una volta.
Ghibli92 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Ghibli92 
Messaggio di Ghibli92 (14/10/2009, ore 20:49)
Se lo dovessero chiedere a me risponderei che è perché mi permettono di evadere un po' dalla realtà quotidiana e con le loro follie mi danno un senso di positività, di sicurezza di fronte alle cose brutte che possono accaderci nella vita reale. (poi chiaramente dipende dal tipo di anime, se allegro o drammatico, ma comunque il pensiero generale vale un po' per tutti).

"c’è un approccio molto sincero alle cose, ad esempio nei confini fra i “buoni” e i “cattivi”, che non sono mai netti, ma anzi si sottolineano molto le sfumature che ci sono in ogni tipo di personalità. "
Bhe, questo non è sempre vero,a mio modestissimo parere. Soprattutto negli shonen i veri cattivi dai i buoni si differenziano quasi immediatamente, a parte qualche eccezzione.

A me la morte fa una gran paura. Si lasciano troppe cose che non si vedranno più, gli amici, la famiglia, la gente che ho visto anche solo una volta.
Ghibli92 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Ghibli92 
Messaggio di Ghibli92 (14/10/2009, ore 20:54)
"Va sottolineato che in Giappone vengono prodotte serie in due modi differenti per quanto riguarda lo sviluppo narrativo dei contenuti:

1) a forte carattere giapponese;
2) a carattere più internazionale."

Questa cosa non mi è molto chiara. Sul fatto che molte serie sono state fatte in modo da renderle appetitose anche per un pubblico occidentale, aggiungendo anche elementi o situazioni comuni in altri altri paesi, penso non ci siano dubbi. Ma su questo fatto non ci avevo mai fatto caso.

A me la morte fa una gran paura. Si lasciano troppe cose che non si vedranno più, gli amici, la famiglia, la gente che ho visto anche solo una volta.
Ghibli92 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Ghibli92 
Messaggio di Ghibli92 (14/10/2009, ore 21:19)
Quoto Aquila della notte e Misurino. Molta animazione giapponese e' soltanto roba commerciale, la grande maggioranza degli anime e manga che escono ogni anno sono cose gia' viste, ma d'altronde e' normale, l'animazione giapponese e' cosi' vasta. Inoltre anche nell'animazione occidentale ci sono tanti capolavori.


Ansonii390 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Ansonii390 
Messaggio di Ansonii390 (14/10/2009, ore 21:24)
Prima apprezzavo il Giappone perchè ne amavo l'animazione, ora è decisamente il contrario
@A_d_n: condivido in pieno, che l'industria dell'animazione giappo sia bella che satura è vero, ma di capolavori passati ce ne sono così tanti che ignorare le schifezze (troppe) del presente non è poi così difficile...

Si vive insieme, si muore soli
hero ha vinto 1 Premio Utente hero è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a hero 
Messaggio di hero (14/10/2009, ore 21:36)
Si ama semplicemente perchè piace, come tutto del resto
Di commercialate c'è ne sono così come ci sono i capolavori, e comunque si sa che in ogni arte ci sono commercialate e capolavori, solo che le commercialate crescono con la popolarità, quindi penso che più i manga diventeranno popolari, cosa che spero, più le commercialate aumenteranno!

Go to DMC
ICHIGO-KON è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a ICHIGO-KON 
Messaggio di ICHIGO-KON (14/10/2009, ore 21:38)
Giappone... mi casa

Le storie fantastiche sono molto più che reali:non perchè ci rivelano che draghi e demoni esistono, ma perchè ci dicono che possono essere sconfitti
ALUCARD80 ha vinto 7 Premi Utente ALUCARD80 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a ALUCARD80 
Messaggio di ALUCARD80 (14/10/2009, ore 21:43)
Quello che dice Ghibli92 è verissimo: alla fine fra tutti i prodotti che il sol levante sforna ogni anno, solo pochi rimangono nella memoria degli appassionati, e ancor meno sono quelli che passano alla storia… ma d’altronde è una cosa ovvia, fa parte del mercato, e anche se non sono tutti dei capolavori, bene o male si lasciano guardare piacevolmente per ogni appassionato di ogni genere c’è materiale per trascorrere ore e ore davanti al video. Soddisfare le necessità del cliente, non è così che si dice?
Perché ci piace così tanto l’animazione? A parte che io sono un grande estimatore del disegno nel suo significato universale, credo che ciò che mi avvicini a questo mondo sognante e fantastico sia tutto racchiuso nel pensiero che ho come firma per l’avatar nel mio profilo: "Le storie fantastiche sono molto più che reali:non perchè ci rivelano che draghi e demoni esistono, ma perchè ci dicono che possono essere sconfitti”. Riflessione di un certo scrittore inglese, ma non è certamente l’unico motivo. Ognuno di noi ha bisogno di evadere dalle abitudini di vita, e di sognare. Chi smette di sognare fa morire la parte bambina dentro di sé, perdendo un tesoro prezioso e insostituibile


Messaggio scritto da Falco75 (anonimo) il 14/10/2009 alle 21:56
Perchè amo l'animazione giapponese? un po perchè, come si evince dal mio nickname, ho vissuto la prima ondata di cartoon made in Japan, e da allora non ho più smesso di vedere anime, ma anche perchè in fondo come dice reborn san, i cartoni giapponesi riescono ad emozionarmi in maniera incredibile... credetemi se vi dico che certi episodi di One Piece e Naruto mi hanno emozionato fino alle lacrime...

There is nothing either good or bad, but thinking makes it so.
Minako85 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Minako85 
Messaggio di Minako85 (14/10/2009, ore 21:59)
@ZettaiLara: E' chiaramente il destino!!! XD

Personalmente amo l'animazione perchè è una forma di intrattenimento che mi coinvolge molto. Fin da piccola ho sempre amato i racconti, le storie. Infatti sono sempre stata una accanita lettrice. L'animazione mi dà sensazioni simili, ma al contempo dà qualcosa di diverso dal libro, dato che c'è un input visivo e uno sonoro che il libro non ha. E' un modo diverso di raccontare una storia. E se la storia è bella, allora diventa molto coinvolgente. Lo stesso dicasi per i videogiochi. Anche per questi, prediligo quelli che hanno una storia dietro.


Zonda NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Zonda 
Messaggio di Zonda (14/10/2009, ore 22:43)
Mi è sempre piaciuto disegnare e poi animare, muovere le mie creazioni e "dargli vita".
Cosa che faccio anche ora, grazie alle animazioni 3D che mi diverto a fare
Come approccio all'animazione ho sempre preferito l'animazione di stampo Jappo, che fonde bene CG ed animazione tradizionale, al contrario quella americana è prettamente CG
I japponesi usano la CG per imitare fenomeni o situazioni reali, al contrario gli americani usano la CG per dare un senso caricaturale alla storia e renderla meno "reale"

Chi sei tu, dunque? / Sono parte di quella forza che eternamente vuole il Male e eternamente opera per il Bene. (Goethe, Faust)
Ibra gear second fa parte dello Staff AnimeClick.it Ibra gear second è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Ibra gear second 
Messaggio di Ibra gear second (14/10/2009, ore 22:51)
Quello che ha detto Aquila è giusto. In effetti a fronte di una mole gigantesca di titoli, gli anime che a me ormai piacciono sono veramente pochi. Direi che si contano sulle dita di una mano. Troppe storie tutte uguali, troppi ammiccamenti alle frange più estreme dei fan ormai divenuti per certi aspetti peggio dei talebani. Di anime (e manga) veramente belli, nuovi, profondi, diversi ce ne sono ormai ben pochi. Basta vedere quello che esce sul mercato italiano per capirlo.

Invece di stressarti, che ne dici di una bella storia d'amore?
Kotaro fa parte dello Staff AnimeClick.it Kotaro ha vinto 3 Premi Utente Kotaro è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Kotaro 
Messaggio di Kotaro (14/10/2009, ore 22:58)
Perchè amo l'animazione in generale? Perchè io sono un sognatore e un sentimentalone, e amo farmi trascinare da queste storie di fantasia!
Perchè amo l'animazione giapponese? Perchè mi acchiappò da bambino e non mi mollò più!


Messaggio scritto da delusionist (anonimo) il 14/10/2009 alle 23:26
E chi l'ama più QUESTA animazione giapponese? Ormai, è scaduta in un vortice di ripetività e banalità paragonabile all'animazione Disney. Amavo come gli anime andassero sempre fuori dai binari dell'ordinario, come facevano emozionare sì ma anche riflettere sul nostro mondo reale, sempre più marcescente e privo di idee ed ideali. È più o meno dal 2007 che gli anime mi sembra si siano ancorati tutti allo stesso binario di mediocrità da cui personalmente cercavo sempre di scappare... Forse, sono solo io ma queste ultime produzioni mi sembrano tutte seghe mentali buttate su carta e computer: non c'è più attenzione alla costruzione delle personalità, le storie sembrano scritte da bambini delle elementari, le ambientazioni sono sempre più ridicole e poi il fanservice sempre esagerato (solo io credo che sia efficace solo se si fa vedere poco, facendosi desiderare di più?). Dove sono finiti gli anime che avevano il coraggio di OSARE! Ghost in the Shell che OSAVA riscrivere il significato stesso di "anima", Neon Genesis Evangelion che OSAVA stravolgere le religioni e filosofie dominanti del suo tempo, Cowboy Bebop che OSAVA costruire un modo assolutamente unico, a volte cinico, a volte ironico, a volte jazz, a volte grottesco, a volte anche sciamanico, accompagnato da una delle più belle soundtrack mai prodotte. E volendo essere provocatori, sento anche la mancanza di Excel Saga che sapeva OSARE con la sua eccessività in tutto, dalla demenzialità di fondo alle citazioni di altri anime a mitragliatrice, con la sua eccessività anche nei caratteri dei personaggi, mai vista un'accozzaglia di disegni animati così fuori dal comune. E ora che cosa ci propinano? Death Note, Code Geass, Naruto, Bleach, One Piece e affini sostenitori dei personaggi 'sono più figo e ce l'ho più lungo di te'; Toradora, Kannagi, Skip Beat, Special A e altre commediole romantico-scolastiche con love story basate sull'imbecillità di personaggi egoisti, arroganti e tristemente frivoli; Sekirei, Ikkitousen, He is my master, Strike Witches e altre serie che basano tutta la loro trama sull'uso sconsiderato di fanservice, atto a mostrare più mutandine e tettone che una sceneggiatura scritta come si deve! È ormai dal 2007 che non seguo più regolarmente gli sviluppi dell'animazione giapponese perché, fatta eccezione per alcuni prodotti discretamente riusciti, ormai vedo solo seghe mentali di liceali che strizzano l'occhio più al commerciale e al banale in luogo della capacità di creare ambientazioni, storie e personaggi affascinanti che hanno reso le serie anime dei BEI vecchi tempi i gioielli splendenti che sono ancora oggi.

Spero ancora in una nuova rivoluzione che sciolga questa deprimente stasi e riporti l'animazione giapponese ai livelli di qualità per cui l'avevo amata.

P.S.: chiedo scusa in anticipo per l'eccessiva polemicità ma ormai quando si tratta di anime posso parlare solo con il dolore e la delusione nel cuore.

Che la dea non ti abbandoni mai! Ora puoi spegnere la console.
RyOGo ha vinto 1 Premio Utente RyOGo è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a RyOGo 
Messaggio di RyOGo (14/10/2009, ore 23:49)
Comunque condivido l'opinione di chi è sempre più deludo dall'animazione odierna, da una parte è vero che qualche anno fa' era tutto più nuovo e le serie brutte ci sono sempre state, ma dall'altra c'era più voglia di raccontare e osare, non credo che oggi vedremmo il rischio di una serie TV (e non OAV, ma proprio serie da trasmettere in televisione) come ad esempio Serial Experiments Lain...

Invece di stressarti, che ne dici di una bella storia d'amore?
Kotaro fa parte dello Staff AnimeClick.it Kotaro ha vinto 3 Premi Utente Kotaro è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Kotaro 
Messaggio di Kotaro (14/10/2009, ore 23:55)
Più o meno io concordo con Delusionist, non sono minimamente d'accordo con la commercialità e la preponderanza di fanservice (sia esso presente sottoforma di belle ragazze ignude o di figoni effeminati yaoi, per la par condicio) degli anime degli ultimissimi anni, ma credevo che fosse soltanto un problema mio!


Assenzio è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Assenzio 
Messaggio di Assenzio (15/10/2009, ore 00:28)
sul depauperamento qualitativo, basta spostarsi alla letteratura per vedere che esistono sintomi simili. E c'e' anche da considerare il cambiamento generazionale estremamente repentino, che ha disilluso perfino le piu' magre aspettative su una nuova gioventu' di intellettuali sapienti e consapevoli.
La situazione non avrà alcuna miglioria se anche in Giappone non progredisce la mentalità del prodotto animato o manga Solo per adulti, non Anche-Si-Puo' darsi.
E' la stessa osservazione personale che spesi sul Miyazaki, ovvero una scelta netta di rivolgersi ad un tipo di pubblico con un tipo di linguaggio dedicato

c'e' anche da notare che i gusti odierni dei piu' giovani sono di assoluto rifiuto verso l'introspettivo, il complesso, il pedagogico, e piu' in generale il triste. Poiche' la vita non e' manichea, la tendenza recente tende a creare dei macromondi strampalati in positivo, che i meno giovani non riescono oramai a digerire perche' non ne sentono un apparteneza

Credo, analisi tutta mia, che le produzioni canute, pur abbondando di metafore e deformazioni del reale attraverso la fantasia, non erano assolutamente esenti da un legame di verità a mio avviso sempre necessario

Che cosa porto io sulle mie spalle?! Il mondo intero... ma non dirlo a nessuno, mi vergogno!
Musashi è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Musashi 
Messaggio di Musashi (15/10/2009, ore 01:06)
Ragazzi ma tutti 'sti commenti su quanto fa schifo l'animazione di oggi, su quanto ci siano poche idee nuove, su quanto tutto sia mediocre, di solito si sentono discorsi simili da persone di una certa età riguardanti musica, letteratura, arte. Arrivati ad una certa età sembra che le persone siano incapaci di capire i cambiamenti in quello che li circonda. E succede così per ogni generazione, mi vengono in mente certi signori che guardano con disprezzo i gruppi musicali di oggi "perché ai loro tempi c'erano i Beatles e adesso è tutto commerciale". Vorrei ricordare a tutti che molti artisti, in tutti i campi, sono stati aspramente criticati, ci si chiedeva se era la fine dell'arte e dov'era finito il buongusto. Poi passa qualche anno e vengono celebrati come dei geni. Quello che intendo io è che sì le cose cambiano, ma non è mica detto che debbano andare in peggio solo perché non corrispondono al vostro gusto personale. Magari siete voi ad essere diventati più rigidi e meno aperti mentalmente alle novità, poi entrano in gioco la memoria e il fatto che da adolescenti ci si appassiona alle cose in un modo completamente diverso. E questo discorso lo fa una che ormai ha un certa età. Però cerco sempre di ricordarmi che non è giusto avere pregiudizi e che è buona cosa cercare di mantenere una mente elastica.
Io credo che il problema fondamentale è che ormai le serie prodotte ogni anno sono tantissime e quindi è difficile scremare quelle di qualità. Inoltre con la crisi del settore si cerca di rischiare poco e avere incassi sicuri.
Rimane il fatto che in tutta la mediocrità dilagante (ma c'erano anime mediocri anche negli anni 80 e 90) saltano fuori piccoli gioiellini, come Mushishi, Dennou Coil, Tekkonkinkreet (anime e manga). Ovvio, sono gusti personali, però cerchiamo di evitare il cliché "una volta tutto era meglio" e ricordiamoci che man mano che passa il tempo e viene prodotto un numero sempre maggiore di opere è davvero difficile inventare qualcosa di davvero originale, la bravura sta nel raccontare cose magari già viste ma con una sensibilità e un punto di vista diversi.

questo non è un avatar ,sono io. Davvero
zambino87 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a zambino87 
Messaggio di zambino87 (15/10/2009, ore 01:19)
@ musashi
wow mi hai letteralmente tolto le parole di bocca, dico davvero! Ero qui che cercavo di dire esattamente le cose che hai scritto ( e che approvo a pieni voti ) ma poi ho visto che ci hai già pensato tu. Tanto di cappello, sei forse quella che ha capito più di tutti


Messaggio scritto da Eru che non vuole loggarsi (anonimo) il 15/10/2009 alle 01:40
Qui più che discutere sul perchè amiamo l'animazione giapponese stiamo parlando del calo di qualità delle serie,su cui non sono del tutto d'accordo.Secondo il mio modesto parere è OVVIO che non tutti gli anime che escono ogni anno possono essere di qualità.per questo l'appassionato cerca le serie di qualità(ma anche no,l'importante è che la serie intrattenga).Non capisco poi come si faccia a dire "la trama di anime come Death note,code geass ecc. è scritta da bambini".Vorrei cortesemente conoscere questi bambini XD (ho citato quelle due serie solo perchè io personalmente le ho adorate,ma non per questo non venero grandi classici come appunto Cowboy Bebop).

Le storie fantastiche sono molto più che reali:non perchè ci rivelano che draghi e demoni esistono, ma perchè ci dicono che possono essere sconfitti
ALUCARD80 ha vinto 7 Premi Utente ALUCARD80 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a ALUCARD80 
Messaggio di ALUCARD80 (15/10/2009, ore 01:53)
infatti alla fine dipende solo dai gusti personali. Però mi metto nei panni di un lettore qualsiasi, un casuale navigatore della rete e mi imbatto in questi commenti sia accorati sia di delusione, e mi vien da pensare: ma qui tutti hanno un pò ragione, tutti hanno un pò torto, anzi, tutti hanno una visione personale delle cose punto e basta.
Magari ci sarà un'amalgamazione generale dei generi e delle prospettive di concepimento alla base della sceneggiatura insita al commerciale, tuttavia ogni cosa è soggettiva ed è bella o brutta, banale o originale a seconda degli occhi di chi la guarda.

Kimi dake wo... kimi dake wo... suki de ita yo, kimi dake to, kimi dake to... utau uta da yo... boku-tachi no.. boku-tachi no... kizanda toki da yo...
TidusVaan NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a TidusVaan 
Messaggio di TidusVaan (15/10/2009, ore 02:09)
perché negli anime si vede una cosa che nei film non si potrà mai vedere! e cioè i ragazzi che cascano a terra con una scia di sangue che gli esce dal naso! XD io muoio dalle risate ogni volta che vedo quella scena! chi ha inventato questa cosa, è un genio!

Come fai a non turbarti, sapendo che hai pochi anni da vivere?
Turboo Stefo fa parte dello Staff AnimeClick.it Turboo Stefo ha vinto 3 Premi Utente Turboo Stefo è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Turboo Stefo 
Messaggio di Turboo Stefo (15/10/2009, ore 02:38)
veramente interessante questo articolo.

Cmq in risposta alla domanda....
Ci sarebbero mille diversi motivi, per i disegni bellissimi, per l'animazione moooolto piò avanzata di quella americana ed europea, per le emozioni diverse che suscita, per l'originalità, perchè hanno una fine (la maggior parte!)..... non finiremmo mai!!!

La verità è che non siamo noi che amiamo l'animazione giapponese, ma lei che cattura noi e ci intrappola nel suo mondo dalle mille emozioni finche non ci entra nel cuore....

A forza di leggere manga molti diventano lolicon, o fan del Moe!
Ma la pedofilia è tuttaltra cosa e non è da confondere, un lolicon è una persona a cui piacciono le ragazzine visivamente parlando, mentre un pedofilo è un malato che adora fare certe cose con bambini.
Le cose sono COMPLETAMENTE diverse. se cè chi soffre di entrambi è un'altra cosa.
So di aver stringato troppo cosa sia un lolicon, ma è per rendere l'idea.

Where Amazing Happens
sylar 46 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a sylar 46 
Messaggio di sylar 46 (15/10/2009, ore 03:27)
Innanzitutto, complimenti per il video, è fantastico, racchiude quasi tutti i personaggi più famosi degli ultimi tempi, anche se non ho visto Hanamichi

Per rispondere alla domanda poi, beh è difficile da spiegare per me, in pratica ci sono cresciuto, ma invece di distaccarmene come fanno in tanti con il trascorrere degli anni, mi sono ritrovato ancor oggi più attaccato di prima, sarà forse per le storie, i personaggi, i disegni, non so bene, fatto sta che mi piace, e tutto quello che a me piace, continuo e continuerò a seguirlo, incurante di ciò che pensano o possono pensare gli altri.
W gli anime


cartman666 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a cartman666 
Messaggio di cartman666 (15/10/2009, ore 08:02)
Oddio se uno guarda titoli come Ghost in the Shell, Haibane Renmei, Texhonlyze, e poi mi spieghi dove sono i buoni e i cattivi. Per non parlare della serie Gundam. Certo se ci sono gli shonen per ragazzini e' ovvio che le cose cambiano,pero' sono sempre meno pacchiani e ridicoli dei titoli disney.
L'animazione piu' adulta sforna sempre titoli interessanti, Eden of the East e' l'ultimo esempio.

Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima (Cicerone)
Ruriko ha vinto 1 Premio Utente Ruriko è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Ruriko 
Messaggio di Ruriko (15/10/2009, ore 09:59)
Per quanto mi riguarda, gli anime sono sempre stati presenti nella mia vita fin da quando ho memoria e mi sono sempre piaciuti molto, sia per le storie che raccontano, sia per i personaggi, così ben caratterizzati al punto da farmeli spesso sentire reali.
Amo gli anime che mi regalano emozioni e mi fanno riflettere, indipendentemente dal fatto che siano degli anni '60 o dei giorni nostri, destinati a un target infantile oppure a un pubblico di adulti.


brady è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a brady 
Messaggio di brady (15/10/2009, ore 10:50)
quando ero piccola pensavo che i "robottoni" fossero produzione giapponese, mentre candy, haidi, peline ed altri fossero occidentali perché avevano un'ambientazione diversa e soprattutto i nomi dei protagonisti erano occidentali.....poi ho capito.
io adoro l'animazione giapponese perché ci sono cresciuta, i robot erano uno spunto per battaglie con gli amici nel parco e poi un pochino più grande candy è stata la mia soap opera.
La stragrande maggioranza della gente che conosco, della mia generazione, ha una venerazione nei confronti dei “cartoni” anche se io sono una delle poche che continuo a guardarli, e di questo devo ringraziare questo sito che ho conosciuto casualmente qualche anno fa.
Prima di ciò come molti miei amici pensavo che i cartoni ormai fossero solo le tartarughe ninja e dragon ball, salvo qualche rara eccezione tipo city hunter, a dire il vero prima non sapevo neanche esistesse l’anime night di mtv, invece per fortuna c’è ancora tutto un mondo di anime la fuori……peccato che solo io mi sono convertita al sub.
Non trovo però che l’animazione disney o pixar sia da meno, è più buonista certo, ma alcuni film sono dei capolavori, per me nemo e mulan hanno una storia eccezionale e li considero tra i miei film preferiti al pari di matrix, guerre stellari, qualcosa è cambiato e altri.
Trovo invece carente l’animazione giapponese sul lungometraggio, è facile appassionare qualcuno con 13 – 26 o più puntate, mi sembra invece che non riescano a condensare o creare una storia autoconclusiva, c’è sempre qualcosa che manca nei loro film, questo ovviamente per quanto riguarda i miei gusti, anzi se qualcuno volesse consigliarmi sono sempre disposta a conoscere qualcosa di nuovo.

Che la dea non ti abbandoni mai! Ora puoi spegnere la console.
RyOGo ha vinto 1 Premio Utente RyOGo è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a RyOGo 
Messaggio di RyOGo (15/10/2009, ore 11:25)
Il mio concetto non è quello del "meglio una volta", ma è più quello del "c'era più sperimentazione", e a me le cose strane piacciono, e qualcosa di particolare c'è anche ora (Bakemonogatari ad esempio), ma secondo me prima si sperimentava molto di più...
Facciamo un esempio: negli anni '90 uscì Turn A Gundam, serie molto particolare slegata totalmente da tutto ciò che fu Gundam, con un'ambientazione simile a quella dei primi del'900 con innesti steampunk (per chi non sapesse cos'è lo steampunk, vedetevi Steamboy o Wild Wild West), con una narrazione degli eventi molto lenta e dalla trama molto curata.
L'ultima serie di Gundam prodotta è Gundam 00, l'ho apprezzata al punto che per molto tempo usai uno dei personaggi come avatar, però a parità di episodi ci sono molti momenti confusi, e la vicenda narrata non è ancora conclusa, e come ambientazione offre qualcosa di non troppo lontano dalla nostra realtà, insomma a parte le tecniche d'animazione non ci vedo molte idee nuove...
Per questo comincio ad essere deluso dalle tante novità, per carità, alcune le apprezzo (K-ON, Kanamemo, Kobato), ma sono serie allegre che non lasciano dei valori o degli insegnamenti morali come mi accade con gli anime del passato, poi magari sbaglio anche tipologia di anime, e sono contento che siano arrivati in Italia serie come Code Geass, Gurren Lagann, ARIA e Romeo X Juliet, in tutte c'è qualcosa che rimane dentro, qualche insegnamento morale (anche se ARIA non mi fa' proprio impazzire come genere, ma è comunque di qualità), non sono uno di quelli che rimpiange il passato, sono solo gusti personali.


Rensie la strega è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Rensie la strega 
Messaggio di Rensie la strega (15/10/2009, ore 11:27)
Sono cresciuta con l'animazione nippo quando in tv davano Polymar, Candy candy, le saghe robotiche di Go Nagai, etc... ne sono sempre stata affascinata per le tematiche no politically correct. Ma il vero motivo per cui ho continuato negli anni è che l'animazione giapponese è per un pubblico molto ampio, non eterogeneo come l'animazione occidentale (che racconta solo storie per un unico pubblico infantile infarcito di buonismo e bigottismo dove il buono vince sempre) e comprendono i generi più disparati, sportivi, commedie, ecchi, thrillers, horror e solo per adulti. Otaku o non lo spettatore ha una vasta scelta, ce ne è per tutti i gusti. Ecco perchè amo gli anime e i manga, per la libertà che hanno gli autori di raccontare ciò che vogliono senza troppi vincoli e per la libertà che abbiamo noi fans di seguire ciò che più ci piace in base ai nostri gusti personali.

Nel mio lavoro incontro un sacco di tipi come te, e se li ammazzo tutti quanti, prima o poi faccio tombola... (Dante, Devil May Cry)
Dante NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a Dante 
Messaggio di Dante (15/10/2009, ore 11:38)
Perchè amo l'animazione giapponese? Perchè mi piace, più semplice di così...
La considero un mezzo di intrattenimento dalle mille facce che sa emozionare, sconveolgere, commuovere, istruire, shockare o spanciare dalle risate a seconda di ciò che si sta guardando. Caratteristica tutt'altro che comune direi
Quando esco con gli amici, più o meno so che aspettarmi, quando faccio sport so che aspettarmi (e ciò va benissimo, ci mancherebbe). Con gli anime invece è sempre una scoperta cotinua, posto che si sappia cosa andare a guardare e non ci si perda nel marasma di robaccia commerciale che attualmente intasa il mercato (non solo di anime)

E con quest'ultima frase mi ricollego volentieri a certi discorsi a cui sono sempre stato piuttosto allergico e che culminano nella classica frase "Si stava meglio quando si stava peggio". Ora io mi chiedo se chi la pensa così abbia avuto almeno un minimo di voglia a ricercare un prodotto odierno, dico uno, di ottima fattura, come ce ne sono a bizzeffe, o abbia trovato più comodo rimpiangere i bei tempi andati, se così si possono chiamare.
Il mondo cambia e questo si sa. Cambia in meglio e in peggio, e non in un'unica direzione. Non vedo proprio come si possa affermare che gli anime di 20 anni fa emozionassero a manetta e tutto fosse bello e luccicante mentre ora non ci sia uno straccio di prodotto che abbia alcunchè da dire allo spettatore. Forse esagero, ma per me questa è follia pura. Anzi no, non esagero proprio per niente
Probabilmente l'età, così come il senso nostalgico, giocano un ruolo determinante nell'abbellire i ricordi a scapito di cià che abbiamo davanti agli occhi nel presente, ma credo che estremismi del genere siano decisamente fuori dalla realtà dei fatti e non facciano che gettare pessimismo e sconsolamente inutile tra chi magari legge e non è informato dell'argomento.
Pure io ammetto di essere parecchio di parte, infatti penso quasi l'esatto contrario (pur con le dovute eccezioni). Considero l'animazione fine '90 e post 2000 la migliore di sempre. Sarà perchè sono giovano e l'ho seguita meglio e con più consapevolezza, ma l'idea che mi sono fatto dopo aver messo a confronto le diverse generazioni di prodotti è questa. Tuttavia, manco mi passa per l'anticamera del cervello di glorificare il post2000 in maniera assoluta a scapito di tutto il resto. Cerco di pigliare da ogni cosa tutto ciò che di buono c'è. E di buono ce ne sta pure ora, nel 2009.
Diamo uno schiaffo alla nostaglia e guardiamo avanti. Credo sia il modo migliore per godere al meglio della nostra comune passione per gli anime

Le storie fantastiche sono molto più che reali:non perchè ci rivelano che draghi e demoni esistono, ma perchè ci dicono che possono essere sconfitti
ALUCARD80 ha vinto 7 Premi Utente ALUCARD80 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a ALUCARD80 
Messaggio di ALUCARD80 (15/10/2009, ore 12:35)
"perché negli anime si vede una cosa che nei film non si potrà mai vedere! e cioè i ragazzi che cascano a terra con una scia di sangue che gli esce dal naso! XD io muoio dalle risate ogni volta che vedo quella scena! chi ha inventato questa cosa, è un genio!"

ahahah Tidusvaan hai ragione XDXD non potevi trovare un motivo migliore

oh, ma sono davvero l'unica bestia rara in questo thread a cui non piace Ghost in the shell? sicuramente si tratta di un titolone, ma dal mio punto di vista solo a livello tecnico. Parla e tratta argomenti delicati e introspettivi.. ma mi risulta di una piattezza e noia assurde...... quell'anime manca di ritmo!

poi ho scoperto che molti altri motivi secondari per cui mi piace l'animaz made in jap sono gli stessi vostri: molti di quelli qui elencati bene o male rispecchiano ciò che penso e che apprezzo

Per me... la corazzata Potemkin... è una CAGATA PAZZESCA!
Zenobia è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Zenobia 
Messaggio di Zenobia (15/10/2009, ore 12:45)
Ho amato i cartoni animati perché mi stuzzicavano la fantasia e mi facevano desiderare essere 1-100-1000 personaggi diversi. Ho amato i manga perché con la semplicità e l'immediatezza sapevano affrontare tematiche anche profonde e suscitare emozioni e riflessioni.
Ciò non toglie che molte delle produzioni di oggi le posso anche buttare nel... caminetto!

Chi sei tu che mi somigli, ma che non riconosco...
Limbes fa parte dello Staff AnimeClick.it Limbes è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Limbes 
Messaggio di Limbes (15/10/2009, ore 12:48)
Prima di iniziare: @ brady
Io ti consiglio un solo titolo: Ghost in the Shell, il film del 1995. Guardalo. E, ALUCARD80, guardalo anche tu, spero ti possa ricredere sull'universo di Ghost in the Shell, perché qualcosa di così profondo raramente è stato fatto.

...

L'animazione...

Be', l'animazione è un mezzo espressivo, e si può utilizzarlo in tutti i modi che si vuole, per cui non credo esista qualcuno che ami "tutta" l'animazione. E' comunque una domanda fuorviante, ché se per esempio tutto il cinema fosse cinepanettone o cinefracassone, non amerei (nel mio piccolo) il cinema. Così la pittura, l'architettura e ogni altra espressione. L'arte non è il suo mezzo espressivo. Si manifesta attraverso esso.
Nell'animazione vale la stessa cosa. Così la voglio prendere in un altro modo:

Se si volesse decentrare la prospettiva si potrebbe anche dire "Perché coloro che la fanno ce la fanno amare? E' forse solo un dono, la voglia di creare qualcosa che resti e che emozioni e che porti una lacrima a scivolare?"
Ecco, questa è la risposta. Almeno la mia. Io amo l'Animazione fatta da queste persone. Le serie, i film, indipendentemente da quando siano stati creati, ma che sono stati realizzati con tutta la passione di un gruppo di persone che avevano qualcosa da dire, che volevano condividerlo, far riflettere, far ridere o piangere, che volevano creare un mondo e che sopra ogni cosa amavano con tutto se stessi, loro stessi per primi, le proprie creazioni. Queste sono le persone e le opere che hanno hanno segnato la storia, e che resteranno, e che mi sono entrate dentro e non se ne sono più andate.
La colpa non è nostra, è loro

Per cui posso capire chi dice che oggi l'animazione, vuoi per la globalizzazione, vuoi per gli interessi economici, vuoi soprattutto perché più si va avanti e più sono le cose splendide che si lasciano dietro e più difficile è crearne nuove, è diventata un settore di mercato, che fa mercato e che in molti casi è progettata proprio per questo scopo. Più che in passato, bisogna dirlo.
Tuttavia bisogna ascoltare anche Musashi, ché ai "nostri tempi" non tutto era bello e non ogni parto era un capolavoro.
Le tendenze mutano e muta anche il gusto, e se ciò che piace adesso non è l'opera alta - e questo dispiace parecchio ma rientra nell'appiatimento culturale odierno - ciò non toglie che a volte ci siano delle persone che ancora ci credano e che lascino nascere delle perle che, magari passano inosservate nell'oceano dei titoli offerti dall'animazione, ma che una volta davanti gli occhi ti tirano fuori tutte le emozioni che avresti giurato non avresti mai più provato.
In questi ultimi due mesi io ne ho trovato due, e una mi sta finendo proprio adesso, proprio in questi giorni. Forse sono stato fortunato, forse ho cercato, ma questo dimostra che ancora qualcosa di bello e toccante viene fuori, per cui ancora io amo l'Animazione, e spero non venga mai il giorno in cui io non lo possa più dire.


Mari chan è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Mari chan 
Messaggio di Mari chan (15/10/2009, ore 13:36)
Ho poco tempo libero, che ho deciso da anni di riempire con l'animazione e fumetti giapponesi (ma anche videogiochi, anche se meno). Perchè riesce sempre ad appassionarmi e interessarmi, e ancora oggi dopo più di 10 anni (azz sono tra le "senpai" di questo sito!) riesco a emozionarmi e venir una grande voglia di vedere il finale! Non mi è ancora venuta a noia, trovo sempre qualcosa che riesca a interessarmi!
Non ho alcun pregiudizio di sorta, provo di tutto, e se devo essere sincera mi è capitato di annoiarmi con serie "alternative" e invece emozionarmi con serie "commerciali" (e naturalmente anche il contrario)! Per me la cosa principale è il divertimento, la capacità di coinvolgermi, e anche quanto riesco a affezionarmi ai personaggi.
P.S. la il doppiatore originale di Conan non è una doppiatrice ? Minami Takayama?


dada94 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a dada94 
Messaggio di dada94 (15/10/2009, ore 13:52)
mmm... a me nn piacciono molto gli anime, nn li seguo quasi mai, solo pochi (quelli che trovo interessanti sia come sono disegnati che come storia, li trovo veramente pochi).
ma dei manga sono innamorata xD... sarà che molti sono simili, ma mi piace provare le senzazioni che trasmettono (tristezza, comicità, allegria, dolcezza...)..è questo che mi ha fatto innamorare di loro... le emozioni che emanano leggendoli attraverso disegni, o frasi significative....e xkè no, anche per le sfumature che fa la mangaka in un disegno xD


Memory of dream è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Memory of dream 
Messaggio di Memory of dream (15/10/2009, ore 14:04)
Personalmente apprezzo l'animazione giapponese per svariati motivi (dal modo in cui è disegnata, al modo di impostare la narrazione, al fatto che è una delle poche forme di narrazione dove ancora esiste il vero colpo di scena... ma su questo ritornerò)

Fatto sta che continuo ad apprezzare sia l'animazione che il fumetto giapponese.

Ora tutti o quasi si lamentano di un calo di qualità dell'animazione al che mi sorge spontanea una domanda: "è vero che la qualità è diminuita?"

La domanda non è così sciocca come potrebbe sembrare perché potrebbe essere che fermo restando la percentuale di serie di qualità sia solo aumentato il numero di serie. Noto è, infatti, che non percepiamo come uguali frazioni come 1/10 e 10/100 pur trattandosi sempre del 10%, così aumentando il numero di serie ci sembra che le serie di qualità siano diminuite.
Da non trascurare poi che col passare degli anni abbiamo a nostra disposizione sempre più strumenti per guardare animazione e se 25 anni fa avevamo solo la televisione e quindi quelle poche serie che arrivavano adesso oltre ad arrivare un numero maggiore di serie abbiamo altri mezzi per vedere animazione, il che porta a vedere un numero sempre più alto di serie anche di qualità bassa (che invece prima non avevamo modo di vedere e quindi ci sembra che in passato la qualità fosse più alta).

Bisognerebbe poi aggiungere che spesso i giudizi espressi sono soggettivi quindi riteniamo che se non ci sono serie che ci piacciono la qualità sia diminuita anche se in realtà possono esserci serie di grande qualità . Esempio recente Aoi hana è uno slice of life/ shojo ai chi non apprezza storie shojo ai non lo metterà di certo fra le serie di qualità, anzi spesso si rifiuterà di vederlo bollandolo subito come prodotto di infima qualità e questo senza vedere la sua qualità reale... e sto parlando di una serie di qualità.

Oltretutto sarebbe ingiusto non considerare un elemento fisiologico di qualsiasi campo, ossia un inevitabile disparità di qualità, anzi più che inevitabile è necessaria solo con una disparità di qualità potrà esserci un prodotto ottimo... se tutti gli anime fossero capolavori allora gioco forza non lo sarebbe nessuno perché quella sarebbe la normalità.

Non sarebbe giusto concludere questo discorso senza guardare anche chi l'animazione la guarda (e qui invito anche a leggere il commento di Musashi che è veramente illuminante)

Il problema risiede anche in chi guarda animazione, ponendosi nei confronti di un anime con pregiudizi sarà sempre più difficile scorgere elementi positivi, perché partiamo già dal presupposto che ciò che stiamo vedendo non è originale, la trama non è ben fatta, ecc. Ma bisognerebbe ricordarsi che l'originalità vera non è che cosa di 4 o 5 opere primitive, dopo di che si deve dare un significato diverso al termine originale... ma qui il discorso è molto lungo quindi per il momento ometto.

Parlavo prima di capacità di stupire del colpo di scena nell'animazione... ebbene si ad oggi sono sempre più rari colpi di scena tali sopratutto nei film americani sempre più spesso uguali a se stessi che seguono ancora i vecchi schemi incapaci di innovarsi (più perché quegli schemi funzionano bene nel farsi apprezzare da un pubblico sempre meno preparato e allocco che per incapacità vera). In questi film il colpo di scena è talmente scontato che lo si attende perdendo così il suo scopo. Personalmente ho ritrovato un colpo di scena vero in una serie animata e in particolare in Tokyo magnitudo 8, qui arriva improvviso, quando meno te lo aspetti.

Ma forse il problema è anche nelle persone che guardano, persone che probabilmente non hanno più passione, magari perché più semplicemente sono cambiati i gusti... ma che per chissà quale assurdo motivo si forzano a guardare ciò che non apprezzano... certe persone a mio avviso dovrebbero solo fare una cosa allontanarsi da un qualcosa che non apprezzano più, sono infatti stufo di leggere nelle notizie che indicano i titoli usciti in una data settimana o in un dato mese commenti come "Evviva per me niente da prendere" oppure "Che fortuna anche questa volta solo one piece xx"
Questi non sono commenti da fan o da appassionato, quanto quelli di una persona obbligata sotto chissà quale minaccia di comprare manga...

Divertente è che ad essere sempre molto apprezzati sono proprio quei titoli che maggiormente si prestano alle critiche che sempre più spesso si rivolgono all'animazione... One piece e naruto
Non me ne vogliano i fan di one piece o naruto ma analizzandoli si vede come non possano certo dirsi prodotti originali, o senza stereotipi, ecc. ma non scordiamoci che prima funzione di un anime è intrattenere (quindi ogni serie che riesce a farlo senza annoiare è ben accetta) se poi riesce ad andare oltre rientriamo nella categoria dei capolavori


E per concludere siamo sicuri di poter dire che nelle passate stagioni non troviamo anime di qualità? io posso dire che anche solo così a mente mi vengono in mente svariati titoli di qualità Sky crawlers, Ponjo, Spice and wolf, Tokyo magnitudo 8, Clannad, Ga rei zero, Itazura na kiss, shigofumi, candy boy, Eve no jikan... non mi sembrano poi così pochi no?

Due cose sono infinite: l'Universo e la stupidità umana. E non sono sicuro della prima. (A.Einstein)
Naco è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Naco 
Messaggio di Naco (15/10/2009, ore 15:02)
Mah secondo me come domanda è un po'... insulsa? Come dire: perché ti piace la matematica? Perché ti piace la cioccolata bianca e non quella al latte?

Ho sempre apprezzato l'animazione giapponese fin da piccola; anzi, a volte, quando ero piccina e non capivo la differenza, non mi rendevo conto del perché alcuni cartoni mi piacessero ed altri no, quando ero praticamente onnivora! Beh, la percentuale maggiore dei cartoni che non mi piacevano era dei cartoni NON giapponesi. Come dire, fin da piccola avevo le idee chiare! XD

Se dovessi rispondere a un perché, adesso, direi che mi piacciono i disegni - più o meno, ovviamente; dipende spesso dallo stile di un autore - il chara in generale, le storie, le ambientazioni, le leggende... insomma, mi piace il tipo di cartoni in quanto tale.
Resta il fatto che la domanda per me non si pone: quel che mi piace, lo guardo; se non mi piace, spengo. XD


Nekomajin è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Nekomajin 
Messaggio di Nekomajin (15/10/2009, ore 15:10)
La penso come Musashi, Limbes e Memory of dream.
Anime che mi appassionano con le belle storie, personaggi interessanti e colpi di scena ne vedo ancora ma non disdegno neanche anime più semplici e poco originali ma che mi divertono comunque.
Sarà che non snobbo niente e non sono di gusti difficili.

Mi piacerebbe sapere da che cosa si deduce il calo di qualità degli anime.
Dalla realizzazione tecnica? quella credo che sia sempre al top.
Dalle storie o dall'originalità? ormai si è quasi detto tutto negli anime, la cosa bella è vedere il punto di vista dei diversi autori su una certa tematica o le variazioni.
Comunque di serie originali a mio avviso ce ne sono, basta cercare.

Questo discorsi avvengono anche tra gli appassionati di videogames, di cinema, libri ecc.
Se queste produzioni ormai non soddisfano più i nostri gusti credo che sia meglio dedicarsi ad altro.

Comunque a me l'animazione giapponese piace per lo stile di disegno, i colori, le animazioni, le storie e la caratterzzazione dei personaggi, tutte cose che secondo me sono molto più curate e meglio realizzate rispetto all'animazione occidentale.

Puoi tu uccidere uno shinigami..?
KiraSensei ha vinto 6 Premi Utente KiraSensei è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a KiraSensei 
Messaggio di KiraSensei (15/10/2009, ore 15:17)
Deve essere stata proprio un abell aconferenza, mi sarebbe piaciuto potervi partecipare, poi la domanda in questione penso abbia mille risposte, ognuna delle quali valida per ogni persona che ama questa realtà.
Personalmente io amo gli anime perchè mi offrono la possibilità di liberare la mente e di immedesimarmi in alcuni protagonisti.
E' una cosa difficile da descrivere, credo che ognuno sappia in cuor suo ciò che prova, ed è anche perchè è una cosa così personale che risulta difficile da descrivere.
Sto fscendo confusione già ora

Che la dea non ti abbandoni mai! Ora puoi spegnere la console.
RyOGo ha vinto 1 Premio Utente RyOGo è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a RyOGo 
Messaggio di RyOGo (15/10/2009, ore 15:21)
@Naco
La matematica (ora che faccio le scuole serali) mi piace perchè, una volta capita, diventa una roba di ragionamento tipo il Sudoku

@Memory of Dream
Ottima analisi, complimenti vivissimi, però secondo me ci sono un paio di punti di cui si può discutere:
1) I gusti personali cambiano, è logico.
Se a 15 anni mi sarei esaltato come un matto per Soul Eater, ora che ne ho 27 suonati faccio fatica a trovarci qualcosa di interessante, pur riconoscendo la validità dell'opera per il target a cui è destinato, ovvero non il mio. Idem per Bleach, o di serie manga che cambiano registro come ad esempio Naruto, che prima mi piaceva molto ma ormai mi ha stufato al punto che non lo leggo più. Per gli shojo invece sono gusti personali, se prima non sopportavo i clichè della ragazzina timida che muore dietro al figo della scuola (e stranamente riesce pure ad entrare nelle sue simpatie) perchè per me è una forzatura della realtà, rinnovo la mia opinione, ma quando uno shojo è atipico (Fruits Basket, GALS, Nana e forse Shugo Chara di cui seguirò l'anime su Italia 1) allora ben venga.
2) Come dicevo prima, il target diverso.
Ho provato a vedermi Aoi Hana, l'ho troncato a metà del terzo episodio perchè mi annoiava, eppure non direi mai e poi mai che è una serie di bassa qualità, anzi, è solo che non è nei miei gusti. Idem per molti shonen, ormai ne ho letti e visti tanti per poterli apprezzare appieno, e sono più orientato verso i seinen, eppure non avrei mai detto che Naruto fosse un'opera di bassa qualità (forse ultimamente comincio a pensarlo per ciò che deve essere ancora pubblicato in Italia, ma se a molti piace ancora vuol dire che è un cambiamento adatto ai fans, cosa che io non sono), anzi l'avrei consigliata agli adolescenti. Idem per altri shonen che avrei scartato dopo pochi numeri, ma di cui riconosco il valore.
Ora, sono sicuro che ci sono anime meritevoli anche oggi, ma come facciamo a trovarli facilmente? Si ha la pazienza di seguire più puntate anche di ciò che non convince? Beh, io non sempre ce l'ho, e forse sbaglio, ma preferisco farmi un'opinione su una serie in più che cercare di sforzarmi di vedere ciò che non mi convince.
E forse è triste vedere che l'unica serie di cui aspetto con ansia ogni episodio è Eve no Jikan...


lawliet forever registrato è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a lawliet forever registrato 
Messaggio di lawliet forever registrato (15/10/2009, ore 15:31)
l'animazione giapponese ho iniziato a vederla perchè mi ero rotto i balloon di topolino e minni. a dragonball e one piece i personaggi morivano,le cose cambiavano,i personaggi avevano un'evoluzione psicologica. topolino e compagnia era formato solo ed esclusivamente da siparietti comici,senza una sostanza precisa.


w death note!!!!!!!!!!!!!!!!!

se non ci fossi tu a regalarmi un sorriso, ogni volta ke mi vedi piangere, non saprei cosa farne della mia vita !!!
biubina è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a biubina 
Messaggio di biubina (15/10/2009, ore 15:37)
risposta semplice (almeno x me)
gli anime sono stati i miei genitori virtuali fino a quando nn ho imparato a leggere da lì sono stata adottata dai manga

www.serateotaku.it per divertirsi con gli anime ;)
Zanin è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Zanin 
Messaggio di Zanin (15/10/2009, ore 16:46)
Perchè è un modo per svagarmi che mi piace e mi diverte.

Poi più nel dettaglio perchè in genere verte su valori che apprezzo ed ha una storia che si sviluppa nella sua continuity, come valore aggiunto adoro scoprire miti leggende e tradizioni nipponiche.

Sono un cultore delle vecchie serie--date un occhio su www.serateotaku.it per capire cosa intendo-- ma nulla vieta di gustarmi appieno il Farinone(ovvero Gundam00), Lost Canvass, Code Geass, Keroro,Blade of Immortal.

Se una cosa mi piace la seguo se non m'appassiona la mollo ad esempio Kyashan Sins è l'ultimo caduto
XD!!

Sakura...
Yasha  ha vinto 1 Premio Utente Yasha  è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Yasha  
Messaggio di Yasha (15/10/2009, ore 17:13)
Noi amiamo l'animazione perche l'uomo fin dall'antchita amava disegnare e ora che possiamo trasoportare disegni in formato animato le persone si affascinano nel vedere line colori e animazioni messe insieme.
Anche perche l'animazione e mooooolto piu efficace della live action perche rende le cose molto piu "reali" infatti, se si disegna, si doppia e si da una storia il tuto sembra piu vero, invece recitare dal vivo da un senso di artificita e fintezza.

Ecco perche secondo me amiamo l'animazione.


Messaggio scritto da Buster (anonimo) il 15/10/2009 alle 17:51
Misurino ha detto tutto quello he c'è da dire sull'argomento, per quanto mi riguarda.
Bravo, intervento realista e sincero.


Assenzio è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Assenzio 
Messaggio di Assenzio (15/10/2009, ore 17:55)
per esser franco, ho l'impressione che stiamo affrontando il discorso in maniera errata, cadendo nel cliche' " qualcosa di buono c'e' sempre " ( questo e' un clicke' a mio avviso ) ; mi spiego
Qualsiasi fenomeno culturale, di massa o di nicchia, subisce continue evoluzione per far fronte alla pestilenziale staticità; difficile trovare un aspetto culturale puramente ereditario, un così fu e cosi' sarà. In secondo luogo, per quanto una preferenza sia soggetta alla possibilità di mutare, viene comunque soddisfatta dalla mole stessa del mercato, e dall'aumentata capacità di usufuirne con i piu' disparati mezzi prima inarrivabili; e non il contrario, come qualcuno ha sostenuto.
Ricapitolando, se ci poniamo la domanda: il mondo manga e anime e' cambiato? allora e' una domanda retorica, ovviamente si
e i nostri giudizi cambiano? certamente
la vera questione e' centrata sulla loro aderenza.

Oggi l'offerta che mi viene proposta non e' piu' adeguata in qualità e quantità, Perche' si e' stabilita una linea etica e produttiva che strizza l'occhio ad un tipo di pubblico che non mi rappresenta. Proprio perche' i mass media permettono un accesso globale, ritengo che ci sia un esigenza ancora non soddisfatta di un filone Adulto su tutti i generi manga e anime, che prevede un approccio in linea ai palati esigenti. Affermare che "qualcosa di buono" ogni tanto spunta, significa considerarli un prezioso aborto della massa, cosa che trovo aberrante e in antitesi alle continue lamentele sula scarsa originalità


HypnoDisk è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a HypnoDisk 
Messaggio di HypnoDisk (15/10/2009, ore 18:27)
"Questo perché, se da un lato gli anime da sempre hanno sfruttato le innovazioni tecnologiche, dai primi computer alla più recente CG (computer graphics), dall’altro resta imprescindibile la caratteristica del disegno a mano delle animazioni."

Assolutamente d'accordo!


cartman666 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a cartman666 
Messaggio di cartman666 (15/10/2009, ore 20:08)
@Ryogo, secondo me tu sbagli nel cercare un messaggio morale negli anime. Tieni presente che sono un prodotto di intrattenimento principalmente, e non e' proprio compito loro veicolare insegnamenti morali. Se lo fanno il loro valore a mio avviso decade e smetto di guardarli.

La maturità non significa superare, ma crescere: che un adulto non sia un bambino che ha cessato di vivere, ma che è sopravvissuto. Ursula K. LeGuin
zettaiLara fa parte dello Staff AnimeClick.it zettaiLara ha vinto 1 Premio Utente zettaiLara è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a zettaiLara 
Messaggio di zettaiLara (15/10/2009, ore 20:24)
Beh, io amavo: le storie + "guardare le figure" + i colori + i suoni = cartone animato.
Credo poi che la mia preferenza verso gli anime sia sorta in maniera del tutto inconscia quand'ancora ero molto piccina e non badavo alla loro provenienza...semplicemente con il passare del tempo mi sono accorta che mi piacevano molto più degli altri cartoni animati, che ho smesso di vedere, dedicandomi quasi in toto a manga e anime (Nadia, Robin Hood, Peter Pan e D'Artagnan docet. E poi venne Sailor Moon e così via ). Con l'animazione ci sono cresciuta, e quella giapponese mi emoziona e mi coinvolge parecchio, mi permette di vedere luoghi e mondi fantastici. E ha il merito di avermi fatto innamorare del Giappone, non è poco
Poi chiaramente c'è il suo perché sul fatto che gli anime piacciano PIU' degli altri, esattamente come viene narrato nell'articolo, e questa è la motivazione "accademica", mentre noi qua ci concentriamo anche su quella "emozionale"

@ Limbes
quoto tutto

@ Memory of Dream
complimenti anche da parte mia per l'analisi

Invece di stressarti, che ne dici di una bella storia d'amore?
Kotaro fa parte dello Staff AnimeClick.it Kotaro ha vinto 3 Premi Utente Kotaro è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Kotaro 
Messaggio di Kotaro (15/10/2009, ore 20:25)
@ Cartman666

Non si può generalizzare con "gli anime", perchè "gli anime" sono sfaccettati in tanti target diversi, e uno dei compiti, se non il principale, delle produzioni dedicate ai ragazzi o ai fruitori più giovani (kodomo, shonen o shojo che siano) è quello di impartire a chi legge/guarda dei velati insegnamenti, quali credere nell'amicizia, nel rispetto reciproco, nella giustizia, nell'amore, nella lealtà, insegnamenti molto importanti che è bene che il fruitore tenga a mente e sfrutti nella vita reale.

il paradiso lo preferisco per il clima...l?inferno per la compagnia!
hiroshy_jerva è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a hiroshy_jerva 
Messaggio di hiroshy_jerva (15/10/2009, ore 20:28)
L'animazione nipponica l' amiamo per molteplici motivi: Il ricordo di un'età spensierata che non ritornerà mai più..o al massimo potremmo riviverla con i nostri figli.
Da qui ne deriva poi in noi il collezionare dvd manga o giocattoli...
Unica e vera fonte di divertimento anche per "nostalgici"dei cartoon anni 80. Sigle da cantare nelle varie manifestazioni magari con i cantanti vedi Superobot , Cristina D'avena,Oliver Onions a Lucca per indenderci.
Altre animazioni Classiche vedi Disney,Barbapapà,Titti e Silvestro...per indenderci pure sono belle e interessanti. Ma la nostra memoria "storica" è senza dubbio legata a quella nipponica:dai Classici robottoni Nagaiani, a gli shojo Candy-Lady Oscar-Georgie ecc.
Allora il motivo reale qual'è?E' il segreto della Nutella:La sia ama a prescindere perchè è buona e ti ricorda..L'infanzia

La maturità non significa superare, ma crescere: che un adulto non sia un bambino che ha cessato di vivere, ma che è sopravvissuto. Ursula K. LeGuin
zettaiLara fa parte dello Staff AnimeClick.it zettaiLara ha vinto 1 Premio Utente zettaiLara è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a zettaiLara 
Messaggio di zettaiLara (15/10/2009, ore 20:37)
@ cartman
Il mio mito personale (ovvero Luca Raffaelli) ha scritto qualcosa tipo "certamente gli anime sono fatti per intrattenere, e i giocattoli per far vendere, il mercato vuole questo. Tuttavia per riuscirci essi devono essere in grado di interpretare i sogni, le aspirazioni e i desideri di grandi e piccini, e non è per niente facile". Io gli credo, così come credo che proprio il ritrovare questi nostri sogni negli anime equivalga a trarne dei validi insegnamenti di vita...magari li percepiamo in maniera inconscia, ma secondo me ci sono eccome
E poi ci sono i stupendi Meisaku *_*


Memory of dream è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Memory of dream 
Messaggio di Memory of dream (15/10/2009, ore 21:26)
Grazie per i complimenti

@RyOGo Indubbiamente i gusti cambiano, è una cosa normale ma naturalmente questo non deve incidere sulla valutazione di un prodotto, la sua qualità o meno è indipendente dai nostri gusti. Faccio un esempio controverso...
Evangelion a me personalmente è piaciuto, non lo considero un capolavoro come fanno in tanti ma non lo disprezzo nemmeno questo però non mi impedisce di dire che oggettivamente parlando è una serie da 7- perché i difetti ci sono e si vedono, ad esempio le troppe sotto trame lasciate aperte, ecc.
Sul fattore shojo come su tutti gli altri generi non ho dei punti fissi, ossia non c'è una impostazione che non apprezzo a prescindere ma tutto dipende come è sviluppato l'esempio qui può essere Itazura na kiss che pur partendo dalla impostazione "ragazza non bellissima si innamora del più bello ma non è considerata" si sviluppa in modo leggero e divertente. La cosa più importante è che non debba mai diventare pesante.
Devo però ammettere che per me lo shojo più bello in assoluto (sia a livello personale sia con occhio oggettivo) rimane Maison ikkoku (Cara dolce Kyoko) capace di narrare una quotidianità tanto strampalata quanto perfettamente normale al suo interno, capace di coinvolgere lo spettatore al punto tale che anche dopo anni di distanza ripensando a Godai che fa la salita per tornare al suo appartamente non ci sembra quasi un ricordo nostro come se lo stessimo facendo noi?
Certo ci sono tanti altri shojo da apprezzare e di ottimo livello (mi viene in mente clannad... quanti pianti con questa serie) ma maison ikkoku ha un posto speciale devo ammetterlo.

Tornando a parlare di target e gusti che cambiano avendo io quasi 24 anni ho attraversato bene queste fasi, e tutt'ora guardo anime che non sono adatti alla mia età, credo infatti che il target sia un semplice riferimento e può ben capitare di trovare serie godibilissime a prescindere dall'appartenere o meno al target di riferimento. Qui entriamo però nel campo soggettivo che deve essere lasciato stare quando vogliamo valutare un prodotto oggettivamente.

Come trovare serie di qualità nella moltitudine di serie in produzione? Semplice non è personalmente adotto un sistema semplice, la prima cosa da fare ammesso che si abbia una minima conoscenza di chi lavora in questo campo è dare un occhiata agli staff, serie con staff navigati e di qualità hanno buone probabilità di essere ottime serie, tengo particolarmente d'occhio le serie derivanti da manga che apprezzo. poi per il resto bisogna guardare un paio di episodi, quelle che apprezzo le seguo, le altre le accumulo in attesa di avere il tempo di provare a guardarle una seconda volta.
Purtroppo è essenziale una cosa che con l'avanzare dell'età è sempre più rara ossia il tempo.

@cartman666 Non sono d'accordo, indubbiamente gli anime come qualsiasi altro prodotto del genere (libri, fumetti, film, ecc.) hanno uno scopo d'intrattenimento, ma questo è solo il primo ed il più superficiale, ma non si può ignorare che abbiano anche scopi d'insegnamento morale, Maison ikkoku non isegna forse la necessità di non arrendersi al primo ostacolo in amore? la maggior parte degli anime sportivi non insegna l'importanza del gioco di squadra e dell'impegno? Lavori come Life non insegnano la crudeltà del bullismo? Lavori maturi come Bokurano e Narutaru non ci fanno riflettere su molti elementi?
Tutti o quasi i prodotti che narrano una storia oltre ad emozionarci e coinvolgerci hanno sempre il potere di insegnarci qualcosa.
Una delle cose che ho sempre apprezzato delle serie giapponesi è appunto la loro indefinizione di bene e male, in questo modo ecco che troviamo personaggi malvagi che in realtà non lo sono per pura e semplice cattiveria (come invece le streghe della disney) ma dietro ci sono anche per loro traumi e sofferenze, mancanze che li rendono umani e alle volte ci dispiace anche per loro, arriviamo anche a perdonare le loro atrocità... Oserei aggiungere che è proprio la presenza della giusta quantità di insegnamento che rende un prodotto bello da vedere se è troppo scadiamo nel buonismo, ma se è troppo poco il prodotto è arido, incapace di trasmette emozioni e al massimo si potrebbero avere prodotti comico demenziali o ecchi che sono apprezzabili si ma certo non vorrei che fossero le uniche cose che posso vedere.


Franzelion è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Franzelion 
Messaggio di Franzelion (16/10/2009, ore 00:06)
Per quanto mi riguarda è un amore così intenso da durare in eterno, anche perchè mi hanno cambiato la vita.
Perchè li amiamo?
Semplicemente perchè sono la cosa che ci emoziona di più, e per un cuore che cerca emozioni non c'è niente di meglio degli anime, ma esistono altri 1000 motivi, questo è solo il più appariscente

Io, Van Fanel, Sovrano del regno di Fanelia, stringo un patto di sangue con te, Escaflowne. Risvegliati, Drago Dormiente, davanti ai miei occhi.
Slanzard fa parte dello Staff AnimeClick.it Slanzard è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Slanzard 
Messaggio di Slanzard (16/10/2009, ore 00:56)
@memory: piccola precisazione, Maison Ikkoku è un seinen, non uno shoujo.

In ogni caso continuo a trovare profondamente sbagliato parlare di serie "oggettivamente" belle o di verità "oggettive" applicate a opere d'arte o d'intrattenimento come si preferisce considerarle.


Messaggio scritto da Rosario (anonimo) il 16/10/2009 alle 01:56
A 41 anni continuo a vedere anime, preferisco la produzione cinematografica (vedi produzioni Studio Ghibli per esempio) a quella televisiva spesso poco innovativa nelle proposte.

La scommessa è quella di far capire che anime e manga costituiscono una proposta culturale interessante per i ragazzi e a scuola propongo progetti didattici sull'animazione giapponese.


Assenzio è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Assenzio 
Messaggio di Assenzio (16/10/2009, ore 02:44)
Slanzard: magari non si puo' definire un opera " oggettivamente eccelsa " ma certamente, in determinati contesti, la si puo' definire irreale, puerile, manichea, frivola o viceversa. Senza necessariamente considerare determinati appellativi a carattere denigratorio, presupponendo che si tratta di progetti studiati intorno ad un concept e per un pubblico di destinazione

Se devo animare una storiella del ragazzo imbranato circondati da bellissime fanciulle, magari provenienti da un altro pianeta, e desidero evitare citazioni eccessivamente provocanti puntando sul non sense, Volontariamente costruisco vicende irreali quanto frivole. Magari trattandole in maniera puerile e senza dilungarmi sull'introspezione, costruendo intorno a me un mondo manicheo di protagonisti ed antagonisti.
Brutto? non per forza, dipende dai gusti, ma su di essa si possono ritrovare dei cardini discutibili relativamente, non posso dire fischi per fiaschi

lo stesso messaggio pedagogico puo' essere affrontato in maniera realistica, oppure sciorinato in maniera esasperata (esempio notissimo, l'amiciza e l'amore rappresentato in Naruto attraverso dodicenni dalla caratura morale da premio nobel).

Secondo me (per umiltà), "oggettivamente" c'e' una tendenza stilistica che attraversa una serie di topoi e di stereotipi, forse meno "universali" e godibili per tutti


Messaggio scritto da Epicuro (anonimo) il 16/10/2009 alle 12:09
A legger i commenti del "si stava meglio quando si stava peggio " mi tornano in mente quei ragazzini con le lagrime agli occhi e i pugni chiusi degli anni ottanta.
Quei ragazzini che ribollivano quando sentivano descrivere i loro beniamini animati come fuffa, robetta leggera e fatta con lo stampino da quegli adulti che se la ridevano nella loro presunta superiorità anagrafica e critica.
Quei ragazzini che giuravano in quei giorni che una volta diventati adulti mai e poi mai sarebbero caduti in quel gioco.

Ecco, ora quei bimbetti son cresciuti e cosa fanno? Danno del bimbominkia a chi si gode dei prodotti d'un target giovanile e puntano il dito urlando alla fuffa, alla robetta leggere e fatta con lo stampino.


E come sempre in questi casi dico: i MOIGErati del futuro nasceranno da qualche parte, no?
Beh, probabilmente questa parte è molto più vicina di quel che si crede.

Saluti

Chi sei tu che mi somigli, ma che non riconosco...
Limbes fa parte dello Staff AnimeClick.it Limbes è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Limbes 
Messaggio di Limbes (16/10/2009, ore 12:51)
@ Epicuro

Sì, vabbe', dal dare un giudizio critico su quello che passa oggi sul fronte animato a diventare dei censori c'è un vallone stile Himalaya. A diventare MOIGE poi... che tra l'atro mi pare tutta un'altra cosa e che abbia finalità diverse.

Voglio dire, il bimbomikismo è un fenomeno accertato (sì, scherzo, ma mica tanto), e qui, almeno parlo per me, non si stava a giudicare tanto il target quanto la qualità e il valore, che spesso però coincidono con un indirizzo indubbiamente più adulto, ché vuoi o non vuoi per approfondire certi pernsieri e riflessioni ci vuole un po più di complessità di quella digeribile da una certa fascia di pubblico.
Che ci sia sempre un legame affettivo particolare con alcune opere, legate a particolari momenti della propria vita o dalle quali si è stati toccati più a fondo per cause più personali e dipendenti dalla sensibilità individuale, be', questo è innegabile ed è giusto che sia così. Ma non ci si può mettere due fiorentine sugli occhi e accettare come grande intrattemimento ogni cosa esca fuori dagli studi di produzione, e nemmeno si può confinare ogni criterio valutativo alle contingenze dell'epoca, delle generazioni e del relativismo soggettivo - altrimenti mandiamo a farsi benedire un minimo di analisi seria e releghiamo ogni opera all'opinabilità di chi la guarda e lodiamo indiscriminatamente il giardino che preferiamo - il che è ragionevolmente una cavolata, perché il valore è nell'opera e non nell'occhio di chi guarda - semmai chi guarda, se ne è capace, deve coglierlo.

PS
E io non sono nemmeno un bimbo anni '80

Le storie fantastiche sono molto più che reali:non perchè ci rivelano che draghi e demoni esistono, ma perchè ci dicono che possono essere sconfitti
ALUCARD80 ha vinto 7 Premi Utente ALUCARD80 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a ALUCARD80 
Messaggio di ALUCARD80 (16/10/2009, ore 13:24)
@ Epicuro

beh, ecco, ogni generazione ha i suoi vecchiacci che sparano a zero e i suoi giovincelli rivoluzionari e anticonformisti che amano ciò che salta fuori dalla norma, norma che non srebbe altro che ciò che andava in voga (ola tendenza) fino a poco prima. O ciò che non è più, agli occhi degli "anzianotti" buono e pregiato. Ah ah no, a me non piace fare l'anzianotto, sono sempre pronto ad affrontare cambiamenti, non senza difficoltà lo ammetto. anzi per certi versi preferisco gli anime degli anni 2000 a quelli degli anni 80, e per altri versi meno. SI tratta di essere costruttivi e oculati, tutto qui

www.serateotaku.it per divertirsi con gli anime ;)
Zanin è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Zanin 
Messaggio di Zanin (16/10/2009, ore 14:52)
@Rosario: complimenti saran contenti i tuoi alunni
:)
Che materia insegni e quali progetti hai portato avanti in ambito didattico legati ad anime manga?
Sono troppo curioso
>:3


Memory of dream è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Memory of dream 
Messaggio di Memory of dream (16/10/2009, ore 18:17)
@Slanzard Ad esser ancora più pignoli si dovrebbe dire che Maison ikkoku non può essere inquadrato con certezza in nessuno schema, quindi non è né seinen nè shojo ma allo stesso tempo lo è entrambi.

Inutile parlare di valutazioni oggettivi per le opere d'intrattenimento o d'arte? E allora su che basi si dovrebbe valutare una serie? Su basi soggettive?

Basta dare uno sguardo al linguaggio per capire la necessità di differenziare opinioni personali da opinioni su basi oggettive.

è bello/a

A me piace


Queste due frasi riassumono alla perfezione ciò che voglio dire la prima è un giudizio oggettivo la seconda soggettivo

Il fatto che sia bello non implica che a me piaccia e viceversa.

Facciamo esempi pratici

One piece c'è a chi piace e a chi no... come lo si deve valutare? bello? brutto?

Evangelion stesso discorso, io l'ho apprezzato ma solo valutandolo oggettivamente posso dire che è una opera dal potenziale inespresso

Tutte le opere (ma qualunque cosa in generale) avrà degli estimatori e dei detrattori, solo una valutazione oggettiva potrà dirci come è una certa opera, giudizio che comunque non deve influire sulla nostra valutazione personale.

Faccio l'esempio di Picasso... a me personalmente non piace, non pagherei un solo euro per un suo quadro (forse capirò poco di arte, non so) ma oggettivamente riconosco il loro valore.

La valutazione oggettiva deve riguarda gli aspetti tecnici, la capacità narrativa, ecc il tutto sulla base anche del loro target, non è vero che i prodotti di qualità sono quelli destinati ad un pubblico più maturo, l'importante è che il prodotto sia in grado di raggiungere al meglio il target per cui è pensato, un anime destinato ad un pubblico maturo ricco di citazioni colte ma poco integrate nella trama sarà meno valido di un anime d'avventura per ragazzi che sappia coinvolgerli anche con espedienti semplici.

Una provocazione se eliminassimo il giudizio oggettivo chi avrebbe il compito di valutare ciò che viene prodotto?
Un gruppo di super uomini scelti su strani criteri il cui giudizio soggettivo deve valere per tutti?

Io, Van Fanel, Sovrano del regno di Fanelia, stringo un patto di sangue con te, Escaflowne. Risvegliati, Drago Dormiente, davanti ai miei occhi.
Slanzard fa parte dello Staff AnimeClick.it Slanzard è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Slanzard 
Messaggio di Slanzard (16/10/2009, ore 18:59)
Veramente seinen=manga pubblicato su una rivista di seinen, shoujo= manga pubblicato su una rivista di shoujo, e cosi via. Non c'è spazio di discussione su questo punto, è come quelli che credono che Orange Road sia uno shoujo perchè è una commedia sentimentale quando invece è uno shounen, infatti è stato pubblicato su Weekly Shonen Jump. Non esistono opere un po' shoujo un po' seinen, od opere al limite, proprio perché è una distinzione netta non necessariamente dipendente dal genere dell'opera.

Inutile parlare di valutazioni oggettivi per le opere d'intrattenimento o d'arte? E allora su che basi si dovrebbe valutare una serie? Su basi soggettive?

Si, il motivo è semplice, l'oggettività non esiste.
Per poter dare delle valutazione oggettive su di un'opera è necessario prima creare un modello che definisca cosa sia "bello" e cosa sia "brutto". In pratica servono dei canoni estetici. Bene, questo modello di base non esiste, serve qualcuno che lo crei. Ma chi è degno di crearlo?

Coloro che hanno studiato e quindi conoscono bene questo campo meglio di altri? Potrebbe essere una risposta, ma non è possibile in quanto sappiamo benissimo che se prendiamo più "esperti" avranno un opinione diversa sulla medesima opera, basta vedere tutte quelle opere letterarie che prima erano considerato brutte e poi sono state rivalutate col passare del tempo, o viceversa. E il nostro modello oggettivo non deve dipendere dall'epoca o dalle persone, deve essere universalmente valido sempre e comunque.
I critici del passato? E perchè? Cos'avevano loro più di quelli attuali?

Quindi come fare a dare una valutazione oggettiva? Chi è in grado di darla?
Tu prima hai dato delle valutazione che hai spacciato come oggettive, ma che in realtà sono semplicemente delle tue personalissime e opinabilissime opinioni. Sei forse un dio in possesso di qualche verità rivelata e assoluta? Bene, in questo caso nulla di dire, avresti ragione e non potrei dire nulla. Al contrario, se non lo sei la tua è solo, e scusa il termine, non voglio sembrare offensivo, arroganza, perchè ritieni che la tua opinione sia una verità oggettiva, e quindi superiore a quella di altri che ne hanno una diversa dalla tua. Tu dici che Evangelion vale 7-, altri dicono che vale di più. Perchè dovresti avere ragione proprio tu? Cos'hai in più di loro? La loro opinione è soggettiva? E perchè? Perchè la tua no?
Ti faccio un altro esempio:
Tu dici:
Devo però ammettere che per me lo shojo più bello in assoluto (sia a livello personale sia con occhio oggettivo) rimane Maison ikkoku (Cara dolce Kyoko) capace di narrare una quotidianità tanto strampalata quanto perfettamente normale al suo interno, capace di coinvolgere lo spettatore al punto tale che anche dopo anni di distanza ripensando a Godai che fa la salita per tornare al suo appartamente non ci sembra quasi un ricordo nostro come se lo stessimo facendo noi?

Ma è possibilissimo che a qualcuno questa parte non abbia minimamente coinvolto, e che la scalata di Godai sia passata inosservata, per cui perchè dovrebbe parlarne bene? Perchè è oggettivamente bello? Uno potrebbe benissimo obiettare che molte delle "sfighe" di Godai, che ci hanno fatto appassionare al personaggio e all'opera, fossero dovute all'insensatezza e alla demenzialità del trio Ichinose-Yotsuya-Akemi, che non possiamo certo definire come personaggi con una personalità del tutto realistica.

Concludendo, vogliamo parlare di oggettività? Bene, sono con voi, ma prima dovete darmi un modello con cui analizzare ogni singola opera, che vada bene per qualsiasi opera, che resti valido in eterno, e soprattutto dovete dimostrarmi che le basi di questo modello siano state rivelate da qualche entità superiore all'uomo. Altrimenti, proprio perchè creata da un uomo, non sarebbe maggiormente valida di un modello diverso creato da un altro uomo.


Memory of dream è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Memory of dream 
Messaggio di Memory of dream (16/10/2009, ore 19:51)
Seinen, shojo, ecc. ognuno ha la sua rivista... vero ma non dovrebbe esserci una base comune alle storie che vanno su una data rivista? e poi è nata prima la rivista o prima il genere? Personalmente divido i manga sulla base del loro contenuto e mai sul semplice fattore rivista di pubblicazione, una manga che viene pubblicato direttamente in volume senza passare da una rivista dovrebbe per questo non appartenere a nessun genere?


Ma tralascio essendo questa una mia particolare concezione.

Sul fattore oggettività... in primis quando parlavo di Maison ikkoku la frase era una mia opinione personale, che non ha mai avuto pretese di oggettività, appunto per questo avevo messo la valutazione fra parentesi e non utilizzando semplici virgole.

Credevo, devo essere sincero, che non avrebbe dovuto essere necessario ricordare che l'oggettività non si intende mai assoluta, è oggettiva l'opinione che contiene la minor soggettività possibile.

Il voto su evangelion era solo una esemplificazione per non dilungare il discorso, una recensione oggettiva è una semplice analisi dei vari elementi che compongono un qualcosa. In questa ottica Evangelion presenta le sue maggiori pecche nel presentare una storia principale e relative sottotrame che non finisce e non per decisione dell'autore ma per mancanza di soldi.

Un modello oggettivo è un modello che riesce ad estraniare il più possibile la soggettività ma non è detto che esista un solo modello, nè che un modello debba essere eterno, un modello è relativamente oggettivo rispeto ad una certa epoca. ma anche questo credevo non servisse aggiungerlo dato che le concezioni assolutistiche non sono più considerate.

Forse sarò arrogante in fondo sono pur sempre un essere umano e un minimo di arroganza è propria della specie a cui appartengo ma sono sempre disposto al dialogo e non considero mai i miei giudizi assoluti

Io, Van Fanel, Sovrano del regno di Fanelia, stringo un patto di sangue con te, Escaflowne. Risvegliati, Drago Dormiente, davanti ai miei occhi.
Slanzard fa parte dello Staff AnimeClick.it Slanzard è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Slanzard 
Messaggio di Slanzard (16/10/2009, ore 20:15)
A questo punto ogni singola persona si costruisce il proprio modello oggettivo e discute in base a quello. Alla fine non ci vedo molta differenza da non usarne nessuno.

Oltretutto personalmente non sono d'accordo nell'eliminare la soggettività dai miei giudizi, perchè altrimenti dovrei eliminare tutte le emozioni che ho provato guardando un'opera, che sono per me la cosa più importante di un'opera. Io considero un'opera bella un'opera che mi è piaciuta, perchè un'opera che non mi piace non ho alcun motivo di considerarla bella. Tu potresti dirmi: ma anche se non ti è piaciuta ha una buona trama, buoni personaggi, buon comparto tecnico. Eh, ma se li avesse avuti allora mi sarebbe piaciuta, dato che non mi è piaciuta allora io ritengo non li abbia.

Ultima cosa: è oggettiva l'opinione che contiene la minor soggettività possibile.
Ehm, non per me, se c'è anche solo una minima parte di soggettività, allora non è oggettiva.

Chi sei tu che mi somigli, ma che non riconosco...
Limbes fa parte dello Staff AnimeClick.it Limbes è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Limbes 
Messaggio di Limbes (16/10/2009, ore 21:19)
Slanzard, se posso inframezzarmi al vostro dibattito, tuo e di Memory of dream, che ho trovato molto avvincente, vorrei aggiungere una nota al discorso che riguarda l'oggettività di giudizio. E' vero ciò che dice Memory of dream, che un'opinione non è obbiettiva in assoluto ma si cerca di depurarla (e aggiungo io: in buona coscienza) per quanto possibile di ogni giudizio personale.

Ma c'è da aggiungere anche che, a seconda dei medium presi in esame, esistono dei criteri per la valutazione delle opere; altrimenti se fosse come tu dici, ogni cosa sarebbe in balia del relativismo interpretativo e del gusto dell'epoca e del singolo.
E cioè, in linea generale, un opera si può definire bella (secondo i relativi gradi: dal "carina" al "capolavoro") quando la sua forma è la perfetta (più o meno) estrinsecazione funzionale atta a racchiudere il proprio contenuto, e il tutto ha essenzialmente finalità estetiche. Su questo sono all'incirca d'accordo tutti professori di storia dell'arte, estetica, semiologia e affini.
Non servono modelli, ma criteri. Il platonismo in questo discorso non c'entra (innanzitutto perché Platone non si abbassava a giudicare le copie delle copie delle idee , né le tragedie come opera dell'imaginazione, vai a vedere se si sarebbe interessato dell'animazione ) perché l'ideale di bello non esiste, né sulla Terra né nell'iperuranio. Ci sono dei criteri, o delle linee guida se vogliamo, che per ogni medium dividono il bello dal brutto, con tutte le sfumatura intermedie, ovviamente.

Puoi obbiettare sulla definizione di contenuto, perché il suo valore potrebbe essere perfettamente opinabile. Tuttavia quando riteniamo qualcosa brutta, non stiamo forse intendendo che la sua forma non è riuscita rispetto a quello che l'opera voleva dire, o che addirittura a fronte di un bel guscio quell'opera è vuota di contenuto? O il suo contenuto è puerile o solo abbozzato?

Naturalmente anche fra i contenuti si può operare una scelta, a seconda della propria sensibilità, e ritenerne alcuni "bassi" e altri "alti", qui naturalmente la cosa è molto personale. Anche se intuitivamente la profondità di un pensiero è piuttosto riconoscibile e abbastanza condivisa dal pubblico esperto o semplicemente molto sensibile.

Ma almeno sul lato estetico in senso stretto non ci dovrebbero essere disaccordi. Se un anime è disegnato male, discontinuo nel tratto e nello stile, ha delle animazioni carenti o imprecise o sconclusionate, se il suo chara è abborracciato e i suoi colori buttati a caso e non curati eccetera, questo è sotto gli occhi di tutti, e l'anime quanto meno sul lato visivo è brutto, il che già ne dimezza il valore. Io lo ripeto, ma il valore, la bellezza, non risiedono nell'occhio di chi guarda, ma nell'opera stessa. Sta a chi ne fruisce saper cogliere e giudicare quanto un'opera sia riuscita e quanto la sua forma e il suo contenuto siano perfettamente in simbiosi fra loro e creino così il bello, il valore alto o come lo si vuole definire (grazie al cielo nell'animazione è più semplice, fosse stata arte moderna un dialogo del genere sarebbe stato un casino ).
Se fosse altrimenti, come sarebbe per esempio possibile che gli impressionisti siano diventati da pazzi macchiatori di tele ad artisti che hanno rivoluzionato l'arte? Semplicemente chi all'epoca giudicava non era stato in grado di comprendere a fondo il valore dell'impressionismo, perché appunto tale cerchia di critici era fossilizzata su dei modelli ideali e non su dei criteri che analizzassero a fondo l'arte di quei pittori - oltre a non possedere la chiave di decodifica di un linguaggio innovativo e che a loro risulatava incomprensibile (appunto vedevano solo macchie, ma questo sarebbe un discorso di percezione noiosissimo che qui potrebbe entrarci ma che è lunghissimo e vi risparmio).

In fin dei conti bisogna vedere sempre chi giudica, e in questo trovo lampante il fatto che sul sito si debbano motivare i propri voti rendendo un analisi di ciò che si è visto, il che fa capire quanto sia affidabile un giuidizio o quanto campato per aria per superficialità o semplicemente per inesperienza o immaturità, e non solo per sensibilità, che è sacrosanto sia deversa in ognuno di noi.

Oddio quant'ho scritto! Be', il discorso mi ha preso la mano...

PS
Memory, Eva finisce. Finisce eccome. Dopo la tua spiegazione ho capito in qualche modo il tuo giudizio relativamente basso, ché anch'io all'epoca rimasi con le braccia a terra per il finale. Ma c'è The End of Evangelion

Io, Van Fanel, Sovrano del regno di Fanelia, stringo un patto di sangue con te, Escaflowne. Risvegliati, Drago Dormiente, davanti ai miei occhi.
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Messaggio di Slanzard (16/10/2009, ore 21:53)
esistono dei criteri per la valutazione delle opere
Stesso discorso di prima, sono criteri opinabili. Uno può benissimo ritenere completamente privo di valore qualsiasi ritratto che tenti di riprodurre fedelmente la realtà, dal momento che sarebbe solo una mera copia di quest'ultima, e quindi, dato che posso avere l'originale, cosa dovrei farmene del ritratto? E quindi mandiamo a lavorare in fabbrica tutti gli iper-realisiti. Oppure un discorso completamente opposto.

Non mi pare di aver mai citato il platonismo, ho usato il termine modelli per mia deformazione professionale (faccio matematica, quindi sono assai sensibile su argomenti simili)

Anche se intuitivamente la profondità di un pensiero è piuttosto riconoscibile e abbastanza condivisa dal pubblico esperto o semplicemente molto sensibile.
Questo non mi risulta minimamente, basta vedere che l'attività principale dei critici letterali era farsi la guerra tra loro (lo schiaffo del padre di Svevo insegna)

E anche sul lato estetico ce ne sono eccome di disaccordi, basta vedere sedicenti esperti che parteggiano per un artista piuttosto che per un altro. Tutta questa uniformità di giudizio tra persone di una certa conoscenza io non l'ho mai vista sinceramente.
Basta prendere le opere sperimentali. Proprio in quanto sperimentali i normali canoni di giudizio (che per me valgono quanto la cacca di un cane ormai credo l'abbiate capito) non sono più affidabili, proprio perchè gli autori voglio sperimentare nuove soluzioni alternative. Quindi ognuno deve giudicare secondo la propria sensibilità. Se uno dice che è brutto lo si potrebbe criticare perchè non ha compreso la genialità di quest'innovazione, e allora si dovrebbe osannare qualsiasi cosa sia sperimentale?
Esempio Kino no Tabi, che molti hanno criticato come mediocre dal punto di vista dei disegni: ebbene io poche volte ho visto un'opera che mi abbia instillato tante domande senza cercare di fornire una risposta, e ho trovato lo stile di disegno perfettamente adatto all'opera, nonostante le sue evidenti carenze tecniche. Ho visto poi il secondo film, tecnicamente molto superiore, ma non ho avvetito alcun miglioramento alla qualità totale dell'opera.

Io continuo a non voler depurare le mie opinioni dai miei giudizi, altrimenti finirei cosi:

Ho visto l'anime X, mi ha commosso, emozionato, sconvolto, inquietato, appassionato, non vedevo l'ora di vedere un nuovo episodio, i personaggi sono caratterizzati così magnificamente che mi sembra si comportino in maniera più realistica di alcune persone reali, è un anime che non dimenticherò mai. Certo, ovviamente poi spiegherei il perchè e il per come l'anime X sia riuscito a farmi provare tutte queste sensazioni, ma il succo è questo.
Se a questo tolgo le sensazioni personali, l'anime X diventa un'anime come tanti, perchè le note positive che troverei nell'anime X erano causate da tutte quelle sensazioni personali che ho dovuto eliminare per dare il giudizio: i colpi di scena erano perfettamente strutturati perchè mi facevano provare grandissime sensazioni? Bene, allora eliminando le sensazioni i colpi di scena diventano inutili. Ragionando così per tutto il resto, rimane un'opera vuota fine a se stessa che non ha neanche senso guardare, in quanto inutile.


E' come se prendiamo un cono e un cilindro, visti dal basso sono uguali, due cerchi, visti da altri lati potrebbero essere diversissimi. Eppure sono sempre gli stessi due solidi che stiamo analizzando. Ora considera i solidi come degli anime, e gli osservatori come gli spettatori. Ognuno non vede realmente l'anime nella sua vera essenza, ma vede quello che lui riesce a cogliere dell'opera, quindi già solo per questo la reinterpreta secondo la sua sensibilità, il suo punto di vista, la sua personalità, le sue idee, insomma, il suo io interiore. Il credere poi di riuscire a cogliere la vera essenza dell'opera, uscendo da ciò, è solo arroganza.

Le storie fantastiche sono molto più che reali:non perchè ci rivelano che draghi e demoni esistono, ma perchè ci dicono che possono essere sconfitti
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Messaggio di ALUCARD80 (16/10/2009, ore 23:23)
"E' come se prendiamo un cono e un cilindro, visti dal basso sono uguali, due cerchi, visti da altri lati potrebbero essere diversissimi. Eppure sono lo stesso solido"

.... no aspe' qui c'e qualcosa che non mi quadra... non sono lo stesso solido O_o

Io, Van Fanel, Sovrano del regno di Fanelia, stringo un patto di sangue con te, Escaflowne. Risvegliati, Drago Dormiente, davanti ai miei occhi.
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Messaggio di Slanzard (16/10/2009, ore 23:32)
ops, corretto

Le storie fantastiche sono molto più che reali:non perchè ci rivelano che draghi e demoni esistono, ma perchè ci dicono che possono essere sconfitti
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Messaggio di ALUCARD80 (17/10/2009, ore 03:29)
ahah si si mi pareva che era il solito erroredi distrazione è che era buffo non potevo evitare di sottolinearlo perdono XDXD


Messaggio scritto da Epicuro (anonimo) il 17/10/2009 alle 11:13
Limbes, guarda che il mio irriverente commento non voleva star lì come pietra d'angolo d'una disciplina votata al "ma sì, promuoviamo tutto guardando con l'occhio del bambino".

Al contrario mi fa ridere chi ineggia al calo qualitativo degli anime rimembrando antiche età dell'oro fatte (per questi) d'anime spesso nemmeno così dorati.
Gli stessi che se si trovan davanti alcuni esempi di moderni anime di qualità si tappano il naso, chiudono gli occhi e fano finta di non sentire urlando al "è tutta fuffa, robetta leggera e fatta con lo stampino".

A parer mio non è questione di guardare al proprio giardino e bersi tutto senza giudizio critico.
La questione semmai è rendersi conto che da sempre si è dovuto cercare bene nella produzione degli anime (che è industriale quasi dal suo nascere) per trovare qualcosa di degno oggi come ieri.

Infine, l'ironia di quel che scrivevo è che magari da quei ragazzetti venuti su a pane e anime ci si poteva aspettare ben altra elasticità di fronte ai miti animati delle nuove generazioni.

Ovvio che l'accenno ai MOIGErati era sopra le righe ma nemmeno tanto perché dal puntare il dito inorriditi verso i miti animati giovanili e una volta messa su famiglia rompere pure le scatole su quel che guarda il pupattolo la strada è breve anzi brevissima.

Concludo dicendo che l'esempio del ragazzetto anni ottanta era un esempio che si poteva ben spostare agli anni settanta e immagino pure ai novanta, ormai.

Saluti

Chi sei tu che mi somigli, ma che non riconosco...
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Messaggio di Limbes (17/10/2009, ore 12:23)
Guarda Slanzard, mi pare che stiamo dicendo proprio la stessa cosa. Difatti ho detto che si possono muovere diverse obiezioni alla caratura di un contenuto - ognuno ha la sua personalità e i suoi gusti, è normale. Ma ciò non può prescindere da una valutazione seria di un'opera. Non si può dire "Raffaello era scarso" o "La madonna della Seggiola fa cagare", sarebbe assurdo. Ma ciò non toglie che pur riconoscendo la grandezza dell'artista, il suo stile non piaccia. Ma l'opera resta un capolavoro lo stesso.

E infatti, fra tutte le linee guida opinabili ne esiste una che è necessariamente valida qualsiasi cosa presa in esame: l'unico criterio esistente è quello del corrispettivo fra forma e contenuto, e non perché lo dico io o perché lo dice Eco o perché lo sostengono altri, ma perché è il criterio stesso di creazione degli artisti, siano pittori animatori scrittori eccetera, perché hanno qualcosa da dire e hanno bisogno di un modo per dirlo. Non ci si basa così su modelli arbitrari, ma sullo stesso modello adottato dal creatore, per poter capire quanto un'opera sia riuscita e quanto no.
Appunto chi critica Kino no Tabi (che anche a me ha stupito) non l'ha capito, perché il suo aspetto visivo era perfettamente funzionale agli intenti comunicativi dell'opera, quindi c'era perfetta armonia fra forma e contenuto.

Cioè l'esempio del cono e del cilindro è illuminante, perché giustamente ognuno è posto in una prospettiva diversa e vede solo una o alcune delle facce. Anche se si potrebbe (e si dovrebbe almeno tentare) sempre girare attorno e analizzare il solido nella sua interezza
In ogni caso è proprio questo il punto, che sostengo io e credo di aver capito sostenga anche tu: ovvero che la qualità (o no) di un opera è intrinseca a quell'opera.
E io che avevo detto. Ognuno la guarda come vuole, se la sa riconoscere, anche solo parzialmente, va bene, altrimenti l'opera non perde per questo il suo valore. Quello che è un'opera nella sua interezza alla fin fine lo sa solo il suo creatore, ed è giusto che ognuno nel suo valutare non prescinda da quello che un anime o quant'altro gli ha fatto provare. Ma se releghiamo tutta all'arbitrarietà di giudizio, e non a una verità condivisa o riconoscibile, allora la conoscenza perde senso, ché si ha conoscenza solo quando si giunge a una verità.

PS
L'arte è per definizione inutile

...

Be', Epicuro, c'hai ragione, avevo un po' frainteso. Anche se tuttavia i moigerati per me nascono da altri lidi.
Però, sai, per quel che riguarda l'elasticità, come si dice, "Si nasce piromani e si muore pompieri". C'è gente che è già su questa strada, e forse anche in anticipo sui tempi.

Le storie fantastiche sono molto più che reali:non perchè ci rivelano che draghi e demoni esistono, ma perchè ci dicono che possono essere sconfitti
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Messaggio di ALUCARD80 (17/10/2009, ore 15:36)
"PS
L'arte è per definizione inutile"

Per carita di Dio lavati la bocca (o le mani) dopo aver scritto un'oscenità del genere!!!! O_O
ahah ovviamente scherzo non voglio offenderti in alcun modo, ma ritengo che tale filosofia di pensiero rivolta verso l'arte sia completamente, devastantemente errata. Puoi ritenere l'arte inutile se fine a sè stessa, escludendo qualsiasi artista che lo fa di professione e quindi come lavoro (perciò autosclude la tua affermazione), ma più di ogni altra cosa, ogni forma d'arte (musica, disegno, scultura, danza quello che vuoi) per chi riesce a comprenderla ed entrare in risonanza con questa suddetta filosofia, può condividerne i piaceri e le emozioni. L'arte eleva lo spirito, impegna la mente sia per chi la fa sia per chi la riceve; apre discussioni e ci distoglie dalla routine quotidiana (prendi appunto i manga), ci rilassa, ci scatena sentimenti unici e ci spaventa, commuove, indigna e ci fa innamorare.
Immagineresti un mondo senza musica? Senza immagini raffigurative d'ogni tipo?
io sostengo il contrario: l'arte E' INDISPENSABILE. Anche senza accorgersi, ognuno di noi crea e indirettamente veste i panni di un artista, perchè esserlo non significa possedere un titolo o un lavoro che ti definisce con questo appellativo, ma significa sentirsi tali.
Se la guardiamo da un punto di vista funzionale probabilmente l'arte "fatta da altri" può sembrare inutile ma non lo è affatto, mentre quella "fatta da noi stessi" è la cosa più preziosa e speciale che possiamo generare.

Arte è espressione personale elevata alla massima potenza.

So che tu eri a che provocatorio , e io condivido anche il detto "prendi l'arte e mettila da parte": certo, da parte in un posto speciale, ove possa sempre essere raggiunta, ammirata, consultata, da cui si possa prendere spunto e piacere di vivere e gioia di essere.


Messaggio scritto da Epicuro (anonimo) il 17/10/2009 alle 17:55
Limbes nella tua discussione con Slanzard ne hai tirati fuori di argomenti che meriterebbero ben altri spazi (inoltre molto di quel che scrivi mi trova pur d'accordo).

Su uno però voglio dir la mia, ovvero su questa tua frase:
"Appunto chi critica Kino no Tabi (che anche a me ha stupito) non l'ha capito, perché il suo aspetto visivo era perfettamente funzionale agli intenti comunicativi dell'opera, quindi c'era perfetta armonia fra forma e contenuto"

ma siamo sicuri che se Kino no tabi fosse stato realizzato come un Mushishi non sarebbe stato meglio? Non sto parlando si prendere Kino no tabi e di infarcirlo di effetti speciali, inseguimenti in moto e battaglie all'ultimo respiro, no.
Sto dicendo che Kino no tabi è una serie che partendo da uno spunto molto valido s'è afflosciata su una resa tecnica davvero mediocre e quindi non mi pare che la forma sia stata resa in perfetta armonia con il contenuto.
Non ho capito Kino no tabi? Forse.
Io però credo d'aver capito che questa serie aveva ben altre potenzialità che son state soffocate da una produzione fin troppo risicata.
Perché il design altalenante (ad esempio) non è mai scelta artistica a mio avviso.
Soprattutto in una serie come Kino no tabi una maggior resa scenica (che ripeto: non vuol dire esplosioni e gente che salta dal ponte) avrebbe giovato non poco rendendo meno claudicanti certi passaggi surreali e sopra le righe.

Saluti

Dietro al Mio Sorriso di Circostanza,Nascondo la mia Lunga Ombra...
X BaTsU X è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a X BaTsU X 
Messaggio di X BaTsU X (17/10/2009, ore 20:32)
Effettivamente è vero ci sono anche anime scadenti in giappone... cmq sia...davvero bella questa conferenza anche se riassunta...

Chi sei tu che mi somigli, ma che non riconosco...
Limbes fa parte dello Staff AnimeClick.it Limbes è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Limbes 
Messaggio di Limbes (17/10/2009, ore 21:19)
Be', Epicuro, hai ragione anche su questo, ho tentato a modo mio di fare un sunto a grandi linee per cercare di rendere velocemente il concetto chiave, per chi volesse allargarlo c'è la mia massima disponibilità a contribuire alla discussione

Comunque, sulla mia frase effettivamente sono stato un po' categorico, a volte mi capita e me ne dipiaccio però; effettivamente la realizzazione di Kino a tratti (a mio avviso però brevi e trascurabili nel complesso) ha delle lacune. Tuttavia il suo design in generale, molto tenue ed essenziale e anche in molti aspetti infantile, è perfetto per l'espressione di un contenuto per certi versi molto filosofico, legato alla scoperta del mondo e dei suoi meccanismi e verità da parte appunto di una bambina.

Ovviamente qualche pecca ce l'ha, è naturale e non si può nasconderlo, ma la sua qualità globale è molto sopra la media, e la mia critica era rivolta a chi bocciava categoricamente quest'opera. Tra l'atro hai tirato in ballo un'altra serie che ho trovato incantevole; però essendo la sua realizzazione atta a rendere un altro tipo di contesto e di storia - che sono sì filosofici ma anche molto spirituali e orientati verso una visione differente e commistionata alle tradizioni popolari nipponiche - è perfetta per Mushisi ma non credo lo sarebbe stata altrettanto per Kino. Poi però la controprova non c'è

@ALUCARD80
Be', trovami uno scopo pratico dell'arte. Una manifestazione estetica è appunto assenza di scopo pratico.
"L'arte è sempre inutile", e per essere arte deve restare tale.
Non ero provocatorio, è un dato di fatto. Ora aggiungo anche un'altra cosa: "Non vi è nulla di più indispensabile del superfluo". A dirle, sia la prima che la seconda, è stato qualcuno che ha vissuto per l'arte per tutta la sua vita.

Dài, da quello che avevo detto e da come mi ero espresso credevo trapelasse quale sia la mia passione per le forme d'arte tout court (alcune di più altre meno).
Difatti hai detto una verità cristallina, e che anche a me è capitato di affermare spesso: l'arte è indispensabile. E non deve avere alcuno scopo pratico, deve solo esistere. Non può avere funzionalità pratiche, perché è slegata dal mondo reale. Ogni creazione è la voglia di ricreare un mondo, di esprimere attraverso questo ciò che si ha da dire, di imprigionare per sempre delle emozioni. Ecco, se forse ha un fine è proprio quello di generare questo, e conseguentemente rendere partecipe chi ne viene a contatto di quelle emozioni, di quelle espressioni e di quel mondo. Ma questo non ha niente a che fare con la praticità, ma ha a che fare con l' "animo" umano

Se da me fosse uscito che l'arte non dovrebbe esistere, altro che lavarmi la bocca, mi sarei tagliato la lingua da solo

PS
Riguardo a chi l'artista lo fa per professione (ovvero chi ha questa fortuna)
"Che cos'è l'arte? Prostituzione."

Le storie fantastiche sono molto più che reali:non perchè ci rivelano che draghi e demoni esistono, ma perchè ci dicono che possono essere sconfitti
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Messaggio di ALUCARD80 (17/10/2009, ore 22:26)
Limbes nella nostra società si tende a dare importanza rilevante principalmente a ciò che, detto schiettamente, può metterci in posizione di potere più o meno grande. Ciò che può farci guadagnare soldi (sì perchè tutto gira intorno al dio denaro e non potrebbe essere altrimenti ) e tutto ciò che ci fa mangiare e ci permette di andare avanti. Tu pensa che io nn sono neanche d'accordo con chi disse "Non vi è nulla di più indispensabile del superfluo".... si si lo so, sono davvero un polemico su certe cose XD voglio dire la mia e cercare non di convincere nessuno, per carità, ma solo di farmi capire e anzi, io ho capito di controparte, e benissimo, che anche tu sei come me un propositore ed estimatore di questo "superfluo", e la penso esattamente come il tuo ultimo post. Ciò che intendo io, in aggiunta, è che se qualcosa ci fa stare bene, e intendo fisicamente e mentalmente, allora vale più di ogni lavoro o altra cosa che non ci rende in tali condizioni. L'arte spesso ci reca benessere psicologico, nel caso dei manga e degli anime ci fa evadere dalla monotonia della solita routine, e questa non mi pare un cosa superflua, anzi, questa è una cosa davvero fondamentale per vivere in un mondo dove devi sgomitare dalla mattina alla sera per farti valere.
Ecco, poi lavoro e arte coincidono e allora diventano la stessa cosa, ma a prescindere da questo, non mi riesce davvero di pensare all arte come qualcosa di superfluo. Per me rimane estremamente fondamentale. eh che ci vuoi fare, sono un inguaribile romantico e sognatore:P anzi ora che ci sono t aggiungo agli amici perchè meriti! sempre se sei d'accordo


Assenzio è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a Assenzio 
Messaggio di Assenzio (18/10/2009, ore 01:18)
pero' dimenticate palesemente il tema della Volontarietà ; non e' necessario che un disegno anatomicamente grottesco rappresenti una sublime sperimentazione, atta ad interpretare chissà quale chiave metaforica tra corpo ed io . La Guernica ha una propria fisionomia compositiva perche' l'autore ha voluto dare corpo (o in questo caso, scorporare) un concetto ben preciso dell'esistenza.
Una minima conoscenza sull'autore permette non solo di poter cogliere la citazione, ma a monte consente di riconoscere in Picasso una grandissima abilità artistica anche in stili ben piu' realistici.
Mi viene da sorridere quando un manga ( per il quale ricordo, l'appelativo capolavoro va affidato ai posteri tra un secolo almeno) sembra esente da qualsiasi possibilità di mediocrità. Magari un disegno brutto, sbilanciato compositivamente, con tratti sgradevoli, e' frutto di un talento non eccelso, e in qualche caso appesantito da una trama senza infamia e sanza lode.
Puo' un manga-anime essere brutto Per un tagte adulto e minimamente dotato di strumenti? secondo me si

@Limbes e alucard: sicuramente l'arte non solo ha un valore etico spirituale, ma e' intrinsecamente legato al concetto di uomo "cogito ergo sum", le pitture ruprestri ne sono una riprova.
Si potrebbe dire che non e' l'uomo ad inventare l'arte, ma e' stata l'arte ad inventare l'uomo

Che la dea non ti abbandoni mai! Ora puoi spegnere la console.
RyOGo ha vinto 1 Premio Utente RyOGo è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a RyOGo 
Messaggio di RyOGo (18/10/2009, ore 01:52)
So' solo che mi avete messo una curiosità incredibile verso Kino no Tabi, e cosa scopro? Che è diretto da Ryutaro Nakamura... quindi devo vederlo a tutti i costi!
Per quest'opera non saprei, ho visto pochi minuti per valutarla, ma ho visto Lain, e secondo me, in quella determinata opera, certi disegni e animazioni erano brutti APPOSTA...
Comunque l'arte sarà inutile, come i fiori del resto, ma senza vivremmo troppo male...


Messaggio scritto da Epicuro (anonimo) il 18/10/2009 alle 11:59
Eh, Wilde ne diceva di cose interessanti.

Poi, nessuna disegna e fa animazioni brutte apposta, credimi RyOGo.
Ci può essere un tratto sgradevole; non allineato, arruffato ma brutto apposta è solo sinonimo d'incapacità (che può essere imposta per tempi e fondi).
Mindgames ha un tratto sbilenco e grottesco, no?
Si può dire che è disegnato male? Io direi di no.
Kino no tabi invece presenta proprio pecche grafiche. No, non sto dicendo che il tratto infantile non va bene per quella storia ma che proprio i disegni sono spesso mal fatti in quella serie.
Fossero stati resi come un dennou coil sarei qui a prostarmi.
Purtroppo Kino no tabi odora da produzione fatta davvero con due soldi e soprattutto affidata per la realizzazione a chissà quali studi d'animazione.
A volte, guardando quella serie mi veniva da pensare che un'immagine statica ma ben risolta avrebbe potuto dare di più di alcune sequenze realizzate così male.
La riprova di quel che dico e in Ghost hound sempre dello stesso regista dove con uno studio e dei fondi appropriati si è potuto vedere un anime curato in ogni aspetto. Anche nelle sgradevolezze visive.

Tornando al discorso sull'arte direi che qui si cerca di sintetizzare troppo e il rischio è di cadere nella semplificazione.
Limbes, lo ripeto: in molto di quel che scrivi siamo d'accordo ma quando mi parli di prostituzione per descrivere chi fa l'artista per mestiere dimostri di cadere vittima d'un classico sterotipo che vede l'artista come un sbroccato fuori dal mondo che vive di fantasie destinato a morir di fame.
Dimentichi l'ampio settore di quelle arti applicate che non sono minori ma che riescono a vivere e crescere anche grazie al sostentamento economico.
Basti vedere la secessione viennese o il liberty o ancora l'art decò dove fior fior d'artisti hanno messo una tale energia da trainare graficamente l'intera europa.
Poi, il bauhaus l'architettura di Frank Lloyd Wright o di un Le Corbusier, i manifesti di Mucha o l'alta ebanisteria, l'incisione o l'arte della tarsia lignea eccetera...
Quindi si capirà che l'aforisma del superfluo o dell'arte inutile deve vivere appunto come aforisma ch'è frase che colpisce e che nasconde una grande verità ma che di sicuro non rappresenta la realtà delle cose che è troppo ampia per essere riassunta in poche parole.

Saluti

Io, Van Fanel, Sovrano del regno di Fanelia, stringo un patto di sangue con te, Escaflowne. Risvegliati, Drago Dormiente, davanti ai miei occhi.
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Messaggio di Slanzard (18/10/2009, ore 13:05)
Non si può dire "Raffaello era scarso" o "La madonna della Seggiola fa cagare", sarebbe assurdo. Ma ciò non toglie che pur riconoscendo la grandezza dell'artista, il suo stile non piaccia. Ma l'opera resta un capolavoro lo stesso.
E perchè? Chi ha stabilito questi "dogmi"? Non vedo differenze tra questa frase e quando a Religione mi dissero che Dio non poteva incarnare il male. Cosi come allora, io mi chiedo semplicemente "Perchè?". Entrambi mi sembrano dogmi.

Io invece non sostengo assolutamente che la qualità sia un valore intrinseco nell'opera, per me non ha senso, la qualità dell'opera dipende solo da quello che lo spettatore riesce a coglierci, quindi dipende dallo spettatore.
E non sono neanche accordo che l'autore sappia cos'è l'opera nella sua interezza, proprio perchè poi ogni opera viene vista tramite gli occhi di tantissime altre persone. L'autore sa solamente quello che lui voleva trasmettere con l'opera, ma un'altra persona è liberissima di cogliere, all'interno dell'opera, ben altri spunti di riflessioni, e questi, sebbene non voluti dall'autore, non sono meno importanti di quelli canonici. Basta prendere Evangelion, credi davvero che Anno e la Gainax avessero "previsto" tutte le millemila riflessioni che si sono fatte su di lui, arrivando persino a scomodare i piani di non manifestazione e di esistenza negativa per riuscire a spiegare l'ombra quadrimensionale? Eppure se uno coglie questo aspetto, e gli trasmette qualcosa, ha tutto il diritto di esaltare l'opera, nonostante non fosse nelle intenzioni dell'opera stessa veicolare quel dato tema.
Come quando a scuola studiavo le varie opere e il critico X diceva: "qui l'autore vuole dire questo..." Ma che ne sai tu di cosa voleva dire l'autore? Questo è quello che secondo te voleva dire l'autore, è una cosa ben diversa. Eppure è proprio a partire da queste analisi che poi l'opera viene ritenuta più o meno bella.

E in ogni caso, evitiamo di dire sempre ogni volta che se a uno non piace un'opera allora non l'ha capita. Sta manfrina l'ho sentita talmente tante volte con Evangelion che mi ha quasi dato la nausea. Non si pensa mai che magari uno in realtà l'ha capita benissimo, ma che proprio per questo non l'apprezza. O ancora, magari l'ha capita anche meglio di te, e proprio per questo non l'apprezza.

Per quanto riguarda Kino no Tabi, a me sinceramente la realizzazione tecnica non dispiaciuta affatto, non l'ho trovata brutta e per quanto mi riguarda si è ben sposata con l'opera. Se fosse stata realizzata meglio? Boh, non lo so, non potendo visionarla non posso sapere, magari mi sarebbe piaciuta di più, magari di meno, magari non mi sarebbe cambiato niente. Io so solo che l'opera nella sua interezza mi è piaciuta, compresi i disegni. A tal proposito citerei il secondo film di Kino no Tabi, che mi pare sia stato realizzato decisamente meglio. Nonostante questo, non vi ho trovato un miglioramento globale dell'opera, certo, analizzando singolarmente i disegni mi piacevano di più, ma legando tutto all'opera generale, il valore globale secondo me non è stato incrementato, anzi, forse ci ha perso anche qualcosina.

Sono infine d'accordo con Epicuro sull'aforisma, una bella frase ad effetto da citare in una discussione, ma come tutte queste frasi andrebbero sempre analizzate nel contesto in cui sono state dette, non prese singolarmente e messe a caso in una discussione. Mentre sull'inutilità o meno dell'arte, io mi fermerei a pensare a cosa direbbe un contadino di qualche secolo fa in pieno periodo del raccolto, a parlargli dell'importanza dell'utilizzo della sezione aurea nei templi di Fidia (esempio a caso), o dell'importanza dell'arte nelle nostre vite. Alla fine è tutto sintetizzato nel famoso discorso tra Talete e la servetta tracia.

Chi sei tu che mi somigli, ma che non riconosco...
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Messaggio di Limbes (18/10/2009, ore 13:23)
No, Epicuro, non avevo citato Boudelaire in quel senso (e non credo che il senso del suo aforisma fosse nemmeno quello), ché la boheme è affascinante sì, ma la si vede sempre patinata rispetto all'inferno che era realmente. Intendevo con prostituzione il fatto che l'artista venda la propria opera, una parte di sé; il fatto che non crei per vendere, ma che venda ciò che crea per vivere. In fin dei conti si è sempre fatto, dai tempi di Fidia (e anche prima credo, ma non ricordo i nomi ) fino a ora, e il fatto che qualcuno vendesse o facesse opere su commissione non significa che il suo lavoro fosse fare l'artista, ma che artista era dentro, comunque, e semplicemente per tirare avanti era "costretto" a vendere la propria arte, arte che era sua, in lui, e avrebbe realizzato (o avrebbe tentato di realizzare) in ogni caso.

Poi, sia per l'architettura che per le altre arti applicate; alla fin fine si può vivere anche - e purtroppo oggi lo si vede troppo spesso - in edifici che sembrano scatoloni di cemento, o si può fare grafica indicando su un pezzo di carta solo i dati utili alla comunicazione di un evento eccetera.
Avere il desiderio di creare qualcosa di più, di dare un senso "altro" a quello che si fa, non è una cosa "superflua" che non incide in alcun modo sulla funzionalità della creazione?

Naturalmente, hai ragione, un'aforisma è sempre legato al contesto storico-sociale in cui viene pronunciato; ma nel mondo di oggi, dove appunto come dice ALUCARD80 sono il denaro e l'interesse e il potere le cose che "contano" e che "rappresentano" il punto d'arrivo massimo nel raggiungimento dell'autorealizzazione, io vedo molte affinità con quella società figlia del benessere post rivoluzione industriale, dove l'arricchimento materiale, la posizione sociale e il desiderio d'accaparrare beni o denaro erano l'aspirazione dei più e ciò che distingueva l'uomo perbene ("normale") e con la testa sulle spalle e socialmente rispettabile e affermato.
Però questa è una mia comparazione derivata un po' così, da prendere con le molle, e anche piuttosto larga; non ha più pretese di quante se ne possano dare a una riflessione in un momento un po' a cavolo

PS
Amo anche Dennou Coil.

@ Assenzio
Ma il tema della volontarietà è incluso nel dar forma a una propria idea. E' implicito che ci sia un atto di volontà nel cercare una forma adeguata a quello che si vuole esprimere. E' essenziale. Chi se l'è dimenticato?

Io però direi che: quando è nato l'uomo, con lui è nata l'arte.

Le storie fantastiche sono molto più che reali:non perchè ci rivelano che draghi e demoni esistono, ma perchè ci dicono che possono essere sconfitti
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Messaggio di ALUCARD80 (18/10/2009, ore 14:08)
@ assenzio

ancora una volta mi vedo costretto a quotarti, esimio preso dal discorso mi ero dimenticato delle altre mille sfaccettature intrinseche all'arte, anche se ero più intnzionato a descriverne le funzionalità moderne materiali.. e la tua nota è più che doverosa

@ Ryogo
scrivi:
"Comunque l'arte sarà inutile, come i fiori del resto, ma senza vivremmo troppo male..."
è proprio questo quello che voglio dire io!! Con l'arte che tu apprezzi, stai bene no? E pensi che sia inutile? è solo un concetto errato di partenza, il fatto che l'arte sia inutile! se tu stai bene, che è la coas più importante per un essere umano, ovvero provare momenti di gioia, allora sei difronte alla cosa più UTILE della tua vita! tutto ciò che ti rende felice e ti fa stare bene soggettivamente è importante. Ne consegue, che l'arte per te è utilissima a mio parere i conti quadrano XD ihihihih

@ Slanzard
solitamente si prende come canone ciò che è inarrivabile o quasi, almeno nell'arte. e non parlo solo tecnicamente ma anche filosoficamente. Chi stravolge una concezione in maniera intelligente e funzionale alla concezione stessa viene definito genio, e non solo in pittura. Chi riusciva in passato (e tutt'ora) a rappresentare più fedelmente la realtà, cosa che fra la'ltro richiedeva e richiede anni e anni di esercitazione, pazienza e innato talento, viene indicato come asso nel "settore". A seconda della chiave in cui si legge l'opera c'è un parametro di bravura, se mi passi il termine: per continuare l'esempio di assenzio, in Guernica del grandissimo picasso, così come nelle sue altre opere, c'è una funzionalità puramente simbolica e iconografica, e per niente fine all'estetismo stesso. Il bello del cubismo è la tridimensionalità raccontata in due dimensioni, che incredibilmente può far emozionare lo spettatore anche se apparentemente è di fronte ad un'accozaglia di linee e tratti usciti dalla mente di un folle, come tante persone purtroppo pensano. Eppure, se ci si sofferma di fronte all'imponente tela di Guernica, emergono emozioni e sentimenti angoscianti; è impossibile non avvertire un certo tumulto d'animo osservando quel caos che dovrebbe rappresentare la guerra spagnola al tempo di Franco, e che oltre a rappresentare qualcosa in modo innovativo smuove l'animo di chi vi entra in contatto. Ovviamente si può non gradire, ma per me in quell'opera c'è tanto talento.. e non solo per me, ma anche per la quasi totalità dei critici d'arte mondiali. Non so se mi sono spiegato a dovere
Diciamo quindi che il talento dell'artista è direttamente proporzionale al contenuto che propone nella chiave rappresentativa da lui scelta.

Io, Van Fanel, Sovrano del regno di Fanelia, stringo un patto di sangue con te, Escaflowne. Risvegliati, Drago Dormiente, davanti ai miei occhi.
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Messaggio di Slanzard (18/10/2009, ore 14:20)
può far emozionare lo spettatore, emergono emozioni e sentimenti angoscianti, smuove l'animo di chi vi entra in contatto
Tutte cose massimamente soggettive, dipendenti da sensazioni personali e quindi opinabilissime. Si torna al discorso di prima
e non solo per me, ma anche per la quasi totalità dei critici d'arte mondiali
Per quanto mi riguarda la loro opinione non vale di più di quella dell'uomo della strada.


Messaggio scritto da Epicuro (anonimo) il 18/10/2009 alle 14:56
Lasciamo perdere i critici d'arte...

Però a sostenere quel che scrivi Slanzard si rischia di cadere nel tutto è relativo.
In questi casi anch'io provo a formulare un aforisma:
i gusti son gusti e molti li han pessimi.

Che poi uno trovi il massimo dell'espressione artistica su un mediocre manichino di cattelan o su un filmaccio, tanto meglio per lui.

Però, qualche distinguo si deve fare.
Io sono da sempre per la ricerca d'una certa oggettività nella bontà di un'opera.
Ad esempio io non apprezzo lo scrittore Mann eppure non riesco a definirlo mediocre.
Quindi se una persona viene a dire che lo Stabat Matee di Vivaldi è una cavolata mi sia permesso di ribattere deciso senza sentirmi rinfacciare la solfa dei gusti son gusti.
Per gli dei c'è tutta un'oggettività ben solida nell'arte e nel fare arte.
Un'oggettività che alla fine può pur essere messa in secondo piano nell'attimo della fruizione ok, non lo nego.
Ma, Barry Lindom è un film fatto bene, girato da dio, fotografato in maniera superba, eccetera...
Con questo che voglio dire? Che se non ami questo film sei stupido? No.

Il discorso sarebbe ben ampio...
Ad esempio, c'è da molto tempo la chimera dell'arte per tutti. Ebbene? Che i Cantos sono adatti alla lettura per tutti? Siamo sicuri che una bocciatura da uomo della strada possa contare qualcosa di fronte ad un'opera che non è concepita per essere letta da 'sto benedetto uomo della strada?
Come si può vedere le cose non sono per nulla semplici.
Per cui, certo molto dipende dalla sensibilità individuale, dal come una certa esperienza personale porta a fruire di un'opera d'arte ma nemmeno va dimenticato che questa non è detto voglia essere compresa e/o apprezzata da ciunque ne tanto meno può offrirsi al lettore univesale.
Per cui, son daccordo nel difendere un soggettività di giudizio ma questa dev'essere ben matura e non un isterico puntare i piedi.

Sull'utilità dell'arte da spiegare a un contadino il discorso può valer anche oggi ed è bella la solfa che fa credere alla più scontata delle risposte ovvero che il contadino farebbe spallucce.
Beh, le spallucce le farebbero in molti presi da i più svariati ceti sociali o lavorativi.
Però, come si spiega che pur nella baita montanara più lercia d'inizio novecento qualche volta sbucano delle statue di legno davvero mirabili?

Se l'arte è inutile quando si va a zappare come mai ancora persiste dopo tutto questo tempo? Anzi, perché esiste dalle origini dell'uomo?

Domande, son solo domande.

P.S; su Kino no tabi il concetto è semplice e provo a spiegarlo con un esempio: prendiamo un libro con un soggetto buono, con tante belle idee e mettiamolo su carta con uno stile approssimativo, claudicante.
Il risultato? Certo, può piacere, può lasciar intatto lo spessore di fondo ma non sarebbe stato meglio se fosse stato scritto con un bel stile? (con bel stile intendo una buoan scrittura e quindi anche dura, piena ma consamevole).

Saluti

Io, Van Fanel, Sovrano del regno di Fanelia, stringo un patto di sangue con te, Escaflowne. Risvegliati, Drago Dormiente, davanti ai miei occhi.
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Messaggio di Slanzard (18/10/2009, ore 15:21)
Però a sostenere quel che scrivi Slanzard si rischia di cadere nel tutto è relativo.
E' infatti per me è cosi. Sui gusti, chi sarebbe a decidere quali gusti son pessimi? Tu? E perchè? Sei un essere superiore? Io non ti ritengo tale. Io? Men che meno. E allora chi altri?

Però, qualche distinguo si deve fare.
Continuate tutti a usare parole come dovere, è necessario, bisogna. Non per me. Per me sei tu che stai decidendo arbitrariamente che qualche distinguo va fatto. Per me invece no.

Tu puoi anche ribattere deciso, libero di farlo, ma se credi di avere più ragione dell'altro per me sei automaticamente nel torto.

A me pare proprio che il mondo funzioni in questo modo:
un'artista è considerato bravo se lo giudicano bravo persone competenti ed esperte. Tuttavia queste persone competenti ed esperte sono giudicate competenti ed esperte proprio perchè apprezzano un artista bravo. Ergo una doppia implicazione, che non dice nulla.

Sull'arte per tutti. Per me un'opera bella adatta a tutti è superiore a un'opera parimenti bella che può piacere solo a pochi. Sono da sempre contrario alla creazione di una cerchia di intelligentoni che si autocompiace della propria conoscenza ritenendosi un elite culturale superiore all'uomo medio che detti legge su cosa è bello e cosa è brutto.
Oppure, ammettendo che anche possa essere così, cosa ti fa credere che tu faccia parte di questi, e non sia invece più simile all'uomo della strada. Spero converrai con me che il numero di letture svolte non sia necessariamente proporzionale alla "presunta" competenza.

Sull'arte inutile, prima si dovrebbe decidere meglio cosa sia utile e cosa sia inutile. In fondo, senza cibo non puoi vivere, senza arte si. Che poi possa essere una vita non meritevole di essere vissuta è un altro discorso.

Chi sei tu che mi somigli, ma che non riconosco...
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Messaggio di Limbes (18/10/2009, ore 15:38)
Ma, Slanzard, io non capisco. Su che cosa basi la conoscenza? Allora qualsiasi cosa presa da qualsiasi persona può essere allo stesso tempo capolavoro e immondizia.

Tu avevi fatto l'esempio del cono e del cilindro, no? Se cambi prospettiva li vedi in modo diverso, giusto; ma il cono e il cilindro non vengono modificati dalla tua vista, è solo la tua percezione che muta, il tuo vedere non rimodella la forma dell'oggetto.

Ti voglio fare un esempio io:
Relativamente a un quadro di Van Gogh, un paio di scarpe sfasciate, Heidegger costruì un film assurdo sul contenuto relativo alla fatica della vita contadina basato sulla sua interpretazione di quel quadro. Meyer Shapiro, uno storico dell'arte, lo sputtanò alla grande, perché tutta la costruzione di Heidegger era nata dal travisamento del quadro, ché le scarpe non erano di un contadino, ma le scarpe sfasciate dello stesso Van Gogh. Non è che perché Heidegger travisò le scarpe, le scarpe diventarono da contadino, e il contenuto del quadro divenne il fim di Heidegger.

Voglio dire, se cadiamo nel relativismo soggettivo in ogni cosa (se vale per i gusti, vale per tutto), ogni cosa diventa inconoscibile, e non possiamo condividere niente, né trasmettere niente - e se capita è una botta di culo.
Lasciare ogni cosa all'interpretazione soggettiva non ti sembra annullare l'intento di chi crea e relegare ogni sua inetenzione al caso?
Se la qualità dipende dallo spettatore, che senso ha per l'artista creare?
In questo modo creare non avrebbe più alcun valore, se qualsiasi cosa venga fatta sia passibile di libera rielaborazione e ogni contenuto relegato al caso interpretativo.
Se così fosse, la parola "travisare" non esisterebbe. E non esisterebbe nemmeno la condivisione di un significato. Quindi non ci sarebbe nemmeno comunicazione. E noi non potremmo stare qui a scambiarci pensieri.

E inoltre ha ragione Epicuro, da vendere; alcune opere non sono concepite per tutti né possono esserlo. Son da buttare per questo, allora, o diventano brutte? Perché?

...

Io non ho detto che se a uno un'opera non piace, non l'ha capita. Io anzi ho detto che se ne può riconoscere il valore e in ogni caso non trovarla di proprio gusto, e ho fatto l'esempio di Raffaello, proprio perché è inevitabile che ognuno abbia le proprie preferenze e sensibilità.
Poi però mi devi dire anche perché invece Sanzio è scarso.

Ah, ma tu hai chiesto veramente a un insegnante di religione se Dio può incarnare il male?
Che t'ha risposto? Per quello c'è il Diavolo, per tutto il resto mastercard

In ogni caso ribadisco: arte inutile nel senso pratico, come scopo materiale nel mondo fisico. Non che l'arte non sia importante o non abbia valore. Questa è blasfemia.

Io, Van Fanel, Sovrano del regno di Fanelia, stringo un patto di sangue con te, Escaflowne. Risvegliati, Drago Dormiente, davanti ai miei occhi.
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Messaggio di Slanzard (18/10/2009, ore 16:03)
Per me la conoscenza è un concetto fin troppo aleatorio, ma per spiegarti meglio, ti dico che considero il Socrate dell'Apologia di Platone il livello più alto raggiungibile da essere umano.

D'accordo, abbiamo il cono e il cilindro. A questo punto come possiamo dire se è meglio il cono o il cilindro? Potremmo dire che sono oggetti diversi e quindi non paragonabili (come si fa spesso con una serie e un film, o un libro e un quadro), e che servono due coni. Ma ora prendiamo un cono integro e un cono "rotto". Qual è meglio? Quello integro è integro, quindi perfetto, ma quello retto potrebbe dare un senso di vissuto, un sapore antico, o qualsiasi altra cosa possa venire in mente, mentre l'altro apparire meramente falso. L'essere cono o l'esser cilindro in se non stabilisce nulla, devo definire io un ordinamento, ma qui si ritorna al relativismo.

E sono perfettamente d'accordo nel sostenere che qualsiasi cosa sia inconoscibile nella sua vera essenza, quale essere umano potrebbe mai riuscire in tale impresa? Non capisco poi perchè ciò annullerebbe lo sforzo creativo. Perché uno crea? Perché vuole trasmettere qualcosa a qualcuno, perchè vuole lasciare un segno tangibile della sua esistenza, perchè colto da ispirazione, per soldi, per fama o gloria, per essere ricordato nel tempo, o semplicemente perchè gli piace.
Invece certo che possiamo condividere, ma noi condividiamo solo la nostra opinione su un'opera, non l'opera in se.
Io non ho detto che opere non per tutti siano brutte, ma semplicemente che io personalmente ritengo, a parità di bellezza(!), che un'opera universale sia superiore a una per pochi, semplicemente perchè è in grado di colpire più persone.

Per l'utilità chiudo dicendo che ogni persona a una propria concezione di cosa è utile e cosa inutile, siamo sempre al solito discorso, non esiste NESSUNO che possa decidere anche per gli altri, a meno che non sia un essere perfetto.


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Messaggio di Assenzio (18/10/2009, ore 16:59)
@Limbes : in realtà mi riferivo al tema dell'oggettività qui proposto. Approdando in una dimensione terrena di analisi su opere "comuni" ( anime e manga appunto ) non si puo' assolutamente trascendere dalla possibilità che un autore non sia in possesso di tutti gli strumenti artistici e narrativi.
Il Relativismo di Slanzard e' ben piu' utopico di una visione materialista sulle capacità del singolo, spesso insufficienti o comunque non massimali per tradurre in concreto un concetto.
Un bambino ha una conoscenza della scrittura limitata, sia per forma che per contenuto, con la quale deve pur comunque confrontrasi nel momento in cui esprime un sentimento. Il sentimento non e' autentico? certo che no

il discorso e' questo, ma non vorrei entrare in un eccessiva dissertazione filosofica: Forma e Sostanza sono due aspetti dell'idea che camminano a braccetto, non si equivalgono ma convergono ogni qual volta l'uomo esprime una parte di se'. Esiste un canone per la Sostanza? no, a mio avviso
Esiste un canone per la Forma? neanche . Esistono tuttavia una serie di parametri per la non-forma ; per essere esplicito, un artista deve prima acquisire una serie di competenze e abilità per poter effettivamente plasmare l'opera attraverso la sua visione, se non le possiede non fa una scelta secondo sua idea, ma secondo suo limite.
Alucard utilizzando il termine inarrivabile ha già espresso efficacemente tale argomentazione.

Esiste una critica oggettiva? no ; parimenti esistono dei canoni per la non-critica, generati dall'ignoranza. Posso dire che Picasso e' un idiota Se conosco le opere dell'autore, conosco il contesto, approfondisco i suoi intenti, mi spingo in paragoni. La critica presuppone conoscenza, non rifiuto, altrimenti si corre il rischio di vedere un cono integro in rotto o viceversa.
Puo' la Guernica non tradurre la Forma? ovvio, un'incompatibilità di linguaggio, nella quale devo essere in grado di scindere i limiti dell'autore dai limiti di chi osserva.
Per me Picasso era un aborto, poi attraverso lo studio ho acquisito una visione piu Libera e Consapevole, con la quale oggi riesco a "sentire le sue parole", magari bestemmie, ma le sento.

Limbes sono tutto sommato d'accordo con quelli che dici, e
dopotutto Slanzard implicitamente vi da ragione citando la parità di bellezza, secondo me sta subendo una conversione al lato oscuro

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Messaggio di Limbes (18/10/2009, ore 18:30)
Slanzard, l'essere cono o cilindro stabilisce tutto, quella è la sostanza. Difatti io non stavo parlando di paragonare cosa sia meglio, cosa piaccia di più o quale sia l'opera più grande (si può dire quella che ha fatto più scalpore, perché c'è un riscontro in termini di risonanza globale, ma questo qui non c'entra), ma di riconoscere cosa sia un'opera. Il contenuto e la forma SONO l'opera, se diciamo che sono interpretabili all'infinito e non conoscibili, allora non possiamo conoscere l'opera.

Tu dici:
E sono perfettamente d'accordo nel sostenere che qualsiasi cosa sia inconoscibile nella sua vera essenza, quale essere umano potrebbe mai riuscire in tale impresa? Non capisco poi perchè ciò annullerebbe lo sforzo creativo

Ti ho già risposto

Se la qualità dipende dallo spettatore, che senso ha per l'artista creare?
In questo modo creare non avrebbe più alcun valore, se qualsiasi cosa venga fatta sia passibile di libera rielaborazione e ogni contenuto relegato al caso interpretativo


Se uno crea qualcosa e poi quest'opera è rielaborata e rinterpretata all'infinito, la creazione va persa, quello che l'artista vuol dire va perso, e con esso l'intento dell'artista di dar forma a qualcosa di personale.

Poi tu dici:

Perché uno crea? Perché vuole trasmettere qualcosa a qualcuno, perchè vuole lasciare un segno tangibile della sua esistenza, perchè colto da ispirazione, per soldi, per fama o gloria, per essere ricordato nel tempo, o semplicemente perchè gli piace

Ma se qualcuno vuole trasmettere ha bisogno di una base comunicativa condivisa, se vuole lasciare un segno di sé è necessario che qualcuno comprenda quello che vuole lasciare, sennò tanto vale fare un graffio su una pietra; un'ispirazione interna va codificata esternamente e se non c'è un codice di codifica (che non appartiene solo al singolo, ma è un codice appartenente alla comunità del singolo) non è possibile darle forma; per soldi vale lo stesso del punto 1, e per la fama e la gloria e il ricordo nel tempo idem.
Se solo perché gli piace, allora uno può fare quel che vuole e tenerselo nel cassetto, e appunto perciò non sarà condiviso, né conosciuto da nessuno, e andrà perso.

Come facciamo a condividere un'opinione senza l'opera? Su che cosa diamo la nostra opinione se prima non conosciamo e condividiamo l'opera?

E comunque, se tutto è ralativo e non c'è base di significato, allora nemmeno quello che vogliamo dire noi, le nostre opinioni, può essere condiviso, e tutto diventa incomunicabile. E non mi pare sia così, dato che stiamo comunicando e per quanto con qualche difficoltà capiamo a vicenda i concetti che esprimiamo

PS
Il Socrate dell'Apologia comunque qualcosa la sapeva, e quello che sapeva lo basava su un dogma, dato da un oracolo per giunta Tu non eri contro i dogmi?

@ Assenzio
E io sono d'accordo con quello che dici tu.
E... Il lato oscuro, bella questa

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Messaggio di Slanzard (18/10/2009, ore 18:31)
La parità di bellezza era intesa sempre soggettiva, ed era per spiegare che non consideravo solo l'ampiezza del bacino d'utenza, ovvero che tra un opera bella per pochi e una brutta per tanti preferisco la prima.

Comunque per quanto riguarda i limiti fisici di alcuni autori, io il discorso lo estenderei un po' a tutti gli ambiti esistenti, non solo ad anime e manga. Ed anche qui, a mio avviso, non è sempre così immediato dividere una cosa fatta male per incapacità piuttosto che per scelta (e per Kino no Tabi ripeto che a me è piaciuto proprio quello stile grafico, mentre il film che è disegnato meglio non mi ha convinto del tutto). E in ogni caso, se la cosa fatta male anche per incapacità, mi piace di più di come sarebbe venuta senza il limite dell'autore (e per me è una cosa possibilissima) non ho problemi a considerare l'opera limitata superiore.
Prendendo il bambino di Assenzio, per me può anche scrivere una cosa migliore di quella che avrebbe scritto se fosse stato in grado di scrivere meglio (può sembrare un paradosso ma per non lo è, e Kino no Tabi, se davvero è stato disegnato male per delle carenze tecniche, per me ne è una prova).

Poi, anche la necessità di conoscere un autore prima di giudicare una sua opera la considero vera fino a un certo punto. Certo, in questo modo puoi cercare di contestualizzare l'opera all'interno della produzione artistica del soggetto e della sua epoca, considerare eventuali ispirazioni ad altre scuole di pensiero, sapere cosa quell'opera rappresentava per l'autore e cosa voleva trasmettere con essa, e in questo è indubbio che l'esperto e l'uomo per la strada non sono minimamente paragonabili, ma se poi si giunge infine alla fatidica domanda "E' bello?", tutto questa analisi precedente diventa di importanza abbastanza secondaria, sempre secondo me.

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Messaggio di Slanzard (18/10/2009, ore 18:39)
@limbes: ottimo, cosi sappiamo che uno è cono e uno è cilindro. Ma non ci serve a niente. Sappiamo che uno è Evangelion e l'altro è Kino no Tabi, ma questo lo sapevamo già prima.

Ma l'opera viene GIA reinterpretata e rielaborata all'infinito, accade sempre, quindi non vedo il problema. Basta vedere quando a scuola si studia un'opera letteraria o un dipinto. Noi studiamo sempre l'interpretazione che i critici hanno dato di quell'opera, e non è raro che cambiando libro cambi tutto, compresi gli artisti considerati bravi e quelli non bravi. Non è reinterpretazione questa?
Mi continuate a parlare di basi comuni, canoni comuni, ma io continuo a non percepirne l'esistenza.
Sinceramente mi sembra che ci sia quasi paura a eliminare tutte le basi di pensiero comunemente condivisi per non finire a sguazzare nel dubbio assoluto.

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Messaggio di Limbes (18/10/2009, ore 19:46)
Non si sta parlando di canoni estetici comuni, non ne esistono, e se esistono è un caso. Si sta parlando di codici di comunicazione comuni. L'alfabeto fonetico, ad esempio. La lingua italiana, per farne un'altro. Non sono una base di pensiero comune forse? E su queste, non si costituisce forse un sistema di comprensione, per quanto con i suoi limiti, comune?

Comunque, io mi riferivo al fatto: così sappiamo cosa è Eva e cosa è Kino.

Le opere non vengono reinterpretate, si cerca per quanto possibile di capire cosa chi le ha fatte voleva dire. Gli artisti, per esempio, utilizzavano essi stessi dei codici arbitrari per le loro allegorie e simboli. Difatti di molte opere, e si ammette, dato che non si hanno a disposizione i codici cui facevano riferimento gli artisti, si azzardano ipotesi ma l'iconologia non dà interpretazioni categoriche.

Effettivamente, sguazzare nel dubbio assoluto ti sembra poco? Mica è robetta da niente, non sapere più niente.


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Messaggio di Assenzio (18/10/2009, ore 22:46)
@Slanzard: voglio premettere che questa e' una discussione tra "amici", non vorrei dar l'impressione di lapidare i tuoi commenti, che invece trovo molto arguti.

Il critico solitamente non interpreta un opera attraverso una sua opinione che diventa modello, ma studia la scuola di pensiero dell'autore, indica gli aspetti ridondanti e caratteristici ( ad esempio le possibili simmetrie, proporzioni e citazioni in arte, o in letteratura i topoi appunto ), ritrova gli scritti e i progetti, poi recensisce ovviamente. Questa figura professionale e' un po martoriata, devo dire la verità, perche' la si associa alla televendita che commenta qualche pseudo artista della pop art italiana, mentre si tratta solitamente di esegeti dalla cultura enciclopedica. E aggiungo, non diamo per scontato il non sense, perche' soprattutto in passato non era particolarmente di moda, sia in arte che in letteratura ( anzi la letteratura e' spaventosamente lampante )

hai un preconcetto errato, cioe' che i "grandi" del passato lo siano in funzione di una critica relativa. Su questo sbagli, non perche' su di essi non e' stabilita la possibilità di dissentire, ma perche' nessuno ha mai detto che le loro opere risultano "belle"! Le loro opere sono storicamente significative, per originalità, come stereotipo futuro...

torniamo ad una dimensione odierna e bassa, e prendiamo un manga molto noto, Naruto.
qui non si sta discorrendo se Naruto sia bello o brutto ( a me piace! ) ma prendo ed analizzo i vari punti, chiedendomi:
1) com'e' il disegno? al che ti posso oggettivamente rispondere ( se piace o meno e' altra storia, ti posso dire com'e' )
ovvero sommario, distribuzione non eccelsa di ombre, ecessiva piattezza, scene poco "dense" a livello temporale. Robadisco, si puo' sostenere che l'anatomia dei corpi sfiora l'iperealismo? no, e' un fatto, non un'opinione
2) com'e' la trama? idem. Ha spunti originali inerenti al macroambiente che costruisce, pero' ricade in vecchi inciuci, esaspera una realtà manichea della vita che mal si associa ai personaggi.
Puo' un bambina dal ciuffo rosa di 12 anni struggersi d'amore, rischiare la vita e fare tutta una serie di riflessioni esistenziali?

Quando si parla di codici, si parla dell'insieme e tanti altri elementi, e li si pone dinanzi ad un pubblico. Naruto e' un bel manga? ni o so
Naruto e' un capolavoro? no, o meglio, per un certo target non puo' esserlo

Le storie fantastiche sono molto più che reali:non perchè ci rivelano che draghi e demoni esistono, ma perchè ci dicono che possono essere sconfitti
ALUCARD80 ha vinto 7 Premi Utente ALUCARD80 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a ALUCARD80 
Messaggio di ALUCARD80 (19/10/2009, ore 03:20)
beh, anche io sono d'accordo con assenzio e allo stesso tempo sono d'accordo con alcune cose ches ostiene Slanzard, insomma, voglio dire: in una diussione come questa ci sono infinite sfaccettature, infiniti punti di vista, e tratta conoscenze ampie più degli oceani per poterne venire a capo. tuttavia, esco un pò dal contesto per fare due battute frivole e per sottolineare il fatto che sono rimasto davvero colpito in senso positivo proprio da tutta questa discussione...!
Mi piace sentire i pareri di tutti e quando i daloghi si propagano così profondamente su argomenti che adoro non posso che esserne felice adoro AC XD


Messaggio scritto da Epicuro (anonimo) il 19/10/2009 alle 11:48
Slanzard:"Sull'arte per tutti. Per me un'opera bella adatta a tutti è superiore a un'opera parimenti bella che può piacere solo a pochi. Sono da sempre contrario alla creazione di una cerchia di intelligentoni che si autocompiace della propria conoscenza ritenendosi un elite culturale superiore all'uomo medio che detti legge su cosa è bello e cosa è brutto.
Oppure, ammettendo che anche possa essere così, cosa ti fa credere che tu faccia parte di questi, e non sia invece più simile all'uomo della strada. Spero converrai con me che il numero di letture svolte non sia necessariamente proporzionale alla "presunta" competenza."

Vorrei capire quando ho dato l'idea che esiste un aspro antagonismo tra le opere per tutti e quelle per pochi.
Ma chi ha parlato di gruppuscoli d'intelligentoni?
E chi si è ritagliato un posticino tra questi? Io?
Per gli dei qui non si sta facendo una classifica ma si cerca di ragionare.
Ci sono opere che sono create "per forza" non adatte a tutti.
Nessuna offesa in questo.
Allora davanti a queste opere che valore può avere il giudizio dell'uomo da strada (ma può valere anche il contrario, ovvero dell'opera pop non capibile per l'erudito eccetera)?
Ok, per il cilindro ma se prendiamo una costruzione geometrica minerale complessa? Chi la definisce? Chi riesce a determinarla?
Non volevo creare dicotomia.
Volevo marcare l'esistenza di una chimera ovvero che l'arte deve essere adatta a tutti e quindi giudicabile pienamente per tutti e su questo concetto far vedere un altro lato della nostra discussione.
Che il tutto è relativo non porta sempre buoni frutti e che il resgno della soggettività non è una monarchia assoluta.
Allora lo ripeto, va bene che una persona X (genio o ignorante che sia) mi bocci Lolita ma io potrò sempre rispondere che quel libro è scritto bene, che è un buon libro.
Un buon libro che può non piacere.

Poi, sul segno tracciato dal bimbo fate attenzione che si rischia di cadere su certi gorghi d'arte moderna da quattro soldi.
Quindi, liberissimo d'amare Kino no tabi ma per favore non tirar fuori che il disegno è belloe quindi funzionale al concetto o alla storia espressa perché in realtà il disegno in Kino è piuttosto blando e mal risolto (il disegno, magari il design originale aveva il suo perché).
E questo non lo dico cercando di far valere una vaga appartenenza alla sacra cerchia degli eruditi (mai nemmeno mi sono posto in quella casta) ma tentando di soppesare il tratto, la colorazione, la resa delle animazioni.
E queste cose le soppeso in quanto io stesso son disegnatore e posso vantare una certa esperienza.

Ed ancora una volta, se a te quella serie piace tanto meglio.

Saluti

Le storie fantastiche sono molto più che reali:non perchè ci rivelano che draghi e demoni esistono, ma perchè ci dicono che possono essere sconfitti
ALUCARD80 ha vinto 7 Premi Utente ALUCARD80 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a ALUCARD80 
Messaggio di ALUCARD80 (20/10/2009, ore 15:09)
inoltre volevo fare un seplice appunto sui tanto discussi critici d'arte: sicuramente molti di loro non saranno amati alla follia, certi si sono sauti far odiare per la loro "saccentaggine" (perdonate il termine XD) e la loro arroganza, vedi Sgarbi che ormai ha fatto del suo personaggio un prodotto televisivo; però non esiste assolutamente che il parere di una persona qualsiasi e un critico d'arte sia la stessa cosa, e non perchè uno è più intelligente o vede cose diverse dall'altro, non perchè l'uomo di strada è un ignorante o che: il motivo è semplice: solitamente il critico ha studiato approfonditmente, anzi, che dico, ha sviscerato il campo artistico in cui esercita, e conosce nozioni, aneddoti, dogmi e fatti storici che una persona qualsiasi manco può lontanamente immaginare. Un critico nonsolo si documenta sulle vite e i segreti degli artisti, ma anche su ogni loro singola opera. Poi le considerazion personali sono un altra cosa, per carità, ma oggettivamente non si può mettere sullo stesso piano una persona che ha coltivato questa passione per tutta lavita e il parere di uno che può esser sì intelligente, ma ignora i significati di determinate cose che si possono apprendere solo tramite anni di studio.
Per esempio, la mia professoressa di storia dell'arte (alla scuola d'arte dove andavo) poteva sembrare a prima vista una pesona superficiale, sbadata, anche un pò antipatica, ma quando apriva bocca e parlava d'arte, potevi ascoltarla per ore, era qualcosa di fantastico.

Puoi tu uccidere uno shinigami..?
KiraSensei ha vinto 6 Premi Utente KiraSensei è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a KiraSensei 
Messaggio di KiraSensei (20/10/2009, ore 17:42)
beato te che avevi professoresse così la maggior parte delle mie era insopporetabile, solo una si salvava (invece che far lezione parlavamo di tutt'altro ).
Comunque concordo con quello che dici Alucard, il critico non è più inteligente, solo più esperto nel suo settore (almeno dovrebbe) rispetto a un aperson anormale.

Le storie fantastiche sono molto più che reali:non perchè ci rivelano che draghi e demoni esistono, ma perchè ci dicono che possono essere sconfitti
ALUCARD80 ha vinto 7 Premi Utente ALUCARD80 è stato attivo negli ultimi 10 giorni Invia un Messaggio Privato a ALUCARD80 
Messaggio di ALUCARD80 (20/10/2009, ore 23:19)
Kira sensei guarda che la mia professoressa oltre che poco bella (per usare un eufemismo) era anche piuttosto noiosa come persona... diciamo che a parte la dote artistca aveva ben poco, per quanto ho potuto constatare XD eheh
mah comunque direi di si, l'intelligente lo puoi trovare dapperttutto, l'esperto solo nel settore proprio perchè si occupa di quello


elsing NON è stato attivo negli ultimi 30 giorni Invia un Messaggio Privato a elsing 
Messaggio di elsing (04/12/2009, ore 21:29)
i giapponesi sono bravi perche hanno portato molti cartoni belli in italia,come dectetiv conan.dragonball e naruto



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