Riportiamo l’interessante articolo pubblicato su Web 2.0 Open Lab che ripercorre la conferenza “L’animazione Giapponese” del Professor Takamasa Sakurai, docente e preside di Facoltà alla Digital Hollywood University di Tokyo. L'incontro si è tenuto lo scorso 18 maggio presso l'Aula Magna dell’Istituto Europeo del Design: È stato un evento molto interessante e divertente, grazie all'esperienza e alle capacità del Professor Takamasa Sakurai, vero esperto del settore dell'animazione, e alla partecipazione del pubblico molto preso dall’argomento.
Si è cominciato con un’analisi di mercato, con la conferma del dato che l’Italia resta uno dei Paesi maggiormente fruitori di anime e manga, insieme a Francia, Spagna e Germania per quanto riguarda l’Europa. In aumento l’interesse anche negli Stati Uniti, Paese tradizionalmente più chiuso alle produzioni straniere. Si parla di dati legati anche al settore della vendita di dvd e fumetti e non solo alla trasmissione televisiva, la quale - anche in Italia - ha subito un forte ridimensionamento rispetto agli anni Ottanta e Novanta. Oltre alla diffusione dei contenuti, in costante aumento anche il numero degli eventi organizzati da tutti i fan delle serie, che raggiungono, in alcuni casi, partecipazioni che contano alcune migliaia di persone. In particolare va segnalato il successo del cosplay.
Dopo alcuni divertenti scambi di battute fra Takamasa Sakurai e i ragazzi del pubblico su quali fossero i personaggi o le serie preferite, si è arrivati alla domanda fondamentale: perché il sostegno agli anime da parte dei giovani di tutto il mondo?
Sono stati concessi cinque minuti di pausa per riflettere sulle risposte da dare ma, a giudicare dal vociferare concitato scatenatosi in aula, sarebbero bastati cinque secondi.
Da una prima risposta di un ragazzo che ha esclamato: “Per la bellezza delle protagoniste!” (ok, era una battuta, ma non si può comunque dargli torto!), si è passati a varie risposte, che concordavano tutte su quella che poi è stata la riflessione conclusiva di Sakurai (cerco di riassumere al meglio): certamente è importantissimo il fatto che gli anime non hanno età.
O, meglio, sono fruibili a tutte le età per il modo in cui vengono trattati i contenuti (e qui entra in gioco una fondamentale differenza culturale tra Giappone e altri Paesi del mondo, ovvero che l’animazione, i cartoni animati, non è considerata un prodotto unicamente per bambini, ma ha la stessa rilevanza di tutte le forme audiovisive rivolte ad ogni età). Quindi la molteplicità di letture e fruizioni possibili da parte di pubblici di generazioni diverse. Inoltre (e strettamente connesso a quanto detto sopra) va sottolineato il lavoro di sviluppo dei personaggi, che viene fatto con estrema cura, tale da definirli psicologicamente così bene da far sì che sia inevitabile l’immedesimazione da parte degli spettatori. Questa resa porta a provare quello che col tempo diventa vero e proprio affetto nei confronti dei protagonisti, anche perché le loro avventure fanno riferimento all’immaginario giovanile e i protagonisti hanno sempre dei problemi personali, dei conflitti interiori, coi quali devono confrontarsi durante le loro storie e che devono affrontare per poterli superare. Inoltre c’è un approccio molto sincero alle cose, ad esempio nei confini fra i “buoni” e i “cattivi”, che non sono mai netti, ma anzi si sottolineano molto le sfumature che ci sono in ogni tipo di personalità.
Tutto riporta a una dimensione del quotidiano simile alla vita reale, quindi molto vicina a noi stessi, ulteriore motivo di immedesimazione nei personaggi e nei loro conflitti, al di là di quale sia il loro mondo narrativo (lo spazio, un paesino di montagna o una grande metropoli).
Questa analisi aiuta a capire il successo degli anime in tutto il mondo e non solo in Giappone.
È importante anche a fronte del fatto che i cartoni giapponesi (lo stesso vale per i manga) portano con sè, sia nell’estetica che nei contenuti, i tratti fondamentali della cultura del Giappone.
E nonostante ciò riescono a catturare e appassionare milioni di giovani (e adulti) in tutto il mondo, in culture nettamente differenti. Ciò significa che le risposte date sopra sono veramente convincenti a fronte di questi dati. Va sottolineato che in Giappone vengono prodotte serie in due modi differenti per quanto riguarda lo sviluppo narrativo dei contenuti:
1) a forte carattere giapponese;
2) a carattere più internazionale.
Resta comunque evidente come anche le opere a carattere internazionale portino sempre con sè delle caratteristiche culturali indistinguibili, cosa che (a mio modesto parere) dà ulteriore valore alla loro qualità (di concept prima, di sviluppo poi) e rende ancor più interessante la loro diffusione.
La conferenza è proseguita poi con una panoramica generale sul sistema di produzione di un'animazione, dal concept alle varie fasi di lavorazione.
Interessanti i dati sulla produzione di una puntata della durata di 20 minuti: occorre un team di circa 300 persone per un costo medio di 66 mila euro. Data la domanda sempre crescente di nuove produzioni, per abbattere i costi anche il Giappone ha allacciato collaborazioni con studi con sede in Cina, Corea, Thailandia per le fasi di lavorazione intermedie.
Questo perché, se da un lato gli anime da sempre hanno sfruttato le innovazioni tecnologiche, dai primi computer alla più recente CG (computer graphics), dall’altro resta imprescindibile la caratteristica del disegno a mano delle animazioni.
Motivo per cui le fasi più importanti della lavorazione continuano a essere fatte in casa nipponica, e la precedenza viene data a questa qualità piuttosto che all’abbassamento dei costi.
E proprio sulla CG il Professor Takamasa Sakurai ha concentrato l’ultima parte della conferenza, con l’analisi delle sue potenzialità, di come dia l’opportunità a tutti di esprimersi con pochi mezzi e potersi facilmente gettare sul mercato per farsi notare. Dopo aver mostrato un proprio lavoro, Fairlife, ne ha fatto visionare un paio di altri in CG per dimostrare cosa si può riuscire a fare anche da soli. A chi, infine, chiedeva quale futuro e quali opportunità per tutti quegli italiani che amano questo mondo e non vorrebbero esserne sempre e solo spettatori, la risposta più o meno indiretta è stata di dare appunto un’occhiata ai lavori di cui sopra e tentare di farsi notare seguendo quella direzione.
Per concludere, Sakurai ha preso il suo cellulare e lo ha avvicinato al microfono, annunciando una sorpresa per tutti. E la voce registrata del doppiatore originale del Detective Conan ha salutato tutti i presenti (in giapponese) e invitato la platea a posare per una foto di gruppo. Un divertente saluto per quella che è stata una conferenza davvero brillante.
propio una bella domanda!!!!
purtroppo la cosa è ormai radicata in me, mi spiace solo vedere il lento declino di una cosa ke 20 anni fa circa mi appassionava come solo la DC Comics ancora oggi sa fare...
Perchè si.
C'è forse bisogno di un motivo per amare?
Anche io faccio fatica a trovare serie interessanti, originali, ma soprattutto DIVERSE. Molte risultano simili come personaggi e situazioni... un pò troppo stereotipate.
Il made in Japan poi è diventata una moda assurda, fatta di pregiudizi ed ignoranza; così come la trasformazione della parola "otaku" in termine positivo. Insomma se vai in Giappone a dire che sei otaku, sicuramente di amici tene fai pochi (e già è difficile farseli normalmente!).
Bisognerebbe apprezzare l' animazione in generale (non solo gli anime) giusto per farsi un attimo una mente aperta piuttosto che quadrata.
Di schifezze ne esistono tante anche nell' animazione giapponese.
NON
E'
UMANAMENTE
POSSIBILE
Ora vi spiego! Lessi quest'articolo stupendo un po' di tempo fa, lo trovai interessante e utile per la mia tesi, ma lo piantai lì, da ripescare a tempo debito, perché avrebbe riguardato un capitolo molto successivo a quello che stavo scrivendo. Ora, oggi, pochi minuti fa, è giunto proprio il momento non solo di terminare l'ultimo capitolo, ma di ripescare anche quest'articolo, tra gli altri. Ma prima di riaprirmi il link, che mi ero salvata, apro Animeclick e...capperini, me lo ritrovo lì!!! Perfettamente in tema, in un just-in-time che più sincronizzato e casuale di così non poteva essere
So che probabilmente sto raccontando una cosa che vi sembrerà assurda e un po' scema ma credetemi, è successo proprio così, e io mi sono messa veramente a sorridere...sembra proprio che la mia tesi non riesca a prescindere da AC
ps: allora il Debris che ha commentato la fonte era quello di AC
Sul perché io amo gli anime ci rifletto un po', termino il capitolo e poi rispondo
se penso a fenomeni come jumpismo o la produzione anime recente otaku-oriented,ovvero che gli anime vengano prodotti con occhio alla produzione derivata da essi(videogame,giochi di carte,gadget,pupazzeria varia ecc) mi viene da pensare che chi li fa studi attentamente i gusti del suo pubblico per dargli ciò che vuole,più che artisti mi sembrano abili pubblicitari.
Certe produzioni non mi pare si discostino molto dal grande fratello e usino strategie per far presa sul pubblico simili a quelle dei reality
"c’è un approccio molto sincero alle cose, ad esempio nei confini fra i “buoni” e i “cattivi”, che non sono mai netti, ma anzi si sottolineano molto le sfumature che ci sono in ogni tipo di personalità. "
Bhe, questo non è sempre vero,a mio modestissimo parere. Soprattutto negli shonen i veri cattivi dai i buoni si differenziano quasi immediatamente, a parte qualche eccezzione.
1) a forte carattere giapponese;
2) a carattere più internazionale."
Questa cosa non mi è molto chiara. Sul fatto che molte serie sono state fatte in modo da renderle appetitose anche per un pubblico occidentale, aggiungendo anche elementi o situazioni comuni in altri altri paesi, penso non ci siano dubbi. Ma su questo fatto non ci avevo mai fatto caso.
@A_d_n: condivido in pieno, che l'industria dell'animazione giappo sia bella che satura è vero, ma di capolavori passati ce ne sono così tanti che ignorare le schifezze (troppe) del presente non è poi così difficile...
Di commercialate c'è ne sono così come ci sono i capolavori, e comunque si sa che in ogni arte ci sono commercialate e capolavori, solo che le commercialate crescono con la popolarità, quindi penso che più i manga diventeranno popolari, cosa che spero, più le commercialate aumenteranno!
Perché ci piace così tanto l’animazione? A parte che io sono un grande estimatore del disegno nel suo significato universale, credo che ciò che mi avvicini a questo mondo sognante e fantastico sia tutto racchiuso nel pensiero che ho come firma per l’avatar nel mio profilo: "Le storie fantastiche sono molto più che reali:non perchè ci rivelano che draghi e demoni esistono, ma perchè ci dicono che possono essere sconfitti”. Riflessione di un certo scrittore inglese, ma non è certamente l’unico motivo. Ognuno di noi ha bisogno di evadere dalle abitudini di vita, e di sognare. Chi smette di sognare fa morire la parte bambina dentro di sé, perdendo un tesoro prezioso e insostituibile
Personalmente amo l'animazione perchè è una forma di intrattenimento che mi coinvolge molto. Fin da piccola ho sempre amato i racconti, le storie. Infatti sono sempre stata una accanita lettrice. L'animazione mi dà sensazioni simili, ma al contempo dà qualcosa di diverso dal libro, dato che c'è un input visivo e uno sonoro che il libro non ha. E' un modo diverso di raccontare una storia. E se la storia è bella, allora diventa molto coinvolgente. Lo stesso dicasi per i videogiochi. Anche per questi, prediligo quelli che hanno una storia dietro.
Cosa che faccio anche ora, grazie alle animazioni 3D che mi diverto a fare
Come approccio all'animazione ho sempre preferito l'animazione di stampo Jappo, che fonde bene CG ed animazione tradizionale, al contrario quella americana è prettamente CG
I japponesi usano la CG per imitare fenomeni o situazioni reali, al contrario gli americani usano la CG per dare un senso caricaturale alla storia e renderla meno "reale"
Perchè amo l'animazione giapponese? Perchè mi acchiappò da bambino e non mi mollò più!
Spero ancora in una nuova rivoluzione che sciolga questa deprimente stasi e riporti l'animazione giapponese ai livelli di qualità per cui l'avevo amata.
P.S.: chiedo scusa in anticipo per l'eccessiva polemicità ma ormai quando si tratta di anime posso parlare solo con il dolore e la delusione nel cuore.
La situazione non avrà alcuna miglioria se anche in Giappone non progredisce la mentalità del prodotto animato o manga Solo per adulti, non Anche-Si-Puo' darsi.
E' la stessa osservazione personale che spesi sul Miyazaki, ovvero una scelta netta di rivolgersi ad un tipo di pubblico con un tipo di linguaggio dedicato
c'e' anche da notare che i gusti odierni dei piu' giovani sono di assoluto rifiuto verso l'introspettivo, il complesso, il pedagogico, e piu' in generale il triste. Poiche' la vita non e' manichea, la tendenza recente tende a creare dei macromondi strampalati in positivo, che i meno giovani non riescono oramai a digerire perche' non ne sentono un apparteneza
Credo, analisi tutta mia, che le produzioni canute, pur abbondando di metafore e deformazioni del reale attraverso la fantasia, non erano assolutamente esenti da un legame di verità a mio avviso sempre necessario
Io credo che il problema fondamentale è che ormai le serie prodotte ogni anno sono tantissime e quindi è difficile scremare quelle di qualità. Inoltre con la crisi del settore si cerca di rischiare poco e avere incassi sicuri.
Rimane il fatto che in tutta la mediocrità dilagante (ma c'erano anime mediocri anche negli anni 80 e 90) saltano fuori piccoli gioiellini, come Mushishi, Dennou Coil, Tekkonkinkreet (anime e manga). Ovvio, sono gusti personali, però cerchiamo di evitare il cliché "una volta tutto era meglio" e ricordiamoci che man mano che passa il tempo e viene prodotto un numero sempre maggiore di opere è davvero difficile inventare qualcosa di davvero originale, la bravura sta nel raccontare cose magari già viste ma con una sensibilità e un punto di vista diversi.
wow mi hai letteralmente tolto le parole di bocca, dico davvero! Ero qui che cercavo di dire esattamente le cose che hai scritto ( e che approvo a pieni voti ) ma poi ho visto che ci hai già pensato tu. Tanto di cappello, sei forse quella che ha capito più di tutti
Magari ci sarà un'amalgamazione generale dei generi e delle prospettive di concepimento alla base della sceneggiatura insita al commerciale, tuttavia ogni cosa è soggettiva ed è bella o brutta, banale o originale a seconda degli occhi di chi la guarda.
Cmq in risposta alla domanda....
Ci sarebbero mille diversi motivi, per i disegni bellissimi, per l'animazione moooolto piò avanzata di quella americana ed europea, per le emozioni diverse che suscita, per l'originalità, perchè hanno una fine (la maggior parte!)..... non finiremmo mai!!!
La verità è che non siamo noi che amiamo l'animazione giapponese, ma lei che cattura noi e ci intrappola nel suo mondo dalle mille emozioni finche non ci entra nel cuore....
A forza di leggere manga molti diventano lolicon, o fan del Moe!
Ma la pedofilia è tuttaltra cosa e non è da confondere, un lolicon è una persona a cui piacciono le ragazzine visivamente parlando, mentre un pedofilo è un malato che adora fare certe cose con bambini.
Le cose sono COMPLETAMENTE diverse. se cè chi soffre di entrambi è un'altra cosa.
So di aver stringato troppo cosa sia un lolicon, ma è per rendere l'idea.
Per rispondere alla domanda poi, beh è difficile da spiegare per me, in pratica ci sono cresciuto, ma invece di distaccarmene come fanno in tanti con il trascorrere degli anni, mi sono ritrovato ancor oggi più attaccato di prima, sarà forse per le storie, i personaggi, i disegni, non so bene, fatto sta che mi piace, e tutto quello che a me piace, continuo e continuerò a seguirlo, incurante di ciò che pensano o possono pensare gli altri.
W gli anime
L'animazione piu' adulta sforna sempre titoli interessanti, Eden of the East e' l'ultimo esempio.
Amo gli anime che mi regalano emozioni e mi fanno riflettere, indipendentemente dal fatto che siano degli anni '60 o dei giorni nostri, destinati a un target infantile oppure a un pubblico di adulti.
io adoro l'animazione giapponese perché ci sono cresciuta, i robot erano uno spunto per battaglie con gli amici nel parco e poi un pochino più grande candy è stata la mia soap opera.
La stragrande maggioranza della gente che conosco, della mia generazione, ha una venerazione nei confronti dei “cartoni” anche se io sono una delle poche che continuo a guardarli, e di questo devo ringraziare questo sito che ho conosciuto casualmente qualche anno fa.
Prima di ciò come molti miei amici pensavo che i cartoni ormai fossero solo le tartarughe ninja e dragon ball, salvo qualche rara eccezione tipo city hunter, a dire il vero prima non sapevo neanche esistesse l’anime night di mtv, invece per fortuna c’è ancora tutto un mondo di anime la fuori……peccato che solo io mi sono convertita al sub.
Non trovo però che l’animazione disney o pixar sia da meno, è più buonista certo, ma alcuni film sono dei capolavori, per me nemo e mulan hanno una storia eccezionale e li considero tra i miei film preferiti al pari di matrix, guerre stellari, qualcosa è cambiato e altri.
Trovo invece carente l’animazione giapponese sul lungometraggio, è facile appassionare qualcuno con 13 – 26 o più puntate, mi sembra invece che non riescano a condensare o creare una storia autoconclusiva, c’è sempre qualcosa che manca nei loro film, questo ovviamente per quanto riguarda i miei gusti, anzi se qualcuno volesse consigliarmi sono sempre disposta a conoscere qualcosa di nuovo.
Facciamo un esempio: negli anni '90 uscì Turn A Gundam, serie molto particolare slegata totalmente da tutto ciò che fu Gundam, con un'ambientazione simile a quella dei primi del'900 con innesti steampunk (per chi non sapesse cos'è lo steampunk, vedetevi Steamboy o Wild Wild West), con una narrazione degli eventi molto lenta e dalla trama molto curata.
L'ultima serie di Gundam prodotta è Gundam 00, l'ho apprezzata al punto che per molto tempo usai uno dei personaggi come avatar, però a parità di episodi ci sono molti momenti confusi, e la vicenda narrata non è ancora conclusa, e come ambientazione offre qualcosa di non troppo lontano dalla nostra realtà, insomma a parte le tecniche d'animazione non ci vedo molte idee nuove...
Per questo comincio ad essere deluso dalle tante novità, per carità, alcune le apprezzo (K-ON, Kanamemo, Kobato), ma sono serie allegre che non lasciano dei valori o degli insegnamenti morali come mi accade con gli anime del passato, poi magari sbaglio anche tipologia di anime, e sono contento che siano arrivati in Italia serie come Code Geass, Gurren Lagann, ARIA e Romeo X Juliet, in tutte c'è qualcosa che rimane dentro, qualche insegnamento morale (anche se ARIA non mi fa' proprio impazzire come genere, ma è comunque di qualità), non sono uno di quelli che rimpiange il passato, sono solo gusti personali.
La considero un mezzo di intrattenimento dalle mille facce che sa emozionare, sconveolgere, commuovere, istruire, shockare o spanciare dalle risate a seconda di ciò che si sta guardando. Caratteristica tutt'altro che comune direi
Quando esco con gli amici, più o meno so che aspettarmi, quando faccio sport so che aspettarmi (e ciò va benissimo, ci mancherebbe). Con gli anime invece è sempre una scoperta cotinua, posto che si sappia cosa andare a guardare e non ci si perda nel marasma di robaccia commerciale che attualmente intasa il mercato (non solo di anime)
E con quest'ultima frase mi ricollego volentieri a certi discorsi a cui sono sempre stato piuttosto allergico e che culminano nella classica frase "Si stava meglio quando si stava peggio". Ora io mi chiedo se chi la pensa così abbia avuto almeno un minimo di voglia a ricercare un prodotto odierno, dico uno, di ottima fattura, come ce ne sono a bizzeffe, o abbia trovato più comodo rimpiangere i bei tempi andati, se così si possono chiamare.
Il mondo cambia e questo si sa. Cambia in meglio e in peggio, e non in un'unica direzione. Non vedo proprio come si possa affermare che gli anime di 20 anni fa emozionassero a manetta e tutto fosse bello e luccicante mentre ora non ci sia uno straccio di prodotto che abbia alcunchè da dire allo spettatore. Forse esagero, ma per me questa è follia pura. Anzi no, non esagero proprio per niente
Probabilmente l'età, così come il senso nostalgico, giocano un ruolo determinante nell'abbellire i ricordi a scapito di cià che abbiamo davanti agli occhi nel presente, ma credo che estremismi del genere siano decisamente fuori dalla realtà dei fatti e non facciano che gettare pessimismo e sconsolamente inutile tra chi magari legge e non è informato dell'argomento.
Pure io ammetto di essere parecchio di parte, infatti penso quasi l'esatto contrario (pur con le dovute eccezioni). Considero l'animazione fine '90 e post 2000 la migliore di sempre. Sarà perchè sono giovano e l'ho seguita meglio e con più consapevolezza, ma l'idea che mi sono fatto dopo aver messo a confronto le diverse generazioni di prodotti è questa. Tuttavia, manco mi passa per l'anticamera del cervello di glorificare il post2000 in maniera assoluta a scapito di tutto il resto. Cerco di pigliare da ogni cosa tutto ciò che di buono c'è. E di buono ce ne sta pure ora, nel 2009.
Diamo uno schiaffo alla nostaglia e guardiamo avanti. Credo sia il modo migliore per godere al meglio della nostra comune passione per gli anime
ahahah Tidusvaan hai ragione XDXD non potevi trovare un motivo migliore
oh, ma sono davvero l'unica bestia rara in questo thread a cui non piace Ghost in the shell? sicuramente si tratta di un titolone, ma dal mio punto di vista solo a livello tecnico. Parla e tratta argomenti delicati e introspettivi.. ma mi risulta di una piattezza e noia assurde...... quell'anime manca di ritmo!
poi ho scoperto che molti altri motivi secondari per cui mi piace l'animaz made in jap sono gli stessi vostri: molti di quelli qui elencati bene o male rispecchiano ciò che penso e che apprezzo
Ciò non toglie che molte delle produzioni di oggi le posso anche buttare nel... caminetto!
Io ti consiglio un solo titolo: Ghost in the Shell, il film del 1995. Guardalo. E, ALUCARD80, guardalo anche tu, spero ti possa ricredere sull'universo di Ghost in the Shell, perché qualcosa di così profondo raramente è stato fatto.
...
L'animazione...
Be', l'animazione è un mezzo espressivo, e si può utilizzarlo in tutti i modi che si vuole, per cui non credo esista qualcuno che ami "tutta" l'animazione. E' comunque una domanda fuorviante, ché se per esempio tutto il cinema fosse cinepanettone o cinefracassone, non amerei (nel mio piccolo) il cinema. Così la pittura, l'architettura e ogni altra espressione. L'arte non è il suo mezzo espressivo. Si manifesta attraverso esso.
Nell'animazione vale la stessa cosa. Così la voglio prendere in un altro modo:
Se si volesse decentrare la prospettiva si potrebbe anche dire "Perché coloro che la fanno ce la fanno amare? E' forse solo un dono, la voglia di creare qualcosa che resti e che emozioni e che porti una lacrima a scivolare?"
Ecco, questa è la risposta. Almeno la mia. Io amo l'Animazione fatta da queste persone. Le serie, i film, indipendentemente da quando siano stati creati, ma che sono stati realizzati con tutta la passione di un gruppo di persone che avevano qualcosa da dire, che volevano condividerlo, far riflettere, far ridere o piangere, che volevano creare un mondo e che sopra ogni cosa amavano con tutto se stessi, loro stessi per primi, le proprie creazioni. Queste sono le persone e le opere che hanno hanno segnato la storia, e che resteranno, e che mi sono entrate dentro e non se ne sono più andate.
La colpa non è nostra, è loro
Per cui posso capire chi dice che oggi l'animazione, vuoi per la globalizzazione, vuoi per gli interessi economici, vuoi soprattutto perché più si va avanti e più sono le cose splendide che si lasciano dietro e più difficile è crearne nuove, è diventata un settore di mercato, che fa mercato e che in molti casi è progettata proprio per questo scopo. Più che in passato, bisogna dirlo.
Tuttavia bisogna ascoltare anche Musashi, ché ai "nostri tempi" non tutto era bello e non ogni parto era un capolavoro.
Le tendenze mutano e muta anche il gusto, e se ciò che piace adesso non è l'opera alta - e questo dispiace parecchio ma rientra nell'appiatimento culturale odierno - ciò non toglie che a volte ci siano delle persone che ancora ci credano e che lascino nascere delle perle che, magari passano inosservate nell'oceano dei titoli offerti dall'animazione, ma che una volta davanti gli occhi ti tirano fuori tutte le emozioni che avresti giurato non avresti mai più provato.
In questi ultimi due mesi io ne ho trovato due, e una mi sta finendo proprio adesso, proprio in questi giorni. Forse sono stato fortunato, forse ho cercato, ma questo dimostra che ancora qualcosa di bello e toccante viene fuori, per cui ancora io amo l'Animazione, e spero non venga mai il giorno in cui io non lo possa più dire.
Non ho alcun pregiudizio di sorta, provo di tutto, e se devo essere sincera mi è capitato di annoiarmi con serie "alternative" e invece emozionarmi con serie "commerciali" (e naturalmente anche il contrario)! Per me la cosa principale è il divertimento, la capacità di coinvolgermi, e anche quanto riesco a affezionarmi ai personaggi.
P.S. la il doppiatore originale di Conan non è una doppiatrice
ma dei manga sono innamorata xD... sarà che molti sono simili, ma mi piace provare le senzazioni che trasmettono (tristezza, comicità, allegria, dolcezza...)..è questo che mi ha fatto innamorare di loro... le emozioni che emanano leggendoli attraverso disegni, o frasi significative....e xkè no, anche per le sfumature che fa la mangaka in un disegno xD
Fatto sta che continuo ad apprezzare sia l'animazione che il fumetto giapponese.
Ora tutti o quasi si lamentano di un calo di qualità dell'animazione al che mi sorge spontanea una domanda: "è vero che la qualità è diminuita?"
La domanda non è così sciocca come potrebbe sembrare perché potrebbe essere che fermo restando la percentuale di serie di qualità sia solo aumentato il numero di serie. Noto è, infatti, che non percepiamo come uguali frazioni come 1/10 e 10/100 pur trattandosi sempre del 10%, così aumentando il numero di serie ci sembra che le serie di qualità siano diminuite.
Da non trascurare poi che col passare degli anni abbiamo a nostra disposizione sempre più strumenti per guardare animazione e se 25 anni fa avevamo solo la televisione e quindi quelle poche serie che arrivavano adesso oltre ad arrivare un numero maggiore di serie abbiamo altri mezzi per vedere animazione, il che porta a vedere un numero sempre più alto di serie anche di qualità bassa (che invece prima non avevamo modo di vedere e quindi ci sembra che in passato la qualità fosse più alta).
Bisognerebbe poi aggiungere che spesso i giudizi espressi sono soggettivi quindi riteniamo che se non ci sono serie che ci piacciono la qualità sia diminuita anche se in realtà possono esserci serie di grande qualità . Esempio recente Aoi hana è uno slice of life/ shojo ai chi non apprezza storie shojo ai non lo metterà di certo fra le serie di qualità, anzi spesso si rifiuterà di vederlo bollandolo subito come prodotto di infima qualità e questo senza vedere la sua qualità reale... e sto parlando di una serie di qualità.
Oltretutto sarebbe ingiusto non considerare un elemento fisiologico di qualsiasi campo, ossia un inevitabile disparità di qualità, anzi più che inevitabile è necessaria solo con una disparità di qualità potrà esserci un prodotto ottimo... se tutti gli anime fossero capolavori allora gioco forza non lo sarebbe nessuno perché quella sarebbe la normalità.
Non sarebbe giusto concludere questo discorso senza guardare anche chi l'animazione la guarda (e qui invito anche a leggere il commento di Musashi che è veramente illuminante)
Il problema risiede anche in chi guarda animazione, ponendosi nei confronti di un anime con pregiudizi sarà sempre più difficile scorgere elementi positivi, perché partiamo già dal presupposto che ciò che stiamo vedendo non è originale, la trama non è ben fatta, ecc. Ma bisognerebbe ricordarsi che l'originalità vera non è che cosa di 4 o 5 opere primitive, dopo di che si deve dare un significato diverso al termine originale... ma qui il discorso è molto lungo quindi per il momento ometto.
Parlavo prima di capacità di stupire del colpo di scena nell'animazione... ebbene si ad oggi sono sempre più rari colpi di scena tali sopratutto nei film americani sempre più spesso uguali a se stessi che seguono ancora i vecchi schemi incapaci di innovarsi (più perché quegli schemi funzionano bene nel farsi apprezzare da un pubblico sempre meno preparato e allocco che per incapacità vera). In questi film il colpo di scena è talmente scontato che lo si attende perdendo così il suo scopo. Personalmente ho ritrovato un colpo di scena vero in una serie animata e in particolare in Tokyo magnitudo 8, qui arriva improvviso, quando meno te lo aspetti.
Ma forse il problema è anche nelle persone che guardano, persone che probabilmente non hanno più passione, magari perché più semplicemente sono cambiati i gusti... ma che per chissà quale assurdo motivo si forzano a guardare ciò che non apprezzano... certe persone a mio avviso dovrebbero solo fare una cosa allontanarsi da un qualcosa che non apprezzano più, sono infatti stufo di leggere nelle notizie che indicano i titoli usciti in una data settimana o in un dato mese commenti come "Evviva per me niente da prendere" oppure "Che fortuna anche questa volta solo one piece xx"
Questi non sono commenti da fan o da appassionato, quanto quelli di una persona obbligata sotto chissà quale minaccia di comprare manga...
Divertente è che ad essere sempre molto apprezzati sono proprio quei titoli che maggiormente si prestano alle critiche che sempre più spesso si rivolgono all'animazione... One piece e naruto
Non me ne vogliano i fan di one piece o naruto ma analizzandoli si vede come non possano certo dirsi prodotti originali, o senza stereotipi, ecc. ma non scordiamoci che prima funzione di un anime è intrattenere (quindi ogni serie che riesce a farlo senza annoiare è ben accetta) se poi riesce ad andare oltre rientriamo nella categoria dei capolavori
E per concludere siamo sicuri di poter dire che nelle passate stagioni non troviamo anime di qualità? io posso dire che anche solo così a mente mi vengono in mente svariati titoli di qualità Sky crawlers, Ponjo, Spice and wolf, Tokyo magnitudo 8, Clannad, Ga rei zero, Itazura na kiss, shigofumi, candy boy, Eve no jikan... non mi sembrano poi così pochi no?
Ho sempre apprezzato l'animazione giapponese fin da piccola; anzi, a volte, quando ero piccina e non capivo la differenza, non mi rendevo conto del perché alcuni cartoni mi piacessero ed altri no, quando ero praticamente onnivora! Beh, la percentuale maggiore dei cartoni che non mi piacevano era dei cartoni NON giapponesi. Come dire, fin da piccola avevo le idee chiare! XD
Se dovessi rispondere a un perché, adesso, direi che mi piacciono i disegni - più o meno, ovviamente; dipende spesso dallo stile di un autore - il chara in generale, le storie, le ambientazioni, le leggende... insomma, mi piace il tipo di cartoni in quanto tale.
Resta il fatto che la domanda per me non si pone: quel che mi piace, lo guardo; se non mi piace, spengo. XD
Anime che mi appassionano con le belle storie, personaggi interessanti e colpi di scena ne vedo ancora ma non disdegno neanche anime più semplici e poco originali ma che mi divertono comunque.
Sarà che non snobbo niente e non sono di gusti difficili.
Mi piacerebbe sapere da che cosa si deduce il calo di qualità degli anime.
Dalla realizzazione tecnica? quella credo che sia sempre al top.
Dalle storie o dall'originalità? ormai si è quasi detto tutto negli anime, la cosa bella è vedere il punto di vista dei diversi autori su una certa tematica o le variazioni.
Comunque di serie originali a mio avviso ce ne sono, basta cercare.
Questo discorsi avvengono anche tra gli appassionati di videogames, di cinema, libri ecc.
Se queste produzioni ormai non soddisfano più i nostri gusti credo che sia meglio dedicarsi ad altro.
Comunque a me l'animazione giapponese piace per lo stile di disegno, i colori, le animazioni, le storie e la caratterzzazione dei personaggi, tutte cose che secondo me sono molto più curate e meglio realizzate rispetto all'animazione occidentale.
Personalmente io amo gli anime perchè mi offrono la possibilità di liberare la mente e di immedesimarmi in alcuni protagonisti.
E' una cosa difficile da descrivere, credo che ognuno sappia in cuor suo ciò che prova, ed è anche perchè è una cosa così personale che risulta difficile da descrivere.
Sto fscendo confusione già ora
La matematica (ora che faccio le scuole serali) mi piace perchè, una volta capita, diventa una roba di ragionamento tipo il Sudoku
@Memory of Dream
Ottima analisi, complimenti vivissimi, però secondo me ci sono un paio di punti di cui si può discutere:
1) I gusti personali cambiano, è logico.
Se a 15 anni mi sarei esaltato come un matto per Soul Eater, ora che ne ho 27 suonati faccio fatica a trovarci qualcosa di interessante, pur riconoscendo la validità dell'opera per il target a cui è destinato, ovvero non il mio. Idem per Bleach, o di serie manga che cambiano registro come ad esempio Naruto, che prima mi piaceva molto ma ormai mi ha stufato al punto che non lo leggo più. Per gli shojo invece sono gusti personali, se prima non sopportavo i clichè della ragazzina timida che muore dietro al figo della scuola (e stranamente riesce pure ad entrare nelle sue simpatie) perchè per me è una forzatura della realtà, rinnovo la mia opinione, ma quando uno shojo è atipico (Fruits Basket, GALS, Nana e forse Shugo Chara di cui seguirò l'anime su Italia 1) allora ben venga.
2) Come dicevo prima, il target diverso.
Ho provato a vedermi Aoi Hana, l'ho troncato a metà del terzo episodio perchè mi annoiava, eppure non direi mai e poi mai che è una serie di bassa qualità, anzi, è solo che non è nei miei gusti. Idem per molti shonen, ormai ne ho letti e visti tanti per poterli apprezzare appieno, e sono più orientato verso i seinen, eppure non avrei mai detto che Naruto fosse un'opera di bassa qualità (forse ultimamente comincio a pensarlo per ciò che deve essere ancora pubblicato in Italia, ma se a molti piace ancora vuol dire che è un cambiamento adatto ai fans, cosa che io non sono), anzi l'avrei consigliata agli adolescenti. Idem per altri shonen che avrei scartato dopo pochi numeri, ma di cui riconosco il valore.
Ora, sono sicuro che ci sono anime meritevoli anche oggi, ma come facciamo a trovarli facilmente? Si ha la pazienza di seguire più puntate anche di ciò che non convince? Beh, io non sempre ce l'ho, e forse sbaglio, ma preferisco farmi un'opinione su una serie in più che cercare di sforzarmi di vedere ciò che non mi convince.
E forse è triste vedere che l'unica serie di cui aspetto con ansia ogni episodio è Eve no Jikan...
w death note!!!!!!!!!!!!!!!!!
gli anime sono stati i miei genitori virtuali fino a quando nn ho imparato a leggere da lì sono stata adottata dai manga
Poi più nel dettaglio perchè in genere verte su valori che apprezzo ed ha una storia che si sviluppa nella sua continuity, come valore aggiunto adoro scoprire miti leggende e tradizioni nipponiche.
Sono un cultore delle vecchie serie--date un occhio su www.serateotaku.it per capire cosa intendo-- ma nulla vieta di gustarmi appieno il Farinone(ovvero Gundam00), Lost Canvass, Code Geass, Keroro,Blade of Immortal.
Se una cosa mi piace la seguo se non m'appassiona la mollo ad esempio Kyashan Sins è l'ultimo caduto
XD!!
Anche perche l'animazione e mooooolto piu efficace della live action perche rende le cose molto piu "reali" infatti, se si disegna, si doppia e si da una storia il tuto sembra piu vero, invece recitare dal vivo da un senso di artificita e fintezza.
Ecco perche secondo me amiamo l'animazione.
Bravo, intervento realista e sincero.
Qualsiasi fenomeno culturale, di massa o di nicchia, subisce continue evoluzione per far fronte alla pestilenziale staticità; difficile trovare un aspetto culturale puramente ereditario, un così fu e cosi' sarà. In secondo luogo, per quanto una preferenza sia soggetta alla possibilità di mutare, viene comunque soddisfatta dalla mole stessa del mercato, e dall'aumentata capacità di usufuirne con i piu' disparati mezzi prima inarrivabili; e non il contrario, come qualcuno ha sostenuto.
Ricapitolando, se ci poniamo la domanda: il mondo manga e anime e' cambiato? allora e' una domanda retorica, ovviamente si
e i nostri giudizi cambiano? certamente
la vera questione e' centrata sulla loro aderenza.
Oggi l'offerta che mi viene proposta non e' piu' adeguata in qualità e quantità, Perche' si e' stabilita una linea etica e produttiva che strizza l'occhio ad un tipo di pubblico che non mi rappresenta. Proprio perche' i mass media permettono un accesso globale, ritengo che ci sia un esigenza ancora non soddisfatta di un filone Adulto su tutti i generi manga e anime, che prevede un approccio in linea ai palati esigenti. Affermare che "qualcosa di buono" ogni tanto spunta, significa considerarli un prezioso aborto della massa, cosa che trovo aberrante e in antitesi alle continue lamentele sula scarsa originalità
Assolutamente d'accordo!
Credo poi che la mia preferenza verso gli anime sia sorta in maniera del tutto inconscia quand'ancora ero molto piccina e non badavo alla loro provenienza...semplicemente con il passare del tempo mi sono accorta che mi piacevano molto più degli altri cartoni animati, che ho smesso di vedere, dedicandomi quasi in toto a manga e anime (Nadia, Robin Hood, Peter Pan e D'Artagnan docet. E poi venne Sailor Moon e così via
Poi chiaramente c'è il suo perché sul fatto che gli anime piacciano PIU' degli altri, esattamente come viene narrato nell'articolo, e questa è la motivazione "accademica", mentre noi qua ci concentriamo anche su quella "emozionale"
@ Limbes
quoto tutto
@ Memory of Dream
complimenti anche da parte mia per l'analisi
Non si può generalizzare con "gli anime", perchè "gli anime" sono sfaccettati in tanti target diversi, e uno dei compiti, se non il principale, delle produzioni dedicate ai ragazzi o ai fruitori più giovani (kodomo, shonen o shojo che siano) è quello di impartire a chi legge/guarda dei velati insegnamenti, quali credere nell'amicizia, nel rispetto reciproco, nella giustizia, nell'amore, nella lealtà, insegnamenti molto importanti che è bene che il fruitore tenga a mente e sfrutti nella vita reale.
Da qui ne deriva poi in noi il collezionare dvd manga o giocattoli...
Unica e vera fonte di divertimento anche per "nostalgici"dei cartoon anni 80. Sigle da cantare nelle varie manifestazioni magari con i cantanti vedi Superobot , Cristina D'avena,Oliver Onions a Lucca per indenderci.
Altre animazioni Classiche vedi Disney,Barbapapà,Titti e Silvestro...per indenderci pure sono belle e interessanti. Ma la nostra memoria "storica" è senza dubbio legata a quella nipponica:dai Classici robottoni Nagaiani, a gli shojo Candy-Lady Oscar-Georgie ecc.
Allora il motivo reale qual'è?E' il segreto della Nutella:La sia ama a prescindere perchè è buona e ti ricorda..L'infanzia
Il mio mito personale (ovvero Luca Raffaelli) ha scritto qualcosa tipo "certamente gli anime sono fatti per intrattenere, e i giocattoli per far vendere, il mercato vuole questo. Tuttavia per riuscirci essi devono essere in grado di interpretare i sogni, le aspirazioni e i desideri di grandi e piccini, e non è per niente facile". Io gli credo, così come credo che proprio il ritrovare questi nostri sogni negli anime equivalga a trarne dei validi insegnamenti di vita...magari li percepiamo in maniera inconscia, ma secondo me ci sono eccome
E poi ci sono i stupendi Meisaku *_*
@RyOGo Indubbiamente i gusti cambiano, è una cosa normale ma naturalmente questo non deve incidere sulla valutazione di un prodotto, la sua qualità o meno è indipendente dai nostri gusti. Faccio un esempio controverso...
Evangelion a me personalmente è piaciuto, non lo considero un capolavoro come fanno in tanti ma non lo disprezzo nemmeno questo però non mi impedisce di dire che oggettivamente parlando è una serie da 7- perché i difetti ci sono e si vedono, ad esempio le troppe sotto trame lasciate aperte, ecc.
Sul fattore shojo come su tutti gli altri generi non ho dei punti fissi, ossia non c'è una impostazione che non apprezzo a prescindere ma tutto dipende come è sviluppato l'esempio qui può essere Itazura na kiss che pur partendo dalla impostazione "ragazza non bellissima si innamora del più bello ma non è considerata" si sviluppa in modo leggero e divertente. La cosa più importante è che non debba mai diventare pesante.
Devo però ammettere che per me lo shojo più bello in assoluto (sia a livello personale sia con occhio oggettivo) rimane Maison ikkoku (Cara dolce Kyoko) capace di narrare una quotidianità tanto strampalata quanto perfettamente normale al suo interno, capace di coinvolgere lo spettatore al punto tale che anche dopo anni di distanza ripensando a Godai che fa la salita per tornare al suo appartamente non ci sembra quasi un ricordo nostro come se lo stessimo facendo noi?
Certo ci sono tanti altri shojo da apprezzare e di ottimo livello (mi viene in mente clannad... quanti pianti con questa serie) ma maison ikkoku ha un posto speciale devo ammetterlo.
Tornando a parlare di target e gusti che cambiano avendo io quasi 24 anni ho attraversato bene queste fasi, e tutt'ora guardo anime che non sono adatti alla mia età, credo infatti che il target sia un semplice riferimento e può ben capitare di trovare serie godibilissime a prescindere dall'appartenere o meno al target di riferimento. Qui entriamo però nel campo soggettivo che deve essere lasciato stare quando vogliamo valutare un prodotto oggettivamente.
Come trovare serie di qualità nella moltitudine di serie in produzione? Semplice non è personalmente adotto un sistema semplice, la prima cosa da fare ammesso che si abbia una minima conoscenza di chi lavora in questo campo è dare un occhiata agli staff, serie con staff navigati e di qualità hanno buone probabilità di essere ottime serie, tengo particolarmente d'occhio le serie derivanti da manga che apprezzo. poi per il resto bisogna guardare un paio di episodi, quelle che apprezzo le seguo, le altre le accumulo in attesa di avere il tempo di provare a guardarle una seconda volta.
Purtroppo è essenziale una cosa che con l'avanzare dell'età è sempre più rara ossia il tempo.
@cartman666 Non sono d'accordo, indubbiamente gli anime come qualsiasi altro prodotto del genere (libri, fumetti, film, ecc.) hanno uno scopo d'intrattenimento, ma questo è solo il primo ed il più superficiale, ma non si può ignorare che abbiano anche scopi d'insegnamento morale, Maison ikkoku non isegna forse la necessità di non arrendersi al primo ostacolo in amore? la maggior parte degli anime sportivi non insegna l'importanza del gioco di squadra e dell'impegno? Lavori come Life non insegnano la crudeltà del bullismo? Lavori maturi come Bokurano e Narutaru non ci fanno riflettere su molti elementi?
Tutti o quasi i prodotti che narrano una storia oltre ad emozionarci e coinvolgerci hanno sempre il potere di insegnarci qualcosa.
Una delle cose che ho sempre apprezzato delle serie giapponesi è appunto la loro indefinizione di bene e male, in questo modo ecco che troviamo personaggi malvagi che in realtà non lo sono per pura e semplice cattiveria (come invece le streghe della disney) ma dietro ci sono anche per loro traumi e sofferenze, mancanze che li rendono umani e alle volte ci dispiace anche per loro, arriviamo anche a perdonare le loro atrocità... Oserei aggiungere che è proprio la presenza della giusta quantità di insegnamento che rende un prodotto bello da vedere se è troppo scadiamo nel buonismo, ma se è troppo poco il prodotto è arido, incapace di trasmette emozioni e al massimo si potrebbero avere prodotti comico demenziali o ecchi che sono apprezzabili si ma certo non vorrei che fossero le uniche cose che posso vedere.
Perchè li amiamo?
Semplicemente perchè sono la cosa che ci emoziona di più, e per un cuore che cerca emozioni non c'è niente di meglio degli anime, ma esistono altri 1000 motivi, questo è solo il più appariscente
In ogni caso continuo a trovare profondamente sbagliato parlare di serie "oggettivamente" belle o di verità "oggettive" applicate a opere d'arte o d'intrattenimento come si preferisce considerarle.
La scommessa è quella di far capire che anime e manga costituiscono una proposta culturale interessante per i ragazzi e a scuola propongo progetti didattici sull'animazione giapponese.
Se devo animare una storiella del ragazzo imbranato circondati da bellissime fanciulle, magari provenienti da un altro pianeta, e desidero evitare citazioni eccessivamente provocanti puntando sul non sense, Volontariamente costruisco vicende irreali quanto frivole. Magari trattandole in maniera puerile e senza dilungarmi sull'introspezione, costruendo intorno a me un mondo manicheo di protagonisti ed antagonisti.
Brutto? non per forza, dipende dai gusti, ma su di essa si possono ritrovare dei cardini discutibili relativamente, non posso dire fischi per fiaschi
lo stesso messaggio pedagogico puo' essere affrontato in maniera realistica, oppure sciorinato in maniera esasperata (esempio notissimo, l'amiciza e l'amore rappresentato in Naruto attraverso dodicenni dalla caratura morale da premio nobel).
Secondo me (per umiltà), "oggettivamente" c'e' una tendenza stilistica che attraversa una serie di topoi e di stereotipi, forse meno "universali" e godibili per tutti
Quei ragazzini che ribollivano quando sentivano descrivere i loro beniamini animati come fuffa, robetta leggera e fatta con lo stampino da quegli adulti che se la ridevano nella loro presunta superiorità anagrafica e critica.
Quei ragazzini che giuravano in quei giorni che una volta diventati adulti mai e poi mai sarebbero caduti in quel gioco.
Ecco, ora quei bimbetti son cresciuti e cosa fanno? Danno del bimbominkia a chi si gode dei prodotti d'un target giovanile e puntano il dito urlando alla fuffa, alla robetta leggere e fatta con lo stampino.
E come sempre in questi casi dico: i MOIGErati del futuro nasceranno da qualche parte, no?
Beh, probabilmente questa parte è molto più vicina di quel che si crede.
Saluti
Sì, vabbe', dal dare un giudizio critico su quello che passa oggi sul fronte animato a diventare dei censori c'è un vallone stile Himalaya. A diventare MOIGE poi... che tra l'atro mi pare tutta un'altra cosa e che abbia finalità diverse.
Voglio dire, il bimbomikismo è un fenomeno accertato
Che ci sia sempre un legame affettivo particolare con alcune opere, legate a particolari momenti della propria vita o dalle quali si è stati toccati più a fondo per cause più personali e dipendenti dalla sensibilità individuale, be', questo è innegabile ed è giusto che sia così. Ma non ci si può mettere due fiorentine sugli occhi e accettare come grande intrattemimento ogni cosa esca fuori dagli studi di produzione, e nemmeno si può confinare ogni criterio valutativo alle contingenze dell'epoca, delle generazioni e del relativismo soggettivo - altrimenti mandiamo a farsi benedire un minimo di analisi seria e releghiamo ogni opera all'opinabilità di chi la guarda e lodiamo indiscriminatamente il giardino che preferiamo - il che è ragionevolmente una cavolata, perché il valore è nell'opera e non nell'occhio di chi guarda - semmai chi guarda, se ne è capace, deve coglierlo.
PS
E io non sono nemmeno un bimbo anni '80
beh, ecco, ogni generazione ha i suoi vecchiacci che sparano a zero e i suoi giovincelli rivoluzionari e anticonformisti che amano ciò che salta fuori dalla norma, norma che non srebbe altro che ciò che andava in voga (ola tendenza) fino a poco prima. O ciò che non è più, agli occhi degli "anzianotti" buono e pregiato. Ah ah no, a me non piace fare l'anzianotto, sono sempre pronto ad affrontare cambiamenti, non senza difficoltà lo ammetto. anzi per certi versi preferisco gli anime degli anni 2000 a quelli degli anni 80, e per altri versi meno. SI tratta di essere costruttivi e oculati, tutto qui
:)
Che materia insegni e quali progetti hai portato avanti in ambito didattico legati ad anime manga?
Sono troppo curioso
>:3
Inutile parlare di valutazioni oggettivi per le opere d'intrattenimento o d'arte? E allora su che basi si dovrebbe valutare una serie? Su basi soggettive?
Basta dare uno sguardo al linguaggio per capire la necessità di differenziare opinioni personali da opinioni su basi oggettive.
è bello/a
A me piace
Queste due frasi riassumono alla perfezione ciò che voglio dire la prima è un giudizio oggettivo la seconda soggettivo
Il fatto che sia bello non implica che a me piaccia e viceversa.
Facciamo esempi pratici
One piece c'è a chi piace e a chi no... come lo si deve valutare? bello? brutto?
Evangelion stesso discorso, io l'ho apprezzato ma solo valutandolo oggettivamente posso dire che è una opera dal potenziale inespresso
Tutte le opere (ma qualunque cosa in generale) avrà degli estimatori e dei detrattori, solo una valutazione oggettiva potrà dirci come è una certa opera, giudizio che comunque non deve influire sulla nostra valutazione personale.
Faccio l'esempio di Picasso... a me personalmente non piace, non pagherei un solo euro per un suo quadro (forse capirò poco di arte, non so) ma oggettivamente riconosco il loro valore.
La valutazione oggettiva deve riguarda gli aspetti tecnici, la capacità narrativa, ecc il tutto sulla base anche del loro target, non è vero che i prodotti di qualità sono quelli destinati ad un pubblico più maturo, l'importante è che il prodotto sia in grado di raggiungere al meglio il target per cui è pensato, un anime destinato ad un pubblico maturo ricco di citazioni colte ma poco integrate nella trama sarà meno valido di un anime d'avventura per ragazzi che sappia coinvolgerli anche con espedienti semplici.
Una provocazione se eliminassimo il giudizio oggettivo chi avrebbe il compito di valutare ciò che viene prodotto?
Un gruppo di super uomini scelti su strani criteri il cui giudizio soggettivo deve valere per tutti?
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