Dall'eccellente Kazuhiro Fujita, già autore di Ushio e Tora e Karakuri Circus, arriva questo mese in libreria il volume unico The Black Museum Springald:
Jack il Saltatore è un personaggio dall’identità misteriosa che sconvolse la Londra di epoca vittoriana.
L’epoca vittoriana è il periodo di 64 anni in cui regnò Alexandrina Victoria (1819-1901), la nipote di George III, salita al trono nel 1837. In quegli anni il potere economico e militare del Regno Unito erano in ascesa, e la popolazione registrava un forte aumento. Proprio nella primavera del 1837 fece la sua comparsa Jumping Jack (Jack il Saltatore), chiamato anche “Spring Heeled Jack” (Jack dai Tacchi a Molla). (…) Dato che per l’illuminazione si usavano candele e lampade a olio, quando calava la notte era buio anche in città e, non essendoci i lampioni, era molto pericoloso aggirarsi per le strade. Per questa ragione le donne non potevano uscire di casa, mentre le periferie erano infestate da banditi a cavallo. In tale contesto nacquero numerose leggende metropolitane trasmesse oralmente, e la storia di Jack il Saltatore è una di queste.
Nel 1829 il Dipartimento di Polizia di Londra fu stabilito a Whitehall, mentre nel 1874 – al fine di conservare il materiale delle indagini sui crimini – fu costruito al di sotto dell’edificio principale il Black Museum. Dieci anni dopo, per mancanza di spazio, il museo fu trasferito in una stanza dell’amministrazione della prigione al secondo piano. (…) Il Museo Nero esiste ancora oggi, ma – in quanto considerato un archivio di materiale utile per le indagini – è accessibile solo al personale di Polizia, e non può essere visitato dalla gente comune. Jack il Saltatore fece la sua apparizione otto anni dopo la costruzione del Dipartimento di Polizia di Londra, la sera dell’11 ottobre 1837. (…) Il 9 gennaio 1838, durante un’assemblea dei cittadini di Londra, molte aggressioni a opera di questo individuo vennero portate all’attenzione pubblica, e ciò suscitò un grande clamore tra gli abitanti della città. La fama del mostro, battezzato negli articoli dei giornali come prima come “Jumping Jack”, poi come "Springald" si diffuse velocemente e a macchia d’olio tra la gente. (…) Sui quotidiani di fine gennaio 1838 già si parlava diffusamente di “Spring Heeled Jack”, così come per il “Principe del Fazzoletto”, quel nome che i giornalisti appiopparono al misterioso aggressore si diffuse ben presto per tutta Londra. Fino a quel momento era stato chiamato di volta in volta “Leaping Terror” (il terrore che salta), “Suburban Ghost” (il fantasma dei sobborghi), “Laughing Devil” (il diavolo ghignante), ma ben presto divenne definitivamente “Spring Heeled Jack” (Jack dai Tacchi a Molla). Jack è un comunissimo nome maschile, in questo caso utile a sottolineare in in certo senso l’anonimato del personaggio. Finché non comparve il più celebre “Jack the Ripper” (Jack lo Squartatore) nel 1888, quando i giornali titolavano «Jack ha colpito ancora!», si dava per scontato che si trattasse di Spring Heeled Jack. (…) Il personaggio principale di The Black Museum Springald, Walter de la Poer Straid, è ispirato a un uomo realmente esistito. Si tratta di un nobile irlandese, il marchese di Waterford, Henry de la Poer Beresford. (…) Proprio nel periodo in cui Jack il Saltatore compariva più frequentemente, Henry non si fece vedere in giro per un po’, dicendo che era ammalato. Essendo un uomo robusto, era piuttosto raro vederlo costretto a convalescenze così prolungate, per cui anche gli amici cominciarono a sospettare che la malattia fosse solo una copertura, e che in realtà fosse tutto preso dal crudele passatempo di impersonare Jack il Saltatore. In effetti ci fu un testimone oculare che vide l’iniziale “W” ricamata all’interno del mantello di Jack: l’iniziale dei Waterford. E, dato che tra i suoi amici c’era qualche esperto d’ingegneria meccanica, è probabile che qualcuno di loro lo abbia aiutato a costruire un sistema di salto da applicare alle gambe. (…)
• Dalle annotazioni di Katsuo Jinka, curatore delle ricerche storiche per The Black Museum Springald.
Kazuhiro Fujita
DARK MUSEUM SPRINGALD
(volume autoconclusivo)
13x18, B, sovracopertina deluxe, 256 pp, b/n, € 6,90
Nella cupa Londra del 1837 si aggira un misterioso individuo mascherato che aggredisce le giovani donne con i suoi artigli, per poi fuggire ridendo sguaiatamente nella notte con incredibili balzi, tra vicoli e tetti. Qual è la sua vera identità? Come riesce a eludere la sorveglianza delle forze dell’ordine? Cosa gli permette di saltare così in alto, anche da fermo? Un esaltante volume autoconclusivo ricco di mistero, azione e detection, che trae ispirazione all’inquietante figura di Spring Heeled Jack, che imperversava nell’immaginario (e non solo) notturno dell’Inghilterra vittoriana!
Jack il Saltatore è un personaggio dall’identità misteriosa che sconvolse la Londra di epoca vittoriana.
L’epoca vittoriana è il periodo di 64 anni in cui regnò Alexandrina Victoria (1819-1901), la nipote di George III, salita al trono nel 1837. In quegli anni il potere economico e militare del Regno Unito erano in ascesa, e la popolazione registrava un forte aumento. Proprio nella primavera del 1837 fece la sua comparsa Jumping Jack (Jack il Saltatore), chiamato anche “Spring Heeled Jack” (Jack dai Tacchi a Molla). (…) Dato che per l’illuminazione si usavano candele e lampade a olio, quando calava la notte era buio anche in città e, non essendoci i lampioni, era molto pericoloso aggirarsi per le strade. Per questa ragione le donne non potevano uscire di casa, mentre le periferie erano infestate da banditi a cavallo. In tale contesto nacquero numerose leggende metropolitane trasmesse oralmente, e la storia di Jack il Saltatore è una di queste.
Nel 1829 il Dipartimento di Polizia di Londra fu stabilito a Whitehall, mentre nel 1874 – al fine di conservare il materiale delle indagini sui crimini – fu costruito al di sotto dell’edificio principale il Black Museum. Dieci anni dopo, per mancanza di spazio, il museo fu trasferito in una stanza dell’amministrazione della prigione al secondo piano. (…) Il Museo Nero esiste ancora oggi, ma – in quanto considerato un archivio di materiale utile per le indagini – è accessibile solo al personale di Polizia, e non può essere visitato dalla gente comune. Jack il Saltatore fece la sua apparizione otto anni dopo la costruzione del Dipartimento di Polizia di Londra, la sera dell’11 ottobre 1837. (…) Il 9 gennaio 1838, durante un’assemblea dei cittadini di Londra, molte aggressioni a opera di questo individuo vennero portate all’attenzione pubblica, e ciò suscitò un grande clamore tra gli abitanti della città. La fama del mostro, battezzato negli articoli dei giornali come prima come “Jumping Jack”, poi come "Springald" si diffuse velocemente e a macchia d’olio tra la gente. (…) Sui quotidiani di fine gennaio 1838 già si parlava diffusamente di “Spring Heeled Jack”, così come per il “Principe del Fazzoletto”, quel nome che i giornalisti appiopparono al misterioso aggressore si diffuse ben presto per tutta Londra. Fino a quel momento era stato chiamato di volta in volta “Leaping Terror” (il terrore che salta), “Suburban Ghost” (il fantasma dei sobborghi), “Laughing Devil” (il diavolo ghignante), ma ben presto divenne definitivamente “Spring Heeled Jack” (Jack dai Tacchi a Molla). Jack è un comunissimo nome maschile, in questo caso utile a sottolineare in in certo senso l’anonimato del personaggio. Finché non comparve il più celebre “Jack the Ripper” (Jack lo Squartatore) nel 1888, quando i giornali titolavano «Jack ha colpito ancora!», si dava per scontato che si trattasse di Spring Heeled Jack. (…) Il personaggio principale di The Black Museum Springald, Walter de la Poer Straid, è ispirato a un uomo realmente esistito. Si tratta di un nobile irlandese, il marchese di Waterford, Henry de la Poer Beresford. (…) Proprio nel periodo in cui Jack il Saltatore compariva più frequentemente, Henry non si fece vedere in giro per un po’, dicendo che era ammalato. Essendo un uomo robusto, era piuttosto raro vederlo costretto a convalescenze così prolungate, per cui anche gli amici cominciarono a sospettare che la malattia fosse solo una copertura, e che in realtà fosse tutto preso dal crudele passatempo di impersonare Jack il Saltatore. In effetti ci fu un testimone oculare che vide l’iniziale “W” ricamata all’interno del mantello di Jack: l’iniziale dei Waterford. E, dato che tra i suoi amici c’era qualche esperto d’ingegneria meccanica, è probabile che qualcuno di loro lo abbia aiutato a costruire un sistema di salto da applicare alle gambe. (…)
• Dalle annotazioni di Katsuo Jinka, curatore delle ricerche storiche per The Black Museum Springald.
Kazuhiro FujitaDARK MUSEUM SPRINGALD
(volume autoconclusivo)
13x18, B, sovracopertina deluxe, 256 pp, b/n, € 6,90
Nella cupa Londra del 1837 si aggira un misterioso individuo mascherato che aggredisce le giovani donne con i suoi artigli, per poi fuggire ridendo sguaiatamente nella notte con incredibili balzi, tra vicoli e tetti. Qual è la sua vera identità? Come riesce a eludere la sorveglianza delle forze dell’ordine? Cosa gli permette di saltare così in alto, anche da fermo? Un esaltante volume autoconclusivo ricco di mistero, azione e detection, che trae ispirazione all’inquietante figura di Spring Heeled Jack, che imperversava nell’immaginario (e non solo) notturno dell’Inghilterra vittoriana!
Come ha giustamente detto Aquila_della_notte, sarebbe davvero una santa cosa se qualcuno si preoccupasse di rieditare anche l'immenso Ushio e Tora (così potrei finalmente finire di leggerlo
Incrociamo le dita... ed intanto fatevi questo piacere, compratevi DARK MUSEUM SPRINGALD
Se mi piacerà, ci sta che recuperi anche Ushio e Tora.
Questo si che è un manga che vale la pena leggere, praticamente è gia mio!!
Con questo vado sul sicuro principalmente per il fatto che sia un volume autoconclusivo, il che mi aiuterà a decidere se iniziare Moonlight Act o meno dello stesso autore.
L'unico punto interrogativo è l'edizione, che, viste le prime pubblicazioni GP, potrà sì essere accettabile, ma dubito che possa essere definita di lusso
Spero proprio di sbagliarmi però...
A questo punto sono anche curioso di saggiare questa edizione Deluxe
Si,una ristampa di ushio e tora (il mio shonen preferito di sempre) ci vorrebbe davvero visto che l' edizione star non è il massimo ma visto che ho gia tutta quella non credo che prenderei la nuova,quello che mi auguro di piu sarebbe una nuova edizione di karakuri visto che quella vecchia è interrotta.
Servirebbe uno sforzo mirato, visto che entrambi (soprattutto KC) contano diversi volumi sul groppone.. un'operazione fattibile quando c'erano 2 case editrici, ora di meno.
Ora come ora, il culo editoriale di una casa editrice viene parato dagli shonen archetipali, che assieme agli shojo son quelli che fanno fare principalmente cassa.
Vero che KC con la sua Zonapha (che fa molto <i>Swine Flu</i>, per chi ha letto il manga) sarebbe molto attuale.
Al 100%
A prescindere dalla qualità dell'opera, Kazuhiro Fujita si è meritato la mia fiducia, e pertanto non me lo lascerò sfuggire.
Peccato che in Italia abbia sempre avuto poco seguito...
Io sinceramente non la vedo così remota una riedizione delle sue opere, anzi, sinceramente non riesco a capire come mai gli editori non facciano a gara a pubblicarlo, preferendo buttarsi su delle novità del tutto anonime
Poi c'è da tener presente che UeT (pur essendo della Star) non è attualmente reperibile integralmente, e chi si avvale (come me) dei circuiti canonici di distribuzione (ovvero le semplici fumetterie) NON lo può recuperare in alcun modo. Poi una riedizione decente ora se la meriterebbe tutta, e credo che nel frattempo sia anche subentrato un certo ricambio generazionale tra i lettori; nuovi acquirenti quindi.
Poi non dimentichiamo l'effettiva qualità di questo manga, molta gente ha realmente pianto e si è disperata quando è terminato. Quando sento lettori "navigati" che affermano di ritenere UeT il miglior shonen mai letto non fatico a crederlo, nonostante io abbia potuto leggerne solo pochi volumi
Quindi non mi lascerò scappare questo volume.
Scheri a parte, un titolo davvero imperdibile, speriamo che l'edizione sia all'altezza.
Però no, lasciate stare Ushio e Tora per il momento e pensate a Karakuri Circus
Certo che, più che un'approfondimento, preferivo una rece per sapere cosa aspettarmi dalla edizone GP!!!
I disegni non mi piacciono più di tanto, però mi interessa di più la storia! (Ogni cosa su Jack è fantastica!)
Però spero in un'edizione decente.....
Blazer driver è giallastra e con copertina molle
Alive è identico a blazer driver, con pagine un pò più bianche e sovraccoperta......
Spero in un'impennata nella qualità delle edizioni!!
Non vedo l'ora di rileggere Kazuhiro Fujita, che rimane uno dei miei mangaka preferiti, comunque se dovesse vendere bene potrebbero fare un pensierino per ristampare le sue opere.
La pubblicazione di Fujita è molto vincolata, basta vedere le scelte editoriali: è purtroppo una scelta di contorno.
La priorità le case la danno ai blockbuster: ora come ora, ad esempio, è più probabile che prossimamente vengano annunciati ufficialmente <i>Psyren</i> e <i>Nurarihyon no Mago</i> che altri titoli.
Inoltre manca per ora chi possa pubblicarli.
La PM non è sicuramente tipo; la SC idem visto che l'ha già avuto sul groppone.
La GP è ancora troppo giovane e senza parco definito.
La Planeta è nebulosa, per quanto pubblichi Hanzo.
FB e J-Pop forse potrebbero, ma se comunque vogliono tenere il passo economico e consolidarsi come "terze", devo - ahimè - puntare su altro.
E aspetto con ansia l'uscita di Moonlight Act...
Stesso destino hanno avuto <i>MAR</i> e - ahimè - <i>Konjiki no Gash!!</i>, mentre ha detto meglio a Midori Days (che vabbè è più corto).
Vabbè, spero di sbagliarmi, anche perchè il volume mi interessa, staremo a vedere.
meglio di ristampare Ushio e Tora sarebbe stampare tutto Kakacuris Circus, opara dal successo strepitoso in patria, sospesa al volmue 12 in italia che corrisponde al 6 in giappone dalla play press, io spero che verrà stampato dalla GP o dalla Star o dalla Jpop, anche se per la lunghezza dell'opera la spesa sarebbe altissima, ma comunque ben accetta
un consiglio, è dura leggere un manga se il disegno non piace... esserndo il disegno una parte fondamentale dell'opera
Fujita è un'autore che apprezzo molto, ho imparato a conoscerlo con Ushio e Tora, serie stupenda, una delle prime che ho acquistato, ha uno stile molto particolare, ma intrigante.
Mi piacerebbe, più che la ristampa di Ushio e tora, anche se non la disdegnerei, la ristampa di Harakuri Circus..che è stato sospeso, ora nn ricordo se interrotto dall'autore o semplicemente ne hanno sospeso la pubblicazione..comunque sarebbe una serie che vorrei continuare a seguire.
Aaargggh! Cosa devo sentire!! Leggiti un romanzo in questo caso.
Detto ciò, Fujita è anche un ottimo disegnatore, ci sono manga disegnati ben peggio che vendono come il pane
Dategli fiducia e non ve ne pentirete!
Anch'io pur non essendo uno che ineggia a Fujita come all'autore definitivo, non riesco a credere che sia il suo disegno a creare problemi.
Più che altro direi che Fujita è stato da sempre penalizzato da scelte editoriali deliranti che sommate alla lunghezza delle sue opere vanno a creare uno scenario piuttosto grigio.
Tutto qui.
Saluti
Ora mi astengo dal volerlo paragonare a quello d'altri autori dello stesso genere (altrimenti finirei per fare arrabbiare qualcuno
<i>Aaargggh! Cosa devo sentire!! Leggiti un romanzo in questo caso.</i>
Un manga deve essere un romanzo coi disegni, non un disegno con delle scritte. Altrimenti avremmo Death Note.
Sono assolutamente dalla parte di Antonio ed Oberon, l'autore non ha avuto vita facile in italia, ma le sue opere meritano davvero e bisogna concergli una possibilità, non a caso Ushio e Tora è cosi conosciuto nonostante non ci sia stato un riscontro di vendite enorme.
Difatti, è comune trovare manga disegnati con mano particolari (o non particolarmente gradevoli) ma che piacciono poichè si reggono su delle ottime storie e i disegni sono perfetti per rappresentare quelle storie (es. i manga di Adachi, di Leiji Matsumoto o della Takahashi, Lovely Complex...), così come è altrettanto comune trovare manga disegnati da mano divina, ma con delle storie non altrettanto ben riuscite, che quindi li fan cadere nel dimenticatoio, lasciare il tempo che trovano e venire apprezzati solo dai puristi del disegno (es. molte opere minori di Katsura o delle Clamp, Super Doll Rika Chan, molti shojo manga attuali...).
Bisogna tener conto che l'autore non sta facendo un romanzo, e quindi dovendo disegnare deve adattare i ritmi della sua storia alle tavole del fumetto, ma non sta neanche facendo un quadro, e quindi deve ingegnarsi non solo a disegnare bene ma anche a creare una buona storia e dei bei personaggi, che poi è quello che ti resta dalla lettura.
Da considerare resta comunque il fatto che il disegno nel complesso o il tratto di un determinato autore rimane interpretativo e può piacere o no, è molto soggettiva la cosa. Io stesso ho apprezzato manga il cui tratto non mi entusiasmava, forse la storia ha più importanza.
Se opere come Jojo, Berserk o Bastard!! avesero disegni dalla discutibile qualità rimarrebero comunque opere di buon livello soprattutto per la storia.
Credo sia più difficile apprezzare un manga che abbia ottime tavole, ma dall'altra parte dimostri una storia banale e non convincente sotto ogni punto di vista.
Insomma fortunatamente ce n'è per tutti i gusti, e personalmente ritengo che i disegni di Fujita generalmente si sposino maglificamente con le sue storie eccelse.
Una cosa è certa, l'editore che ridarà il giusto lustro e la giusta considerazione a Fujita in Italia, sicuramente si assicurerà l'affetto e la fedeltà INCONDIZIONATA di un bel gruppone di lettori, e sicuramente anche dalle nove generazioni sarà apprezzato non poco (anche se non quanto un Naruto od un One Piece, questo è certo).
Ora, questo è il mio pensiero e magari sono l'unico a pensarla cosi, ma ho lascito diverse serie che anche se mi piacevano graficamente non mi hanno saputo coinvolgere, mentre ne ho portete a termine svariate in cui la trama la faceva da padrona....beh come si dice...degustibus!!
DEVE? E' secondo quale comandamento? Sai che si può raccontare anche senza scrivere una parola di dialogo solo con il disegno? Una delle differenze maggiori tra manga e comics è proprio il tipo di racconto; nei comics e nel fumetto solitamente si tende a scrivere poemi, dialoghi lunghi accostati a didascalie quasi romanzate, nei manga invece si parla di meno e si mostra di più.
In ogni caso, alla base del fumetto sta il disegno, come già detto, per gli altri esistono i light novel o i romanzi.
Inutile dire che concordo con Epicuro.
Cito ad esempio Wish delle Clamp: disegni straordinari, bellissimi, tavole su cui ho veramente sbavato sopra... ma la storia?
A distanza di quattro anni dalla lettura non ricordo un singolo personaggio che mi abbia colpito. Tempo fa, parlando con amici, è saltato fuori il discorso su questo manga, e non solo ho scoperto di non ricordarmi come finiva, ma non ricordavo quasi neppure di averlo!
Idem con patate per Mermaid Melody, ad esempio.
Il disegno è vero che differenzia fumetto da libro, ma deve saper essere usato.
Kotaro cita le Clamp, io cito Hagiwara.. Bastard!! ha a livello stilistico forse il più alto livello possibile (e grazie a sta cippa, fai un capitolo ogni 6 mesi), tuttavia.. la storia?
Dal lato opposto, basta prendere un Ishinomori o un Tezuka.. sono manga che uno che ha già letto consiglia di leggere per il disegno? Ma neanche per sogno.
Lì è la storia che sta dietro che vive da sola, e il disegno è semplicemente un mezzo.. come è giusto che sia.
Purtroppo le nuove leve (sia mangaka che lettori) si fermano prima alla superficialità dei disegni, per poi addentrarsi a leggere il manga.. e spesso non trovandosi belle sorprese.
Stesso trend del mondo videoludico: i migliori Final Fantasy della storia, ancora ineguagliati, restano 6 e 7.
Ed è il disegno il loro punto di forza? No.
Poi ovviamente esistono manga per tutte le casistiche.. ci sono bei disegni e belle storie, ma anche disegni brutti e brutte storie. Ma leggere qualcosa solamente per il disegno è come dire che son meglio le ragazze bionde e siliconate.
Personalmente, un manga può anche essere disegnato divinamente, ma le emozioni mi vengono suscitate dall'intreccio, dai personaggi e da come i disegni si relazionano con queste cose. Mi capita sì di rimanere basito per la bellezza della resa grafica di certe scene, ma rimangono disegni che mi hanno colpito e basta. Non è che mi vado a rileggere o a ricordare un manga perchè è disegnato bene, quanto più per la sua trama (allo stesso modo non amo comprare artbook, perchè li guardo una volta e poi rimangon là a marcire
"A questo proposito non si può dire che Fujita sia un dio del disegno, ma trovo il suo stile molto affascinante e carico di comunicatività, e inoltre è un narratore eccellete"
Ecco il punto, il disegno secondo me deve appunto comunicare la storia, quindi sta al disegnatore applicarsi per renderlo funzionale a quello che narra. Un Dr. Slump & Arale disegnato alla maniera di Video Girl Ai sarebbe una schifezza, ad esempio, nonostante i disegni di quest'ultimo siano più realistici e meglio realizzati a livello "artistico", così come un qualsiasi majokko disegnato come Lady Oscar, o Touch disegnato come Girls Bravo, e così via...
Ancora?
Comunque c'è gente che pure mettendoci un anno a realizzare una tavola non riesce a combinare nulla di buono
Per il resto, Ishinomori e Tezuka sono di quelli Autori che riescono ad affascinare (almeno per quanto mi riguarda) anche solo con il loro stile di disegno da "classico".
“<i>Un Dr. Slump & Arale disegnato alla maniera di Video Girl Ai sarebbe una schifezza, ad esempio, nonostante i disegni di quest'ultimo siano più realistici e meglio realizzati a livello "artistico", così come un qualsiasi majokko disegnato come Lady Oscar, o Touch disegnato come Girls Bravo, e così via...</i>”
Questo perché solitamente la figura del disegnatore e dello sceneggiatore nel mangaka coincidono, pertanto è ovvio che la storia rifletta la visione dell'autore. Non potrebbe essere altrimenti
Ah, la storia c'era sicuramente.. prima di Ansaslax.
Poi, come continuo a dire spesso, il manga è già finito.. col finale scritto a livello nanometrico sulle due pagine bianche dell'esplosione del 23 (o era il 24?).
<i>Questo perché solitamente la figura del disegnatore e dello sceneggiatore nel mangaka coincidono, pertanto è ovvio che la storia rifletta la visione dell'autore. Non potrebbe essere altrimenti</i>
O degli autori.. soprattutto se prendi gli attuali shonen di Jump, dove l'autore è ufficialmente uno solo, ma ufficiosamente son sempre più di uno..
il fumetto è una storia,che viene raccontata con i disegni. se c'è un bel disegno ma una trama da far vomitare e noiosissima,io dopo 3 tavole mi addormento. mentre,come nel caso di manga come Ghost In The Shell(il primo,dove il disegno ti fa vomitare tutto quello che hai mangiato in 30 anni),o altri. Certo,bisogna comunque avere buoni disegni. Quando questo un autore non ce l'ha,per realizzare un buon manga sotto tutti i punti di vista ha due possibilità:
1trovarsi un disegnatore,creando una fusione quasi perfetta tra storia e disegno(vedasi Death Note nota:dico quasi perchè comunque la maggior parte delle volte capita che ci siano incomprensioni tra le due parti);
2dare originalità ai propri disegni,dando l'illusione della bellezzoa(un chiaro esempio è One Piece:Oda è una chiavca a disegnare,ma con i suoi stranissimi e buffissimi personaggi il suo stile diventa suberbo e,non essendo tecnico,inimitabile. provate voi a creare così tanti personaggi senza mai copiarli e facendoli tutti strani,neanche uno normale).
ho detto tutto!
bye bye
ah,dimenticavo...
io sono un uomo di mondo!
saluti,
lawliet forever registrato
Questa storia ha uno stampo gotico fortissimo (secondo me), motivo per cui mi interesserebbe veramente moltissimo
Tuttavia non mi va assolutamente di comprarlo a scatola chiusa, dal momento che finora non ho sentito molti pareri positivi sulla GP, indi per cui volevo darci un'occhiata prima dell'acquisto. Ma la cosa si fa difficile, perché non ho la possibilità di andare in fumetteria entro breve tempo, ergo devo necessariamente aspettare...e sperare
Di sicuro non è l' edizione sborona uguale a quella giapponese come sventolato a i quattroventi ( e a i sette mari) dal Barikko.
Amen.
Ha le prime pagine a colori e la sovracoperta con parti impresse in oro, ma purtroppo le pagine presentano lo stesso difetto delle altre produzioni GP, ovvero hanno il colore giallognolo della carta già riciclata e non sono stirate, cioè presentano una piegatura ad onda continua per tutta la loro lunghezza.
Detto questo io sono un amante di Fujita e l'ho preso lo stesso, però la storia non ho ancora avuto il tempo di leggerla perciò non posso darvi ancora una prima impressione. Nell'attesa lascio a voi la scelta se comprarlo o meno con l'unico consiglio di non stare troppo a pensarci perchè ho la vaga impressione che la sua presenza sugli scaffali non durerà molto.
Saluti.
C'è molta più trama e carne al fuoco ora che prima di Anslasax, veramente, quando la storia era solo quella del mago porcellone che tra una ragazza e l'altra schiacciava qualche orco in attesa di affrontare il supermegabossfinale Anslasax...
"<i>O degli autori.. soprattutto se prendi gli attuali shonen di Jump, dove l'autore è ufficialmente uno solo, ma ufficiosamente son sempre più di uno...</i>"
La figura dell'editor è parte del procedimento creativo in Giappone, ma non lo si può certamente definire un autore ufficioso.
Springald, com'è la stampa? I retini? Io non sono passato oggi in fumetteria
Per quanto riguarda le edizioni GP, vi riporto quello che mi ha riferito Baricordi: la carta è la stessa degli "osannatissimi manga francesi", ed è stata decisa per riprodurre il più fedelmente possibile quella dei volumi giapponesi. Il colore caldo della carta è indice di pregio e non un difetto, mentre per la stampa si usano le scansioni originali digitalizzate in Giappone...
Aspetto di toccare con mano Springald per un giudizio.
Per il resto son felicissimo per le tavole a colori (finalmente!). Una cosa è certa: l'edizione di Springald sarà di sicuro migliore di quelle "deluxe" della Panini, quelle si che son edizioni che fanno
<i>C'è molta più trama e carne al fuoco ora che prima di Anslasax, veramente, quando la storia era solo quella del mago porcellone che tra una ragazza e l'altra schiacciava qualche orco in attesa di affrontare il supermegabossfinale Anslasax..</i>
.. che poi si evolve nella storia di un mago porcellone che tra una ragazza e l'altra schiaccia qualche demone/angelo.
Saluti
Ma la carta non solo è giallognola, è anche ruvida e sottile, e le tavole sono riprodotte male, preferisco a stò punto le edizioni Panini tipo Shigurui.
Poi le 6,90 euro di Springald, cioè un euro in più di Exaxion, solo per avere qualche pagina a colori e la scrittura argentata sulla sovracoperta, m sembra quasi una truffa stile le Gold della Panini .
Peggio ancora per le tanto strombazzate Precious Edition : io non le ho viste, ma chi è riuscito a metterci le mani sopra dice che l'unica differenza conle normal è solo la scritta argentata in copertina, il resto solita edizione pezzotta.
L' avventura dei Kappa alla Gp si stà rivelando come una copia di quello che facevano alla Star comics, con edizioni di bassa qualità , e titoli di un certo livello abbinati ad altri mediocri mediocri pubblicati per via del traino televisivo ( Mermaid Melody e Twin Princess).
State certi che, se le vendite globali non saranno più che soddisfacenti, avremo sempre meno dei primi, e sempre più dei secondi, proprio come accadeva in Star!
Pare che la penultima pagina del quarto capitolo abbia un grosso difetto: le immagini sono ingrandite di molto rispetto a quella originale, tagliando di brutto l' immagine ( buona parte della tavola và persa) e addiritura manca un baloon.
Qualcuno di Animeclick ha il volumetto originale e quello italiano per fare un confronto obiettivo?
[<b>Moderatore</b>: Esattamente il numero della pagina? - Antonio.]
A che volume ti sei fermato :O ?
A presto per una recensione dettagliata su Springald!
Comunque ci sono un sacco di disegnatori (vedete la rivista della Coniglio, "Animals") che, secondo i dettami dell'estetica, disegnano "male". Ma se riusciamo a leggere questi fumetti senza preconcetti dettati dall'estetica, si capisce che i loro fumetti (autori come Gipi, Guy Deslise e molti altri) riescono ad esprimere in modo veramente eccezionale le emozioni con i loro disegni, appunto perchè li disegnano in quel determinato modo.
Io preferirei mille volte leggere un fumetto di un autore che ha lo stile meno bello di altri (e per "non bello" non intendo "sbagliato" con errori) ma che mi fa provare un sacco di emozioni, piuttosto che leggere uno di quei fumetti disegnati veramente bene ma che non solo a livello di storia sono pessimi, ma non riescono a dirmi nulla (come i fumetto editi dalla Star ultimamente, per fare un esempio)
a me, l'edizione, è piaciuta molto;
qualitativamente è superiore a Pluto: pagine a colori stile JPop ("Welcome to the N.H.K." Style); sovracopertina con caratteri in oro in "rilievo", pagine giallognole alla pari di Pluto (messe a fianco sono uguali per colore); nella mia copia non ho riscontrato nessun effetto "ondulazione" a volte dovuto dall'umidità; per l'errore di stampa, leggendo la storia, non capisco se sia il manga fatto così, o sia realmente un errore della GP...
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