Riprendiamo la segnalazione da Libero News:
MOSTRE: A MILANO L'ARTE E L'EROS DELL'ANTICO GIAPPONE
Milano, 15 ott. - (Adnkronos) - Presentare la piu' grande esposizione mai realizzata dedicata alle stampe giapponesi di soggetto erotico. Questo l'obiettivo della mostra ''Shunga. Arte ed Eros nel Giappone del periodo Edo'' che verra' proposta a Milano, nel Palazzo Reale, dal 21 ottobre al 31 gennaio 2010. La mostra, promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, segue il successo della precedente esposizione ''Samurai'' ed e' allestita dalla Fondazione Antonio Mazzotta. E' il risultato di una lungo lavoro condotto dal Museo delle Culture di Lugano, che ha ideato l'esposizione e coordinato la ricerca scientifica. La mostra e' il frutto di una collaborazione tra il capoluogo lombardo e la citta' svizzera, dove si spostera' nell'autunno del 2010 e rientra nel programma ''Milano-Mondo''. L'obiettivo del progetto e' quello di elaborare e proporre linee concrete di azione per la crescita della metropoli lombarda nel panorama artistico globale in previsione di Expo 2015.
Gli Shunga, termine giapponese che letteralmente significa "immagini della primavera", sono opere a soggetto erotico considerate tra le piu' significative espressioni della corrente artistica dell'ukiyo-e. Create con la tecnica della stampa xilografica (dal 1791 anche policroma), esse raggiunsero la loro massima fioritura nel periodo dello shogunato dei Tokugawa, tra il 1603 e il 1867. Gli Shunga esprimono i valori del nuovo ceto borghese delle grandi citta' - composto da mercanti, artigiani e artisti, escluso dal potere politico, ma economicamente fiorente - con il quale si affermo' in quegli anni una concezione edonistica dell'esistenza, in contrasto con la rigida morale neoconfuciana, sostenuta dalla classe guerriera dei Samurai che reggeva il governo centrale del Giappone.
Questi cittadini offrivano un esempio di vita raffinata, ostentando il lusso, organizzando feste, frequentando i teatri e le case di piacere: cosi' il termine ukiyo-e, che designava l'arte ispirata a tale genere di vita, diventa sinonimo di ''moderno'', alla moda, esprimendo una sorta di filosofia incentrata sul gusto di un'esistenza piacevole e, per quanto possibile, appagante dei desideri personali. Collezionate segretamente in Europa, a partire dalla seconda meta' dell'Ottocento, dopo che il Giappone fu costretto ad aprire le sue isole alle navi straniere e agli scambi commerciali col mondo occidentale, esse furono motivo di ispirazione diretta di letterati e artisti della levatura di Zola, di Van Gogh, di Toulouse-Lautrec e di Klimt, e influirono in modo significativo sulla riflessione artistica nell'ambito dell'Orientalismo della fine del XIX e dell'inizio del XX secolo.
MOSTRE: A MILANO L'ARTE E L'EROS DELL'ANTICO GIAPPONE
Milano, 15 ott. - (Adnkronos) - Presentare la piu' grande esposizione mai realizzata dedicata alle stampe giapponesi di soggetto erotico. Questo l'obiettivo della mostra ''Shunga. Arte ed Eros nel Giappone del periodo Edo'' che verra' proposta a Milano, nel Palazzo Reale, dal 21 ottobre al 31 gennaio 2010. La mostra, promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, segue il successo della precedente esposizione ''Samurai'' ed e' allestita dalla Fondazione Antonio Mazzotta. E' il risultato di una lungo lavoro condotto dal Museo delle Culture di Lugano, che ha ideato l'esposizione e coordinato la ricerca scientifica. La mostra e' il frutto di una collaborazione tra il capoluogo lombardo e la citta' svizzera, dove si spostera' nell'autunno del 2010 e rientra nel programma ''Milano-Mondo''. L'obiettivo del progetto e' quello di elaborare e proporre linee concrete di azione per la crescita della metropoli lombarda nel panorama artistico globale in previsione di Expo 2015.
Gli Shunga, termine giapponese che letteralmente significa "immagini della primavera", sono opere a soggetto erotico considerate tra le piu' significative espressioni della corrente artistica dell'ukiyo-e. Create con la tecnica della stampa xilografica (dal 1791 anche policroma), esse raggiunsero la loro massima fioritura nel periodo dello shogunato dei Tokugawa, tra il 1603 e il 1867. Gli Shunga esprimono i valori del nuovo ceto borghese delle grandi citta' - composto da mercanti, artigiani e artisti, escluso dal potere politico, ma economicamente fiorente - con il quale si affermo' in quegli anni una concezione edonistica dell'esistenza, in contrasto con la rigida morale neoconfuciana, sostenuta dalla classe guerriera dei Samurai che reggeva il governo centrale del Giappone.
Questi cittadini offrivano un esempio di vita raffinata, ostentando il lusso, organizzando feste, frequentando i teatri e le case di piacere: cosi' il termine ukiyo-e, che designava l'arte ispirata a tale genere di vita, diventa sinonimo di ''moderno'', alla moda, esprimendo una sorta di filosofia incentrata sul gusto di un'esistenza piacevole e, per quanto possibile, appagante dei desideri personali. Collezionate segretamente in Europa, a partire dalla seconda meta' dell'Ottocento, dopo che il Giappone fu costretto ad aprire le sue isole alle navi straniere e agli scambi commerciali col mondo occidentale, esse furono motivo di ispirazione diretta di letterati e artisti della levatura di Zola, di Van Gogh, di Toulouse-Lautrec e di Klimt, e influirono in modo significativo sulla riflessione artistica nell'ambito dell'Orientalismo della fine del XIX e dell'inizio del XX secolo.
Sto scherzando, ma ovviamente per chi è interessato all'argomento devessere interessante!
Però con classe, si deve dire.
Sul come si fa a rendere poesia anche le fantasie sessuali più perverse, loro sono maestri. E chissà com'era uno di questi "Wilde" nipponici. Bella vita!...
Bacchettoni e libertini: ci sono molti parallelismi con la società europea del tempo, davvero più di quanti si possa pensare.
Si puo' praticamente dire che molti nostri grandi artisti furono ispirati dagli shunga ...
altro che giornaletti zozzi è ARTE
A me piacciono queste stampe, hanno una concezione molto diversa del disegno per quanto riguarda le ombreggiature e così via...però anche per questo mi affascinano, oltre che per il fatto che rappresentano un Giappone che più Giappone non si può.
L'epoca Edo (1603 - 1867) era anche l'epoca dell'arte popolare nata per la nascente classe borghese giapponese.
Tra l'altro oltre alla pittura ukiyo, che raffigurava scene di vita mondana, di svago e piacere della grande città Edo (tokyo) nacque anche il teatro kabuki, più semplice, più spettacolare e meno codificato del teatro "nou" dell'aristocrazia.
Questi dipinti così come i romanzi scritti dagli autori dell'epoca sono secondo me interessantissimi perchè forniscono delle testimonianze sui modi di vivere nelle grandi città in espansione in quel periodo
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