Messaggio scritto da Epicuro (anonimo) il 20/11/2009 alle 11:29
Zelgadis, non ho capito il tuo intervento.
Mi pare che di questo film si sappia pochino per poter già azzardare un intervento a gamba tesa come il tuo, no?
Saluti
Messaggio scritto da Epicuro (anonimo) il 20/11/2009 alle 11:32
Sul discorso delle opere legate all'infanzia direi che qualcuno dovrebbe pensare al fatto che fino a cento anni fa questa mania di distinguere il target tra adulti e fanciulli nemmeno c'era.
Poi, qualcuno ha avuto questa triste idea e son nate le versioni ridotte dei capolavori considerati per l'infanzia e altra amenità del genere.
Per chiudere vi ricordo una cosa: il target NON E' MAI UN METRO PER SAGGIARE LA QUALITA' DI UN'OPERA.
Saluti
Messaggio scritto da Epicuro (anonimo) il 21/11/2009 alle 12:04
Uhm, Assenzio, mi pare che sovrapporre uno stato di decadenza con l'idea di un'assenza di proposte artistiche valide sia errato.
L'animazione poi non sa emulare qualitativamente la letteratura (tutta? noo!) solo quando tenta di scimmiottarla.
Purtroppo molti chiedono proprio questa emulazione all'animazione (così come al cinema) e lì iniziano i guai.
Guai che partono dal dislivello anagrafico della lettzeratura in confronto all'animazione e finiscono col diverso umus sul quale ha dovuto mettere radici la seconda.
Mast, sul forum di AC non c'è solo quello che scrive zelgadis a proposito di Parpika e non è cerot lui a detenere la verità assoluta.
Zelgadis ha esposto un suo ragionamento e basta.
Saluti
Messaggio scritto da Epicuro (anonimo) il 21/11/2009 alle 13:44
Mast, non volevo far polemica, credimi.
Solo, sembrava che citando l'intervento di zelgadis sul forum volessi dare un tocco di veridicità/autorità al tuo giudizio critico (che rispetto senza condividerlo).
Saluti
Messaggio scritto da Epicuro (anonimo) il 22/11/2009 alle 12:17
Assenzio, non mi pare che l'animazione sia incanalata in maniera così netta.
Saluti
Messaggio scritto da Epicuro (anonimo) il 23/11/2009 alle 12:08
Beh, ma molti paletti della narrativa per l'infanzia sono nati (e sono stati imposti) molto recentemente.
Per cui non è detto che questi siano paletti universalmente riconosciuti, no?
Anzi, direi il contrario.
Se ora viviamo un periodo in cui l'opera destinata all'infanzia vuole a tutti i costi trovare il suo spazio tra l'ovatta della rassicurazione non è detto che così sia stato o sarà per sempre.
Il problema semmai è quando nell'opera per l'infanzia emerge l'intento pedagogico (con tutto quel che ne segue) che personalmente trovo il più delle volte inutile se non addirittura artificioso e pedante.
Sulla statistica che dire? Non credo vada fatta su una media prevalentemente commerciale.
Ovvio che a far da traino siano le opere pensate per compiacere maggiormente il pubblico. Quindi allargando lo spettro d'azione il più possibile lo si abbassa puntando a quel pubblico ch'è possibile sfruttare commercialmente.
Però, non credo che un linguaggio sia da valutare con una statistica di quel tipo dato che se devo valutare un tipo di vino vado a puntare sull'eccellenza e non sulle vagonate di tavernello, no?
Quindi, non mi sento di definire l'animazione come un linguaggio così asservito all'infanzia proprio perché dei forti e robusti colpi di coda continua a produrli.
Perché, ad esempio, un Innocence in media vale molti titoli puntati senza troppo pensare alla "fabula eroe/eroina-difficoltà-le supera e vagonate di morale ( sacrificio e amicizia in particolare, l'amicizia delle favole ovviamente )".
Questo comunque è un mio punto di vista.
Saluti
Messaggio scritto da Epicuro (anonimo) il 23/11/2009 alle 14:13
Beh, in realtà Innocence è stato il primo titolo che m'è venuto in mente!
Sarà perché sono un fan di Oshii e che quando faccio un esempio preferisco essere drastico (e scegliendo Innocence credevo di esserlo).
In effetti potevo citare pure The sky crawlers che è dell'anno scorso.
Ok, parlando di 2009 direi che Summer wars e Redline potrebbero bastare, no? Due film lontani tra loro sia come stile che come genere e target.
Poi il pessimismo del presente esiste da sempre così come il voltarsi alle passate epoche d'oro.
Ora, sincermaente qualcuno dovrebbe spiegarmi questa storia della parabola discendente degli anime.
Mi pare che vendere sia stato da quasi subito una delle direttive massime di questo linguaggio così come mi pare una verità incontestabile che per trovare qualcosa di valido ci sia da cercare a fondo nell'animzione così come nella musica, nella letteratura, nel cinema eccetera.
Quindi, concordo nel rinoscere un'ampia fetta dell'animazione votata al ribasso anagraficamente e (non come conseguenza, si badi) qualitativamente ma pure mi pare che di esempi che cercano di uscire da questo cerchio ce ne siano.
Dopotutto in un linugaggio che deve sottostare a certe regole commerciali direi che i piatti della bilancia saranno sempre spaiati se si vuole guardare alla mera quantità di proposta perché a produrre robetta non ci vuole molto mentre a spremersi le meningi già è più difficile (sia come sforzo personale che come ricerca di budget).
Quindi se di robetta ne abbiamo 200 e di titoli di spessore 2 io mi sento di dire che la situazione è normale.
Alla prossima