Riportiamo il comunicato stampa ricevuto da Claudiana Editrice e Mangaijin:
“I viaggi di Marta & Ryuji”
Claudiana Editrice, in collaborazione con Mangaijin, presenta una piccola rivoluzione nel mondo del fumetto italiano in stile orientale, il cosiddetto “manga italiano”, o “manga made in Italy”.
“I viaggi di Marta & Ryuji” arrivano nelle librerie italiane ed è la prima volta che accade per un manga italiano su scala nazionale grazie all'intraprendenza e alla comprovata professionalità che Claudiana mostra da ben 154 anni nel mercato dell'editoria.
Il primo volume, interamente a colori, incarna lo spirito di commistione di generi e popoli, presentando un'avventura per i più piccoli che sicuramente saprà rapire la fantasia e l'immaginazione.
Nel volume di lancio della serie, che andrà in seguito a toccare svariate tematiche storiche, filosofiche, sociali, l'incontro tra i due protagonisti: Marta, bambina italiana, e Ryuji, appena trasferitosi dal Giappone per il lavoro del padre. Grazie alla “Tartamobile”, i loro viaggi possono avere inizio! Prima tappa: la Torre di Babele.
I due simpatici protagonisti entreranno subito nei cuori dei giovanissimi lettori con la loro vitalità e curiosità!
Ideato e sceneggiato da Raffaele Lamorte, già fondatore di Mangaijin, traduttore, scrittore e sceneggiatore, l'albo può contare sulla matita del sempre più affermato Giorgio Battisti, creatore di “Super Bunny Chu Chu”. La coppia di autori, nata sulle pagine di Mangaijin, ha in precedenza pubblicato insieme “Agente Speciale Lucky” (Mangaka), “Eiga Love” (Tozai Manga, in corso) e ha in preparazione nuove ambiziose opere che per ora non vogliono svelare.
“I viaggi di Marta e Ryuji” conta 36 pagine a colori, a cura di Michela Tufano, ed è reperibile nel circuito delle librerie di tutta Italia al prezzo di 4.90 euro. Presto sarà anche ordinabile online dal sito della casa editrice ad un prezzo speciale di lancio.
“I viaggi di Marta & Ryuji – La scoperta della Tartamobile. La Torre di Babele”
Codice Isbn: 978-88-7016-787-0
Editore: Claudiana Srl
Prezzo: 4.90 euro
Il regalo perfetto per accompagnare il Natale dei più piccoli!
[email protected] (Methos)
“I viaggi di Marta & Ryuji”Claudiana Editrice, in collaborazione con Mangaijin, presenta una piccola rivoluzione nel mondo del fumetto italiano in stile orientale, il cosiddetto “manga italiano”, o “manga made in Italy”.
“I viaggi di Marta & Ryuji” arrivano nelle librerie italiane ed è la prima volta che accade per un manga italiano su scala nazionale grazie all'intraprendenza e alla comprovata professionalità che Claudiana mostra da ben 154 anni nel mercato dell'editoria.
Il primo volume, interamente a colori, incarna lo spirito di commistione di generi e popoli, presentando un'avventura per i più piccoli che sicuramente saprà rapire la fantasia e l'immaginazione.
Nel volume di lancio della serie, che andrà in seguito a toccare svariate tematiche storiche, filosofiche, sociali, l'incontro tra i due protagonisti: Marta, bambina italiana, e Ryuji, appena trasferitosi dal Giappone per il lavoro del padre. Grazie alla “Tartamobile”, i loro viaggi possono avere inizio! Prima tappa: la Torre di Babele.
I due simpatici protagonisti entreranno subito nei cuori dei giovanissimi lettori con la loro vitalità e curiosità!
Ideato e sceneggiato da Raffaele Lamorte, già fondatore di Mangaijin, traduttore, scrittore e sceneggiatore, l'albo può contare sulla matita del sempre più affermato Giorgio Battisti, creatore di “Super Bunny Chu Chu”. La coppia di autori, nata sulle pagine di Mangaijin, ha in precedenza pubblicato insieme “Agente Speciale Lucky” (Mangaka), “Eiga Love” (Tozai Manga, in corso) e ha in preparazione nuove ambiziose opere che per ora non vogliono svelare.
“I viaggi di Marta e Ryuji” conta 36 pagine a colori, a cura di Michela Tufano, ed è reperibile nel circuito delle librerie di tutta Italia al prezzo di 4.90 euro. Presto sarà anche ordinabile online dal sito della casa editrice ad un prezzo speciale di lancio.
“I viaggi di Marta & Ryuji – La scoperta della Tartamobile. La Torre di Babele”
Codice Isbn: 978-88-7016-787-0
Editore: Claudiana Srl
Prezzo: 4.90 euro
Il regalo perfetto per accompagnare il Natale dei più piccoli!
[email protected] (Methos)
36 pagine a colori per 5 euro!!
Ma siamo fuori?? è un salasso incredibile!
dopo si lamentano dei prezzi jpop... pff!
Cmq, anche se il manga in questione non lo conosco, queste iniziative le trovo sempre lodevoli: fa sempre piacere vedere esordire giovani e nuovi autori, in bocca al lupo
Augurissimi ai due autori!
Ho avuto la fortuna di seguire tutte le fasi produttive di questo volume, dalle bozze alla distribuzione in libreria.
Vi assicuro che 4.90 è già un vero e proprio miracolo, come prezzo, considerati tutti i costi cui va incontro un albo del genere, i margini di "profitto" sono praticamente irrisori.
La casa editrice ha avuto un gran coraggio e sono davvero grato per questo.
Per quanto riguarda il volume in sé, è ovviamente rivolto a un pubblico non giovane, ma giovanissimo, che lo sta apprezzando molto. L'età cui si rivolge va tenuta in considerazione ^^
@Louis: in tutta onestà, se non ci fossero stati i nostri nomi italiani ma due nomi giapponesi, che differenza avrebbe fatto?
(é che tutti i lavori mangajin che ho visto fino ad oggi sono sempre stati la fiera delle banalitá e dei cliché, daró un'occhiata anche al tuo, magari potrebbe riverlarsi una piacevole sorpresa
Ovviamente consiglio di regalare questo volumetto ai bambini, diciamo 4-10 anni, che potrebbero davvero divertirsi.
Certo il prezzo non aiuta.
Auguro ai creatori un gran successo!
Il problema è che frequentando forum anime-manga si trovano moltissimi wanna be che usano quello "stile", ma uscendo da questi ci son forum pieni di wanna be con lo stile dei comics supereoistici. Il problema è che ovviamente le opere giapponesi attirano i più giovani, portando alla sovrabbondanza di materiale di scarso valore tecnico, ma dire che ci son troppe pubblicazioni in stile manga mi sembra davvero esagerato (parliamo di pubblicazioni serie).
Alla fine siam sempre qui a stupirci di nuove opere, senza renderci conto che son sempre fatte dagli stessi.
Innanzi tutto devo fare i mie comlimenti a Giorgio Battisti e Raffaele Lamorte per l'impegno e la buona volontà, se lo vedo in giro gli darò un occhiata sicuramente.
Unico tasto dolente il prezzo, però non essendo del campo non so quanto effettivamente costi la stampa a colori, quindi non saprei quantopossa essere esagerato..
Disegnare in stile manga è diventato una moda per molti che di disegno non capiscono niente o che non sanno nemmeno disegnare. Senza contare poi che spesso e volentieri si pensa solo a fare bei disegni e a mettere da parte la trama, ma vabbè.
Sui prezzi è tutta un' altra questione.... Ho preso il primo volume di super bunny chu chu ad un prezzo assurdo e sicuramente non comprerò gli altri, soprattutto perchè non posso spendere 10€ così. Per Nausicaa è un conto per un fumetto amatoriale un altro.
Il fumetto italiano andrebbe fatto conoscere a prezzi più ragionevoli... chi volete che compri un fumetto amatoriale a 10€? Non è alla portata di tutti!
lo so che stampare a colori costa, e anche tanto, ma se mi guardi le novità della freebook son 100 pagine tutte a colori per 6,50 €...
Naturalmente cerco in tutti i modi di leggere e aiutare queste iniziative (come ho comprato Mangaka, per esempio) e, se riuscirò a trovare questo volume, lo prenderò sicuramente.
@Turboo Stefo:
comparare il prezzo di un prodotto amatoriale stampato da una piccola casa editrice (credetemi che il prezzo è veramente basso per un prodotto del genere, a colori) con quello di un prodotto di una casa editrice più grossa è fuori discussione. Certo, sono d'accordo sul fatto che il prezzo alto su un prodotto amatoriale poco commerciabile come un "manga italiano" aumenta la difficoltà di diffusione (chi si comprerà mai un manga fatto da italiani - quindi scadente a priori per certe persone - ad un prezzo alto?)...
Ed è qui il difficile.
Se lo pubblichi ad un prezzo alto per rientrare nei costi di stampa nessuno te lo compra.
Se lo pubblichi ad un prezzo basso potrebbero comprartelo lo stesso in pochi ma il guadagno non c'è, e la piccola casa editrice non spenderà soldi per prodotti che non vendono.
Iniziative del genere a mio parere devono arrivare da case editrici grosse, come Panini Comics (se, vabbè) o Star Comics che con tutti i nuovi fumetti italiani che sta facendo uscire, un esperimento del genere secondo me non guasterebbe.
Io come ho detto cercherò in tutti i modi di finanziare questi prodotti, anche perchè in futuro (forse) sarà anche il mio lavoro...
Poi, davvero, basta continuare a chiamarlo "manga italiano"... manga in giapponese significa fumetto, che differenza c'è tra un fumetto italiano e uno giapponese? Sono sempre fumetti, e bisogna leggerli come fumetti...
Io però attribuisco la parola manga a un qualcosa realizzato in giappone, fatto e creato da giapponesi che vivono in giappone, che quindi ne sono influenzati per culture, tradizioni e quant'altro che esiste solo in giappone.
Sentire "Manga italiano" mi duole molto, perchè è quasi una non accettazione del fatto che sia fumetto e non manga.
Anche se a livello di significato letterale sono la stessa cosa, a livello culturale sono 2 cose diverse.
é come se chiamassi (serie a caso) ben ten anime.
Scommetto che il 90% degli "animefuns" si incavolerebbe al massimo.
Detto questo, sono quindi dubbioso sui cosidetti manga italiani in quanto quelli che ho letto sono sempre stati da una piattezza unica.. per non dire noiosi.
Complimenti agli autori ma devo ammettere che il prezzo non è giusto.....Posso capire il manga ai quali si devono pagare i diritti ma una produzione italiana potrebbe anche costare meno. A mio modesto parere ("che peraltro condivido")
CIao
ovviamente comprendo appieno tutte le variazioni di tiratura e tutto, però cercherei di ridurre il prezzo il più possibile cercando cmq di guadagnarci, magari carta meno bella o inchiosto meno di qualità, ovviamente nn so come son questi prodotti in realtà che nn ho mai visto,
cmq cercherei di renderlo economico il più possibile per aiutarne la diffusione, visto che purtroppo il prezzo fermerà molti all'acquisto..
Purtroppo solo le mega-produzioni possono tenere prezzi bassissimi. Mi rendo conto che non sia proprio regalato, ma va considerato che è sul mercato delle librerie, come libro per bambini, non del fumetto "usa e getta".
Sul discorso "manga italiano", si è già detto tutto e il contrario di tutto, riassumerò la mia posizione in due righe:
lo si chiama "manga" solo per immediatezza, per non dover scrivere "fumetto italiano prodotto seguendo lo stile grafico delle produzioni nipponiche".
Perché lo si sceglie? Per affinità personale, per omaggiarlo, perché offre un modo di esprimersi.
Ripeto: se avessimo messo in copertina due nomi giapponesi chi si sarebbe lamentato?
Su, Witch e Winx sono nient'altro che Manga rivisitati in chiave europea, eppure nessuno li critica e vanno alla grande.
Non ricadiamo in pregiudizi bivalenti, i nomi giapponesi possono far tendenza ma d'altro canto creano un filtro, dei paletti di paragone qualitativo, attenzione attenzione...
@Dark: Il concetto voleva essere: se Barbucci e Canepa l'avessero chiamato "manga", sarebbe scoppiata la solita sterile polemica nonostante l'indubbia qualità dell'opera.
Quello che avevo percepito era un presupposto sbagliato, che lei purtroppo ribadisce; se lei avesse messo due nomi giapponesi in copertina, sarebbe stato sottoposto a quello spietato filtro che io e lei abbiamo citato, probabilmente rientrando in quell'1 % . Una cosa pero' e' che lo dica io, una cosa che lo dica lei, no ?
Comunque se non ho avuto una svista sulla sua identità, le auguro buona fortuna
In verità mi sono tenuto volontariamente lontano dalla discussione per ovvi motivi.
Così come Assenzio, già dai primi post di questa mattina si era capito che Lei aveva molto a che vedere con questo progetto editoriale...
Tuttavia, tralasciando discussioni tra "manga italiano"...produzioni giapponesi per il 99% non meglio identificate come "spazzatura" (ed in verità certi termini dispiacciono molto...perchè a volte simili termini poi possono anche ritornare...), tralasciando tutto questo, sono molto perplesso riguardo il prezzo di questa operazione.
Se non ho capito male, questo fumetto-manga italiano (???) costa 4,90 euro...e sempre se non ho capito male è indirizzato verso un pubblico di giovanissimi.
Adesso io mi identifico in un eventuale acquirente.
Facciamo il caso che desidero fare un regalo ad un figlio, (ad una nipotina, ....) mi ritrovo a dover scegliere un prodotto "sconosciuto", di 36 pagg, ad un prezzo di sicuro non indifferente (e sia chiaro che capisco che costi stamparlo in quel modo).
In tutta onestà, ammetto che quasi sicuramente sarei molto più invogliato all'acquisto di altre opere (forse chiamate spazzatura) ma di cui almeno so cosa vado ad acquistare...
Certo la situazione sarebbe molto diversa se l'albo in questione costasse meno (molto meno), in quel caso perchè non incrementare e sostenere "nuove leve italiane"???
Questa mia considerazione ovviamente è riferita al futuro, ormai quest'albo è bello che pronto.
P.S. sia chiaro che non sono un mangofilo (brutto termine ma tanto...) con i paraocchi che vedono in una sola direzione, ma mi piace trovare il bello in più direzioni.
Poi ho dimenticato il tirare in ballo Artisti come Barbucci & Canepa....
Come ho già avuto modo di dire, purtroppo il prezzo è un fattore davvero discriminante su cui non basta la sola "buona volontà". Concordo pienamente, sarebbe splendido costasse di meno, non lo metto in dubbio, ma avendo seguito ogni fase della produzione assicuro, senza doppi fini, che un prezzo più basso di così sarebbe fisicamente impossibile per una casa editrice medio-piccola.
Un aspetto su cui avete sorvolato è il target-distribuzione dell'opera.
Non è diretta a un pubblico di mangofili, né al circuito delle fumetterie-edicole. Non vuole essere in competizione con i manga Panini&co.
Trattasi di un albo per bambini (4-10 anni massimo) a fumetti, che quindi va sugli scaffali di librerie insieme a volumi illustrati di egual numero di pagine (se non meno), in edizioni che costano mediamente sui 7-10€. In questo contesto si muove l'albo e dunque il prezzo di 4.90€ riesce in qualche modo a essere competitivo e adatto al target.
Sia chiaro che sarei il primo a desiderare 30.000 copie di tiratura a 2€ in ogni edicola, ma i mezzi realisticamente parlando sono quelli.
Ovviamente non voglio giudicare la mia stessa opera, ci mancherebbe altro, ma affermare che il mercato nipponico (così come quello italiano) sia pieno di prodotti di scarsissima qualità è purtroppo una realtà (con ottime eccezioni, altrimenti non mi sarei innamorato e avvicinato a questa forma d'arte). Con questo non dico certo che la mia opera sia fuori da questa categoria, non è certo mio compito valutarla.
Inoltre, se me lo si permette, è davvero "difficile" portare avanti questi discorsi quando le "accuse" qualitative (non parlo di te Druido, ma in generale) vengono al 99% da persone che dell'opera hanno solo visto la copertina (e i famigerati nomi italiani).
quali "manga italiani" hai letto, visto che ne saranno usciti solamente un paio nell'editoria italiana?
Se ti riferisci a quelli che leggi su internet, sappi che uno può disegnare quello che vuole, tanto è gratuito leggerlo.
Di veri "professionisti" pubblicati che disegnano con lo stile giapponese non ce ne sono, o ce ne sono un paio, perchè stano crescendo in questi anni (Massimo dall'Oglio è un professionista ma io lo ritengo un artista più europeo).
Se vuoi vedere una delle artiste più brave che ho visto cerca "Signi Clavis" di Akachan, che ha avuto un'insegnamento diretto dai giapponesi e da una ragazza che ha studiato "il manga" in Giappone (e tengono anche una scuola).
Concordo con Methos, il prezzo io continuo a ritenerlo molto basso rispetto a prodotti del genere.
Comunque in Giappone esistono moltissimi prodotti spazzatura, ma veramente brutti.
Ne ho avuto un esempio vedendo un manga di una rivista secondaria, dove anche i disegni facevano veramente SCHIFO (disegno meglio io che non sono professionista e non vengo pubblicato): le anatomie erano tutte sbagliate, colli abnormi, braccia corte, ecc.
Successivamente mi è stata data una spiegazione: prodotti del genere abbondano in Giappone, ma solamente sulle riviste contenitore, che vengono lette "alla buona" sui bus, sui treni (come i nostri quotidiani) e poi buttati, quindi non c'è la necessità di fare un prodotto valido qualitativamente...
E questo mi fa pensare a quanto in Italia il fumetto sia poco diffuso rispetto al Giappone: qui vieni pubblicato se hai tantissima fortuna, o se sei un artista "già affermato". Le case editrici non vogliono osare, e i risultati si vedono.
Appena passo in fumetteria chiedo se mi fa arrivare questo volume
Per l'opera che è e per il mercato a cui è rivolto (ovvero le "librerie per ragazzi" e non le fumetterie) come prezzo è addirittura BASSISSIMO, se poi voi siete abituati a pagare allo stesso prezzo dei volumi stampati malissimo e in bianco e nero e con inchiostro e carta scadenti, allora fatevi un favore: sfogliate questi volumi, e capite quanto vi stanno prendendo in giro chi pubblica manga (e non solo)...
Gli autori li conosco e non mi dispiacciono affatto, solo che i miei cuginetti non apprezzerebbero queste cose, hanno ben altri gusti (e non sono anime e playstation, per fortuna)...
Preferisco che non sappiano cosa siano Naruto e Dragon Ball (visto che non mi sembrano adatti alla loro tenera età) che vederli invasati per la SONY (che poi è la prima volta che riesce a imporre un formato prioritario... vedi Betamax, MiniDisk e UMD)
"...se avessimo messo in copertina due nomi giapponesi chi si sarebbe lamentato?
Su, Witch e Winx sono nient'altro che Manga rivisitati in chiave europea, eppure nessuno li critica e vanno alla grande...Il concetto voleva essere: se Barbucci e Canepa l'avessero chiamato "manga", sarebbe scoppiata la solita sterile polemica nonostante l'indubbia qualità dell'opera."
L'opera non l'ho ancora letta, ma avendo già visto il lavoro di Giorgio Battisti posso intuire il risultato visivo, ma le frasi sopra citate mi hanno lasciato l'amaro in bocca.
Non conosco bene le Winx per difenderle, ma le Witch si, ed essendo il primo valido esperimento di euromanga rimangono un capostipite del genere, anche per via dei loro contenuti. Perchè dovrebbero essere criticati se nascono dalla VALIDA ricerca stilistica di un bravo fumettista? Il segno delle Witch è il segno di Barbucci (di quel periodo, ora disegna in modo diverso!), non la riproposizione di uno stile già esistente o di un insieme di vari stilemi, anche perchè se uno vuole leggere storie disegnate ad esempio da Obata si va a leggere Obata, non uno che disegna come lui.
Dunque è normale che Barbucci e Canepa non abbiano chiamato la loro opera "manga" perchè non lo è, non appartiene in modo definito agli stilemi giapponesi, e nemmeno a quelli italofrancesi, hanno preso ciò che serve dal manga per dinamicizzare una struttura (quella disney così come la classica gabbia) che sarebbe risultata pesante per il target e il pubblico a cui era indirizzato il fumetto. Che poi la Disney abbia ridotto la loro storia al colabrodo che esce oggi in edicola è tutt'altra storia.
Il discorso del nome giapponese è maggiormente scandaloso, io metto in campo il mio giudizio sperando di non sembrare eccessivamente caustica:
dato che è scritto da italiani è mio dovere leggerlo, perchè rientra (spero di non offendere) nei primi esperimenti di stampa di manga italiani, nonostante, ad esempio, il manga italiano di Shakespeare mi abbia lasciata molto dubbiosa e delusa.
Se fosse stato fatto da giapponesi invece mi sarei limitata a guardare la copertina, al massimo avrei dato un'occhiata alla trama.
Non compro e leggo tutti i manga, così come non compro e leggo tutti i fumetti pubblicati perchè voglio leggere delle belle storie disegnate bene, e purtroppo non è così facile trovarle, anche perchè è difficile farle.
Auguro un grosso "in bocca al lupo" a sceneggiatore e disegnatore, data la difficoltà del loro lavoro, e attendo di vederlo in fumetteria per sfogliarlo.
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