Solo due numeri, solo quattro mesi, questa la durata del sogno di alcuni aspiranti mangaka italiani e della vita di un magazine che voleva “rivoluzionare”, ma in una formula discutibile e senza i grandi numeri necessari. Riprendiamo queste poche righe dal Jappamondo di Davide Castellazzi:
Pubblichiamo questo post con grave ritardo, ma dovevamo aspettare la decisione definitiva dell'editore. Purtroppo, nonostante commenti positivi di lettori e addetti ai lavori, i dati di vendita di Mangaka sono risultati insufficienti a mantenere in vita il magazine. L'editore ha valutato la possibilità di distribuirla solo in libreria, o addirittura tramite internet, ma ritiene che neanche in questo modo riuscirebbe ad andare in attivo. Quindi, non resta che la dolorosa scelta di chiudere. Il direttore cercherà di rispondere personalmente ai moltissimi lettori che hanno inviato dei lavori, alcuni dei quali decisamente validi.
Giuro che ho pensato che fosse morto chissà chi, mi avete fatto prendere un colpo, dannazione!
(e c'è pure la notizia della morte di Gouri qua, tra le notizie legate a questa, mannaggia a voi! )
Riguardo alla rivista, ammetto di non averla seguita poichè l'ho trovata assai costosa, in proporzione al numero di pagine che proponeva, ma sarebbe stata utile per gli aspiranti fumettisti, chissà...
Commander, evidentemente di euro non ne ha fatti, visto che la chiudono!! Io son colpevole di averla volontariamente snobbata perchè non di mio interesse, però ammetto anche che vedere una rivista chiudere dopo due soli numeri è triste!
Accidenti, a leggere il titolo della news pensavo fosse morto chissà chi e invece si tratta della chiusura di questa rivista e a quanto vedo non sono stato il solo a pensarlo Certo che per chiudere dopo così poco tempo si è rivelata davvero un buco nell'acqua
Sapete che un volume francese da 54 tavole costa sempre dalle 10 alle 15 Euro? Secondo me voi lettori di manga siete troppo abituati a centinaia di pagine a pochi euro però con qualità livello cacca.
Già già già...il mercato italiano ha già castigato innumerevoli volte le riviste contenitore mensili, figuriamoci un contenitore di storie "amatoriali" bimestrale...chi pensavano di prendere in giro a parte sé stessi?
P.S.: @DarkEmperor: non è che se mi propongono il minimo accettabile devo osannarlo a prescindere, il prezzo resta un fattore determinante; ed il mercato francese è sì ottimo ma ha anche un sacco di ombre, non incensiamo il normale...
è ovvio che abbia chiuso, i manga sono giapponesi.finora non avevo mai sentito parlare di manga italiani.Dispiace però per chi pubblicava i propri fumetti li sopra, che non riescono ad avere visibilità.Il mercato italiano è saturo di fumetti giapponesi e comics americani
Ma sostanzialmente secondo me è proprio l'idea del "creare" manga in italia che è diciamo, sbagliato. I manga sono i fumetti del Giappone, ma sono sempre fumetti! Se disegnatori bravi e capaci volessero mettersi alla prova e creare delle storie ben venga, ma le chiamino con il loro nome, fumetti, perchè qui in Italia, secondo me, manga disegnati da artisti italiani in erba non li comprerà mai nessuno, perchè non sono manga, sono fumetti italiani.
A me invece pareva un articolo sulla crisi dei manga e di conseguenza sul futuro con pochi mangaka, visto che ricordo svariati articoli sull'aumento del doujin a discapito delle testate "normali" lol dispiace anche a me che abbia chiuso ma in fondo era prevedibile...
@GianniGreed e aya111: è quel che stavo pure per dire se non mi aveste anticipati, ricordo anzi alcune interviste a critici che parlavano proprio di come ci si rifà di continuo ai comics americani e ai manga senza ricordarsi che siamo in italia e si fa fumetti a prescindere dagli stili usati
Non è certo con l'amatorialità che si producono nuovi talenti. Servirebbero studi di animazione seri, che offrono concrete possibilità ai talentuosi. Purtroppo non è il caso italiano, e con questa crisi economica anche il resto del mondo non se la passa certo bene.
Io posso fare il mea culpa: i 2 numeri li ho comprati e non me ne sono mai pentito di averli consigliati.
@chi dice "i manga sono giapponesi" avete sfogliato la rivista? Alcuni autori (non italiani) disegnavano perfettamente in stile manhwa, e un'opera italiana sembrava uscita dalle pagine della rivista giapponese Gothic & Lolita Bible (che un manga lo pubblicò, ed era disegnato molto peggio... a proposito, scan anche solo in inglese di "An Angel With a Schyte" se ne trovano?)... Ma logico, parliamo senza conoscere che facciamo sempre la figura della massa colta...
Peccato, con Giorgio Battisti avevo pubblicato "Lucky Fay" (non Lucky Star, come scritto erroneamente in cover) e sarebbe dovuta essere una serie interamente a colori (come il primo capitolo).
@RyOGo: appunto. "in stile manhwa", l'hai detto tu stesso. per quanto sia nello spirito manga/manhwa/comics/eccetera, se fatto qui resta pur sempre un fumetto italiano. Poi per qualche strana legge di mercato manga o comics ci diventa se sei sotto contratto di un editore di quei paesi....
.....non è questione di "voler fare la figura della massa colta" è proprio perchè sembrano manwha/manga e non lo sono che non hanno venduto! L'hai detto te, sembrano, io non compro una cosa che "sembra" quella che voglio, compro quella che "è" quella che voglio, o che mi piace. Se in in italia vogliono pubblicare un fumetto lo possono fare, possono pure avere successo se è una buona idea, come Witch per esempio, fumetto italiano per ragazzine che ha venduto un sacco ed è stato un vero fenomeno!
Per il resto, nessuno dice che in Giappone pubblichino solo cose buone....
L'importante è non perdere la propria identità. Un italiano può benissimo fare un "manga" inteso come tematiche, organizzazione delle tavole e design, ma con una concezione italianissima.
Chiaramente, non è l'esempio di Lucky che abbiamo pubblicato su Mangaka. Là ci siamo attenuti alle necessità.
Mi aspettavo che prima o poi ciò sarebbe successo, l'iniziativa di per se era interessante ma non certo come essa è stata gestita, così come il prezzo.
Ripeto: li avete letti? Se nessuno vi diceva che certe opere sono italiane o spagnole, ci avreste fatto caso? Se c'è gente che studia manga in Giappone da maestri giapponesi e disegna in quel modo, non ha nulla da invidiare a mille PORCHERIE commerciali che vengono pubblicate per le fumetterie, anzi, fa pure bella figura.
Secondo me il punto è che in Italia manca una cultura delle riviste manga, noi viviamo a volumetti monografici e, alla fine, è il formato a cui abbiamo fatto l'abitudine.
In tutta onestà, anche fossero stati manga giapponesi, personalmente avrei preferito comprare appunto dei volumi monografici, ma, se non ricordo male, il formato rivista ha avuto i suoi problemi anche in Giappone.
In Italia manca una cultura del fumetto. Il fatto che parlate in Italia di "cultura manga" e non di "cultura del fumetto" la dice lunga quanto questa cultura sia deficitaria...
Io Amo l'idea del formato rivista. Ad esempio, Shonen Jump lo acquisterei, così come raccoglierei poi le serie che mi interessa seguire in formato monografico, il problema penso che siano sostanzialmente due: numero di pagine in rapporto al prezzo, così come la periodicità.
Express aveva delle belle serie, ma se avesse avuto ancora più serie al suo interno, fosse come Jump composto per lo più da carta riciclata (e quindi con un prezzo inferiore) ed avesse avuto per lo meno una cadenza quindicinale, secondo voi non sarebbe ancora sul mercato? Io credo proprio di sì.
Ma 16 pagine al mese della tua serie preferita, proprio no: è una vera e propria tortura. Seguire 15/20 serie settimanalmente è tutta un'altra cosa...
Kotaro ha detto: Giuro che ho pensato che fosse morto chissà chi, mi avete fatto prendere un colpo, dannazione! Idem! :D
Tornando alla notizia... Sono venuta a conoscenza di questa rivista proprio qualche mese fa. Personalmente non l'ho neanche mai aperta e, a dirla tutta, concordo con chi dice che l'idea del manga disegnato da italiani non è esattamente ciò che comprerei. Certo, i manga hanno avuto un'influenza pazzesca su tutti gli stili di disegno occidentali, tant'è che al giorno d'oggi si parla di "euromanga" e "mangamerican", che sono sostanzialmente degli ibridi. Credo che da un lato dovremmo anche farcene una ragione di questa "contaminazione". Dall'altro, però, mi piacerebbe se la gente facesse prima riferimento alla cultura nostrana di fumetti e che non è assolutamente seconda all'America o a qualsiasi altro paese occidentale.
Quindi sì, così come mi appare, il voler metter su una rivista del genere mi dava un po' di salto nel vuoto.
ma chi ha avuto l'idea malsana di farla solo partire una rivista come questa? è da folli o da esaltati. ci fossero state, su ogni numero, magari delle mini-storie disegnate da VERI mangaka allora uno poteva pure fare la stupidaggine di comprare sta rivista... ma se nn offre nulla, se non prodotti amatoriali, allora nono è una sorpresa sta chiusura.
pensate che io neppure sapevo fosse uscito il secondo numero... meglio cosi
@lain quello che dici è vero... per molti, il manga è il fumetto e sono totalmente assenti di tutto ciò che è made in italy e se lo sanno lo snobbano perchè appunto, NON è manga...
Io non sapevo neanche che esistesse... altrimenti l'avrei provato una rivista che raccogliesse i lavori amatoriali sarebbe stato un ottimo banco di prova per potenziali candidati...
E continuare a mettere gratis in internet stile webcomic risollevandosi poi magari con la pubblicità?
Messaggio scritto da Lucy95 (anonimo) il 04/02/2010 alle 12:50 Noooo! Io avevo appena mandato delle mie tavole!!!!
A proposito di Made in Italy: attendo con ansia la seconda stagione dell'accattivante David Murphy 911, da cui sono rimasto letteralmente stregato.
E sì, ti ripeto: comprerei volentieri Shonen Jump in Italia, se avesse il medesimo formato giapponese in carta riciclata, formato economico e cadenza settimanale (mi andrebbe bene anche una differita dall'edizione giapponese per aver modo di tradurre adeguatamente la folta mole di pagine). Del resto Jump è una delle riviste più vendute ed al contempo meno collezionate: leggevo qualche tempo fa che la maggior parte delle persone, dopo averlo letto lo butta, e che Shueisha conscia di ciò, non punta ad una qualità eccelsa per il prodotto che funge a questo punto da palliativo in attesa dei monografici.
Che poi, anche da noi c'è chi colleziona i variTV Sorrisi e Canzoni quindi...
@Lain: a parte il fatto che io ho parlato di cultura delle riviste, in tutta onestà non capisco il senso del tuo quote.
Si sta parlando di una rivista manga (o che comunque è indirizzata verso quella tipologia di pubblico) e del fatto che in Italia i manga sono editi in volumi monografici, che inerenza ha in tutto ciò la mancanza di una cultura del fumetto?
Si può certo discutere sul fatto che ad oggi vi sia una certa carenza verso il fenomeno fumetti, ma farlo parlando di una rivista chiamata Mangaka mi sembra alquanto fuori luogo.
Devo dire che mi dispiace molto. Avevo acquistato il primo numero di questa rivista e mi era piaciuto. E a scapito di quelli che molti dicono, le opere pubblicate (almeno) sul primo numero non erano affatto solo opera di autori amatoriali. Alcuni erano di autori di diverse parti d'Europa, anche italiani, già ampliamente conosciuti e affermati nel campo. Ciò che molti confondono è la concezione del fumetto, che trascende la suddivisione fra manga, comics, bande-dessiné e cose varie... Il fumetto è fumetto, da qualunque parte del mondo venga.
Questa rivista, come si evince dal titolo, ha però sfruttato l'ignoranza e la confusione di molte persone sotto questo punto, che reputano un non giapponese che disegna in "stile manga" (dicitura totalmente errata... è un po' come se uno dicesse "io disegno in 'stile fumetto'"... che cavolo vuol dire?!) come qualcosa di particolare, e per molti inferiore rispetto al fantomatico "originale", motivo per cui l'esperimento è fallito in pieno... Ma originale cosa? Con la diffusione e la commistione di stili di disegno presente oggi in ogni parte del mondo, nessuno può più dire cosa sia "originale" e cosa non lo sia. Chi vuol disegnare in "stile manga" (sempre fra virgolette) è libero di farlo a prescindere che sia italiano, spagnolo, tedesco, turco o esquimese. Ormai non esiste più una suddivisione geografica per gli stili di disegno, non si può più dire che lo "stile Bonelli" (questa è peggio di quella di prima) sia più lo stile del fumetto italiano, perché gli stessi fumetti Bonelli sono disegnati con stili completamente diversi gli uni dagli altri (basti pensare a Gea)... Lo stile dipende tutto dall'autore, da colui che realizza i disegni: se un disegnatore si trova a suo agio utilizzando gli stilemi grafici che sono (o erano) tipici del disegno di gran parte degli autori giapponesi, cos'è che dovrebbe impedirgli di farlo? Se a me non piace come disegna Claudio Villa, uno degli ultimi disegnatori di Tex (il fumetto italiano per antonomasia), perché mai dovrei disegnare come lui? SOLO perché sono italiano? Scusate, ma è un discorso che non ha né capo né coda.
È su questo che molti si confondono... Uno non disegna in "stile manga" perché vuole "disegnare manga giapponesi"... Disegna in "stile manga" perché è così che vuole e riesce a esprimersi al meglio. Il fumetto è internazionale. Voi come definireste un fumetto pubblicato in Italia, ma i cui autori sono un giapponese per i disegni e un americano per la storia? Karakuridouji Ultimo, scritto da Stan Lee e disegnato da Hiroyuki Takei, è un manga o è un comic?
Che muoia è scontato. Ci saranno cento e rotti di libri migliori che ti insegnano come disegnare manga (ad esempio la collana Fabbri Castello) e, a dirla tutta, i disegni rappresentati sulla copertina sono personalmente decisamente scadenti Consiglio invece a tutti il bellissimo libro "Come disegnare i manga in 50 rapide mosse" della bravissima disegnatrice Lea Hernandez
Ok, è davvero una morte annunciata, a Lucca nessun otaku si è filato lo stand della Coniglio, ergo non hanno nemmeno notato la presenza di questa rivista.
Niente da fare, volete disegnare in stile manga e pubblicare (non dico in Giappone perchè meglio lasciar perdere) in Italia sperando di venir letti e acclamati? Sperando di sentirvi dire "siete dei bravissimi mangaka?" No, al massimo degli ottimi rielaboratori. Deve ancora arrivare il bravo italiano che mi strapperà dalla bocca la frase "che bel manga!", perchè nemmeno tra i miei bravi compagni di corso c'e la fissazione del "manga a ogni costo".
La questione del prezzo, poi, è tragicomica. 5 euro per quel genere di rivista sono adeguati, siete troppo abituati con i tankoubon forse? Scuola di Fumetto costa 5 euro in edicola (stessa casa editrice/stesso formato del volume) Fumo di China mi pare lo stesso Forse non vengono comprate perchè costano?
Troppo tardi criticare per l'operazione in sè, se il pubblico stesso per cui era destinata non se n'e interessato.
DarkBahamut il fumetto italiano rispetta determinate anatomie reali, quello giapponese, escludendo casi sporadici, tende a mandare le anatomie a quel paese. questa è una fondamentale differenza tra fumetto italiano e fumetto giapponese. (parlo di prodotti in bianco e nero ovviamente) a colori gli americani fanno da padroni, i loro comics sono facilmente distinguibili in ogni parte del pianeta. anche per gli americani c'è un fondamentale rispetto per le anatomie, tranne quando si parla di omoni alla hulk. lo stile dipende dagli autori è vero, ma sempre in virtu di cosa ho scritto all'inizio.
o vorresti dire che il fumetto giapponese è tanto difficile da riconoscere in fumetteria, al punto che si mischia con gli americani e gli italiani?
Messaggio scritto da anubis (anonimo) il 04/02/2010 alle 13:41 concordo appieno con DarkBahamut_87
@DarkBahamut_87: "Uno non disegna in "stile manga" perché vuole "disegnare manga giapponesi"... Disegna in "stile manga" perché è così che vuole e riesce a esprimersi al meglio"
Non ho mai trovato nessuno che mi giustificasse così la sua scelta di stilema del disegno, se mi fosse capitato, tanto di cappello al disegnatore!
Purtroppo la solita risposta è stata "disegno manga perchè mi piacciono", ergo perchè non leggo nient'altro se non manga.
Conosco persone che leggevano solo manga e, scoperto il comics americano, o quello francese, o addirittura quello argentino, hanno creato il LORO stile, lontano un miglio riesco a dire "è il disegno di Stefania/di Valeria/ecc...", e questo vale pure nel mio stesso caso. Un disegnatore deve creare il SUO stile, sennò che cacchio ci sta a fare? E' facile copiare, creare è molto più difficile.
@mastersilver88> in effetti ho detto tutto in modo troppo generico. Lo stile dipende tutto dal disegnatore, questo è ovvio. Che poi prenda come stile di partenza quello giapponese, americano o argentino dipende da lui. Uno inizia a disegnare basandosi su uno stile che gli piace, poi partendo da quello si sviluppa il suo. Non voglio di certo dire che ogni disegnatore debba copiare da qualcun altro. Tutti i fumetti sarebbero uguali, altrimenti. Se uno vuole basarsi sull'impostazione nipponica di fumetto (inteso come costruzione della tavola, delle anatomie, etc) secondo me nessuno può impedirglielo, se lo avverte come uno stile vicino a lui. Ma questo solo per partire, lo stile poi si sviluppa da solo.
DarkBahamut_97 ha detto: Uno non disegna in "stile manga" perché vuole "disegnare manga giapponesi"... Disegna in "stile manga" perché è così che vuole e riesce a esprimersi al meglio. Sì ok, fin qui ci siamo, ma allora perché non fare una rivista semplicemente sul fumetto? Ti ricordo che è stata chiamata "Mangaka" e ha un sottotitolo che dice "L'unica rivista che pubblica i tuoi manga". Ergo, vuol dire che le storie presentate sono tutte storie di autori italiani che vogliono disegnare i manga. Lo stesso Castellazzi nel comunicato ufficiale di presentazione alla rivista scriveva Su MANGAKA ospitiamo solo artisti europei che hanno fatto propria, pur contaminandola con la propria cultura, la tradizione grafica giapponese.. Con questa frase, dunque, mi si esclude ogni altro genere di fumetto (perché i generi esistono anche nel fumetto). Visto che in Italia quelli che hanno interesse nel leggere fumetti (e sto usando la parola "fumetti") di emergenti sono veramente in pochi (e non credo che tutti spenderebbero 5 euro per un giornalino di una sessantina di pagine, che sia il prezzo standard della casa editrice o meno), direi che, per come la vedo io, la zappa sui piedi se la sono tirati da soli. Facciamocene una ragione: da noi il fumetto amatoriale non è un terreno fertile. L'unico caso di fumetto amatoriale che mi sembra ben visto dal lettore medio è il doujinshi, semplicemente perché sono altre storie basate su personaggi creati da grandi autori, amatissimi. Qualcosa vorrà pur dire, non ti pare?
(Con ciò che ho detto, però, a scanso di equivoci, non voglio dire che gli emergenti siano scarsi o non in grado di creare storie interessanti, eh, lungi da me pensare ciò)
Messaggio scritto da redreptile (anonimo) il 04/02/2010 alle 14:12 Quando gli editori non distribuiscono neanche il giusto numero di quotidiani, figuriamoci se possono avere successo con piccoli numeri....
@Lavi-Schroeder Ci sono sul web già tante fanfic/doujinshi, è un modo per iniziare, certo, ma è difficile uscire da questa "gabbia" in Italia, tenendo conto che chiunque voglia iniziare, anche inconsciamente durante l'infanzia, crea delle storie/fanfic/doujinshi. Il problema dell'esordiente è quello di farsi conoscere, indipendentemente da ciò che disegna. Non c'e spazio per esordienti, se non siti web come DeviantArt, la pagina della posta di Scuola di Fumetto, e poi esistono le autopubblicazioni, un grande ignoto che può riservare molte sorprese. L'unico modo per iniziare a venire a galla è pubblicizzarsi e aiutarsi a vicenda: chi vuole entrare nel mercato aiuta le autoproduzioni, chi c'è passato le segue e chi autopubblica segue le altre autopubblicazioni. Ci si sostiene, ci si consiglia, si dice qualcosa che molto spesso manca nella nostra coscienza quotidiana. E' difficile, ma dà molte soddisfazioni.
@DarkBahamut_97: grazie della risposta ^^ è che quest'argomento mi fa sempre dannare...
mha mi dispiace che chiuda già alla seconda uscita °-° però in effetti costava troppo 5E per un numero << quando l'ho vista in fumetteria pensavo di prenderlo visto che era curioso ma visto il prezzo non c'ho pensato di due volte di lasciarla
Messaggio scritto da Antonio. (anonimo) il 04/02/2010 alle 14:29 Voglio una lametta: una cosa è certa, però, dovessi pubblicare un mio manga (già, manga) lo firmerei Kazzuto Fujihara, per evitare tali assurdi apriorismi
Protesto, se è una vergogna che gli italiani adoperino il famoso "stile" manga, allora neanche i francesi, gli americani, i cinesi e i koreani devono farlo. Tutti devono rimanere nello stile della sua tradizione, guai ad assimilare altre culture, si diventa dei traditori copioni con gusti riprovevoli. E' proprio vero che si è toccato il fondo.
Messaggio scritto da billo (anonimo) il 04/02/2010 alle 15:17 Perchè vi soffermate sempre sui soliti discorsi "apriorismo quà, apriorismo là". Ditemi, perchè con un mercato SATURO di manga originali di già discutibile qualità, dovrebbe il lettore medio comprare le solite copie fatte male? conciso. Il problema non è l'apriorismo, sennò pure i manhwa venderebbero una ceppa, stesso dicasi per Tokyopop e simili, il problema è la QUALITA', l'originalità, l'innovazione che chiunque si aspetta da un ibrido, la fusione tra due culture completamente diverse. Ma si sà, è più facile imitare che innovare quindi i frutti che si colgono sono questi.
Ah, inoltre, questo tipo di riviste propone esattamente gli stessi contenuti di network e fanzine dedicate. Mi dite perchè l'utente-target dovrebbe rivolgersi a questo mercato piuttosto che a internet?
Mi dispiace perchè sicuramente c'è qualcuno che ci è rimasto male e che ha "sognato" di cambiare qualcosa. Detto questo è indubbio il fatto che in questa maniera quella rivista non poteva assolutamente sfondare....
Oddio anch'io pensavo, leggendo il titolo, che fosse morto chissà quale mangaka... per un suicidio che poteva essere sventato. Mi spiace per questo progetto che ha riscontrato poco successo, ma in fondo non mi stupisco molto. In Italia è difficile che una rivista simile possa avere il successo dovuto. Il manga made in Italy non credo potrà mai ricevere un gran successo
Ma che rivista era? Comunque cavolo che ingiustizia, tanta di quella spazzatura fa incassi record e continua a vendere ancora, mentre iniziative culturali come questa vengono stroncate dopo 4 mesi...che schifo la società italiana, l'ho sempre detto e lo continuerò a dire
Mamma, dal titolo pensavo chissa che cosa..!! Mannaggia che colpo..!!
Comunque, credo che questo esito c'era da aspettarselo viste le politiche adottate per la pubblicazione e la gestione della rivista (prezzo in primis). Ciò non toglie che l'idea era ed è molto valida, peccato..!!
Quando vidi il primo numero in edicola, con un prezzo tale da spingermi a rimetterlo dove l'avevo trovato, già avevo capito che non sarebbe durato...E infatti. E' un vero peccato, però...
Per me, il problema di questa rivista è che non ha fatto nulla per de-ghettizzare i manga e i loro lettori. Mi spiego meglio: un bravissimo fumettista, Sergio Algozzino, ha più volte detto che a parer suo i lettori di manga e comunque gli appassionati di prodotti giappi, davanti ai pregiudizi che la maggior parte delle persone ha per gli stessi (anche tra i lettori di fumetti che a loro volta sono vittime di pregiudizi più generali!) si sono chiusi a riccio, rifiutando categoricamente ciò che non è manga, Se i vuole legittimare il diegno che riprende degli stilemi manga, ibridandoli con la tradizione occidentale ed europea (che, piaccia o no, è la nostra: molti segni caratteritici dei manga vengono dalla tradizione giapponese, basti pensare ai personaggi che prendono fattezze di spiriti tradizionali). Questo, in Francia, dove c'è una maggiore cultura del fumetto, già avviene: lo stesso Algozzino e altri grandi come Dall'Oglio e Barbucci ne sono la prova (Barbucci viene addirittura pubblicato in Giappone, con Skydoll). Si è voluto fare un prodotto troppo di nicchia e troppo 'strano' per il mercato italiano. Forse bisognerebbe inserire storie di autori dal tratto grafico più orientaleggiante insieme ad altri autori, di diverso stile. Ma tutti devono avere OTTIME storie, perché solo un'OTTIMA STORIA vince i pregiudizi. Questo lo dobbiamo sapere prima noi aspiranti fumettisti, assolutamente. Se io, italiano, voglio scrivere una storia ambientata in Giappone, devo faticare quanto un giapponese che scrive una storia sull'Italia, perchè se non mi documento abbastanza, se non cerco di fare il mio meglio per scrivere una storia ambientata in un paese molto distante fisicamente e culturalmente dal mio, sembrerà sempre uno scopiazzamento infame di un manga.
Ho preso solo la prima uscita. Mi dispiace dirlo ma la rivista non valeva il prezzo di ben 5.00€. L'idea non era male ma, molti forse credevano in un magazine che parlasse di manga cioè come jump.
Comunque, io non penso che si giusto dire che un italiano disegna in "stile manga" (manco so perche qui in Italia dicono cosi, solo perche c'e gente che disegna quegli occhi enormi e forse manco sa che esistono i manga ) ma comunque io nn penso che possa esistere il termine grafico "manga" e "fumetto". Mi spiego. E come se una penna blu la chiamassimo "Mina" e una penna verde "Sara". Mi son spiegata?, equivale come al razzismo, differenziamo quello che e sempre disegnare e basta. Poi nulla centra sei io colleziono solo manga (e sta qui il vero significato, "manga" va inteso solo come "fumetto giapponese" e non "stile di disegno" anche perche molti fumetti giapponesi sono disegnati realisticamente, vedi Berserk ecc). In pratica: differenziare il disegno in "stili"= razzismo
@kotaro:ti straquoto,mi sono spaventato di brutto!
per quanto riguarda la rivista,non l'ho mai acquistata per il prezzo eccessivo in confronto al numero di pagine.me lo aspettavo che chiudeva,infatti,ma non così presto...
E' brutto da dire, ma fin dall'inizio ho pensato che avrebbe chiuso dopo pochi numeri. Ancora una volta le riviste contenitori si dimostrano inadatte all'Italia. Il problema è che una cosa simile punta al lettore di manga. Il lettore di fumetti in generale lo lascia dov'è schifiato perché non ne vede il senso e il lettore di manga lo lascia stare perché è italiano, lo vede come imitazione dei manga originali e perché è italiano.
Ma a parte tutto ciò. E' da notare come tutto ciò che viene spacciato per stile manga sia un prodotto di bassa qualità o venga recepito come tale. Mi piacerebbe anche sapere che diavolo è lo stile manga! Non esiste una cosa del genere. Ci sarà un motivo se ogni autore che tenta di copiare lo stile di disegno di un altro è segnato a vita (caso a parte gli shojo).
Messaggio scritto da Gaaralover (anonimo) il 04/02/2010 alle 20:17 obbiettivamente credo fosse destinato a durare poco... i disegni erano belli alcuni molto buoni ma se comparati al prezzo e alle dimensioni del manga... siamo in crisi no?XD Per quanto possa dire che era una bella idea preferisco comunque spendere i miei soldi un bel manga che amo grosso il doppio risparmiandoci anche oppure risparmiarmi per concedermi un" lusso". Secondo me l'idea della rivista non è male il problema è il costo costasse davvero come Jumpç_ç Se andrò in giappone ne raccatterò una rivista da un cestinoXDXD Per me sarebbe troppo un cimelioXD
Un fallimento stra-annunciato direi....per una serie di motivi: 1) le riviste contenitore sono state un fallimento in italia da almeno 20 anni a questa parte direi, hanno issato bandiera bianca anche riviste come express o kappa magazine che pubblicavano fior fiore di autori ed avevano un rapporto migliore pagine/prezzo 2) ci sono decine di manga che escono ogni mese in Italia, una rivista del genere si perde in mezzo alla massa; lo stesso castellazzi mi sembra dicesse pochi giorni fa che alcune testate manga non arrivano a 1000 copie vendute, come può vendere una rivista così? 3) rendiamoci conto che in Italia è difficile proporre fumetti nuovi a prescindere e anche molte serie italiane firmate star o bonelli incontrano spesso difficoltà ad essere apprezzate dal pubblico, quindi era lecito aspettarsi giorni assai difficili per una rivista di tal genere.
In realtà e purtroppo, il mercato italiano del fumetto è quello che è, e non è mangaka la rivista che può sconvolgerlo: la verità è dura ma è questa qui. Occorrono idee nuove, e nuovi modi di proporle, cercare nuove strade sia in campo fumettistico che editoriale e questo vale per il fumetto in generale, italiano, giapponese o italo/giapponese che sia.
P.S. Ho comprato e letto il primo numero della rivista, mi è bastato quello per esprimere il parere di cui sopra.
P.P.S. concordo con chi sottolineava però la bellezza del chara design della ragazza in copertina, direi che qualcosa da apprezzare nella rivista lo abbiamo trovato^^
Prima di tutto: ACCIDENTI A VOI! Avevo capito che fosse morto qualcuno suicidandosi! è_é Tornando IT... Dunque, parlo per esperienza personale: conoscendo alcuni disegnatori della rivista, io avrei voluto comprarla, sia per loro, sia per promuovere il manga made in Italy, magari prestandola ad amici, e bla bla bla... Vado quindi a vedere quanto costa e per poco non mi prende un colpo. Non posso, io, studentessa, che già deve comprarsi libri, pagare mezzi e comprare pure i manga (perché, se mi interesso di questa rivista, vuol dire che sono dentro un certo mondo, per lo più comprando manga) spendere tutti quei soldi per... una cosa invisibile di 30? 40 pagine? Risultato? L'ho sbirciata in fumetteria, ho letto le storie che mi interessavano, ho valutato il mio gusto nei disegni e nelle trame e l'ho rimessa a posto. Troppo costosa per così poche pagine. Decisamente. Con un rapporto del genere, mi sono subito resa conto che sarebbe andata a finire male, con tutto che speravo il contrario.
Messaggio scritto da ziomatrix (anonimo) il 04/02/2010 alle 23:35 @Horus e Lain: Avete sbagliato entrambi... In Italia manca la cultura. Fine discorso. ^^
Non voglio sembrare polemico, ma in fondo la cosa non mi sorprende piú di tanto.
Sono dell'idea que i Manga stá al Giappone come La Historieta stá all'Argentina, come d'altronde il "Fumetto stia all'Italia....
Ho letto Opere di autori italiani come MORGANA di LUCA ENOCH ( attualmente ne ho letti 4 volumi e mi sono piaciuti tanto i disegni quanto la storia, nonostante non sia mostruosamente originale, MA QUE merita nonostante i prezzi...) e la SECONDA LUNA DI FREZZATO: sono opere DI AUTORI ITALIANI ( obbio!) que APPARTENGONO ALLA SCUOLA EUROPEA!!!!
Calma, non picchiatemi, so perfettamente que quiesti sono veri e propri fumetti d'autore, mentre sicuramente questa rivista si rivolgeva ad autori "piú in fasce".
Questo serve solo a precisare che, una rivista che cerca giovani ( e non ) promesse italiane( e non) appartenenti al panorama Europeo, dobrebbe incentivare piuttosto a storie, ma soprattutto a disegni e a uno stile Prettamente EUROPEO, senza forzatamente cercare lo stile manga: potrebbe `piuttosto ISPIRARSI A QUESTI ULTIMI per alcune vie di pensiero, dopodiché DOVREBBE PRENDERE UNA STRADA DEL TUTTO INDIPENDENTE SENZA RISCHIARE IL FAMOSO EFFETTO "CLONE ITALIANO"di un manga; se a questo aggiungiamo il prezzo di vendita, bé, il tutto è detto...
Concludo precisando que questo é un "mio parere personale", quindi CHIUNQUE ha pienamente il diritto di criticare quello que ho appena finito di scrivere....
Andrá meglio al secondo tentativo, (se mai ci sará) magari lanciandolo prima su rete come promo, poi se piace, perché no, puó passare per l'edicola o cose simili e proseguire per la sua strada, peró questa é una cosa che la casa editrice o l'autore deve decidere.
Apprezzo comunque l'idea di ricercare dei nuovi talenti nel panorama europeo.
Spero comunque che progetti come questi continuino ( magari a un costo piú economico!), e sperando magari que finalmente saltino a galla progetti degni di cuesto nome.
il tuo discorso è trasversalmente veritiero. ovvero: non è nella nostra cultura, ma è ormai una moda, innegabile. una tendenza, oltre che una passione di milioni di fan in tutta europa e anche in italia. secondo me non dipende dalla nazionalità ma dal talento. l'arte non ha barriere nè confini, ed è sempre pronta a sfatare ogni tabu, cosi e sempre stato e così sarà non mi meravgilierei un giorno di sentire di un mangaka italiano o spagnolo famoso nel mondo...certo non sarà mai come un giapponese, ma se per questo ho conosciuto stranieri che sanno fare una pizza napoletana ottima, e non sono certo del belpaese
Posso dire una cosa?Amo i manga, ma perchè gli italiani dovrebbero disegnare manga (non parlo di opere di fan, ne di dojinshi, ma di opere nuove)? Perchè non creare qualcosa di Italiano, in stile italiano un po' come i comics americani. Dirò una cavolata, ma perchè, ad esempio, un italiano dovrebbe disegnare da destra a sinistra? Ha senso per un opera giapponese, e sottolineo opera. Per la pizza appunto...la potranno imitare quanto vogliono, ma è "roba nostra". Non sono nazionalista e amo le cose che vengono dall'estero, ma suvvia ci vuole qualcosa che si differenzi, non una copiatura. Questa è una regola base del Mercato e della vita (sia in musica che in tutto)
@gcesare89 Veramente su Mangaka c'erano anch estorie disegnate in pieno stile Bonelli, e nessuna pagina è stata stampata alla giapponese, ma sempre all'occidentale. La differenza è in altre cose, ma logicamente se si parla senza aver letto le opere è normale sbagliare... E poi... che diavolo è lo "stile italiano"? Esiste ancora uno stile "nazionale" di qualsiasi nazionalita sia? Tra Berserk e BLAME in Giappone (ma anche il manga di FLCL), Witch in Italia e tanti altri euromanga che non conosco (ma soprattutto Capitan Novara, che sembra un comic americano) come si fa a dire che uno stile di disegno è di una nazionalità invece che di un'altra? di "manga" si può prendere il taglio delle vidnette e il dinamismo, ma non di solo disegno...
perchè in realtà l'arte è sdoganata, da sempre. certamente ogni paese ha le sue tradizioni, contribuisce a far nascere uno stile, ma questo non vuol dire che sia di proprietà dei quegli abitanti. perchè, scusate, se io vado in giappone anche se sono italiano e prendo la nazionalità, posso disegnare manga e se non la prendo è meglio che non lo faccia?
mi pare un discorso relaitvamente ottuso che rasenta non dico il razzismo, ma c'è bisogno, credo di riflettere di più. l'impressionismo nacque in francia, ma v'erano pittori anche di altre nazionalità che dipinsero veri e propri capolavori, fra cui per l'appunto anche italiani. possiamo identificare nella nazione di nascita chi inventa lo stile o chi lo espone in miglior maniera, ma ciò non preclude a persone straniere di avvicinarsi a ciò e d ottenere buoni risultati. non si parla di copiatura, e non esistono regole nell'arte, non regole almeno che differenzino nazionalità asociate al tipo di stile, sarebbe un'immane blasfemia. il bello di poter creare e proporre è che non vi sono barriere per trarre le ispirazioni. che poi alcuni lo facciano meglio di altri, beh, è un dato di fatto no? manga è uno stile, non un marchio di fabbrica giapponese esclusivo.
Francamente me ne infischio. Mi spiace che il progetto non abbia funzionato, ma tanto vale fumetti invece di scimmiottare i manga. Bye
Messaggio scritto da Androssale (anonimo) il 06/02/2010 alle 03:48 L'insuccesso di questa rivista, inutile dirlo, è figlio ad una causa che ritrova le sue immorali radici nell'organo dell'ufficio stampa. In Italia, ormai, il mercato dei manga è fertile e non sono pochi i lettori che accoglierebbero la novità con entusiasmo ( e mi riferisco al pubblico avido e giovanissimo dei lettori di manga; un volto e un giudizio assolutamente estraneo alle riviste che concedono suolo agli emergenti di uno stile 'europeo' - definisco da profano). Io sono tra quelli. Ormai maturo, 'ehm ehm' me ne scampi, la mia malattia, la mia bulimia verso i manga è oggetto drasticamente noto, oserei dire 'scontato', presso innumerevoli punti vendita ( vivo a Milano); eppure, in nessuno di questi spazi, ho mai appreso questa importantissima notizia: questa rivista non c'era. Non era mai esistita. Né sotto forma cartacea, né impressa - anche solo abbozzata - sulla patina scialba di un qualsivoglia volantino o adesivo. Insomma, l'informazione - s'è finalizzata a scopo commerciale - dovrebbe circolare altrimenti. L'ufficio stampa, o non è mai esistito, oppure ha appoggiato la testa sul cuscino della rete aspettando che un virus potente si appropriasse del suo compito per diffonderlo pandemicamente. Un peccato, in conclusione, così, io termino: davvero un peccato.
azz, sembrava ieri quando venne pubblicato il post che annunciava l'uscita di questa rivista! c'erano davvero grandi speranze, un vero peccato! sinceramente, è un pò di tempo che ho iniziato ad andare contro a riviste un pò di questo genere, prima prendevo anche Cartoni ma l'ho segato, preferisco spenderli in manga i soldi! mi sa che allora il mercato delle riviste così è davvero trapassato!
Per un attimo ho pensato anch'io alla scomparsa improvvisa di qualche mangaka ...e invece cos'era???! una rivista che parla di manga sta per chiudere! onestamente non ho mai preso in considerazione il magazine in questione, però è davvero triste che una rivista debba terminare dopo soltanto 2 numeri pubblicati... c'è crisi!!
Io personalmente nonostante tutto la rivista l'ho seguita. Non perchè ci fossero scritte in copertina parole come "mangaka" o "il tuo manga", quanto perchè proponeva autori emergenti e non solo... si, io sono uno di quei matti disposti a comprare riviste come quella per incentivare le nuove scoperte! (io=bestia rara XD) Che poi la rivista avrebbe fallito me lo aspettavo pure io: le scelte editoriali sono state pessime (dal prezzo al titolo stesso), nonostante gli autori pubblicati non fossero niente male Quanto alla questione del "manga italiano"(che brutta parola)...ormai nel mondo della globalizzazione in cui viviamo questi preconcetti non dovrebbero esserci. Se non altro perché la frase "un italiano (non)può fare manga" non ha molto senso di per sé: è come dire "un italiano (non)può fare un fumetto". L'accezione "manga" poi è varia almeno quanto può esserlo lo stile italiano: a parte la strutturazione delle tavole gli stili di disegno variano da autore ad autore. quindi ditemi...per fare un "manga" devo disegnare come Kishimoto o come Oda? Oppure basta fare gli occhioni? Lo stile di un artista viene creandosi nel tempo dalla mistura di tutte le influenze che ha subito. Se poi prendiamo in considerazione l'Italia vedi che da quando vi è stata la "goldake mania" negli anni '80 sui nostri teleschermi almeno l'80% (non penso di esagerare troppo) dell'animazione trasmessa sono anime. In questo scenario come inizierà a disegnare il nostro picco bambino X? Come disegnano i vari Dylan Dog,Tex o Martin Myster? O forse come Dragon Ball, Pokemon e tutti gli altri anime che vedono ogni giorno che tornano da scuola? Da questo si evince che lo stile "naturale"(passatemi il termine),di base, non derivato da studi o quant'altro, da cui iniziano la maggior parte dei bambini italiani, tenderà alle produzioni giapponesi. Perchè dunque dovremmo criticare il bambino X, che cresciuto, ha mantenuto questo stile orientale? Perché dovrebbe essere bollato come copiatore di uno stile non suo? A livello personale sono d’accordo con coloro che dicono che bisogna elaborare uno stile proprio(meglio 1 Dall’Oglio che 10 “mangaka italiani” XD), ma chi decreta che il suo stile non sia “originale” anche restando nei “canoni” manga(come suddetto non esiste IL MANGA)? Come ha già detto qualcun altro l’unico dato oggettivo di uno stile è l’impostazione delle tavole. Ma se volete saperlo a me l’impostazione italiana mi sta bene a leggerla, ma ad applicarla mi fa schifo! I personaggi non possono uscire dalle vignette, i baloon rigorosamente in alto, movimento creato solo dalle onomatopee … per il mio stile questo risulta solo un impedimento, una gabbia; e in questo non solo il manga, ma anche i comics ci danno una pista! Ma perché nonostante viviamo nel 21° secolo l’Italia è ancora ancorata ad i suoi principi classicisti…. p.s. Ma sono l’unico che leggendo il titolo ha capito subito che si trattava della rivista XD p.s.2 Sopra parlavate di autori che si auto producono … Sapete dove posso trovare questi prodotti? In fumetteria(e io ne frequento 3 abitualmente) non mi pere di averli mai visti…
Mangaka chiude???? Scontato oserei dire. Prezzo alto (inutile starci a girare intorno) & disegnatori in stile manga (che poi leggendo i vari post non sembra nemmeno corrispondere al vero). Visto che qui in Italy ci sono già stati molti precedenti (StarComics & PlayMedia) fallimentari, gli Editori hanno voluto provarci, ma gli è andata decisamente male
Tuttavia, il mio "risentimento" non va verso i giovani esordienti che hanno pubblicato le loro opere sulla rivista, ma verso tutte le varie iniziative che vengono svolte dalle varie Scuole di fumetto con i loro "corsi di manga", mentre invece, dovrebbero far capire SECONDO ME ai loro allievi, l'inutilità dello "scimmiottare" i vari mangaka giapponesi,mentre dovrebbero indirizzarli a creare un loro stile.
Non so se ci fate caso, ma da diversi mesi per esempio su Anteprima nelle pag dei comisc americani i disegnatori ITALIANI sono aumentati di parecchio E di sicuro non perchè disegnavano come i Jap O per fare un altro esempio pratico in Nostro Luca Rossi, disegnatore che si è fatto le ossa in casa Bonelli (Zona X se non mi sbaglio e poi Damphyr) e che adesso disegna per la Vertigo. Si trova proprio adesso in fumetteria il secondo volume di House Of Mistery della PlanetaDeAgostini....un VOLUMONE DA PAURA
Ma poi ci sono tantissimi altri esempi, come i già citati Enoch (che di influenze manga ne ha parecchie, ma che è riuscito a creare un proprio stile) e Barbucci che come è stato già detto ha pubblicato il suo SkyDoll in Jap, ma anche negli USA. E nessuno di loro si è messo a fare i "manga"...per fortuna oserei dire
ops, mi sono confusa tra luca e mario rossi..xD è che appena sento "rossi" e "bonelli" mi faccio assurdi viaggi mentali sui Dampyr di Majo..*__*
Messaggio scritto da Genny (anonimo) il 13/02/2010 alle 20:39 Boh, io gente non vi capisco. Voglio proprio sapere che vi passa per la testa, davvero. Sapevo che avrebbe chiuso, ma per vari e semplici fattori, tra cui gli evidenti pregiudizi, se non RAZZISMO, perché alla fine è di questo che si tratta.
Io vorrei sapere il PERCHé. Perché voi che vi professate otaku (senza neanche sapere che vuol dire), siete così convinti che un manga sia tale solo se fatto in Giappone? Voi avete idea di cosa sia realmente il manga? Presumo di no, perché questa definizione che avete stampata nel cervello è decisamente errata. Il manga è ormai considerata una scuola di fumetto. Come Bonelli, DC Marvel, umoristico. E' un modo diverso di impostare vignette e di introdurre i pensieri dei protagonisti. Il manga si differenzia dagli altri stili, perché cura molto l'impaginazione, dà attenzione alle immagini e non ai testi. E' questa la vera differenza. Non il parlare del Giappone, non essere realizzato da un autore giapponese, (che per quanto mi e vi riguarda, potrebbe tranquillamente studiare alla scuola americana di fumetto, fare un fumetto in stile marvel e pubblicarlo sotto la marvel. Toh, è giapponese, quindi il suo fumetto marvel in verità è un manga? Avanti, non diciamo fesserie), non usare strumenti da manga o disegnare persone con occhi stratorferici. Molti degli "otaku" hanno questa mania che un fumetto che racconti in tutto e per tutto come un manga non sia manga solo perché non è giapponese. E' una strana convinzione che "japanese do it better". E' razzismo. Perché io, italiana, non posso fare un manga? Con la stessa mentalità, allora Mucha non poteva crearsi il suo stile, perché le tradizioni ceche erano diverse dal suo modo di definire i contorni, Klimt non poteva prendere ispirazione dall'impressionismo, perché era uno sporco ibrido. Michelangelo non poteva basarsi sulla tradizione ellenistica della scultura, perchè faceva parte di un'universo non del suo tempo...
Per favore, fatevi un esame di coscienza e date una possibilità ai vostri compaesani che possono veramente farvi provare delle emozioni. Non chiudetevi a riccio, non fissatevi che gli italiani siano degli incompetenti, perchè è per colpa di questi pensieri che il manga non è mai arrivato veramente in Italia.
(e c'è pure la notizia della morte di Gouri qua, tra le notizie legate a questa, mannaggia a voi!
Riguardo alla rivista, ammetto di non averla seguita poichè l'ho trovata assai costosa, in proporzione al numero di pagine che proponeva, ma sarebbe stata utile per gli aspiranti fumettisti, chissà...