Se la
Bandai Namco piange, lo
Studio IMAGI non ride: in questa breve frase si può riassumere la crisi che ha colpito duramente la società di Hong Kong, produttrice del lungometraggio
Astroboy.
Secondo l’
Oriental Daily News, la critica situazione finanziaria dello studio di animazione
avrebbe costretto i vertici aziendali a eseguire dei nuovi licenziamenti, e così, ai cento dipendenti che già avevano perso il lavoro sul finire del 2009, se ne sarebbero aggiunti altri trecento. Il piano sarebbe stato quello di ridurre lo staff al minimo indispensabile e sopravvivere così il più a lungo possibile, in modo da trovare nuovi capitali da investire, riprendendo l’attività e reintegrando il personale licenziato.

I fatti, tuttavia, parlando di una
crisi prolungata, che lo
Studio IMAGI auspicava di poter risolvere con l’uscita del tanto atteso
Astroboy; le speranze, però, sono state deluse e, a fronte di un esborso di 60 milioni di dollari per la realizzazione del lungometraggio, dai botteghini sono arrivati a malapena 40 milioni di dollari, una cifra ben lontana rispetto a quella preventivata.
Così, nonostante i licenziamenti e gli sforzi profusi alla ricerca di nuovi fondi, la
Imagi International Holdings Ltd ha infine
annunciato la liquidazione dello studio di animazione.
Resta quindi incerta la sorte di
Gatchaman 3D. La
IMAGI, nonostante tutto, ha
riaffermato la propria intenzione di produrre dei nuovi lungometraggi, probabilmente affidando la realizzazione tecnica ad altri studi. Pertanto, proprio così verrà completato il film scritto da
Paul Dini, autore del serial
Lost, basato sui personaggi creati da
Tatsuo Yoshida negli anni Settanta e portati in animazione dalla
Tatsunoko Production.