Se aveste occasione di entrare in una sala di pachinko, una delle cose che potrete notare subito – ammettendo che siate capaci di vedere attraverso lo spesso muro di fumo – sarà l'incredibile abbondanza di macchinette dedicate al mondo degli anime e dei manga, Evangelion, Keiji, Ken il guerriero e molti altri.
Recentemente, i ricavi derivanti da questi giochi sono aumentati in modo impressionante, dando vita a un vero e proprio boom di macchine da pachinko dedicate agli anime.

Per comprendere quali siano i numeri che ruotano intorno al business basta citare l’esempio di Ken il guerriero: 600.000 macchine vendute a un costo unitario che si aggira sui 300.000 yen (circa 3.000 euro). Numeri impressionanti soprattutto perché, facendo un rapido calcolo, si arriva a un giro di affari di 180 miliardi di yen (1,4 miliardi di euro).

Ovviamente a guadagnare non sono solo le aziende produttrici, ma anche i vari studi d’animazione detentori dei diritti di sfruttamento commerciale dei personaggi, e questo spiega anche la tendenza a resuscitare vecchie serie animate con qualche nuovo lungometraggio o con un remake dell’originale.

I produttori hanno letteralmente cannibalizzato il mercato delle licenze di anime e manga, comprando tutto ciò che potevano. Questa situazione, unita all’atteggiamento di alcuni autori, come Akira Toriyama, che si rifiutano di concedere in licenza le loro opere per la realizzazione di giochi d'azzardo, ha portato a una drastica diminuzione dei titoli disponibili, scatenando delle vere e proprie guerre per accaparrarsi una nuova licenza, con cifre che, in alcuni casi, sono arrivate a sfiorare anche il miliardo di yen (11 milioni di euro).

Il business del pachinko porta dei vantaggi anche agli animatori; per lavorare sulle animazioni utilizzate nelle macchinette, infatti, ricevono una retribuzione di gran lunga superiore a quella normale. Considerando che le animazioni devono però essere rifatte da zero è ovvio constare come, alla fine, il vantaggio economico sia abbastanza contenuto. Tuttavia gli animatori non si lamentano di questa situazione, in un settore in piena crisi questo è pur sempre un buon lavoro.

E se fin ora sono stati gli anime a ispirare le macchine da pachinko, adesso le parti si sono invertite, e uno dei personaggi creati per le macchinette della Tecmo avrà una serie televisiva interamente dedicata.