Helen McCarthy, autrice del libro The Anime Encyclopedia, denuncia gli ostacoli che riscontrano gli autori di libri al giorno d'oggi.
Helen McCarthy, solida autrice inglese di opere come The Art of Osamu Tezuka: God of Manga, Hayao Miyazaki: Master of Japanese Animation, nonché coautrice del corposo e celeberrimo volume The Anime Encyclopedia: A Guide to Japanese Animation Since 1917, ha inserito nel suo blog personale la propria reazione alla notizia che anche il suo enciclopedico libro sulla storia dei manga è stato copiato e diffuso online.
L'autrice collaborò con Jonathan Clements nella stesura del tomo, che si compone di ben 850 pagine relative ai primi novant'anni di vita degli anime: il libro è stato pubblicato dalla casa editrice Stone Bridge Press nel 2001, la quale lo ha poi rivisto e aggiornato in una nuova edizione nel 2006. Il contributo che il libro ha fornito agli studi sull'animazione nipponica è stato piuttosto rilevante, dato che il volume è stato anche il primo in lingua inglese dedicato a quest'argomento.
McCarthy ha espresso la propria frustrazione in merito alla diffusione delle copie non autorizzate, dicendo che “Io, il mio editore e Clements, che l'ha scritto a quattro mani con me, dovremmo essere i soli a decidere se permettere o meno che The Anime Encyclopedia sia diffuso gratuitamente, e non qualche sconosciuto che riesce a celarsi fra le pieghe della rete per mezzo di un alias”.
L'autrice ha anche manifestato le difficoltà che stanno alla base della legge relativa alla protezione del diritto d'autore digitale, ovvero la Digital Millennium Copyright Act del 1998, e in particolare con la legge OCILLA (Online Copyright Infringement Liability LImitation Act): quest'ultima prevede una limitazione della responsabilità dei provider internet per quanto riguarda il materiale inserito in rete per mezzo dei loro servizi e la rimozione o il blocco dell'accesso a qualsivoglia materiale protetto in caso di notifica della violazione dei diritti.
McCarthy aggiunge, inoltre, che questo processo di notifica e segnalazione richiede che a monte esistano specifici moduli da compilare: redigerli, per poi elaborarli, esige del tempo, durante il quale il materiale copiato può essere indebitamente trasmesso e diffuso online in altri siti web. Secondo la McCarthy, soltanto una minima parte delle persone o società defraudate dei propri diritti si prendono la briga di portare avanti una complessa richiesta di segnalazione di questo tipo.
La McCarthy ha infine puntualizzato che “Per chi lo desiderasse, gli autori dispongono già di un concreto meccanismo con il quale rendere i propri lavori disponibili al download gratuito, ed è una Licenza Creative Common: si tratta di uno strumento meravigliosamente semplice e flessibile, che consente al creatore di un qualunque genere di opera intellettuale di scegliere esattamente il livello di accesso da consentire ai fruitori del proprio lavoro, nonché eventualmente di quale parte dei diritti d'autore spogliarsi in favore di un utilizzo più ampio dell'opera”.
Helen McCarthy, solida autrice inglese di opere come The Art of Osamu Tezuka: God of Manga, Hayao Miyazaki: Master of Japanese Animation, nonché coautrice del corposo e celeberrimo volume The Anime Encyclopedia: A Guide to Japanese Animation Since 1917, ha inserito nel suo blog personale la propria reazione alla notizia che anche il suo enciclopedico libro sulla storia dei manga è stato copiato e diffuso online.
L'autrice collaborò con Jonathan Clements nella stesura del tomo, che si compone di ben 850 pagine relative ai primi novant'anni di vita degli anime: il libro è stato pubblicato dalla casa editrice Stone Bridge Press nel 2001, la quale lo ha poi rivisto e aggiornato in una nuova edizione nel 2006. Il contributo che il libro ha fornito agli studi sull'animazione nipponica è stato piuttosto rilevante, dato che il volume è stato anche il primo in lingua inglese dedicato a quest'argomento.
McCarthy ha espresso la propria frustrazione in merito alla diffusione delle copie non autorizzate, dicendo che “Io, il mio editore e Clements, che l'ha scritto a quattro mani con me, dovremmo essere i soli a decidere se permettere o meno che The Anime Encyclopedia sia diffuso gratuitamente, e non qualche sconosciuto che riesce a celarsi fra le pieghe della rete per mezzo di un alias”.
L'autrice ha anche manifestato le difficoltà che stanno alla base della legge relativa alla protezione del diritto d'autore digitale, ovvero la Digital Millennium Copyright Act del 1998, e in particolare con la legge OCILLA (Online Copyright Infringement Liability LImitation Act): quest'ultima prevede una limitazione della responsabilità dei provider internet per quanto riguarda il materiale inserito in rete per mezzo dei loro servizi e la rimozione o il blocco dell'accesso a qualsivoglia materiale protetto in caso di notifica della violazione dei diritti.
McCarthy aggiunge, inoltre, che questo processo di notifica e segnalazione richiede che a monte esistano specifici moduli da compilare: redigerli, per poi elaborarli, esige del tempo, durante il quale il materiale copiato può essere indebitamente trasmesso e diffuso online in altri siti web. Secondo la McCarthy, soltanto una minima parte delle persone o società defraudate dei propri diritti si prendono la briga di portare avanti una complessa richiesta di segnalazione di questo tipo.
La McCarthy ha infine puntualizzato che “Per chi lo desiderasse, gli autori dispongono già di un concreto meccanismo con il quale rendere i propri lavori disponibili al download gratuito, ed è una Licenza Creative Common: si tratta di uno strumento meravigliosamente semplice e flessibile, che consente al creatore di un qualunque genere di opera intellettuale di scegliere esattamente il livello di accesso da consentire ai fruitori del proprio lavoro, nonché eventualmente di quale parte dei diritti d'autore spogliarsi in favore di un utilizzo più ampio dell'opera”.
Mi viene in mente quella pubblicità efficace della SIAE di qualche anno fa: chi copia dvd ruba..nessuno ruberebbe un portafoglio, eppure molti piratano..
si dovrebbe soffermarsi più spesso a pensare alle conseguenze: ai danni all'editoria, già seriamente provata, in questo caso. Sempre meno edizioni=prezzi sempre più alti=sempre più pirateria e il serpente si morde la cosa
E non parlatemi di SIAE, a quei maledetti basta che gli paghi il bollino e puoi portare in Italia anche materiale pirata o chissà cos'altro...
Ma come si fa a difenderla sta gente, merita tutto il disprezzo possibile. Odio chi si arroga diritti che non possiede e mai possiederà. Fossi io l'autore del testo altro che frustrazione..
Io confido sempre nella buona volontà degli appassionati che non possono accontentarsi di opere piratate, ma che hanno il buon cuore di pretendere copie originali a buon prezzo.
Dopo averlo comprato, ovviamente.
Leggere un libro via internet lo considero impossibile, molto meglio il cartaceo
Se qualcosa non vende o vende poco magari questi autori dovrebbero impegnarsi a realizzare qualcosa di meglio, a renderlo magari disponibile online tramite un forfet a basso prezzo o a pubblicizzarlo con più risonanza. Esempio Avatar di Cameron, il film come storia fa pietà ma è stato talmente pubblicizzato che ha sfondato il record ai botteghini in tutto il mondo, segno che è falso che l'industria è in crisi anche con opere banali, tutt'altro.
Biasimare il p2p o gli isp è sempre la via più breve e facile per chiedere poi filtri e restrizioni. La storia si ripete sempre.
Mi sembrava che riguardo alla diffusione online il caso X-Men le origini: Wolverine avesse dimostrato come in realtà la distribuzione web illecita possa essere d'ausilio agli incassi, visto che Wolverine ha fatto più incassi di Conflitto Finale venendo distribuito illegalmente online qualche settimana prima dell'uscita al cinema
Come per i film (una volta visto che vale la pena vederlo al pc vai con gli amici a vederlo al cinema, una sorta di trailer maggiorato) così per i manga (conosco persone che hanno letto prima via internet i manga e poi li hanno acquistati, dopo aver visto che ne valeva la pena essendo belli)
Visto che quasi sicuramente si tratta di uno di quei volumi dai 40 euro in su, i possibili acquirenti lo prenderanno di sicuro.
Invece quelli che lo scaricheranno non lo avrebbe comprato ugualmente.
Quindi da un punto di vista "economico" non c'è poi tanto danno.
Almeno io la penso in questo modo.
riguardo la pirateria, è una vergogna veder ripagati così gli sforzi e il lavoro di un'autrice!
ma comunque, il fascino di avere il libro tra le mani è impagabile!
Anch'io preferisco di gran lunga la versione cartacea, non perché sono un tradizionalista ma perché gli occhi mi si stancano facilmente e un libro posso portarlo dove voglio e leggerlo ugualmente bene. Leggere sull'IPhone non è proprio il massimo.
E poi la carta mi invoglia di più a leggere.
come ben spiegato da alessandro296 questa sembra molto la lagna di uno che vuole fare solo i soldi anche perchè essendo un prodotto di nicchia, in più di considerevoli dimensioni e preso atto della scarsa diffusione di schermi non retroilluminati o uno ci si gioca la vista o il libro se lo compra.
Sono cmq curioso di leeggerne qualche estratto per verificarne la precisione , non vorrei fosse come il dizionario dei cartoni animati che venduto a 50Euro era pieno di errori grossolani anche se forse imputabili alla traduzione.
Però, quando si tratta di saggi, di opere cioè che fanno i soldi sfruttando nomi e marchi altrui, che bisognerre dire?
La McCarthy fa la bella vita da anni scrivendo articoli e libri rubacchiando dati e notizie da altri libri , saggi e riviste.
Anche questo e una forma di pirateria no?
E sicuramente si sarà scaricata e o duplicata un fracco di anime per poterne poi parlarne ( a meno che non sia straricca da poterseli comprare tutti originali, anche quelli rarissimi), oppure glieli regalavano le case di produzione?
Alla fine la pirateria fa comodo a tutti tranne quando le tasche che ci rimettono per colpa di essa sono le proprie.
Ci sono casi e casi. In questo, vergogna!
Non confonderti, non ci sono licenze gratuite per quel libro.
Ribadiva che è diritto dell'autore concederle SE VUOLE attraverso meccanismi come LCC, ma non è questo il caso.
Per il resto, è suo completo diritto difendere la propria opera certo è che casi come il suo ne esistono a decine e decine di migliaia quindi la notizia vale poco (si direbbe "non fa notizia") se non come mera "curiosità".
Comunque sia il materiale cartaceo non dovrebbe mai essere piratato, anche perchè non credo che i prezzi ad esso relativi siano poi così alti.
E poi, come ha già scritto aya111, è verissimo che il libro sfogliato con le proprie mani ha tutto un altro impatto
Come è già stato detto da qualcuno, anche la gente scarica, se poi apprezza il materiale, se lo compra. Così ho sempre fatto io, e così sempre farò. La pirateria ormai è più uno strumento pro alle vendite, che non il contrario. Tanto per fare un'esempio, praticamente tutti i cd musicali che ho io, li devo ad internet. Altrimenti col quarzo che mi buttavo ad occhi chiusi su un prodotto.
Poi la tipa è proprio forte: se ne esce come se la distribuzione illegale di materiale su internet fosse una novità, come insomma se riguardasse solo il suo bel libricino. Ma va là.
E' palese che tutta 'sta lagna c'ha ben altri scopi. Evviva la pubblicità!
E ti dirò di più, cara la mia Helen, non solo io non scaricherò il tuo libro, ma, dopo 'st'uscita di lusso, probabilmente manco me lo comprerò mai. Alla facciaccia tua.
Detto questo, non molto tempo fa l'ho scaricato. Per diversi motivi:
1. volevo una versione .pdf facilmente consultabile.
2. la mia copia è su uno scaffale in mezzo ai fumetti e ad altri libri. Io, però, non vivo più in Italia da anni... mi è un po' difficile consultarla...
3. volevo la versione aggiornata senza dover necessariamente ricomprarla da zero.
Mi chiedo anche questo:
1. se il libro fosse disponibile in biblioteca, si lamenterebbero lo stesso? Tra l'altro credo che in qualche biblioteca sia possibile trovarlo.
2. dove vivo io, le librerie hanno anche le poltrone. Si può prendere un testo, leggerselo tutto e poi riporlo sullo scaffale senza acquistarlo. Per una enciclopedia a schede come questa, è l'ideale. E vi garantisco che l'ho visto in libreria. Denunceranno anche le catene librarie per questo?
Tra l'altro ho un dubbio. Questo testo è una sorta di "Morandini" dell'animazione. Mi chiedo come abbia fatto la McCarthy a procurarsi tutte, e sottolineo TUTTE le serie TV complete, i film d'animazione e gli OAV usciti dagli inizi del 1900 ad oggi. E quando dico tutte, intendo proprio TUTTO lo scibile animato prodotto in Giappone da quando è stata inventata l'animazione. Sono proprio curioso di sapere se a casa ha qualche vecchia VHS duplicata. O forse è straricca, e ha potuto acquistare tutto direttamente dal Giappone.
Magari ha un magazzino dove le ha stipate tutte.
Forse è la più grande collezionista di anime mai esistita sulla Terra. La regina degli Otaku.
Chi lo sa, magari finirà a fare il primo ministro in Japan.
Il libro è consultabile in diverse librerie della città in cui vivo. Posso prenderlo e leggerlo anche tutto il giorno comodamente seduto su un divanetto.
L'ho già fatto con altri fumetti, e lo fa tanta gente. I commessi non ti dicono nulla, le poltrone sono lì apposta.
Secondo te gli autori si dovrebbero lamentare?
Terzo: sono STRA-sicuro che la McCarthy abbia almeno una VHS duplicata con gli anime tramite i quali ha fatto CARRIERA e DENARO. Ne vogliamo parlare? O il discorso vale solo quando si lamenta lei?
Posso dire di avere almeno una vaga idea di cosa significhi raccogliere il materiale relativo a questo tema, a dover accertare tutte le fonti, le notizie, le informazioni, e allo stesso tempo sapere che niente di tutto ciò che ha scritto sarà mai veramente completo, perfetto, esaustivo per sempre. Insomma, il lavoro di catalogazione, raccolta e rielaborazione dei dati è veramente immane, e ha tutto il diritto di sentirsi svilita nel sapere che c'è gente che fruisce del suo libro fregandosene altamente di quanto è costata quell'opera in termini di fatica, fatica che così non viene ripagata.
Però è altrettanto vero che un libro di questo genere, come hanno già detto altri prima di me, nessuno se lo leggerebbe seriamente al pc. 850 pagine di enciclopedia son tantine.
Poi non so esattamente come funzioni quando si pubblica un libro, però potrebbe esserci anche la questione che (ipotizzo) la McCarthy abbia dovuto pagare i diritti per tutte le immagini/serie che ha citato nel suo volume, e vedere che poi le immagini e le informazioni circolano abbastanza indebitamente, eh, fa girare
Non giustifico la sua rabbia dal punto di vista "commerciale", perché come ho detto prima non credo che quelle su internet siano "vendite perse" (anche qua mi hanno preceduto: chi è veramente interessato, il libro se lo compera ugualmente), quanto piuttosto su quello di chi si vede un impegno di lavoro immane calato indebitamente sul web, potenzialmente a disposizione di chiunque, a scapito della sua fatica, ecco.
Sulla seconda questione, beh, che l'autore abbia piratato non c'entra una emerita cazzuola con la notizia. Non è che se commetto un errore posso subire un angheria come controrisposta. Se ha piratato beh che venga inquisita per questo. Non è che un ladro non può far valere i propri diritti solo perchè è un ladro. Dove siamo in paese di forcaioli?
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