Dopo una serie di voci e annunci che si sono rincorsi nei primi mesi dell'anno, è ormai ufficiale: l'edizione 2010 di Lucca Animation è stata cancellata. Le sarà dedicata una finestra durante Lucca Comics & Games, tuttavia il nuovo obiettivo è quello di garantire una cadenza biennale all'evento.
La cancellazione sembra essere legata a questioni di tipo economico, ciò nonostante si parla anche di un riscontro di pubblico non entusiasmante.
Il Festival di Lucca Animation, nei suoi due anni di vita, non ha mai avuto un pubblico enorme, ma è riuscito a promuovere in modo molto efficace la cultura dell'animazione guardando al di là dei blockbuster: fra gli ospiti intervenuti nelle scorse edizioni ricordiamo per esempio i premi Oscar Kunio Kato e Suzie Templeton.
Per approfondire le ragioni di questa cancellazione riportiamo una parte dell'intervista ad uno degli organizzatori della manifestazione, il direttore artistico Giovanni Russo, pubblicata su Lo Schermo, rivista on-line di Lucca.
- Perché si è aspettato così tanto per comunicare la cancellazione di Lucca Animation 2010? Vedi, il processo organizzativo si era già messo in moto.
Siamo arrivati in ritardo anche perché la valutazione delle nostre capacità economiche, da cui dipende l'organizzazione dell'evento, è stata possibile solo con l'inizio dell'anno nuovo. Quindi da gennaio in poi.
- È davvero un problema di fondi? Sì. Un problema di bilancio della S.r.L. che non permette movimenti. Le istituzioni, come il Comune di Lucca, possono darci una mano. Ma anche la città non ha risposto benissimo.
E noi della Lucca Comics & Games, quest'anno, avremmo potuto coprire solo una piccola parte del costo complessivo. I Comics di novembre sono una macchina rodata, ma non possono ancora sostenere tutta l'organizzazione del festival di animazione. Partendo da queste considerazioni, abbiamo poi fatto le nostre riflessioni. E il tempo è passato.
- Quanto è costato, nei primi due anni, Lucca Animation? E a quanto ammonta il contributo del Comune di Lucca? Nelle questioni legate ai numeri preferisco non entrare. Rischierei di riportare cifre inesatte. Sicuramente il direttore Renato Genovese può spiegarlo meglio.
- Vorremmo capire se il contributo dell'amministrazione è sostanziale. Anche perché la comunicazione della cancellazione di Animation è passata proprio dagli uffici comunali... Si trattava di una notizia "sensibile" e abbiamo valutato insieme il da fare. Del resto, il Comune di Lucca aveva molto voluto questo festival.
- Come commenti questo 'slittamento'? Beh, confermo quello che è stato detto: purtroppo è un problema di risorse. Un problema che, in questo periodo di crisi, è molto sensibile. I fondi alla cultura, poi, sono quelle che soffrono di più. Capita ovunque.
- Però tutte le altre iniziative sostenute dal Comune sono state salvate. Tutte eccetto Animation. Solo perché è l'ultimo arrivato? L'impegno del Comune di Lucca verso Lucca Comics & Games non riguarda solo Animation, ma anche il festival di novembre e le altre attività che organizziamo durante l'anno. Il discorso, quindi, è più generale.
Detto questo, siamo noi a dover essere più bravi. Quella che si è creata è una situazione da cui abbiamo imparato molto. Quindi ripartiamo da qui per una ristrutturazione della s.r.l. che ci possa far evitare, in futuro, altri inconvenienti di questo tipo. Affinché sia possibile rendere sostenibile anche Lucca Animation, in modo più autonomo. Ritengo sia una cosa fattibile. Personalmente, anche se sembrerebbe assurdo, sono ottimista. Del resto Animation è sempre stato un mio progetto. E, chiaramente, ci tengo in modo particolare.
- Il vostro primo obiettivo, quindi? Portare avanti il festival e renderlo completamente sostenibile.
- Quando il festival fu presentato, due anni fa, si parlò di Animation come l'evento capace di occupare, col tempo, un primo piano fra tutti i festival nazionali di genere. Proprio come Lucca Comics è per i fumetti, così Animation avrebbe dovuto essere per l'animazione. A questo punto, con la biennalizzazione, si ridimensionano anche le prospettive? Più che ridimensionare gli obiettivi, questa dev'essere valutata come una battuta d'arresto. Anche la stessa bienalizzazione è qualcosa che potrà essere rivista. Se ci saranno le condizioni per tornare all'annualità, beh, lo faremo. Quest'anno è andata così. La biennalizzazione è più un "annuncio potenziale" che la definizione di uno standard. Ora pensiamo al 2011.