Arcobaleno di spezie cover 1Arcobaleno di spezie (Nijiiro tougarashi) rappresenta, all'interno della produzione artistica di Mitsuru Adachi, non solo una delle due più importanti serie degli anni '90, ma anche una delle storie più particolari e atipiche che il maestro della commedia adolescenziale nipponica abbia mai partorito.

La vicenda è ambientata a Edo, una cittadina che ricorda in tutto e per tutto l'omonima città del Giappone feudale ora conosciuta come Tokyo. Per proteggersi da eventuali critiche sulla poca fedeltà storica della sua opera, tuttavia, l'autore decide di porre questa Edo su un lontano pianeta simile alla Terra e in un futuro indeterminato. Qui facciamo la conoscenza di Shicimi, quindicenne orfano di madre che si ritrova improvvisamente con ben sei fratellastri, nati tutti da madri diverse ma dal medesimo padre. L'inizio della storia si incentra principalmente sugli accadimenti quotidiani di Shicimi, Natame, Sansho, Chimpi, Keshi, Goma e Asa, ponendo però le basi per il potenziale sviluppo di una trama maggiormente articolata con l'introduzione dello Shogun Tokugawa e di alcuni comandanti stranieri interessati in qualche modo alla politica interna dello stato.

Narrativamente, Arcobaleno di spezie si discosta di molto dalle altre serie lunghe di Adachi, mostrando maggiori affinità con alcune sue miniserie o storie brevi a carattere quasi interamente comico. Possibile ispirazione, anche a fronte dei demenziali combattimenti all'arma bianca presenti, potrebbe essere la raccolta di storie brevi Hirahira-kun, disegnata da Adachi nel suo periodo giovanile e pressoché sconosciuta in Italia. Sebbene la cura maggiore sia – almeno finora – dedicata al lato comico-demenziale della vicenda, Adachi non rinuncia a un altro dei suoi marchi di fabbrica, ponendo le basi per articolati risvolti sentimentali tra i vari personaggi presentati.

L'ambientazione a carattere storico dona ai classici personaggi di Adachi un'originalità del tutto nuova; sebbene le caratterizzazioni grafiche siano quelle canoniche dell'autore, il vestiario d'epoca ne permette una maggior varietà e più libertà del consueto nel tratteggiarli. A parte questo, lo stile grafico è quello tanto apprezzato – o disprezzato – dell'Adachi anni '90, ormai già maturo ma che non ha ancora raggiunto la precisione dei recenti Katsu! o Cross Game, con un character design essenziale in grado di trasmettere un ampio ventaglio di emozioni tramite l'utilizzo di poche e semplice linee, e una notevole cura per gli sfondi realizzati tramite un grande uso di brevi e veloci tratteggi.

A colmare l'ultimo grande buco presente all'interno delle pubblicazioni italiane di Mitsuru Adachi è Flashbook Edizioni. Dopo una serie di decisioni di carattere editoriale, nate dall'eccessivo avvicinarsi di Cross Game all'uscita giapponese e terminate con l'annuncio della conclusione della suddetta opera, Arcobaleno di spezie prende il posto di Cross Game nella collana Big Comics, alternandosi con cadenza bimestrale a Katsu!. L'edizione di Arcobaleno di spezie presenta alcune differenze da quelle a cui ci aveva abituato l'editore. In primis la sovracopertina, liscia e priva della canonica lucentezza, nonché meno aderente al volume di quanto fossimo abituati. Buona la carta utilizzata, tendente al grigio e ben spessorata, in grado di garantire una notevole flessibilità dell'albo e una trasparenza delle tavole pressoché nulla. Nota dolente invece la stampa che, a causa di un'eccessiva inchiostrazione, presenta in alcune parti pesanti sbavature, che rendono le tavole sporche e fastidiose da leggere. Difetto, questo, forse dovuto a un sovradosaggio, che pare tuttavia non essere presente in tutte le copie disponibili. La traduzione e l'adattamento sono come sempre ben fatti, in piena fedeltà all'originale giapponese e cercando di trasmettere al lettore italiano le stesse sensazioni provate dal lettore originale. In Arcobaleno di spezie, l'editore di Bologna decide di inserire le note direttamente a piè pagina, a differenza del passato in cui le inglobava in un glossario a fine volume, permettendo quindi una maggior immediatezza e semplicità nel loro utilizzo. Infine, forse troppo ben abituati con Katsu! e Cross Game, dispiace constatare l'assenza di un redazionale o di qualche approfondimento a fine albo. Il prezzo è quello canonico per edizioni da fumetteria, 5.90€.

Arcobaleno di spezie - Shicimi

Arcobaleno di spezie è un esperimento quantomeno interessante da parte di Mitsuru Adachi, un tentativo di staccarsi (in parte) dall’uniformità narrativa che – nel bene o nel male – caratterizzava le sue opere principali. La decisione di puntare maggiormente sull’aspetto comico-demenziale potrebbe risultare, tuttavia, un’arma a doppio taglio, rischiando di relegare quest’opera a mero “divertissement” per i fan dell’autore. Se Arcobaleno di spezie meriti di essere annoverato tra le opere più meritevoli di Adachi è ancora presto per dirlo, ma tutto dipenderà da come l’autore saprà gestire l’evolversi della trama e dei personaggi, sperando esso non degeneri in un ibrido mal riuscito come Gintama. Indipendentemente dal risultato finale, che non è certo possibile immaginare con solo un paio di volumi letti, non ritengo Arcobaleno di spezie l’opera ideale per introdursi al mondo di Mitsuru Adachi.

Autore: Slanzard


Arcobaleno di spezie - Chimpi«Spiazzante!»

Ciò che si prova leggendo il primo volume di Arcobaleno di spezie è una sensazione di confusione mista a spaesatezza; dalla prima all’ultima pagina la domanda che rimbomba costante e incessante nella testa del lettore è “E quindi?”. Avvenimenti, personaggi e gag comiche si alternano senza un apparente senso logico, come se l’unica intenzione dell’autore fosse quella di mettere su carta un susseguirsi di scene disconnesse e senza un ordine narrativo prestabilito.

Gli aspetti che mi hanno colpito in positivo sono stati il coinvolgimento diretto del lettore da parte di Adachi, cosa a cui non sono avvezzo disdegnando io stesso il genere comico-demenziale, e la vaghezza dell’ambientazione che mi ha ricordato, pur sempre in maniera sottile, l’opera di Hideaki Sorachi, autore del più recente Gintama.

Per quanto questa comicità esasperata e mancanza di una trama forte e ad impostazione narrativa mi abbiano lasciato abbastanza perplesso, confido in un secondo volumetto meno nonsense e più esplicativo, cosa questa non da escludere a priori data la presenza di qualche scena a fine volume che sembra prospettare l’introduzione di una storia più compatta.

Conscio dell'anormalità di questa serie rispetto alle altre dello stesso autore dall’inizio, ho scelto di introdurmi in ogni modo nel mondo di Adachi proprio con Arcobaleno di spezie, limitandomi così a giudicare l’opera nello specifico e non l’autore in generale.

Autore: bruttabestia


Arcobaleno di spezie - Natase«Curioso!»

La lettura del primo volume di Arcobaleno di spezie desta variegate sensazioni, tutte riconducibili a un senso di singolare attrazione nei confronti di questo manga. Mi colpisce subito il tratto grafico, tanto morbido e semplice nel tratteggiare i personaggi quanto preciso nel delineare abitazioni, boschi e castelli; in particolare questi ultimi sono ben resi nella loro maestosità anche con un uso tutto sommato scarno di retini.
Per quanto riguarda la storia, i nove capitoli-pergamene che compongono il primo volume si fanno leggere con scioltezza, invitando naturalmente al proseguimento dell'opera: la narrazione viaggia su diversi livelli e, se in apparenza le storie sembrano slegate l'un l'altra, si ha anche l'impressione che tutto sia l'opposto di ciò che appare, e che la vera storia si ricombini, a tempo debito, in un perfetto incastro. D'altronde è lo stesso Adachi a rivelarlo, per mezzo delle parole di un suo personaggio: "Inoltre, pensa anche alle necessità dell'autore. Prima pergamena, primo episodio". Mitsuru Adachi disquisisce direttamente con il lettore altre volte nel corso dei capitoli: l’autore gioca attraverso l'inserimento di gag comiche, creando una sorta di vivace intrusione nella storia. Una bizzarria che si aggiunge ad altre, tra cui la curiosa ambientazione nel futuro, inspiegabilmente simile al feudalesimo giapponese pur con voluti anacronismi.

È la prima volta che leggo Adachi, e l'approccio di curiosità con cui mi sono avvicinata a questo manga non è stato tradito: il modo in cui è costruita e raccontata la storia, i suoi personaggi, i rimandi ad ambientazioni ora antiche e ora moderne e, non ultime, le numerose bizzarrie di cui si compone ne fanno un prodotto che stimola la lettura. Ne attendo trepidante il secondo volume perché è una storia che, contrariamente alle mie abitudini, ha saputo catturarmi fin dalle prime pagine

Autore: zettaiLara


Arcobaleno di spezie - Goma«Dove ci voglia portare Arcobaleno di spezie, al momento non ci è dato saperlo.»

Mitsuru Adachi imbastisce, nel giro di un solo volume, una trama articolata e ricca di personaggi e di misteri, che personalmente non vedo l’ora di seguire nel proseguimento della narrazione. È una storia bizzarra, ambientata in un antico Giappone dell’epoca Meiji che poi l’antico Giappone dell’epoca Meiji non è, ma gli somiglia assai. Un universo urbano e affollato, popolato di un arcobaleno (come da titolo) di bizzarri personaggi ognuno differente dall’altro, come se fossero le differenti spezie che condiscono una pietanza.
Nonostante la bizzarria della storia e dell’ambientazione, così inusuale per l’autore che solitamente ci ha abituati a commedie adolescenziali che parlano d’amore, d’amicizia e di sport, il volume si fa leggere con grandissima scioltezza e non è difficile ritrovarvi le caratteristiche tipiche dei fumetti di Adachi. Certo, mancano le fork lanciate a 140 km/h e il sogno del Koushien, qui soppiantati da costumi e acconciature tradizionali, duelli di cappa e spada, architetture in legno, ninja, shogun e samurai. In compenso, ritroviamo però tutto ciò che caratterizza lo stile di Adachi: il gusto per le gags, i personaggi secondari divertentissimi, l’autoironia, la presa in giro dei propri personaggi, le storie d’amore narrate in maniera delicata, personaggi "tipo" (la ragazza maschiaccio e scostante, il ciccione amichevole o il gigante forzuto e bonario che appare all'improvviso mettendo paura ai presenti), l’espressione dei sentimenti attraverso silenzi, vignette prive di dialogo o di soli paesaggi.
Questo primo volume probabilmente è ben poco rappresentativo di quel che sarà l’opera, ma si è rivelato una lettura simpatica e piacevole, oltre che sicuramente molto originale e personale, che non vedo l’ora di poter continuare al più presto e che sicuramente posso consigliare agli appassionati di storie di cappa e spada sull'antico Giappone, i quali si divertiranno a leggerne qua una personale versione, seppur in maniera parodica e divertente, ad opera di uno dei maggiori fumettisti del Sol Levante.

Autore: Kotaro