Duemila anni fa Erone di Alessandria presentava a una nutrita congrega di nobili e dignitari la sua macchina a vapore. Tuttavia l’umanità ha dovuto aspettare altri 1700 anni prima di tornare a parlare di pneumatica e automatica. Perché? Perché quei dignitari, sorpresi nella meraviglia di quell’invenzione che poteva svolgere il lavoro dell’uomo, pensarono: “Se cominciamo ad usarla, cosa ce ne faremo degli schiavi?”.Comincia da episodi come questo la storia di un rapporto complesso, spesso frainteso, ostacolato e bistrattato: il rapporto tra l’uomo e le sue creazioni.
Oggi la civiltà moderna apprezza e tollera le macchine che faticano, tagliano, cuciono, saldano, tutte quelle macchine, insomma, che lavorano per l'uomo. Noi stessi, qui seduti davanti al monitor, non possiamo fare a meno del nostro PC, senza il quale non saremmo in grado di comunicare così rapidamente e in modo tanto efficace. Eppure vi è una linea di confine anche in questo ambito, un marker oltre il quale la nostra mente non è disposta ad andare.
È di pochi giorni fa l’annuncio della nascita di Mathilda, l’orsacchiotto robot in grado di percepire, analizzare ed elaborare le espressioni del viso, per reagire di conseguenza. Pensato e realizzato dai laboratori di robotica nipponici, Mathilda può reagire in oltre trecento modi differenti agli impulsi che capta, e i suoi genitori (gli scienziati giapponesi) sostengono che sarà un ottimo rimedio alla solitudine di anziani e bambini.
La macchina, dunque, che da mezzo diventa agente, che non serve più solo come mero strumento, ma è essa stessa che regge il filo del discorso, dialogando in prima persona con noi. Questo rapporto strano, molto più simile a quello tra un dio e la sua creatura, è chiamato interazione uomo-macchina ed è, a oggi, oggetto di studio non solo da parte di scienziati, ma anche di sociologi, antropologi e psicologi.
Uno dei primi a parlare seriamente di questo rapporto fu Asimov, che, nei suoi capolavori di fantascienza, già nei primi anni ’50 teorizzava un progresso in cui la macchina avrebbe non solo eguagliato, ma superato e dominato il suo creatore. Da lì il discorso si è aperto e i Giapponesi si sono dimostrati parecchio sensibili all’argomento. Basti pensare a Evangelion, Ergo Proxy o, tornando indietro nel tempo, a quel visionario Kyashan che già negli anni ’70 sdoganava un filone narrativo tra i più originali nel suo contesto e di fattura squisitamente nipponica, ossia un mecha che parla non solo di macchine, ma soprattutto del nostro rapporto con esse.
Gli stessi giapponesi che sollevano e tengono vive, nell’animazione e nel cinema, questioni etiche importanti quali il profondo rapporto tra l’uomo e i suoi oggetti, sono poi i primi a crearne di sempre più innovativi, in grado di interagire con noi e capire i nostri sentimenti. Contraddizioni del Sol Levante a cui siamo ormai abituati. Resta un'unica domanda da porci, prima di accettare questo tenero orsacchiotto come surrogato dell’umana comprensione: ma a lui, di come sta il nonno, gliene fregherà mai qualcosa?
Comunque, mi sa che è più fattibile che questo coso serva per i bambini che per gli anziani, non ce lo vedo mica il vecchietto che parla col peluche, il bimbo di tre anni si
potremmo fantasticare sul nostro mondo fra qualche anno...
fra qualche anno i robot conquisteranno la terra e schiavizzeranno tutti gli umani xD siiiiiiiiiiiii xDxD
In fondo le leggi della robotica vogliono che i robot non siano in grado di fare del male agli esseri umani, cosa a cui l'uomo sembra essere molto portato...
Non voglio fare polemica, sia chiaro, cerco solo di vedere la questione da un altro punto di vista e trovo che le implicazioni siano molto interessanti (e anche importanti)...
Io non mi accontenterei di un semplice orsacchiotto che, solo perchè è programmato a farlo, sorride e chissà cos'altro fa. C'è da dire però che viviamo in un epoca in cui le macchine hanno sostituito molte cose e hanno aiutato a migliorare la qualità della vita, magari anche questa novità potrà essere d'aiuto a chi ha dei problemi di carattere sociale. Potrebbe sostituire la figura di un'animale domestico che non potrebbe far parte di una famiglia (In centro città avere un cane per esempio non è facile). Cmq rimane pur sempre un giocattolo (e chissà quanto costa sta meraviglia) quindi non mi sembra il caso di preoccuparsi così tanto.
Ritornando al rapporto uomo-macchina mi sembra davvero molto interessante l'analisi di Musashi.
Sarà una coincidenza, sarà di no, ma interroghiamoci perchè proprio dalla società giapponese, altamente spersonalizzata in un contesto tecnologico-futuribile, sia ormai da anni leader nel settore. Si cerca di ricreare nella macchina quello che l'uomo tende a non avere più/quello che l'uomo sta perdendo: il sentimento..
Davvero divertente come Aduskiev ha concluso l'articolo
A parte gli scherzi, i macchinari oramai sono diventati fondamentali nella nostra società alle nostre velocità ma di questo genere al momento non ne vedo un'utilità significativa
E' ovvio che è positivo che l'umanità si stia finalmente avvicinando a quei canoni futuristici che esistono nella letteratura così come nella cinematografia e nell'animazione ormai da decenni ma c'è da vedere se si riuscirà veramente a lasciare l'uso di queste macchine (se saranno integrate nella società) in modo marginale, oppure finirà come in Time of Eve... O__O
Beh considerata la società sempre più individualista e visto che l'uomo è di per se un essere sociale, mi sembra un buon prodotto che può vendere bene. La domanda, casomai, è se siamo già ad un livello per cui una macchina può sostituire o integrare ciò che finora solo una persona è in grado di fare. Staremo a vedere!!
Io poi, ho come un sesto senso, le macchine mi parlano... mi basta poggiare la mano su di loro e mi parlano, mi dicono come stanno e cos'hanno che non va, agevola molto il mio lavoro.
Poi, da quando ho messo l'Amita Drive al posto del dissipatore della mia 240, ho uno strano salvaschermo... tutto verde, con una scritta bianca... mi ricorda Archimede o comunque qualcosa che ha detto Archimede...
Però ecco, preferisco che il contrario non avvenga mai, non sopporterei di essere consolato dal mio computer.
sembra interressantissimo!! spero che venga in italia..lo comprerei subito! ^^
questo sembra l'inizio di un' era nuova, come prevedevano gli anime!! ^^
cyborg, androidi, ecc ^^
naturalmente non in stile matrix...nn vorrei uno smith vicino a me XD
ma una robottina come MAHORO? (da mahoromatic) sarebbe bellissimo! (bellissima piu che altro XD)
cmnq, in ogni caso, sembra che stiamo vedendo l'inizio di una nuova era tra robot e uomini....^^
P.S.
W IL GIAPPONE! ^^ dove tutto quello che immagini diventa vero! ^^ grazie giappone!
2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima e con la Seconda Legge.
Le Tre Leggi Della Robotica
"in grado di interagire con noi e capire i nostri sentimenti".
Quanto è sbagliata questa affermazione...
La notizia è stata scritta molto bene e devo dire che sono d'accordo sul contenuto, però non ce lo vedo molto un vecchietto che parla con un peluche XD
Chissà cosa ne pensa l'orsacchiotto di tutto ciò...
Insomma lo dice anche Adu che a Mathilda del vecchietto non gliene importa…
penso che lo sviluppo della tecnologia sia fondamentale nonchè insito nell'uomo (lo diceva anche aristotele), infatti è grazie ad essa che possiamo vivere agiatamente.
ovviamente una fredda macchina non potrà mai sostituirsi al calore delle creature in carne e ossa, però può dar l'illusione di voler bene a una persona, e quindi secondo me può essere molto utile, soprattutto come peluche per dei bambini.
è un po' come credere in un dio, cioè appellarsi ad un essere che incarna tutte le qualità positive dell'uomo al massimo grado affinchè ci protegga; in realtà non è che un'illusione creata dall'uomo; allo stesso modo si può credere che il robot ci voglia bene, ma ovviamente non è così.
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